ARCHIVIO NOTIZIE NAZIONALI 2011

MANOVRA. L'ENPA: «RIDURRE L'IVA SU PRESTAZIONI VETERINARIE E ALIMENTI PER ANIMALI»


L'Enpa sollecita la presentazione di due emendamenti alla manovra finanziaria relativi alla riduzione dell'Iva su prestazioni veterinarie e alimenti per animali (pet food); per le prime l'imposta dovrebbe passare dall'attuale 20% al 10% per i secondi dal 20% al 4%. Non solo la riduzione dell'Iva sulle prestazioni veterinarie è perfettamente in linea con la Direttiva per la libera circolazione dei professionisti in Europa ma appare anche assurdo considerare prestazioni veterinarie e il cibo per gli animali alla pari dei "beni" di lusso visto che come tali sono tassati oggi. Alimentare in modo idoneo gli animali con il pet food non è una scelta di lusso, ma un dovere di ogni proprietario responsabile. Sarebbe quindi auspicabile che la scelta di condividere la propria vita con un animale non diventasse motivo di speculazione da parte dello Stato che dovrebbe invece incentivare la corretta relazione uomo-animale e applicare ogni strategia necessaria, anche economica, per eradicare il triste fenomeno del randagismo. (30 agosto 2011)

CACCIA, CON LE PREAPERTURE GRAVI DANNI PER LA FAUNA, RISCHI PER LA PUBBLICA INCOLUMITÀ


«Le aperture anticipate della caccia, adottate dalla maggior parte delle Regioni e che regalano ai cacciatori la possibilità di impugnare le doppiette già ai primi giorni di settembre restano pratiche dannose che vorremmo fossero archiviate in nome della biodiversità, del rispetto delle normative nazionali e delle direttive europee.» Questo è il commento della Protezione Animali alla vigilia delle preaperture della stagione di caccia (si tratta di alcune giornate fisse stabilite da ogni singola Regione), in occasione delle quali saranno uccisi soprattutto merli, tortore, quaglie e corvidi. «Nel corso degli anni, specie in quest'ultimo, abbiamo assistito a una maggior consapevolezza delle Regioni che sembrerebbero prestare più attenzione ai dati scientifici e, di conseguenza, più inclini a limitare le specie cacciali e le giornate di spari - prosegue l'Enpa -; ma questo, di fronte alla distruzione degli ecosistemi, di fronte ai cambiamenti clima e alla crisi delle biodiversità, è soltanto un piccolissimo passo avanti. Tanto più che proprio la tutela della biodiversità rappresenta una priorità sancita dalla nostra Costituzione.» Inoltre, secondo l'articolo 18 della legge 157/92, modificato recentemente dalla legge Comunitaria 2009, tutti gli uccelli non possono essere oggetto di caccia nelle fasi biologiche fondamentali della loro esistenza, come la riproduzione. Una fase che in questo periodo per moltissime specie non può ancora considerarsi chiusa, poichè i piccoli continuano a essere dipendenti dai loro genitori. Aprire agli spari a settembre, dunque, vuol dire causare la morte non soltanto dei potenziali "genitori" ma degli esemplari più giovani, disturbati nella fase più delicata della loro vita. «Le preaperture sono concessioni ormai anacronistiche che devono essere archiviate, e non solo per la tutela degli animali e per il rispetto delle normative vigenti - conclude l'Enpa -: aprire la caccia nel mese di settembre significa anche mettere a rischio la vita dei turisti, che, sempre più numerosi in questo periodo dell'anno, frequentano le nostre campagne e si avvicinano alla natura. Essere accolti dal rumore degli spari, con il rischio di rimanerne vittima, non rappresenta certo un buon biglietto da visita per le nostre Regioni.» (30 agosto 2011)

SVIZZERA: PASSA AI CANTONI LA MODIFICA DELLA LEGGE CHE CONSENTE DI SPARARE ANCHE AI GATTI


Stupisce che nella civile Svizzera non sia stata accettata la modifica, proposta da Luc Barthassat (deputato del Cantone di Ginevra), di una legge obsoleta e crudele che consente di poter sparare ai gatti inselvatichiti o randagi nei boschi. Il Consiglio federale Svizzero ha rifiutato la proposta ma ha demandato ai singoli Cantoni la possibilità di potersi esprimere a riguardo. Per questo l'Enpa auspica che i singoli Cantoni si assumano la responsabilità legislativa e si adoperino per vietare questa pratica tanto barbara quanto inutile. Con lo stesso stupore, tuttavia, leggiamo i commenti che dipingono la Svizzera come un luogo nel quale tutti sono impegnati nella caccia al gatto randagio. Dai dati forniti dall'Associazione Centrale Svizzera per la protezione degli animali - fondata nel 1861 - salta all'occhio come essa sia attivissima: 27.463 sono gli animali accolti nel 2010 nei rifugi delle settanta sezioni dell'associazione. Questo significa che la Svizzera non è un Paese nel quale errano milioni di gatti randagi pronti ad inselvatichirsi nei boschi. Siamo certi che i singoli Cantoni provvederanno al superamento di quello che appare un residuato normativo, ormai senza alcun riscontro con la sensibilità dei nostri tempi, così come recentemente accaduto in Francia. (30 agosto 2011)

AL VIA IN GIAPPONE IL MASSACRO DEI DELFINI. L'ENPA SI MOBILITA A ROMA


Da Roma a New York, da Amsterdam a Mosca. Il mondo si mobilita contro la mattanza dei delfini di Taiji (Giappone) che, come ogni anno, riparte il 1 settembre. Nella capitale gli attivisti della Protezione Animali, che coordina la campagna internazionale in Italia, a partire dalle ore 11.00 presidieranno - insanguinati e vestiti a lutto - la sede dell'ambasciata giapponese in via Quintino Sella 60 per chiedere lo stop al massacro. «Tra tursiopi, grampi, globicefali, oltre 23 mila piccoli cetacei perdono la vita nella "Baia della Morte" tra atroci sofferenze - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa -. Alla mattanza scampano soltanto gli esemplari più piccoli, non per tornare a una vita libera ma per essere venduti a circa 150-170 mila dollari ai delfinari di tutto il mondo. Dopo la cattura i cuccioli saranno sottoposti all'addestramento basato sulla deprivazione alimentare che li obbligherà a eseguire ridicoli esercizi e a compiacere spettatori, troppo spesso ignari di contribuire a condannare all'ergastolo creature innocenti che appartengono al mare.» «Ciascuno di noi può fare la sua parte aderendo alla giornata mondiale di mobilitazione - prosegue Ferri -. Chi non fosse in grado di intervenire alla manifestazione può contribuire al passaparola su internet e firmare la petizione a questo indirizzo web. È di fondamentale importanza riuscire a raggiungere la "massa critica" per spingere il governo nipponico fermare una volta per tutte la mattanza.» (30 agosto 2011)

