ARCHIVIO NEWS DALLA SEDE 2005

INTERROGAZIONE DEL PARLAMENTARE NELLO MUSUMECI SUI CANI COMPRATI IN ITALIA DALLA CROAZIA PER SPERIMENTAZIONE

Nello Musumeci (AN), deputato al Parlamento europeo, ha presentato un'interrogazione scritta alla Commissione di Bruxelles sull'acquisto di alcuni cani in Italia da parte dell'Università di Zagabria, finalizzato a testare farmaci contro l'osteoporosi che saranno prodotti da una compagnia farmaceutica americana. La segnalazione di questo caso è partita dalla Fondazione animalista guidata da Brigitte Bardot, che nello scorso Luglio ha sensibilizzato l'opinione pubblica sulla vicenda dei cani in Croazia. La Croazia ha chiesto di essere ammessa a far parte dell'Unione Europea, ma finchè la sua domanda non troverà piena accoglienza, il Paese come candidato non ha alcun obbligo a rispettare le norme relative alla sperimentazione e alla tutela degli animali attualmente in vigore tra i Paesi membri. La replica della Commissione all'interrogazione di Musumeci ha infatti ribadito che la Croazia al momento non ha obblighi giuridici in questo senso; tuttavia, una volta avviati i negoziati per l'adesione, la Commissione inizierà un monitoraggio dell'operato di questo Paese, che dovrà adeguarsi agli standard dell'Unione se vorrà entrare a farne parte.
Già nel 1985 era stata presentata una proposta di direttiva sulla protezione degli animali nell'ambito UE, integrata nelle singole legislazioni nazionali entro il Novembre 1989. Dal 1991, inoltre, è stato istituito il Cevma, Centro Europeo per la Convalida dei Metodi Alternativi, creato appositamente per approfondire lo studio di possibili metodi alternativi alla sperimentazione animale, in attuazione della direttiva 86/609/CEE, che all'articolo 7 stabilisce che "si eviterà di eseguire un esperimento qualora per ottenere il risultato ricercato sia ragionevolmente e praticamente applicabile un altro metodo, scientificamente valido, che non implichi l'impiego di animali".
L'Enpa ringrazia l'onorevole Musumeci per la sensibilità e l'attenzione. (21 dicembre 2005)

RIFUGIO LAGER, SEQUESTRATI 150 CANI IN UN BLITZ DELLE GUARDIE ZOOFILE ENPA


Centocinquanta animali sono stati messi in salvo dalle Guardie zoofile dell'Enpa di Catania. Gli animali sono stati trovati in un canile posto sotto sequestro nel corso di un blitz. I volontari della Protezione Animali hanno effettuato un controllo in seguito a segnalazioni ricevute nei giorni scorsi sulle condizioni in cui i cani erano tenuti nel rifugio di Belpasso (Catania); si è trattato di un'azione tempestiva, con delega dell'Autorità giudiziaria per le Guardie zoofile, che ha accertato la totale irregolarità della struttura, addirittura priva di qualsiasi autorizzazione, oltre a mostrare una scarsa idoneità ai canoni di minimo benessere per la tutela degli animali. E' stato immediatamente attuato, con mezzi appositamente adibiti, un trasporto rapido dei trovatelli in altre sedi, più consone a riparare gli animali, che al momento del controllo erano bagnati e immersi nel fango, senza avere possibilità di ripararsi o cibo. Alcuni dei quattrozampe sono stati trovati sotto improvvisate coperture di eternit, materiale notoriamente inquinante; la maggior parte, oltre a essere sprovvista di riparo, era sporca dei propri escrementi e denutrita. I corpi di alcuni animali deceduti erano sepolti all'interno della struttura, o ammucchiati e incendiati, senza alcun riguardo per la normativa vigente, che impone di rispettare precise regole per l'inumazione degli animali al fine di non diffondere gravi malattie. Tre persone sono state denunciate all'Autorità giudiziaria per maltrattamenti, oltre che per le altre infrazioni formali rilevate nel corso del controllo dalle Guardie zoofile; anche un funzionario della Asl è stato denunciato perchè, invece di prestare ai volontari dell'Enpa la sua collaborazione, ha tentato di ostacolare le indagini in atto. L'Enpa si dichiara comunque pronta a proseguire l'indagine per verificare eventuali altri responsabili della drammatica vicenda. (19 dicembre 2005)

