STIPULATA CONVENZIONE TRA L'ENPA E LA FACOLTA' DI
SCIENZE POLITICHE DELL'UNIVERSITA' DI CATANIA PER I TIROCINANTI
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L'intesa prevede un periodo di tirocinio, orientamento e formazione degli
studenti universitari da svolgersi presso l'E.N.P.A. Ente Nazionale Protezione
Animali. Il tirocinio e le attività ad esso correlate mirano a fornire una conoscenza
diretta di tutte le concrete iniziative che concernono la tutela e la salvaguardia
di animali ed ambiente, e che ispirano le campagne di sensibilizzazione alla
conoscenza ed al rispetto delle leggi in materia. Il Tirocinio ha natura formativa e persegue obiettivi didattici finalizzati all'acquisizione di conoscenze specifiche di settore. In concreto la formazione si realizza mediante l'assistenza di due Tutor, uno dell'Enpa ed uno didattico. L'accordo prevede un interscambio di conoscenze che permetterà allo studente di acquisire nuove competenze al fine di ampliare i propri orizzonti conoscitivi. Al tirocinante al termine del periodo verrà rilasciato un attestato che certifica il percorso seguito. (30 NOVEMBRE 2006) |
CANE VIENE LASCIATO MORIRE LENTAMENTE IN MEZZO ALLA STRADA PER L'INADEMPIENZA
DEL COMUNE DI ADRANO
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Nella città di Adrano (Catania) un cane ferito è stato abbandonato sul ciglio
della strada, morendo dopo dodici ore di agonia. La sezione Enpa di Catania
denuncia un caso emblematico di mancato soccorso nei confronti di un animale:
lo sfortunato quattrozampe martedì notte è stato trovato traumatizzato,
presumibilmente in conseguenza di un incidente stradale, ma non è stato ricoverato
presso alcuna struttura autorizzata per l'assenza (che si protrae da oltre due anni)
di una convenzione da parte del Comune di Adrano, che in mancanza di un proprio canile
sanitario avrebbe dovuto stipulare un accordo con privati che garantisse la continuità
e la correttezza del servizio. Il povero animale, malgrado il pronto intervento notturno della Polizia di Stato e del veterinario della AUSL3, è stato abbandonato a se stesso sulla strada fino alla tarda mattinata di mercoledì, quando essendosi aggravato il quadro clinico a causa delle mancate cure in un posto idoneo, al veterinario non è rimasta alcuna alternativa se non quella di abbatterlo. Questo non è che l'ultimo episodio di una lunga serie di comportamenti incivili ed antianimalisti aventi sempre come protagonista l'amministrazione comunale di Adrano. L'Enpa ha già annunciato che intende costituirsi parte civile nel procedimento. (22 NOVEMBRE 2006) |
S. GREGORIO: LE GUARDIE ZOOFILE DELL'ENPA SALVANO DUE CANI ABBANDONATI
ALL'INTERNO DI UN APPARTAMENTO
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Nella serata di ieri, le Guardie Zoofile dell'ENPA, su segnalazione di un
cittadino sono intervenute in via XX Settembre di S. Gregorio, per soccorrere
due cani, lasciati in assoluto abbandono all'interno di un appartamento
disabitato da anni. Al momento dell'intervento gli operatori di P.G. si sono trovati di fronte uno spettacolo drammatico e raccapricciante: i due poveri animali, un pastore tedesco ed un meticcio erano ridotti in fin di vita, stazionavano tra i propri escrementi, cumuli di rifiuti e suppellettili vari, sparsi in tutte le stanze da moltissimo tempo, senza acqua nè cibo, in scarsissime condizioni igienicosanitarie ed in forte stato di denutrizione; pertanto le Guardie Zoofile dopo aver notiziato il P.M. di turno, procedevano al sequestro, li sottoponevano a visita da parte del veterinario di turno dell'AUSL3 di Acireale, gli prestavano le prime cure e li affidavano ad una struttura autorizzata. Per l'accaduto è stata presentata una notizia di reato per maltrattamento animali, a carico del proprietario, il quale è stato rinttracciato da lì a poco in base alle informazioni assunte sul posto. Il presidente della sezione provinciale ENPA di Catania Cataldo Paradiso ritiene grave che i cani erano stati abbandonati nell'abitazione del condominio, affidata al portiere, in disuso da anni e che tutti i condomini, tranne uno, sono rimasti totalmente insensibili ai lamenti protratti nel tempo da parte delle due povere bestie. Fortunatamente la tempestiva azione si è rivelata decisiva, infatti, ci sono buone speranze sulle possibilità di recupero dei due poveri cani che si spera di poter affidare presto all'affetto di una famiglia. A tal proposito informa tutti i cittadini che casi analoghi possono essere segnalati anche telefonicamente alle Forze dell'Ordine o alle Guardie Zoofile al n. 095-270869. (11 NOVEMBRE 2006) |
BELPASSO: IL CAVALLO MORTO DURANTE IL PALIO ERA DOPATO. LE PROTESTE DELL'ENPA
ERANO FONDATE
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Non è stato un semplice incidente, il cavallo morto nel palio di Belpasso
