Corte Costituzionale su Caccia: sono da considerare illegittimi
tutti i Calendari Venatori emanati per Legge.
|
Con sentenza n. 20/2012 la Corte Costituzionale, raccogliendo un ricorso del Governo, ha
dichiarato illegittima la legge sulla caccia e relativo calendario venatorio della regione
Abruzzo, ribadendo inequivocabilmente che l'unico organo con podestà esclusiva
in materia di tutela delle specie cacciabili è, lo Stato. Un vero terremoto
all'interno del mondo della caccia dove sia regioni che provincie autonome vedono
vanificare i loro sforzi nei tentativi di raggirare la legge Nazionale e le chiare
Direttive Comunitarie che annualmente provvedono all'invio di Costituzioni in mora e
conseguenti milionarie sanzioni. Di norma il Governo fa ricorsi alla Corte Costituzionale
per uno o altro motivo dettato il più delle volte dalle bacchettate Comunitarie ma
in definitiva le Regioni hanno sempre marginato le indicazioni adeguandole con finte
modifiche alle loro Leggi. "Il vero errore sta nella Legge Nazionale 157/92"
ha dichiarato il Presidente della Sezione Provinciale Enpa di Catania Cataldo Paradiso
"La Legge, infatti, così come stabilisce quando, dove e chi cacciare riesce
al contempo ad essere contraddittoria nell'avere permesso, con il recepimento della
Legge Comunitaria, le deroghe, forzatamente rese Legittime da Leggi locali ma che di fatto
rimangono illegali in quanto quasi sempre vogliono essere lo strumento con il quale, si
autorizzano uccisioni a specie protette e in periodi non consentiti". In Sicilia
ci si è ritrovati con una classe di cacciatori e loro simpatizzanti che hanno mal
visto l'ultimo calendario venatorio emanato dalla Regione Siciliana che di fatto ha
rispettato la Legge Nazionale. L'ironia, infatti, sta nell'annosa condizione
siciliana che si considera "maltrattata e discriminata" rispetto al resto
dell'Italia alle cui Regioni viene permesso lo sterminio in massa mentre, i cacciatori
siciliani devono seguire la Legge che non è invece rispettata dalle altre regioni
come la Lombardia, Liguria, Emilia Romagna,Toscana Marche e le provincie autonome di Trento
e Bolzano con le loro Leggi. "Il problema adesso è stato risolto
nell'avere la Corte Costituzionale una volta per tutte chiarito che la competenza in
materia di ambiente è dello Stato" conclude Paradiso "quindi è
quest'ultimo l'unico organo che può legiferare in materia e delegato le
Regioni a potere adeguare la loro funzione ai soli Atti Amministrativi facendo così
crollare i sogni dei cacciatori siciliani i quali addirittura chiedevano persino di
liberare una volta per tutte le zone SIC (siti d'interesse comunitario) e ZPS (zone a
protezione speciale) e alla caccia persino a specie protette allo stesso modo dei loro,
più fortunati, "colleghi" del continente". Da ora innanzi, quindi anche se la Legge Nazionale mantiene le sue lacune, in attesa che siano apportate le dovute modifiche, la condizione che un calendario venatorio non sia una Legge Regionale ma un Atto Amministrativo, di fatto rende immediatamente impugnabile qualsiasi abuso che le Regioni vorranno compiere a scapito dello Stato e delle milionarie sanzioni Comunitarie annualmente pagate dall'Italia, per il diletto di una esigua fetta di popolazione che gode però, di particolari conoscenze messe in posti di particolare rilievo e potere le quali fino ad ora hanno saputo ringraziare per i voti elettorali ricevuti. (14 febbraio 2012) |
Nascosta, tra le legittime che animano uomini e donne del
Movimento dei Forconi, l'assurda richiesta di modificare le ZPS E SIC.
Crisi economica e sperperi di vite animali per i Botti
di fine anno
|
Esiste una forte flessione verso il basso, delle disponibilità economiche nelle
casse dei vari Comuni d'Italia e francamente esiste anche in quelle del normale
cittadino, eppure, nessuna delle due categorie parrebbe essere interessata a rinunciare
ai micidiali Botti di Fine Anno e quest'ultimi, regolarmente mieteranno numerose
vittime tra persone e animali. Spettacoli pirotecnici, così li si vuole definire,
che costano in media dai 20.000 ai 50.000 euro a Comune e spingono a dare valore alle
feste, alle iniziative di intrattenimento e ai programmi organizzati dalle amministrazioni.
