NOTIZIE NAZIONALI

ALIMENTAZIONE VEGETARIANA PER CANI E GATTI, ONLINE UN SITO DEDICATO ALL'ARGOMENTO


È online all'indirizzo http://www.vegepets.info/ un sito internet interamente dedicato all'alimentazione vegetariana per "Fido" e "Fuffy". Gestito dal presidente dell'Associazione Internazionale Veterinari per i Diritti degli Animali, Andrew Knight, il sito fornisce informazioni circa l'opportunità di scegliere una dieta vegetariana per il proprio "amico peloso". Non mancano naturalmente, indirizzi e contatti di fornitori di mangimi senza carne, oltre al parere di alcuni veterinari che hanno optato per la dieta Veg. (18 maggio 2012)

ANIMALI. NO CATEGORICO DELL'ENPA ALLA TASSA SU CANI E GATTI


«Stupisce che vi sia ancora qualcuno in Parlamento che intenda avanzare la proposta di una tassa su cani e gatti». Lo dichiara il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che prosegue: «L'autore di questa osservazione, Massimo Vannucci (PD), avrebbe potuto informarsi non solo sulle valutazioni unanimi delle Associazioni animaliste, ma anche sulla posizione del suo stesso partito e su quella della responsabile animali PD, Senatrice Silvana Amati, una persona competente e decisa a non abbinare alcuna tassa al possesso di animali da compagnia». «Una tassa di questo tipo, oltre ad essere discutibile sul piano etico - prosegue Rocchi -, finirebbe per essere un vero e proprio boomerang poiché non solo favorirebbe nuovi abbandoni, ma disincentiverebbe anche le adozioni dei canili, con un conseguente aggravio di spesa per le casse degli enti locali». (18 maggio 2012)

SPERIMENTAZIONE ANIMALE, PROSEGUE LA MOBILITAZIONE IN TUTTA ITALIA


In attesa che in Senato si definisca la vicenda relativa all'approvazione dell'articolo 14 della Legge Comunitaria, quello che porterebbe alla chiusura degli allevamenti in stile Green Hill, prosegue in tutto il Paese la mobilitazione degli attivisti contro i test sugli animali.
La settimana scorsa, nell'ambito delle iniziative contro la sperimentazione animale sono scese in piazza, tra le altre, le sezioni Enpa di Catania, Crotone e Treviso, mentre una delegazione della Federazione Italiana Diritti Animali Ambiente (composta, tra gli altri, dal presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, e dal presidente nazionale della Lav, Gianluca Felicetti) ha consegnato al presidente del Senato, Renato Schifani, 100mila firme raccolte dalla Lav a sostegno dell'articolo 14 della Legge Comunitaria.
E proprio in tema di ricerca scientifica, alleghiamo il link a un interessante articolo pubblicato su "L'Espresso", che documenta dettagliatamente l'inutilità dei test condotti sugli animali. Clicca qui per consultare l'articolo. (17 maggio 2012)

LA VITA EMOTIVA DEGLI ANIMALI. CONVEGNO A GENOVA CON MARK BEKOFF


"La vita emotiva degli animali" è il tema di un convegno internazionale che si terrà a Genova il 12 e il 13 maggio presso la Facoltà di Scienze della Formazione (il 12) e il Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria" (il 13).
Grazie all'organizzazione dell'Istituto Italiano di bioetica e di Minding animals Italy e alla collaborazione delle Associazioni animaliste Enpa e Lav, questo importante argomento sulla vita emotiva degli animali verrà diffusamente dibattuto.
Ospite d'onore sarà il prof. Marc Bekoff (nella foto) docente di zoologia all'Università del Colorado, sostenitore dell'etologia cognitiva e dei diritti animali che terrà due lectio magistralis sulla vita emotiva e il senso di giustizia degli animali e il necessario recupero del contatto con la parte selvaggia dell'essere umano per liberare la compassione e l'empatia necessarie nei confronti degli animali e della natura tutta.
«È un grande piacere per me partecipare ai convegni in Italia - ha dichiarato il professor Bekoff - soprattutto in questo momento in cui il movimento animalista italiano, grazie alla collaborazione della scienza internazionale, sta smuovendo le coscienze di tutto il mondo e sta ricordando quanto sia inutile e crudele la sperimentazione sugli animali. Noi parleremo della vita emotiva e delle capacità degli animali di gioire, soffrire, aiutarsi reciprocamente, essere in grado di prendere decisioni importanti anche su base etica. Per questo è necessario che tutta la nostra capacità di compassione e di empatia siano liberate al fine di raggiungere il migliore rapporto di relazione possibile con gli animali. Sono lieto che grazie alla Fondazione diritti animali e all'Enpa in autunno uscirà in Italia il mio libro "Animali: conoscerli per rispettarli" e mi auguro che questo testo possa aiutare tutti a compiere questo importante passo verso gli animali».
«Questo evento organizzato da Minding animals Italy - dichiara Alma Massaro Presidente di Minding Animals Italy, dottoranda dell'Università di Genova - prevede l'incontro tra varie discipline scientifiche e umanistiche, necessarie per indagare la relazione umana con gli animali promuovendo il dialogo con le associazioni animaliste e con tutte le realtà che gravitano intorno alla relazione con gli animali. Siamo felici come Minding Animals Italy di esordire con questo primo incontro da noi organizzato, proprio alla presenza del Prof. Bekoff, per promuovere la riflessione su questi temi importanti, capaci di portare elementi e strumenti utili alla corretta relazione uomo-animale».
«Gli argomenti che affronteremo nel convegno - dichiara Ilaria Ferri direttore scientifico dell'Ente Nazionale Protezione Animali - sono di fondamentale importanza anche per la crescita del movimento animalista internazionale. Sostengo l'importanza dell'animalismo scientifico che dà le risposte necessarie e contenuti degni di rispetto e attenzione alle battaglie contro la violenza sugli animali e al perpetrarsi di crimini sottaciuti: la morte di animali considerati solo cibo, lo sfruttamento negli zoo, nei delfinari e nei circhi, la distruzione degli habitat, la considerazione antropocentrica degli animali come oggetti, ma anche la perversa e malata relazione insita in molti zoofili. La relazione corretta con gli animali passa necessariamente per l'empatia, la compassione e il rispetto.»

Per informazioni sul convegno: https://vitaemotivaanimali.wordpress.com/mai/

In occasione del Convegno in programma nel weekend del 12/13 Maggio 2012 a Genova, che vedrà protagonista Mark Bekoff con due Lectio magistralis, sarà annunciata l'uscita per il prossimo autunno della prima e unica traduzione italiana di Animals Matter, uno dei testi fondamentali di Bekoff edito negli USA nel 2007. La Fondazione Diritti Animali si prefigge lo scopo di divulgare e far conoscere testi e studi difficilmente reperibili in Italia, con particolare attenzione alle pubblicazioni che non hanno trovato uno spazio adeguato, o non siano ancora state tradotte, e che rappresentano pietre miliari per la "causa animale" sia sul piano etico sia su quello culturale e civile.

Marc Bekoff è professore di zoologia all'Università del Colorado, ha al suo attivo più di 200 pubblicazioni scientifiche e 15 libri. È membro di prestigiose associazioni accademiche ed insieme a Jane Goodall, la nota primatologa, è promotore di una iniziativa volta a garantire lo sviluppo ed il mantenimento dei più elevati standard etici nella ricerca etologica. Per questo con Jane Goodall ha fondato l'Associazione "Ethologists for the ethical treatment of animals" sul cui sito www.ethologicalethics.org, è possibile reperire informazioni utili, i titoli dei libri dei due ricercatori e i link di associazioni ed istituti di ricerca che con loro condividono un approccio ed un percorso etico alla ricerca e all'affermazione dei diritti animali. È sostenitore dell'etologia cognitiva in forte contrapposizione con l'approccio del behaviorismo. (10 maggio 2012)

RANDAGISMO. RIVEDI L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ENPA A POMERIGGIO 5


Ieri 19 aprile il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, è intervenuta a "Pomeriggio 5" per discutere di randagismo. Clicca qui per rivedere l'intervento del presidente Rocchi. Avanzare fino al minuto 43. (20 aprile 2012)

STRAGE DI RANDAGI IN UCRAINA, I DOCUMENTI VIDEO SUL MASSACRO


Questa sera (18 aprile ndr) su Striscia la Notizia (Canale 5, ore 20.30) in onda il servizio sull'incontro svoltosi presso l'ambasciata dell'Ucraina a Roma.
Di seguito pubblichiamo altri link relativi alla documentazione video sul caso Ucraina. Rai Due: Dribbling del 14 aprile 2012, avanzare fino al minuto 07.50.
Mediaset: Striscia la Notizia, a questo link tutti i servizi di Stricia sui randagi ucraini.
- EURO 2012. RAPPRESENTANTI UCRAINI NEGANO LA STRAGE DI RANDAGI. LE ASSOCIAZIONI IN PIAZZA IL 5 MAGGIO
Le associazioni Enpa, Lav, Oipa, Associazione Volontari Canile di Porta Portese definiscono deludente e surreale l'incontro avuto questa mattina con rappresentanti dell'Ambasciata Ucraina in merito alla strage di randagi perpetrata in vista di Euro 2012, al punto che daranno mandato ai propri legali di valutare l'opportunità di avviare le dovute azioni legali per diffamazione.
Il Consiglio Comunale di Roma, votata una mozione in cui si chiede lo stop al massacro sistematico di cani e gatti randagi, aveva ottenuto un appuntamento con l'Ambasciatore per una delegazione comprendente, oltre ai rappresentanti capitolini - Alessandro Cochi, delegato per le Politiche Sportive; Andrea De Priamo, presidente Commissione Ambiente; Monica Cirinnà, consigliera capitolina; Federico Coccia, delegato del Sindaco alla salute degli animali e Tetyana Kuzyk, consigliera aggiunta - anche i presidenti delle maggiori associazioni animaliste italiane Enpa, Lav, Oipa, nonchè Volontari del Canile di Porta Portese.
Primo sgarbo: l'Ambasciatore è assente, impegnato, a dire del funzionario di II° livello che lo sostituisce, in "affari importanti". Fin qui la forma. Ma la sostanza sarebbe esilarante se non fosse tragica.
Il funzionario di II° livello infatti prima elenca la bontà delle leggi ucraine di tutela degli animali, che evidentemente non hanno trovato una sola applicazione. Poi chiede alla delegazione presente di produrre un documento sui fatti che da mesi invadono, drammaticamente documentati con foto, filmati e testimonianze, l'intera rete, come se scoprisse il problema in quel momento. Infine si spinge a dire che la strage dei cani potrebbe essere una montatura messa in piedi per finalità politiche. Dimentica, l'ignaro funzionario, che anche il Ministro dell'Ambiente ucraino ha denunciato dall'interno la strage dei cani, che indigna il mondo e la parte più sensibile della popolazione di quel Paese. Vista l'assoluta inutilità di continuare il colloquio con un interlocutore palesemente ostruzionista la delegazione e le Associazioni ribadivano il loro impegno a continuare la mobilitazione a favore dei cani, annunciavano ogni forma possibile di boicottaggio degli Europei e davano appuntamento alla grande manifestazione nazionale del prossimo 5 Maggio a Roma in piazza del Pantheon, già autorizzata dalla Questura.
Da censurare con assoluta fermezza il comportamento della consigliera comunale aggiunta per l'Ucraina, signora Kuzyk la quale, ai microfoni di Striscia la notizia e in presenza di tutti ha affermato che "quello che accade in Ucraina accade anche in Italia". Ci auguriamo che il Comune di Roma censuri una tale affermazione che tende a gettare discredito su un Paese da anni impegnato nella tutela degli animali. Per parte loro le Associazioni daranno mandato ai propri legali per valutare l'opportunità di procedere per diffamazione e calunnia contro le irresponsabili e denigratorie asserzioni della disinformata consigliera.
Il funzionario di II° livello dell'Ambasciata ha tentato di difendere il proprio Paese affermando che l'Ucraina aveva aderito alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia. Peccato che tale firma risalente al 5 luglio 2011 non sia stata seguita dal necessario atto di ratifica e di entrata in vigore a livello nazionale e, quindi, tale firma è purtroppo al momento inutile.
Le associazioni animaliste hanno quindi indetto per sabato 5 maggio dalle ore 10:00 in Piazza del Pantheon a Roma una manifestazione nazionale di protesta. (17 aprile 2012)

ALLARME DELL'ENPA, DALLA CINA POSSIBILI SNACK TOSSICI PER CANI


Gli snack di pollo essiccato importati dalla Cina potrebbero contenere sostanze estremamente pericolose per la salute dei cani. A lanciare l'allarme è l'Ente Nazionale Protezione Animali che riprende un analogo "warning" emesso dalla Food and Drug Administration statunitense (FDA), l'ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.
Secondo quanto reso noto dall'autorità americana, negli Stati Uniti numerosi cani ai quali erano stati somministrati questi alimenti hanno manifestato patologie gravissime, dovute alla tossicità del prodotto che ha compromesso le funzioni epatiche e renali degli animali, e che in alcuni casi si sono rivelate mortali.
«I sintomi legati al consumo degli snack tossici sono vomito, diarrea (spesso con presenza di sangue), apatia, frequente stimolo a bere e ad urinare, diminuzione dell'appetito. Nel caso in cui, in seguito al consumo, dovesse verificarsi una di queste patologie, smettere immediatamente di somministrare gli snack, e contattare il proprio veterinario di fiducia», spiega l'Ente Nazionale Protezione Animali che, nel timore che tali prodotti siano commercializzati anche nel nostro Paese, invita i consumatori a verificare attentamente il luogo di provenienza degli alimenti.
«Purtroppo questo non è un episodio isolato - prosegue l'Enpa -. La frequenza con cui si verificano episodi di questo tipo, basta ricordare il caso dei mangimi alla melamina, sta ad indicare che gli alimenti per animali importati dalla Cina devono essere sottoposti a un regime di sorveglianza speciale. Per questo abbiamo chiesto al Ministero della Salute di fare intervenire i Carabinieri del Nas e di intensificare i controlli, non solo alle dogane ma anche presso i punti vendita per animali. Naturalmente auspichiamo che, ove vengano rinvenuti prodotti non conformi, essi siano immediatamente ritirati dal mercato.» (16 aprile 2012)

I VITELLINI SALVATI DAL CASSONETTO VIVRANNO INSIEME PER TUTTA LA VITA


I vitellini Romeo e Giulietta come la mucca Teresa: anche grazie all'Enpa di Ragusa, i due animali - a differenza dei protagonisti della tragedia shakespeariana - vivranno insieme per tutta la vita, senza l'incubo di essere macellati. Proprio oggi Romeo e Giulietta sono stati affidati alle cure della fattoria gestita dall'Associazione "Filo d'Oro" in contrada Giubiliana a Ragusa, al termine di una cerimonia pubblica alla quale sono intervenuti il Sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale; l'Assessore alla Tutela Animali, Ciccio Barone; Giuseppe Licitra e Gaetano Farina, rispettivamente Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinario e funzionario dell'Asp, il Coordinatore Regione Enpa per la Sicilia, Antonio Tringali.
Eppure, nonostante il "lieto fine", la storia dei due vitellini avrebbe potuto avere una conclusione tragica. I due animali, infatti, non avevano fatto in tempo a nascere che il loro ignoto proprietario aveva tentato di sbarazzarsene gettandoli in un cassonetto dell'immondizia. Romeo e Giulietta sembravano dunque destinati a una fine orribile se non fosse stato per un passante che, uscito di casa per gettare l'immondizia si è immediatamente accorto di loro, segnalandone la presenza a Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Guardie Zoofile Enpa di Ragusa. La macchina dei soccorsi è partita immediatamente: i due sono stati recuperati e affidati pro tempore a un'azienda agricola ragusana.
Ma non era ancora il momento di tirare un sospiro di sollievo. «In casi come questo - ha spiegato Tringali -, la prassi legale prevede che si proceda all'abbattimento; sarebbe stata una beffa insopportabile.» I volontari ragusani non si sono persi d'animo; invece hanno attivato tutti i loro canali istituzionali per trovare una via d'uscita compatibile con la salvezza dei vitellini. E così grazie all'intervento del Sindaco di Ragusa, dell'Assessore comunale alla Tutela degli Animali, dei servizi veterinari della Asp, e alla disponibilità della Associazione Filodoro, è stata trovata la soluzione tanto auspicata. «Ringrazio di cuore tutti i soggetti che hanno permesso di regalare un futuro sereno a Romeo e Giulietta - ha concluso Tringali -. Questo dimostra quanto siano efficaci le sinergie tra associazioni e istituzioni.»
«Per noi - ha aggiunto il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi - non c'è modo migliore di celebrare la Pasqua. Non abbiamo salvato due animali soltanto da un pericolo immediato, abbiamo anche evitato che finissero in un mattatoio. Oggi vogliamo lanciare un messaggio forte; vogliamo che Romeo e Giulietta diventino il simbolo della nostra battaglia a favore dell'alimentazione vegetariana e vegana, tanto più che proprio in questi giorni centinaia di migliaia di agnelli vengono uccisi in nome di una tradizione anacronistica e crudele.» (5 aprile 2012)

"PET THERAPY" CON DELFINI ED ELEFANTI. ENPA E LAV DIFFIDANO ZOOMARINE E BIOPARCO


L'Ente Nazionale Protezione Animali e la LAV hanno diffidato il Bioparco di Roma e il parco acquatico Zoomarine di Torvajanica (Roma) dal realizzare l'annunciato programma di Terapia Assistita con Animali, che prevede l'uso di delfini ed elefanti.
«Secondo quanto previsto dalla normativa - spiegano Enpa e LAV - non è possibile utilizzare animali appartenenti a queste due specie per interventi di presunta "pet therapy". Infatti, mentre il decreto 496/2001 in materia di mantenimento in cattività dei tursiopi vieta esplicitamente il contatto fisico tra persone e delfini, la legge 150/92 e il decreto ministeriale del 19 aprile 1996 includono gli elefanti nell'elenco degli animali considerati pericolosi per la salute e per l'incolumità pubblica.»
«Delle due l'una - proseguono le Associazioni - o i gestori del Bioparco e di Zoomarine non conoscono le nostre leggi, o lanciano proclami per tentare di accreditare luoghi di reclusione come utili per la società; in tal caso farebbero bene a informarsi onde evitare almeno di compiere violazioni, oppure lo sbandierato programma di Terapia Assistita è destinato a non vedere mai la luce.»
La Protezione Animali e la LAV hanno anche chiesto al Ministero della Salute di predisporre tutti i controlli necessari affinchè sia assicurato il rispetto della normativa italiana, e siano sanzionate eventuali violazioni. (22 marzo 2012)

AGGREDITO EDOARDO STOPPA DI "STRISCIA". SOLIDARIETÀ DELL'ENPA


L'Enpa esprime solidarietà a Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la Notizia, vittima insieme alla sua troupe di una inqualificabile aggressione mentre stava filmando un allevamento abusivo di cavalli nel Trevigiano.
«Sono profondamente sconcertata l'accaduto - commenta Carla Rocchi, presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali -. A Edoardo Stoppa e alla sua troupe vorrei esprimere, a nome di tutta l'associazione, la mia gratitudine per l'impegno con cui ha sempre denunciato all'opinione pubblica e alle autorità giudiziarie episodi di ordinaria crudeltà contro gli animali. E per la grande abnegazione con cui egli si è schierato dalla parte di chi non ha voce, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità. Purtroppo i gesti criminali contro gli animali e quelli contro gli uomini sono spesso collegati tra loro: questo episodio ne è la dimostrazione evidente.» (21 marzo 2012)

L'ENPA AL SOTTOSEGRETARIO POLILLO: "LE AGEVOLAZIONI PER ANIMALI IN CASA NON ESISTONO"


Il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, replica al sottosegretario all'economia, Gianfranco Polillo, che ieri a Ballarò aveva definito inutili le agevolazioni per "il possesso di animali in casa".
«L'onorevole Bindi dimostra di avere una migliore conoscenza delle agevolazioni fiscali rispetto al sottosegretario all'economia Polillo.», commenta Rocchi che prosegue: «Infatti, mentre quest'ultimo si esprime in maniera da far intendere che esistano agevolazioni - peraltro inesistenti - per i possessori di animali, l'onorevole Bindi giustamente precisa che esiste solo una modestissima possibilità di detrazione di spese veterinarie, peraltro utile a fare emergere la fatturazione delle spese medesime. In un colpo solo il sottosegretario Polillo, esprimendo la sua contrarietà ad una agevolazione inesistente, ha fatto comprendere quale sensibilità lo muova nei confronti degli animali, guadagnandosi, si fa per dire, la riconoscenza degli oltre 10 milioni di famiglie che aprono agli animali le loro case.» (21 marzo 2012)

MEATOUT DAY. L'ENPA: «VEGETARIANI E VEGANI VINONO MEGLIO E PIÙ A LUNGO»


Dalla fame al riscaldamento globale, dalle malattie all'uso sostenibile delle risorse. L'addio al consumo di carne, secondo l'Enpa e molti autorevoli studiosi è la chiave di volta per risolvere molte delle situazioni emergenziali del pianeta.
«Solo il 20% della popolazione mondiale ha regolare accesso alle risorse alimentari mentre il 26% della superficie terrestre è letteralmente invaso dagli allevamenti, ai quali è imputabile l'emissione del 18% dei gas serra, la distruzione di milioni di ettari di foreste e la perdita di biodiversità, nonchè la produzione annua di 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni.», spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri, in occasione del "Meatout Day", la giornata internazionale dedicata al "no alla carne", che si celebra oggi negli Usa e in altri Paesi.
«Per mantenere gli allevamenti si sperpera una grandissima quantità di risorse - prosegue Ferri -: occorrono più di 16 chili di foraggi per produrre un chilo di carne. Inoltre, stando a quanto riferito dalla Fao, occorrono circa 15mila litri di acqua per produrre un chilo di carne e appena 2mila per ottenere la stessa quantità di grano. In altri termini, se le risorse necessarie alla produzione di carne fossero investite per l'agricoltura, probabilmente la fame sarebbe solo un ricordo.»
Dire di no alla carne inoltre prolunga la vita e ne migliora la qualità. Una ricerca inglese durata 12 anni, che ha interessato un campione di oltre 60mila persone ed è stata pubblicata sul British Journal of Cancer, ha dimostrato che i vegetariani hanno meno probabilità di ammalarsi di tumore rispetto a chi mangia carne. I risultati sono impressionanti: i vegetariani hanno il 45% di probabilità in meno di sviluppare il cancro del sangue (leucemia e altri tipi) e il 12% di probabilità in meno di manifestare un qualsiasi tipo di tumore. Chi consuma molta carne - due volte al giorno, per esempio (un panino col prosciutto a pranzo e una bistecca a cena) - vede aumentare del 35% il rischio di ammalarsi di cancro all'intestino.
«Benchè a molti possa sembrare strano - conclude Ferri - la carne può essere un nemico della nostra salute. Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato l'esistenza di una stretta correlazione tra un regime alimentare a forte contenuto di grassi saturi di origine animale e molte patologie, tra cui il cancro. Vegetariani e vegani, invece, non solo non vengono colpiti dai tumori dell'apparato digerente, ma sono meno soggetti anche ad altre malattie come diabete, trombosi, osteoporosi, artrite, malattie renali, obesità e ipertensione. La dieta vegetariana e vegana, inoltre, contribuisce a mantenere pulite le nostre coronarie e, di conseguenza, a prevenire il 97% delle cardiopatie.» (20 marzo 2012)

"CHIUDIAMO GREEN HILL". LA MOBILITAZIONE PROSEGUE


Le principali associazioni che tutelano i diritti degli animali - ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), LAV (Lega Anti Vivisezione), LNDC (Lega Nazionale per la Difesa del Cane), LEIDAA (Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente), OIPA (Organizzazione Italiana Protezione Animali) - ed il comitato spontaneo "Occupy Green Hill", sono scesi oggi in piazza, davanti al Pantheon, per fare nomi e cognomi dei senatori della Commissione Politiche Comunitarie sensibili al "canto" delle multinazionali e delle loro lobby e quindi pronti a modificare il testo dell'art.14 della legge comunitaria 2011 licenziato dalla Camera, che vieta, tra l'altro, di eseguire esperimenti su animali senza anestesia e di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati alla vivisezione. Nel mirino soprattutto la presidente della commissione Politiche dell'Unione europea, Rossana Boldi (Lega) e il relatore Roberto Di Giovan Paolo (Pd). I due senatori avrebbero infatti annunciato il loro assenso ad un emendamento aggiuntivo, in calce all'art.14, che in pratica consentirebbe di superare le restrizioni introdotte durante il passaggio alla Camera e impedirebbe anche la chiusura di Green Hill. "Non possiamo permettere - affermano le associazioni animaliste - che per difendere i loro grandi interessi economici, lobby potentissime si mettano d'accordo sottobanco con una certa parte della politica, infischiandosene della volontà della stragrande maggioranza degli italiani. Gli italiani non vogliono che canili-lager come Green Hill continuino ad operare. Come vogliono fermare i traffici di macachi di Harlan. Ci risulta invece che presidente e relatore della commissione Politiche dell'Unione europea del Senato intendano manipolare il testo licenziato dalla Camera, introducendo alla fine dell'articolo un'ultima "lettera" che darà il permesso di derogare a tutto, così che nulla cambi. Sarebbe un esempio di cattiva politica, che mette gli interessi economici delle multinazionali davanti a quelli dei cittadini, ostacolando lo sviluppo di una ricerca eticamente accettabile e soprattutto più sicura per l'uomo. Un accordo sottobanco stretto contro la volontà degli italiani e dello stesso ministro della salute Renato Balduzzi, schieratosi pubblicamente per la chiusura di Green Hill, oltre che contro i pareri favorevoli all'articolo 14 formulati dal governo e dalle commissioni che lo hanno già esaminato".
In particolare, aggiungono le associazioni, questo "colpo di mano" rappresenta una vera e propria invasione nel campo della commissione di merito, la commissione Igiene e Sanità, che ha già dato il suo parere lo scorso 29 febbraio scorso appoggiando integralmente il testo uscito dalla Camera, confermandone tutte le previsioni. A questo punto ci chiediamo: vorranno i senatori ignorare la volontà popolare e prendersi la responsabilità di alimentare ancora certi traffici di morte? (21 marzo)
MERCOLEDÌ 21 MARZO, ORE 10,30, IN PIAZZA DEL PANTHEON, INTERVENITE AL PRESIDIO INDIRIZZATO AL SENATO PER DIFENDERE L'EMENDAMENTO CHE CHIUDE GREEN HILL E FERMA I TRAFFICI DI MACACHI
La lobby delle multinazionali e dei ricercatori sta facendo pressione per far saltare in Senato la legge…che potrebbe chiudere Green Hill!
La settimana prossima infatti la legge sarà in votazione alla Commissione del Senato il cui voto sarà vincolante per la decisione finale: è dunque importantissimo cercare di stare uniti e di essere in tantissimi a Roma proprio in quel momento, contro Green Hill e contro la vivisezione.
Per questa ragione, vi preghiamo di aderire in massa al presidio organizzato dalle associazioni animaliste Enpa, Lav, Lndc, Leidaa e Oipa, previsto per mercoledì 21 marzo, dalle ore 10,30 alle 13 in Piazza del Pantheon a Roma.
Portate con voi la ciotola del vostro cane, si aggiungerà alla montagna di ciotole vuote che si intende mostrare, in nome di tutti i cagnolini morti di Green Hill. La presenza di tutti è davvero importante per fare comprendere ai senatori, che oggi hanno in mano il destino di queste povere creature, quanto forte sia l'attenzione dell'Italia nei confronti delle loro decisioni. (19 marzo 2012)

TRASPORTI DI ANIMALI. PASSI IN AVANTI VERSO IL LIMITE DI 8 ORE


Passo in avanti per la tutela degli animali durante i trasporti sulle lunghe distanze. Grazie a 378 firme raccolte tra gli eurodeputati, il Parlamento Europeo ha approvato una dichiarazione scritta sul limite massimo di 8 ore per il trasporto nell'Unione europea degli animali destinati alla macellazione. A renderlo noto è Andrea Zanoni, parlamentare europeo eletto nelle fila dell'Idv, che insieme ad altri quattro colleghi ha promosso l'iniziativa. Grazie alla dichiarazione scritta, il Parlamento Europeo potrà chiedere ufficialmente alla Commissione e al Consiglio di procedere al riesame del regolamento 1/2005 che disciplina proprio il trasporto di animali. «Ringrazio Andrea Zanoni e gli altri eurodeputati per essersi fatti portatori di una iniziativa così importante per la protezione degli animali e per essere riusciti a ottenere l'impegno del Parlamento Europeo su questo fronte», dichiara il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che prosegue: «Naturalmente, l'unico modo per tutelare gli animali è quello di non ucciderli, neanche a fini alimentari. Tuttavia, le condizioni in cui ogni anno sono costretti a viaggiare centinaia di migliaia tra bovini, caprini, suini e ovini, rappresentano un vero e proprio inferno. E non c'è da meravigliarsi se molti di loro, stipati gli uni sugli altri, traumatizzati dal trovarsi all'interno di uno spazio tanto angusto, privi di cibo e acqua, perdono la vita prima di arrivare a destinazione.» «Con l'approvazione della dichiarazione scritta, il Parlamento Europeo ha saputo farsi portavoce del sentire di milioni di cittadini europei, ricordo tra l'altro che la petizione internazionale 8hours ha raccolto un milione di firme - aggiunge Rocchi -; mi auguro che anche la Commissione Europea e il Consiglio dimostrino la stessa sensibilità impegnandosi a modificare un regolamento crudele, disumano e anacronistico.» (15 marzo 2012)

SPERIMENTAZIONE. SUL SITO DELL'ANMVI UN COMMENTO A FAVORE DELLA VIVISEZIONE


Sul sito dell'ANMVI (Associazione nazionale medici veterinari italiani) leggiamo un commento totalmente a sostegno della vivisezione che lascia basiti e amareggiati; vengono pubblicizzate opinioni di direttori di Istituti di ricerca chiaramente coinvolti nel business della sperimentazione, le argomentazioni sono sempre le stesse dove si sottolinea la necessità del ricorso al modello animale e la garanzia che in Italia le cavie godano di tutele e vengano trattate umanamente.
Posizioni che siamo veramente stanchi di ascoltare e leggere, si parla infatti di "sacrifici umanitari di animali" che vivono tutta la vita in una gabbia, conoscono solo la paura e la deprivazione concludendo la loro breve vita a seguito delle sperimentazioni più varie e dolorose: cosa ci sia di "umanitario" o dove sia il "benessere" di questi animali, sinceramente sfugge ad ogni logica.
Per quanto riguarda la legge che dicono riduca al minimo le sofferenze, è utile ricordare nuovamente come in Italia - dati ufficiali del Ministero della Salute, sulla base di autocertificazioni degli stabilimenti utilizzatori, non nostri - solo negli ultimi due anni siano state autorizzate più di 400 sperimentazioni in deroga di cui 350 per non ricorso ad anestesia. Un dato in aumento. I veterinari Sival, federati Anmvi, come fanno ad avallare la favoletta secondo la quale "un animale che soffre è fonte di risultati non attendibili"? E questi dati cosa testimoniano? Non le parole per acquietare qualche coscienza o qualche senatore, i fatti…
È avvilente vedere come un'associazione di medici veterinari ostacoli la diffusione di una coscienza popolare e scientifica che tuteli gli animali e si interponga nell'approvazione di una nuova legge nazionale che supporta l'implementazione dei metodi alternativi e una ricerca più trasparente grazie a controlli e condivisione di dati. E che così, peraltro, valorizza maggiormente la figura del medico veterinario nelle sue funzioni. Peraltro la stessa Anmvi, arrampicandosi sugli specchi, parla di una incompatibilità dell'articolo 14 con la "legge di stabilità" dimenticando che questa è una norma solo economica e che la direttiva europea è di "protezione degli animali" non di protezione degli sperimentatori, oltre a esserci un diritto comunitario che assicura facoltà di recepimenti restrittivi, come già detto dal Ministro delle politiche comunitarie e dal Ministro della Salute.
Quindi, la nostra campagna per sostenere l'articolo 14 del Disegno di legge Comunitaria 2011, saremo nelle piazze da sabato prossimo a raccogliere i consensi della stragrande maggioranza dell'opinione pubblica, (risultato concreto in assenza di possibilità legislativa di un'abolizione della vivisezione) diventa ancora più forte e agguerrita, e per chi avesse il dubbio che questo articolo della "Comunitaria" non servisse a nulla, ora ha la prova che da fastidio a molti.
Sia a chi la fa la vivisezione (il termine anche giuridicamente continua ad esistere nonostante chi vuole per motivi d'immagine dire che si usano "modelli animali"), sia a chi è pagato da chi la esegue, come testimoniano tre delle quattro cariche dei veterinari Sival, dipendenti di industrie farmaceutiche. (14 marzo 2012)

Nota di Michela Kuan, responsabile nazionale Lav settore vivisezione.