ECCO LA "TASSA" SUI CANI: SOVRAPPREZZO DA 40 A 80 EURO PER L'OSPITALITÀ DEI QUATTROZAMPE


La crisi picchia duro ma per i proprietari dei quattrozampe arriva una brutta e amara sorpresa. La novità dell'estate 2011, infatti, si chiama "contributo per la disinfestazione", un vero e proprio sovrapprezzo richiesto dai gestori di alcune strutture turistiche italiane per ospitare i quattrozampe. A denunciarlo è l'Ente Nazionale Protezione Animali che, alla vigilia dell'esodo estivo, ha ricevuto le segnalazioni di numerosi turisti arrabbiati, e preoccupati. Secondo quanto appreso dalla Protezione Animali, "la tassa", il cui importo può variare tra i 40 e gli 80 euro, viene motivata con l'esigenza di disinfestare l'alloggio al termine del soggiorno. Motivi di igiene dunque, ma l'Enpa sospetta che dietro questo extra si nasconda l'ennesimo tentativo di lucrare sugli animali e sui loro proprietari. «In quanti casi si è proceduto effettivamente alla disinfestazione?», chiede provocatoriamente la Protezione Animali. Un dubbio, questo alimentato dalla constatazione che le richieste di extra non sempre sono avanzate in modo trasparente. Pochi giorni fa, infatti, una coppia di Conegliano (Treviso) ha appreso del sovrapprezzo - erano stati chiesti 55 euro - soltanto all'arrivo presso il loro albergo di Levico (Trento). Più o meno la stessa disavventura capitata una settimana fa ad alcun turisti provenienti dal Belgio che hanno sborsato un supplemento di 80 euro salvo poi sentirsi dire dal gestore di un bed and Brekfast della Capitale che il loro quattrozampe non poteva stare nella stanza ma soltanto sul balcone. Infine, sul sito di un complesso turistico pugliese è scritto a lettere cubitali che i pet sono bene accetti ma non c'è alcun riferimento al "contributo per la disinfestazione" (viene chiesto in fase di preventivo - precisa il gestore). «Il prezzo del soggiorno - aggiunge la Protezione Animali - dovrebbe essere già comprensivo di tutto, proprio come avviene per gli ospiti "a due zampe" che, infatti, non pagano alcun extra per la pulizia della camera o dei sanitari. E comunque eventuali spese supplementari per i "quattrozampe" dovrebbero essere giustificati e pubblicizzate in modo chiaro e immediato.» Ma c'è dell'altro. «Il gestore della struttura turistica - prosegue l'Enpa - ha il dovere di mostrare al suo ospite le ordinanze sindacali e tutti gli altri atti che gli impongono di procedere con la disinfestazione e quindi di chiedere il sovrapprezzo. Se ciò non dovesse accadere suggeriamo ai proprietari dei pet di rivolgersi alle autorità competenti.» (10 agosto 2011)

CESAR MILLAN, ONLINE UNA PETIZIONE PER LO STOP A "DOG WHISPERER"


Dopo le numerose proteste contro il programma "Dog Whisperer" - proteste di cui l'Enpa si è più volte resa testimone - e di fronte alla reiterata volontà di continuare a mandare in onda una trasmissione accusata di diffondere pratiche di "addestramento" inutili, pericolose e non rispettose dei quattrozampe, su internet è stata promossa una petizione per rimuovere "Dog Whisperer" dal palinsesto televisivo. È possibile aderire alla petizione cliccando qui . (8 agosto 2011)

QUATTROZAMPE IN VISITA AL CARCERE DI MONTORIO. L'ENPA: "PLAUSO AL DIRETTORE"


L'Enpa attraverso il suo presidente nazionale, Carla Rocchi, esprime profonda gratitudine al dottor Antonio Fullone, direttore dell'istituto di pena di Montorio (Verona), per avere ha permesso a due cagnolini - il pastore tedesco Shony e il meticcio Briciola - di riabbracciare dopo molto tempo i loro proprietari. «Con la sua decisione - commenta Carla Rocchi - il dottor Fulloni si è reso protagonista di un gesto di profonda sensibilità e grandissima civiltà. Purtroppo, la detenzione viene scontata non soltanto dai diretti interessati ma anche dai loro quattrozampe, i quali, all'improvviso e senza un perchè, si trovano incolpevolmente privati della compagnia e dell'affetto dei proprietari. Proprio l'incontro con i loro animali può essere, ne sono certa, un ausilio nel percorso riabilitavo delle persone detenute.» (8 agosto 2011)

IN CINA VIA UNA LEGGE CHE BANDISCE GLI ANIMALI DOMESTICI L'ENPA: "PASSO IMPORTANTE"


«Mi compiaccio nell'apprendere che un Paese come la Cina, più volte criticato per le sua politiche nei confronti degli animali domestici, stia finalmente compiendo passi importanti per mostrare loro l'attenzione che essi meritano». Questo il commento del presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, alla notizia secondo cui nel Guangdong è stato finalmente revocato il divieto di portare cani in città. La legge, presumibilmente varata per contrastare il randagismo nella città di Jiangmen, prevedeva che i quattrozampe - anche quelli al guinzaglio - fossero prelevati dalle autorità e soppressi. «L'abolizione di questo divieto - prosegue Rocchi - dimostra la presa di consapevolezza dell'inefficacia delle politiche punitive contro i randagi. Ma ancora più importante è il fatto che si sia arrivati il bando contro i cani sia stato abolito grazie alle proteste cittadine. Questo dimostra un progressivo aumento della sensibilità dei cittadini prontamente colta dalle istituzioni.» (8 agosto 2011)

L'ENPA PLAUDE AL CORPO FORESTALE DELLO STATO PER IL SEQUESTRO DI 60 TARTARUGHE PROTETTE


«Ringrazio il Corpo Forestale dello Stato, che, intervenendo con grande efficienza a partire da alcuni annunci sul web, ha scoperto e bloccato un traffico illegale di tartarughe protette.» Sono queste le parole con cui il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha commentato l'operazione con cui il Corpo Frestale dello Stato ha sequestrato più di 60 esemplari di questa specie, in applicazione della Convenzione di Washington (Cites). «L'intervento degli agenti della Forestale - prosegue Rocchi - dimostra che il traffico di animali protetti continua ad essere un fenomeno preoccupante e di vastissime dimensioni. Per garantire il rispetto della legalità, è fondamentale non abbassare la guardia e proseguire con la stessa energia e determinazione, dimostrate oggi dal Corpo Forestale dello Stato, l'azione di contrasto e repressione dei reati compiuti a danno degli animali.» (5 agosto 2011)

IN UCRAINA STOP DEL GOVERNO AGLI ORSI AMMAESTRATI NEI LOCALI PUBBLICI. PLAUSO DELL'ENPA


Il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha scritto una lettera all'ambasciatore dell'Ucraina in Italia per esprimere il plauso dell'associazione all'impegno formale espresso dal ministro ucraino dell'Ambiente per la liberazione degli orsi ammaestrati. Orsi che, spesso sotto effetto dell'alcol somministrato dagli avventori di bar e ristoranti, erano costretti a "intrattenerli". «La decisione di porre fine alla presenza degli orsi nei pubblici esercizi per il malinteso divertimento delle persone e l'intento di donare a questi animali uno spazio dove possano vivere in serenità e sicurezza la loro vita - scrive Rocchi nella missiva all'ambasciatore ucraino -, fa onore al Suo Paese e costituisce un importante passo che pone l'Ucraina tra i Paesi attenti ai diritti degli animali e alla sensibilità delle persone che li amano.» «La prego vivamente, Signor Ambasciatore, di rappresentare al Ministro tutto il compiacimento dell'Enpa. Qualora il Ministro dovesse far visita al nostro Paese - si legge ancora nella lettera -, sarebbe per noi cosa gradita poterlo incontrare per esprimergli di persona il nostro pieno apprezzamento.» (4 agosto 2011)