(Catania) era dopato. Dagli esami ematici compiuti dal personale medico nel laboratorio dell'Unire di Milano sull'animale morto il 22 settembre scorso durante la manifestazione catanese, è emerso che al povero cavallo prima della gara erano state somministrate varie sostanze dopanti come caffeina, teofillina e fenilbutazoneossifenilbutazone. Le proteste dell'Enpa erano fondate, purtroppo ciò che si sospettava adesso è realtà. I carabinieri della compagnia di Paternò hanno denunciato il proprietario per maltrattamento animali ma tutto ciò non basta. E' del tutto evidente che ci sono gravissime responsabilità da parte degli organizzatori e del personale veterinario che avrebbe dovuto effettuare gli opportuni e doverosi controlli. L'Enpa seguirà il procedimento affinchè vengono perseguiti tutti i responsabili di questa morte annunciata. Si rinnova ancora una volta da parte della sezione Enpa di Catania l'invito al sindaco di Belpasso a dimettersi dall'incarico perchè ancora oggi, continua insieme a gran parte dei suoi amministratori a definire il palio come evento culturale, di tradizione e di pubblico divertimento; questa è perversione, crudeltà e compiacenza con la criminalità organizzata. L'Enpa si augura che questa drammatica vicenda serva almeno a convincere le istituzioni preposte a non autorizzare più corse dei cavalli e di non dover assistere a vergognosi spettacoli sulla pelle degli esseri deboli ed indifesi. (9 NOVEMBRE 2006) |
CATANIA: SEQUESTRATI 3 PITONI DI GROSSE DIMENSIONI
PALIO DI BELPASSO: MORTE ANNUNCIATA DI UN CAVALLO
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Le proteste dell'ENPA sono rimaste inascoltate, la manifestazione è
stata fatta tra la totale indifferenza delle istituzioni preposte al rilascio
dell'autorizzazione, che in ogni caso doveva essere denegata, in quanto
qualsiasi normativa in merito non può garantire il benessere animale,
poichè i cavalli dovrebbero correre sotto stress ed in condizioni non
consone alle loro stesse esigenze etologiche. Per di più sembrerebbero non essere state osservate nemmeno le prescrizioni dettate dalla prefettura e lo spettacolo vergognoso e sanguinario si è puntualmente avverato. Il povero animale indifeso ha subito una morte atroce e orribile, andandosi a schiantare contro le auto in sosta contro senso. Perchè quelle auto non sono state rimosse prima della gara? Chi avrebbe dovuto controllare? Perchè il palio non è stato sospeso? Questi interrogativi saranno oggetto d'attenzione da parte dell'autorità giudiziaria che sarà immediatamente informata. Questo ente ieri sera ha inviato un fax urgente in prefettura ed ha chiesto di vietare la gara programmata per oggi, e le prossime iniziative sono: richiesta di dimissioni del sindaco di Belpasso e dei suoi beniamini "esperti" di palio, e costituzione di parte civile nel procedimento penale. (22 SETTEMBRE 2006) |
PALIO DI BELPASSO: VIETARE QUESTO TIPO DI MANIFESTAZIONI
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Basta con questo tipo di manifestazioni crudeli nei confronti degli animali. E'
vergognoso ignorare le tante morti di cavalli in tali occasioni che per giunta vengono
pubblicizzate come eventi culturali, di tradizione e di pubblico divertimento; nel sangue non
c'è nè cultura e nè tradizione, ma solo perversione e crudeltà Inoltre, come è notorio, le corse dei cavalli vedono sempre il coinvolgimento di organizzazioni criminali dedite alle scommesse clandestine, congiunti agli effetti collaterali che tutti conoscono: droghe, doping e maltrattamenti agli animali al limite della loro stessa vita. Tanto nel totale disinteresse delle istituzioni (che concedono le autorizzazioni), sulla pelle e sulle sofferenze degli esseri deboli ed indifesi. Il sindaco di Belpasso e qualche consigliere "esperto" di corse di cavalli, anzichè preoccuparsi delle sofferenze degli animali che vagano nel territorio e delle molteplici discariche abusive che hanno sommerso il paese, perde tempo a bussare alle porte degli uffici preposti, a lagnarsi per ottenere un'ignobile autorizzazione che purtroppo gli è stata concessa. Tutto ciò nonostante le condizioni ambientali del tracciato non consentano uno svolgimento regolare della corsa in quanto risulta palesemente inadatto alle esigenze ed alle caratteristiche etologiche degli animali e non garantiscono l'incolumità nè degli stessi nè dei cittadini. Per questi motivi si chiede alle istituzioni preposte, ognuno per le proprie competenze, di revocare tale manifestazione per garantire il benessere animale ed il rispetto della legalità. L'ENPA, qualora dovesse svolgersi la corsa, presenterà un esposto alla procura della repubblica presso il tribunale per eventuali reati commessi. (21 SETTEMBRE 2006) |
CANE GRAVEMENTE FERITO VAGA NEL TERRITORIO PRIVO DI SOCCORSO E MUORE DOPO
7 GIORNI DI SOFFERENZE
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Nella mattinata odierna c'è stata segnalata telefonicamente la presenza di un
cane gravemente ferito vagante nei pressi del civico n. 6 della via S. Pietro Clarenza di Catania.