ENPA CATANIA, IL COMUNE NON PAGA E GLI ANIMALI SONO IN PERICOLO, URGENTE UN MAGGIORE IMPEGNO


In seguito a segnalazione degli abitanti del quartiere, le Guardie zoofile di Catania sono intervenute per prendere in custodia un branco di cani che si trovava da giorni in un terreno di proprietà comunale. Gli animali, che in origine erano una trentina, sono stati decimati da alcuni crolli di muri su questo terreno che, franando, hanno travolto i cani; ma sul posto sono state trovate anche tracce di bocconi avvelenati, che hanno contribuito a ridurre il numero degli esemplari a soli tredici. I volontari dell'Enpa sono comunque stati pronti a intervenire, sequestrando grazie a un'autorizzazione della Procura della Repubblica gli animali superstiti e la struttura che li ospitava senza alcun controllo, che si trovava nei pressi di una scuola; i cani sono ora affidati a due canili di zona in attesa di una sistemazione. Ma questa vicenda giunge ultima di una serie di emergenze in cui l'amministrazione locale è del tutto latitante, soprattutto a livello di partecipazione economica: il Comune di Catania è infatti in debito per novecentomila euro con i canili, che non garantiscono più il servizio recupero e il soccorso randagi, finchè il debito non sarà saldato. Il problema dell'amministrazione che non rispetta le convenzioni stipulate non sta danneggiando solo i cani e i gatti randagi, lasciati allo sbaraglio, senza una campagna di sterilizzazione, affidati al volontariato delle associazioni; addirittura i cavalli dei Vigili urbani cittadini sono minacciati dal mancato pagamento del cibo al fornitore. La Sezione Enpa di Catania con l'associazione Aca è intervenuta presso la sede della Polizia municipale per consegnare quattro sacchi di avena, come forma di protesta per un'amministrazione comunale che viene meno ai fondamentali bisogni degli animali che collaborano con le Forze dell'ordine per il benessere dei cittadini. Le carenze di natura economica influiscono anche sull'ambiente naturale. La zona protetta Micio Conti - Immacolatelle, che comprende la zona di Acicastello e S. Gregorio, sito naturalistico prezioso per le sue colate laviche e per le gallerie antichissime, è privo di sorveglianza; l'Ente che lo gestisce non è infatti in grado di garantire una anche minima vigilanza e alcuni vandali locali ne stanno approfittando, facendo una discarica, lasciando persino carcasse di auto e mobili al suo interno. L'Enpa di Catania lancia quindi un segnale forte, affinchè il territorio cittadino e i suoi animali siano tutelati; l'amministrazione comunale deve investire per il raggiungimento di tale obiettivo, pur continuando a contare sulla collaborazione della Protezione Animali, che conferma il suo storico impegno per il benessere dell'ambiente e degli animali. (23 novembre 2005)

CACCIA, AL VIA LA PREAPERTURA. SPARI CONTRO LE GUARDIE ENPA A CATANIA. DENUNCE A ROMA


Alcuni bracconieri hanno esploso, la notte scorsa poco dopo l'una, diversi colpi di fucile contro quattro Guardie Zoofile dell'Ente Nazionale Protezione Animali. E' successo in località Contrada Pontebarca, nel Comune di Belpasso, provincia di Catania. L'episodio è avvenuto poco più di un'ora dopo l'avvio della preapertura della stagione venatoria, ma in una fascia oraria in cui è vietato cacciare. Le Guardie Zoofile dell'Enpa erano in servizio antibracconaggio mentre altri volontari erano in una piazza a Catania per una veglia di protesta contro la caccia. Le Guardie hanno udito degli spari e si sono avvicinati alla zona dalla quale provenivano i rumori. Quando i bracconieri – il cui numero è imprecisato – hanno notato gli uomini dell'Enpa in divisa, hanno cominciato a sparare contro le Guardie, senza fortunatamente colpire nessuno. Subito dopo si sono dati alla fuga, abbandonando sul campo alcuni capi di selvaggina già abbattuti. I bracconieri si trovavano a bordo di due automobili senza targa e stavano cacciando conigli selvatici. Sette conigli già abbattuti sono stati abbandonati dagli sconosciuti e successivamente recuperati e sequestrati dalle Guardie Zoofile dell'Enpa. Sull'episodio, la Sezione Enpa di Catania ha presentato una denuncia contro ignoti e una informativa di reato alla Procura della Repubblica. Nel Lazio, invece, sono scattate le prime denunce penali a carico di cacciatori, nel primo giorno di preapertura della stagione venatoria del Lazio. Nel corso di un controllo congiunto delle Guardie Zoofile dell'Enpa e delle Guardie Venatorie del Wwf, due cacciatori sono stati denunciati penalmente per gravi violazioni della normativa. Nel primo caso, nel Comune di Fiumicino, un cacciatore è stato fermato dopo aver abbattuto un fagiano; nel Lazio, oggi, è possibile cacciare solo la tortora. Il secondo caso, invece, è stato accertato da Enpa e Wwf nel territorio del Comune di Roma: un cacciatore è stato sorpreso a cacciare nella riserva Naturale Statale del litorale romano, in un'area protetta in cui è vietata l'attività venatoria. In entrambi i casi, dopo aver accertato le violazioni, le Guardie dell'Enpa e del Wwf hanno chiesto l'intervento degli agenti della Polizia Provinciale, che hanno poi provveduto a denunciare i due cacciatori. "Alla luce di questi primi segnali – ha dichiarato Claudio Locuratolo, Guardia Zoofila dell'Enpa e componente della Giunta esecutiva nazionale dell'ente – le nostre preoccupazioni della vigilia sono tristemente confermate dai fatti. Ne prenda atto il presidente di Federcaccia, che oggi si è affrettato a dichiarare, a un quotidiano nazionale, che la caccia si sposa con l'ambiente". (1 settembre 2005)