L'ENPA: «ILLEGALI GLI ABBATTIMENTI DI LUPI E CANI "INSELVATICHITI"»


«Riteniamo molto gravi le dichiarazioni dell'onorevole Monica Faenzi in merito alla possibilità di sparare ai cani da lei definiti "inselvatichiti o ibridi" e ai rarissimi esemplari di lupo che vivono nel nostro Paese. L'onorevole Faenzi dovrebbe, infatti, sapere che due leggi nazionali, la 281/91 e la 157/92 proibiscono di uccidere, rispettivamente, cani e lupi.» Questa la replica dell'Enpa all'onorevole Faenzi, secondo cui sarebbe necessario ricorrere allo strumento dell'abbattimento per "ascoltare il grido di allarme degli allevatori che altrimenti tenderebbero a continuare a farsi giustizia da soli". «Invece di dedicare tempo a studiare nuove pratiche per abbattere cani, cinghiali e lupi - prosegue la Protezione Animali - sarebbe più opportuno, per evitare i presunti danni causati dalla fauna selvatica, concentrarsi sui controlli nonchè sull'adozione di misure preventive obbligatori, quali il ricovero e la sorveglianza degli animali da allevamento spesso lasciati incustoditi o il divieto dei ripopolamenti venatori che hanno causato gravissimi squilibri ambientali.» All'onorevole Faenzi ricordiamo che non esistono strumenti immediati per identificare un cane come "ibrido o inselvatichito" e che spesso sono gli stessi cacciatori e agricoltori ad alimentare il fenomeno del randagismo con l'abbandono dei loro animali. Ma è anche necessario ricordare come regioni e comuni siano colpevolmente inadempienti nei confronti della legge 281/91 sul randagismo, la quale proprio a questi enti affida la competenza in materia di controlli, sterilizzazioni e altri interventi di prevenzione. Secondo l'Enpa, l'abbattimento dei lupi - una specie particolarmente protetta dalla legge 157/92 e dalle direttive comunitarie, e inclusa come nella Lista Rossa dell'Iucn (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) - è inaccettabile. «Anzichè rafforzare e valorizzare la tutela di questi splendidi animali, sempre più a rischio - conclude la Protezione Animali -,si promuove la possibilità di ucciderli in aperta violazione delle leggi vigenti e senza che ciò abbia alcun riscontro nel mondo scientifico. Tra l'altro anche i dati che dovrebbero giustificare questa scelta sono approssimativi se non addirittura inesistenti così come sono limitati i danni lamentati dagli agricoltori.» (3 agosto 2011)

UN CANE TRANSGENICO FLUORESCENTE PER CURARE L'ALZHEIMER. L'ENPA: "SENSAZIONALISMO CHE NON AIUTA I MALATI"


Come reso noto da fonti di stampa, l'ultima in materia di sperimentazione animale arriva dalla Corea del Sud, dove, al povero Tegon, un esemplare di beagle "confezionato" con le tecniche della clonazione, è toccato non soltanto nascere in modo artificiale per trascorrere i suoi giorni al chiuso di un laboratorio scientifico ma anche brillare di verde quando esposto alla luce ultravioletta. «Ieri i topi che fabbricano organi umani, oggi i cani fluorescenti e domani … sarà forse il turno degli asini che volano?», commenta provocatoriamente Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa, che aggiunge: «Al di là del sarcasmo, la tragica realtà è che questi esperimenti così bizzarri, degni di una "bottega degli orrori", sono sadici e non servono a nulla se non a illudere i malati.» «Ricordo, infatti, che, nonostante il convincimento di certi scienziati, il "modello" animale è profondamente diverso da quello umano - prosegue Ferri -. Del resto, se così non fosse che bisogno ci sarebbe di ripetere, spesso con esiti disastrosi, gli stessi esperimenti anche sui pazienti umani?» I progressi della scienza medica e della farmacopea possono essere garantiti con ben noti ed efficaci metodi sostitutivi quali la tossicogenomica - vale a dire il metodo attraverso il quale viene misurato il livello di tossicità di qualunque sostanza ponendola a contatto con il Dna di una cellula -, i test in vitro o con l'utilizzo di validissime simulazioni computerizzate. «A dispetto di ciò si continua a percorrere pedissequamente una vecchia strada perchè, come affermano autorevoli scienziati, tra cui non posso non ricordare il biologo italiano Gianni Tamino, il tossicologo molecolare Claude Reiss, il presidente dell'associazione internazionale veterinari per i diritti degli animali, Andrew knight, la sperimentazione animale serve ad alimentare i profitti delle multinazionali che la finanziano.» «Tanto meglio dunque se i "risultati" sono utili a fomentare il sensazionalismo, come nel caso del povero Tegon - conclude Ferri -. Peccato però che a pagare il contro delle multinazionali siano non solo gli animali ma i malati stessi che attendono una cura per numerose patologie, alle quali la scienza medica, piegata sulla sperimentazione, non sa ancora dare una risposta.» (29 luglio 2011)

L'ENPA ALL'UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI: "LA CARNE RESPONSABILE DI MOLTE PATOLOGIE UMANE"


Pubblichiamo di seguito la replica del presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, a un intervento di Agostino Macrì, pubblicato il 24 luglio sul Corriere della Sera nella sezione rubrica della lettere al Corriere: Gentile Direttore, ho letto con stupore la difesa d'ufficio degli allevamenti, debole e interessata, in cui si è avventurato - dalle pagine del Corriere - Agostino Macrì, il quale, al di là dei dati scientifici oggettivi, contesta quanto autorevolmente sostenuto dal professor Umberto Veronesi e da altre prestigiose personalità del mondo medico e, più in generale, scientifico e culturale. Ad Agostino Macrì vorrei, infatti, ricordare che, secondo una ricerca durata dodici anni e pubblicata sul British Journal of Cancer, i vegetariani hanno il 45% di possibilità in meno di sviluppare il cancro del sangue e il 12% di probabilità in meno di manifestare un qualsiasi tipo di tumore. Inoltre, secondo questo studio, chi consuma molta carne ha molte più possibilità di ammalarsi di cancro all'intestino.
Fosse meno fazioso, Macrì, proprio nell'interesse di quei consumatori che ha la pretesa di rappresentare, dovrebbe ricordare le vittime del morbo della "mucca pazza", legato all'encefalopatia spongiforme bovina. Ma dovrebbe anche ricordare che negli allevamenti i bovini sono "dopati" con massicce dosi di antibiotici che, entrando nella catena alimentare dell'uomo, favoriscono lo sviluppo di batteri più resistenti e aggressivi. Potrei inoltre accennare all'insostenibilità economica degli allevamenti, che oltre a divorare le risorse sono tra i principali responsabili dell'inquinamento del pianeta, ma mi limito a queste brevi osservazioni.
Appare del tutto superfluo chiedersi quali siano le ragioni e gli interessi che spingono l'esponente dell'Unione Nazionale Consumatori a mettere in dubbio l'autorità scientifica del professor Veronesi e di altri autorevoli scienziati tra cui Margherita Hack - tra l'altro, testimoni diretti con la loro eccellente forma fisica e straordinaria lucidità della bontà della loro tesi ai quali va il merito di avere favorito una presa di coscienza da parte di quegli stessi consumatori che, ne sono sicura, non si sentono certo rappresentati da Macrì.
E infine un riconoscimento alla "buona politica" del ministro Brambilla che ha fortemente voluto e promosso il manifesto "La coscienza degli animali", il cui ultimo appuntamento ha insistito proprio sulla terrificante realtà degli allevamenti.
La ringrazio per l'ospitalità e La saluto cordialmente Carla Rocchi.