Immediatamente è stata informata la Polizia Municipale di Catania, la quale ha sua volta ha
richiesto l'intervento del servizio di soccorso dell'associazione AIPA, convenzionata con il
comune da pochi giorni. Il povero animale, invece, è rimasto privo di soccorso, ha continuato a vagare e appena giunto nella S.P. 88 si è rovistato a terra e dopo forti sofferenze è morto. Il fatto di per se è drammatico, vergognoso e deplorevole e si tinge di particolari agghiaccianti. Infatti, alcuni cittadini segnalano che l'animale è stato investito circa 7 giorni addietro, e che dopo varie richieste di soccorso, soltanto questa mattina la Polizia di S. Pietro Clarenza è intervenuta sul posto, ha accertato che l'animale si trovava in territorio del Comune di Catania e ha lasciato l'animale sofferente per strada che se soccorso in tempo forse poteva essere salvato, invece da li a poco è morto. Per l'accaduto verrà presentata denuncia all'autorità giudiziaria, in quanto vi sono gravissime responsabilità da parte del servizio convenzionato del Comune di Catania che non è intervenuto per soccorrere l'animale e da parte della Polizia Municipale di San Pietro Clarenza rimasta inerte ed insensibile alle sofferenze dell'animale ed al proprio dovere di informare chi di competenza. Il Comune pubblicizza servizi inesistenti e alla fine a farne le spese sono sempre i poveri esseri deboli e indifesi. (28 agosto 2006) |
I RANDAGI CONTINUANO A MORIRE SULLA STRADA ED IL
COMUNE PUBBLICIZZA MENZOGNE ED ILLEGITTIME INIZIATIVE
| L'ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, legittimato alla tutela, salvaguardia e protezione animali ed ambiente, facendo seguito all'articolo pubblicato ieri sul quotidiano "La Sicilia" a pag. 31 "Censimento e Sterilizzazione di Randagi……." non può fare a meno di esprimere il proprio totale dissenso a tale progetto non tanto per le finalità che esso si propone di attuare che potrebbero avere riscontri favorevoli nei confronti degli animali, ma sulle modalità e i tempi con il quale viene rappresentato (per la quarta volta negli ultimi anni) identificandolo quasi come l'unica panacea a tutti i mali che affliggono il mondo del randagismo. Infatti: l'Associazione AIPA, convenzionata con il Comune, non sembrerebbe essere in possesso dei requisiti richiesti per legge e indispensabili a svolgere tale delicato compito; il canile che dovrebbe ricoverare i cani operati è ubicato a Catenanuova (EN) quindi lontano dalla sala operatoria sottoponendo gli stessi animali operati a stress post-intervento causa la distanza; inoltre, la sterilizzazione del randagio non garantisce affatto il cittadino dal rincasare senza alcun timore, come invece si vuol far credere nell'articolo succitato poichè la problematica del cane pericoloso non ha nulla a che vedere col Servizio di Sterilizzazione. Il Comune, more solito, continua a sviare il vero problema che è il Servizio di cattura e ricovero dei cani vaganti che non esiste da quasi un anno (con la conseguenza che gli animali continuano a morire sulle strade senza soccorso) tra l'indifferenza dell'Ente moroso nei confronti dei gestori dei canili, che detengono i 900 cani e i 100 gatti di proprietà del Comune, da ben 18 mesi (malgrado gli impegni assunti risultati fasulli, i falsi annunci di mai avvenuti pagamenti e le conseguenti figuracce finora rimediate dall'Ass.re Zappalà, una per tutte, il maldestro tentativo di trasferimento dei cani oltre lo stretto) che condurrà inevitabilmente per impossibilità materiale di mantenere ancora gli animali alla loro liberazione in città. L'Enpa comunica che in merito ha già presentato delle denunce presso la Procura della Repubblica nei confronti del Comune di Catania. (23 Agosto 2006) |
ACIREALE: LE GUARDIE ZOOFILE DELL'ENPA DI CATANIA TROVANO DUE CANI SENZA ACQUA
NE' CIBO, CIRCONDATI DA RIFIUTI
| Sabato pomeriggio, le Guardie zoofile dell'Enpa, su segnalazione di alcuni cittadini di Acireale (Catania) sono intervenute in via Donizetti per soccorrere due cani di razza Rottweiler, detenuti in uno spazio angusto, delimitato da mura di cemento. Al momento dell'intervento i volontari si sono trovati di fronte uno spettacolo drammatico e raccapricciante: due poveri animali, ridotti in fin di vita, stazionavano tra i propri escrementi e cumuli di rifiuti da parecchio tempo, senza acqua nè cibo, privi di qualsiasi riparo, in condizioni igienicosanitarie pessime e in forte stato di denutrizione. Le Guardie zoofile, dopo aver notificato la situazione al Pubblico ministero, hanno sequestrato gli animali, sottoponendoli poi a una visita da parte del veterinario di turno dell'Ausl 3 di Acireale, dove gli sono state impartite le prime cure. I cani sono ora stati affidati ad una struttura autorizzata. Per l'accaduto è stata presentata una notizia di reato per maltrattamento di animali, al momento a carico di ignoti, in quanto il proprietario ancora non è stato ancora rintracciato, ma già sono state fornite alcune informazioni utili per risalire all'identificazione. Il presidente della sezione Enpa di Catania, Cataldo Paradiso, ha evidenziato che, grazie alla convenzione stipulata con il Comune di Acireale, l'assidua presenza nel territorio di pattuglie di Guardie zoofile Enpa ha stimolato la coscienza civica dei cittadini, spingendoli a segnalare l'assoluto stato di abbandono dei due animali; la tempestività dell'azione si è rivelata decisiva per il recupero dei due cani, che pare saranno in grado di rimettersi completamente. A tal proposito, l'Enpa informa tutti i cittadini che casi analoghi possono essere segnalati anche telefonicamente alle Forze dell'Ordine o, per il territorio catanese, alle Guardie zoofile al numero 095-270869. (24 Luglio 2006) |
SOTTOSCRITTO PER IL BIENNIO 2006/2007 UN PROTOCOLLO D'INTESA
TRA L'ENPA E L'ASSESSORATO AGRICOLTURA E FORESTE DELLA REGIONE SICILIANA
PER LA PREVENZIONE INCENDI BOSCHIVI
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La regione siciliana ha varato una brillante iniziativa che è stata denominata
"Progetto guardaboschi" a cui è stato affidato la fondamentale
prevenzione e la necessaria lotta contro gli incendi dei nostri boschi, che sono