Molte ordinanze Sindacali per quest'anno vietano i Botti dopo le troppe vittime umane
e, in alcune sagge Amministrazioni, anche per le vittime tra animali, ma sono ancora
troppe quelle che con sprezzo del dolore che causano e della crisi economica, continuano a
sperperare vite e denaro, del tutto insensibili alle tendenze e anche alla sensatezza. In
termini animali, la conta è di decine di migliaia, tra i selvatici che muoiono di
crepacuore o fulminati dai fili di alta corrente nel tentativo di sfuggire al frastuono e
tra animali d'affezione che muoiono investiti dalle auto, che si lanciano dai balconi
o che si smarriscono. E dopo tanta informazione e sensibilizzazione, si continua con
questa obsoleta pratica del naso all'insù. Attendendo quindi che, le
Amministrazioni Comunali ancora sorde alla volontà dei più informati, si
sensibilizzino e vietino i botti di fine anno, reiteriamo i consigli a tutti i possessori
di animali: teneteli in luoghi chiusi, quando cominceranno a spaventarsi non consolateli
(il vostro atteggiamento sarà cruciale per loro), fate in modo che tutto continui
come se niente fosse, togliete qualsiasi oggetto o situazione che potrebbe ferirlo
(ricordatevi che in preda alla paura si lanceranno su qualsiasi cosa), non teneteli a
catena e, se fosse possibile aumentate il volume dei vostri usuali apparecchi domestici
come, televisione o radio. Per i randagi, tra l'altro di proprietà dei Comuni
(gli stessi che permettono i botti), non ci sarà niente da fare. (30 dicembre 2011) |
Nuove nomine del Prefetto per le Guardie
Zoofile E.N.P.A.
|
Sono 7, le nuove nomine del Prefetto di Catania per le Guardie Zoofile del Nucleo
Provinciale ENPA che si andranno ad unire a quelle già in servizio in tutta la
provincia Etnea. I compiti specifici demandati alle Guardie Zoofile dell'Enpa sono
dettate dall'art. 5 del D.P.R. 31 Marzo 1979, tutelano e contrastano tutte le
violazioni a danno degli animali, la lotta all'abigeato, macellazione clandestina,
cinomachie, corse di cavalli clandestine, bracconaggio, pesca di frodo, tutela
dell'ambiente e i vari incarichi specifici conferiti dall'Autorità
Giudiziaria. "Grazie alle nuove nomine siamo in grado di intensificare la vigilanza zoofila in tutto il territorio della Provincia" ha dichiarato il Responsabile del Nucleo, Cataldo Paradiso, "maggiore incisività, e presenza sarà garantita nel proseguo della nostra attività che fino ad oggi, ha saputo essere proficua, riuscendo ad ottenere fiducia e stima tra la gente perchè tanti animali grazie alle nostre Guardie Zoofile, non soffrono più, vivono in ambienti sani e salubri ed i responsabili delle loro sofferenze sono stati assicurati alla Giustizia nei vari reati contro gli animali di cui sono stati accusati e nella stragrande maggioranza dei casi, anche condannati." Il Nucleo Provinciale delle Guardie Zoofile E.N.P.A. si dice pronto ad offrire una ancor più maggiore collaborarazione con le Forze dell'Ordine e con gli Enti pubblici che vorranno utilizzare le Guardie zoofile a titolo volontario e gratuito. (6 dicembre 2011) |
Seconda Edizione del Concorso "Guardia zoofila per un
giorno" imparare a conoscere i nostri amici, animali.