(26 luglio 2011)

FAUNA SELVATICA. DANNI ALL'AGRICOLTURA, L'ENPA: "GIÙ LE MANI DAL LUPO. VIETARE INVECE I RIPOPOLAMENTI VENATORI."


«Altro che "attenti al lupo"! Altro che criminalizzazione dei 600 lupi italiani! Fermate piuttosto i ripopolamenti di cinghiali, lepri e fagiani che, voluti da una parte del mondo venatorio, sono - dati delle regioni alla mano - responsabili della maggior parte dei danni legati all'agricoltura. La nostra associazione non è disponibile a lavorare su qualunque ipotesi che contempli la persecuzione di animali protetti, per di più rari.» Così l'Enpa si rivolge ai deputati al termine della conferenza stampa con cui a Montecitorio è stata presentata l'indagine conoscitiva della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati sui danni prodotti dalla fauna selvatica alle attività agricole. «Da tempo - prosegue l'Enpa - abbiamo indicato, anche al Parlamento, quelli che sono i punti fondamentali della questione: evitare ogni commistione tra attività venatoria e "controllo" degli animali selvatici; applicare la legge nazionale in vigore, la 157 del 1992, che reca prioritariamente la necessità dell'adozione di metodi ecologici come vuole l'Europa; affrontare la questione dei cani rinselvatichiti, vittime di crudele abbandono e alla disperata ricerca di cibo; velocizzare i risarcimenti. Ma, soprattutto e in primo luogo, vietare ogni pratica di ripopolamento, in particolare dei cinghiali, animali prolifici e di grandi dimensioni, importati qualche decennio fa dall'estero perchè ghiotti esemplari da carniere.» L'Ente Nazionale Protezione Animali considera molto grave l'allarmismo che, con disprezzo della spiritualità e della cultura italiana, si è creato intorno all'animale tanto amato da San Francesco. Il lupo oggi è già oggetto di spietato bracconaggio, soprattutto attraverso i bocconi avvelenati. Il Parlamento invece dovrebbe conoscerne l'importantissima funzione di riequilibrio nei confronti delle altre specie selvatiche. Tra l'altro, la predazione delle greggi è, come dovrebbe esser noto, spesso dovuta a branchi di cani inselvatichiti e ibridati con i lupi, di cui oggi nessuno, se non le associazioni animaliste, sembra preoccuparsi. "Chiediamo ai parlamentari un po' di coraggio - conclude l'Enpa -. Il coraggio di saper scontentare, vietando i ripopolamenti, quella parte di mondo venatorio che ancora oggi impone la liberazione dei cinghiali e degli altri animali di allevamento. Questa è una misura di prevenzione prioritaria che dobbiamo agli agricoltori e al loro lavoro, ma anche all'ambiente e agli animali stessi, allevati per fare da bersaglio alle doppiette".

ANIMALI. L'ENPA: "DAL SOTTOSEGRETARIO MARTINI GRANDE ATTENZIONE PER LA TUTELA DEGLI EQUIDI"


Ordinanza Martini sugli equidi, il commento di Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa:
«Grande attenzione e sensibilità del sottosegretario Francesca Martini per la tutela degli equidi. Sono certa che questo provvedimento, che reitera e consolida l'ordinanza del 2009, contribuirà a fare ordine in un campo, quello relativo all'impiego degli equidi nelle manifestazioni pubbliche o private, troppo spesso funestato da incidenti e vittime. Ricordo, infatti, che poche settimane fa un cavallo ha perso la vita nel corso delle prove del Palio di Siena e che la stessa sorte era toccata a un altro cavallo durante il "famigerato" Palio di Ronciglione, svoltosi nel marzo scorso. L'Enpa plaude a ogni iniziativa che, nella prospettiva dell'abolizione dell'uso degli animali in ogni tipo di manifestazione pubblica o privata, contribuisca a regolamentarne al massimo le procedure di sicurezza e di salvaguardia.» (22 luglio 2011)

BALENE. DAGLI USA SANZIONI CONTRO L'ISLANDA. L'ENPA: «DALL'ITALIA MUTISMO ASSOLUTO»


Le sanzioni contro l'attività baleniera dell'Islanda potrebbero diventare presto realtà. Il governo statunitense ha, infatti, approvato una raccomandazione con la quale si chiede al presidente Obama di adottare provvedimenti restrittivi contro l'Islanda per bloccare sia la caccia illegale ai cetacei sia il commercio internazionale dei prodotti derivati dai cetacei. Il presidente Obama dovrà esprimersi sull'argomento entro i prossimi sessanta giorni. «Se l'embargo dovesse passare, il futuro delle balene sarebbe più roseo, poichè verrebbero sanzionati nei fatti sia la caccia sia il commercio dei prodotti derivati. Ma soprattutto, verrebbe messa alle strette la politica di quei Paesi - Giappone in primis - che, con il pretesto della "ricerca scientifica" continuano a far strage di cetacei», commenta il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri. «Proprio per questo - prosegue Ferri - diventa assordante il silenzio tenuto dalla delegazione italiana in occasione delle recenti riunioni dell'International Whaling Commission (IWC); vittime di una improvvisa sindrome di mutismo, i nostri delegati non hanno saputo proporre alcunchè. Se si considera la ricchezza della fauna marina che abita le acque del nostro Paese, l'inedia dei nostri rappresentanti è un fatto gravissimo. Come a dire che la protezione e la tutela della biodiversità dei mari, anche i nostri ovviamente, sono argomenti che non meritano neanche una parola.» (21 luglio 2011)

PROTEGGI GLI ANIMALI CON UN CLIC. IBL BANCA SOSTIENE LE ATTIVITÀ L'ADOZIONE A DISTANZA DEGLI EX-COMBATTENTI ACCUDITI DALL'ENPA