EURO 2012, ABETE (FIGC) ASSICURA A ENPA L'IMPEGNO A FERMARE LA STRAGE DI CANI RANDAGI IN UCRAINA


«Ho letto con grande attenzione la lettera che Ella mi ha inviato nella Sua qualità di presidente nazionale dell'Enpa. Il problema evidenziato è seguito con grande attenzione da parte della Federazione Italiana Giuoco Calcio che opera in stretta sintonia con la Uefa.» È quanto si legge in una missiva inviata dal presidente della Figc, Giancarlo Abete, al presidente nazionale dell'Enpa Carla Rocchi, che aveva precedentemente richiamato l'attenzione del numero uno della Federcalcio sul massacro dei "trovatelli" ucraini.
«La Uefa, in quanto soggetto organizzatore del torneo, […] sta attivando ogni utile intervento al riguardo in tutti gli ambiti sportivi e istituzionali possibili», scrive ancora Abete confermando l'impegno della Figc per porre fine al massacro.
«Ringrazio il presidente Abete per la sensibilità che ha dimostrato e per il suo autorevole interessamento», commenta Carla Rocchi che prosegue: «Purtroppo, nonostante la pressione internazionale sulle autorità ucraine e nonostante alcune rassicurazioni fornite al riguardo da esponenti del governo ucraino, non sembrano esserci ancora sviluppi favorevoli per i randagi. Di positivo, al momento, c'è non soltanto la crescente consapevolezza dell'opinione pubblica ma ci sono anche importanti interventi e prese di posizione dei nostri rappresentanti istituzionali. Ricordo, con l'occasione, che l'onorevole Frattini, tra i primi ad essere intervenuto sulla questione, ha presentato una interrogazione scritta al nostro Ministro degli Esteri. Resta l'urgenza di fermare questo massacro una volta per tutte. Tifosi, calciatori, squadre di club e rappresentative nazionali possono dare un contributo fondamentale a questa lotta di civiltà, per evitare che un momento di gioia, di spensieratezza, di festa collettiva continui ad essere macchiato con il sangue di animali innocenti.» (14 marzo 2012)

NUOVA ORDINANZA ANTI-AVVELENAMENTI, SODDISFATTE LE ASSOCIAZIONI


Enpa, LAV, Leidaa e Lega Nazionale per la Difesa del Cane esprimono soddisfazione per il rinnovo e il miglioramento dell'Ordinanza del Ministero della Salute «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati» scaduta il 10 febbraio scorso. Il nuovo provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.58 di venerdì scorso avrà efficacia 24 mesi e rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire e contrastare un fenomeno che nel nostro Paese, sia in ambito cittadino che nelle campagne, ha dimensioni ancora allarmanti come testimoniano i continui casi denunciati, ultimi dei quali, solo in ordine di tempo e per gravità, quelli a Piazza Armerina (Enna).
Le associazioni plaudono anche alle modifiche introdotte nel nuovo testo dal Ministro Balduzzi: se l'Ordinanza del 2010, al fine dell'identificazione del veleno o della sostanza che ha provocato l'avvelenamento, prevedeva ad esempio solo l'invio delle spoglie dell'animale avvelenato all'Istituto Zooprofilattico competente per territorio, adesso, potranno essere inviati eventuali campioni anche in assenza del decesso dell'animale.
Definiti anche i tempi in cui dovranno essere eseguiti gli esami necroscopici: 48 ore entro l'arrivo dell'animale deceduto, invariati invece quelli delle analisi dei campioni che dovranno essere effettuate entro trenta giorni dall'arrivo. Si chiarisce inoltre che non solo l'invio delle spoglie degli di animali morti per avvelenamento e dei campioni, ma anche quello di esche o bocconi sospetti di avvelenamento deve avvenire tramite le Aziende Unità Sanitarie Locali competenti per territorio o le imprese convenzionate.
"Con queste modifiche - commentano le associazioni - sarà agevolata, e in caso di decesso anche accelerata, la ricerca delle sostanze utilizzate per avvelenare o comunque uccidere gli animali, le indagini per individuare i responsabili più veloci e gli animali e i cittadini maggiormente tutelati". Chiari i compiti per Sindaci, Asl, medici veterinari, Istituti Zooprofilattici, Prefetti.
Enpa - Lav - Lega Nazionale per la Difesa del Cane e Leidaa che nel gennaio scorso avevano scritto al Ministro della Salute Balduzzi per chiedere il rinnovo dell'Ordinanza dichiarano che "affinché i suoi effetti siano davvero efficaci, è necessario che tutti i soggetti preposti a contrastare e reprimere il fenomeno seguano le Linee guida emanate il 15 novembre scorso dal Ministero della Salute per standardizzare le procedure previste dall'Ordinanza stessa e uniformarle sul territorio nazionale - e concludono - Per proteggere gli animali, la salute pubblica e l'ambiente è comunque indispensabile uno strumento ancora più efficace e soprattutto senza scadenza. È necessario, quindi, che le norme contenute nell'Ordinanza siano recepite in legge al più presto per renderle definitive". (13 marzo 2012)

SPERIMENTAZIONE. LE ASSOCIAZIONI AL PRESIDENTE FORMIGONI: APPROVARE SUBITO LO STOP AGLI ALLEVAMENTI


Le associazioni Enpa, Lav, Lndc e Oipa hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Regione Lombardia per sollecitare la presentazione e il sostegno, preannunciati dal Presidente Formigoni, della proposta di legge n.145 per il "Divieto di allevamento di cani, gatti e primati non umani per fini di sperimentazione". "L'atto non ha sostanzialmente ancora fatto un passo in avanti, nonostante l'apprezzatissimo annuncio di sostegno avanzato dal Presidente Formigoni - scrivono le Associazioni - Auspichiamo, quindi, che la pdl n.145 venga al più presto calendarizzata in Consiglio regionale, dando la possibilità alla Regione Lombardia di affermare, ancora una volta, il ruolo cruciale che riveste nella tutela degli animali da laboratorio e nel sostegno verso una ricerca etica, utile e innovativa; osservazioni dovute anche in considerazione del fatto che il territorio regionale ospita il Centro di Referenza Nazionale per i metodi alternativi, benessere e cura degli animali da Laboratorio. Anche recentemente l'opinione pubblica si è chiaramente dichiarata contraria alla sperimentazione animale, soprattutto sulle specie oggetto della proposta di legge in questione: l'86,3% degli italiani si oppone alla vivisezione, secondo il Rapporto Eurispes 2012. Un dato significativo e inequivocabile." (12 marzo 2012)

REDDITOMETRO: GLI ANIMALI NON SONO UN LUSSO


Con una lettera congiunta, le associazioni Enpa, Lav, Leidaa, Lega nazionale difesa del Cane e Oipa hanno sollecitato l'intervento del Presidente del Consiglio Monti, al Ministro della Salute Balduzzi e al Sottosegretario alla Salute Cardinale affinchè le spese veterinarie siano tolte dal redditometro.
Le associazioni, ricordando come inclusione delle spese veterinarie tra gli indici di ricchezza abbia trovato il disappunto non solo degli animalisti e di numerosissimi cittadini che convivono con cani e gatti, ma anche quella del mondo della politica e della veterinaria, sottolineano come tali spese non possono e non debbano essere specchio di agiatezza: gli animali, come riconosciuto dal Trattato di Lisbona dell'Unione europea e dal Codice Deontologico dei Medici Veterinari, sono esseri senzienti, non beni di lusso e come tali hanno il diritto alla tutela del loro benessere e della loro salute, garanzie queste che devono essere assicurate tanto più in una fase così delicata per l'economia di molte famiglie.
"Da non trascurare, - affermano le associazioni - anche come, molto spesso, chi vive con un cane o un gatto debba già sostenere dei sacrifici per provvedere alle sue cure e per poter affrontare le spese veterinarie." - e proseguono - "Garantire cure veterinarie e interventi di prevenzione quali vaccinazioni e sterilizzazione, costa spesso grande fatica. Assicurare ciò non è nè può certamente essere sintomo di ricchezza, bensì di attenzione, civiltà, e, come nel caso della sterilizzazione anche di scelta consapevole e volontà di dare un contributo concreto alla lotta al randagismo, contributo che peraltro fa risparmiare molto alla collettività."
Da tener ben presente anche come in Italia i milioni di persone che vivono con un animale domestico, siano già gravate da una misura estremamente penalizzante: l'aliquota Iva più alta sulla salute degli animali (dal 20 al 21%); e sui loro alimenti (dal 20 al 21%), aliquota che può essere foriera di rischio di abbandono e di rinuncia alla proprietà come dimostrano i conferimenti in canile a causa delle difficoltà economiche di tante famiglie, fenomeno quest'ultimo in sensibile aumento.
Le associazioni concordano su come in luogo di utilizzare le spese veterinarie quali indici di ricchezza, sia necessario invece introdurre importanti misure per il benessere animale e il contrasto del randagismo quali l'aumento della soglia di detraibilità delle spese veterinarie rendendola totale per chi adotta un animale abbandonato e la riduzione dell'IVA sul cibo per animali e sulle cure veterinarie al 10% per chi ha adottato animali o non li tiene per scopo di lucro. (7 marzo 2012)

ENPA E LAV: "BENE IL PIANO DEL SOTTOSEGRETARIO CARDINALE"


«Esprimiamo pieno apprezzamento per le parole, autorevoli e di grande sensibilità, con cui il sottosegretario alla Salute, il professor Cardinale, ha sottolineato l'esigenza di dare il via a "un'azione globale e sistematica per la salvaguardia degli animali e per la tutela dei loro diritti".» Lo dichiarano il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, e il presidente della LAV Gianluca Felicetti che proseguono: «auspichiamo che il programma organico proposto dal Sottosegretario alla Salute - che prevede, tra gli altri, lo stop al redditometro per gli animali da compagnia, l'istituzione del Garante degli animali, gli interventi sempre più decisi contro combattimenti clandestini e importazioni illegali, la progressiva diminuzione della sperimentazione, la lotta alle zoomafie - trovi la più ampia condivisione possibile nel Governo e nel Parlamento.» «Siamo pronti a collaborare affinché il "piano" proposto dal professor Cardinale, che coglie appieno il sentire della stragrande maggioranza degli italiani - aggiungono Rocchi e Felicetti -, possa far compiere al nostro Paese un vero e proprio salto di qualità nella tutela degli animali, collocandolo all'avanguardia in Europa e nel mondo, e ponendo in essere un progetto di nuova alleanza tra i viventi.» (7 marzo 2012)

LE AGGRESSIONI DEI CANI DOVUTE A CUSTODIA INAPPROPRIATA


Pubblichiamo di seguito un intervento del presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che ha scritto al direttore del "Corriere di Como" in merito al caso di un anziano signore attaccato a Milano da alcuni cani.

Gentile Direttore,
leggo con dispiacere, sul giornale da Lei diretto, la notizia della morte del pensionato attribuita a un attacco di cani randagi.

Non è così: gli animali che hanno attaccato il pensionato non sono randagi, così come non erano randagi gli animali che due anni fa hanno ucciso il bimbo di Scicli. Nel caso di Scicli si trattava di animali affidati da Asl e Magistratura a persona incapace di gestire perfino sè stessa; l'aggressione si è verificata quando il povero bambino è entrato in uno spazio che i cani ritenevano il proprio.

La stessa mancanza di controlli si è verosimilmente verificata nel quartiere Baggio dove da sempre è nota la presenza di cani che, a detta dei residenti, fanno riferimento al vicino campo nomadi. Probabilmente si ritiene poco politicamente corretto denunciare i casi di fatale assenza di controllo e pessima gestione dei campi nomadi. Ed è per questo che sul territorio rimangono senza controllo situazioni potenzialmente e, talvolta, realmente pericolose.

Gli animali randagi NON attaccano l'uomo, anzi lo sfuggono forse memori del pessimo trattamento ricevuto. Ma è troppo comodo prendersela con loro che non hanno voce nè difesa.
(6 marzo 2012)

L'ENPA: "FERMARE IL MASSACRO DELLE FOCHE"


Come ogni anno all'inizio di marzo inizia la stagione della mattanza delle foche sulla costa est del Canada. Sebbene in molti Paesi (tra i quali Italia e Russia) sia stata fatta l'importantissima scelta di vietare o restringere le importazioni di pelli e di derivati dalle foche, anche quest'anno la caccia in Canada non si ferma. La ragione è molto semplice: le foche sono sterminate con il consenso del Governo Canadese perchè considerate competitrici nella pesca. Ecco perchè sono proprio i pescatori ad ottenere ogni anno le quote di caccia e perchè, in barba al divieto di uccisione dei cuccioli e in totale assenza di controlli, essi sterminano a randellate anche queste creature indifese. Le nuove generazioni di foca sono già minate dalla perdita di territorio poichè la progressiva diminuzione delle zone di pack sulle quali i cuccioli vedono la luce, è drammaticamente in declino a causa dei cambiamenti climatici. Anche per questo motivo abbiamo richiesto all'ambasciatore canadese di riconsiderare questa scellerata politica del massacro delle foche - quest'anno particolarmente indirizzata verso lo sterminio delle foche grigie ritenute responsabili del declino degli stock di merluzzo - comunicando che abbiamo richiesto al nostro Ministro degli Esteri e al nostro Ministro dello Sviluppo Economico e del Commercio Internazionale di considerare il divieto di importazione di tutti i prodotti ittici canadesi e di rappresentare, in sede internazionale, lo sdegno dei cittadini italiani per questa pratica tanto barbara quanto incivile. (6 marzo 2012)

"CUCCIOLOTTI D'UOMO, L'IMPRONTA NEL FUTURO" PRESENTATE LE INIZIATIVE EDUCATIVE DELL'ENPA


Circa 220mila bambini coinvolti, oltre 1.000 scuole e 10mila classi raggiunte dalle attività dei volontari Enpa, 8mila soci Juniores. Sono questi i numeri del "Progetto Delfini" - la "punta di diamante" delle attività educative promosse dalla Protezione Animali - che, lanciato tra il 2000 e il 2001, è diventato pienamente operativo nel biennio 2002/2003. «Le bambine e i bambini hanno risposto con entusiasmo sempre crescente alle iniziative dell'Enpa. In particolare, con le loro lettere e i contatti diretti, ci hanno chiesto e ci chiedono non solo di essere informati e preparati per il domani ma di fare cose concrete "qui e adesso"», ha detto il presidente nazionale della Protezione Animali, Carla Rocchi, nel corso di un incontro con la stampa. E sono proprio lo straordinario entusiasmo e la grandissima "voglia di fare" dei bambini, testimoniati dagli ottimi risultati del "Progetto Delfini", che hanno spinto l'Ente Nazionale Protezione Animali ad arricchire le iniziative ad essi dedicate. Si tratta di un vero percorso a tappe, pensato per sensibilizzare i più piccoli - e attraverso di loro gli adulti - al rispetto per gli animali e, più in generale, al diverso da sè; un viaggio alla scoperta dell'alterità iniziato proprio oggi a bordo del "Tramito", con la lezione itinerante degli alunni della quinta elementare dell'Istituto Comprensivo Rinnovata Pizzigoni, e che proseguirà per tutto l'anno. Il secondo step è la giornata "Rifugi Aperti", in calendario sabato 12 maggio. «I "cucciolotti d'uomo" sono il nostro investimento per il futuro, per raggiungere i loro cuori è necessario usare strumenti educativi innovativi, coinvolgendo attivamente i bambini con il gioco, il divertimento e l'esperienza in prima persona», ha aggiunto il responsabile Comunicazione e Sviluppo Enpa, Marco Bravi. «Per questo - ha proseguito Bravi - abbiamo voluto creare un legame speciale tra bimbi e quattrozampe con la più grande iniziativa di adozione a distanza mai realizzata, resa possibile dal prezioso contributo della Pizzardi Editore e di "Amici Cucciolotti" 2012.» Infatti tutti i bambini che hanno acquistato le figurine della raccolta hanno avuto la possibilità di adottare a distanza più di 3.500 "trovatelli" accuditi dall'Enpa nelle proprie Oasi e strutture. Non solo. Il 12 maggio, in occasione della giornata "Rifugi Aperti", bambini e famiglie avranno la possibilità di visitare tredici rifugi della Protezione Animali per conoscere di persona i loro "protetti" e regalar loro una carezza. «"Amici Cucciolotti" è il marchio della Pizzardi Editore che nasce assieme al sodalizio con ENPA, nel 2007 - ha spiegato Dario Pizzardi, Presidente della casa editrice -. La particolarità della collezione di figurine è quella di essere un gioco sicuro ed equilibrato, perchè frutto di un mix di contenuti ludici, etici e didattici che esaltano nel bambino le sue innate doti di intelligenza e di sensibilità, e lo coinvolgono in concrete iniziative solidali. Grazie a questa caratteristica vincente l'edizione 2012 di "Amici Cucciolotti" è stata, con più di 3 milioni di album distribuiti e 50 milioni di bustine di figurine prodotte ad oggi, un vero e proprio fenomeno editoriale e di costume. Siamo orgogliosi di questo successo, ma siamo anche orgogliosi di essere "entrati" in moltissime case per portate un messaggio contro l'abbandono, per promuovere le adozioni a distanza, per stimolare processi virtuosi di consapevolezza.» Una collaborazione consolidata, quella tra Enpa e Pizzardi, che nel corso degli anni ha permesso alla Protezione Animali di ristrutturare la propria Oasi di recupero della fauna selvatica a Trieste (2007), diffondere materiale educativo nelle scuole (2008), rafforzare il presidio delle Guardie Zoofile (2009), "regalare" 300mila ciotole di pet food ai "trovatelli" (2010), dotarsi di Isotta, l'ambulanza per il soccorso agli animali coinvolti nelle gravi emergenze. (2 marzo 2012)

SESTA EDIZIONE DEL PROGETTO BONELLI, ISCRIZIONI ENTRO IL 30 APRILE


Dopo il grande successo del 2011, riparte "il progetto Bonelli", un appuntamento molto atteso che offre opportunità di inserimento nel mondo del lavoro e della comunicazione per giovani e meno giovani. L'iniziativa culturale e formativa, giunta quest’anno alla sesta edizione, ha permesso a molti giovani e giornalisti di "mettersi in gioco e sporcarsi le mani" negli uffici stampa e nelle redazioni giornalistiche delle associazioni di terzo settore, fornendo concrete occasioni formative e di apprendimento di tecniche e metodologie di lavoro. (27 febbraio 2012)

SCOTTY COMPRA CASA, PER I TROVATELLI!


Scotty, la simpaticissima mascotte di casa Scottex®, ha deciso di aiutare i cagnoloni meno fortunati di lui donando 200 cucce ai trovatelli accuditi nelle oasi e nei rifugi dell'Ente Nazionale Protezione Animali.

"Il 40% delle famiglie italiane vive con un amico a quattro zampe" - dichiara Marco Bravi responsabile Comunicazione e Sviluppo Enpa - "ma i canili, purtroppo, brulicano di ospiti che, spesso, a causa di problemi fisici o caratteriali, sono destinati a una vita in canile. Per questo" - continua Bravi - "iniziative come quella intrapresa da Scottex sono indispensabili per poter garantire agli animali una vita migliore e donare quel calore famigliare che forse non avranno mai la fortuna di sperimentare". I clienti di Scottex® potranno anche contribuire personalmente a questo straordinario gesto di solidarietà, concorrendo all'acquisto di ulteriori altre cucce. Infatti, con una donazione minima di €20,00, regaleranno un nuovo riparo ad altri trovatelli e riceveranno, come simbolo della loro preziosa solidarietà, un bellissimo peluche. (24 febbraio 2012)

GASTRONOMIA. "RICETTE PROIBITE", L'ENPA: «PUBBLICAZIONE DI PESSIMO GUSTO»


«Di un ricettario che insegna agli italiani a cucinare, tra gli altri, cani, gatti, cicogne, porcospini, non sentivamo alcun bisogno. "Ricette Proibite" è una iniziativa editoriale di pessimo gusto che da spazio al consumo alimentare di specie animali a vario titolo tutelate dalla legge.» Lo dichiara l'Ente Nazionale Protezione Animali che prosegue: «Ciò che risulta difficile comprendere è il motivo che ha spinto l'estensore del ricettario a fornire i suoi assurdi suggerimenti culinari, peraltro assolutamente non richiesti, visto che egli stesso sostiene che noi non "mangeremmo mai il cane che ci scodinzola intorno, nè il gatto che si struscia alle nostre gambe". Evidentemente, l'autore aspira ad iscriversi alla categoria di quanti vogliono farsi pubblicità sulla pelle degli animali.» «Fortunatamente - prosegue l'Enpa - le nostre abitudini alimentari sono radicalmente cambiate e stanno tuttora continuando a cambiare, come dimostra il crescente numero di persone che alla carne preferiscono il menù vegetariano o vegano. Il nostro ufficio legale valuterà la legittimità della divulgazione di argomenti che non rivestono un oggettivo carattere scientifico.» (24 febbraio 2012)

DALLE ATROCI ARENE DEI COMBATTIMENTI CLANDESTINI AL SET DI BAU BOYS


I cani ex combattenti inseriti nel progetto di recupero del Centro Comunicazione e Sviluppo dell'Enpa, lunedì 27 febbraio alle 17.10, saranno protagonisti della prima puntata di Bau Boys in onda su Italia 1. Un messaggio di forte impatto sociale atto a sensibilizzare e a informare che, per i cani che hanno vissuto sulla propria pelle la triste piaga dei combattimenti e degli abusi, esiste una speranza di vita migliore.

"Ogni anno migliaia di animali vengono coinvolti in un giro d'affari vertiginoso collegato alle scommesse clandestine che arricchisce mafie e malavitosi - dichiara Marco Bravi responsabile Comunicazione & Sviluppo dell'Enpa - allevati nella violenza per la violenza, torturati nella mente e nel fisico, drogati e infine scatenati l'uno contro l'altro. Ne fanno le spese anche i cani non fisicamente idonei al combattimento, più piccoli e deboli, rubati ai proprietari e usati per allenare i campioni".

Sono tristemente pochi coloro che riescono a uscire dall'inferno dei combattimenti: molti, quando non servono più, vengono eliminati; altri vengono gettati via come rifiuti. Quelli che riescono ad essere salvati da quest'inferno, sono bisognosi di cure, affetto, amore e protezione. Una missione che Enpa porta avanti da anni. "Donare loro nuova fiducia nei confronti della vita è un percorso difficile e tortuoso - continua Bravi - ma che si è dimostrato possibile, grazie a uno staff professionalmente qualificato, alla dedizione dei volontari e a una continua ricerca scientifica". Il Centro Comunicazione e Sviluppo dell'ENPA dal 2002 promuove un progetto di rieducazione per pitbull ex combattenti, finanziato da sostenitori che, adottandoli a distanza, contribuiscono a donare loro una nuova vita. Lo scopo del progetto è di renderli idonei all'inserimento in famiglia o, almeno, di consentire loro una serena permanenza in canile. Aiutare questi cani vuole essere per Enpa, un forte segnale di richiamo al senso di responsabilità e di recupero di valori etici fondamentali. "Dall'inizio del progetto ad oggi - conclude Bravi - sono parecchi i cani che, dopo aver terminato un positivo ciclo di rieducazione, sono stati affidati a famiglie selezionate". L'attuale obiettivo di Enpa è quello di poter continuare questo percorso, forti del fatto che "Per ogni criminale che trasforma i cani in belve da combattimento, ci sono persone che le fanno tornare cani". (23 febbraio 2012)

TAGLIO DELLA CODA ENPA E LAV DIFFIDANO ENCI


Enpa e LAV hanno presentato una diffida nei confronti dell'Enci (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), in relazione alla diffusione di informazioni non conformi alla normativa vigente relativamente alle mutilazioni canine e per istigazione al reato.

Sul sito internet dell'Enci, infatti, sono pubblicati ancora riferimenti normativi e informazioni non corrette in relazione alle mutilazioni canine, che possono potenzialmente far ritenere legali tali pratiche, almeno in circostanze particolari, e ciò è inaccettabile anche in considerazione del fatto che l'Ente nazionale per la cinofilia italiana, sostenuto anche da fondi statali, dovrebbe mostrare il dovuto interesse alla promozione e al rispetto dei minimi principi del benessere animale e alla corretta diffusione delle normative vigenti in materia.

Con la diffida le Associazioni intendono precisare che tutte le mutilazioni, compreso il taglio della coda, sono vietate dalla Legge 4 novembre 2010 "Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia", che nella Convenzione citata, all'articolo 10, accettato dall'Italia senza riserve, dispone infatti che "Gli interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare:
a) il taglio della coda;
b) il taglio delle orecchie (…)
",
escludendo, quindi, deroghe.
Gli eventuali trasgressori possono incorrere nel reato di maltrattamento di animali, previsto e punito dall'articolo 544-ter del Codice penale "con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro".

La posta in gioco, ovvero quello che sta a cuore difendere, è il taglio della coda, ma oltre al profilo legale non sono certamente da sottovalutare i danni alla salute degli animali, chiariti dal Centro di Referenza Nazionale sul Benessere Animale che con proprio parere a firma del dott. Guerino Lombardi, Veterinario Responsabile del Centro, precisa che "l'amputazione preventiva della coda per scopi non terapeutici sia da bandire come previsto dalla Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da Compagnia&. Inoltre, coda e orecchie esprimono la condizione psico-fisica del cane e sono quindi necessari alla comunicazione con i loro simili; ma sono anche fondamentali per l'uomo, per comprendere come interagire correttamente con i quattrozampe.

Enpa e LAV nel diffidare l'Enci e i suoi responsabili legali dal continuare a diffondere informazioni in contrasto con la normativa vigente, informano l'Ente che ogni dichiarazione interpretativa non conforme alla normativa sarà valutata e denunciata secondo termini di legge. (23 febbraio 2012)

IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L'IMPIANTO DELL'ORDINANZA SUGLI EQUIDI


«Accogliamo con grande sollievo la decisione del Consiglio di Stato di accogliere l'appello del Ministero della Salute contro la sospensione dell'Ordinanza Ministeriale sulle manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati; sospensione a suo tempo decisa in via cautelare dal Tar Lazio.», dichiara l'Enpa che prosegue: «Il Consiglio di Stato ha così confermato, fino alla decisione di merito, l'impianto generale di un'ordinanza che si è rivelata uno strumento molto efficace per tutelare l'incolumità dei cavalli e degli altri equidi purtroppo ancora impegnati nei palii, nelle sagre e nelle altre manifestazioni popolari. È importante anche che tale decisione sia avvenuta in concomitanza con il periodo del carnevale quando sono in programma numerosi eventi di questo tipo.» (22 febbraio 2012)

CRISI DELL'IPPICA, LA SALUTE DEI CAVALLI PRIMA DI TUTTO


Il benessere degli animali viene prima di tutto, ed è per questo che i controlli veterinari non possono e non devono essere sacrificati per ragioni meramente economiche: Enpa e Lav si rivolgono all'Assi, l'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ex Unire), e chiedono al Commissario straordinario Claudio Varrone di vigilare affinchè i regolamenti antidoping e la salute dei cavalli negli ippodromi italiani siano costantemente assicurati. "A causa della profonda crisi che ha colpito l'ippica, che nel 2012 otterrà il 40% di stanziamenti in meno da parte dello Stato, il rischio concreto è che si risparmi proprio nel campo dei controlli veterinari sui cavalli adibiti all'agonismo - scrivono le associazioni -. Negli ippodromi per di più la figura del veterinario è stata gravata da moltissime incombenze, mentre è prioritario che possa dedicarsi all'opera di controllo e prevenzione, vigilando anche sulle condotte dei proprietari di cavalli nelle fasi di custodia e allenamento". Enpa e Lav assicurano che continueranno a monitorare con attenzione la realtà delle corse di cavalli, e non esiteranno a promuovere la tutela degli animali con ogni mezzo, anche in sede giudiziaria. Le scommesse ippiche rappresentano appena l'1,7 del totale, con un calo del 25% solo nell'ultimo anno: in caduta libera, il settore dell'ippica riceverà comunque per il 2012 una cifra pari a 235 milioni di euro, ed è inammissibile che si decida di poter rinunciare ai controlli sul doping, fenomeno peraltro ancora molto diffuso negli ambiti delle corse. (22 febbraio 2012)

I MALTRATTAMENTI NON SI SEGNALANO VIA SMS


A seguito del lancio da parte dell'associazione Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) di un nuovo servizio attraverso cui segnalare situazioni di maltrattamento via sms, le associazioni ENPA, LAV, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Le.I.D.A.A., OIPA, e Save the dogs sottolineano che tale servizio è altamente fuorviante per coloro che si trovano ad assistere a reati nei confronti degli animali, oltre a mettere in pericolo gli animali stessi.

Aidaa invita infatti a denunciare situazioni di maltrattamento nei confronti di animali attraverso un sms da inviare direttamente all'associazione, che provvederà poi a verificarla e a inoltrarla alle forze dell'ordine. Tale procedura, tuttavia, deresponsabilizza i cittadini invitandoli a non fare denuncia in prima persona, ma a delegarla a terzi, contravvenendo a quanto prescritto dall'articolo 333 "Denuncia da parte di privati" del Codice di Procedura Penale che recita "Ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia. La legge determina i casi in cui la denuncia è obbligatoria. La denuncia è presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria; se è presentata per iscritto, è sottoscritta dal denunciante o da un suo procuratore speciale." Inoltre la presunta verifica che Aidaa effettuerebbe prima di inoltrare gli sms alle forze dell'ordine è, in alcuni casi, inattuabile da privati cittadini che non possono entrare, ad esempio, in abitazioni private per controllare l'effettivo stato di detenzione di un cane o un gatto. Le forze dell'ordine, come le guardie zoofile, possono invece all'occorrenza fare richiesta di regolare mandato rilasciato dalla Procura della Repubblica. Di conseguenza reali maltrattamenti segnalati al numero proposto da Aidaa potrebbero rimanere non verificati, con evidente danno causato ad animali in potenziale pericolo.

È importante anche porre l'accento sul fatto che promuovere un servizio che non può, per i limiti che la legge stessa pone, soddisfare quanto divulgato può configurare il reato descritto dall'art. 661 del Codice Penale "Abuso della credulità popolare" ovvero "Chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è punito, se dal fatto può derivare un turbamento dell'ordine pubblico, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 1.032."

Denunciare il maltrattamento di un animale è un atto serio e importante, tanto che le associazioni animaliste si battono quotidianamente per informare, sensibilizzare, responsabilizzare i cittadini affinchè chi è testimone di un maltrattamento agisca in prima persona in modo da accertarsi che il reato sia perseguito. L'unica procedura legalmente corretta è fare direttamente denuncia alle forze dell'ordine o segnalazione alle guardie zoofile, mentre fantasiose alternative non fanno altro che creare confusione e mettere a repentaglio il benessere e la vita degli animali. (20 febbraio 2012)

EURO 2012. L'ITALIA IN CAMPO CONTRO IL MASSACRO DEI RANDAGI


L'Ente Nazionale Protezione Animali, che già da tempo sta seguendo con grande attenzione la situazione dei randagi ucraini e che si è attivato per porre fine al massacro perpetrato in vista dei campionati europei di calcio, esprime grande apprezzamento per le iniziative intraprese dal nostro Parlamento e dal nostro Governo. «Ringrazio il Ministro degli Esteri italiano, Giuliomaria Terzi di Sant'Agata, e l'onorevole Franco Frattini, i quali sono intervenuti con estrema sensibilità e grande autorevolezza per chiedere alle autorità ucraine di fermare una volta per tutte questa assurda mattanza.», dichiara il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che prosegue: «naturalmente, la Protezione Animali rinnova l'offerta di collaborazione avanzata già in passato al Governo di Kiev. Siamo pronti a condividere l'esperienza che abbiamo maturato nella gestione del randagismo e le best practice che abbiamo messo a punto in Italia per avviare a soluzione il problema. Come dimostra quanto accaduto in altri contesti, l'abbattimento è uno strumento non soltanto crudele, ma drammaticamente inadatto a contrastare efficacemente il randagismo.» (20 febbraio 2012)

FESTA DEL GATTO: IL MISTERO E IL FASCINO DI UNA SPECIE CHE HA CONQUISTATO GLI ITALIANI


Magico, misterioso e incredibilmente affascinante, il gatto ha vissuto in passato momenti di gloria, come nella società egizia dove era considerato una divinità (la Dea Bastet) e dove la sua uccisione veniva punita con la morte. Ma ha anche vissuto momenti di terribile persecuzione verso la metà del XIII secolo, quando la Chiesa - per decisione di Innocenzo VIII - dichiarò guerra ai gatti perchè associati a riti pagani o, peggio, perchè si credeva che le streghe potessero trasformarsi in questi stupendi felini per compiere malefici.

Considerati incarnazione del diavolo, "streghe" e gatti furono bruciati vivi e decimati durante il Medioevo e molto dopo. Ma fu proprio questo insensato sterminio a causare il diffondersi in Europa della peste nera. I crociati di ritorno dalla Terra Santa a bordo delle loro navi portarono i ratti asiatici e con essi anche le loro pulci, responsabili della trasmissione della terribile malattia. Ci vollero secoli per riportare i gatti al giusto ruolo di ospiti graditi: nel XVIII secolo finalmente essi tornarono ad essere considerati quei meravigliosi animali che sono.

Secondo stime dell'Eurispes, nelle case degli italiani vivono oltre 7,5 milioni di gatti. Animali spesso giudicati, erroneamente, egoisti e niente affatto legati al padrone; forse la verità è che essi non hanno padroni, ma amici "alla pari", sebbene sovente sia il proprio il gatto a diventare il vero padrone di casa.

Fortemente volitivo, è spesso lui a scegliere come, quando e dove ricevere la nostra attenzione. Indipendente, fiero, abitudinario e riservato, non dimentica comunque la relazione che lo lega all'uomo, con il quale sviluppa un rapporto molto singolare. Comunica con noi (e con gli altri gatti) con un vasto repertorio di vocalizzazioni oltre che con numerosi segnali mimici e cinetici.

Proprio oggi ricorre la festa di questo straordinario animale che purtroppo è ancora vittima di abbandono da parte dell'uomo. A torto, infatti, si crede che i mici non soffrano nell'essere abbandonati e che siano in grado di cavarsela da soli per la strada. Nella realtà non c'è niente di più falso: i gatti di strada vivono mille pericoli e sopravvivono grazie alle amorevoli cure dei cittadini zoofili ("gattare e gattari"), i quali si occupano di loro con competenza e dedizione, adoperandosi spesso per trovare una casa ai loro protetti.

Il nostro Paese è pieno di gattini, nati e poi abbandonati, e per evitare il randagismo è necessario diffondere la sterilizzazione quale strumento in grado di contrastare questo triste fenomeno, prevenendo la morte e il maltrattamento a cui sono facilmente soggetti i felini in stato di abbandono.

L'Associazione internazionale dei Veterinari per i diritti degli animali (AVAR) e il braccio italiano della medesima associazione insistono proprio sull'importanza della sterilizzazione come strumento di prevenzione del randagismo e di tutela della salute degli animali. Basti pensare che in soli sei anni una gatta e i suoi gattini possono dare alla luce ben 73.000 mici!

La sterilizzazione, inoltre, come viene precisato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari, è un intervento che, con le dovute precauzioni e valutazioni veterinarie, può essere eseguito senza alcun rischio. Tra l'altro, come dimostrato dalla letteratura scientifica, questo strumento consente di prevenire tumori mammari, patologie uterine e tumori della prostata ma anche patologie molto gravi trasmesse per via sessuale.