|
Riparte anche quest'anno l'iniziativa che la sezione provinciale E.N.P.A. di
Catania in partenership con Exducere.com servizio educativo comportamentale, hanno
riservato alle scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia etnea: il
Concorso "Guardia Zoofila per un giorno" alla sua seconda edizione. Nato per gioco e con il solo desiderio di avvicinarsi ai giovani in modo pieno e coinvolgente è adesso, diventato il mezzo più ricercato dalle scuole, per costruire i mattoni della coscienza del rispetto verso ciò che vive nel nostro pianeta. È del 20 Marzo 2012 il termine ultimo che le scuole avranno per partecipare al Concorso ed entro il 15 Aprile per la consegna dei lavori, mentre per le visite e gli incontri verrà rispettato il calendario stabilito in ordine di partecipazione e in base alle esigenze. L'approccio formativo abbraccia la fantasia didattica con la quale il giovane si esprime rendendo vivo il proprio animo nei confronti degli animali e della natura, l'uso consapevole delle Leggi in materia che vengono spiegate in modo leggero e brillante dagli operatori, le visite guidate nei centri dove la Fauna selvatica viene ospitata, curata e poi rimessa in libertà, gli incontri all'interno delle scuole dove l'approccio con le diversità delle specie, degli usi, etologie, modi di intervento, convivenze, vengono resi tenendo a cuore l'interesse vivo del giovane ha portato per quest'anno un patrocinio d'eccezione: Il Ministro del Turismo, che ha accolto con estrema fiducia l'approccio, il modo dinamico e moderno che E.N.P.A. etnea e Exducere.com, hanno realizzato e progettato per affidare il futuro nelle mani delle attuali giovani menti, cercando di informarli, sensibilizzarli e avviarli verso l'uso consapevole del pianeta e di tutte le specie dei suoi abitanti. (18 novembre 2011) |
Visita delle Guardie Zoofile ENPA nei luoghi
dell'aggressione del branco dell'Etna.|
Nella giornata di ieri Guardie Zoofile e Operatori di Soccorso ENPA si sono recati nei
luoghi dell'aggressione del branco subita dalla sfortunata signora Giuseppina
Vaccarella. Questo accertamento si è reso obbligatorio dopo le ultime notizie dei
media locali che con titoli d'effetto, riportavano come unico responsabile un privato
cittadino, sbattuto su tutti i giornali e telegiornali, proprietario dei cani
in questione, denunciato dalla Forestale per "lesioni colpose", "disturbo
alla quiete pubblica" e vari altri reati. Arrivati sul posto il personale ENPA ha individuato la presenza di 5 cani palesemente randagi, più in là si sentivano altri due cani che non si avvicinavano quindi presumibilmente impossibilitati a raggiungere il posto della pattuglia ENPA. Questo ha reso inequivocabile la stranezza dell'attribuire ad un privato cittadino il reato di "lesioni colpose" per un danno arrecato da cani randagi. Esplorando, gli Operatori unitamente alla Guardie Zoofile, hanno appurato la non-presenza di altri residenti se non i soli chalet chiusi e con una serie di "Affittasi" per ognuno e questo ha reso altra stranezza nel contestare al Professore Allotta Raffaele il "disturbo alla quiete pubblica". Il nostro dubbio è quindi divenuto realtà: Parola d'ordine "contenere il danno" e se a farne le spese è un cittadino colpevole di avere dato da mangiare a cani randagi di proprietà del Comune, si proceda pure. Già, perchè purtroppo il fenomeno del non fare inferocire le persone è più pericoloso del fare inferocire i cani, e quindi, "Contenere il danno". Il contenimento del danno anche se non voluto come finalità, potrebbe portare alla deresponsabilizzazione e inoltre al non dovuto risarcimento del danno stesso a chi ha subito l'incuria e il disinteresse. Sono stati spesi titoloni al fine di smuovere l'opinione pubblica ad incolpare un cittadino che provvede, a titolo gratuito e non ufficializzato come tutor, a dare da mangiare ed accudire a proprie spese dei cani che, invece, la Legge chiarisce sono di proprietà del Comune. Da oggi i privati avranno il terrore di cibare i randagi, pena? La responsabilità delle azioni del branco. E così sarà certo