Il Gruppo Bancario IBL Banca lancia attraverso facebook una iniziativa a favore di Enpa, per contribuire concretamente ad attività volte alla difesa e salvaguardia di animali sfruttati o abbandonati. Il primo progetto che IBL Banca presenta e sostiene prevede l'adozione a distanza di cani ex-combattenti, sottratti ai combattimenti clandestini ed accuditi in rifugi di Enpa, dove oltre al mantenimento - con vitto, alloggio, medicine - viene effettuato un programma di rieducazione. Tutti i fan di IBL Banca su facebook possono esprimere il proprio supporto e partecipare attivamente con un semplice clic, senza versare alcun contributo. Per ogni adesione, è infatti IBL Banca a donare euro 0,50 a Enpa. Inoltre, invitando i propri amici, i fan permettono di raccogliere nuove adesioni e di incrementare la donazione di IBL Banca, fino a un massimo di 10 mila euro. Il progetto "ex-combattenti" nasce nel 2003 dal Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo Enpa di Bra. Lo scopo è rendere questi cani idonei ad una futura reale adozione. Il programma è attualmente diretto da un'istruttrice cinofila. Diversi gruppi di cani ex-combattenti hanno fatto parte del progetto ed alcuni, dopo la rieducazione, hanno potuto essere affidati a famiglie. Altri sono rimasti nei rifugi Enpa ed è stato possibile continuare ad accudirli grazie alle donazioni a distanza. Il traguardo da raggiungere per l'adozione a distanza degli ex-combattenti è di 5 mila euro, al superamento del quale potrà prendere il via una nuova raccolta per devolvere altri fondi, fino a 5 mila euro, per le adozioni a distanza di animali abbandonati che ora vivono nei rifugi Enpa. Si tratta di "amici di ogni specie": non solo cani, ma anche gatti, gufi e altre creature. "Il prodotto di punta della nostra Linea Finanziamenti si chiama Rata Bassotta - spiega Simone Lancioni, Responsabile Marketing del Gruppo Bancario IBL Banca - e, avendo in programma delle attività su facebook, abbiamo pensato di realizzare un'iniziativa di solidarietà legata agli animali. Abbiamo trovato in Enpa, da sempre in prima linea nella protezione degli animali, un partner ideale. Facebook, per la sua natura, consente agli utenti di interagire e condividere spunti creando così una vera e propria campagna di sensibilizzazione." Oltre al supporto concreto per realizzare specifici progetti, l'iniziativa intende contribuire a richiamare l'attenzione su un tema che solitamente si fa più "caldo" in prossimità delle vacanze quale l'abbandono degli animali, che alimenta il randagismo. "L'Ente Nazionale Protezione Animali è la più antica e grande associazione italiana di tutela animali, che opera dal 1871 su tutto il territorio nazionale - dichiara Marco Bravi, Responsabile del Centro Comunicazione & Sviluppo dell'Enpa - IBL Banca ha deciso di sostenere la nostra attività con un'iniziativa di profondo significato. Il contrasto al maltrattamento e all'abbandono è uno dei punti cardine della nostra associazione e rappresenta non solo un atto di civiltà, ma anche un importante servizio alla cittadinanza sia per prevenire eventuali problematiche sanitarie che per contrastare eventuali comportamenti aggressivi indotti". (20 luglio 2011)

ANIMALI. DALL'ENPA UN'ESTATE A QUATTROZAMPE


È partita proprio in questi giorni la campagna estiva 2011 dell'Ente Nazionale Protezione Animali; un corposo ventaglio di iniziative, pensate non soltanto per contrastare il triste fenomeno degli abbandoni ma anche per agevolare le vacanze "con pet al seguito". Si comincia con il servizio di prenotazione a "sei zampe" realizzato in partnership con Alpitour World. «Per il nostro Paese è una "prima assoluta" - spiega Marco Bravi, responsabile del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo di Enpa - un progetto studiato per facilitare le ricerche, spesso lunghe e faticose, di strutture aperte agli animali. Da oggi, infatti, per prenotare un albergo o una pensione a "quattrozampe" è sufficiente rivolgersi a un'agenzia viaggi accreditata o al contact center di Alpitour.» Agribox "Amici a 4 Zampe", invece, è un vero e proprio pacchetto relax - messo a punto grazie alla collaborazione con Italand - che permette di acquistare un soggiorno weekend in agriturismo (in tutta Italia) per "Fido" e due persone. Non mancano naturalmente i consigli e i suggerimenti per trascorrere in tutta serenità il periodo delle vacanze estive. Royal Canin in collaborazione con Enpa ha messo a disposizione dei clienti di numerose strutture che accolgono animali un kit di benvenuto per i quattrozampe. All'interno della confezione un vademecum sull'alimentazione estiva dei "pet", un "galateo" per i "turisti a sei zampe", una coperta e altri gadget utili a chi viaggi con il proprio "amico". Non solo. Presso le oltre 150 Sezioni dell'Enpa è disponibile un breve volantino tematico con utili indicazioni per la vacanza insieme al proprio "amico peloso". Come ogni estate, anche quest'anno, torna il tradizionale appuntamento con la campagna di sensibilizzazione dell'Enpa contro abbandoni e randagismo ("Il tuo cane farebbe di tutto per non lasciarti solo"), realizzata dalla prestigiosa agenzia Saatchi & Saatchi. La diffusione della campagna, composta da una pagina stampa e da due spot radio, è affidata agli spazi offerti gratuitamente dai media nazionali e locali. Il quadro delle iniziative estive dell'Ente Nazionale Protezione Animali si completa con il libro di Barrie Hawkins "Se mi lasci non vale", edito da De Agostini in libreria dal 18 luglio che sostiene le attività dell'Enpa a favore degli animali. (15 luglio 2011)

ANIMALI. APPELLO PER LEONE MALATO. L'ENPA: «PERCHÈ UN ALTRO ANIMALE NATO IN CATTIVITÀ?»


La storia del leone Ariel paralizzato e per il quale il mondo del web si è scatenato in una maxi colletta internazionale per sopperire alle necessità di cura che avrebbe e che ammonterebbero ad 11 mila euro al mese, dovrebbe sollevare non poche domande che probabilmente tutti gli animalisti e le persone che rispettano gli animali dovrebbero porsi. Perchè Ariel è nato nel parco-zoo? La persona che ora se ne prende cura nel suo appartamento (!!) è la responsabile della nascita di un animale che presupponeva, di per sè, la condanna all'ergastolo. Presumibilmente la ben nota consanguineità tra gli esemplari detenuti in cattività può aver "regalato" ad Ariel un sistema immunitario fragile e la predisposizione a malattie genetiche. La cosa migliore da fare ora per questa povera creatura, vittima due volte della distorsione del corretto rapporto uomo-animale, dovrebbe essere una seria valutazione sulle sue condizioni e una terapia in un luogo idoneo e non in un appartamento. Questa storia dovrebbe essere di monito per noi tutti e ricordarci che l'uomo non può essere padrone della natura, non può e non deve imprigionare gli animali selvatici ed utilizzarli come zimbello e che l'amore ed il rispetto per essi e per la natura tutta presuppongono ben altra consapevolezza e coscienza. (15 luglio 2011)