TRE CAVALLI TENUTI IN CONDIZIONI PRECARIE IN UNA STALLA NEL CENTRO DELLA CITTA' VECCHIA A CATANIA. DENUNCIATO IL PROPRIETARIO


Un ottantenne catanese è stato denunciato per il grave stato di incuria in cui sono stati trovati tre cavalli di sua proprietà, che l'anziano aveva lasciato in una stalla nell'antico quartiere di San Berillo, nel centro della città. Sono state riscontrate agli animali ferite al muso e alle zampe. Il proprietario era privo dei documenti che attestino la provenienza degli animali. Gli equini sono stati sequestrati. (22 agosto 2005)

SEQUESTRATI DALL'ENPA E DALLA FINANZA 42 CUCCIOLI PROVENIENTI DALL'UNGHERIA


Due persone denunciate per maltrattamenti di animali e 42 cuccioli di cane sequestrati. Operazione della Guardia di Finanza di Catania e delle Guardie Zoofile della Sezione catanese dell'Ente Nazionale Protezione Animali.
Questa mattina, nel corso di un controllo a bordo di una nave proveniente da Napoli, la Guardia di Finanza ha trovato - in un automezzo nella stiva di una nave appena giunta a Catania - 42 cuccioli chiusi da oltre dodici ore, senza acqua nè cibo e senza luce e con documenti di viaggio non aggiornati.
Dagli accertamenti effettuati nelle ore immediatamente successive all'individuazione del mezzo, è emersa la provenienza degli animali. I 42 cuccioli - di varie razze e di età indefinibile a causa delle lacune nelle certificazioni veterinarie - provenivano dall'Ungheria: sono stati portati in Italia via terra e, successivamente, il mezzo di trasporto è stato imbarcato a Napoli per Catania. Nei documenti di trasporto non sono annotati dati importanti come l'inizio del viaggio e le soste effettuate, obbligatorie per legge, a tutela del benessere degli animali.
Gli animali sono stati sequestrati: in queste ore stanno per essere trasportati in un canile della provincia di Siracusa. Due le persone denunciate per maltrattamenti: si tratta del conducente del mezzo (un importante commerciante di animali) e una cittadina rumena. Entrambi rischiano il carcere da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro.
"Ci troviamo di fronte - ha dichiarato il presidente della Sezione di Catania dell'Enpa, Cataldo Paradiso - all'ennesimo commerciante di animali che, con leggerezza, trasporta cani senza rispettare le norme e senza badare al benessere degli animali. Di recente il Ministro della Salute, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, ha spiegato ancora una volta che importare cani d'età inferiore ai tre mesi è illegale. Speriamo che nel caso in questione - ha concluso Paradiso - la magistratura punisca pesantemente questi commercianti di vite. L'Enpa ringrazia la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica per la sensibilità dimostrata e invita tutti i cittadini a non comprare cani nei negozi". (8 luglio 2005)

GUARDIA ZOOFILA SUB INSEGUE E BLOCCA UN PESCATORE DI FRODO IN AREA PROTETTA


Un pescatore di frodo di 31 anni, pregiudicato, è stato bloccato da una Guardia Zoofila dell'Enpa nelle acque dell'area protetta dell'Isola dei Ciclopi, in provincia di Catania. I volontari della Protezione Animali sono intervenuti, a bordo di un gommone, in seguito a una segnalazione. Giunti sul posto, le Guardie hanno notato la presenza del pescatore di frodo: il giovane stava facendo pesca subacquea in una zona interdetta e si muoveva con un motore a zaino. Una delle Guardie Zoofile, dopo aver intimato all'uomo di uscire dall'acqua senza alcun riscontro, si è lanciata all'inseguimento. Dopo circa mezz'ora, il pescatore è stato costretto a riemergere. L'uomo è stato identificato e denunciato. Gli attrezzi e il motore sono stati sequestrati. Il sequestro è stato convalidato dal sostituto procuratore della Repubblica di turno. "L'azione – spiega in una nota il presidente della Sezione di Catania dell'Enpa, Cataldo Paradiso – dimostra che la sinergia fra i vari enti preposti alla vigilanza dell'area marina protetta rende più difficile la vita a chi non rispetta i divieti, posti per preservare un patrimonio marino insostituibile". (7 giugno 2005)