Questa meravigliosa creatura che viene festeggiata oggi merita di essere tutelata e protetta non soltanto perchè ogni forma di vita è degna di rispetto ma anche perchè si potrebbero trascorrere ore a guardare i gatti e non finire mai di ringraziarli per aver arricchito la nostra vita del prezioso regalo della loro presenza. (17 febbraio 2012)

MALTRATTAMENTI DI ANIMALI IN VIETNAM. L'ENPA SCRIVE ALL'AMBASCIATORE


«Riceviamo numerose segnalazioni di persone sbalordite e addolorate per la notizia di maltrattamenti di animali che avvengono in località - in particolare nel villaggio di Nem Thuog - del Suo bellissimo paese.» È quanto si legge in una lettera che il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha inviato all'ambasciatore del Vietnam in Italia in merito a una truce "festa popolare" che si svolge il 28 gennaio a Nem Thuog. Ogni anno gli abitanti di questo villaggio e di quelli confinanti si riuniscono per celebrare una tradizione atroce che prevede l'uccisione di un suino, il cui sangue viene poi spalmato sulle banconote dei partecipanti. Il rituale viene celebrato con la convinzione che esso sia beneaugurante per l'economia del villaggio e del Paese. «La prego, Signor Ambasciatore, di rappresentare al Suo Governo lo sconcerto e il dispiacere dei cittadini italiani - si legge ancora nella missiva inviata dalla presidente dell'Enpa - e il rischio che un mancato intervento volto ad eliminare tali pratiche crudeli possa avere sul turismo nel vostro Paese.» (14 febbraio 2012)

OLIMPIADI. L'ENPA: «BENE LO STOP DEL PREMIER MONTI A ROMA 2020»


L'Ente Nazionale Protezione Animali esprime apprezzamento per la scelta del Premier Mario Monti di non appoggiare la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. «Bene ha fatto Monti a non appoggiare un evento che, come dimostra il caso di Atene 2004, avrebbe rischiato di portare più costi che benefici non soltanto dal punto di vista economico - finanziario, ma - anche e soprattutto - da quello ambientale, con una vera e propria corsa alla cementificazione che avrebbe compromesso il già fragile equilibrio della nostra città», dichiara l'Enpa che prosegue: «Con il suo stop il presidente Monti ha preservato mirabilmente il territorio, salvato la vita di migliaia di animali che sarebbero inevitabilmente stati eliminati da un processo di cementificazione spinta, ed ha anche ribadito quella moderazione di comportamenti, particolarmente adatta a proiettare il nostro Paese verso un futuro sobrio e sostenibile.» (14 febbraio 2012)

A SAN VALENTINO UN GESTO D'AMORE … ANCHE PER GLI ANIMALI


In occasione della "festa degli innamorati" l'Enpa chiede a tutti gli amanti degli animali di compiere un gesto d'amore nei confronti dei tantissimi "trovatelli" - non soltanto cani e gatti, ma anche conigli, criceti, uccellini, caprette - che non hanno il conforto di un affetto. Aiutarli è semplice. È possibile, ad esempio, acquistare un regalo solidale per la propria "anima gemella" sul sito di Enpa Shop (www.comunicazionesviluppoenpa.org) e adottare a distanza un randagio, oppure contribuire in prima persona alle attività della Protezione Animali diventandone soci o dedicando un po' del proprio tempo al volontariato in favore degli animali meno fortunati. Ma non è tutto. Infatti, in un mondo nel quale l'amore è spesso confuso con il possesso, l'Enpa ricorda l'importanza della relazione uomo-animale che deve basarsi sul rispetto delle reciproche esigenze e deve essere alimentata da compassione ed empatia. «Possiamo compiere ogni giorno infiniti gesti d'amore che salvano vite animali e che sono capaci, finalmente, di pacificare il mondo umano con quello animale», spiega la Protezione Animali. Affinchè sia davvero possibile dire "io amo gli animali", tutti e senza distinzione di specie, è necessario non visitare zoo, delfinari o circhi nè utilizzare prodotti cosmetici testati sugli animali. È anche necessario non mangiare carne o impiegare prodotti derivati dagli animali, non indossare pellicce, non comprare animali, in particolare quelli esotici (cani e gatti possono essere adottati presso canili e gattili), rifiutare l'esercizio della violenza insito nella caccia, nei combattimenti clandestini, nelle corse dei cavalli e nelle corride. Inoltre, amare gli animali significa denunciare rigorosamente ogni forma di maltrattamento e abuso ai loro danni, perchè siano rispettate e valorizzate le importanti normative ottenute in Italia grazie al costante impegno delle Associazioni animaliste. L'amore che gli animali sono capaci di donarci non può essere tradito: dobbiamo responsabilmente essere in grado di prendercene cura non soltanto per un reciproco scambio affettivo ma anche perché, come diceva Gandhi, il livello di civiltà di un popolo si misura dal rispetto che esso nutre per gli animali. (14 febbraio 2012)

FISCO. "CAVALLI D'AFFEZIONE" NO AL REDDITOMETRO


«Stabilendo che il possesso di cavalli non indica automaticamente una maggiore capacità contributiva, la Commissione Tributaria di Asti ha fissato un precedente importantissimo che fa chiarezza sul ruolo degli animali ai fini del redditometro», lo dichiara l'Ente Nazionale Protezione Animali che prosegue: «In particolare la Commissione Tributaria sembra avere accolto il punto di vista dell'Enpa e di altre associazioni quando riconosce esplicitamente l'esistenza di un vincolo affettivo tra uomini e cavalli che non può avere rilevanza ai fini dell'imponibilità fiscale.» In altri termini, secondo i giudici il possesso di un equino come animale d'affezione non indica necessariamente una maggiore disponibilità economica da parte del proprietario; diverso, invece, il caso in cui l'animale sia posseduto per essere impiegato in attività sportive che presuppongono ingenti spese di mantenimento, addestramento e trasporto. «Questa sentenza - commenta il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi - è in sintonia con quanto l'Enpa sostiene da anni: che il cavallo è un animale d'affezione, proprio come un gatto o un cane. Mi auguro che il Parlamento ne prenda atto e che, finalmente, come noi proponiamo da anni, riconosca tale status anche a livello legislativo.» (13 febbraio 2012)

MALTEMPO. L'ENPA: SOSPENDERE GLI ABBATTIMENTI "SELETTIVI"


«Neve e gelo stanno letteralmente decimando la nostra fauna selvatica. Ritengo irresponsabile continuare ad accanirsi su di essa con inutili piani di abbattimento "selettivo", predisposti con l'obiettivo di contenere il presunto sovrannumero di alcune specie, soprattutto cinghiali. Chiedo a Regioni, Province, Parchi nazionali e agli altri enti interessati, di fermare immediatamente le uccisioni.» É l'appello urgente lanciato dal presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, a tutte le istituzioni che hanno potere decisionale sulla materia. «I piani di abbattimento non sono soltanto eticamente inaccettabili, ma anche inefficaci e dannosi. Tra l'altro - prosegue Rocchi - non possono neanche essere giustificati con il pretesto della sovrappopolazione, poichè il rigidissimo inverno che stiamo vivendo in questi giorni ha determinato la selezione naturale di moltissimi esemplari, colpendo in particolare gli animali anziani o malati. Invece di autorizzare inutili uccisioni, le istituzioni dovrebbero monitorare la situazione per prestare il dovuto soccorso agli animali in difficoltà.» Gli abbattimenti selettivi - ricorda l'Enpa - vengono spesso autorizzati sulla base di discutibili censimenti di dubbio valore scientifico con il pretesto dei presunti danni all'agricoltura o degli incidenti stradali che sarebbero causati dagli animali. La normativa italiana, in realtà, obbliga al ricorso in via prioritaria ai metodi ecologici di contenimento, proposti e valutati dall'Ispra. Peccato però che tale previsione venga spesso ignorata con l'obiettivo di concedere un "prolungamento" della stagione venatoria, nonostante la legge italiana escluda proprio i cacciatori da ciò che riguarda la gestione faunistica, abbattimenti selettivi compresi. Ma non è tutto. Infatti, cacciare su terreni coperti di neve, oltre ad essere vietato dalla nostra normativa, è anche estremamente pericoloso poichè mette a repentaglio la sicurezza degli stessi cacciatori. Sospendere gli abbattimenti "selettivi" significa dunque non solo accantonare uno strumento inutile e inefficace, ma anche tutelare l'incolumità degli animali come quella degli uomini. (13 febbraio 2012)

IL 18 FEBBRAIO LA CAMPAGNA CONTRO IL TRASPORTO DEGLI ANIMALI DA LABORATORIO APPRODA ALLA BIT


Nuova tappa per la campagna Airsouffrance che sabato 18 febbraio approda alla Bit, la più importante fiera del turismo organizzata in Italia. Secondo quanto reso noto dagli attivisti, Air France già contestata per il trasporto degli animali destinati alla sperimentazione, in seguito alle forti pressioni degli animalisti, avrebbe bloccato un volo con 60 macachi destinati a una compagnia negli Stati Uniti. In realtà - precisano i sostenitori di Airsouffrance - i primati sono partiti con un altro volo (ogni settimana Air France spedisce circa 200 macachi dalle Mauritius a Parigi) e l'unico modo per bloccare definitivamente questi voli è quello di dare maggiore forza alla campagna. «Il 28 gennaio l'associazione internazionale per i diritti animali Peta ha reso pubblici i piani di AirFrance-KLM di trasportare 60 macachi dalle Mauritius fino agli Stati Uniti, lanciando così immediatamente una campagna per cancellare questo carico - si legge nella nota diffusa dagli attivisti -. Dopo sole 24 ore di pressione da parte dei sostenitori della Peta, AirFrance-KLM ha annunciato con una dichiarazione formale che il carico era stato cancellato, come richiesto. Il fatto che AirFrance-KLM stesse trasportando delle scimmie dalle Mauritius non è inusuale, visto che da quel Paese trasportano una media di circa 200 animali; l'unica differenza sta nel fatto che stavolta la Peta aveva i dettagli precisi del volo e ha mobilitato quasi 70.000 persone che hanno contattato la compagnia aerea con la richiesta di cancellare il carico.» Tuttavia, poco meno di 24 ore dopo l'annuncio della cancellazione del volo, è stato fatto sapere agli attivisti di Parigi che quei macachi erano passati attraverso l'aeroporto di Parigi Charles De Gaulle; in realtà la compagnia francese non ha mentito alla Peta, anche se l'informazione circa lo stop di quella spedizione non si è rivelata corretta al 100%, in quanto la spedizione era stata rimandata e spostata su un altro aereo con un differente codice di viaggio. «La vera novità è che per la prima volta che siamo al corrente di un trasporto di animali di AirFrance-KLM che è stato bloccato, ed è sicuramente un grande risultato - prosegue la nota -. È anche la prima volta che sono stati costretti a fare una dichiarazione pubblica e ciò mostra l'impatto che i sostenitori della Peta hanno avuto.» Secondo i sostenitori della campagna Airsouffrance, Air France-KLM sta affrontando una pesante crisi finanziaria che apre importanti margini d'azione per le iniziative animaliste e per fare pressioni su AirFrance-KLM, costringendo il vettore ad abbandonare una volta per tutte il trasporto degli animali da laboratorio. (13 febbraio 2012)

JOVANOTTI PIANGE LA SCOMPARSA DELLA SUA CAGNETTA LOLA CON UN POST COMMOVENTE SU FACEBOOK


Pubblichiamo di seguito il commovente post che Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook in ricordo della sua cagnetta Lola, scomparsa pochi giorni fa.
Due parole per quattro zampe.
Giorni fa uno dei cani di casa ci ha lasciato. Lola. Chi ha cani e gatti o li ha avuti sa di cosa parlo quando uso la parola dolore nel caso della morte di un animale di casa. Sono nostri compagni di vita, sono amici veri, gli si vuole bene, un bene ricambiato in una forma non umana ma per certi versi anche più che umana, più incondizionata, più pura.
Queste parole le scrivo per lei, d'accordo con mia moglie e mia figlia che mi hanno spinto a farlo anche se a molti potrà sembrare una cosa da poco. La Lola l'avevamo presa al canile di Ossaia, qui a due passi da Cortona, dove, come in tutti i canili, è pieno di animali pronti a far felice qualcuno. È stata con noi qualche anno prima (Lola ndr.) che morisse e sono stati anni bellissimi, per lei che non perdeva occasione di dimostrarcelo, e per noi che ci metteva un sacco di allegria col suo carattere e le sue abitudini da "trovatella" che non aveva mai abbandonato anche se viveva viziata come una regina. I nostri cani li abbiamo sempre presi al canile oppure da qualcuno che li aveva trovati abbandonati da qualche parte.
Vengo al punto: se volete prendere un cane prendetelo al canile, ve ne sarà grato per tutta la vita e scoprirete una forma di felicità e di rapporto tra esseri viventi che vi insegnerà delle cose importanti, garantito. Non andate a comprare un cane a meno che non abbiate delle ragioni molto valide per farlo. Invece valutate bene l'idea di salvarne uno da un canile, di portarlo a casa, di stringere con lui quel patto tra essere umano e animale che è tra le esperienze più belle della vita (molti sanno di cosa parlo). Un cane non è un vestito, che si compra alla boutique e si indossa davanti allo specchio o per far bella figura, è un essere vivente e negli esseri viventi il concetto di razza e di pedigree è una cosa sorpassata, nel 2012. I cani sono tutti unici. In qualsiasi città voi viviate di sicuro c'è un canile dove si raccolgono i trovatelli, i cani smarriti, abbandonati, rifiutati, scappati; allora se avete intenzione di prendere un cane con voi valutate questa possibilità, fateci un giro, è una bella cosa.
Ciao Lola e grazie amica mia.
Lorenzo

(7 febbraio 2012)

MALTEMPO. L'ENPA: «APRIRE LE STRUTTURE DI RICOVERO ANCHE AGLI ANIMALI DEI SENZATETTO»


L'ondata di gelo che dura ormai da più di una settimana e che ha messo a dura prova l'intero Paese, non accenna ancora ad attenuarsi. Particolarmente a rischio, come purtroppo confermano le cronache dei giornali, sono i senzatetto; soprattutto quelli che vivono insieme a un animale, che spesso rappresenta per loro l'unico conforto a una vita di stenti. Per questo l'Enpa si appella alla sensibilità dei Sindaci e delle istituzioni locali chiedendo di aprire le porte dei dormitori e delle strutture di ricovero anche agli animali dei clochard. «Da quanto ci segnalano le nostre sezioni locali - spiega l'Enpa - moltissimi senzatetto rinunciano a trascorrere la notte in un luogo caldo e riparato perchè, spesso, i loro "amici" non vengono ammessi nei dormitori. Pur di non separarsi dai loro pet, essi scelgono consapevolmente di dormire all'addiaccio con grave pericolo per la loro incolumità.»

MALTEMPO VOLONTARI ENPA SEMPRE IN PRIMA LINEA
Non accenna ad attenuarsi l'ondata di maltempo che sta flagellando il Paese con temperature polari e nevicate diffuse. E prosegue senza sosta il lavoro dei volontari Enpa in tutta Italia per salvare migliaia di animali dalla morsa del gelo. Un'anatra e un cigno, rimasti intrappolati nel laghetto ghiacciato del Parco Forlanini sono stati salvati nelle scorse ore dalla Protezione Animali milanese. Un altro cigno, in grave difficoltà per la mancanza di cibo, è stato invece soccorso dai volontari brianzoli e affidato alle cure del cento specializzato di Vanzago, gestito dal Wwf. Stesso scenario a Pianferioso di Sassello (Savona) dove la Sezione Enpa di Savona ha messo in sicurezza un airone cenerino, recuperato in una radura innevata. E tra gli animali soccorsi dalla Protezione Animali savonese ci sono anche una civetta, due pettirossi, numerosi gabbiani, colombi e tortore. Una situazione d'emergenza, dunque, resa ancora più drammatica dall'incomprensibile decisione del sindaco di Carcare (Savona) che ha vietato di rifocillare gli animali selvatici. «La decisione del primo cittadino di Carcare è di una crudeltà inaudita - hanno commentato i volontari savonesi - poichè causerà la morte di numerosissimi animali, abbandonati in balia del ghiaccio e delle temperature siberiane.»
Situazione difficile anche al canile di Borgotaro (Parma). Per questo i volontari parmensi hanno lanciato un appello: servono coperte e panni pesanti per riparare i cani dal freddo. Chi volesse raccogliere l'invito dell'Enpa di Parma o informarsi su altre necessità della struttura, può contattare la sezione al numero 0521/992519.

MALTEMPO. APPELLO DELL'ENPA AI SINDACI: «ORDINANZE PER VIETARE DI TENERE CANI ALLA CATENA»
In considerazione della eccezionalità dell'evento meteo che si sta verificando in queste ore e che sta provocando abbondanti nevicate, l'Enpa chiede ai Sindaci delle città italiane più colpite dal gelo di emanare ordinanze con il divieto di tenere i cani legati alla catena. «Come testimoniano i numerosi interventi di soccorso posti in essere dalle nostre Sezioni, la situazione è davvero critica: moltissimi animali rischiano di soccombere al freddo. Non si tratta soltanto degli animali selvatici ma anche di quelli domestici», spiega l'Enpa che prosegue: «Per questo, come già proposto da alcune nostre sedi locali, tra cui quella di Bergamo, ci appelliamo al buon senso dei Sindaci affinchè vietino, almeno fino a quando le condizioni del tempo non miglioreranno, di tenere i cani legati alla catena, esposti al freddo e alla neve con grave pericolo per la loro incolumità.» «Purtroppo - aggiunge l'Enpa - abbiamo già avuto segnalazioni di animali colpevolmente "dimenticati" all'esterno delle abitazioni.»

MALTEMPO. PRIMI INTERVENTI DELL'ENPA
Come preventivato, la forte ondata di maltempo di questi giorni sta creando serie difficoltà agli animali, mai i volontari dell'Enpa si sono attrezzati per tempo per affrontare l'emergenza. A Savona la Protezione Animali sta assistendo un gattino trovato da alcuni ragazzi semiassiderato a Stella Corona (Savona). Lavorano a pieno ritmo anche le Guardie Zoofile dell'Enpa di Caserta che stanno distribuendo foraggio e mangimi agli animali da reddito rimasti isolati nelle località di montagna della provincia.
A Reggio Emilia, invece, il presidente della locale Sezione Enpa, Stella Borghi, ha sollecitato l'intervento del Corpo Forestale dello Stato per soccorrere un pastore tedesco di cinque anni abbandonato dal suo proprietario nel cortile di una casa colonica. Il cane, come è stato poi scoperto dagli agenti, era stato lasciato al freddo, senza cure - non aveva cibo e l'acqua della ciotola era completamente ghiacciata - per almeno due giorni. Identificato grazie al microchip, il quattrozampe è stato sequestrato e affidato alle cure di una struttura di ricovero. Il proprietario sarà denunciato per maltrattamento e abbandono di animali. Purtroppo, a breve non è previsto un miglioramento delle condizioni meteo; per questo l'Enpa invita le autorità locali e i proprietari di animali - domestici e da reddito - a tenere in particolare considerazione le esigenze dei loro "amici".

MALTEMPO, L'ENPA: «MOBILITATE LE NOSTRE STRUTTURE»
La forte ondata di maltempo che sta colpendo il nostro Paese e che sembra destinata ad aggravarsi nei prossimi giorni, con gelate e nevicate diffuse, sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di moltissimi animali. Particolarmente a rischio i "trovatelli" e gli animali selvatici, i quali devono fare i conti non solo con le cattive condizioni meteo ma anche con l'incremento del fabbisogno calorico giornaliero, tipico dei mesi invernali. Di fronte all'emergenza meteo, come in altre situazioni critiche che hanno colpito il territorio italiano, l'Enpa ha mobilitato le sue strutture locali, allo scopo di soccorrere, curare, ospitare e assistere gli animali in difficoltà. La Protezione Animali ha anche allestito nidi artificiali dove i volatili possono ripararsi dal freddo e creato punti di approvvigionamento alimentare all'interno dei boschi e delle campagne. Anche i singoli cittadini hanno la possibilità, con un piccolo impegno, di salvare le vite di moltissimi animali. Come? Creando a loro volta delle piccole zone per la somministrazione del cibo nei giardini privati e condominiali - l'Enpa suggerisce di prestare attenzione a non arrecare disturbo ai vicini - oppure depositando nei boschi ortaggi e tuberi, alimenti utilissimi per nutrire cinghiali, daini e caprioli. In questo modo gli animali non solo vengono nutriti, ma sono anche tenuti lontani dalle zone coltivate o dagli abitati cittadini. Particolare attenzione infine agli animali domestici che devono assolutamente avere a disposizione uno spazio caldo e riparato. L'Enpa, inoltre, sollecita istituzioni e Protezione Civile a considerare, in questo momento di crisi, anche le esigenze degli animali. (7 febbraio 2012)

L'ENPA AD ALITALIA: «AGEVOLARE IL TRASPORTO DEGLI ANIMALI IN CABINA»


Il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha scritto alla nostra compagnia di bandiera chiedendo di agevolare il trasporto di animali sui propri aerei. L'iniziativa del presidente della Protezione Animali è scaturita dalla segnalazione di una cittadina che ha lamentato come Alitalia avesse ridotto le dimensioni massime dei trasportini per il viaggio dei pet in cabina. Con la conseguenza - questa la denuncia della segnalante - di essere sì riuscita a volare, ma di aver costretto il suo quattrozampe, un pincher, a stare in una posizione estremamente disagevole. «Mi aspetto che Alitalia si astenga dal profittare della propria condizione pressochè monopolistica per quanto attiene i voli nazionali - si legge nella missiva inoltrata da Carla Rocchi - e provveda non solo a ripristinare la condizione precedente questo ingiustificabile provvedimento (la modifica delle dimensioni dei trasportini ndr), ma ponga in essere accorgimenti tesi a facilitare invece che ostacolare il trasporto degli animali sui propri aerei.» (6 febbraio 2012)

GRECIA. SI PROFILA UNO STOP PER I CIRCHI CON ANIMALI


La Grecia potrebbe presto entrare nel novero dei Paesi che hanno chiuso con lo sfruttamento degli animali nei circhi. A rivelarlo all'Enpa sono alcune fonti dirette, le quali hanno reso noto che il governo si è fatto promotore di una iniziativa legislativa in tal senso; un progetto ampio e articolato che prevede lo stop non soltanto per le attività circensi ma anche per tutte quelle manifestazioni - come, ad esempio, fiere, sagre, festival o rassegne artistiche - che contemplano l'impiego di animali. «Se il bando dovesse essere confermato anche nei successivi passaggi legislativi per la Grecia, si tratterebbe di una svolta storica. Tanto più significativa in quanto maturata in un periodo molto travagliato dal punto di vista economico. Ed è sicuramente da lodare il coraggio dimostrato dall'esecutivo ellenico in questa circostanza», commenta il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che prosegue: «Purtroppo, non si può dire altrettanto per l'Italia dove sono numerosissimi gli animali detenuti nei circhi, che si trovano spesso a vivere in condizioni critiche, e quelli sfruttati in occasione di feste e sagre per una presunta e ormai desueta forma di divertimento.» (6 febbraio 2012)

EMENDAMENTO "ANTI-GREEN HILL", ECCO CHI HA VOTATO CONTRO


Con 380 voti favorevoli, 20 contrari e 54 astenuti la Camera dei Deputati ha approvato l'articolo 16 della Legge Comunitaria - il cosiddetto articolo "anti-Green Hill" -, accogliendo le proposte delle associazioni animaliste. Il testo passa ora al Senato; dunque manca ancora poco perchè il nostro Paese metta fuorilegge l'allevamento degli animali destinati alla sperimentazione.
Di seguito pubblichiamo l'elenco con i nominativi dei Deputati che hanno votato contro l'articolo 16:
Argentin
Barbieri
Bordo
Bragantini
Cavallotto
Comaroli
Crosio
Farina Renato
Fugatti
Germanà
Iannarilli
Negro
Nola
Orsini
Pini
Polledri
Raisi
Rossi Luciano
Scilipoti
Vanalli

(3 febbraio 2012)

TELEFONIA. RITIRATO IL CONTESTATO SPOT RADIO DI H3G


H3G ha ritirato lo spot radiofonico in cui una coppia, pur di continuare a sostenere i costi di un dispositivo dell'azienda, tagliava le proprie spese voluttuarie, tra cui quelle per il loro cane. Lo hanno confermato all'Enpa fonti dirette dell'azienda. H3G ha anche precisato che non era intenzione dell'impresa assimilare le spese per un cane a quelle voluttuarie né incentivare in alcun modo l'abbandono di animali. L'Ente Nazionale Protezione Animali aveva ritenuto il messaggio fuorviante ed equivoco. Infatti, come testimoniano le tragiche cronache dei nostri giornali, quello degli animali è un tema estremamente sensibile che non si presta a ironie, semplificazioni o banalizzazioni. Gli animali sono esseri senzienti e come tali meritano di essere rispettati; rispetto tanto più necessario in quanto spesso frutto di una lunga e faticosa conquista. (2 febbraio 2012)

SPERIMENTAZIONE. INIZIATIVA DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE


Il 2012 è l'anno decisivo per i cambiamenti legislativi che normano l'uso degli animali in ambito sperimentale, oltre 850mila ancora ogni anno in oltre 600 laboratori pubblici e privati solo in Italia secondo i dati ufficiali, ed entro il prossimo 10 novembre il Governo dovrà recepire, come gli altri 26 Paesi dell'Unione Europea, la direttiva 2010/63. Questo atto cancellerà la precedente direttiva n.609 del 1986 e il relativo Decreto Legislativo 116 del 1992. Dopo le polemiche di oltre un anno fa sulla possibilità di uso di cani e gatti randagi, nel pieno della battaglia per la chiusura dell'allevamento di cani beagle "Green Hill", ora c'è un'occasione unica che non si può perdere, per ottenere un testo di legge che, nonostante i penosi limiti votati a Bruxelles, sia almeno nel nostro Paese più restrittivo nel ricorso al "modello animale" e che implementi concretamente la diffusione e l'affermazione dei metodi alternativi fornendo così peraltro posti di lavoro puliti e duraturi con un'attrazione di ricercatori italiani e stranieri.
Nell'esame in corso in queste settimane alla Camera dei Deputati della "Legge Comunitaria 2011" è stato approvato un emendamento prima dalla Commissione Affari Sociali e poi dalla Commissione politiche UE che approvandolo lo hanno giudicato con i relativi Ministeri che si sono espressi a favore, fattibile e compatibile con il diritto comunitario e fissa i criteri vincolanti di recepimento della direttiva che il Governo dovrà rispettare nella stesura e nell'approvazione del testo di Decreto Legislativo che dovrà vedere la luce prima del novembre prossimo. Si tratta dell'articolo 16 del testo al voto dell'Aula di Montecitorio in questa settimana.
L'iniziativa di oggi, "Ricerca: l'Italia non perda il treno per una scienza sicura e senza animali. I principi e i criteri direttivi per l'attuazione della direttiva europea" copromossa a Roma presso la Sala delle Colonne della Camera dalle associazioni animaliste e per la ricerca Enpa, I-Care, LAV, Leidaa, Lega difesa del cane, Limav e Oipa, è a sostegno di tale emendamento - pur con i suoi limiti - e in favore degli annunciati miglioramenti con nuove proposte parlamentari presentate, affinchè non venga persa l'opportunità della sua approvazione e non vi sia un recepimento-fotocopia del famigerato testo europeo: un rischio tangibile che si sta invece diffondendo a macchia d'olio negli altri Stati.
"La chiusura di Green Hill, il divieto di alcune forme di sperimentazione sugli animali, l'incentivazione dei metodi alternativi, possono essere una realtà - ha detto Massimo Comparotto, presidente Oipa Italia - si tratterebbe di concreti passi in avanti, con nostro obiettivo l'abolizione della vivisezione, per controbilanciare i nefasti effetti della direttiva approvata a Bruxelles un anno e mezzo fa e che l'Italia deve recepire, volente o nolente, entro il novembre prossimo".
"La sperimentazione animale è una pratica sempre più osteggiata sia dalla parte scientifica che dall'opinione pubblica. Mai come negli ultimi mesi le proteste contro l'utilizzo di animali nella ricerca hanno preso eco nei media e nella popolazione - ha detto Carla Rocchi, presidente Enpa - l'Italia ha la possibilità concreta di dare voce ai cittadini che rappresenta votando a favore di questo emendamento che darà modo di tutelare tutte le cavie nell'ottica di raggiungere il traguardo di una ricerca senza animali."
"Chi contrasta questo emendamento è chi vuole, di fatto, continuare a fare di tutto, su tutti gli animali, e continuare a tenere aperti allevamenti come quello di Green Hill in Lombardia. Questo è il miglior risultato ad oggi ottenibile dalla politica italiana - ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV - ringraziamo quindi i deputati che contro la politica del "tanto peggio tanto meglio" stanno riuscendo a ottenere un importante risultato che ora andrà confermato dall'Aula di Montecitorio e sarà un positivo esempio da seguire per tutti gli altri Paesi come dimostrano normative di tutela degli animali in altri campi, altro che delocalizzazione questa è costruzione di un futuro migliore. Per l'utilizzazione dei randagi, infine, l'Italia ha già in vigore il divieto del loro utilizzo, contenuto fin dal 1991 nella Legge 281 su cani e gatti che andrà notificato a Bruxelles per poter continuare ad essere vigente in Italia, un atto questo che consideriamo scontato"
Al convegno è intervenuto anche il professor Eugenio Picozza, ordinario di diritto amministrativo presso la Scuola di Specializzazione delle Professioni Legali della Facoltà di Giurisprudenza della Università di Roma. Il prof. Picozza "ritiene compatibile l'emendamento che detta i criteri e i vincoli di recepimento, con il diritto comunitario, adeguatamente giustificato e motivato alla stregua di quanto richiesto in proposito dalla giurisprudenza costante della Corte di Giustizia della Unione Europea, soprattutto in ordine al cosiddetto test di proporzionalità delle misure invocate". Il relatore ha osservato che "la Corte di Giustizia nelle proprie sentenze denota una notevole sensibilità in ordine ai temi della protezione del benessere e della salute degli animali e ha citato le sentenze più rilevanti in proposito". (1 febbraio 2012)

COMUNITARIA. ENPA E LAV: «BENE LE PAROLE DEL MINISTRO CATANIA SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI»


«Esprimiamo grande apprezzamento per le parole pronunciate oggi dal Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania, che ha definito bene primario la tutela delle specie animali.» Lo dichiarano le associazioni Enpa e LAV che proseguono: «Così facendo, il Ministro Catania si fa portavoce di un sentimento largamente condiviso dalla stragrande maggioranza degli italiani, i quali, anche di recente, come rivelato dall'Eurispes, si sono schierati contro la caccia e la sperimentazione animale. Naturalmente ci auguriamo che tale posizione trovi la più ampia condivisione tra tutti i membri del Governo, ma, soprattutto, speriamo che essa si sostanzi in provvedimenti concreti e in comportamenti conseguenti, tesi proprio alla salvaguardia reale di ogni essere vivente.» (1 febbraio 2012)

CACCIA, INAMMISSIBILI GLI EMENDAMENTI PINI


"Un plauso alla decisione inappuntabile dell'Ufficio di Presidenza della Camera che, regolamento alla mano, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti 30.054 e 30.055 alla legge Comunitaria 2011 dell'on. Pini (Lega Nord)." Lo dichiarano le associazioni ANIMALISTI ITALIANI - CABS - ENPA - FARE VERDE - LAC - LAV - LEGAMBIENTE - LIPU-BirdLife Italia - VAS Verdi ambiente e società - WWF Italia. "Nello specifico, va ricordato che l'articolo 126-ter, comma 4, del regolamento della Camera stabilisce che sono da dichiarare ammissibili solo gli emendamenti volti a risolvere procedure di infrazione comunitarie, e che dunque riguardano direttive non recepite, che l'Europa ci chiede di recepire, ovvero parti di leggi che risultano oggetto di procedura di infrazione - proseguono le associazioni -. Niente di tutto questo riguardava gli emendamenti Pini, che anzi avrebbero paradossalmente determinato l'apertura di nuove procedure di infrazione, ovvero il contrario della finalità della legge Comunitaria. Basti pensare che l'emendamento 30.054 proponeva di eliminare il termine definito per la stagione venatoria, che è la sola reale garanzia per evitare la caccia in periodi vietati dall'Europa, e che l'emendamento 30.055 proponeva di introdurre tra le specie cacciabili il Fringuello e lo Storno, specie vietate per l'Italia dalla direttiva Comunitaria." "Le nuove infrazioni sarebbero state dunque inevitabili e, considerando che l'Italia è già stata condannata in primo grado dalla Corte di Giustizia europea, il risultato sarebbe stato quello di rendere quasi certa la seconda e definitiva condanna e le dure sanzioni che essa comporterebbe - concludono le associazioni -. Questo ennesimo tentativo di blitz da parte dell'onorevole Pini, in verità, non era altro che il classico espediente per far passare dalla finestra ciò che non passa dalla porta: cioè la deregulation della caccia, con più specie, più tempi, più spazi e più impunità per i cacciatori. Un tentativo già bocciato da Parlamento, Unione europea, scienza e cittadini italiani, che non fa bene al clima, già peraltro difficile, del nostro Paese".
CACCIA. EMENDAMENTI DELLA LEGA: ESTENSIONE DELLA STAGIONE, APERTURA DELLA CACCIA IN ESTATE, DEPENALIZZAZIONE E CONDONO DEI REATI.
Il Presidente Monti e i ministri dell'Ambiente, dell'Agricoltura, delle Politiche Comunitarie intervengano immediatamente per cancellare l'affronto ai cittadini italiani e all'Europa rappresentato dagli emendamenti 30.054 e 30.055 a firma dell'onorevole Pini all'articolo 30 della Legge Comunitaria, che prevedono, tra le altre cose,
- l'apertura della caccia in piena estate per Tortore e Quaglie, con gravissimi rischi per i villeggianti;
- l'allungamento della stagione venatoria oltre il 31 gennaio;
- la caccia a specie vietate dalla direttiva europea come il Fringuello;
- l'eliminazione degli anelli inamovibili per i piccoli uccelli utilizzati come richiamo vivo;
- la depenalizzazione di gravi reati di bracconaggio, un vero e proprio condono per chi ha commesso reati contro gli animali selvatici (caccia a specie protette, uso di mezzi vietati quali lacci, trappole, richiami elettroacustici, balestre, vischio).