APERTE LE ISCRIZIONI ALLA XI EDIZIONE DEL CORSO DI GIORNALISMO AMBIENTALE LAURA CONTI


C'è tempo fino al 22 luglio per iscriversi all'XI edizione del Corso EuroMediterraneo di giornalismo ambientale Laura Conti che si tiene anche quest'anno nel Campus di Savona. La prossima edizione si svolge dal 7 novembre al 16 dicembre e prevede laboratori, borse di studio e un workshop di una settimana in cui si lavora in una redazione per produrre servizi giornalistici sulle valenze naturali e sociali, le risorse e le opportunità di sviluppo dell'area. In programma anche degustazioni di prodotti tipici e visite guidate nel territorio della Liguria.
L'iniziativa, organizzata da Editoriale La Nuova Ecologia in collaborazione con Legambiente e in partenariato con l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia, ha ricevuto i seguenti patrocini: Ministero dell'Ambiente, Comune di Savona, Campus Universitario di Savona, Federparchi, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Parco delle Alpi Liguri, Enea, Pentapolis.
Il successo del corso, punto di riferimento per la formazione dedicata al giornalismo ambientale, è testimoniato anche dai numeri delle precedenti edizioni. Oltre un terzo dei partecipanti, una volta terminato il corso, ha avviato rapporti di lavoro: dall'assunzione in qualità di praticanti giornalisti alla collaborazione con varie testate, uffici stampa di associazioni, enti o imprese private. Oltre 2.700 domande di partecipazione e 101 le borse di studio assegnate tra i 275 studenti selezionati. Il percorso formativo, residenziale e a tempo pieno, dura 6 settimane e prevede 220 ore di lezione, tra teoria e pratica. In calendario anche un modulo dedicato a compiti e funzioni delle Guardie Zoofile, tenuto dal responsabile del servizio di Guardie Zoofile dell'Enpa, Marco Bravi. Rivolto a giornalisti professionisti e pubblicisti, è aperto anche a laureati o diplomati interessati a conoscenze di base e tecniche dell'informazione ambientale. Previste lezioni e incontri con giornalisti specializzati e docenti universitari tra cui Antonio Cianciullo, La Repubblica, Franco Foresta Martin, Corriere della Sera, Toni Mira, Avvenire, Marina Forti, Il Manifesto, Tiziana Ribichesu, Giornale Radio Rai. Dopo il corso è possibile proseguire la formazione attraverso alcuni stage presso uffici stampa e testate giornalistiche come ansa.it, Agenzia Dire, Are/Liguria, Ecoradio, Enpa, La Nuova Ecologia, LaVoceWeb e Left.
L'iniziativa ha ricevuto il contributo di Fondazione De Mari, Renault, Ecosavona, Moncada energy, Sogenus. Sponsor tecnici: Confcooperative Federabitazione Liguria, Consorzio Eubios, Aretè. Sono media partner del corso: greenreport.it, rinnovabili.it, Terra e ubik Savona. Grazie ad AzzeroCO2 le emissioni di anidride carbonica dell'iniziativa saranno neutralizzate. (11 luglio 2011)

CACCIA: SODDISFAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI PER L'IMPUGNAZIONE, DA PARTE DEL GOVERNO, DELLE LEGGI REGIONALE DELLA LIGURIA


"Esprimiamo profonda soddisfazione per l'impugnazione da parte del Governo, nella seduta odierna del Consiglio dei Ministri, della legge della Liguria che aveva adottato un calendario venatorio triennale, - dichiarano Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Vas, Wwf. - L'adozione del calendario venatorio fatta con legge invece che con un atto amministrativo, è palesemente anticostituzionale. In passato la Corte Costituzionale ha affermato che la disciplina sulla caccia ha per oggetto la fauna selvatica, e quindi «un bene ambientale di notevole rilievo, la cui tutela rientra nella materia "tutela dell'ambiente e dell'ecosistema", affidata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato». Nel caso specifico la legge quadro di riferimento (157/92) non lascia adito a dubbi sul fatto che l'adozione del calendario venatorio regionale debba avvenire con un atto amministrativo. Come se non bastasse la Liguria nell'adottare il calendario venatorio con legge ha anche ignorato le numerose osservazioni negative che l'Ispra aveva espresso su molti punti del calendario medesimo." "È davvero importante la decisione oggi assunta dal Governo per ricondurre la regione Liguria al rispetto delle regole, troppo spesso violate soprattutto quando sono coinvolti interessi venatori. - proseguono le Associazioni - Ricordiamo, infatti, che la Liguria nel giugno scorso è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea per l'uso scorretto delle deroghe a cacciare uccelli protetti, mentre appena un mese fa la Corte Costituzionale ha bocciato un'altra legge ligure con cui si autorizzava la caccia dopo il tramonto." "Ora la Liguria faccia un passo indietro, annulli la legge incriminata e adotti un calendario venatorio nel rispetto delle regole e secondo le indicazioni dell'Ispra. Ci auguriamo - concludono le Associazioni - che la vicenda della Liguria serva da esempio anche alle altre regioni e che vengano applicate le nuove regole sulla caccia nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie". (11 luglio 2011)

ECO-REATI. L'ENPA: "PENE IRRISORIE, IL DECRETO VANIFICA GLI OBIETTIVI DELLE DIRETTIVE EUROPEE"


"L'emanazione del decreto legislativo del Consiglio dei Ministri sui reati ambientali, che intende recepire le direttive europee mirate al contrasto degli eco-reati obbligando gli stati a individuare le responsabilità delle persone giuridiche autrici degli scempi, rappresenta l'ennesima occasione persa dal nostro Paese per affrontare in maniera seria, efficace e realistica il grave problema degli abusi commessi in siti di particolare importanza naturalistica." Questo il commento della Protezione Animali, perplessa di fronte alle modifiche introdotte nel nostro Codice Penale, le quali stabiliscono che chiunque detenga, uccida o cattura specie di fauna selvatica protette è punito con l'arresto da uno a sei mesi o con l'ammenda fino a 4.000 euro. Per i reati contro le varietà floristiche autoctone, invece, vi è solo una ammenda di 4.000 euro. "Si tratta di sanzioni irrisorie mentre l'arresto, che rappresenta solo una eventualità, dovrebbe invece essere obbligatorio e durare più a lungo - prosegue l'Enpa -. La vita di un falco, di un'aquila, di un pipistrello e di altri animali ormai rarissimi nel nostro Paese meritano maggiore considerazione. Le pene previste, infatti, non rappresentano un deterrente per chi compie azioni di questo tipo. Non lo sono per i privati cittadini figurarsi per chi è persona giuridica e quindi possiede mezzi economici ben superiori." Infatti, stando al dettato del decreto, per la distruzione o il deterioramento di un habitat all'interno di un'area protetta, è previsto l'arresto fino a 18 mesi e una ammenda non inferiore a 3.000 euro che di certo non spaventano chi è portatore di interessi economici, come nel caso di quelle società che, mosse da fini speculativi, hanno rovinato zone di pregio ambientale. "Vi sono inoltre numerosi altri elementi di preoccupazione, a cominciare dalla reale applicabilità della norma, dai controlli e dalle eccezioni - aggiunge l'Enpa -. Secondo il decreto, gli eco-reati sussistono solo nei casi in cui l'azione riguardi una quantità "consistente" di esemplari e abbia un impatto sullo stato di conservazione della specie. Ma ci chiediamo anche chi giudicherà nel merito stabilendo se tale azione rappresenti o meno un reato". Secondo la Protezione Animali, il testo approvato in Consiglio dei Ministri vanifica i veri obiettivi della direttive europee; il decreto, invece, sembrerebbe costruito solo per non incappare in procedure di infrazione su una materia - la tutela ambientale e i reati connessi - che va contro evidenti interessi dei privati. (8 luglio 2011)