che, nascerebbe un periodo di terrore tra cani affamati e persone, ma nell'atto di "contenere il danno" si sottovalutano le conseguenze. Tornando al randagismo, i Comuni anche se sollecitati dai cittadini fanno orecchie da mercante e non rispondono quasi mai alle richieste di accalappiamento o comunque di accertare, attraverso la propria Polizia Municipale di concerto con il servizio veterinario territoriale, l'indole dei cani presenti e, quindi se possono essere lasciati nel territorio, ed evitano oltremisura di microchipparli a proprio nome. Il nuovo ingresso già da noi constatato oltre un anno addietro, con i fatti del branco di Acicastello, sta nell'attribuire le responsabilità, a cani di privati cittadini. Il concetto quindi è lo stesso, i cani randagi se mordono è fondamentale riuscire a trovare un privato a cui appiopparli. Al prossimo attacco da parte di randagi, siamo curiosi di sapere, chi sarà il prossimo cittadino ad essere denunciato. Non solo i comuni non si occupano seriamente del problema ma si limitano, all'occorrenza, a sprecare paroloni su fantomatici canili e su inconsistenti 70.000 euro stanziati e assolutamente non bastanti ad attrezzare un canile sanitario a norma dove ce ne vogliono, invece circa 500.000 e su questo vi invitiamo a consultare la Legge e le normative in merito, ma, inoltre e solo se succede la tragedia, esce fuori il cittadino comune quale responsabile e si ritorna a parlare dell'imminente canile sanitario da aprire. Quando cala il sipario tutto torna come prima. Insomma questo è il paese dei balocchi "Pianeta Sicilia" dove i Comuni non hanno mai responsabilità, dove le cose si fanno sempre bene e dove se succede qualche tragedia la colpa è di un singolo cittadino colpevole di avere un cane di proprietà visto e non accertato, insieme ad un Branco e questo cittadino viene denunciato per lesioni. E dati i fatti su otto cani chissà chi di loro ha morso e chissà se è, guarda caso, il solo cane di proprietà ad averlo fatto. (10 novembre 2011) |
Branco di cani aggredisce donna sull'Etna.|
In merito al branco di cani che ha aggredito la sfortunata signora fuori dallo chalet preso
in affitto sull'Etna, esprimiamo il più sentito dispiacere per l'infelice
esperienza vissuta, comprendendo e approvando l'idea del marito di denunciare
"chi dovrebbe contenere il fenomeno del randagismo" e in merito
specifichiamo portando ad una più ampia conoscenza, quindi comprensione, di chi e
quali sono le vere responsabilità. Cani singoli, solitari ed innocui vengono
prelevati da quartieri di città e spostati in massa, nelle campagne senza
possibilità di cibo ne di saperselo procacciare se non nell'unico modo
primordiale: la caccia! Molti muoiono di stenti tra varie sofferenze, chi di loro rimane in vita, nell'aggressività, trova la sopravvivenza. Questa è la ricetta per la trasformazione, dei comuni cani di quartiere non ufficializzati che vediamo circolare nelle nostre città e costretti ad incattivirsi e rendersi selvaggi dopo essere stati strappati dal loro ambiente e deportati in zone a loro ignote e tra altri esseri simili a loro ma, a loro sconosciuti. I cani, infatti, sono creature territoriali, con tre fondamentali necessità: l'esigenza di procurarsi il cibo, di accoppiarsi e proteggere la prole. Quando il cane è ormai radicato in un ambiente si sente al sicuro e vaga senza doversi assicurare la sopravvivenza ed è questo che lo rende socievole e buono. Quando vengono sradicati dall'ambiente dove si sentono al sicuro, sono costretti a doversi garantire la sopravvivenza e delimitano queste zone selvagge fissando i confini. La responsabilità non è degli animali, che da pacifici e solitari membri della società sono costretti a riunirsi in branco per sopravvivere, ma di chi non rispetta le Leggi in materia di animali e randagismo. La Legge Nazionale 281/91 e Regionale 15/2000 specificano chiaramente che i cani non devono essere tolti dal loro ambiente per nessun motivo. Dietro questa Legge ci sono esperti che hanno studiato a fondo l'argomento e sanno bene che anche l'essere più pacifico e buono, se le