Un'iniziativa che ha dell'incredibile, se si pensa inoltre che è stata inserita in una legge che dovrebbe sanare le procedure di infrazione e mettere in regola il nostro Paese, e invece avrebbe l'effetto contrario di provocare nuove e definitive condanne contro l'Italia. Sarebbe clamoroso se gli emendamenti venissero ammessi al voto, considerata la palese inammissibilità dei medesimi ai sensi del regolamento della legge Comunitaria alla Camera. È in ogni caso indispensabile un'azione immediata del Governo, nonchè una risposta ferma e decisa del Parlamento. Ci appelliamo dunque direttamente al Presidente Monti e ai Ministri dell'Ambiente, delle Politiche Agricole e delle Politiche Comunitarie: intervenite direttamente e senza esitazione a fermare queste proposte offensive, provocatorie, pericolose. (1 febbraio 2012)

IL 31 GENNAIO STOP ALLE DOPPIETTE. L'ENPA: «MENO SPARI MA ANCORA MOLTE IRREGOLARITÀ. DENUNCE PER FUNZIONARI CHE AVALLANO CALENDARI ILLEGITIMI»


Finalmente, il 31 gennaio si chiude ufficialmente la stagione venatoria 2011-2012, ovvero la possibilità di uccidere per "divertimento" milioni di animali selvatici. Moltissime persone potranno tornare a camminare nei boschi e nelle campagne senza correre il rischio di essere ferite o, peggio, uccise; gli agricoltori, invece, rientreranno nel pieno possesso della loro proprietà privata, ancor oggi violata dalle "doppiette" in virtù di un privilegio anacronistico. Vale a dire della facoltà concessa dall'articolo 842 del codice civile di accedere liberamente ai fondi agricoli senza il consenso del proprietario. Quest'anno si è sparato meno rispetto al passato: alcune regioni hanno infatti compiuto un percorso di adeguamento nei confronti della legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica 157/92, modificata un anno e mezzo fa per renderla conforme alla direttiva europea che impone il divieto di sparare durante la fase di migrazione pre nuziale o quella di dipendenza dei piccoli nati dai genitori. Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania hanno adottato calendari ridotti, per tempi e per alcune specie, suscitando spesso l'ira della controparte. Altre regioni, invece, ignorando leggi e normative nazionali ed europee, sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato, ma anche le procedure d'infrazione a carico del nostro Paese, continuano ad emanare calendari venatori illegittimi, ricorrendo spesso ad espedienti per impedire l'impugnativa delle associazioni animaliste ed ambientaliste. È il caso, ad esempio, dei calendari approvati per legge - impugnabili soltanto dal Governo - o di quelli varati con delibere "last minute" con effetto immediato. La Regione Lazio ha seguito proprio quest'ultima strada per prolungare la stagione venatoria - per alcune specie - fino alla prima decade di febbraio. L'Enpa e le altre associazioni animaliste e ambientaliste hanno però cambiato strategia e il caso della Sardegna - che ha riadottato un calendario venatorio palesemente illegittimo ignorando la sentenza del Tar e del Consiglio di Stato che ne accertava le violazioni - è emblematico. Infatti, è stata depositata una denuncia penale presso la Procura della Repubblica di Cagliari nei confronti di chi lo ha avallato; una procedura che si ripeterà in casi analoghi nei confronti di amministratori e funzionari delle altre regioni. L'Europa del resto ha ancora il mirino puntato sul nostro Paese, come testimonia anche la recente apertura di una nuova procedura d'infrazione sui richiami vivi che porterebbe al pagamento di sanzioni pecuniarie da parte dei cittadini. (30 gennaio 2012)

IL DOTTOR FERDINANDO SPINA NOMINATO ALLA PRESIDENZA DEL COMITATO SCIENTIFICO DELLA CONVENZIONE DI BONN SULLA CONSERVAZIONE DELLE SPECIE MIGRATRICI


«Accogliamo con favore la notizia della nomina del dottor Spina, già dirigente di ricerca dell'Ispra, alla presidenza del Comitato Scientifico della Convenzione di Bonn sulla Conservazione delle Specie Migratrici di Animali Selvatici (Cms): un ruolo importante, ottenuto grazie al grande lavoro di ricerca che lo scienziato ha condotto in seno all'Istituto scientifico più autorevole per il nostro Paese, e che si è rilevato fondamentale per la tutela delle specie migratrici.» Così l'Enpa sulla carica recentemente conferita al dottor Ferdinando Spina, al quale la Protezione Animali si rivolge per chiedere da subito misure urgenti per la salvaguardia dei migratori. «I cambiamenti climatici e l'aumento generale delle temperature stanno stravolgendo le migrazioni, soprattutto quelle dell'avifauna - prosegue l'Enpa -. Ad esempio, secondo gli studi dell'Ispra alcune specie compirebbero la loro migrazione pre-nuziale con grande anticipo, arrivando in Europa e in Italia molto prima del previsto.» Ciò significa non solo che gli animali si trovano in difficoltà per la scarsità di prede, ma anche che ad accoglierli ci sono i cacciatori i quali, oltre ai danni dovuti ai cosiddetti "errori" di sparo, causano un notevole disturbo biologico mettendo in seria difficoltà specie rarissime e particolarmente sensibili proprio durante la fase più delicata - e per questo tutelata dalla legge nazionale sulla tutela della fauna - della riproduzione. «Per questo - aggiunge la Protezione Animali - chiediamo sin da subito proposte e misure concrete, a livello europeo ed internazionale, che possano impegnare i governi a salvaguardare i migratori: la competenza e la professionalità del dottor Spina, siamo certi, sarà una garanzia per il rispetto e per la tutela di tutto il "popolo migratore".» (30 gennaio 2012)

ANIMALI. VADEMECUM DELL'ENPA PER PROTEGGERE DAL FREDDO "QUATTROZAMPE & CO"


Sono moltissimi gli animali - domestici e selvatici - che stanno soffrendo i rigori del clima invernale. Dall'Ente Nazionale Protezione Animali un breve vademecum, stilato insieme alla Sezione Enpa di Monza, per aiutare i nostri "amici" a superare la stagione fredda.

Per gli animali domestici:
- Tenerli dentro casa o, comunque, in un luogo caldo e riparato.
- Prestare particolare attenzione alla salute dei quattrozampe. Se sono più abbattuti del solito, se la loro temperatura corporea è più alta del normale o se starnutiscono frequentemente, si consiglia di contattare al più presto il proprio veterinario di fiducia.
- Se il cane dovesse bagnarsi per un acquazzone o per il passaggio in una pozzanghera è essenziale asciugarne con cura tutto il corpo, specie orecchie e zampe.

Per gli animali selvatici:
- Lasciare nel giardino, sul balcone o in un luogo riparato dai predatori (gatti, ad esempio), oltre a qualche "leccornia", due ciotoline d'acqua tiepida e pulita: una per bere, l'altra (meglio se di terracotta) per consentire agli uccellini di fare il bagno. Questo permette loro di mantenere il piumaggio in ordine e, quindi, di avere una ulteriore protezione contro il freddo.
- Se possibile, installare sul terrazzo o nel giardino piccole mangiatoie per uccelli per garantire loro un luogo sicuro dove trovare cibo in abbondanza. Naturalmente, le mangiatoie devono essere posizionate in luoghi al riparo dai predatori.
- Se si decide di installare la mangiatoia, questa dovrà essere rifornita costantemente fino alla primavera. Se si interrompe bruscamente la somministrazione di cibo, gli uccelli possono perdere un punto di riferimento molto importante durante l'inverno.
- Una casetta per uccelli può essere utile come riparo dal vento, dalla neve e dal gelo. Ma anche per passare la notte in tutta tranquillità. Va sistemata in un luogo tranquillo, riparato dai predatori, dagli agenti atmosferici e dal traffico.
- Tra gli alimenti più indicati ci sono: le arachidi non salate, i semi di girasole e di zucca, le piccole granaglie, il miglio, le briciole (panettone, dolci e pane), nonchè i fiocchi di cereali (cornflakes), le croste di formaggio tagliate a cubetti. È possibile usare, specie per gli insettivori, anche il cibo per cani e gatti, la frutta fresca e la frutta secca. Da evitare invece, le briciole troppo secche, i legumi crudi, il latte.
- Nei mesi invernali può capitare di trovare un animale selvatico a terra, debilitato dalla mancanza di cibo o dal freddo. In questi casi è necessario metterlo in una scatola - all'interno della quale sia stato adagiato un panno di lana - e rivolgersi a una associazione protezionistica o portarlo al più presto in una struttura di recupero cercando di tenerlo il più caldo possibile.

Anche per gli animali come per le persone vale la regola dell'attenzione, della cura e dell'affetto che rendono possibile superare positivamente i rigori dell'inverno. (24 gennaio 2012)

MASSACRI DI RANDAGI IN UCRAINA. IL PRESIDENTE DELL'ENPA: «IL GOVERNO METTA FINE A QUESTA AZIONE TERRIFICANTE.»


«L'Ucraina smentisca il massacro di cani o, se non è in grado di farlo, se ne assuma la responsabilità.» È quanto ha dichiarato il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, in merito alle politiche di gestione del randagismo adottate dal Paese che ospiterà, insieme alla Polonia, i prossimi campionati europei di calcio. «Chiedo al governo ucraino di dirci cosa sta accadendo; se non è in grado di mettere fine a questa azione terrificante non è nemmeno in grado di tutelare i numerosi tifosi che si recheranno in Ucraina per seguire gli Europei. Io non mi fermo qui, la protesta arriverà anche in sede europea e se i massacri, come pare, verranno confermati, lancerò anche una campagna internet.» Le notizie che provengono dall'Ucraina, e che riferiscono di nuove stragi, sembrano dunque smentire quanto promesso lo scorso novembre dal Ministro dell'Ambiente, che, dopo le numerose proteste internazionali, si era impegnato a bloccare l'uccisione dei cani. «Ad oggi - ha concluso il presidente nazionale della Protezione Animali - il quadro che emerge è tutt'altro che confortante: sono passati due mesi e ne mancano quattro agli Europei. Noi vogliamo sapere cosa accade realmente». (24 gennaio 2012)

ENPA, LAV E LEGA DEL CANE CHIEDONO AL MINISTRO DELLA SALUTE DI REITERARE L'ORDINANZA ANTI-AVVELENAMENTO


Con una lettera inviata al Ministro della Salute Renato Balduzzi, LAV, Enpa e Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiedono la reiterazione dell'Ordinanza 14 gennaio 2010 Proroga e modifica dell'ordinanza 18 dicembre 2008, come modificata dall'ordinanza 19 marzo 2009, recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati» i cui effetti scadranno il 10 febbraio 2012. "Tale Ordinanza è stata negli anni di grande aiuto ai cittadini, ai Sindaci, ai medici veterinari, alle Forze di Polizia, per prevenire e contrastare questo triste e pericolosissimo fenomeno di attentato alla vita e alla salute pubblica. Sia per tutela degli animali che delle persone che vivono con loro, così come - solo per fare un esempio - dei bambini che incautamente possono portare alla bocca tali sostanze." - scrivono le associazioni al Ministro e per questo motivo gli hanno chiesto "di reiterare l'Ordinanza ministeriale che si è dimostrata così positiva." In attesa di un'auspicata e necessaria legge in materia, l'Ordinanza rappresenta, infatti, un riferimento normativo efficace per prevenire e contrastare gli avvelenamenti. A conferma dell'importanza degli strumenti forniti, ma anche purtroppo di una difforme applicazione delle disposizioni previste, il 15 novembre scorso il Ministero della Salute ha diffuso le Linee guida per standardizzare le procedure e uniformarle sul territorio nazionale, segno questo di come, se effettivamente ben applicata, l'Ordinanza sia uno strumento indispensabile per combattere il fenomeno della preparazione, utilizzo e spargimento di esche e bocconi avvelenati. (17 gennaio 2012)

L'ENPA SBARCA SU TWITTER


Da oggi, giovedì 12 gennaio, è possibile seguire anche su Twitter le attività dell'associazione e tenersi informati sulle ultime notizie che riguardano i nostri amici animali. Per ricevere gli aggiornamenti dell'Enpa è sufficiente accedere al proprio account Twitter, cercare il profilo @enpaonlus nella maschera di ricerca, cliccare sull'icona dell'Enpa e quindi scegliere la voce "segui". (12 gennaio 2012)

LA CORTE COSTITUZIONALE ROMENA CONTRO LA LEGGE "AMMAZZA-RANDAGI"


In zona "cesarini" la Corte Costituzionale della Romania ha accolto le eccezioni di incostituzionalità sulla legge che autorizzava il massacro dei "trovatelli", chiedendo al Parlamento di rimettere mano alla materia. La decisione della Suprema Corte rappresenta una sonora sconfitta per il Presidente e il Governo della Romania che sono tra i più convinti sostenitori del ricorso a metodi violenti e brutali per contrastare il fenomeno del randagismo. Metodi che, lo ricordiamo, finora non hanno prodotto alcun risultato se non quello di mandare a morte migliaia di animali innocenti. (11 gennaio 2012)

SPERIMENTAZIONE ANIMALE, SE NE DISCUTE IL 1° FEBBRAIO ALLA CAMERA (SALA DELLE COLONNE)


Ad organizzarlo, presso la Sala delle Colonne (via Poli 19, Roma) della Camera dei Deputati, sono le associazioni Enpa, I-Care, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Limav e Oipa. Durante l'incontro, al quale interverranno il Ministero della Salute, i parlamentari, il professor Eugenio Picozza - Cassazionista e ordinario di Diritto Amministrativo Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Roma -, e il medico Stefano Cagno, sarà illustrato l'emendamento cofirmato dalle associazioni con le relative considerazioni tecnico-scientifiche. Naturalmente, sarà affrontato anche l'argomento dei poteri dell'Unione Europea e dell'autonomia e delle autonomie degli Stati Membri in merito al recepimento della direttiva 2010/63/UE.
Il 2012 è l'anno decisivo per i cambiamenti legislativi che regolamentano l'uso degli animali in ambito sperimentale - spiegano le associazioni -; entro il 10 novembre l'Italia dovrà, infatti, recepire la direttiva 2010/63/UE. Dopo le polemiche sulla possibilità di uso di cani e gatti randagi, nel pieno della battaglia per la chiusura di Green Hill, ora c'è un'occasione unica che non possiamo perdere per ottenere un testo di legge che nonostante i limiti giuridici e politici affermati a Bruxelles sia concretamente in ambito nazionale più restrittivo nel ricorso al "modello animale" e che implementi la diffusione e l'affermazione dei metodi alternativi nella ricerca.
Recentemente nell'esame della "Legge Comunitaria 2011" è stato approvato un importante emendamento in Commissione Affari Sociali alla Camera che fissa i criteri vincolanti di recepimento della direttiva, il primo dei diversi "Sì" necessari.
La sperimentazione animale è una pratica sempre più osteggiata sia dalla parte scientifica che dall'opinione pubblica. Mai come negli ultimi mesi le proteste contro l'utilizzo di animali nella ricerca hanno preso eco nei media e nella popolazione. L'Italia ha la possibilità di dare voce ai cittadini che rappresenta votando a favore di questo emendamento che darà modo di tutelare tutte le cavie nell'ottica di raggiungere il traguardo di una ricerca senza animali. Partecipare all'iniziativa significa dare una speranza concreta agli oltre 900mila animali utilizzati dalla sperimentazione.
L'appuntamento dunque è per mercoledì 1° febbraio 2012, a partire dalle ore 9.30 (fino alle 13.00), presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati in Via Poli 19 a Roma. (10 gennaio 2012)

BALENE. TRE ATTIVISTI "CATTURATI" DAI GIAPPONESI NELLE ACQUE TERRITORIALI AUSTRALIANE


Cresce la tensione nelle acque territoriali australiane. Secondo quanto appreso dall'Enpa, tre attivisti australiani appartenenti al network internazionale che si oppone alla caccia alle balene sono stati catturati dalla baleniera giapponese Shonan Maru 2 nel corso di un tentativo di abbordaggio mentre l'imbarcazione si trovava in acque territoriali australiane. I tre sono ora detenuti a bordo e hanno minacciato uno sciopero della fame se la Sohnan Maru 2 abbandonerà la zona di pertinenza australiana per entrare in acque internazionali. «La violazione delle acque territoriali australiane e la cattura dei tre attivisti è un fatto gravissimo - spiega il direttore scientifico dell'Enpa Ilaria Ferri -. Ed è altrettanto grave che le attività di caccia delle baleniere giapponesi siano condotte in prossimità di un'area marina destinata a santuario dei cetacei. Nella realtà dei fatti questo equivale a ignorare la "zona rossa" posta a tutela delle balene. Naturalmente mi auguro che i "prigionieri" siano rilasciati al più presto.» Con il solito presunto pretesto della ricerca scientifica, quest'anno il Giappone si è "auto-autorizzato" a cacciare, tra balenottere minori e balenottere comuni, ben 980 esemplari. Australia e Nuova Zelanda sono ad oggi i Paesi che più di tutti hanno condannato e cercato di fermare le attività - illegali, secondo l'Enpa - della flotta nipponica. (10 gennaio 2012)

"PRESA DIRETTA", IN ONDA LE IMMAGINI DI UN COMBATTIMENTO TRA CANI. L'ENPA SCRIVE AL CONDUTTORE


Pubblichiamo di seguito la lettera che il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha scritto al presentatore di "Presa Diretta" in merito alla puntata dello scorso 8 gennaio durante la quale sono state trasmesse le immagini di un combattimento tra cani.
Gentile dottor Iacona,
ho assistito con incredulitàà alle immagini trasmesse la sera dell'8 gennaio nel corso di "Presa Diretta". Mi riferisco, in particolare, a quelle che testimoniano un drammatico combattimento tra cani, svoltosi nella periferia di Tunisi alla presenza di un drappello di persone che scommettevano sull'esito dello scontro.
Pur comprendendo la finalità documentaristica del filmato, mi sarei tuttavia aspettata una Sua presa di distanza da una pratica tanto barbara quanto crudele che ogni anno miete migliaia di vittime, anche nella civilissima Italia.
È proprio così. Il nostro Paese non è la Tunisia del dopo Ben Alì - dove, come Lei ci ha mostrato, gran parte della popolazione vive condizioni di estremo disagio e di degrado - tuttavia dobbiamo fare i conti con una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Combattimenti che, lo ricordo, sono espressamente vietati dalla legge e che alimentano una parte considerevole del giro d'affari della criminalità organizzata.
Ecco, sarebbe stato utile prendere spunto da quelle immagini per ricordare tutto questo ai telespettatori italiani, ma, soprattutto per rammentare lo strazio patito dai poveri cani, i quali - nella maggior parte dei casi e diversamente da quanto documentato nel reportage - o non sopravvivono al combattimento o sono ridotti in condizioni talmente penose da rendere necessaria la loro soppressione.
(10 gennaio 2012)

CRISI DELL'IPPICA. PERICOLO DI MACELLAZIONI CLANDESTINE. L'ENPA: «RICONOSCERE AI CAVALLI LO STATUS DI ANIMALI D'AFFEZIONE»


Non solo mancanza di cure e di assistenza: per i cavalli la crisi dell'ippica italiana potrebbe voler dire entrare nei mattatoi clandestini e da qui nella catena alimentare dell'uomo. Con conseguenze terribili per gli animali, sul cui capo penderebbe una vera condanna a morte, e pericolosissime per la salute di chi purtroppo continua a consumare carne di cavallo. A lanciare l'allarme è l'Enpa, secondo cui esiste il rischio concreto che allevatori e scuderie, invece di ricollocare i cavalli, possano essere tentati dall'idea di lucrare ulteriormente sulla pelle dei loro animali. «La nostra normativa non autorizza nè la macellazione nè la commercializzazione della carne degli equini destinati o impiegati nelle competizioni sportive.», spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa che prosegue: «si tratta, infatti, di animali cui vengono somministrate sostanze farmacologiche estremamente dannose per l'uomo. Naturalmente il problema non si porrebbe se, come chiediamo da molto tempo, ai cavalli fosse riconosciuto lo status di animali d'affezione; l'unico che permetterebbe di tutelarli.» Al fine di garantire la tutela degli animali e della salute dei cittadini, nonchè il rispetto delle normative vigenti, l'Enpa sollecita gli organi preposti per legge a prevedere controlli straordinari per evitare l'eventuale verificarsi del fenomeno. (10 gennaio 2012)

AMICI CUCCIOLOTTI 2012: LA COLLEZIONE DI FIGURINE PIÙ AMATA DAI BAMBINI QUEST'ANNO ADOTTA A DISTANZA OLTRE 3500 TROVATELLI DELL'ENPA


Pizzardi Editore è, da molti anni, uno dei più grandi sostenitori dell'Ente Nazionale Protezione Animali. Nel 2012 una grande iniziativa: con il nuovo album "Amici Cucciolotti 2012" adotterà oltre 3500 trovatelli accuditi nelle Oasi e nei rifugi Enpa.
“"È la più grande adozione a distanza fatta da bambini" dichiara Marco Bravi, responsabile Comunicazione e Sviluppo di Enpa "che diventa un pionieristico passo di civiltà e di educazione al rispetto degli animali da parte di coloro che saranno gli uomini del domani. Siamo convinti che potranno fare la differenza in una Società che oggi troppo spesso sminuisce l'abbandono di animali e dimentica i costi sociali e il bagaglio di sofferenza che esso provoca".
L'impegno sociale di questa iniziativa si evidenzia ulteriormente con l'attenzione verso i bambini ricoverati in ospedale, attraverso la distribuzione gratuita di intere collezioni ai reparti pediatrici in cui operano i volontari delle oltre 60 Associazioni ABIO.
Il generoso gesto di solidarietà di Amici Cucciolotti fornirà un preziosissimo aiuto ai volontari che gestiscono le strutture Enpa, contribuendo all'acquisto di cibo, medicine, attrezzature e giochi per gli animali ospitati. Ma il valore di questa iniziativa non è soltanto "economico": trattare un tema così delicato su un album di figurine che entra in casa di milioni di famiglie, vuol dire, infatti, sensibilizzare piccoli e grandi su un problema sociale di grande importanza, raccontando loro i mille volti dell'abbandono e coinvolgendoli in maniera attiva nell'adozione a distanza.
Il valore etico di questa collezione è ulteriormente arricchito dall'impegno ambientale che l'editore persegue per la salvaguardia delle foreste, attraverso l'utilizzo di carta riciclata e certificata.
I bambini troveranno nell'album Amici Cucciolotti 2012 una ricca fonte di "meraviglie" e "record" sugli animali del nostro pianeta, da quelli domestici a quelli meno conosciuti, con l'aggiunta di divertenti e interessanti spunti che spaziano dalla geografia alla mitologia! Oltre 2.000.000 di copie verranno distribuite gratuitamente fuori dalle scuole e le figurine saranno presenti in tutte le edicole italiane a partire dal 9 gennaio 2012. "Ogni pacchetto di figurine - aggiunge Bravi - rappresenta linfa vitale, per chi, come il nostro Ente non riceve finanziamenti pubblici e sopravvive solo grazie alla solidarietà di coloro che ancora credono in una società migliore dove fare del bene è un atto concreto e non una visione utopistica della vita. Invito i dirigenti scolastici, gli insegnanti e i nostri sostenitori a promuovere questa meravigliosa iniziativa solidale". (9 gennaio 2012)

VADEMECUM DELL'ENPA PER PROTEGGERE GLI ANIMALI DAI "BOTTI" DI CAPODANNO


Per le persone rappresentano un'occasione di festa, ma per gli animali i "botti" di Capodanno costituiscono soltanto una pesante fonte di stress e un serio fattore di rischio. «Gli animali domestici e selvatici - spiega l'Enpa - hanno sensi molto più sviluppati dei nostri, l'udito in particolare. Inoltre, possedendo codici linguistici e comportamentali diversi da quelli dell'uomo: per loro il fragore dell'esplosione costituisce un inequivocabile segnale d'allarme che innesca reazioni incontrollate di panico, e non come per noi il presunto segno di un momento di festa.» E le conseguenza dei botti talvolta sono tragiche. Terrorizzati, gli uccelli fuggono all'impazzata dai loro nidi volando spesso alla cieca; molti di loro perdono la vita urtando contro un muro o un traliccio dell'alta tensione. Problemi anche per gli animali da reddito: sono stati segnalati numerosi casi di bovini "in attesa" che hanno abortito per la paura. Ma la notte di Capodanno tra i "sorvegliati speciali" ci sono anche cani e gatti. «Ogni anno nella notte di San Silvestro scompaiono centinaia di cani e gatti di proprietà - prosegue l'Enpa -. Molti di loro spariscono nel nulla perchè perdono la vita sotto una macchina o non riescono a più ritrovare la strada di casa. I più "fortunati", invece, vengono portati in canile senza avere il microchip o la medaglietta di riconoscimento, e in questi casi risalire al proprietario può essere molto difficile.» Come ridurre al minimo il rischio? La soluzione più efficace secondo sarebbe quella di vietare "l'uso dei botti"; una strada, questa, che alcune amministrazioni comunali hanno già iniziato a prendere in considerazione. Si tratta però di casi isolati e di esperienze che, purtroppo, non sono ancora molto diffuse. Per i proprietari di animali diventa allora essenziale riuscire a gestire eventuali situazioni problematiche che si potrebbero presentare a Capodanno. Ecco alcuni suggerimenti della Protezione Animali:

- Costruire una relazione che metta i proprietari in una posizione di riferimento per il cane: "lui è il mio punto di riferimento e se lui è tranquillo, nonostante il gran rumore, anche io lo sono";
- rinunciare al veglione ma vivere il momento "dei botti" insieme al cane in una zona tranquilla della casa (comportamento da evitare: vedere i fuochi d'artificio insieme al cane sul balcone perchè si potrebbe essere colpiti);
- non premiare una eventuale agitazione del quattrozampe con carezze "rassicurative" poichè ne confermerebbero il comportamento;
- se le reazioni sono troppo violente, tener presente che l'animale può anche avere un collasso. In questo caso rivolgersi al veterinario per un rimedio temporaneo;
- quando portate a spasso il vostro cane, non slegatelo mai dal guinzaglio, neanche al parco o nei soliti posti di sgambamento;
- tenete chiusi temporaneamente in un luogo comodo e rassicurante i vostri quattrozampe, anche quelli che normalmente vivono all'esterno, soprattutto per la serata del 31 dicembre;
- assicuratevi che il microchip sia registrato all'anagrafe canina del vostro Comune e/o che il suo tatuaggio sia leggibile;
- assicuratevi che il cane o gatto porti la medaglietta identificativa (con indirizzo e telefoni validi);
- tenete alto il volume della TV o radio, specialmente se l'animale resterà in casa da solo, per soffocare gli altri rumori esterni. (23 dicembre 2011)

IL 2011 DEGLI ANIMALI. IL BILANCIO DELL'ENPA: «MOLTI I BOCCIATI, POCHI I PROMOSSI»


Per gli animali il 2011 è stato un anno con luci e ombre. Si parte con i Paesi dell'Est - Serbia, Ucraina e Romania soprattutto - diventati tristemente famosi per lo sterminio dei randagi. Se la Romania si è "distinta" per una legge, ormai in dirittura d'arrivo, che autorizzerà massacri indiscriminati, l'Ucraina non è stata da meno con la sua deliberata politica di soppressione dei "trovatelli" perseguita con l'obiettivo di "ripulire" l'immagine delle proprie città in vista dei campionati europei di calcio del 2012. Per la verità il ministro dell'Ambiente ucraino si è impegnato a fermare la strage ma si tratta di una promessa che deve essere attentamente verificata. Nessun evento "di richiamo" internazionale per la Serbia ma, ciononostante, il Paese balcanico non ha voluto "sfigurare" di fronte agli altri due, allineandosi alla loro politica di sterminio. Bocciato anche il Giappone, responsabile di non aver fermato nè la mattanza dei delfini nella baia di Taiji nè la caccia alle balene. Tra l'altro, secondo quanto denunciato nei giorni scorsi, pare che il governo nipponico abbia utilizzato una parte dei fondi stanziati per il disastro di Fukushima proprio per finanziare l'attività delle sue baleniere. Non vanno meglio le cose per il Canada, finito sotto accusa prima per il massacro di cento Husky uccisi a coltellate e sepolti in una fossa comune, poi per il massacro di numerosi esemplari del branco di renne più grande del mondo, passato da 800mila a 74mila animali. Pollice verso per la Spagna tristemente nota per i suoi canili - le perreras dove gli animali vengono uccisi dopo soli pochi giorni di permanenza - e per la corrida. Stessa sorte per la Cina, dove la legislazione per la tutela degli animali continua ad essere molto carente, anche se negli ultimi tempi sono stati fatti alcuni passi avanti, come nel caso della revoca del divieto che bandiva i pet nella regione del Guandong. Tra l'altro, proprio in Cina si registra una crescente attenzione dell'opinione pubblica cinese per gli animali. Esami di riparazione, invece, per il Regno Unito che aveva annunciato uno stop all'uso degli animali selvatici nei circhi, salvo poi ventilare un ripensamento. Promozione a pieni voti per la Catalogna, che, a differenza di altre regioni spagnole, ha saputo non soltanto mettere al bando la tauromachia ma, soprattutto, resistere alle pressioni che chiedevano un dietrofront. Sufficienza piena per la Germania dove la Camera Alta del Parlamento ha dato via libera a un progetto di legge contro lo sfruttamento degli animali selvatici sotto i tendoni, che per diventare legge deve essere approvato anche dall'altro ramo. Passi avanti anche a Malta dove il governo ha confermato il divieto alle visite degli studenti nei circhi. Ma per meritarsi la sufficienza La Valletta dovrà invertire la rotta rispetto alla propria politica venatoria. E l'Italia? Secondo la Protezione Animali il nostro Paese se non una bocciatura piena merita comunque gli "esami di riparazione". «A fronte di tanti passi avanti compiuti negli anni passati che testimoniano una crescente attenzione e sensibilità degli italiani nei confronti degli animali, non si può dimenticare il ventilato progetto di istituire una tassa sui pet, che, ci auguriamo non verrà mai attuato - spiega Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, -. Nè si possono dimenticare le polemiche sul redditometro e sugli animali considerati alla stregua di beni di lusso. E neanche quelle sull'Iva sulle prestazioni veterinarie e sul pet food, che, invece di diminuire in un contesto di particolare difficoltà per le famiglie italiane, è aumentata di un punto e rischia di aumentare ancora nel corso del 2012. Inoltre, poco o nulla è stato fatto per chiudere con la brutta esperienza di circhi e zoo.» «Il mio auspicio - conclude Rocchi - è che nel 2012 le istituzioni sapranno dimostrare maggior coraggio e determinazione sul versante della tutela degli animali, seguendo così l'esempio dei Paesi più virtuosi.» (22 dicembre 2011)

CIRCO. MALTA, STOP ALLE VISITE "EDUCATIVE". L'ENPA: «L'ITALIA SEGUA L'ESEMPIO: I CIRCHI NON HANNO NULLA DI FORMATIVO»


«Desidero esprimerle tutto il compiacimento, mio e dell'associazione che ho l'onore di presiedere, per l'imposizione del divieto di portare al circo gli alunni del suo Paese. È un provvedimento di alto valore educativo che fa onore al governo da Lei presieduto.» È quanto si legge in una lettera inviata dal presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, al Primo Ministro di Malta, Lawrence Gonzi. L'auspicio del presidente della Protezione Animali è che il nostro Paese possa quanto prima seguire l'esempio di Malta e chiudere con una pratica che non ha nulla di formativo. (20 dicembre 2011)

CIRCO SENZA ANIMALI, SI MUOVE LA GERMANIA SI BLOCCA L'INGHILTERRA


In Germania stop allo sfruttamento degli animali nei circhi. A renderlo noto è Geapress che ha dato notizia dell'approvazione, da parte del Bundesrat (la camera alta del Parlamento tedesco, che rappresenta i Laender, ovvero gli stati della federazione), di una proposta di legge per il circo senza animali. Per gli animalisti, tuttavia, si tratta di una vittoria a metà. Lo stop dovrebbe infatti riguardare specie esotiche e selvatiche (orsi, grandi felini, elefanti), ma non cavalli, cani e altre specie detenute in cattività. Per questo, quanti in Germania si battono per liberare gli animali dai tendoni hanno chiesto una legge ancora più radicale. Inaspettato dietrofront, invece, in Inghilterra dove il premier Cameron, per evitare problemi in seno alla sua maggioranza, ha bloccato un provvedimento molto simile a quello tedesco che sarebbe dovuto entrare in vigore il prossimo luglio. (19 dicembre 2011)

CANI IN TRENO, INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEI SENATORI PORETTI, PERDUCA DELLA SETA


Treni off limits per i cani, si muovono le istituzioni. La senatrice Donatella Poretti, insieme ai suoi colleghi Marco Perduca e Roberto Della Seta, ha presentato una interrogazione a risposta scritta con la quale si chiede al ministro allo Sviluppo Economico e alle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, se «intenda attivarsi, per quanto di propria competenza, al fine di sollecitare Trenitalia e Italo treno (che fa capo alla società NTV, ndr) a rivedere i regolamenti rendendo accessibili tutti i treni a tutti i cani, senza discriminazione di taglia.» A inizio dicembre l'Ente Nazionale Protezione Animali aveva diffuso un dossier con il quale rendeva note le grandissime difficoltà dei viaggiatori a spostarsi in treno con i proprio animali che, come noto, non possono viaggiare sull'alta velocità a meno a che non siano di piccola taglia. In quell'occasione l'Enpa aveva anche denunciato possibili tagli ai convogli sulle lunghe distanze (Intercity, Intercity notte, treni espresso) - gli unici su cui i pet possono viaggiare senza limitazioni di taglia -, che, se confermati, avrebbero reso impossibili gli spostamenti lungo le strade ferrate del nostro Paese. Alcuni di questi treni sono stati ripristinati; ciò che invece non è cambiato è il regolamento di Trenitalia che, di fatto, continua a rendere estremamente problematici e svantaggiosi i viaggi con animali al seguito. (19 dicembre 2011)