L'ENPA PIANGE MARIA ROSARIA ESPOSITO, GIÀ VICE QUESTORE AGGIUNTO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO E RESPONSABILE DEL NIRDA


L'Ente Nazionale Protezione Animali ricorda con profonda commozione e affetto Maria Rosaria Esposito, ex vicequestore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato, nonchè grande sostenitrice del Nirda (Nucleo Investigativo Reati in Danno agli Animali) - da lei fortemente voluto - di cui è stata il primo dirigente. Di Maria Rosaria, che lascia un vuoto incolmabile, mancheranno l'impegno, la passione e le battaglie combattute sempre dalla parte degli animali. (7 luglio 2011)

MULTA PER CANI TENUTI A CATENA CORTA. L'ENPA: «SENTENZA SAGGIA CHE OSSERVA LA LETTERA E LO SPIRITO DELLA LEGGE»


In merito alla sentenza con cui la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato una multa di 5mila euro inflitta a un piemontese di Mondovì (Cuneo), che teneva i suoi tre cani legati con una catena troppo corta, il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: «Ancora una volta la Cassazione ha sentenziato con saggezza e piena osservanza della lettera e dello spirito della legge. Con sentenze come questa la Cassazione aggiunge un altro tassello a una giurisprudenza sensibile, illuminata e corretta che pone il nostro Paese all'avanguardia per quanto attiene la normativa di tutela degli animali e l'applicazione che ne deriva.» (7 luglio 2011)

UOVA DI CROSTACEI COME GIOCATTOLO. L'ENPA: "PLAUSO ALLA GRANDE EFFICIENZA DEI NAS"


L'Enpa ringrazia i Carabinieri dei Nas che, ancora una volta, hanno mostrato grande efficienza, professionalità e tempestività. Il sequestro delle "scimmie di mare", disposto proprio questa mattina dal Nucleo Anti-sofisticazioni dimostra la scaltrezza con cui sono state eluse le norme, mettendo a rischio la salute dei bambini oltre a mostrare scarso rispetto e considerazione per la vita animale. Frutto del sequestro sono, infatti, le uova di esemplari appartenenti alla specie "Artemia salina" - un piccolo crostaceo capace di adattarsi anche ad ambienti estremi (come le pozze saline) -, le quali, non appena si schiudono danno vita ai naupli, comunemente utilizzati negli acquari come fonte di cibo per i pesci. Ma in questo caso, come hanno scoperto i Nas, "le scimmie di mare" erano state commercializzate come "gioco per bambini", in aperta violazione delle normative vigenti che tutelano soprattutto l'aspetto sanitario. «Trattandosi di una specie animale al pari delle altre - commenta l'Enpa - è quanto mai esecrabile e pericoloso considerare l'Artemia Salina alla stregua di un giocattolo. Ai Nas va ancora una volta il grande merito di essere intervenuti per difendere la salute e garantire il rispetto delle norme che tutelano tanto gli uomini quanto gli animali.» (7 luglio 2011)

COLLABORAZIONE MEDIAFRIENDS, STRISCIA LA NOTIZIA ED ENPA CONTRO L'ABBANDONO DEGLI ANIMALI


È in onda da ieri 5 Luglio 2011 fino all'inizio di Agosto, sui canali Mediaset, uno spot con protagonista l'amico degli animali Edoardo Stoppa e finalizzato a proporre le vacanze con e per gli animali, in contrapposizione all'odioso e criminale fenomeno dell'abbandono. "Questa realizzazione nasce dalla collaborazione che si è sviluppata negli ultimi mesi fra Mediafriends Onlus, Striscia La Notizia, con il fondamentale apporto e disponibilità di Edoardo Stoppa" dichiara Marco Bravi, responsabile Comunicazione e Sviluppo dell'Ente Nazionale Protezione Animali. "È un'iniziativa che, per visibilità e diffusione, per noi non ha precedenti e che abbiamo il piacere di presentare nel pieno delle celebrazioni per il 140ennale della nostra fondazione. I ringraziamenti, doverosi e sentiti, vanno equamente suddivisi fra tutti quanti hanno creduto a questo progetto: Mediafriends Onlus, Mediaset e Publitalia '80, Antonio Ricci e lo staff di Striscia La Notizia. Una menzione particolare" prosegue Marco Bravi "va dedicata a Edoardo Stoppa che, con l'immediatezza e la disponibilità che lo contraddistinguono nelle sue battaglie a tutela degli animali, ha saputo far andare il messaggio oltre alla ormai un po' scontata denuncia del fenomeno, proponendo con efficacia una visione bella e possibile delle vacanze con e per gli animali. Lo spot, infatti, si propone con costruttiva finalità di servizio, presentando il sito tematico che ENPA ha dedicato agli animali in vacanza, con informazioni, consigli utili e servizi dedicati: www.vacanzebestiali.org. La programmazione dello spot avrà una significativa presenza sulle principali reti Mediaset, con numerosi passaggi previsti nell'arco di tempo fra Luglio e Agosto." (6 luglio 2011)

Per vedere lo spot clicca qui

MACELLAZIONE RITUALE. L'ENPA: «STOP PER EVITARE CRUDELI SOFFERENZE AGLI ANIMALI»


«La nostra battaglia contro la macellazione rituale non assume in alcun modo connotazioni razziali o religiose, ma solo un più elevato e profondo rispetto per la dignità e la sofferenza degli animali, anche nel momento più estremo della loro esistenza.» Questa la replica dell'Enpa al rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo di Segni, che ha criticato il no alla macellazione senza stordimento espresso da autorevoli intellettuali e da importanti settori del mondo istituzionale. La religione ebraica, del resto, riconosce e sancisce il rispetto per gli animali. Nella Torah sono, infatti, contenute prescrizioni che stabiliscono la necessità di osservare il riposo sabbatico anche per gli animali - al pari degli uomini, dunque - che proibiscono addirittura di mungere un animale sta soffrendo per le mammelle troppo gonfie o che non autorizzano a consumare il pasto se prima non si è dato da mangiare ai propri animali domestici. La caccia, infine, viene considerata una pratica del tutto estranea al popolo di Israele. «La scechità, vale a dire la macellazione condotta secondo il rito ebraico, nacque in origine con l'intento di non far soffrire gli animali più del dovuto - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa -. Oggi però, grazie al progresso della scienza e ad autorevoli ricerche scientifiche, sappiamo che questa pratica infligge una morte lenta e dolorosa, e per questo incompatibile con l'esigenza di tutelare gli animali, anche nel momento più estremo della loro vita.» Un tema, questo, che suscita dibattiti e controversie anche tra gli ebrei. Il noto scrittore ebreo-americano Safran Foer divenuto vegetariano dopo aver assistito in prima persona alle violenze ed ai trattamenti farmacologici di cui sono vittime gli animali degli allevamenti intensivi, nel suo saggio "Se niente importa" (tre edizioni nel giro di poche settimane) ha invitato a un momento di attenta riflessione, ricordando proprio il fatto che i precetti ebraici nascono dal presupposto di non far soffrire gli animali. «Il lavoro di Foer - prosegue Ferri - è un invito a prendere coscienza circa le possibili contraddizioni tra lo spirito del dettato religioso, in questo caso il rispetto degli animali, e le tradizioni che all'apparenza sembrano derivare da esso ma che in realtà finiscono per negarlo. Se nel nome delle tradizioni si commettono crimini atroci, come diceva Bernard Shaw, oggi tutte le culture sono chiamata a compiere un necessario passo in avanti per una pacificazione con il mondo animale.» (6 luglio 2011)