quasi sempre di natura dolosa. Il progetto verrà supportato dall'esperto aiuto dei guardaboschi, personale volontario appartenente ad associazioni riconosciute appositamente selezionato e preparato che a loro volta sarà coadiuvato dal corpo forestale e dalle forze dell'ordine. L'intesa vuole mettere in moto una struttura in grado di varare dei programmi atti a migliorare e potenziare le azioni difensive contro gli incendi che vede come protagonisti un numero purtroppo ancora alto di criminali piromani i quali soprattutto nel periodo estivo non hanno il minimo scrupolo dell'appiccare devastanti incendi, che in Sicilia ogni anno mandano in fumo migliaia di ettari boschivi. Queste inqualificabili attività oltre a distruggere la bellezza dei nostri paesaggi boschivi, uccidono un grandissimo numero di animali che risiedono in queste zone e come se non bastasse mettono in serio pericolo la vita degli abitanti e di tutti coloro che si prestano ad arginare i gesti criminosi. (20 Luglio 2006) |
SOSPESO IL SERVIZIO DI SOCCORSO E
RECUPERO RANDAGI
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Il comune per l'ennesima volta non ha più il servizio di soccorso e
recupero randagi. Il mancato pagamento delle fatture arretrate da circa 17 mesi,
ha indotto il consorzio "ZOO SERVICE" a sospendere, con decorrenza
immediata, il servizio. Si rischia un forte aumento della comparsa nel territorio
comunale di branchi di cani randagi, che abbandonati a se stessi costituiscono
un grave pericolo non solo per la salute pubblica, per gravi problemi di igiene
che innegabilmente ne scaturiscono, ma anche per la stessa integrità dei
cittadini, sottoposti permanentemente a pericolo di aggressioni, e la sicurezza
degli stessi animali, i quali sono spesso vittime di sevizie da parte di soggetti
senza scrupoli e di incidenti stradali. Stamane negli uffici comunali si è
svolta una riunione delle associazioni animaliste e il presidente dell'Enpa
Cataldo Paradiso ha criticato duramente l'operato dell'assessore (con
delega animali) Zappalà, il quale si disinteressa completamente degli
animali che soffrono e che troppo spesso rimangono a terra privi di soccorso, ma
continua a promettere e pubblicizzare servizi ed iniziative privi di legittimità,
soltanto per fini politici e alle spalle degli esseri deboli e indifesi. L'assessore si è presentato all'incontro con forte ritardo ed è rimasto a presenziare soltanto per cinque minuti, nonostante fosse stato egli stesso ad invitare le associazioni. Tutto ciò è sufficiente per capire realmente quali sono le sue intenzioni ed i veri interessi dell'amministrazione comunale. Inoltre si denuncia il rischio di invasione nel territorio dei 950 cani del comune di Catania, attualmente custoditi nei canili, che per mancanza di fondi non possono più essere mantenuti. L'Enpa ha presentato denuncia all'A.G. e richiesta di commissariamento al ministero dell'interno per le gravi inadempienze degli organi comunali preposti, e confida in un sollecito ed efficace intervento delle istituzioni informate. (7 Luglio 2006) |
CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI IN
PROVINCIA DI CATANIA
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L'Enpa ringrazia le Forze dell'Ordine per il blitz di lunedì
che ha portato all'individuazione di un giro di corse clandestine in
provincia di Catania. I Carabinieri hanno sequestrato quattro cavalli, alcuni
veicoli utilizzati per il trasporto, identificato circa 70 persone e denunciato
gli organizzatori, ma l'Enpa ricorda che non si tratta di un episodio isolato,
ma di un sistema diffuso e protratto nel tempo. Già nei mesi scorsi, su
segnalazione dell'Enpa, era stata sventata dai Carabinieri di Acireale
(Catania) una gara clandestina a Trecastagni in occasione della celebrazione
della festa di S. Alfio, che oltre a attirare turisti e devoti si trasforma a
volte in teatro per questi spettacoli deplorevoli. Da tempo la Protezione Animali
aveva segnalato agli investigatori che a Palagonia c'erano veri e propri
appuntamenti con scansione settimanale, dove si riunivano un centinaio di persone
per dare vita alle corse che alimentavano le scommesse e anche dopo questa
operazione il business non è sgominato. Nella provincia catanese, infatti,
non è raro assistere a gare di questo tipo, in particolare nel territorio
di Misterbianco e Motta S. Anastasia ed addirittura a pochi passi dal centro della
città di Catania nella zona della Playa. Cataldo Paradiso, presidente della sezione Enpa di Catania, ringraziando ancora i Carabinieri per aver salvato questi animali, commenta: "Si tratta di una forma di maltrattamento molto diffusa e troppo di rado gli organizzatori vengono individuati e puniti per aver sfruttato gli animali fino allo stremo" e aggiunge: "L'Enpa chiede una punizione esemplare considerando che l'articolo 544 quater del Codice Penale prevede per chi organizza o promuove spettacoli di questo tipo la reclusione da quattro mesi a due anni e la multa da 3.000 a 15.000 euro". (5 Luglio 2006) |
INQUINA IL MARE CON I DETERSIVI
PER LAVARE IL FURGONE SUL MOLO E LE GUARDIE ZOOFILE ENPA DI CATANIA LO MULTANO
| Le Guardie zoofile dell'Enpa di Catania hanno multato un uomo che stava lavando il proprio veicolo inquinando il mare di Acitrezza. Per pulire un furgone, l'abitante della cittadina costiera catanese stava usando abbondanti quantità di detersivo, lasciando defluire l'acqua saponata nello scivolo delle barche e da lì nel molo; così facendo ha agito in contrasto al decreto legislativo 22/97 sullo smaltimento di rifiuti, pagando letteralmente cara 206,58 euro di contravvenzione la sua scarsa attenzione alla tutela dell'ambiente. L'Enpa si augura che l'azione compiuta dai suoi volontari scoraggi altri disattenti dal lavare i propri veicoli presso le fontane pubbliche senza curarsi dell'effetto gravemente inquinante dei detergenti. (1 Giugno 2006) |
L'ENPA SCRIVE A "LO DICO A LA SICILIA" PER
PSEUDO ASSOCIAZIONE ANIMALISTA