SPERIMENTAZIONE ANIMALE. MODELLO INUTILE PER TUTTE LE SPECIE, NON SOLO PER GLI SCIMPANZÈ


«Con la sospensione dei finanziamenti alle ricerche scientifiche che prevedono l'uso degli scimpanzè, definito "non necessario nella maggior parte dei casi", un'agenzia governativa - la statunitense Nih (National Health Institute) - ha finalmente riconosciuto la validità dei metodi sostitutivi.» Lo dichiara l'Ente Nazionale Protezione Animali, secondo cui la posizione del National Health Institute, pur presentando ancora molti limiti, è comunque un importante passo avanti per lo stop all'impiego degli animali per la sperimentazione. «I limiti sono legati da un lato alla discriminazione specista tra i primati e le altre specie animali segregate nei laboratori, dall'altro all'affermazione che gli esperimenti sugli scimpanzè continuano ad essere validi per alcuni filoni di ricerca, "almeno fino a quando le tecniche alternative già scoperte non avranno una maggiore diffusione" - prosegue l'Enpa -. Tuttavia, l'Institute of Medicine, quando riconosce l'efficacia dei modelli sostitutivi, fa propria la posizione di numerosi autorevoli ricercatori e delle associazioni animaliste, i quali da tempo sostengono che gli esperimenti sugli animali, oltre ad essere di una crudeltà inaudita, sono anche inutili e controproducenti.» «Naturalmente - conclude la Protezione Animali -, i limiti individuati dal National Health Institute non hanno alcuna valida ragione di esistere: gli strumenti scientifici e tecnologici già oggi disponibili permetterebbero di salvare la vita a milioni di animali e di mettere a punto terapie molto più efficaci delle attuali proprio perchè sviluppate a partire dal Dna dell'uomo, e non di un animale.» (16 dicembre 2011)

FESTIVITÀ NATALIZIE. C'È PIÙ GUSTO SE SONO VEGETARIANE. E VEGANE


Caponata di melanzane, patè di lenticchie o teste di funghi champignon ripiene per iniziare. Insalata di orecchiette, asparagi, datterini e olive taggiasche ma anche timballo di maccheroncini con zucca e lenticchie come primo piatto. Patate in tegame alle noci o insalata di couscus e crudità come secondo. E infine, pasta frolla vegan, dolcetti di carote e mandorle con uvetta e spezie o banana flambè, per chiudere in dolcezza. I piatti vegetariani per Natale o Capodanno sono tantissimi, e numerosi sono i siti web dedicati all'argomento (www.scienzavegetariana.it, www.veganblog.it, www.cottoecrudo.com, ad esempio); veri e propri ricettari a portata di mouse per creare gustosissimi menù, salutari non soltanto per l'uomo ma anche per gli animali. «L'alimentazione vegetariana e vegana allunga la vita e ne migliora la qualità - spiega l'Enpa -. Numerose autorevoli ricerche internazionali hanno infatti dimostrato che vegani e vegetariani, grazie alla loro dieta, hanno meno probabilità di ammalarsi e mostrano una maggiore resistenza ai processi di invecchiamento.» Ma vegetarismo e veganismo, avverte l'Ente Nazionale Protezione Animali, rappresentano anche una scelta etica che permette di salvare la vita a milioni di esseri viventi, soprattutto agnelli. «A Natale festeggiano tutti tranne gli animali - aggiunge l'Enpa -. Infatti l'approssimarsi delle festività segna per loro l'inizio di una vera e propria strage, che assume proporzioni sconcertanti. Nel solo mese di dicembre del 2010 sono stati macellati oltre 353mila tra bovini e bufalini (a fronte di una media mensile di circa 322mila capi), 1,9 milioni tra ovini e caprini (la media mensile 2010 è stata di 500mila capi), più di 1,3 milioni di suini (media mensile 2010 di oltre 1,1 milioni).» (15 dicembre 2011)

TRENI OFF LIMITS PER I VIAGGIATORI CON PET. PIÙ FACILE ARRIVARE A PARIGI


Pubblichiamo di seguito una ricerca dell'Enpa sui viaggi ferroviari con animali al seguito. Le verifiche, che prendono in considerazione un ipotetico viaggio programmato per l'11 gennaio 2012, sono state effettuate il 1° dicembre, quando Trenitalia non aveva ancora completato l'aggiornamento del nuovo orario ferroviario 2012 (disponibile dall'11 dicembre 2011). Ciò significa che dal 1° dicembre ad oggi alcune situazioni potrebbero essere cambiate; ciò che invece continua a restare immutato è l'assurdo regolamento Trenitalia che impedisce l'accesso dei cani di taglia medio-grande sui treni ad alta velocità.
Trentadue o ventisette ore e uno o due cambi per coprire i 1.550 chilometri che separano Torino da Palermo; quasi 22 per i 1.540 km della tratta Bolzano - Palermo (con un cambio). Ma il ruolo di "scattista" spetta all'Intercity Night che parte da Milano alle 23.20 e, dopo un trasbordo a Napoli, raggiunge il capoluogo siciliano con un viaggio di "sole" 20 ore (per circa 1.480 km), vale a dire alle 19.27 del giorno successivo alla partenza.
Per i proprietari di animali con cani al seguito viaggiare in Italia è diventato una vera e propria odissea. L'Enpa ne ha avuto la conferma consultando "l'anteprima" dell'orario invernale 2012 di Trenitalia che, seppur incompleto - la stessa Trenitalia precisa che la nuova offerta riguarda il 71% dei treni, in prevalenza "Frecce" - rappresenta comunque un buon indicatore sul futuro del trasporto ferroviario nel nostro Paese.
Attenzione però: guai a lamentarsi per l'andatura-lumaca dei nostri treni. Su alcune tratte, infatti, risulta addirittura impossibile viaggiare insieme al proprio "cane". È così, ad esempio, sulla Torino - Trieste, sulla Milano - Bari, sulla Milano - Lecce o perfino sulla Roma - Ancona (al momento sono tutti "Frecciarossa o Frecciabianca"). «Il problema nasce dall'assurdo regolamento sul trasporto di animali, adottato nell'autunno del 2008 da Trenitalia», spiega la Protezione Animali che aggiunge: «all'epoca, sotto la minaccia di vietare definitivamente la presenza degli animali sui treni, le ferrovie limitarono la presenza dei pet sui treni ad alta velocità, consentendo soltanto il trasporto dei quattrozampe di piccola taglia, mentre quelli di taglia media e grande venivano "messi al bando" e costretti a viaggiare esclusivamente sui vagoni di Intercity, Intercitynotte, Espresso e sui treni regionali.»
Con l'inaugurazione dell'alta velocità Trenitalia ha puntato tutto sui collegamenti veloci, più redditizi, e tagliato gli altri penalizzando soprattutto quelli sulle lunghe distanze. Con la conseguenza che i viaggiatori con cani al seguito o si improvvisano "ingegneri ferroviari", per mettere a punto percorsi tanto improbabili quanto estenuanti, o rimangono a piedi. Un problema, questo, tanto più urgente in quanto il treno, se si esclude l'automobile, rappresenta il mezzo di trasporto più accessibile per gli animali.
E i paradossi non finiscono qui. Per un turista con pet al seguito è molto più semplice raggiungere con l'alta velocità Parigi e la Francia, partendo da Torino o Milano. Infatti, la società cui è affidata la gestione del collegamento non prevede alcun limite per i quattrozampe, tranne un supplemento per quelli superiori ai sei chili di peso.
«L'esempio di altri Paesi europei e, in Italia, di TGV Europa - prosegue la Protezione Animali - dimostra nei fatti che non c'è alcuna valida ragione per limitare l'accesso dei cani sui convogli ferroviari. Al riguardo, sarebbe interessante sapere per quali motivi un pastore tedesco, un border collie o un meticcio impedirebbero a Trenitalia di offrire servizi di alta qualità, quando l'esperienza di altri Paesi dimostra esattamente il contrario.»
«Questo divieto assurdo, anacronistico e immotivato - conclude l'Enpa - è anche irresponsabile perchè, oltre a limitare la libertà di circolazione di milioni di cittadini italiani e dei loro animali, deprime il comparto turistico di intere regioni, indirizzando la domanda verso località più facilmente accessibili. E rivela una buona dose di scarsa lungimiranza imprenditoriale, poichè non tiene conto dell'aumento esponenziale degli animali domestici in Italia; dunque della profittabilità dei "servizi pet-oriented".»
Per questo, l'Enpa chiede a Trenitalia di cambiare rotta e si appella al Ministro dei Trasporti ed ai parlamentari delle regioni maggiormente colpite dai disservizi affinchè le ferrovie rivedano le loro norme di trasporto sugli animali. (7 dicembre 2011)

MAURIZIO COSTANZO "PREFERISCE I CANI (E UN GATTO)"


Maurizio Costanzo torna in libreria con un volumetto dedicato agli amici a quattro zampe. Preferisco i cani (e un gatto), edito da Mondadori, è il risultato di anni di acuta e attenta osservazione del comportamento umano e di quello animale. L'autore ha vissuto fin da ragazzo vicino ai cani, amandoli profondamente, entrando in simbiosi e sentendo a volte di somigliare più a loro (il bassotto in particolare) che ai propri simili umani. D'altra parte, nella sua vita e nella sua carriera ha avuto modo di guardare da vicino le dinamiche umane più disparate, tutti i vizi pubblici e privati della sedicente specie superiore. Della sua famiglia fanno parte integrante tre cani: i due bassotti Cassio e Ugo e un pastore tedesco, Soho. Dopo tanti anni di dedizione canina Costanzo ha da poco scoperto anche le meraviglie del rapporto coi gatti, grazie al piccolo Filippo che si è conquistato le sue attenzioni e una stanza nel proprio ufficio. "È importante - commenta Marco Bravi, responsabile Comunicazione e Sviluppo di ENPA - che un attento conoscitore delle vicende umane qual è Costanzo, ci racconti quanto esse si arricchiscano nell'empatia con gli animali". In occasione dell'uscita del libro, tra l'altro, Maurizio Costanzo e Mondadori hanno voluto donare all'ENPA 100 copie del volume per supportare la loro attività in favore degli animali più sfortunati. ll contributo donato per ogni libro, richiesto tramite l'"enpashop" online (www.enpa.it), si trasformerà, infatti, in circa 26 pasti per i trovatelli ospiti nelle Oasi e nei rifugi Enpa. (6 dicembre 2011)

DA TORINO ALLA SPAGNA: 2.200 KM IN BICI PER I CANI DELLE PERRERAS


La Spagna non è solo cultura, arte, paesaggi mozzafiato. La Spagna, purtroppo, è anche la patria delle perreras e della corrida, teatro di terribili violenze e maltrattamenti ai danni degli animali. Ma un gruppo di animalisti ha deciso di ribellarsi contro gli episodi di brutalità quotidiana di cui restano vittime, tra gli altri, cani e tori. Animalisti che hanno deciso di dire basta a questi fenomeni, ma a modo loro con il progetto "Bike for pets". Si tratta di una vera e propria maratona su due ruote - il mezzo prescelto è l'affascinante bicicletta - che, ideata da tre amici, partirà da Torino e attraverserà Francia e Spagna per raggiungere, dopo 2.200 chilometri di pedalate, la città di Siviglia, in Andalusia. «Partiremo il prossimo agosto - racconta uno degli organizzatori, Paolo Balestrazzi - per sensibilizzare l'opinione pubblica sul vergognoso scenario delle perreras e sulla corrida. Toccheremo il maggior numero possibile di perreras, prenderemo contatto con le organizzazioni animaliste del luogo e organizzeremo sit in di protesta di fronte ai luoghi dei massacri, con la speranza di far conoscere al maggior numero di persone questa triste realtà. Speriamo di riuscire a riportare con noi qualche cucciolone da far adottare, sottraendolo così a morte certa.» (28 novembre 2011)

VIOLENZA SULLE DONNE. L'ENPA: «CHI MALTRATTA UN ANIMALE PUÒ MALTRATTARE ANCHE UNA DONNA.»


Esiste una correlazione diretta tra gli episodi di violenza contro le donne e quelli contro gli animali. A sostenerlo sono recenti studi pubblicati negli Usa e in Spagna, i quali hanno evidenziato che chi maltratta un animale tende a ripetere lo stesso gesto anche sulle donne. I dati sono preoccupanti. Secondo fonti americane riprese da Link Italia - gli Stati Uniti hanno dedicato particolare attenzione allo studio del fenomeno - più del 70% delle donne che hanno denunciato maltrattamenti ha segnalato che i loro aguzzini, la maggior parte dei quali si nasconde proprio tra le "mura domestiche", o hanno esercitato violenza sui loro animali o hanno minacciato di farlo. Comportamenti poi assimilati anche dai figli, poichè il 30% delle madri maltrattate ha riferito che essi hanno, a loro volta, ferito o ucciso animali domestici. Ma non è tutto. Infatti, come riportato da Link Italia, il 40% delle donne maltrattate sostiene di essere stato obbligato a prendere parte ad atti sessuali con animali, mentre il 15% degli stupratori ha commesso abusi sessuali anche sugli animali. «I dati parlano chiaro», commenta Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa, che prosegue: «denunciare il maltrattamento contro gli animali è un atto di civiltà che non riguarda solo loro ma può contribuire a prevenire episodi di violenza simili anche ai danni delle donne. Infatti, proprio in ambito domestico si riscontrano violenze nei confronti delle donne e degli animali. È giunto il momento di invertire la rotta e mettere fine a questi atti di brutalità che non conoscono confini di specie.» (25 novembre 2011)

IN ROMANIA VIA LIBERA ALLA PENA DI MORTE PER I RANDAGI


Alla fine, dopo quattro anni, la contestatissima legge "ammazza-randagi" è stata approvata dal Parlamento romeno con 168 voti a favore, 11 contrari e 14 astensioni. E se dovesse arrivare anche la promulgazione del presidente Basescu (tra i principali sostenitori del provvedimento), i sindaci avranno potere di vita o di morte sui quattrozampe e potranno decidere se affrontare il problema randagismo con una politica di soppressioni sistematiche oppure ricorrendo a metodi incruenti come la sterilizzazione. Questo prevede l'impianto generale del provvedimento: regole certe, valide cioè per una gestione uniforme del randagismo, non sembrano essercene. In altri termini, mentre nei comuni più animalisti i primi cittadini - anche d'intesa con i residenti - potranno risparmiare la vita dei "trovatelli", in quelli più intransigenti potranno procedere con le esecuzioni di massa. A nulla sono valsi gli appelli delle associazioni - "Save The Dogs" denuncia come finora la politica della mattanza non abbia portato a nulla se non allo sperpero del denaro pubblico - affinchè la legge non passasse; appelli rilanciati anche del nostro ex Ministro degli Esteri, da Franco Frattini, attraverso l'ambasciata italiana a Bucarest. L'unica speranza per i randagi romeni è che intervengano le istituzioni europee - su questa materia, l'Eurodeputato Idv Andrea Zanoni ha presentato una interrogazione alla Commissione Europea - ma la strada si preannuncia irta di ostacoli. (24 novembre 2011)

CAMPIONATI NAZIONALI DI AGILITY, TORINO FESTEGGIA I SUOI CAMPIONI


Grande successo a Torino per la finalissima dei campionati nazionali di agility per meticci, che hanno visto la partecipazione di 160 cani e 350 spettatori. Nella categoria "large" si sono imposti Eolo e il suo "amico" Giacomo, nella "medium" Livio e Zorro, nella "small" Jonathan e Bianca. I vincitori sono stati premiati dall'Assessore comunale allo Sport e al Tempo Libero, Stefano Gallo, e dal presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi. Alla manifestazione hanno partecipato anche 12 juniores, in gara per il primo trofeo Aia (Associazione Italiana Agility) - Enpa, guidati da Jean Pierre Cavicchioli che ha insegnato ai ragazzi non soltanto i segreti di questa disciplina sportiva ma - ed è questa la cosa più importante - il rispetto e la passione per il loro "quattrozampe". Passerella d'onore, invece, per i cinque cani della categoria veterani, che di "andare in pensione" proprio non hanno intenzione e vogliono anzi continuare a stupire con le loro magiche evoluzioni. Premiazione anche per la nazionale italiana meticci, che, reduce dai trionfi del mondiale olandese, si è vista assegnare la medaglia "città di Torino". «I campionati nazionali di agility - hanno commentato gli organizzatori al termine delle gare - sono stati un'ottima occasione per ammirare la destrezza dei quattrozampe e l'affiatamento con i loro partner ma, soprattutto, per lanciare un messaggio forte: dietro ogni meticcio si nasconde un campione.» (22 novembre 2011)

INCIDENTI STRADALI. L'ENPA: «I VERI RESPONSABILI NON SONO GLI ANIMALI SELVATICI.»


Incidenti stradali e fauna selvatica, il tema diventa sempre più "caldo", anche a causa di un certo allarmismo che pretende di individuare il vero responsabile di essi negli animali che attraversano la fitta rete viaria del nostro Paese. L'ultimo caso, il più recente, ha visto involontario protagonista il presidente dell'Unione Agricoltori di Siena, la cui auto ha investito un cinghiale. Questi casi - denuncia l'Enpa - vengono sfruttati da alcune categorie, tra cui i cacciatori, per chiedere il via libera agli abbattimenti selettivi e, quindi, per rimpinguare il loro carniere. Invece di suffragare le strumentalizzazioni di parte, le istituzioni devono assumersi le proprie responsabilità - in particolare la Regione Toscana che proprio in questi giorni sta discutendo i nuovi piani faunistici - ; gli automobilisti rispettare con cura e attenzione le norme del codice della strada nelle modalità di guida, ed essere particolarmente attenti quando attraversano aree di interesse ambientale. «Il ricorso ai soli segnali stradali è insufficiente», spiega la Protezione Animali che prosegue: «le autorità competenti devono mettere in sicurezza le nostre strade, prestando particolare attenzione a quelle che si trovano all'interno delle aree naturali. Recinzioni, sottopassi, bande rumorose che limitano la velocità delle vetture e gli altri metodi proposti dal mondo scientifico sono veri strumenti di prevenzione.» Anche perchè, molto spesso, la responsabilità di questi incidenti non è degli animali ma dello stesso automobilista che guida a velocità folle, ignorando tutte la cautele imposte dal Codice della Strada e dal buonsenso. «Gli abbattimenti selettivi sono inutili, fuori luogo ma, soprattutto, inadatti ad affrontare il presunto problema dei danni causati dalla fauna selvatica - aggiunge l'Enpa -, come conferma anche una casistica recente dalla quale emerge che con gli spari non si è mai risolto nulla se non compiacere la categoria delle "doppiette".» «Tra l'altro - conclude la Protezione Animali - il presunto sovrannumero di cinghiali, non può essere imputato a "madre natura" ma alla politica di ripopolamento, spesso con specie non autoctone, cui si ricorre proprio per accontentare il mondo venatorio. Una pessima consuetudine che deve essere vietata da subito, per qualsiasi specie.» (22 novembre 2011)

RANDAGI MASSACRATI IN UCRAINA, SCHIARITA IN VISTA?


Stop alle stragi di cani randagi. È l'appello lanciato dal ministro dell'ambiente dell'Ucraina, Mikola Zlocevski ai sindaci delle città che ospiteranno i prossimi campionati europei di calcio. «Fermiamo l'uccisione di quei poveri animali randagi per mezzo anno - ha detto il ministro - e costruiamo insieme dei canili.» L'autorevole intervento di Zlocevski potrebbe dunque sbloccare la situazione drammatica ma, avverte l'Ente Nazionale Protezione Animali, pur accogliendo con favore "l'apertura" del ministro è necessario non abbassare la guardia e continuare a monitorare attentamente l'evolversi della situazione. Nei giorni scorsi l'Enpa aveva inviato una lettera ai capitani delle nazionali qualificatesi per Euro 2012, con la quale aveva chiesto loro di prendere posizione contro la strage dei trovatelli, uccisi a magliaia - a fucilate, a bastonate o con il veleno - per "ripulire" le città ucraine che a partire da giugno ospiteranno tifosi e nazionali. (18 novembre 2011)

SALUTE. MALATTIE TRASMESSE DA ANIMALI, LA CINA "STUDIA" IN ITALIA E INCONTRA L'ENPA


L'Ente Nazionale Protezione Animali ha incontrato oggi una delegazione governativa cinese formata da 20 dirigenti con incarichi pubblici di alta responsabilità nel settore della gestione delle emergenze sanitarie legate agli animali. Obiettivo della delegazione: studiare norme e buone prassi italiane per trasferirle nel loro Paese dove esiste un problema endemico di zoonosi (trasmissione delle patologie dagli animali agli uomini e viceversa). L'Enpa, rappresentata per l'occasione dal suo presidente nazionale, Carla Rocchi, e dal direttore scientifico, Ilaria Ferri, ha illustrato il modo in cui abbiamo organizzato la fase relativa alla prevenzione e alla gestione delle patologie silvestri, sottolineando l'importanza di adottare metodi incruenti, con particolare riferimento al fenomeno del randagismo e agli strumenti utilizzati nella recente "crisi" di rabbia silvestre nel Nordest. Il nostro sistema normativo e i protocolli previsti dal Ministero della Salute - ha spiegato l'Enpa - sono orientati non soltanto all'attuazione di un presidio sanitario, ma anche alla tutela degli animali stessi, e la loro attuazione è affidata a una capillare di veterinari pubblici. Tra le nostre "best practice", è stata enfatizzata quella dei parchi nazionali dove la presenza di operatori qualificati consente di tenere sotto costante controllo la fauna selvatica del luogo. «Il punto dirimente che abbiamo fatto presente alla delegazione cinese è quello relativo anche alle consuetudini alimentari e di allevamento, alcune delle quali, come nel caso degli "orsi della bile", sono antiquate, barbare e molto pericolose per l'uomo», ha detto Ilaria Ferri al termine dell'incontro. «Naturalmente - ha proseguito Ferri -, abbiamo spiegato che la promiscuità tra specie diverse, quale può verificarsi in alcuni mercati cinesi, aumenta in modo esponenziale la possibilità di trasmissione delle malattie. Ma, soprattutto, abbiamo sottolineato che la tutela degli animali e della salute umana non sono affatto in contraddizione. E, infatti, molti componenti della delegazione sono rimasti sorpresi nell'apprendere che in Italia, pur essendoci animali vaganti sul territorio, non si registra un caso di rabbia urbana da oltre 50 anni.» (17 novembre 2011)

CALCIO. L'ENPA AI CAPITANI DELLE NAZIONALI DI "EURO 2012": «NO AGLI EUROPEI INSANGUINATI.»


Obiezione di coscienza contro i campionati europei di calcio che si svolgeranno in Polonia e Ucraina a partire dall'8 giugno. È quanto ha chiesto l'Ente Nazionale Protezione Animali con una lettera inviata dal presidente, Carla Rocchi, ai capitani delle 16 nazionali europee qualificate per la fase finale del torneo. «Chiunque il 1° luglio 2012 solleverà la coppa nello stadio di Kiev, deve sapere che il prestigioso trofeo è macchiato dal sangue di migliaia di cani randagi», dichiara Carla Rocchi, spiegando il perchè dell'iniziativa dell'Enpa. «Calciatori, tifosi e appassionati di sport - aggiunge Rocchi - devono, infatti, sapere che le autorità ucraine stanno attuando una vera politica di sistematico sterminio dei "trovatelli", con l'obiettivo di "ripulire" le città dove si giocheranno le partite.» Le vittime, che in mancanza di dati ufficiali sono stimate in alcune migliaia, vengono uccise nei modi più barbari e cruenti, ricorrendo alle polpette avvelenate, alle fucilate o alle bastonate. «È inconcepibile che Euro 2012, che pure dovrebbe rappresentare un momento di festa, debba essere "celebrato" sulla pelle dei randagi – conclude il presidente dell'Enpa -. Ai capitani delle nazionali europee chiedo di dire un forte no agli Europei insanguinati e di aiutare i volontari dell'Enpa a porre fine a questa strage. I quattrozampe ucraini, ne sono convinta, gliene sarebbero grati.» (16 novembre 2011)

ANIMALI. MUCCHE A TERRA, L'ENPA: «IL SERVIZIO DI "STRISCIA" UNA GOCCIA NEL MARE.»


«Se non verrà fatta chiarezza sul ruolo avuto dai veterinari coinvolti nella vicenda, dovremo considerarli collusi con chi ha violato la legge del nostro Paese.» Lo dichiara il presidente dell'Enpa, Carla Rocchi, che in merito a quanto denunciato dal servizio di Striscia la Notizia ha anche scritto una lettera al presidente Zaia. «Naturalmente - prosegue Rocchi - mi aspetto che la accertata responsabilità dei veterinari porti alla loro radiazione dall'ordine. Non possono esistere scusanti per un comportamento così palesemente incivile nei confronti degli animali. Ci aspettiamo molto dall'impegno preso dal presidente Zaia. "Striscia la Notizia" ha denunciato un aspetto particolare di un problema più generale.» «Inutile nascondersi dietro un dito - ha aggiunto Ilaria Ferri, direttore scientifico della Protezione Animali -. Che ci piaccia o no il vero problema è rappresentato dal consumo di carne e, quindi, dagli allevamenti in quanto tali.» «Al popolare programma di Canale 5 va il merito di avere smascherato una situazione di grave illegalità ma, lo ricordo, per un caso che viene svelato molti altri restano nell'ombra - continua Ferri -. Per questo è bene si sappia che, fino a quando si consumerà carne continueranno ad esserci situazioni di grave illegalità relative al modo in cui gli animali vengono allevati, trasportati o macellati.» (15 novembre 2011)

GOVERNO. L'ENPA AL NUOVO ESECUTIVO: «CONFERMARE L'IMPEGNO A FAVORE DEGLI ANIMALI»


Nel ringraziare il sottosegretario Martini per l'impegno costante a favore degli animali, profuso nell'espletamento del proprio incarico di Sottosegretario alla Salute, Enpa confida che il nuovo esecutivo voglia avere la stessa attenzione per l'attuazione delle competenze del benessere animale proprie del Ministero, consapevole che il comparto della veterinaria opera, nell'intero territorio nazionale, anche a tutela della salute pubblica. La Protezione Animali auspica che possa trovare continuità l'azione della task force attuata grazie all'impegno del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti e della Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari; auspica altresì la continuità dell'azione dei Nas che tanto e tanto bene hanno operato nell'attuazione del loro incarico. (14 novembre 2011)

ANIMALI. L'ENPA: «IL TURISMO "ANIMAL FRIENDLY", UNA RISORSA PER L'ECONOMIA ITALIANA.»


«Se l'onorevole Cirielli è, come afferma di essere, animalista e felice possessore di tre cani, non dovrebbe avere difficoltà a capire che l'impegno animalista non si attua in contrasto con altri tipi di impegno. La sua compagna di Partito, l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, è stata, al tempo stesso massimamente impegnata e sul fronte animalista e su quello del turismo. Non sfuggirà all'onorevole Cirielli che tutte le iniziative tese a rendere più facili gli spostamenti con gli animali, la loro accoglienza, la loro vivibilità rappresentano un non secondario fattore di incremento del turismo italiano e straniero nel nostro Paese.» E quanto dichiara il presidente nazionale dell'Enpa in merito alle dichiarazioni rese dall'onorevole Edmondo Cirielli in merito all'impegno animalista del Ministro Michela Vittoria Brambilla. (14 novembre 2011)

QUANDO "L'ARTE" DIVENTA MACABRA: ANIMALI MORTI COME "OPERE"


Katinka Simonse è una 31enne olandese che si è "guadagnata" gli onori della cronaca con le sue assurde creazioni. Tra la sue "opere d'arte", infatti, spiccano le composizioni con animali morti. Non è chiaro se sia lei stessa a ucciderli oppure se la sua sia una trovata pubblicitaria per catalizzare l'attenzione dei media. Alcuni sostengono essere numerosi gli animali uccisi dalla 31enne e c'è anche chi ipotizza che, in realtà, la donna componga le sue "opere" con animali imbalsamati. Tra le "imprese" di cui la Simonse si vanta, ci sarebbe anche l'eutanasia del proprio micio da lei stessa realizzata tra le pareti del suo appartamento, e giustificata come "atto d'amore" per il suo gatto, ormai in fin di vita. Ma è stato ipotizzato trattarsi di una possibile boutade, ad "uso e consumo" dei giornali. La vicenda Simonse pone un problema di ordine non solo legale - se la donna ha effettivamente ucciso i cani, i gatti, i criceti delle sue "creazioni" deve essere perseguita secondo la legge del Paese in cui ha commesso il fatto - ma anche culturale, antropologico. Gli animali, infatti sono esseri senzienti e, in quanto tali, devono essere rispettati anche da morti, non mercificati, sia pure sotto le sembianze di un'"opera d'arte". Anche perchè, in questo caso, la presunta intenzione provocatoria finisce per risolversi nel contrario di sè stessa e diventa uno strumento per conquistare notorietà. Gli animalisti, dal canto loro, stanno protestando con una petizione contro questa forma "d'arte"; per aderire è possibile cliccare su questo link. (14 novembre 2011)

BAUBOYS ED ENPA INSIEME PER GLI ANIMALI


Al via la collaborazione tra Enpa e Bau Boys per proteggere gli animali. A partire da gennaio 2012, l'apprezzato programma di Italia Uno (in onda tutte le domeniche alle 19.00) trasmetterà gli spot televisivi relativi alle campagne della Protezione Animali. (11 novembre 2011)

TI PIACE VINCERE FACILE? L'ENPA ADERISCE ALLA PETIZIONE DEL GACI CONTRO LO SPOT LOTTOMATICA


Nei giorni scorsi, sulle principali reti televisive nazionali è andato in onda il nuovo spot "Ti piace vincere facile" di Lottomatica con il tema delle corse dei levrieri in un cinodromo. Al riguardo, L'Enpa condivide il punto di vista dell'associazione Gaci (Greyhound Adopt Center Italy) che ritiene ingannevole e falso il messaggio lanciato dalla nuova pubblicità della Lottomatica, poichè nel nostro Paese - come conferma il Gaci - le corse dei levrieri sono illegali (il cinodromo di Roma è stato chiuso nel 2002). L'Italia, infatti, considera questo sport come una forma di sfruttamento, e quindi di maltrattamento, perseguibile ai sensi dell'articolo 544 ter del codice penale. Ma c'è anche un altro aspetto da considerare. Utilizzare i levrieri per promuovere un gioco d'azzardo è un'operazione immorale, poichè proprio un gioco d'azzardo - cioè le scommesse - causa ogni anno la morte di 50mila esemplari appartenenti a questa specie meravigliosa. Per questo il Gaci ha chiesto di togliere la sospensione dello spot Lottomatica e dato il via a una petizione per sostenere tale richiesta. L'Enpa invita soci e simpatizzanti ad aderire firmando la petizioni su questo link. (10 novembre 2011)

L'ENPA: «CARNE INSOSTITUIBILE? GLI ITALIANI NON LA PENSANO COSÌ.»


«Capisco che un'associazione che rappresenta il settore della filiera della carne difenda i propri interessi di settore. Nè mi aspetto da parte loro posizioni filo vegetariane o filo vegane. Tuttavia, dichiarare pubblicamente che il consumo di carne è "praticamente insostituibile nella dieta quotidiana, soprattutto in alcune fasce di età" significa ignorare i risultati di numerose autorevoli ricerche scientifiche.», lo dichiara il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri, che aggiunge: «Ma, soprattutto, significa essere a digiuno di matematica. Infatti, se produttori e commercianti consultassero le statistiche, scoprirebbero che una parte significativa della popolazione italiana, il 10%, riesce tranquillamente a fare a meno "dell’insostituibile". E posso assicurare le imprese della filiera che questo 10% gode di ottima salute e forma fisica. Non altrettanto si può dire, invece, per il giro d'affari delle aziende del settore, le quali, secondo quanto certificato da più istituti, devono finalmente fare i conti con un progressivo calo dei consumi.» (10 novembre 2011)

CAMPAGNA 8HOURS: OBIETTIVO UN MILIONE DI FIRME ENTRO IL 5 GENNAIO 2012


Nuova scadenza per la petizione internazionale 8hours che si propone di fermare una volta per tutte i trasporti degli animali da reddito su lunga distanza: per firmare c'è tempo fino al 5 gennaio 2012. L'obiettivo dichiarato degli organizzatori è superare il milione di firme per poi sottoporre la campagna all'attenzione delle istituzioni comunitarie. Per raggiungere questo traguardo, che sembra ormai a portata di mano (all'8 novembre sono state raccolte oltre 870mila firme), è fondamentale non abbassare la guardia e contribuire in prima persona al raggiungimento della quota prefissata. Per firmare è possibile cliccare su questo link. (8 novembre 2011)

IL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DELLA NOVARTIS "LIBERA" I CANI DELLA SPERIMENTAZIONE


Decine di cani, in prevalenza di razza beagle, nelle prossime settimane potrebbe abbandonare i laboratori di ricerca della svizzera Novartis. Infatti, secondo quanto reso noto da fonti di stampa, il piano di ristrutturazione della casa farmaceutica prevede non soltanto tagli al personale ma, appunto, il "libera tutti" per i quattrozampe utilizzati nella sperimentazione animale. L'Enpa, comunque contraria all'impiego di animali nel laboratori scientifici e favorevole al ricorso ai metodi alternativi, chiede all'azienda farmaceutica di fornire precise rassicurazioni in merito alla destinazione finale dei cani. Ma, soprattutto, diffida la Novartis dal reimmettere i suoi cani nel circuito della sperimentazione. (8 novembre 2011)

MORTE PUROSANGUE. L'ENPA: «INFINITO DOLORE PER IL DECESSO DI HICKSTEAD»


L'Ente Nazionale Protezione Animali attende con ansia il referto che farà luce sulle cause della morte di Hickstead, il cavallo deceduto a Fieracavalli subito dopo avere completato il percorso di gara. «L'esame - dichiara l'Enpa - dovrà chiarire se è vero, come riferiscono alcune indiscrezioni, che il cavallo sia morto in seguito alla lacerazione dell'aorta e se questo sia stato causato da una situazione di stress o da una alterazione chimica. Se invece la morte di Hickstead fosse stata dovuta a una malformazione congenita, ci chiediamo come sia stato possibile non individuarla in un cavallo della rilevanza e della notorietà di Hickstead, e ammetterlo alla gara. Al momento, di certo c'è solo il nostro dolore per questa morte. Piangiamo Hickstead con la speranza che in futuro nessun cavallo sia fatto nascere per correre, per lavorare o, peggio, per essere destinato al macello per consumo alimentare.» (7 novembre 2011)

DAL 6 NOVEMBRE AL VIA LA FESTA DEL SACRIFICIO. ONLINE PETIZIONE ENPA PER L'ABOLIZIONE DELLA MACELLAZIONE RITUALE


Abolire la deroga di legge, ad uso della confessione ebraica e musulmana, che permette di macellare gli animali senza stordimento preventivo, come invece espressamente previsto dalla normativa del nostro Paese. È quanto chiede una petizione dell'Ente Nazionale Protezione Animali, lanciata proprio in occasione della festa del sacrificio, in calendario a partire dal 6 novembre. La petizione è disponibile al link: www.enpa.it. «Inutile nasconderci dietro un dito - spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri -: la macellazione rituale, causa negli animali sofferenze atroci. A dirlo non sono soltanto le associazioni animaliste ma anche una larga parte del mondo scientifico.» Una delle ultime conferme arriva dalla prestigiosa "New Scientist" che ha pubblicato le conclusioni di uno studio del neozelandese Craig Johnson. Secondo quanto dimostrato dal ricercatore, l'encefalogramma degli animali macellati senza stordimento ha mostrato chiari e inequivocabili segni di sofferenza; segnali che, in alcuni casi, hanno continuato a sussistere nei due minuti successivi all'incisione della gola e all'inizio del dissanguamento. «Questo - prosegue Ferri - dimostra che non è vero quanto sostengono i difensori della macellazione rituale. Vale a dire che si tratta di una pratica indolore, poichè la recisione della gola provoca una perdita di coscienze nell'animale. Tra l'altro, ricordo che il dolore non è causato dal dissanguamento, ma proprio dal taglio della gola, i cui nervi continuano a inviare impulsi nervosi fino alla morte dell'animale.» Del resto il consenso su questa pratica non è poi così granitico, se è vero che Paesi come la Malesia, a maggioranza musulmana, hanno aperto allo stordimento preventivo, e se su questa strada si è mossa anche la comunità musulmana della Nuova Zelanda. «Naturalmente - conclude Ferri - l'unico modo per non far soffrire un animale è quello di non ucciderlo, optando per la scelta vegetariana o vegana. Ma ciò non toglie che obbligarlo a essere cosciente nelle ultime fasi della sua vita sia una cosa intollerabile.» (5 novembre 2011)

IL MONDO CONTRO LA CACCIA ALLE BALENE. L'ENPA: «SONO UNA RISORSA AMBIENTALE ED ECONOMICA DA TUTELARE.»