condizioni cambiano, può diventare aggressivo e pericoloso. E, invece, qui in Sicilia e soprattutto nel Catanese, i cani vengono ammassati nelle campagne e in montagna senza criterio, senza sterilizzazioni senza nessuna cognizione scientifica e quel che è peggio senza rispetto della Legge e di questo ne sono responsabili anche i cittadini che abbandonano senza pietà animali divenuti scomodi. Sono tante le segnalazioni che i cittadini fanno ai Comandi delle varie P.M. e ai Comuni, non ricevendone risposta tranne che nell'unica "non è di nostra competenza". Ed, invece, in nome delle Leggi soprascritte la competenza è proprio la loro. Loro sono i responsabili di non avere garantito l'incolumità delle persone e degli animali, di non avere lasciato in pace innocui cani di città facendone dei cani sterilizzati e di quartiere amati e cibati dai cittadini, sono loro che avendo avute notizie dei vari branchi che "appaiono" d'improvviso, non hanno agito scoraggiando la formazione del Branco ma piuttosto facendolo formare. Di questo disinteresse ad affrontare i problemi ne fanno le spese gli animali territoriali, una sfortunata donna adesso in ospedale, e tante varie altre aggressioni imputabili alla sola inadempienza di chi ne ha, invece la responsabilità. I cari signori Sindaci, colpevoli di non sapersi o volersi, occupare seriamente dei loro animali. (5 novembre 2011) |
CATANIA: Animali allagati. Circo ed Enpa, nemici storici, fanno
fronte comune per salvarli.
Sono stati lasciati abbandonati e se stessi, gli animali e i circensi del Circo Viviana
Orfei, vittime del nubifragio abbattutosi a Catania la notte del 15 Ottobre. Animali
segregati nei camion, sul marciapiede del litorale della Plaia ma anche messi a mollo.Questa è la scena che i Volontari della sezione Enpa di Catania, si sono ritrovati a fronteggiare il 16 ottobre in quella che avrebbe dovuto essere solo un controllo delle condizioni post-nubifragio. Sembrava un epilogo finale. La sola presenza della squadra dei Vigili del Fuoco con una sola pompa e in attesa che ne arrivasse un'altra dalla squadra andata a soccorrere gli abitanti del vicino Villaggio Santa Maria Goretti era il blando conforto di una parca presenza istituzionale. Un cavallo ferito, cammelli e pony accatastati lungo il marciapiede e fermati da sole transenne, caprette e lama tra una passatoia e l'acqua, tigri silenziose dentro il camion e ancora troppi animali a mollo, troppe feci e urina galleggiare o scorrere dal marciapiede. I circensi circondati dall'acqua anche per andare alla toilette si doveva attraversare l'acqua. La baracca del custode del lido circondata, un gruppo Rom dall'altra parte del marciapiede inondati. E a nessuno sembrava avere importanza tutto questo. Era parso più importante rassettare i luoghi quasi adiacenti dove si stava svolgendo il campionato mondiale di scherma ma, di quella tragedia silenziosa fatta da animali e persone abituati agli estremi, non importava a nessuno. La Protezione Civile era stata tutto il pomeriggio del giorno prima e aveva cercato di dare l'aiuto del caso, ed era andata via alle 23 con la promessa del ritorno l'indomani. I Vigili del Fuoco encomiabili, come sempre ma troppo soli e con scarsi mezzi per fronteggiare tutti i punti caldi. Erano rimasti lì per tutta la notte e continuavano a rimanere lì. Più in là di questa desolante situazione tutto era tornato a posto. Il campionato poteva continuare. L'aveva detto il Signor Orazio, custode del campo Turati, che quel posto era a rischio, aveva avvertito a modo suo che il fiume andava bonificato e gli scarichi sturati ma, la voce da sola, vola e lui invece non aveva messo per iscritto niente. Anche lui con la sua baracca era a mollo e ancora la Protezione Civile non tornava con tutte le pompe possibili e magari l'Idrovora che in un paio d'ore avrebbe risolto tutto. Qualcuno era latitante e su questo non c'erano dubbi e dopo ore passate al telefono tra Enpa e il responsabile del coordinamento del Comune fuori sede e non avente dietro tutti i numeri telefonici che servivano, la Protezione Civile Regionale di