CACCIA, IL COMMISSARIO DELLO STATO IMPUGNA LA LEGGE SICILIANA SULLE AREE PROTETTE;
UNA VITTORIA DELL'ENPA
| Soddisfazione dell'Enpa per il provvedimento con cui il Commissario dello Stato per la Regione Siciliana ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale 103, "norme sul controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica o inselvatichita in aree naturali protette". Facendo seguito alla lettera inviata dal Consigliere Nazionale della Protezione Animali, Cataldo Paradiso, con cui si evidenziavano incongruità e difetti della legge regionale, il Commissario di Stato ha dato accolto i dubbi sollevati dall'Enpa e rimesso all'esame della Corte Costituzionale non solo gli articoli che si riferiscono all'abbattimento degli animali "domestici inselvatichiti" all'interno dei parchi e della aree protette (1 e 4), ma anche il primo comma dell'articolo 3, che indica la futura destinazione delle specie catturate e abbattute (beneficenza, commerciale, ricerca scientifica e didattica). Fin dalla sua approvazione da parte del Consiglio Regionale, l'atto normativo ha destato forti perplessità in quanto, oltre a prevedere l'abbattimento come unico strumento per contenere le specie animali in sovrannumero all'interno delle aree protette, senza prima delimitare quantitativamente il fenomeno, crea confusione e ambiguità in merito alla distinzione tra "specie selvatiche" e specie "domestiche inselvatichite". Il che, come già rilevato dall'Enpa, rischia concretamente di aprire la strada all'uccisione indiscriminata degli animali da compagnia. Nel confermare il suo apprezzamento per l'iniziativa del Commissario di Stato, la Protezione animali ribadisce la sua assoluta contrarietà a qualsiasi ipotesi di autorizzare attività venatorie all'interno dei parchi e delle aree protette, con il duplice obiettivo di tutelare il patrimonio faunistico collettivo, già gravemente compromesso, ed evitare la "militarizzazione" del territorio che conseguirebbe alla diffusione indiscriminata delle "doppiette". (31 ottobre 2008) |
SICILIA: SI ALLA CACCIA NEI PARCHI E NELLE AREE PROTETTE, SI PUÒ SPARARE
ANCHE A CANI E GATTI.
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Giorno infausto il 23 ottobre u.s., infatti, complici tutti i deputati
dell'assemblea regionale siciliana che hanno votato a favore del disegno di
legge presentato dall'On. Faraone (PD) - primo firmatario - e dall'On.
Caputo (AN) - Presidente della Commissione Attività Produttive - si è
consumato un vero attentato alla fauna selvatica e domestica in totale spregio alla
logica e alle Leggi Nazionali. La tanto invocata autonomia Siciliana difficilmente
trova applicazione in tema di economia (almeno ché non si parli di prebende,
sono ben noti a tutti i costi dell'ARS) e di quant'altro effettivamente
andrebbe a vantaggio della collettività siciliana. UNA BELLA MAGGIORANZA
TRASVERSALE a favore del partito dei cacciatori ha trovato subito l'accordo.
Nell'aula nessuna discussione, nessun emendamento, tutti favorevoli alla caccia
nei parchi e nelle aree protette, in qualsiasi periodo dell'anno, estesa anche
agli animali domestici inselvatichiti. Una vergogna tutta siciliana, solo il Veneto aveva legiferato in tal senso, ma mai si era arrivati a tanto. Con la scusa dei danni subiti dagli agricoltori del parco delle Madonie a causa dei cinghiali, l'abbattimento è autorizzato in tutta la regione. È innegabile che il problema dei cinghiali esiste, ma altre metodologie d'intervento sono disponibili, non c'era alcuna necessità di affidare al sanguinario divertimento dei cacciatori (ci pensano già i bracconieri) la soluzione. È aberrante inoltre solo ipotizzare di poter sparare a cani e gatti inselvatichiti (e chi deve stabilire che effettivamente siano tali?) E meno male che c'è una legge regionale sul randagismo! (male applicata). Non è previsto alcun censimento e monitoraggio, nè selezione, nè azioni di prevenzione, soltanto i fucili spianati e soldi a chi organizza le battute di caccia. C'è già chi pensa a organizzare il commercio delle carni e le sagre della salsiccia all'interno dei parchi per attrazione turistica. In Sicilia, il bacino di voti della lobby dei cacciatori di destra, di centro e di sinistra, ha prevalso contro