«Le balene sono una risorsa. Ucciderle è irrazionale e controproducente: significa impoverire non soltanto gli ecosistemi ma anche l'economia del pianeta.» È questo il messaggio forte lanciato dagli attivisti dell'Enpa che questa mattina hanno protestato di fronte all'ambasciata giapponese a Roma, nel quadro delle iniziative globali contro la caccia alle balene. L'Ente Nazionale Protezione Animali, che coordina in Italia la campagna mondiale, ha chiesto al governo nipponico di richiamare le sue baleniere nei porti e di porre fine al massacro che dal 1986 ad oggi è costato la vita a circa 20mila cetacei. «Come sede della nostra protesta abbiamo scelto l'ambasciata giapponese - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa - perchè il Paese del Sol Levante è il principale responsabile della strage; un massacro insensato, stigmatizzato dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica mondiale.» Infatti, a partire dal 1986, da quando cioè è entrata in vigore la moratoria internazionale sulla caccia alle balene, il rapporto con questi splendidi animali è cambiato in numerosi Paesi. Non il Giappone, che, con l'infondato pretesto di sostenere la ricerca scientifica - pretesto smascherato dai ricercatori di tutto il mondo - continua a massacrare i cetacei. Altrove, invece, molti hanno compreso che le balene potevano essere il perno di una nuova attività economica, sostenibile e "cruelty free": il "whale watching" che negli ultimi anni ha vissuto una crescita esponenziale. Secondo l'International Fund for Animal Welfare, in tutto il mondo gli operatori del settore sono 3.300, che danno lavoro a oltre 13mila persone. Soltanto nel 2008 ci sono stati 9 milioni di "whale watcher", sparsi in 87 Paesi. A guidare la classifica è l'Australia, con 1,6 milioni di presenze e un giro d'affari di oltre 370 milioni di dollari. Si tratta naturalmente di attività regolamentate nel pieno rispetto dei codici imposti da Accobams (Accordo per la protezione dei cetacei nel Mar Nero, nel mediterraneo e zone Atlantiche contigue) e Iwc (Commissione Internazionale Baleniera). «Ed è anche per proteggere il "whale watching" - conclude Ferri - che Peter Garret, Ministro dell'Ambiente australiano, ha chiesto al Tribunale dell'Aja di condannare il Giappone. Condanna alla quale oggi si unisce il mondo intero che a gran voce chiede di fermare la caccia alle balene una volta per tutte.» (5 novembre 2011)

CANI DELLA SERBIA, PROSEGUE L'IMPEGNO DEL MINISTRO FRATTINI


Il nostro Ministro degli Esteri, Franco Frattini, prosegue nel suo impegno a favore dei randagi della Serbia. Il Ministro, di cui è nota e apprezzata la grande sensibilità animalista che già altre volte lo ha spinto intervenire - spesso oltre le proprie competenze - in situazioni di grave maltrattamento ai danni degli animali, si è attivato fin dalle prime notizie che riferivano di maltrattamenti ai danni dei randagi del Paese balcanico. Della questione è stato investito il nostro ambasciatore a Belgrado, il quale ha steso una relazione su quanto sta accadendo in Serbia. Nell'inoltrare all'Enpa il contenuto di questo documento, il responsabile della Farnesina ha confermato che farà quanto in suo potere per assicurare l'incolumità dei "trovatelli" e per garantire che essi ricevano un trattamento conforme non solo a quanto previsto dalla legislazione serba ma anche ispirato ai quei criteri di civiltà, umanità, rispetto che dovrebbero contraddistinguere "l'animus" di un Paese candidato all'ingresso nell'Unione Europea. L'Enpa ringrazia il Ministro Frattini e ne sostiene l'azione inoltrando alla Delegazione Europea per le relazioni con Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro e Kossovo (l'istituzione che valuta l'adesione di questi nuovi Stati all'Unione Europea) la richiesta che le nuove candidature siano condizionate anche dai comportamenti che i Paesi richiedenti abbiano nei confronti degli animali.
Riportiamo di seguito la relazione del nostro ambasciatore a Belgrado:
In merito alle segnalazioni pervenute al Ministero degli Esteri dalla Sezione ENPA di Treviso circa il trattamento dei cani randagi nelle città serbe di Pozega e Belgrado, si ritiene opportuno fornire un quadro complessivo della situazione.
Per quanto riguarda la città di Pozega, in data 30 maggio 2011 il Sindaco, su richiesta dell'Ambasciatore italiano in Serbia, ha accettato una proposta per la quale le comunità italiane di protettori degli animali hanno possibilità di recarsi in città per prendere in affido gli ospiti del canile.
Per quanto riguarda la città di Belgrado occorre precisare che il problema del randagismo è divenuto negli ultimi tempi una questione di ordine pubblico. I quotidiani locali riportano sempre più frequentemente notizie di aggressioni a persone da parte di cani randagi e proprio a causa di tali avvenimenti si è registrato un incremento della lotta al randagismo da parte delle Autorità pubbliche. Al tempo stesso, non vi è stata alcuna segnalazione da parte delle associazioni animaliste locali che tale lotta venga condotta secondo metodi brutali.
Dal punto di vista normativo, le Autorità serbe hanno messo in atto, a partire dal 2009, severe disposizioni a tutela del mondo animale. La legge, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Serbia al n. 41/09, regola in maniera capillare il trattamento e la cura degli animali ed i diritti, gli obblighi e le responsabilità penali degli individui che li maltrattino. Tale legge protegge gli animali da qualsivoglia abuso, ponendo rigidi standard in materia di cura, trattamento, trasporto, commercio ed esperimenti sugli animali stessi. Ai sensi del Codice Penale serbo del 2006, l'uccisione e la violenza contro i cani sono puniti con sanzioni economiche e carcere fino a 3 anni.
Inoltre, per quanto strettamente inerente al fenomeno del randagismo, ai sensi dell'articolo 54 della già citata legge, le Autorità locali hanno l'obbligo di predisporre un programma per il controllo e la rieducazione della popolazione canina randagia. Ai sensi dell'articolo 66, le stesse Autorità hanno poi l'obbligo di fornire rifugio ed assistenza a tutti gli animali randagi presenti sul proprio territorio. Tanto l'accalappiamento che il trasporto degli animali abbandonati devono essere condotti secondo modalità che causino minor sofferenza possibile, dolore e stress fisico agli animali. Sempre ai sensi del medesimo articolo, infine, le Autorità locali devono fornire un servizio veterinario agli animali malati e feriti, nonchè provvedere all'eutanasia degli stessi in caso di malattie incurabili.
Alla luce di quanto sopra, risulta evidente che il fenomeno del randagismo è oggetto di crescente attenzione da parte delle Autorità serbe. Forte allo stesso tempo appare la determinazione di tutelare l'ordine pubblico, garantendo l'incolumità dei cittadini e, nel contempo, il benessere della popolazione animale.
L'Ambasciatore italiano in Serbia provvede in ogni caso a monitorare la situazione e a sensibilizzare gli organi competenti sulla base delle segnalazioni ricevute dalle Associazioni italiane. (4 novembre 2011)

CIRCHI. ANCHE NEGLI STATI UNITI MISURE RESTRITTIVE PER I TENDONI


Con la parola d'ordine "The show must not go on" anche gli Stati Uniti potrebbero presto approvare misure restrittive per i circhi con gli animali, e raggiungere così il novero di quei Paesi che, come la Bolivia, hanno detto basta allo sfruttamento degli animali nei circhi. Nei giorni scorsi, infatti, è stata presentata al Congresso americano una proposta di legge - il Traveling Exotic Animal Protection Act (Legge di protezione per gli animali esotici nei circhi itineranti) - che, se approvata, ridurrebbe considerevolamente il numero di animali selvatici ed esotici impiegati sotto il "tendone". L'iniziativa, promossa dalle associazioni Adi (Animal Defenders International) e Paws (Performing Animal Welfare Society), ha trovato importanti sponsor del mondo dello spettacolo, tra cui l'attrice Julia Fox (la Sara Slide di Csi) e delle istituzioni dove può contare su un appoggio bipartisan. Del resto, i circhi statunitensi sono finiti sul banco degli imputati dopo la diffusione di alcuni filmati video che testimoniavano gravi episodi di maltrattamento ai danni degli animali, oppressi con gravi forme di deprivazione fisica e psicologica, detenuti in spazi angusti, sottoposti a sistemi di controllo brutali, obbligati a sopportare "metodi di addestramento" coercitivi a base di uncini d'acciaio, fruste, scariche elettriche. Inoltre, secondo i promotori della proposta i tendoni mettono in pericolo l'incolumità non solo degli animali, ma delle stesse persone, come confermano i numerosi incidenti verificatisi negli ultimi anni che sono costati la vita tanto al personale dei circhi quanto agli stessi spettatori. Molti anche i casi di persone rimaste gravemente ferite. (3 novembre 2011)

ANTI-WHAILING DAY. IL 5 NOVEMBRE A ROMA SIT-IN PER FERMARE LA CACCIA ALLE BALENE


Chiudere definitivamente con il massacro dei cetacei. È quanto chiederanno l'Enpa e altre associazioni animaliste al governo nipponico, in occasione della giornata mondiale di protesta contro la caccia alle balene, in programma il 5 novembre, giorno in cui le baleniere giapponesi inizieranno il massacro. Per l'occasione, gli attivisti della Protezione Animali presidieranno, a partire dalle 10, l'ambasciata del Giappone in via Quintino Sella 60 a Roma. «Ogni anno le navi giapponesi sconfinano nelle aree protette, i santuari dell'Oceano Antartico, dove uccidono migliaia di animali appartenenti a specie particolarmente protette - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa -. Secondo alcune stime, arrotondate per difetto, si ritiene che dal 1986 ad oggi sono circa 20mila i cetacei uccisi dai nipponici.» Ufficialmente, la caccia alle balene è vietata. Il Giappone, tuttavia, aggira il divieto con il pretesto della "ricerca scientifica"; una scusa, questa, tanto banale quanto ridicola, dietro la quale si nasconde un vero e proprio raggiro. A svelarlo sono stati ricercatori e associazioni animaliste: mentre i primi hanno smontato "l'alibi scientifico", le seconde hanno svelato all'opinione pubblica mondiale come la "ricerca scientifica" sia in realtà un semplice pretesto per mascherare il commercio della carne di balena. A loro ha fatto eco il governo australiano che nei mesi scorsi ha denunciato il Giappone al Tribunale Internazionale dell'Aja. Secondo l'Australia infatti le balene, oltre a essere specie particolarmente protette, non sono proprietà di alcuno stato. Da qui la richiesta australiana di aprire la procedura per il via libera a sanzioni contro il governo di Tokyo. Sanzioni che dovrebbero avere un effetto non soltanto punitivo ma, soprattutto, deterrente per dissuadere le baleniere nipponiche dal compiere ulteriori massacri. (3 novembre 2011)

CANI. DAL 1° NOVEMBRE STOP DEFINITIVO AL TAGLIO DELLA CODA


Stop agli escamotage: dal 1° novembre non èpiù possibile trovare scappatoie per "giustificare" il taglio di orecchie e code ai cani. Infatti, con l'entrata in vigore dell'articolo 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (ratificata in Italia con la legge 201/2010), che si somma a quanto previsto dall'ordinanza Martini del 2009, chi viola il divieto - sia esso un allevatore, un veterinario, o il proprietario del quattrozampe - è punibile con la reclusione da 3 a 18 mesi o con una multa da 5mila a 30mila euro. Sono stati così respinti i tentativi di certa parte del mondo venatorio di aggirare le norme italiane e internazionali; tentativi duramente contrastati da Enpa, Lav e Lega del Cane specie nel maggio scorso quando una nota del Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, cercò di reintrodurre "il colpo di forbici" ad uso e consumo dei cacciatori. (2 novembre 2011)

FISCO. CON I BALZELLI SUGLI ANIMALI PIÙ SPESE PER LE CASSE PUBBLICHE


«Equiparare, non si sa su quali presupposti, gli animali a un collier di diamanti o a una lussuosa imbarcazione da diporto, è un provvedimento miope che rischia di sconfessare quanto di buono è stato fatto in questi anni sul fronte della lotta al randagismo. Risultati che, lo ricordiamo, sono stati ottenuti anche con il contributo di autorevoli esponenti dell'attuale governo: del Ministro Brambilla e del Sottosegretario Martini.» Lo dichiara l'Ente Nazionale Protezione Animali che aggiunge: «Attenzione, inserire gli animali nel redditometro, aumentare l'Iva sul petfood e sulle prestazioni veterinarie, o ridurre le detraibilità delle stesse, non si traduce necessariamente in una maggiore virtuosità del nostro sistema fiscale.» Aumentare i balzelli sui nostri "amici", infatti, non significa soltanto aggravare le difficoltà delle famiglie italiane che, già provate dalla crisi, "danno casa" a 60 milioni di animali tra cani, gatti, conigli, pesci rossi e uccellini; significa soprattutto disincentivare le adozioni presso i canili. Con la conseguenza che le istituzioni locali, che dovranno farsi carico di un maggior numero di "trovatelli", si troveranno gravate di maggiori spese. «Spesso - conclude l'Enpa - le persone più disponibili ad accogliere un animale sono anche quelle con reddito più basso dovrebbero essere ringraziate e invece vengono colpite da un provvedimento tanto controproducente quanto eticamente inaccettabile.» (28 ottobre 2011)

«IO FACCIO CACCIA GROSSA.» E IL PLURI-INDAGATO LAVITOLA IMBRACCIA LA DOPPIETTA


«Io faccio caccia grossa e quando sparo a un animale pericoloso, pure se è caduto a terra, gli sparo un'altra volta. Poi gli metto la canna del fucile vicino all'occhio per vedere se si muove. E poi gli sparo un'altra volta pure se è morto.» Sono le intercettazioni telefoniche attribuite dal quotidiano "La Repubblica" a Valter Lavitola. «Questo è il "luminoso" esempio offerto da una persona pluri-indagata. Le dichiarazioni la dicono lunga sul preteso amore per gli animali tanto sbandierato dai cacciatori» commenta Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa che aggiunge: «da loro mi sarei aspettata almeno una presa di distanze che, però, non è arrivata. Per cui allo stato attuale non è dato sapere se si riconoscano o meno nelle "pregevoli" parole di Lavitola.» (27 ottobre 2011)

L'EUROPA CHIARISCE: PER BRUXELLES, VINCOLANTI I PARERI ISPRA, LE REGIONI LI RISPETTINO PER EVITARE NUOVE INFRAZIONI


Roma 27 ottobre 2011 - Finalmente è stata fatta chiarezza. L'Unione Europea ha inviato una lettera di risposta alla Presidenza del Consiglio e alla Federazione Italiana della Caccia (Fidc) con cui chiarisce una volta per tutte il ruolo dei pareri dell'Ispra in materia di attività venatoria; pareri che, nella realtà dei fatti, sono puntualmente disattesi dalle Regioni. L'Ispra - si legge nella missiva della Commissione Europea - assicura "in tutto il territorio italiano, l'attuazione della Direttiva Uccelli in modo coerente, unitario e fondato su solide basi scientifiche". Inoltre la Commissione sottolinea che "la legge nazionale affida all'Ispra, in qualità di organo scientifico e tecnico, il compito di fornire le necessarie valutazioni scientifiche" in merito all'attuazione della direttiva comunitaria. Ma non è tutto. Nella lettera, la Commissione Europea, come la Corte di Giustizia UE, riconosce espressamente la validità scientifica dei pareri dell'Ispra, conformi ai principi di conservazione dell'avifauna della già citata Direttiva Uccelli. «A questo punto - commenta l'Enpa - resta da capire il motivo per cui Regioni e Province si ostinano a disattendere i pareri dell'Istituto in merito a tutti i provvedimenti in materia di caccia». «Tra l'altro - prosegue l'Enpa - la lettera della Commissione Europea si riferisce a tutti gli aspetti della caccia e non solo alla spinosa questione delle deroghe, come invece preteso da una parte del mondo venatorio. Naturalmente alle deroghe è dedicata particolare attenzione per gli abusi commessi dal nostro Paese: le regioni, da strumenti "eccezionali" le hanno trasformate in provvedimenti per autorizzare un regime semi permanente di caccia ai piccoli uccelli protetti, ampliando così le possibilità di sparo, ovviamente con il parere negativo dell'ISPRA. E questo, lo ricordiamo, ha portato a una condanna dell'Italia in sede comunitaria, così come ricordiamo che a pagare le future, possibili, multe non saranno soltanto i cacciatori ma tutti i cittadini italiani.» Alla luce di questo documento e per evitare altre procedure d'infrazione, la Protezione Animali, chiede alle Regioni di adeguarsi ai pareri Ispra (su calendari venatori, deroghe, gestione faunistica). Intanto l'Enpa invierà alla Commissione Europea una lettera per sottolineare come gli enti locali continuino ad essere inadempienti rispetto alla Direttiva Uccelli. (27 ottobre 2011)

ACCANIMENTO FISCALE SU CHI POSSIEDE ANIMALI. L'ULTIMA TROVATA È IL CAVALLO QUALE INDICATORE DI REDDITO


Se non verranno attuate delle differenti valutazioni tra i possessori di cavalli ai fini sportivi piuttosto che non di compagnia, l'Italia avrà aggiunto questa ennesima perla di pressione fiscale al già drammaticamente esagerato peso che grava sugli animali da compagnia e sui loro possessori. Con un comportamento assolutamente contraddittorio il governo da una parte vede alcuni suoi membri autorevoli abbracciare con convinzione la causa animalista, mentre dall'altra prende letteralmente a "legnate fiscali" chi detiene animali da compagnia. È inaccettabile che le spese veterinarie siano incluse tra le sette categorie del redditometro. È inaccettabile che l'Italia applichi l'aliquota Iva più alta sulla salute degli animali - cure mediche veterinarie - e sui loro alimenti; che riduca le detrazioni fiscali delle cure veterinarie; che imponga imposte sugli obblighi amministrativi (registrazione in anagrafe e passaporto); che imponga imposte sulle vaccinazioni essenziali obbligatorie, sulla prevenzione delle malattie considerate trasmissibili, in particolare la leishmaniosi; che ponga a carico dei proprietari per intero la pratica della sterilizzazione, misura di contrasto al randagismo. Rimangono inascoltati gli incoraggiamenti del Parlamento Europeo ad incentivare tutte le misure tese a combattere il randagismo e a trattare gli animali per quegli esseri senzienti quali li riconosce il Trattato di Lisbona. (26 ottobre 2011)

PELLICCE, IL PRESIDENTE DELL'ENPA, CARLA ROCCHI, REPLICA AL MENSILE AMICA


Pubblichiamo di seguito la replica di Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa, a un articolo-commento sulle pellicce pubblicato sul mensile "Amica"

Gentile Direttore,
ho letto, non senza stupore, l'articolo firmato da Rosa Matteucci e pubblicato sul numero di novembre di Amica. L'Autrice si colloca nella schiera dei "benaltristi", di coloro cioè che, di fronte a qualsiasi impegno o scelta, affermano che c'è sempre "ben altro" di cui occuparsi: animali da pelliccia contro pollo, mucca o coniglio, ad esempio. E invece accade che chi si occupa di un tema ne segue, coerentemente, altri omogenei.
L'errore è sostanziale: pretendere che gli animalisti e "certa gente" si scandalizzino per un animale da pelliccia e non invece per un pollo, per una mucca o un coniglio è un artificio retorico, superato quanto i presunti "imbrattamenti di vernice". E infatti le cose non stanno proprio in questi termini. Se Rosa Matteucci seguisse più attentamente quanto accade nel nostro Paese potrebbe fare alcune scoperte interessanti. Potrebbe scoprire, ad esempio, che In Italia, a differenza della personale esperienza vissuta dall'Autrice - nel cui merito non entro -, il numero di chi non ama le pellicce aumenta di anno in anno quanto quello di vegani e vegetariani. Questi ultimi ad oggi sono sette milioni. Solo dieci anni fa erano due milioni. In nessun altro settore si è avuta una crescita così imponente e continua.
Ma potrebbe anche scoprire, come raccontano le cronache dei giornali, quanto è sviluppata la coscienza animalista degli italiani e quanto "certa gente" si prodiga per tutelare gli animali. Tutti, senza distinzione di specie: cavalli, cani, visoni, bovini, iguane, maialini. Questo significa che stiamo vivendo un profondo processo di trasformazione, al centro del quale ci sono proprio gli animali in qualità di esseri senzienti. Che soffrono, sperano, gioiscono, provano amore e attaccamento in modo non troppo dissimile dal nostro. Resta invece tutto da dimostrare che "quasi nessuna donna … resiste al piacere di accarezzare e indossare una pelliccia" e che "le donne sono per istinto attratte dal lusso e dal contatto fisico con le pellicce." Evidentemente Rosa Matteucci vive nel pianeta di Crudelia De Mon dove le donne passano il tempo a lisciare le loro pellicce e dove chi difende gli essere senzienti viene bollato come integralista.
Assicuriamo la signora Matteucci che gli animalisti non sono bravi penitenti e non vestono necessariamente di canapone, anche se questa fibra è spesso all'attenzione dei più sofisticati creatori di moda. L'equazione eleganza uguale pelliccia, invece, richiama la fantozziana certezza sulla corazzata Potemkin.
La ringrazio per l'ospitalità e Le invio i miei migliori saluti.
Carla Rocchi
Presidente nazionale Enpa


(25 ottobre 2011)

EURO 2012, L'UCRAINA DICHIARA GUERRA AI RANDAGI


Tra pochi mesi l'Ucraina organizzerà, insieme alla Polonia, i campionati europei di calcio e le autorità del Paese hanno iniziato il maquillage delle loro città per offrire un'accoglienza gradevole ai tifosi. A farne le spese però sono i randagi, numerosi nell'ex Repubblica Sovietica. E la "soluzione" adottata è stata quella di sopprimerli brutalmente. Le soppressioni, a quanto si apprende, sono ancora in corso e stanno mietendo moltissime vittime. Ma c'è chi non si rassegna all'orrore, è in questi mesi si sta facendo carico del randagismo ucraino - anche con interventi diretti sul territorio -, nel tentativo di trovare una soluzione che possa conciliare la tutela dei quattrozampe con la soluzione del problema. Ognuno di noi può contribuire ad aiutare i cani ucraini. Come fare? Su Facebook è disponibile un link al dal quale copiare una lettera di protesta contro le autorità del Paese. Il testo deve essere spedito all'indirizzo mail: cisternino_andrea@yahoo.com. Questo è il link per accedere alla pagina Facebook dedicata all'iniziativa in favore dei randagi ucraini:
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=262319607143665&set=a.121696977872596.7666.121691147873179&type=3&theater. (21 ottobre 2011)

LA NORMA SULLA SPERIMENTAZIONE FRUTTO DELLA GRANDE SENSIBILITÀ ANIMALISTA DEL PARLAMENTO


Basilio Catanoso, Fiorella Ceccacci Rubino, Paola Frassinetti, Gabriella Giammanco, Gianni Mancuso, Barbara Mannucci, Manuela Repetti e il relatore in Commissione della Legge Comunitaria, Michele Scandroglio. Sono loro che hanno propiziato il via libera all'emendamento alla Legge Comunitaria 2011 che ha chiuso con gli allevamenti "alla Green Hill". La nuova norma, il cui iter di approvazione - ricorda l'Enpa - è agli inizi, nasce anche dalla spiccata sensibilità e dal grande impegno di autorevoli esponenti della compagine governativa che si sono adoperati attivamente per tutelare realmente gli animali, in Italia come all'estero. «Naturalmente ringrazio i parlamentari che hanno proposto l'emendamento e tutti i deputati che lo hanno sostenuto in Commissione - dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa -. Ma ringrazio anche, tra gli altri, il Ministro Frattini, il Ministro Brambilla e il Sottosegretario Martini che più di una volta sono intervenuti per denunciare e portare a soluzione gravissime situazioni di illegalità a danno degli animali. E che, grazie al loro impegno, hanno contribuito a diffondere la sensibilità animalista nel nostro Paese.» (20 ottobre 2011)

SPERIMENTAZIONE ANIMALE. CON LA COMUNITARIA PASSO AVANTI PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI


L'Enpa esprime soddisfazione per la votazione con cui il Parlamento ha deciso lo stop agli allevamenti di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione, e per le altre misure finalizzate ad incentivare le pratiche sostitutive. «Mi auguro che il provvedimento varato alla Camera sia confermato anche in Senato e che gli allevamenti alla "Green Hill" diventino soltanto un brutto ricordo del passato», dichiara la presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che aggiunge: «ringrazio tutti i Deputati, tra cui l'onorevole Gabriella Giammanco, che hanno sostenuto e reso possibile il via libera all'emendamento alla Legge Comunitaria, e ringrazio anche il Ministro Brambilla che con la "Coscienza degli animali" sta contribuendo in maniera attiva a fare dell'Italia un Paese realmente "animal friendly". Auspico che nel prossimo futuro si possa chiudere una volta per tutte con la sperimentazione animale e con le pratiche ad essa collegate, che sono causa di sofferenze per gli animali, tanto crudeli quanto inutili.» (19 ottobre 2011)

ENPA A FIANCO DI REGALONE E GREENSENSE, PROPONE "UN ALTRO MONDO": IL PRIMO COFANETTO "ESPERIENZIALE" CHE SOSTIENE PROGETTI SOLIDALI


Un Altro Mondo è il primo cofanetto che regala anche a chi lo riceve la straordinaria esperienza del dono: la possibilità di sostenere progetti promossi, con devozione e tenacia, dalle principali Onlus italiane nell'ambito della solidarietà, dell'ambiente, della ricerca e dell'assistenza al malato. Il cofanetto rappresenta, quindi, un acquisto solidale che permette di condividere la sensibilità verso gli altri e verso l'ambiente in un modo completamente nuovo, coinvolgente e appagante. "È stata proprio l'originalità di questa idea a spingere il Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo a imbarcarsi in questa pionieristica iniziativa", dichiara Marco Bravi, responsabile del Centro Comunicazione e Sviluppo Enpa, che prosegue "un modo innovativo che si sposa perfettamente con la filosofia di Enpa: rivolgersi a nuovi bacini di utenza per raggiungere anche persone non ancora vicine all'ambito animalista." La struttura del cofanetto è simile al resto della gamma RegalOne: al suo interno vi è una guida per scegliere l'associazione a cui devolvere il valore dello stesso e un buono da utilizzare sul sito www.regalone.it per attivare la donazione. Inoltre, per dare maggior valore al progetto, è possibile integrare l'importo con una propria libera donazione a favore della Onlus prescelta. Il cofanetto che sarà distribuito presso i principali negozi della Grande Distribuzione a partire da Ottobre ha tutte le caratteristiche adatte a divenire uno dei regali che maggiormente interpreta lo spirito del Natale. Clicca qui per scoprire in anteprima il contenuto del cofanetto. (19 ottobre 2011)

MACELLAZIONE RITUALE. L'ENPA: «CONTRARI, CAUSA ATROCI SOFFERENZE. PRESTO UNA PETIZIONE PER CHIEDERNE LO STOP»


L'Ente Nazionale Protezione Animali presenterà, a breve, una petizione nazionale con cui chiederà lo stop alla macellazione rituale che avviene senza il preventivo stordimento degli animali. «La legge italiana - spiega l'Enpa - prevede che ci sia lo stordimento preventivo; la macellazione rituale, invece, rappresenta una eccezione a questo principio generale, resa possibile da una precisa deroga legislativa di cui beneficiano le comunità ebraica e musulmana. Noi riteniamo che tale deroga sia crudele e inaccettabile poichè costringe un essere senziente a vivere fino in fondo lo strazio della propria morte.» L'obiettivo dell'Enpa, dunque, non è teso a discriminare le religioni, ma esclusivamente a tutelare gli animali da inutili e crudeli sofferenze. Del resto, in alcuni Paesi di religione islamica - la Malesia, ad esempio - è ammesso lo stordimento preventivo come forma di "gentilezza", di "pietas". Il nostro Paese dovrebbe, quindi, seguire l'esempio di questi Paesi e dell'Olanda dove, proprio di recente, il Parlamento ha messo al bando la macellazione senza stordimento preventivo. «Naturalmente - conclude l'Ente Nazionale Protezione Animali - noi siamo contrari al consumo di carne e riteniamo che le scelta vegetariana o vegana sia l'unica realmente in grado rispettare gli animali; una scelta che, come dimostrano numerosi autorevoli studi, protegge la nostra salute da numerosissime patologie, anche mortali.» (18 ottobre 2011)

ANIMALI. DALL'EUROPA IN ARRIVO LEGGI ANTI-CRUDELTÀ PER I RANDAGI. PLAUSO DELL'ENPA


«Un grazie davvero sentito a tutti quei parlamentari europei che, con la loro determinazione, hanno prodotto la Dichiarazione Scritta sulla gestione della popolazione canina nell'Unione europea. Con questo atto l'Europa invita i Paesi membri ad allineare la loro azione di tutela degli animali agli standard dei Paesi più avanzati dichiarando l'inaccettabilità di fenomeni quali le perreras spagnole e le uccisioni sistematiche che caratterizzano tristemente molti Paesi dell'Est.» Lo dichiara il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che aggiunge: «Un grazie particolare all'eurodeputato Andrea Zanoni per la determinazione con cui ha condotto la battaglia che ha consentito di pervenire a questo importante risultato. Un grazie altrettanto speciale al nostro Ministro degli Esteri, Onorevole Franco Frattini, che mostra concretamente come la sua attenzione per gli animali rappresenti una costante della sua sensibilità umana e del suo agire politico, a conferma che il tema della tutela degli animali occupa, con pari dignità, lo spazio dell'agenda politica.» (17 ottobre 2011)

MENSE VEGAN NELLE SCUOLE, SONO SEMPRE DI PIÙ


Aumenta il numero delle scuole d'infanzia e degli asili nido che aprono alla dieta vegan. La prima new entry è la scuola olistica di infanzia "Bolle di Sapone", a Pavia, che offre servizi di asilo nido, materna e, a breve, elementare. I menù, approvati dalla Asl, oltre ad essere a base di cibi biologici e vegetali, sono anche 100% vegan. La seconda, invece, si trova a Treviso (con sedi a Ponte di Piave e Salgareda) ed è gestita dalla cooperativa "baby school". (17 ottobre 2011)

ABOLIRE LE DETRAZIONI: L'ONOREVOLE LUPI PERDE UN'OTTIMA OCCASIONE PER TACERE


«L'Onorevole Lupi sembra avere individuato la soluzione finale ai problemi economici del nostro Paese. Quale la brillante trovata? Abolire le detrazioni per le spese veterinarie certificate. Nel porre l'alternativa bambini - animali, l'Onorevole Lupi non è il primo nè il più originale. Dovrebbe sapere, ma evidentemente lo ignora, che nella maggior parte delle famiglie italiane bambini e animali convivono felicemente e che ogni detrazione di spesa, per un animale, è anche un vantaggio per i bimbi con cui si trova a convivere. Vale la pena di ricordare che la detrazione è di modestissimo importo. La cifra complessiva per un anno non arriva al gettone di presenza giornaliero di un parlamentare, peraltro parte minore del costo giornaliero complessivo.» Lo dichiara il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che aggiunge: «Gli animali, inoltre, sono anche spesso un vero "sostegno sociale" a famiglie e a persone che hanno, da queste presenze, aiuto e conforto che lo Stato, e soprattutto esponenti politici affini nella sensibilità all'onorevole Lupi, sembrano non essere in grado nè di valutare nè di garantire. In realtà il nostro appello a non infierire con detrazioni dall'efficacia risibile, volte solo a penalizzare le famiglie meno abbienti che hanno animali, è rivolto al Ministro Tremonti e alle persone all'interno del governo - a partire dal Ministro Frattini, dal Ministro Brambilla e dal Sottosegretario Martini, di grande sensibilità animalista - dal cui impegno collettivo dipenderà, più che dalle boutades dell'onorevole Lupi, la possibilità di continuare a garantire le cure agli animali da compagnia da parte di quelle famiglie già sufficientemente penalizzate dalla crisi economica che non sembra avviata a soluzione.» (13 ottobre 2011)

PARCHI, ENPA E WWF, RISCHIO DI DEREGULATION VENATORIA. UNA BUONA NOTIZIA IL RITIRO DEL SUBEMENDAMENTO "SPARATUTTO" DEL SEN. MOLINARI