Palermo e il responsabile provinciale, il quadro emerso è che nessuno si era dato briga di chiarire che tutti animali e persone erano a mollo, che il cielo era ricoperto di nuvole e che alla successiva pioggia, nessuno si sarebbe salvato. Improvvisamente il telefono del responsabile del coordinamento del Comune di Catania smette di rispondere al personale Enpa pur continuando a squillare e non risponde nemmeno al responsabile della Protezione Civile. Ma avuta chiara e inequivocabile la situazione, che avrebbe dovuta essere monitorata dal Comune di Catania, immediatamente in un ora la Protezione Civile praticamente scavalcando l'"Unità di Crisi" proclamata dal Sindaco Stancanelli, invia le pompe a dare forza all'instancabile lavoro dei Vigili del Fuoco e così alle ore 17 del 16 ottobre si ricomincia a sperare per i figli minori del pianeta e della società, in luoghi che in decenni sono stati sistemati al solo diletto visivo e mai, invece, seriamente progettati e con la dovuta manutenzione periodica come invece si sarebbe dovuto. Lo stato di abbandono della Plaia continua, quello che è stato fatto fin'ora è solo apparire. Alla fine e solo dopo che erano arrivate tutte le pompe per drenare l'acqua e sturare il blocco del fiume che aveva creato il disastro, Enpa è andata via dopo avere garantito l'incolumità degli animali e paradossalmente con i ringraziamenti dei circensi e dei Rom fin lì, rimasti increduli da tanta indifferenza che come da copione, anche quest'altra volta verrà "accademicamente" smentita dal Comune di Catania, lo stesso che autorizza due circhi contemporaneamente in città, che fa andare a passeggio gli elefanti per la città scortati dai Vigili Urbani, che li fa attendare in luoghi assolutamente non idonei e pericolosi, che non si prende la briga di fare pulire torrenti e che salvata l'apparenza lascia tutti nell'assoluta indifferenza. Dei Vigili Urbani la presenza di soli due passaggi veloci senza mai essersi fermati e Circo ed ENPA, storicamente nemici si sono ritrovati a fare fronte comune per salvare gli animali. Guarda le foto: Foto 1 - Foto 2 - Foto 3 - Foto 4 - Foto 5 - Foto 6 - Foto 7 - Foto 8 - Foto 9 - Foto 10 - Foto 11 - Foto 12 - Foto 13 - Foto 14 - Foto 15 - Foto 16 - Foto 17 - Foto 18 - Foto 19 - Foto 20 - Foto 21 - Foto 22 - Foto 23 - Foto 24 - Foto 25 - Foto 26 - Foto 27 - Foto 28 - Foto 29 - Foto 30 - Foto 31 - Foto 32 - Foto 33 - Foto 34 - Foto 35 - Foto 36 - Foto 37 - Foto 38 (17 ottobre 2011) |
Nasce a Catania la prima colonia felina ma i gatti la snobbano
|
Il Sindaco di Catania ha istituito la prima colonia felina della città realizzando
in pieno Largo Bordighera adiacente alla strada, una casetta prefabbricata costruita dalla
Scuola Edile, dove i gatti avrebbero trovato cibo, acqua e zona ombra. La Colonia felina
sarebbe stata accudita dalla "gattara" Vera Russo e seguita dall'ASP
servizio. In pratica, invece, ci si è trovati di fronte all'ennesimo caso di
assoluta approssimazione, protagonismo e disinformazione. Il giorno dell'inaugurazione
della colonia, tutti presenti, politici, animalisti, gattare e esperti, oltre a tanti,
tantissimi giornalisti voluti dallo stesso sindaco per testimoniare e divulgare
l'impresa estiva da lui voluta e compiuta. "La casetta - afferma Cataldo
Paradiso, presidente provinciale dell'Enpa - per gli addetti ai lavori avrebbe
dovuto fare sorgere dei dubbi sulla praticità e sulla stessa fruizione felina in
quanto i gatti sono storicamente restii a quasi tutto e avvezzi a sistemarsi in zone dove
hanno la zona e le situazioni sottocontrollo: dal caldo, alla pioggia e con innumerevoli
vie d'uscita per le varie emergenze e nemici naturali di cui potrebbero rimanere
vittime. Quindi qualcosa che abbia alberi, muri, tetti per svincolare e rendere al nemico
difficile la presa". "La casa prefabbricata - continua Paradiso -
sfugge a tutto quello che è richiesto di felini. Troppo in vista e eccessivamente
aperta a qualsiasi pericolo. In definitiva nessun gatto entrerebbe lì dentro neppure
per andare solamente a cibarsi e, infatti, nessun micio si è ancora visto".