qualsiasi elementare norma di buon senso e rispetto per la natura, la fauna e l'ambiente. L'Enpa metterà subito in atto qualsiasi azione per tentare di impedire il danno irreversibile che causerebbe questa ignobile legge sicula confidando che le altre associazioni protezioniste e animaliste non stiano a guardare. Ricordiamo ai signori politici che racimolano voti sporchi di sangue che c'è una maggioranza di cittadini stanchi delle prepotenze e delle vessazioni dei cacciatori che VOTA e si ricorderà di quello che è accaduto nel parlamento siciliano. Perchè i galoppini dei politici che portano le proposte della "perseguitata" categoria dei cacciatori non vanno un po' in giro tra la gente comune che abita in campagna e che lamenta fucilate nei cortili delle case, uccisione e avvelenamenti di animali domestici per vendette tra cacciatori, furti di animali, distruzioni di muri a secco, vandalismi nei frutteti e nelle zone coltivate, sveglie a suon di fucilate e tanto altro ancora. Il tutto in assenza di una reale opera di vigilanza giacchè la stessa è anche demandata alle associazioni dei cacciatori (Controllati e controllori). Questa maggioranza silenziosa, ostile alla caccia, ringrazia caldamente l'on. FARAONE unitamente a tutti quelli che hanno votato a favore di questo ignobile provvedimento. (23 ottobre 2008) |
OGNI ANNO PER FESTEGGIARE LA PASQUA VENGONO UCCISI 2 MILIONI DI AGNELLI.
QUEST'ANNO DECIDI DI CAMBIARE MENÙ.
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UCCIDE UNA GATTINA, CONDANNATO A 6 MESI DI RECLUSIONE. SODDISFAZIONE DELL'ENPA
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L'Enpa apprende con soddisfazione la notizia della condanna inflitta dal
Tribunale dei Minorenni di Catania al diciannovenne che, due anni fa, uccise una
gattina in Biancavilla. Il giovane faceva parte di un "branco" di otto studenti, che, nella notte tra il 28 e il 29 aprile 2006, aggredirono, a calci ed a bastonate una gattina, fino a provocarne la morte. Ancora una volta l'Enpa elogia i Carabinieri intervenuti sul posto e la coraggiosa donna che denunciò l'accaduto, nonostante la vergognosa indifferenza degli abitanti della zona, i quali già in precedenza avevano assistito ad altri casi ad opera degli stessi giovani. (8 marzo 2008) |
L'ENPA: NO AL TRASFERIMENTO DEI CANI FUORI REGIONE
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L'Amministrazione cittadina di Catania sta considerando l'idea di
trasferire in altre sedi fuori regione i 560 cani pertinenti al comune e ricoverati
nelle strutture consorziate. Tale proposta fu già avanzata anni addietro,
dall'ex assessore ai servizi socio sanitari Giuseppe Zappalà
e ripresa illegittimamente, oggi, dai dirigenti del suo ex assessorato. Con una
lettera d'invito, infatti, hanno promulgato, nei modi e nei termini, una
"proposta indecente" nei confronti degli animali, trattati così,
come oggetti da spedire nei luoghi economicamente più convenienti. L'Enpa
informa che tale invito è stato accolto dal titolare di un canile calabrese,
il quale dovrà detenere nella propria struttura, con altri 1800 cani e per
90 giorni, gli animali e garantire il recupero e soccorso dei randagi nel territorio
del comune di Catania. Il canile in questo modo diventerebbe come un alveare e
certamente non potrà essere garantito il benessere degli ospiti a 4 zampe.
Quale destino attenderà i cani dopo i 90 giorni e come potrà
essere garantito un servizio di soccorso e recupero da circa 300 kilometri di
distanza, non è dato saperlo. Inoltre, il comune di Catania ha un debito verso i canili della provincia di circa 2 milione di euro ed è legittimo chiedersi come farebbe a pagarne altri 141mila, prelevando i fondi dallo stesso capitolo e senza impegno di spesa fuori bilancio. Altro aspetto della questione, è che questo invito è stato promulgato come bando pubblico e alla gara ha partecipato un solo concorrente, cioè l'aggiudicatario, e qui nasce il sospetto della irregolarità nell'aggiudicazione. Questo Ente, sta intraprendendo ogni possibile iniziativa per impedirne lo spostamento, evitando così, questo stress ai cani, molti dei quali anziani e ammalati, e per ripristinare la legalità ed i diritti degli animali, ancora una volta negati. (7 marzo 2008) |