"Abbiamo portato alla Commissione Ambiente del Senato la nostra più viva preoccupazione in merito agli esiti del disegno di legge n.1820 di riforma della legge nazionale sui parchi n.394/91 in modo particolare sugli aspetti della governance degli enti parco e su quelli venatori. Questi ultimi rischiano di configurare una nuova deregulation della caccia nel nostro Paese". Lo hanno dichiarato i rappresentanti dell'Enpa e del WWF al termine delle audizioni tenutasi oggi presso la XIII Commissione di Palazzo Madama. "Nel ventesimo anniversario della nascita della legge quadro sulle aree protette ci saremmo aspettati un accurato bilancio dei punti critici di questa grande normativa, uno dei pilastri della legislazione ambientale italiana. Purtroppo, ancora una volta l'attenzione del legislatore si è concentrata soprattutto sull'attività venatoria, magari sotto le spoglie del controllo faunistico e nulla dovrebbe essere più lontano dalle doppiette del patrimonio di biodiversità che le aree protette tutelano. Registriamo con soddisfazione la dichiarazione fatta oggi dal relatore, il sen. Orsi, che ha confermato la volontà di chiedere il ritiro del subemendamento Molinari, che, cancellando il sistema di regole previsto dalla legge nazionale 157/92 "Tutela della fauna e regolamentazione della caccia" prevede l'esercizio del controllo faunistico senza vincoli nè condizioni di tempo, di luogo, di specie, di selettività … una vera attività venatoria in regime di deregulation su tutto il territorio nazionale". "Per quanto attiene alla governance degli enti parco abbiamo fatto rilevare come le proposte di modifica non vadano a volte nella direzione auspicabile di migliorarne la gestione quanto invece verso un'eccessiva politicizzazione dei parchi. È altresì grave la proposta di esclusione del mondo scientifico e la restrizione della componente ambientalista dal consiglio direttivo delle aree protette". "Consideriamo utile ed interessante il confronto avviato oggi con il Parlamento dalle nostre associazioni. Questo paese ha bisogno di rafforzare la politica delle aree protette, non ha nessun bisogno di delegare alle doppiette il patrimonio faunistico". (13 ottobre 2011)

IN LIBRERIA IL NUOVO DIZIONARIO DELLA SONDA, "40 ANIMALI E LE LORO EMOZIONI"


La Terra ospita 8,7 milioni di specie viventi, di cui ben 7,8 appartengono al regno animale: una ricchissima compagnia per noi esseri umani, che però raramente ci sforziamo di capire, tutelare e rispettare. Li ignoriamo o sfruttiamo, anche perchè sappiamo poco o nulla di come vivono e delle loro emozioni. Questo dizionario bilingue delle emozioni animali, racconta il comportamento e gli stati d'animo di ben 40 animali, domestici - come cani e gatti -, da fattoria - mucche e maiali, selvatici (lupi e squali). Un'ampia rassegna di notizie, curiosità, aneddoti e dati scientifici, dalla penna del più autorevole esperto del mondo nel campo dell'emotività animale. Dalla A di Anatre alla Z di Zebre, un pratico e godibile dizionario per tutta la famiglia, che illustra le caratteristiche principali, fisiche ed emotive, dei nostri «coabitanti» e ci insegna a conoscerli e ad apprezzarli nella loro individualità. E scoprire così come cantano i polli e come danzano i maiali. L'autore, Jeffrey M. Masson, (Chicago, 1941), esperto di psicanalisi riconosciuto a livello mondiale, è stato responsabile degli archivi Freud; in seguito, il suo interesse si è spostato sulle capacità psicologiche degli animali non-umani, ed è diventato un vero difensore dei diritti animali. Ha scritto numerosi saggi sulle abitudini esulle emozioni degli animali (domestici, selvatici e da fattoria), che hanno venduto milioni di copie e sono stati tradotti in numerose lingue. Vegano convinto, è fermamente contrario a ogni forma di sfruttamento animale, inclusi la sperimentazione sugli animali, la detenzione (anzi, ogni forma di cattività) negli zoo o nei circhi, l'utilizzo di pelli, pellicce, lana e seta. Le vignette sono di Silvia Ziche, fumettista e illustratrice, che ha pubblicato le prime tavole su «Linus» nel 1987. Approda poi sulle pagine di «Cuore», Smemoranda, «Topolino», Comix. Silvia alterna la scrittura di lunghe storie a puntate all'ideazione di strisce e vignette. (12 ottobre 2011)

ANIMALI. IN ARRIVO LA FORMAZIONE DI QUALITÀ PER I DOGSITTER


Diciannove ore di lezioni d'aula, trenta ore di tirocinio presso le strutture Enpa, un esame finale che prevede test a risposta multipla e una verifica orale. È questo il programma del corso di formazione per dogsitter e catsitter, organizzato a Torino (presso il rifugio di via Cuorgnè) dall'Ente Nazionale Protezione Animali. Ma non è tutto. Il "piano di studi", infatti, prevede anche insegnamenti mirati sia per gli housesitter, che assistono gli animali a casa, sia per i taxisitter che accompagnano i quattrozampe alle visite veterinarie o alle tolettatura. Il via alle lezioni è previsto per il 24 ottobre con il primo incontro dedicato alle nozioni di medicina legale e proseguirà nelle settimane successive con i moduli sull'etologia, sul galateo canino, sul Pronto Soccorso. «L'obiettivo di questa iniziativa, è di colmare un pericoloso vuoto "formativo", poichè fino ad oggi il dogsitting è stato svolto in modo improvvisato», spiega il presidente dell'Enpa di Torino, Giovanni Pallotti, illustrando le finalità dell'iniziativa. «Con conseguenze spesso tragiche - prosegue Pallotti - come nel caso di quel ragazzo che a luglio prima ha provocato la morte di due cani, tenendoli chiusi in automobile, poi ne ha gettato le spoglie nel Po.» Fare il dogsitter non significa portare a passeggio i cani per una quarantina di minuti; significa imparare a conoscerne il linguaggio, non solo per garantire loro una passeggiata piacevole e rilassante, ma, soprattutto, per prevenire possibili situazioni di pericolo. «Ci sono molti casi in cui i quattrozampe lanciano segnali di allerta che una persona inesperta non riesce a decodificare - prosegue il presidente dell'Enpa di Torino -. Ad esempio, se il nostro cane "saluta l'incontro a distanza con un suo simile" abbassando la testa e rimanendo parallelo al terreno o spostando il baricentro all'esterno del proprio conduttore, quasi a disegnare una esse con il corpo, questo significa che tale incontro non è gradito. E che in caso di un ulteriore avvicinamento, i due animali potrebbero scontrarsi.» Per i proprietari dei quattrozampe, inoltre, rivolgersi a dogsitter "certificati" Enpa vuol dire affidare i loro compagni di vita a persone competenti ed equilibrate, che posseggono tutte le competenze necessarie ad assicurarne il benessere e l'incolumità. (12 ottobre 2011)

L'ENPA SALUTA L'ELEZIONE DI MARCO MELOSI ALLA PRESIDENZA DELL'ANMVI


L'Enpa esprime grande soddisfazione ed apprezzamento per la scelta dell'Anmvi - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani - che, nella seduta del 7 ottobre scorso ha individuato il Dott. Marco Melosi quale suo nuovo Presidente Nazionale. Nell'esprimere grande apprezzamento anche per le scelte dei Vice Presidenti e degli organismi statutari e gestionali dell'Associazione, Enpa rileva che, per la prima volta, esiste all'interno del direttivo Anmvi uno specifico riferimento alla medicina comportamentale, ruolo egregiamente ricoperto da uno dei Vice Presidenti, il Dott. Colangeli. Enpa ribadisce la disponibilità collaborativa che ha negli anni contraddistinto i rapporti tra le due Associazioni e rinnova agli eletti, ed in particolare al Presidente Melosi, i più vivi complimenti e gli auguri di buon lavoro. (11 ottobre 2011)

LIBIA. L'ENPA VOLA A TRIPOLI PER AIUTARE GLI ANIMALI DELLO ZOO


Quattro bancali di mangimi a uso veterinario - alimenti medicati per curare alcune patologie animali (disfunzioni renali o cardiologiche, ad esempio) - e un bancale di farmaci veterinari (antibiotici, soprattutto), messi a disposizione dalla Demas, impresa di Roma specializzata nella distribuzione e commercializzazione di farmaci veterinari. È questa una parte del prezioso carico partito questa mattina da Pratica di Mare (Roma) a bordo di un C 130 dell'aeronautica militare che nelle prossime ore atterrerà a Tripoli per riportare in Italia 25 feriti libici, vittime degli scontri che ancora proseguono nel Paese.
I cinque bancali di aiuti, per un peso complessivo di oltre una tonnellata, saranno consegnati dal direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri, anch'essa a bordo del C 130, al personale medico dello zoo di Tripoli e serviranno ad alleviare le sofferenze degli oltre 700 animali (appartenenti a più di 50 specie diverse) che si trovano all'interno della struttura. Come già denunciato dalla Protezione Animali nelle scorse settimane, molti di loro, dopo il coinvolgimento della capitale libica negli scontri, si sono venuti a trovare senza cibo nè acqua, e senza la necessaria assistenza richiesta dalla condizione di cattività.
«Ringrazio di cuore il Ministro Frattini, che, ancora una volta ha avuto, pur nella difficilissima contingenza internazionale, un pensiero per gli animali. Ringrazio anche lo staff del Ministero degli Affari Esteri, la Cooperazione Italiana ed il Comando Operativo di vertice Interforze che hanno reso possibile la consegna degli aiuti, e la Demas che, oltre ad avere messo a nostra disposizione più di una tonnellata tra medicine e generi di prima assistenza, ha curato l'aspetto logistico dell'operazione, consegnando il materiale all'aeroporto di Pratica di Mare.», dichiara Ilaria Ferri che prosegue: «L'obiettivo del nostro intervento, iniziato già nei giorni scorsi con una donazione all'Ifaw (International Fund for Animal Welfare) già presente sul territorio, non è di sostenere una struttura di cattività, ma di contribuire a risolvere una situazione di gravissima emergenza. I 700 animali dello zoo di Tripoli, infatti, si trovano a pagare sulla loro pelle il prezzo non soltanto della loro prigionia ma anche dell'involontario coinvolgimento nelle vicende umane.»
E la gara di solidarietà internazionale per i "700 di Tripoli" ha prodotto anche un altro risultato. «Posso dire che per loro si è aperto anche un altro spiraglio - conclude Ferri -. Non appena sarà risolta la situazione strettamente emergenziale, molti degli animali dovrebbero essere restituiti alla natura e rilasciati all'interno di alcuni santuari.»
Se l'operazione è andata a buon fine, il merito è anche della Demas che ha predisposto gli aiuti a tempo di record. «La Demas, presente sul territorio dal 1969, è sempre stata sensibile ai bisogni dei grandi e piccoli amici animali - dichiara Remo Foglietti, titolare della ditta romana -. D'altra parte sono proprio loro che ci hanno permesso di diventare un punto di riferimento nel nostro settore. Quindi non potevamo certo rimanere indifferenti di fronte alla sofferenza dei 700 animali di Tripoli. Grazie al supporto logistico del Ministero degli Affari Esteri, a cui va la nostra gratitudine, siamo riusciti a concludere l'intera operazione in soli quattro giorni. Sapere di essere riusciti, in soli quattro giorni, ad organizzare l'invio degli aiuti ci riempie d'orgoglio. Ma soprattutto ci riempie d'orgoglio sapere che il nostro gesto potrà contribuire a salvare molte vite innocenti.» (11 ottobre 2011)

IL GOVERNO NON IMPUGNA LA LEGGE DELLA LOMBARDIA SULLE DEROGHE. LE ASSOCIAZIONI: "FATTO GRAVISSIMO"


«Riteniamo gravissima ed ingiustificabile la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri di rinunciare in extremis a impugnare la legge palesemente illegittima della Regione Lombardia sulle deroghe di caccia, nonostante l'Unione Europea abbia già di recente annullato con un provvedimento eccezionale un analogo atto legislativo della Regione stessa», dichiarano le associazioni Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf, che proseguono: «Le trionfalistiche dichiarazioni del ministro Calderoli, che rivendica e si compiace dell'uccisione di piccoli uccelli - peppole, fringuelli, pispole, frosoni e storni - sono il segno di un'estrema debolezza: la preparazione della campagna elettorale a danno degli animali selvatici tutelati nel continente, contro l'Europa e le sue regole, contro la Costituzione. Infatti, Calderoli, nell'affermare che la competenza sull'attività venatoria deve spettare alle Regioni e non più allo Stato, ignora volutamente l'articolo 117 della Costituzione, che - come ribadito ripetutamente dalle sentenze della Corte Costituzionale - attribuisce allo Stato la competenza legislativa esclusiva sull'ambiente e sull'ecosistema e, dunque, sulla fauna. Chi pagherà in futuro, quando l'Unione Europea aprirà una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia, dopo aver pronunciato solo un anno fa una condanna durissima nei nostri confronti? Gli italiani e soprattutto i cittadini lombardi sappiano che ogni sanzione pecuniaria peserà su di loro.» (6 ottobre 2011)

IN LIBRERIA "I CANI LO SANNO - ELOGIO DELLO SGUARDO RASOTERRA" DI ANDREA SCANZI


"I cani lo sanno" è l'ultimo lavoro dello scrittore Andrea Scanzi. Il libro, pubblicato dall'editore Feltrinelli, sarà presentato a Roma martedì 11 ottobre (La Feltrinelli libreria, Via del Babuino 39/40 con inizio alle ore 18) e a Firenze mercoledì 12 ottobre (La Feltrinelli libreria, Via dei Cerretani 30/32 con inizio alle ore 18. In entrambi gli appuntamenti sarà presente l'autore in compagnia di Luisella Costamagna (a Roma) e Claudio Ripoli (a Firenze). Di seguito si riporta la descrizione del libro tratta dal sito www.feltrinelli.it.

"Non essendo umani, ci insegnano a esserlo. I cani sono ancora e bussola di ciò che insegui. Frenano al tuo posto. Guidano quando sei ubriaco. Ti riportano a casa. Sono la casa. È tutta questione di sguardi. È sempre stato così. Il nostro - quello degli umani - è proiettato in avanti, spesso miope, quasi sempre selettivo. Il loro - quello dei cani - è ancorato al suolo, grandangolare, spalancato su un mondo dove niente è mai di troppo. Ed è il loro punto di vista basso, umile, mai servile, stoicamente onnipresente che ci insegna a essere umani. Andrea Scanzi racconta delle sue Labrador, Tavira e Zara: delle loro abitudini, delle loro peculiarità, delle avventure di cui sono protagoniste. Ci sono categorizzazioni, e tipologizzazioni (cane bonsai, cane Springsteen, cane camionista), che finiscono per evocare quello che Shakespeare chiamava "il catalogo degli uomini". Ribaltato, però. Ci sono il sesso, le malattie, l'intelligenza emotiva. Un mondo in cui si ride, molto, e ci si commuove, non di rado. In Tavira e Zara, e in tutti i cani che a loro si accompagnano, si riflette la comunità umana e lì si scopre fragile e potente, sconsiderata e ottusa. Forse anche felice. Felicemente animale. (6 ottobre 2011)

GIORNATA DEGLI ANIMALI, IL PRESIDENTE NAZIONALE DELL'ENPA RISPONDE ALL'ANMVI


Pubblichiamo la risposta del presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, a Sandro Barbacini, presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, in merito alla Giornata degli Animli, che si è svolta l'1 e 2 ottobre 2011. Di seguito anche la lettera inviata all'Enpa dal presidente Barbacini.

Gentile Presidente, nel rispondere alla Sua cortese lettera concordo con Lei che "a scarseggiare sono … le risorse per il soccorso degli animali senza proprietario, per i quali Asl e Comuni troppo spesso si palleggiano la responsabilità". È proprio per sopperire sia pur in minima parte a tali carenze, particolarmente diffuse in ampie aree del nostro territorio nazionale e destinate ad aggravarsi a causa del difficile momento della nostra economia, che Enpa intende dotarsi, all'interno di alcune sue strutture, di quei presidi veterinari che non si renderebbero necessari qualora le funzioni previste dalla legge vigente venissero svolte dai soggetti a tal fine individuati.
Non è nei nostri programmi nè corrisponde alla nostra mission operare in maniera diversa.
Non di spreco quindi si tratta, gentile Presidente, ma di necessità imposta da carenze altrui, che ci auguriamo l'Anmvi, forte della propria autorevolezza e della capillare diffusione sul territorio, certo si adopererà per correggere.
Anche noi auspichiamo regole certe, ma soprattutto e finalmente il pieno coinvolgimento della veterinaria pubblica nell'applicazione della legge, il che solleverebbe Enpa da incombenze tanto gravose quanto, certo, non ricercate.
Solo per conoscenza Le comunico che, a collaborare a vario titolo con Enpa nella cura degli animali assistiti dall'Associazione, e comunque sempre all'interno del circuito associativo e con modalità certificata, sono attualmente 370 medici veterinari. Un contributo non piccolissimo all'esercizio concreto della professione, collaborazione che viene esercitata con reciproca soddisfazione.
Confermo la volontà collaborativa dell'Enpa, del resto già felicemente sperimentata con Anmvi, e La prego di gradire i migliori saluti
Carla Rocchi
Presidente Nazionale Enpa


Gentile Presidente,
sull'iniziativa in oggetto, l'ANMVI, ritenendo legittimo raccogliere fondi per finalità protezionistiche, desidera osservare che la solidarietà degli italiani sensibili agli animali non vada sprecata nella costruzione di ambulatori veterinari che in Italia sono già in sovrannumero. Sono altre, infatti, le carenze.
Si fa notare che in Italia sono attive circa 6.700 strutture veterinarie capillarmente ubicate su tutto il territorio nazionale e che le strutture aperte 24 ore, o con reperibilità 24 ore, sono già presenti in numero adeguato ad affrontare le emergenze veterinarie.
A scarseggiare sono semmai le risorse per il soccorso degli animali senza proprietario, per i quali Asl e Comuni troppo spesso si palleggiano la responsabilità della spesa, senza dotarsi di risorse certe per rifondere il medico veterinario libero professionista che ha prestato le cure salvavita. In proposito l'ANMVI è disponibile a collaborazioni.
È opinione dell'ANMVI che - a seguito dell'introduzione dell'obbligo di soccorso stradale nel nuovo Codice della Strada - tardi anche ad arrivare il completamento normativo dell'obbligo che dovrà consentire l'impiego di mezzi per il trasporto dell'animale incidentato e, auspicabilmente, un coordinamento dei soggetti in azione. La medicina veterinaria d'urgenza è una branca specialistica che richiede, oltre ad una costante attività di aggiornamento veterinario, una dotazione tecnologica e strutturale adeguata. Allo stato si fa ancora troppa confusione fra il primo soccorso e il pronto soccorso. Mentre la prima attività deve essere intesa come un'attività di primo intervento, possibile se non indispensabile in alcune situazioni anche da parte di chi ha provocato l'incidente (cfr. Linee guida di primo intervento diffuse dall'ANMVI, in collaborazione con la SIMUTIV, la Società di Medicina Veterinaria d'Urgenza), la stabilizzazione del paziente incidentato non può che essere svolta da una struttura medico veterinaria autorizzata, in grado di riferire - eventualmente - l'animale ad altra struttura specialistica in caso di necessità.
Auspicando per il futuro di essere consultati relativamente a progetti di natura veterinaria e disponendoci alla più serena collaborazione, porgiamo distinti saluti.
Dott. Sandro Barbacini
Presidente ANMVI
Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani


(5 ottobre 2011)

PASSA AL SENATO LEGGINA SALVA-BRACCONIERI. LAC ED ENPA "LA CAMERA NON SANCISCA SPEREQUAZIONI TRA CACCIATORI REGOLARI E SCORRETTI"


Passa al Senato il disegno di legge n. 2422 (primi firmatari i senatori leghisti Sergio Divina, trentino, e Mario Pittoni, friulano) volto a dare un'interpretazione di comodo alla legge statale 157/92 in materia di caccia per sanare la situazione di un gruppo di cacciatori multati (singolare analogia con i favori per le quote latte … ). Scopo dichiarato del Ddl, infatti, era quello di fornire un appiglio giuridico per regolarizzare la posizione di alcune centinaia di cacciatori alpini, sanzionati principalmente in Emilia e in Toscana, per avere violato la regola dell'"opzione di caccia in via esclusiva". In sostanza, attualmente, chi esercita per un'intera stagione la caccia in forma vagante nelle Alpi non potrebbe praticare altre forme di caccia (esempio da appostamento, o in zone appenniniche, ecc.) nè nella propria regione, nè nelle altre. Alcuni cacciatori però, in attesa di questa sorta di sanatoria clientelare "ad personas", hanno ricevuto nei mesi scorsi le sanzioni previste dall'art. 31-lett. a) della legge 157/92 (importo di 412 euro ed obbligo di segnalazione al questore per la sospensione della licenza per un anno) per aver cacciato in altre regioni ed al di fuori dei comprensori alpini, oltre che per aver cacciato nella stessa stagione anche nel territorio alpino della Provincia di Trento. Bastava fare "autocertificazioni" fuori dal Trentino, o semplicemente omettere di dichiarare la scelta esclusiva per la caccia alpina appena effettuata, e la furbizia era bella e pronta per poter praticare altre forme di caccia in altre Regioni, alla faccia di quei cacciatori che rispettano la legge. «Diamo atto ai senatori radicali, a quelli dell'IDV, e al sen. Della Seta (PD) di essersi opposti a questo scempio del diritto - commentano Lac ed Enpa - , compiuto per favorire una frangia di cacciatori multati dopo le inchieste degli organi di vigilanza. Confidiamo che la Camera non ratifichi questa leggina-vergona "salva-furbi".» (5 ottobre 2011)

CACCIA, SANATORIA IN SENATO A FAVORE DI CHI VIOLA LA LEGGE. LE ASSOCIAZIONI: "OFFESA ALLA LEGALITÀ E AL DIRITTO"


Caccia, sanatoria in Senato a favore di chi viola la legge Brutta pagina legislativa, offesa alla legalità e al diritto Chiediamo a tutti i Senatori della Repubblica di opporsi alla leggina n. 2242 a firma dei Senatori della Lega Nord Divina e Pittoni che domani sarà in discussione nell'aula di Palazzo Madama: una leggina "di autentica interpretazione" che per salvare dalle multe alcune centinaia di cacciatori trentini, non esita a modificare la normativa nazionale sulla tutela della fauna e regolamentazione della caccia". Questo è l'appello che l'Ente Nazionale Protezione Animali, LIPU e WWF rivolgono al ramo alto del parlamento, preoccupati per le conseguenze che una approvazione avrebbe non solo dal punto di vista giuridico. "La legge 157/92 parla chiaro: stabilisce, infatti, il principio della opzione esclusiva di caccia, vale a dire la possibilità per chi spara di poter esercitare una sola delle forme di attività venatoria previste: o vagante in zona alpi, o da appostamento fisso, o nell'insieme delle altre forme consentite. I cacciatori trentini in questione erano stati multati perchè avevano esercitato la caccia in alte regioni, pur avendo scelto quella in zona alpi. Non può sfuggire a nessuno che tentare di "salvare" da sacrosante multe chi ha violato le norme rappresenta una autentica ingiustizia anche nei confronti di chi, svolgendo attività venatoria, osserva le regole. Non vorremmo che pure nell'attività venatoria si perseguisse la politica dei condoni, odiosi per l'opinione pubblica, deleteri per il senso collettivo della legalità e magari portati avanti con una ferita alla legge nazionale." (4 ottobre 2011)

TRASPORTO DI ANIMALI VIVI. L'ENPA: «ABOLIRLI, CAUSANO ATROCI SOFFERENZE AGLI ANIMALI.»


«Pur apprezzando la volontà del Ministero della Salute e della Polizia di serrare le maglie contro la violazione delle norme che disciplinano il trasporto di animali vivi, l'unico modo per evitare ulteriori, inutili sofferenze agli animali è quello di metterne al bando i trasporti internazionali.» Questo il commento dell'Ente Nazionale Protezione Animali in merito al protocollo d'intesa firmato oggi proprio dalla Polizia di Stato e dal ministero della Salute. «Su bovini, ovini, suini, avicoli, equidi e conigli che ogni giorno attraversano il continente europeo pende una doppia condanna - prosegue l'Enpa -. Ad aspettarli, infatti, non c'è soltanto il mattatoio. C'è anche un viaggio estenuante nei rimorchi dei camion dove vengono ammassati per molte ore e per centinaia di chilometri. Sono previste, è vero, delle pause ma si tratta di semplici palliativi che non eliminano nè la sofferenza il maltrattamento che essi sono costretti a sopportare.» «L'unico modo per garantire realmente il benessere degli animali - conclude l'Enpa - è quello di fermare per sempre i trasporti della morte ma, soprattutto, di chiudere una volta per sempre con il consumo di carne che è alla base che rappresenta il vero motivo per cui essi vengono movimentati da una parte all'altra del continente europeo.» (3 ottobre 2011)

SETTIMANA DEL VEGETARISMO. L'ENPA: "UNA SCELTA ETICA CHE PERMETTE DI RAZIONALIZZARE LE RISORSE DEL PIANETA"


Dalla fame al riscaldamento globale, dalle malattie all'uso sostenibile delle risorse. Il vegetarismo, secondo l'Enpa e molti autorevoli studiosi è la chiave di Volta per risolvere molte delle situazioni emergenziali del pianeta. "Solo il 20% della popolazione mondiale ha regolare accesso alle risorse alimentari - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa - mentre il 26% della superficie terrestre è letteralmente invaso dagli allevamenti, ai quali è imputabile l'emissione del 18% dei gas serra, la distruzione di milioni di ettari di foreste e la perdita di biodiversità, nonchè la produzione annua di 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni". "Per mantenerli si sperpera una grandissima quantità di risorse - aggiunge Ferri -: occorrono più di 16 chili di foraggi per produrre un chilo di carne. Inoltre, stando a quanto riferito dalla Fao, occorrono circa 15mila litri di acqua per produrre un chilo di carne e appena 2mila per ottenere la stessa quantità di grano". Ma non è soltanto una questione economica. Il vegetarismo, infatti, allunga la vita e ne migliora la qualità. Una ricerca inglese durata 12 anni, che ha interessato un campione di oltre 60mila persone ed è stata pubblicata sul British Journal of Cancer, ha dimostrato che i vegetariani hanno meno probabilità di ammalarsi di tumore rispetto a chi mangia carne. I risultati sono impressionanti: i vegetariani hanno il 45% di probabilità in meno di sviluppare il cancro del sangue (leucemia e altri tipi) e il 12% di probabilità in meno di manifestare un qualsiasi tipo di tumore. Chi consuma molta carne - due volte al giorno, per esempio (un panino col prosciutto a pranzo e una bistecca a cena) - vede aumentare del 35% il rischio di ammalarsi di cancro all'intestino. "A molti può sembrare strano ma la carne può essere un nemico della nostra salute - aggiunge Ferri -. Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato l'esistenza di una stretta correlazione tra un regime alimentare a forte contenuto di grassi saturi di origine animale e molte patologie, tra cui il cancro. I vegetariani, invece, non solo non vengono colpiti dai tumori dell'apparato digerente, ma sono meno soggetti anche ad altre alle malattie come diabete, trombosi, osteoporosi, artrite, malattie renali, obesità e ipertensione. La dieta vegetariana, inoltre, contribuisce a mantenere pulite le nostre coronarie e, di conseguenza, a prevenire il 97% delle cardiopatie." (3 ottobre 2011)

PESCA. PER L'ITALIA SI AVVICINA LA MAXIMULTA


Un'altra tegola in arrivo per le tasche degli italiani. Se entro due mesi dal ricevimento della lettera della Commissione Europea l'Italia non rispetterà il divieto europeo di fare uso delle reti da posta derivanti, tra cui le spadare, gli italiani potrebbero essere costretti a pagare una multa salatissima. «Il nostro Paese - spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri - era già stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea nel 2009, ma da allora, come certifica la Commissione, non è stato fatto nulla per rispettare gli obblighi imposti dalla normativa europea sebbene giaccia presso l'ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente la nostra proposta di decreto per salvare gli animali e salvarci dalle multe.» Recenti ispezioni nei nostri mari hanno, infatti, evidenziato che non ci sono stati miglioramenti significativi rispetto alla situazione esistente prima della sentenza della Corte. Al contrario è emerso che "l'uso illegale delle reti da posta derivanti è assai diffuso in Italia e che i provvedimenti adottati dalle autorità nazionali non sono sufficienti né abbastanza efficaci per scoraggiare il ricorso a questo metodo di pesca". «L'Enpa - prosegue Ferri - ha più volta denunciato il colpevole disinteresse del nostro governo su questa materia. A pagarne le conseguenze sono stati e sono, in prima istanze, gli abitanti del mare, le reti da posta derivanti catturano oltre l'80% delle specie accessorie e causano la morte di migliaia di cetacei e tartarughe, ma anche gli italiani che, in un momento non certo propizio per l'economia, si troveranno a pagare un altro, assurdo, balzello.» (2 ottobre 2011)

1 E 2 OTTOBRE 2011 TORNA LA GIORNATA DEGLI ANIMALI ENPA. AIUTATECI A CURARLI PIÙ TEMPESTIVAMENTE CON UN SMS AL 45501 DAL 15 SETTEMBRE AL 10 OTTOBRE 2011


L'Ente Nazionale Protezione Animali Onlus - è la più grande associazione italiana di tutela animali presente sul territorio con oltre 150 sezioni e più di 4.000 volontari operativi. Si interessa di ogni specie animale, promuovendone la tutela e la salvaguardia in base alle normative vigenti, proponendo interventi legislativi per la loro protezione ed operando in prima persona con strutture di soccorso ed accoglienza di animali randagi, selvatici o abbandonati. La prevenzione dell'abbandono attraverso l'identificazione, la sterilizzazione e il supporto a strutture che ospitano gli animali quando se ne pone la necessità è fra gli obiettivi primari, insieme alla repressione del maltrattamento degli animali, anche attraverso l'ausilio delle Guardie Zoofile Enpa.

La Giornata degli Animali (GdA) è ormai da oltre un decennio l'appuntamento annuale più importante: vede ENPA presente nelle giornate del 1 e 2 ottobre in più di 200 piazze italiane, promuovendo ogni anno un'iniziativa di sviluppo. Nel 2011 la scelta è caduta su un argomento di particolare attualità: la creazione di nuovi ambulatori veterinari di primo soccorso per consentire ai volontari dell'Enpa di curare e assistere più tempestivamente gli animali bisognosi. Sancito dalle Leggi e dalle recenti norme introdotte sul Codice della Strada, esso si trova di fatto ancora affidato alla buona volontà e disponibilità del volontariato.

ENPA, pur stimolando il legislatore a fare la sua indispensabile parte (sono già state raccolte quasi 100.000 firme per l'istituzione di un 118 veterinario a livello nazionale), dispone già di alcune strutture di soccorso e con la GdA 2011 si pone l'obiettivo di potenziarle e crearne di nuove, anche attraverso unità mobili. Dal 15 settembre al 10 ottobre, con un SMS al 45501 è possibile donare a Enpa 2 euro da cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, Postemobile e COOPVoce. Chiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb si donano 2 o 5 euro; 2 euro da rete fissa TeleTu. Presso i banchetti si potrà trovare l'originale e simpatico ciondolo "insieme per sempre" simbolo della Giornata e l'anteprima del coloratissimo calendario Enpa 2012; in concomitanza con la Gda verrà lanciato il libro di Edoardo Stoppa "Per fortuna che ci sei" edito da Mondadori a sostegno di Enpa.

Per conoscere le piazze della Gda: www.enpa.it oppure www.comunicazionesviluppoenpa.org.