| L'ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, legittimato alla tutela, salvaguardia e protezione animali ed ambiente, rappresenta che appare strano per un'Associazione Animalista che si rispetti come asserisce di significare la Sig.ra Claudia Micale, venendo a conoscenza che cittadini hanno avvelenato dei cani randagi, non presenti una regolare denuncia alle A.C. (almeno così sembrerebbe). Interventi così descritti (nella lettera del 22 c.m. sul Vs autorevole quotidiano) denotano da una parte l'incapacità totale del Comune di Catania a provvedere per come prevede la normativa, dall'altra s'incentiva ogni singolo cittadino o associazione a tentare di risolvere i problemi allo stesso Comune prendendo iniziative "fai da te". Tali iniziative spesso comportano la nascita di concentramenti di cani, che altro non sono che canili abusivi in violazione a tutte le normative sanitarie e di sicurezza, ripercuotendosi a danno degli stessi animali che si dice di tutelare. L'Enpa immagina un mondo migliore per gli animali, dove i sigg. Sindaci ed i sigg. Assessori (non come avviene a Catania ed in molti altri Comuni della Provincia), rispettino tutte le norme del benessere animale anche per una corretta convivenza con i cittadini, e dove non esistono Associazioni (magari costituite da una sola persona) che predicano dottrine assurde utili solo alla loro visibilità e che nel frattempo, sponsorizzano a scopo di lucro mangimi con la carne degli stessi animali che rappresentano di voler proteggere. Infine non si percepiscono le ragioni dell'atteggiamento, oggi buonista, della signora Micale nei confronti del Comune di Catania ed in particolare dell'Assessore Zappalà, quando la medesima nella lettera pubblicata in data 2 marzo u.s. a pag. 34 del Vostro giornale (dove trova sempre grande spazio) chiede "L'applicazione di leggi che sono state sinora disattese" considerando Catania "fanalino di coda nell'attenzione agli animali d'affezione". Conseguentemente la domanda non può essere che: cosa è cambiato per la signora Micale dal 2 marzo ad oggi? Non si possono che esprimere perplessità sulle reali motivazioni di cotanto radicale cambiamento d'opinione. (28 Maggio 2006) |
SOS SOCCORSO ANIMALI RANDAGI
| Ritorna richiesto a gran voce da migliaia di cittadini (dopo l'interruzione di tale pubblico servizio da parte del Comune di Catania, avvenuto otto mesi addietro e mai riattivato) il soccorso degli animali d'affezione randagi grazie alle collaborazione tra l'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali sezione provinciale di Catania), l'ACA (Associazione Catania Animalista), Consorzio "ZOOSERVICE" (Consorzio Canili Autorizzati) ed il Servizio Veterinario dell'Ausl3 di Catania. Il progetto chiamato "3336645000 SOS SOCCORSO ANIMALI RANDAGI" si propone di soccorrere cani e gatti che vivono in modo libero sul territorio del Comune di Catania, incidentati, feriti o ammalati che verranno segnalati da cittadini e ovviamente dai firmatari del progetto, tramite il numero 3336645000, messo a disposizione dal progetto e che sarà attivato 24 ore su 24. Gli animali soccorsi dal personale del Consorzio con mezzi idonei, verranno condotti presso l'ambulatorio veterinario dell'Ausl3, dove verranno sottoposti a controllo medico ed alle cure del caso per poi essere condotti presso i rifugi sanitari per la convalescenza. I cani soccorsi potranno essere, così come prevede la legge regionale n. 15 del 3 luglio 2000, rimessi in libertà come "cane di quartiere" se le loro condizioni fisiche e psicologiche lo permetteranno, se le condizioni ambientali sono ottimali e se vi sono dei cittadini o associazioni disponibili all'affidamento o adozione; i gatti nelle stesse condizioni, potranno essere rimessi nelle colonie feline di appartenenza. L'ENPA e l'ACA, ideatrici del progetto, nel ribadire al Sindaco di Catania le loro accorate proteste per l'abbandono di fatto dei circa 900 cani di sua proprietà ricoverati nei canili del Consorzio "Zooservice" e per la soppressione del servizio pubblico di soccorso animali randagi, oltre alla totale mancanza di iniziative per il controllo demografico e per la sterilizzazione di cani e gatti randagi (come previsto dalle normative vigenti - legge 281/91 e legge regionale 15/2000) auspicando che tale gravissima situazione che si protrae da tanti anni abbia da subito fine e chiedono che venga tolta immediatamente la delega al "Progetto Animali" all'Assessore Zappalà per trasferirla ad altro Assessore che abbia più rispetto e competenza per tali compiti ma soprattutto che non rimanga insensibile alle grida di dolore degli animali randagi che troppo spesso rimangono a terra privi di soccorso ed anche in considerazione della sconcertante idea dello stesso (che peraltro non ha precedenti in nessun altro Comune degno di tale nome) di trasferire i 900 cani in canili sparsi in tutta Italia con i risultati che conosciamo. (16 Maggio 2006) |
RANDAGISMO: L'ENPA CHIEDE IL COMMISSARIAMENTO
AD ACTA DEL COMUNE DI CATANIA
| L'Enpa ha denunciato il Comune di Catania alla Procura della Repubblica per inadempienza nei confronti del fenomeno del randagismo. Il presidente della sezione catanese della Protezione Animali, Cataldo Paradiso, ha chiesto il commissariamento ad acta del Comune per le reiterate mancanze verso gli animali del territorio cittadino, di cui pure l'amministrazione locale dovrebbe farsi carico. Non è la prima volta che l'Enpa si scontra con il Comune di Catania sul tema della tutela degli animali. In città è drammatica la situazione dei randagi, ma i cani non sono gli unici animali a pagare per la carenza di fondi dichiarata dall'amministrazione a giustificazione della propria noncuranza: nei mesi scorsi anche i cavalli della polizia municipale si sono trovati a corto di biada perchè non erano state previste spese per il loro nutrimento. L'assessore ai servizi sociali Giuseppe Zappalà aveva lanciato, la scorsa settimana, un appello ai canili italiani, perchè dessero vita a "una gara di solidarietà per accogliere i cani etnei". Ma la soluzione al randagismo nell'area di Catania non è nell'inviare gli animali a rifugi fuori dalla Sicilia. L'Enpa ribadisce l'importanza dell'impegno che l'amministrazione deve assumere per elaborare