"È stato solo uno dei tanti modi - conclude Paradiso - che i politici
trovano per rendersi protagonisti e apparire. Intanto gli animali continuano a morire per
le strade, sterilizzazioni serie non se ne fanno e semplicemente perchè non esistono
canili sanitari men che meno i gattili. Nessuno ha ancora intenzione a fare le cose serie e
ci ritroviamo nel pieno di farse grottesche e di paroloni. La legge c'è da
venti anni e quello prodotto dopo decenni è stata solo una farsa nata dalla calura
del mese di agosto e messa in mostra. Casetta, sedie, transenne e alberelli tropicali.
Gatti, nessuno."
di Stefania Raineri. Pubblicato in Cronaca il 26/08/2011 (Clicca qui per vedere il video) (26 agosto 2011) |
TAORMINA: VITTORIA DELL'ENPA. I CANI POSSONO RIENTRARE AL
PARCO COLONNA
|
Si riaprono le porte del Parco Colonna di Taormina ai cani dopo che noi, della sezione
E.N.P.A. di Catania avevamo accolto le troppe lamentele dei residenti della città
di Taormina, che mal avevano accettato l'ordinanza Sindacale n. 60 del 30 Giugno 2011
dove veniva negata ai quattrozampe qualsiasi possibilità di ingresso
all'interno del Parco Colonna. Abbiamo così scritto una lettera aperta al
Sindaco coinvolgendo i media locali e Nazionali, scrivendo i giorni seguenti una
comunicazione d'apertura al Sindaco al fine di trovare un intesa proficua a tutti e
suggerendo la formula adatta alla comune convivenza. Tra le comunicazioni vi era una
nostra clausula che si è rivelata decisiva. "Se non avessimo risolto in
tempi brevi, avremmo da subito attivato un volantinaggio tri lingue in periodo turistico
per mettere a conoscenza i difetti e le lacune morali e legislative che il divieto recava
in se." Di seguito lo stravolgimento dell'ordinanza all'art 11: "È vietato introdurre all'interno del Parco Giovanni Colonna Duca di Cesarò, del Ginnasio Greco Romano detto la Naumachia di Tauromenium e della Piazza Paolo Pino (Mazzeo), cani di qualsiasi razza e dimensione privi di iscrizione all'anagrafe canina. È fatto obbligo ai proprietari o conducenti di cani portare a seguito la museruola, obbligo del guinzaglio, degli strumenti idonei per la raccolta delle deiezioni e l'obbligo di raccolta di eventuali deiezioni del proprio animale. Chiunque violi il divieto o gli obblighi del presente articolo è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 81 euro a 152 euro". La lettera integrale inviata al Sindaco di Taormina. (24 agosto 2011) |
|
CAMPAGNA "LA CACCIA NEL MIRINO" guarda i tre manifesti: Primo manifesto, Secondo manifesto, Terzo manifesto e il video |
|
ATTENZIONE!!! ASSOCIAZIONI UTILIZZANO ILLECITAMENTE IL NOME "ENPA" ED ORGANIZZANO CORSI DI GUARDIE ZOOFILE A PAGAMENTO.
L'Enpa è venuta a
conoscenza dell'uso illecito del proprio nome da parte di alcune associazioni,
le quali organizzano corsi di guardie zoofile a pagamento.
Si comunica che le uniche guardie
zoofile riconosciute ufficialmente dal Ministero dell'Interno appartengono
esclusivamente all'Enpa, e non ne esistono altre sedi in tutta la provincia
di Catania. Pertanto l'ente invita a diffidare da coloro i quali si spacciano
per volontari dell'Enpa: è necessario chiedere
sempre la tessera di riconoscimento.
|