Per informazioni, ricevere le immagini o lo spot radio della Giornata:
Margherita Macagno tel. 0172.43.30.40 - 0172.42.51.30 dalle 09.00 alle 13.00, cellulare 331.5441536 fax 0172.42.28.93 o e-mail media@enpa.org - margheritamacagno@enpa.org
Nelle giornate del 1 e 2 Ottobre potrete contattare telefonicamente anche il responsabile nazionale comunicazione e Sviluppo ENPA Sig. Marco Bravi al 335.6097109. (27 settembre 2011)

MALTRATTAMENTO DI ANIMALI, IL MINISTRO FRATTINI SI SCHIERA CON I CANI DELLA SERBIA


Il nostro Ministro degli Esteri, Franco Frattini, è nuovamente intervenuto - dalle pagine del suo blog - in difesa degli animali. «Questa volta - scrive Frattini - le cattive notizie arrivano dalla Serbia, comune di Ponzega, a circa 200 km da Belgrado, dove sembrerebbe che un canile abbia iniziato a sopprimere gli animali nonostante il divieto delle leggi locali. Ho quindi chiesto al nostro Ambasciatore a Belgrado di raccogliere tutte le informazioni e di contattare i nostri amici serbi per sensibilizzarli alla preoccupazione che dall'Italia, dalle associazioni cinofile, è stata giustamente espressa verso simili pratiche.» «Molte persone e associazioni in Italia, in primis l'Enpa, si sono già attivate per pensare a possibili sistemazioni alternative dei cani e all'eventuale accoglienza nel nostro Paese. E sono certo che la Serbia non nasconderà la testa sotto la sabbia di fronte a simili barbarie, ma saprà dimostrare una comprensione e condanna che mi piacerebbe raccogliere anche in occasione della mia prossima visita a Belgrado il prossimo 12 ottobre» scrive ancora il ministro che conclude: «dobbiamo continuare a denunciare tutti i soprusi, in forma privata o chiedendo aiuto alle associazioni a tutela degli animali. È importante che tutti noi attiviamo una rete di tutela e di soccorso affinchè il principio del divieto di soppressione non passi con troppa disinvoltura. Il silenzio è il peggior nemico degli animali. Come voi sapete ho deciso di non stare a guardare, ma di denunciare e di far conoscere tutte le verità nascoste che si celano dietro i centri di accoglienza degli animali. Diffondiamo anche questa denuncia, e questa volta avremo dato una voce ai cani di Ponzega.» (27 settembre 2011)

CALA IL SIPARIO SULLA CORRIDA. L'ENPA: «NON NE SENTIREMO LA MANCANZA. CATALOGNA SIA DI ESEMPIO»


Con la fine della "stagione" 2011, cala definitivamente il sipario sulla corrida in Catalogna. Per l'Enpa si tratta di un evento epocale che chiude una brutta pagina della storia, segnata dal sangue di migliaia di tori torturati e uccisi per una presunta forma di divertimento. «Lo stop alla tauromachia è una grande vittoria di tutti gli animalisti nonchè un passo avanti - commenta l'Ente Nazionale Protezione Animali - che traccerà un percorso che ci auguriamo seguiranno altre comunità autonome dello Stato spagnolo. Il nostro auspicio è che da qui ai prossimi anni la corrida divenga off limits una volta per tutte.» Un esempio, dunque. Anche per il nostro Paese. «L'Italia - prosegue l'Enpa - avrebbe molto da imparare dal coraggio che hanno dimostrato parlamentari e cittadini catalani, i quali hanno avuto la lungimiranza di chiudere con la tauromachia, nonostante alcuni sostenessero che i combattimenti tra tori e uomini facessero parte della "tradizione" locale. Noi dovremmo essere altrettanto risoluti e dire no a tutte le manifestazioni e le sagre popolari che speculano sulla pelle degli animali, spesso a costo della loro stessa vita.» (26 settembre 2011)

SPERIMENTAZIONE ANIMALE, +7,9% IN SVIZZERA NEL 2010. MA A GENOVA I METODI SOSTITUTIVI SONO GIÀ UNA REALTÀ


Aumentano nella confederazione elvetica gli esperimenti sugli animali con il 2010 che ha segnato un preoccupante incremento del 7,9%. Lo sostiene Orizzonti il mensile edito in Svizzera dall'associazione Atra, impegnata da anni nella sostegno e nella promozione della ricerca cruelty free. E proprio alla sperimentazione sugli animali è dedicato il primo piano del numero di settembre che dedica un interessante focus al Larf (Laboratorio Analisi Ricerca di Fisiopatologia, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sezione di Patologia Generale, Università di Genova) dove, tra gli altri, le ricercatrici Anna Maria Bassi e Susanna Penco conducono la loro attività di ricerca utilizzando modelli sostitutivi della sperimentazione animale, come le colture in vitro. Risultati che sono stati oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche e che hanno dato il via a importanti collaborazioni con le imprese del settore chimico, farmaceutico e cosmetico. Per approfondire l'attività del Larf è possibile visitare la pagina web all'indirizzo www.larf.unige.it. (26 settembre 2011)

LA FEDERAZIONE DEI VETERINARI EUROPEI: «MACELLARE GLI EQUIDI PER GARANTIRNE IL LORO BENESSERE.» PER L'ENPA È UNA POSIZIONE SCONCERTANTE E INFONDATA


In Europa si discute circa l'opportunità di cambiare lo status degli equidi da "animali destinati alla macellazione", quindi alla catena alimentare dell'uomo, a quello di "animali da compagnia" ma la Federazione dei Veterinari Europei (Fve) interviene sull'argomento con una posizione che l'Enpa ritiene assolutamente sconcertante. Infatti, a detta dei veterinari, salvare gli equidi dal macello vietando un volta per tutte il consumo della loro carne, comporterebbe un peggioramento del loro benessere. Secondo i veterinari, lo stop alla macellazione "si tradurrebbe in un aggravio dei costi per l'eutanasia e lo smaltimento delle carcasse, a carico dei proprietari" e questo determinerebbe, a sua volta, un aumento degli abbandoni. E non è tutto. Nello scenario apocalittico descritto dalla Fve non manca neanche il nefasto presagio legato a un incremento per i trasporti degli equidi su lunga distanza; un escamotage per aggirare il presunto aumento dei costi di cui sopra, portando gli animali al di fuori dei confini europei. «Se dal punto di vista etico la posizione dei veterinari europei è sconcertante e inaccettabile; da quello logico, e scientifico, è assolutamente insostenibile», commenta l'Ente Nazionale Protezione Animali che aggiunge: «A meno di voler dimostrare che sussista un rapporto causa/effetto tra premesse (lo stop alla macellazione) e conseguenze (peggioramento del benessere degli equidi), che nella realtà dei fatti è indimostrabile. Per assurdo: se ciò fosse vero, perchè allora non attribuire lo status di animali da macellazione anche a cani e gatti, come provocatoriamente afferma la Lav? Stando al presupposto della Fve questa potrebbe essere una soluzione ai problemi del randagismo e degli abbandoni!!!» È dimostrato, invece, che stiamo vivendo un profondo cambiamento culturale. E i veterinari della Fve sembrano non sapere o volere riconoscere che una parte crescente dei cittadini non solo italiani, ma anche europei, considera gli equidi come animali d'affezione e proprio per questo ritiene moralmente inammissibile il consumo della loro carne. Insieme ad altre associazioni animaliste l'Enpa si è sempre battuta, si batte, e continuerà a battersi, affinchè questo importantissimo passaggio culturale sia recepito dalle normative nazionali ed europee, a prescindere dalle inaccettabili (e interessate?) iniziative della Fve. Invitiamo la Fnovi, aderente italiana alla Fve, che sul suo sito sponsorizza la proposta della stessa Fve a rivedere le proprie posizioni, ritenute inaccettabili dalla gran parte dei cittadini italiani. Enpa invita altresì tutte le persone e le associazioni che abbiano a cuore la sorte dei cavalli a indirizzare alla mail info@fve.org il seguente messaggio copiandolo e incollandolo nel corpo del testo:

We do not absolutely share your position concerning the slaughter of Equidae, moreover this can't be considered a way to protect their welfare. We support instead the "battle" to recognize Equidae the status companion animals. We ask you to change your position in this matter.

(22 settembre 2011)

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DEGLI ANIMALI IN LIBRERIA "PER FORTUNA CHE CI SEI" DI EDOARDO STOPPA


L'1 e 2 ottobre 2011 torna in più di 200 piazze italiane la Giornata degli Animali, il tradizionale appuntamento con i volontari dell'ENPA e in concomitanza con l'evento uscirà in tutte le librerie "Per fortuna che ci sei", il libro dell'inviato di Striscia la Notizia Edoardo Stoppa, edito da Mondadori. Stoppa entra nelle case degli italiani ogni sera come inviato di Striscia la Notizia, le sue inchieste sventano commerci illeciti, fanno chiudere canili-lager o modificano le condizioni di vita di tanti animali abbandonati o maltrattati. Cani, gatti, conigli, cavalli, ma anche serpenti, ragni e pipistrelli, perchè tutti gli esseri viventi hanno uguali diritti davanti al suo microfono. In questo libro Stoppa racconta le storie più belle e più toccanti incontrate durante la sua "missione" di inviato. Stoppa sarà a fianco dell'ENPA durante il tradizionale appuntamento che da più di dieci anni - a ridosso della Festa di San Francesco d'Assisi - prevede ogni anno una specifica iniziativa a favore degli animali. Nel 2011 la scelta è caduta sulla creazione di nuovi ambulatori veterinari di primo soccorso per consentire ai volontari dell'Enpa di curare e assistere più tempestivamente gli animali bisognosi. Per sostenere l'iniziativa dal 15 settembre al 10 ottobre, con un SMS al 45501 è possibile donare a ENPA 2 euro da cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, Postemobile e COOPVoce. Chiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb si donano 2 o 5 euro; 2 euro da rete fissa TeleTu. Presso i banchetti si potrà trovare, in esclusiva, l'originale e simpatico ciondolo "insieme per sempre" simbolo della Giornata e l'anteprima del coloratissimo calendario Enpa 2012. Clicca qui per le scoprire le piazze della Giornata degli Animali. (20 settembre 2011)

DAL 18 SETTEMBRE IL VIA AGLI SPARI. MILIONI GLI ANIMALI UCCISI. L'ENPA: "DA ALCUNE REGIONI SEGNALI POSITIVI NEL RISPETTO DELLA SCIENZA"


Come ogni anno, la terza domenica di settembre si apre la stagione venatoria e si torna a sparare nei boschi, nelle campagne, nelle aree verdi delle nostre regioni. Anche quest'anno, tra merli, tordi, anatre selvatiche e altre specie così rare da spingere l'Ispra a chiedere lo stop o la forte limitazione per la caccia, saranno milioni gli animali uccisi. Sembrerebbe che nel corso degli anni lo scenario sia rimasto quasi immutato, ma non è così. La legge 157/92 è stata adeguata e completata rispetto alle direttive comunitarie, inserendo esplicitamente due principi fondamentali: il divieto di caccia nei periodi di riproduzione e di dipendenza dei piccoli dai genitori, e il rispetto della migrazione pre-nuziale che molti uccelli iniziano già nei primissimi giorni di gennaio per dirigersi verso i luoghi di nidificazione. Questo, secondo la legge e secondo l'Ispra, per molte specie comporta necessariamente un accorciamento del periodo di caccia, anche per evitare il disturbo biologico per quelle impegnate proprio nelle fasi di riproduzione e dipendenza, le più delicate per la loro sopravvivenza. Puglia, Calabria, Basilicata e in genere le regioni del Sud hanno deciso di adeguarsi eliminando dal calendario dieci o venti giorni di caccia per le specie particolarmente sensibili, il che ha suscitato l'ira dei cacciatori estremisti. Altre hanno fatto dei piccoli "tagli", ma altre continuano come se niente fosse: Lazio, Marche, Umbria, Sardegna e alcune province toscane non hanno voluto adeguarsi alle regole per non perdere i consensi della lobby venatoria più oltranzista. Non mancano dunque preoccupanti passi indietro. «La situazione italiana richiede un grande sforzo comune - denuncia l'Enpa - che non si può certo sostanziare nella risposta del Parlamento con il sub-emendamento presentato del senatore Molinari (Api), che, attraverso lo strumento del "controllo" faunistico, vorrebbe aprire a una deregulation venatoria anche per le specie protette in tutto il territorio nazionale.» Dal canto loro, i cacciatori minacciano scioperi per tutelare presunti, diritti inesistenti nella realtà - la caccia, infatti, è una concessione -, mentre il loro numero si assottiglia di anno in anno. E sono sempre più numerose le persone che vorrebbero abolire questo sadico divertimento, ma che vorrebbero anche godere appieno il diritto di muoversi sul territorio in piena sicurezza, senza cioè rischiare di rimanere vittima di "incidenti" spesso fatali. Ed è proprio a loro che l'Enpa rivolge due inviti importanti. Il primo è per la manifestazione contro la caccia, che si terrà il 17 settembre alle 15.30 a Torino (Porta Susa); l'altro è per la Marcia della Pace di Assisi, prevista per il 25 settembre dove saranno presenti l'Enpa e le associazioni animaliste e ambientaliste per dire no alla violenza sugli animali e alle uccisioni per divertimento. Quindi anche un forte "No alla Caccia". (16 settembre 2011)

ANIMALI: ARRIVA LA RIVISTA ONLINE "PET&DINTORNI"


Per gli amici degli animali da compagnia arriva una nuova rivista on line, si chiama "Pet&Dintorni" (www.petedintorni.it): voluta da Master Dog, la prima agenzia di servizi a domicilio per animali da compagnia, operante in Italia da oltre 20 anni, e con il patrocinio dell'Enpa, la più antica associazione per la protezioni degli animali che con la sua egida ne conferma i valori finalizzati alla cura e alla tutela degli animali. Pet&Dintorni promette di tenere aggiornati sulle tante novità e tendenze del "mondo a quattrozampe": dalle curiosità, fino alle questioni di salute che riguardano i nostri amici, approfondimenti specifici e un focus sul mondo delle associazioni animaliste. E ancora tanti articoli di attualità, storie di animali, eventi e appuntamenti, con un team di esperti per consigli, consulenze legali e veterinarie. Tra le rubriche c'è anche "Vip&Pet", che questo mese offre un'esclusiva intervista a Carmen Russo, grande amante degli animali al punto di vivere nella propria casa con ben 12 cani. "Già a Genova, dove vivevo e sono nata, avevo un cucciolo di pastore tedesco che ho portato con me quando mi sono trasferita a Roma - racconta a Pet&Dintorni Carmen Russo -. Anni dopo ho conosciuto Enzo Paolo, anche lui aveva con se un mastino napoletano, un bastardino e un chihuahua. Ci siamo innamorati e abbiamo deciso di vivere insieme naturalmente con i nostri cani. Il nostro grande amore per gli animali e il vivere in una grande casa con ampi spazi verdi ci hanno permesso di accogliere tanti trovatelli che abbiamo incontrato. La più anziana del gruppo è Cassia, una labrador di 18 anni che abbiamo trovato mentre vagava da sola sulla Cassia bis e per questo le abbiamo dato questo nome". E alla domanda "Pensi sia giusto conseguire un patentino per i proprietari di cani impegnativi?" risponde "Se il patentino servirà ad insegnare al proprietario a rispettare il suo cane sono daccordo perchè non esistono razze pericolose ma solo persone che non sanno educare il proprio cane. Si dovrebbe insegnare l'importanza del rapporto tra esseri umani e animali". (14 settembre 2011)

CACCIA, CON EMENDAMENTO DI MODIFICA DELLA 157: VIA LIBERA ALL'ABBATTIMENTO DEGLI ANIMALI SU TUTTO IL TERRITORIO, PARCHI INCLUSI


"Un incredibile emendamento del senatore Molinari apre sostanzialmente la caccia, sotto le mentite spoglie del 'controllo faunistico', per tutto l'anno e su tutto il territorio nazionale, inclusi i parchi e le altre aree protette". Lo dichiarano in un comunicato congiunto le associazioni Amici della Terra, Animalisti Italiani, Enpa, Fare Verde, Lac, Lav, Lipu, No alla Caccia, VAS e WWF a proposito del subemendamento 2.0.400/8 del Senatore Claudio Molinari nel contesto della miniriforma della legge 394/91 sui parchi in discussione in commissione Ambiente del Senato. "L'emendamento - si legge nella nota - che ha fatto il giro del Senato prima di trovare, appunto nel senatore Molinari del Terzo Polo il messaggero giusto, prevede una clamorosa modifica dell'articolo 19, sul controllo faunistico, della legge 157/1992 sulla tutela della fauna e la disciplina della caccia. Il testo Molinari prevede, tra le altre cose, che l'abbattimento della maggior parte delle specie di fauna presenti sul territorio nazionale, cacciabili o meno, avvenga con il semplice parere obbligatorio (cioè, non vincolante) dell'ISPRA, senza limiti di tempo e di luogo. In sostanza, il controllo faunistico avverrebbe in tutte le zone vietate alla caccia, inclusi centri abitati, parchi, zone di prossimità alle abitazioni private, previo semplice piano da predisporre da parte delle regioni. Non solo: ma per specie come le gazze, le cornacchie o i cinghiali, nonchè per tutte le specie alloctone, è prevista la cosiddetta "densità zero", cioè l'eradicazione totale da tutto il territorio nazionale o da zone specifiche, considerata la convenienza di avere comunque cinghiali da immettere e cacciare". "Sparisce dunque dalla 157 la necessità di utilizzare prioritariamente i metodi ecologici per il controllo delle popolazioni faunistiche e si apre un'incredibile, ulteriore stagione di deroghe regionali, rispetto alle quali sarà difficilissimo distinguere tra attività venatoria, deroghe classiche e nuove deroghe da controllo faunistico. Ad aggravare la situazione, il fatto che una così clamorosa modifica della 157 avvenga nel contesto di un disegno di legge sulla revisione 'leggera' della legge sui parchi, cioè una materia completamente diversa da quella venatoria. Il che dimostra ancora una volta a quanti trucchi ed espedienti si ricorre pur di dare il via libera a norme clamorosamente filo venatorie". "Una situazione davvero grave, che va fermata subito e per la quale ci attiveremo strenuamente. Chiediamo al senatore Molinari di ritirare senza esitazione un così cattivo emendamento, che peraltro sappiamo provenire da altre origini, e a tutti i partiti di maggioranza e opposizione di prendere pubblicamente le distanze da questo testo "sterminafauna", non degno di un Paese civile." (13 settembre 2011)

L'ENPA: «CONTROPRODUCENTE L'AUMENTO DELL'IVA PER VETERINARI E PET FOOD»


Prestazioni veterinarie e cibo per animali non sono beni di lusso e dunque non c'è alcuna ragione per aumentare il carico fiscale dal 20% al 21%, come stabilito dall'ennesima versione della manovra finanziaria. «A fine agosto - spiega l'Enpa - abbiamo sollecitato un profondo ripensamento sulla materia, chiedendo al Parlamento di diminuire al 10% l'imposta sul valore aggiunto per le prestazioni sanitarie e i generi alimentari per animali (Iva al 4%). Purtroppo dobbiamo prendere atto che il governo non ha tenuto conto delle esigenze di milioni di famiglie italiane, che, già colpite dalla crisi, dovranno adesso fare i conti con il "caro pet".» Nel momento in cui tutti invocano provvedimenti tesi a favorire la ripresa, il governo, penalizzando uno dei pochi settori in attivo nel nostro Paese, rischia di deprimere anche quello con conseguente perdita di posti di lavoro; una perdita di cui non si sente proprio il bisogno. (13 settembre 2011)

GATTI FLUORESCENTI CONTRO L'AIDS. L'ENPA: «IL MODELLO ANIMALE DIFFERENTE DA QUELLO UMANO»


«Ieri il cane "ri-progettato" per brillare di verde quando esposto alle luce ultravioletta, oggi i gatti fluorescenti. E domani? Quale altra delizia degna di una piccola bottega degli orrori ci riserveranno i "Frankenstein" della ricerca scientifica?», questo il commento del direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri, alla notizia dei mici transgenici "programmati" per studiare tra gli altri i meccanismi virali che stanno alla base di alcune patologie. «Cani, gatti, topi, cavie e tutti gli altri esemplari reclusi nei laboratori - prosegue Ferri - sono condannati a vivere una condizione doppiamente innaturale. Infatti, oltre ad essere "prodotti" artificialmente dall'uomo sono costretti a vivere la loro intera esistenza tra le quattro pareti di un laboratorio, sopportando atroci sofferenze.» Ma il problema non è soltanto di ordine etico, è anche di natura scientifica. «Sebbene le dichiarazioni dei padri del micio transgenico siano trionfalistiche, il vero punto debole della loro ricerca è la differenza sostanziale, e ineliminabile, tra il modello umano e quello animale - aggiunge il direttore scientifico dell'Enpa -. Del resto, se così non fosse che bisogno ci sarebbe di ripetere, spesso con esiti disastrosi, gli stessi esperimenti anche sui pazienti umani?» I progressi della scienza medica e della farmacopea possono essere garantiti con ben noti ed efficaci metodi sostitutivi quali, ad esempio, la tossicogenomica - vale a dire il metodo attraverso il quale viene misurato il livello di tossicità di qualunque sostanza ponendola a contatto con il Dna di una cellula -, i test in vitro o l'utilizzo di validissime simulazioni computerizzate. «A dispetto di ciò si continua a percorrere pedissequamente una vecchia strada perchè, come affermano autorevoli scienziati, tra cui il biologo italiano Gianni Tamino, il tossicologo molecolare Claude Reiss, il presidente dell'associazione internazionale veterinari per i diritti degli animali, Andrew Knight, la sperimentazione animale serve ad alimentare i profitti delle multinazionali che la finanziano - conclude Ferri -. Peccato però che a pagare il conto siano i malati stessi che attendono una cura per numerose patologie alle quali la scienza medica, piegata sulla sperimentazione, non sa ancora dare una risposta.» (12 settembre 2011)

CACCIA. L'ENPA: "DOPPIETTE ALL'ATTACCO, GIÙ LE MANI DALL'ISPRA»


«Dopo il fallimento dei progetti di deregulation venatoria e di "caccia selvaggia", le doppiette prendono di mira l'Ispra, autorità di prestigio internazionale, l'unica riconosciuta dalla legge nazionale per la tutela della fauna e la regolamentazione della caccia 157/1992, scaricando proprio su di esso la responsabilità per le procedure d'infrazione aperte dall'Europa contro l'Italia. Ma si tratta di un'operazione pretestuosa, condotta senza alcun fondamento. Le accuse, infatti, sono paradossali e celano preoccupanti tentativi di sostituire la voce dei fucili a quella della scienza.» Questo il commento dell'Enpa alla recente interrogazione presentata da un parlamentare del Pdl che attacca l'Ispra. «È inconcepibile che in un Paese che ama definirsi civile e democratico l'autorità scientifica indipendente chiamata a fornire pareri super partes, sia messa sotto pressione con l'evidente obiettivo di rispondere agli interessi particolari di una sempre più ristretta minoranza, la cui attività ludica è sempre più insostenibile per l'ambiente» prosegue la Protezione Animali che aggiunge: «se, come abbiamo più volte denunciato, l'Italia ha violato le normative comunitarie, la colpa non è di certo dell'Ispra ma di quella stessa minoranza che ha fatto di tutto per non tenere in nessun conto tali pareri. È da sottolineare che la parte più responsabile del mondo venatorio non si è mai associata a questi attacchi.» L'Enpa chiede al Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiaconmo, di tutelare l'indipendenza dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale. «Chiediamo al ministro di farsi garante della libertà e del rispetto verso un istituto che svolge neutrali funzioni di arbitro: il 5 luglio anche la Commissione Europea ha riconosciuto, nuovamente, l'autorevolezza e il carattere vincolante dei pareri dell'Ispra.» (8 settembre 2011)

MONDIALI DI AGILITY IN OLANDA, 5 MEDAGLIE PER LA NAZIONALE ITALIANA


Gli "azzurri" dell'agility dog tornano dall'Olanda confermando la loro leadership mondiale. Oltre ai titoli iridati conquistati nella categoria "individuale media" da Alberto Marmo e dalla sua Maya e in quella a squadre per cani di taglia piccole, i nostri si sono imposti anche nelle competizioni di paragility (dedicate a persone con disabilità) dove hanno trionfato Alessandro Fantin e il suo Skot. Ad arricchire il medagliere italiano anche due medaglie di bronzo: una per la squadra di "taglia media", l'altra per Rossella De Marchi in compagnia del suo Jack per la sezione paragility. (7 settembre 2011)

ESTATE 2011: ABBANDONO DI ANIMALI IN CALO, MA NON PER TUTTI …


Il monitoraggio sull'abbandono di animali in estate effettuato da ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali - attraverso le decine di strutture gestite direttamente dall'Ente e le oltre 150 sezioni sul territorio italiano, evidenzia una trasformazione di tale deprecabile fenomeno. L'abbandono canino risulta fortunatamente in flessione, con un calo medio del 12%, attestando il numero dei casi stimati nell'ordine delle 81.000 unità, che risultano concentrarsi particolarmente intorno ai grandi centri urbani. Un numero di reati (l'abbandono è giustamente tale per la legislazione vigente) che comunque rimane enorme, non solo pensando al mare di dolore che genera, ma anche al rischio che questi animali rappresentano per la viabilità (sono circa 4.000 gli incidenti stradali provocati ogni anno da animali vaganti) e per i costi generati da questo gesto criminale alla collettività, che superano i 200 milioni di euro annui. Il calo registrato è comunque da considerarsi un dato confortante, evidentemente anche dovuto alla pressante azione informativa meritoriamente messa in campo da vari soggetti istituzionali e associativi, unitamente ad un ruolo propositivo atto a stimolare la promozione delle vacanze con gli animali e la promozione delle strutture turistiche che li accolgono. Relativamente ai numeri sull'abbandono di animali, però, non mancano le note dolenti: risulta fortemente in aumento, (anche se il fenomeno globale è ancora allo studio, dato lo sviluppo a "macchia di leopardo") l'abbandono di animali di altre specie, domestiche ed esotiche, primi fra tutti i gatti. Le cause dell'abbandono dei felini sono certamente da cercarsi nel loro aumento nelle case degli Italiani (data la maggiore loro gestibilità anche nei contesti urbani), nell'errata percezione umana di una maggiore adattabilità al mondo esterno (che molto spesso funge solo da alibi per liberarsene), nella scorretta applicazione delle pur esistenti politiche di controllo della riproduzione e soprattutto nell'assenza, nella legislazione vigente, dell'obbligo di identificazione tramite microchip che tanto sta contribuendo al controllo della popolazione canina. Anche le campagne informative e preventive sull'abbandono, per tradizione o semplicità, hanno fino ad oggi trascurato questo fenomeno in pericolosa amplificazione: auspicabile è che venga preso in considerazione nel prossimo futuro per conseguire gli incoraggianti risultati raggiunti fino ad ora. (6 settembre 2011)

SENZA CIBO NÈ ACQUA GLI ANIMALI DELLO ZOO DI TRIPOLI. ENPA, LAV E LIPU SI APPELLANO AL SOTTOSEGRETARIO CROSETTO


Le associazioni Enpa, Lav e Lipu, hanno scritto al sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, affinchè intervenga presso la Nato e l'Onu, chiedendo di portare a soluzione la gravissima situazione in cui si trovano gli animali dello zoo di Tripoli. Infatti, come denunciato dai cronisti della CNN, con l'ingresso delle truppe anti Gheddafi nella capitale libica, la struttura è stata abbandonata al suo destino. Ciò significa che gli animali sono stati lasciati senza cibo nè acqua, e senza le più elementari cure rese necessarie dalla loro già drammatica condizione a causa della detenzione in uno zoo. Sono stati gli stessi giornalisti americani a constatarne il gravissimo stato di denutrizione e sofferenza. «Abbiamo chiesto al Sottosegretario Crosetto di intervenire presso la Nato e l'Onu per salvaguardare il benessere di questi poveri animali, provati dalla loro condizione di detenzione, e adesso dalla più totale mancanza di assistenza», spiegano Enpa, Lav e Lipu, che aggiungono: «Tutelare la loro salute significa salvaguardare anche la sicurezza della popolazione. Infatti, non osiamo pensare cosa potrebbe accadere nel caso in cui uno di essi dovesse scappare dalla propria gabbia e andare in cerca di cibo per le vie della città.» «Siamo consapevoli che tutto il popolo libico, cui va la nostra solidarietà, sta vivendo un momento molto difficile della sua storia - proseguono le associazioni - ed è anche per questo che siamo disponibili fin da ora a supportare le istituzioni internazionali con il nostro know how e la nostra rete di contatti per contribuire a risolvere positivamente l'emergenza dello zoo di Tripoli.» (5 settembre 2011)

MONDIALI DI PESCA. IL CATCH AND RELEASE NON È INDOLORE E SPESSO UCCIDE. NON SOLO I PESCI


Cambiano i nomi ma non la sostanza. Dietro l'eufemismo catch and release (letteralmente: "cattura e libera") si nascondono le stesse crudeltà della pesca "tradizionale". Recenti studi scientifici, tra cui quello dell'università Macquarie di Sydney o del Comitato di Bioetica norvegese, hanno infatti dimostrato che la cattura all'amo dei pesci e la loro successiva restituzione alle acque non è meno dannosa, per la salute degli animali, al punto da provocarne spesso la morte. «Pensare che i pesci non siano animali intelligenti è un errore tanto grave quanto grossolano - spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri -. Alcune specie hanno addirittura capacità cognitive uguali se non superiori a quelle di alcuni primati. Quando abboccano all'amo, i pesci vengono sottoposti a un'intensa forma di stress psicologico, causato non soltanto dal dolore fisico ma anche dal non riuscire a comprendere cosa gli stia effettivamente capitando. Per non parlare poi del soffocamento provocato dall'eradicazione dal loro ambiente naturale. Per loro l'acqua è tanto vitale quanto lo è per noi l'aria.» A questo si devono poi aggiungere le ferite causate dall'amo (a volte può essere ingerito) e quelle provocate dagli stessi pescatori nel tentativo di rimuoverlo (le più comuni sono lesioni e lacerazioni). Come se non bastasse, quando il pescatore prende in mano la sua preda altera, spesso irrimediabilmente, lo strato protettivo che ne ricopre le squame. Poco importa, inoltra, che l'industria della pesca abbia sviluppato presunti ami "cruelty free". Il risultato è sempre lo stesso: inducono nell'animale un atroce stato di sofferenza. «Occorre sfatare un altro mito - aggiunge Ferri - non è vero che la pesca catch and release non uccide. Il tasso di mortalità dipende dalle singole specie e da altri fattori, come le condizioni ambientali e l'intervallo di tempo durante il quale i pesci vengono tenuti fuori dall'acqua. Secondo il Comitato Norvegese di Bioetica il 5% dei salmoni non sopravvive al catch and release. Sempre secondo il Comitato norvegese in alcuni casi la mortalità può arrivare anche al 60% degli esemplari catturati. Secondo l'Università della Florida, invece, i pescatori "sportivi" sono responsabili per la morte del 25% dei pesci di acqua dolce.» Senza contare i danni causati anche ad altre specie animali che possono venire in contatto con gli ami o con i materiali usati per il catch and release. «Della pesca sportiva non si sente proprio il bisogno - conclude Ferri - a meno che non si voglia assestare un colpo mortale alla biodiversità del pianeta già gravemente minacciata dalle attività umane.» (2 settembre 2011)

AL VIA IN OLANDA I MONDIALI DI AGILITY PER METICCI. NELLA NAZIONALE ITALIANA SOLO EX RANDAGI


Iniziano oggi 2 settembre a Nimega, in Olanda, i campionati mondiali di agility dog per meticci, organizzati dall'Imca (International Mix and Breed Championship). Ai nastri di partenza ci sarà anche la nazionale italiana, che, chiamata a difendere i tre titoli mondiali conquistati nel 2010, è sbarcata in Olanda con il sostegno della Sezione Enpa di Torino. Gli "atleti" italiani, tutti ex randagi adottati in canile, sono stati allenati da Christian Oggioni, un educatore cinofilo di fama nazionale apprezzato per la sua filosofia di dog partnership. «Quello di Oggioni non è un metodo ma vero e proprio stile di vita incentrato sullo spirito di cooperazione e sull'amicizia tra uomini e cani, che promuove una relazione armoniosa fondata sulla fiducia e sul rispetto reciproci», spiega Giovanni Pallotti, presidente della Sezione Enpa di Torino «Lo "stile" di Oggioni e della nazionale italiana meticci - prosegue Pallotti - rispecchia i principi in cui la nostra associazione si riconosce fin dal 1871, da quando cioè il nostro fondatore, Giuseppe Garibadi, diede vita alla Società di Protezione degli Animali. Per questo non potevamo non sostenere, con partecipazione ed entusiasmo, l'avventura olandese dei nostri "atleti". A loro auguro un mondiale ricco di successi e soddisfazioni.» (2 settembre 2011)

CANILE DEGLI ORRORI IN ROMANIA, APPELLO DELL'ENPA AL SINDACO DI BOTOSANI


L'Enpa raccoglie l'allarme lanciato dalla Associazione "Save the Dogs", che da anni opera in Romania dove riesce a salvare, curare e fare affidare cani altrimenti destinati alla morte. Nella drammatica situazione in cui vivono i cani in Romania esiste, nella città di Botosani, un canile tristemente famoso dove gli animali vengono periodicamente uccisi a bastonate o lasciati morire di fame. L'Associazione Save the Dogs si è rivolta al Sindaco della città per chiedere che venga messo fine agli atti di crudeltà, veri e proprio crimini nei confronti degli animali detenuti nel canile. Enpa si è associata a tale invito e lo ha esteso al Ministro Michela Vittoria Brambilla, al Sottosegretario Francesca Martini e ai Parlamentari particolarmente sensibili nei confronti degli animali. «È inaccettabile che uno Stato membro dell'Unione Europea possa accettare, senza intervenire, che al proprio interno continuino ad esistere veri e proprii inferni come quello di Botosani», lo dichiara la Presidente dell'Enpa Carla Rocchi che aggiunge «L'Associazione Save the Dogs offre da sempre la propria disponibilità nei confronti dei cani, ed in particolare di quelli di Botosani. Non si capisce in alcun modo la ragione della sordità, dell'indifferenza e della, fino ad ora, mancata risposta delle istituzioni.» (2 settembre 2011)

ATTIVISTI ENPA "INSANGUINATI" CONTRO LA MATTANZA DEI DELFINI IN GIAPPONE


Roma come New York, Buenos Aires e Berlino. Nella giornata mondiale contro la mattanza dei delfini in Giappone, coordinata dal network (www.savejapandolphins.org) che fa capo a Ric O'Barry, l'Ente Nazionale Protezione Animali si è mobilitato per chiedere lo stop definitivo al massacro dei cetacei: dalle 11.00 gli attivisti dell'Enpa, insanguinati e vestiti a lutto, hanno manifestato di fronte all'Ambasciata del Giappone. L'appello dell'Enpa, e dei tantissimi attivisti scesi in piazza in tutto il mondo è stato raccolto dal nostro Ministro degli Esteri, Franco Frattini, che si è fatto portavoce della costernazione, della preoccupazione e della tristezza dell'opinione pubblica italiana per quanto accade a Taiji. «Ringrazio il Ministro Frattini per la grandissima sensibilità dimostrata anche in questo caso e mi auguro che le autorità giapponesi tengano nel dovuto conto la giornata di oggi» ha dichiarato Ilaria Ferri, direttore scientifico e coordinatore della campagna in Italia. «Oggi, infatti, in tutti i continenti, dall'America all'Africa, dall'Oceania all'Europa passando per l'Asia, si manifesta contro la mattanza delfini in Giappone, dove viene autorizzato ogni anno il massacro di 23.000 piccoli cetacei (tursiopi, grampi, globicefali etc.).» «Siamo qui, insanguinati e "feriti" - ha concluso Ferri -, per testimoniare il crimine atroce di cui si macchia il Giappone e per pretendere che si fermi un agghiacciante massacro che Ric O' Barry con il suo documentario premio Oscar 2010 "The Cove" ha avuto il merito di portare all'attenzione dell'opinione pubblica del pianeta. Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sul governo nipponico.» Considerati competitori nella pesca, alla stregua delle balene, i delfini vengono intercettati dai pescatori, che, percuotendo sbarre di ferro sulle loro imbarcazioni creano un muro di suoni per costringere gli animali a rifugiarsi all'interno della baia di Taiji, la cui imboccatura viene chiusa per impedire alle vittime di scampare al loro destino. Una volta preparata la trappola ha inizio il massacro vero e proprio. A salvarsi sono soltanto gli esemplari più giovani, scelti dai mercanti di felini per essere venduti (la loro quotazione oscilla tra i 150 e 170 mila dollari) ai delfinari di tutto il mondo. Dopo la cattura, i cuccioli saranno sottoposti all'addestramento basato sulla deprivazione alimentare che li obbligherà a eseguire ridicoli esercizi e a compiacere spettatori, troppo spesso ignari di contribuire a condannare all'ergastolo creature innocenti che appartengono al mare. (1 settembre 2011)