una strategia mirata a ridurre l'entità dell'emergenza; ma per ottenere questo risultato vanno stanziati fondi a questo scopo e vanno soprattutto messe in atto azioni concrete di salvaguardia degli animali. Una campagna di sterilizzazione, anche sui cani di proprietà, una revisione radicale dei canili della zona, un maggiore controllo per l'applicazione delle leggi sull'anagrafe canina, questi sono i suggerimenti della Protezione Animali. Cataldo Paradiso ha puntualizzato la grave responsabilità del Comune sulla vicenda: "E' un dovere delle amministrazioni programmare, in tempi utili, il recepimento di fondi per assolvere a quei servizi essenziali nei confronti della cittadinanza e degli animali". L'Enpa conferma la sua disponibilità per offrire la sua esperienza in questo difficile frangente, ma chiede che sia immediatamente preso qualche provvedimento per porre un limite all'emergenza in atto. (16 Maggio 2006) |
SEQUESTRATI DALLE GUARDIE ZOOFILE DELL'ENPA
DI CATANIA DUE CANI MALTRATTATI. UN TERZO ANIMALE TROVATO MORTO
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Le guardie zoofile dell'Enpa su segnalazione dei vigili urbani del Comune di
Aci Sant'Antonio sono intervenute in via Lavina, per soccorrere due cani di
razza yorkshire di giovane età, detenuti nel cortile di un'abitazione
in pessime condizioni igieniche. Al momento dell'intervento gli operatori
di P.G. si sono trovati di fronte ad uno spettacolo drammatico e raccapricciante:
due poveri animali, ridotti in fin di vita, stazionavano tra i propri escrementi
da parecchio tempo, senza acqua nè cibo, in uno stato di gravissima
denutrizione. Ciò che rende ancora più agghiacciante la situazione
è il fatto che insieme ai due animali si trovava la carcassa di un terzo
cane in stato di putrefazione. Mentre i vigili urbani, tramite il servizio
convenzionato con il Comune, provvedevano a prelevare l'animale deceduto,
le Guardie Zoofile, dopo aver soccorso i cani superstiti, hanno raccolto le
testimonianze di alcuni vicini: è emerso che gli animali non venivano mai
accuditi e che già altri cani erano morti precedentemente per mancanza di
cibo, mentre i due cani presenti erano sopravvissuti grazie al loro intervento,
in quanto provvedevano a dar loro da mangiare attraverso le sbarre di delimitazione
del cortile. Le guardie Enpa, dopo aver informato il P.M. di turno, hanno sequestrato gli animali, sottoponendoli a una visita dal veterinario Ausl3, dove i quattrozampe hanno ricevuto le prime cure. Per l'accaduto è stata presentata una denuncia per maltrattamento, al momento a carico di ignoti, in quanto il proprietario ancora non è ancora stato rintracciato. L'Enpa evidenzia il fatto che gli animali si trovavano in pieno centro abitato, facilmente visibili dalla strada, ma di non avere mai ricevuto alcuna segnalazione in merito. Per evitare che simili episodi si ripetano, la Protezione Animali informa tutti i cittadini che casi analoghi possono essere segnalati anche telefonicamente alle Forze dell'ordine o alle Guardie zoofile chiamando il numero 095-270869. (19 Aprile 2006) |
PRESENTATA AD ACICATENA LA CONVENZIONE TRA ENPA E
L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI
| E' stata presentata, nei locali della giunta comunale, la convenzione tra l'Enpa e l'amministrazione comunale di Acicatena (Catania). L'accordo prevede l'attività gratuita dei volontari e delle Guardie zoofile dell'Enpa per la divulgazione, promozione e collaborazione nel campo della Protezione Animali, nonchè vigilanza sulla osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali, relativi alla protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico ed ambientale. Nel territorio catenoto da tempo si avverte la necessità di incrementare i servizi di vigilanza nel settore specifico in supporto ai Vigili Urbani del luogo che, per carenza di personale, non sempre riescono ad effettuare tutti quei servizi che possono essere esercitati dall'Enpa, in modo particolare negli orari notturni e festivi. La convenzione nella fase iniziale avrà durata di mesi tre e già si prevede un prolungamento per almeno un anno, à quanto hanno dichiarato gli assessori comunali Ignazio Fichera, Mario Carastro e Dino Pirrone ed il consulente Felice Lombardo. Il presidente della sezione catanese dell'Enpa Cataldo Paradiso ha ringraziato l'amministrazione comunale per l'attenzione e la sensibilità dimostrata verso il benessere animale ed ambientale ed ha sottolineato che sono previsti anche servizi di vigilanza ittica e venatoria, nonchè sul rispetto delle ordinanze sindacali i cui proventi sono destinati alle casse comunali. Inoltre sono in fase di studio con lo stesso Comune altri progetti che prevedono censimento e monitoraggio dei randagi, istituzione di un centro di primo soccorso, iscrizione anagrafe canina e sterilizzazione, campagne di sensibilizzazione nelle scuole e controlli specifici sul rispetto delle leggi di tutela dell'ambiente. Infine è stato sottolineato che l'amministrazione non può che acquisire benefici dalle attività predette, oltre al fatto che la vigilanza zoofila gli viene imposta per legge. All'incontro oltre ai nominati erano presenti il comandante dei Vigili Urbani Rosario Maugeri, il vicecomandante Salvatore Filetti e le guardie zoofile Alfio Leonardi e Fabio Reitano. (20 Marzo 2006) |
CONTROLLI SULLA COSTA CASTELLESE DA
PARTE DELLE GUARDIE ZOOFILE
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Continua senza soste l'attività delle Guardie Zoofile sul territorio
di Acicastello con il controllo e la repressione dei reati ambientali ed il
rispetto delle Ordinanze Sindacali. In particolar modo, lungo la costa del territorio Castellese, alcuni albergatori sono stati sollecitati ad intervenire nelle aree di loro pertinenza ad effettuare lavori di pulitura, onde evitare sanzioni penali ed amministrative, visto che nel corso dei mesi scorsi, sia per le mareggiate o per negligenza e cattiva abitudine di terzi, micro discariche, hanno di fatto coinvolto la stupenda costa Castellese che delimita l'Area Marina Protetta "Isola dei Ciclopi". Come riferisce il responsabile del Nucleo Provinciale delle Guardie Zoofile, Agente Calascibetta Maurizio, i residenti, pare che apprezzino e condividano la nostra opera di prevenzione, ma ciò non toglie che solo nel mese di Febbraio, sono state una decina le sanzioni amministrative inflitte ad altrettanti residenti, proprio perchè non avevano osservato quelle che sono le Ordinanze Sindacali ed in particolare la nº56/04, che riguarda appunto il conferimento dei rifiuti e il loro abbandono incontrollato, e la nº 57/04, relativa alle norme comportamentali di chi conduce il proprio cane per le vie cittadine, dovendo adoperarsi in maniera opportuna alla rimozione delle deiezioni di quest'ultimi dalla pubblica via. (20 Febbraio 2006) |
PREOCCUPAZIONI DELL'ENPA DI FRONTE ALLE
NOTIZIE IN PRIMO PIANO SULLE CRONACHE ANIMALISTE
| L'ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, legittimato alla tutela, salvaguardia e protezione animali ed ambiente, esprime grande perplessità e nel contempo vivo rammarico per le vicende che stanno occupando le cronache "Animaliste" di questi giorni; è triste che la portavoce di un'associazione … perseveri a distogliere l'opinione pubblica dai problemi più seri ed urgenti non preoccupandosi minimamente, con assordante silenzio, dell'attuale grave situazione, per le inottemperanze del comune di Catania e di molti della provincia, relativa al randagismo, quali il mai iniziato "servizio di sterilizzazione", i mancati soccorsi degli animali feriti o malati nonchè dell'incolumità dei cittadini e, per motivi ancora indefiniti, racconti invece paradossalmente "di passeggiate a 4 zampe" (con il patrocinio dell'inadempiente comune di Catania) "di sponsorizzazione di mangimi" (sulla pelle degli animali), chiedendo non si capisce cosa; è stucchevole, inoltre, che la medesima si conceda pretestuosamente di entrare nel merito sulle vere cause del disimpegno da un impalpabile coordinamento, dai fini surreali e contemporaneamente troppo calcolatori, da parte di questa o quell'associazione permettendosi pure di censurarne i comportamenti facendosi arbitro e giudice delle intenzioni altrui pretendendo, di fatto, di volerne gestire anche le volontà. (15 Febbraio 2006) |
AVIARIA, SEI CIGNI MORTI E LA ASL SOPPRIME LE
GALLINE DI UN CONTADINO
| Una vicenda che sembra essere evidente conseguenza del panico generato dall'influenza aviaria. G.L., un contadino di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) avrebbe trovato sei cigni selvatici gravemente debilitati e li avrebbe portati a casa propria nel tentativo di prestargli assistenza; quando ha capito di non essere in grado di aiutarli, ha portato i volatili alla Asl cittadina, dove alcuni degli animali sono arrivati già morti. I superstiti, ridotti comunque in condizioni penose, sono stati abbattuti dagli stessi operatori della Asl, per verificare se gli animali fossero stati colpiti dal virus dell'H5N1; l'unica procedura finora conosciuta per verificare l'infezione sugli animali, infatti, ne comporta inevitabilmente la morte. La Asl, successivamente, ha dato il via a un'operazione immediata, senza attendere i risultati delle analisi sui corpi degli animali deceduti: recandosi a casa del malcapitato, gli operatori sanitari hanno portato a termine una strage preventiva, uccidendo tutte le galline dell'uomo, per le quali non c'è evidenza alcuna che fossero state contagiate. Le galline erano entrate in contatto con i cigni, ma non è ancora certo che gli stessi uccelli selvatici avessero contratto il virus o che lo avessero trasmesso alle galline. L'Enpa critica duramente una simile condotta, che è improntata sulla paura e non sulla prevenzione, per la quale il vaccino sugli animali sembra essere la giusta via per evitare il propagarsi dell'influenza; ricorda inoltre che i casi di contagio agli umani finora accertati sono legati a persone che vivono a stretto contatto con gli animali, agli allevamenti intensivi, con Paesi in cui i volatili usati per l'alimentazione vengono venduti ancora vivi. Nel caso in questione, i volontari della Protezione Animali stanno verificando l'accaduto. Non è esclusa la presentazione di una denuncia per uccisione di animali. Questa è l'occasione giusta non per terrorizzare gli italiani, ma per far capire che vanno affrontati problemi serissimi. Il primo è quello degli allevamenti intensivi. Il secondo riguarda la tutela della fauna selvatica: l'aggressione da parte dell'uomo degli habitat rende i selvatici più deboli ed esposti a gravi rischi. Bisogna prendere atto del fatto che gli animali selvatici sono vittime, non untori. (13 Febbraio 2006) |
IL DIRETTORE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI HA
INTENZIONE DI RICOVERARE I CANI POST - STERILIZZAZIONE IN STRUTTURE FUORI
PROVINCIA: L'ENPA PROTESTA.
| L'ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, legittimato alla tutela, salvaguardia e protezione animali ed ambiente, non può fare a meno di esprimere grande preoccupazione per la manifestata ed inopportuna intenzione del Direttore dei Servizi Socio Sanitari di attivare il servizio di sterilizzazione, dimenticato da sempre dal Comune di Catania, con Strutture Autorizzate fuori provincia, dimostrando di non curarsi minimamente del benessere animale in quanto i cani operati verrebbero sottoposti, immediatamente dopo l'intervento, a lunghi e disagevoli viaggi per centinaia di chilometri. Sarebbe senz'altro più dignitoso e legittimo che i responsabili dell'ufficio Progetto Animali, invece di proporre, per motivi poco chiari, l'improponibile, facessero il loro dovere civile e morale riavviando, come prescrive la legge 281/91 e la legge regionale 15/2000, il servizio di soccorso e recupero dei cani feriti e malati, non solo a tutela del benessere animale, ma anche a garanzia dell'incolumità dei cittadini. Resterà primario l'impegno dell'Enpa adire tutte le sedi competenti affinchè questo incivile ed illegale stato di cose finisca una volta per tutte. (9 Febbraio 2006) |
ASSOCIAZIONI UTILIZZANO ILLECITAMENTE IL NOME "ENPA"
ED ORGANIZZANO CORSI DI GUARDIE ZOOFILE A PAGAMENTO
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ATTENZIONE!!!
L'Enpa è venuta a conoscenza dell'uso illecito del proprio nome da parte di alcune associazioni, le quali organizzano corsi di guardie zoofile a pagamento. Si comunica che le uniche guardie zoofile riconosciute ufficialmente dal Ministero dell'Interno appartengono esclusivamente all'Enpa, e non ne esistono altre sedi in tutta la provincia di Catania. Pertanto l'ente invita a diffidare da coloro i quali si spacciano per volontari dell'Enpa: è necessario chiedere sempre la tessera di riconoscimento. (1 Febbraio 2006) |
ACICASTELLO: SCOPERTA DALLE GUARDIE ZOOFILE UNA
COSTRUZIONE IN LAMIERA IMMERSA IN UNA... DISCARICA
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Nel corso dei servizi mirati al controllo del territorio per prevenzione e
repressione dei reati ambientali, le guardie zoofile del nucleo provinciale
Enpa hanno segnalato alla Procura della Repubblica la presenza di una struttura
realizzata in un'area sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico. La zona in oggetto è quella sottostante via Marconi, immediatamente a ridosso del molo nel lato che dà verso il castello. Nella parte più vicina al mare, d'estate, c'è il lido Acicastello. Nella parte più a monte si trova invece la struttura oggetto della denuncia (costruita in lamiera e legno e poggiata su una base di cemento) adibita a probabile deposito e chiusa da lucchetti in acciaio. Le guardie zoofile sono state richiamate da numerose segnalazioni di cittadini che lamentavano la trasformazione del sito in una vera e propria discarica: vi hanno infatti trovato anche materiale di scarto come elettrodomestici fuori uso e altro. Il sito è legato a vincolo paesaggistico ambientale ma sostanzialmente d'estate è coperto dal fitto verde degli alberi che sono cresciuti spontaneamente e tolgono anche la vista del mare. Ora questi ultimi sono spogli e mostrano grande squallore ai loro piedi. La struttura sembra in piedi da decenni e le guardie zoofile, forti del fatto che il sito fa parte dell'area marina protetta e che al suo interno non possono essere rilasciate autorizzazioni per ricostruzioni, hanno operato una denuncia contro ignoti chiedendo il controllo al suo interno per potere risalire ai proprietari. (21 Gennaio 2006) |
ACICASTELLO: TOLLERANZA ZERO AI PROPRIETARI
DI CANI CHE NON PROVVEDONO A RIMUOVERE GLI ESCREMENTI DAL SUOLO PUBBLICO
| Ad Acicastello l'incivile comportamento dei proprietari e dei conducenti di cani, che non provvedono a rimuovere gli escrementi dei propri animali dal suolo pubblico e dai marciapiedi o vengono trovati sprovvisti di paletta o attrezzatura idonea, sarà perseguito con fermezza delle Guardie Zoofile dell'Enpa. Sino ad oggi le Guardie Zoofile hanno rilevato numerose contravvenzioni in violazione alla specifica ordinanza Nr. 59 del 9 DICEMBRE 2004 emanata dal Sindaco di Acicastello. Sono state promosse varie campagne di sensibilizzazione al rispetto degli animali e dell'ambiente per la prevenzione e repressione dei reati e delle infrazioni a leggi e regolamenti generali e locali. Grazie soprattutto all'attenzione che l'Amministrazione comunale ed in particolar modo l'Assessorato al Territorio e all'Ambiente, ha posto in essere a favore degli animali e dell'ambiente. Il problema che sembrava ormai quasi superato, invece in quest'ultimo periodo si è riproposto e giungono numerose segnalazioni sia al Comune e sia all'Enpa di violazioni in tal senso. Pertanto l'Enpa invita ancora una volta tutti i proprietari di animali al rispetto dell'Ordinanza, che peraltro stabilisce precisi obblighi e divieti, di iscrivere il proprio cane all'anagrafe canina, e per coloro che possiedono cani di razza in elenco dell'Ordinanza Storace, di provvedere a stipulare apposita polizza assicuartiva e di usare il guinzaglio o la museruola nelle aree pubbliche. Informa inoltre che d'ora in poi ha disposto alle Guardie Zoofile tolleranza zero per i trasgressori. (19 Gennaio 2006) |
IL COMUNE DI CATANIA ORGANIZZA UNA FESTA PER
ANIMALI, MA TRASCURA LE NECESSITA' PIU' URGENTI DI TUTELA
| L'Enpa protesta contro la festa "Passeggiata a quattro zampe", organizzata dal Comune di Catania, chiedendo che le manifestazioni che servono solo a dare visibilità vengano messe in secondo piano di fronte all'urgenza di interventi che l'amministrazione locale continua a negare, trascurando questioni gravi ma dando spazio a iniziative di nessuna utilità, come quest'ultima. Il presidente della sezione Enpa di Catania, Cataldo Paradiso, ha espresso notevoli perplessità nei confronti dell'appuntamento nel centro del capoluogo siciliano, realizzato con il patrocinio del Comune. Paradiso ha dichiarato che "sarebbe stato più opportuno e legittimo da parte di codesto Comune che, invece di prestarsi a inutili e tragicomiche farse seppur gratuite, si fosse prodigato per cose più serie e concrete a favore degli esseri deboli ed indifesi e dei cittadini ripristinando il servizio di soccorso e recupero degli animali feriti e malati sospeso da quasi tre mesi per inottemperanze comunali e che, inoltre si fosse impegnato veramente all'attivazione del servizio di sterilizzazione a parole sempre promesso e di fatto mai realizzato". I problemi degli animali nella zona del Catanese sono ancora moltissimi, ma l'amministrazione locale, piuttosto latitante, non si cura minimamente della questione, adducendo un cronica scarsità di fondi come motivazione; ma nel frattempo Catania deve fare a meno di servizio di recupero animali e di sterilizzazioni, pure urgentissime visto il randagismo sempre crescente. L'Enpa chiede un impegno maggiore al Comune di Catania per coadiuvare il lavoro quotidiano dei volontari, che prosegue costante, ma non può supplire al ruolo delle istituzioni. (7 Gennaio 2006) |