HA PRESO IL VIA A BUCAREST IL PRIMO PROGRAMMA DI ONOTERAPIA DELLA ROMANIA


È stata un successo l'inaugurazione di giovedì, 23 giugno, del primo programma di onoterapia (pet therapy con gli asinelli) della Romania dedicato ai bambini orfani e disabili del Centro Don Orione di Voluntari (Bucarest). Al taglio del nastro erano presenti l'Ambasciatore italiano in Romania Mario Cospito, la Presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali Carla Rocchi, i rappresentanti delle associazioni coinvolte nel progetto fra le quali l'Elizabeth Svendsen Trust e la finlandese Friends of Homeless Dogs. Presenti all'evento anche molte realtà dell'associazionismo locale e forte la presenza della stampa romena che ha dato grande rilievo all'evento.
Il progetto si chiama It's Donkey Time!, è coordinato dalla onlus italiana Save the Dogs and Other Animals con il finanziamento di Fondazione Paideia di Torino e si propone di migliorare la qualità di vita dei bambini orfani del Centro Don Orione di Vountari (Bucarest), affetti da vari livelli di disabilità : dalla sindrome di down a forme di paraplegia/tetraplegia associate a gravi ritardi psichici. Beneficeranno della terapia, guidata da un operatore specializzato, anche i bambini autistici provenienti dagli orfanotrofi pubblici dei dintorni, nonchè gli anziani dell'ospizio adiacente.
It's Donkey Time! prevede l'impiego di 4 asinelli appositamente scelti tra i 58 presenti nel rifugio gestito da Save the Dogs a Cernavoda nel distretto di Costanza, dove la onlus di Sara Turetta opera dal 2002. Si tratta di animali sottratti dalla morte per fame nelle campagne romene e dai maltrattamenti che, grazie alla collaborazione fra Save the Dogs e l'inglese Donkey Sanctuary hanno avuto una seconda chance. Due equini si limiteranno ad attività di interazione guidata con i bambini mentre gli altri due saranno addestrati per essere cavalcati tramite apposite attrezzature provenienti dall'Inghilterra. Sarà inoltre prevista la possibilità di agganciare le carrozzine ad un trailer per consentire ai piccoli ospiti su sedia a rotelle di essere portati a passeggio all'interno della proprietà della congregazione.
Partner "tecnico" del progetto è l'anglosassone Elisabeth Svendsen Trust for Children and Donkeys, che dagli anni '70 promuove progetti di onoterapia e attualmente gestisce cinque centri nel Regno Unito.
L'onoterapia è una disciplina da tempo utilizzata in paesi come l'Inghilterra e la Francia per stimolare sia i portatori di handicap che le persone affette da disturbi della personalità. I benefici sono sia di tipo prettamente motorio (cavalcando l'animale il bambino viene stimolato a livello muscolare grazie ai movimenti regolari e ripetitivi dell'andatura dell'asino) che emotivo (accarezzando gli asinelli le persone affette da autismo, da disturbi dell'apprendimento o da iperattività ricevono uno stimolo a livello psicologico). Questo progetto è il primo nel suo genere ad essere avviato in Romania e si propone di diventare un riferimento per le altre associazioni locali impegnate nell'handicap, inaugurando una modalità di assistenza innovativa e all'avanguardia per gli standard romeni. (4 luglio 2011)

La foto è stata scattata da Alessio Mesiano

TURISMO E FAUNA SELVATICA: ISTRUZIONI PER L'USO


La stagione estiva segna non soltanto il momento clou della fase riproduttiva per la fauna selvatica, ma anche un vero e proprio boom di segnalazioni relative al ritrovamento di giovani esemplari di mammiferi e uccelli che possono sembrare orfani dei loro genitori. Attenzione però: non sempre è così. Cosa fare dunque in questi casi?
Anzitutto, è necessario ricordare che tutti gli animali selvatici sono protetti dalla legge 157/92 sulla tutela della fauna, che vieta ogni forma di detenzione, anche quelle "a fin di bene". Ciò significa che prima di intervenire occorre valutare molto attentamente la situazione anche perchè il più delle volte i cuccioli lasciati da soli non sono stati abbandonati; la loro madre, infatti, può essere nei paraggi alla ricerca di cibo. Prelevarlo significherebbe pertanto separarlo una volta per tutte dai suoi genitori e renderlo realmente orfano. Per questo, occorre non essere impulsivi e contattare la Sezione più vicina dell'Enpa e le autorità competenti in materia di fauna selvatica (tra cui: Corpo Forestale dello Stato e Polizia Provinciale) in modo di avere un consiglio prima raccogliere il cucciolo, anche quando è ferito. Da ricordare anche che tutti gli animali selvatici considerano l'uomo come un predatore e potrebbero tentare di difendersi: un ulteriore motivo non fare da sè ma chiedere l'intervento delle autorità.
Le "mamme" selvatiche sono molto protettive e adottano numerosi accorgimenti per tutelare il proprio piccolo, lasciandolo in prossimità delle tane o, come accade per i caprioli, nascondendoli tra l'erba. In questo modo il genitore - che tornerà comunque sul posto per sfamare il suo cucciolo - evita che la propria presenza possa attirare eventuali predatori.
Se si dovesse trovare un cucciolo non toccarlo ma avvertire le autorità competenti. Quasi tutti i mammiferi, infatti, riconoscono i propri figli dall'olfatto: il contatto vorrebbe dire distruggere la loro firma olfattiva.
I piccoli di pipistrello (gli unici mammiferi volanti del pianeta) - riconoscibili per l'assenza o la scarsità di pelo oltre che per le piccolissime dimensioni - rinvenuti a terra vanno sempre prelevati e messi in una scatolina appositamente forata, alimentandoli con poche gocce di latte di capra ogni 2 ore circa. Al crepuscolo, si può tentare di posizionare il piccolo nelle immediate vicinanze del luogo di ritrovamento ma in alto: la mamma potrebbe riprenderselo. Se non accade nulla, allora bisognerà avvertire il Corpo Forestale e consegnare il piccolo al più vicino centro di recupero della fauna selvatica.
Se ci si dovesse imbattere in un giovane volatile, che, con il piumaggio appena sviluppato e con gli occhi aperti saltella pur non essendo in grado di volare, ci si trova di fronte ad un esemplare che non è caduto dal nido ma che sta semplicemente scoprendo il mondo. In questa fase il genitore lo segue fuori dal nido, fornendo non solo cibo ma le informazioni necessarie per la sopravvivenza come, ad esempio, saper riconoscere i predatori. In questi casi prelevare il piccolo pensando di salvarlo è un errore: nessuno all'infuori di "mamma merlo" è in grado di insegnare al suo piccolo che un felino rappresenta un pericolo. Cosa fare allora? Meglio non intervenire o prendere l'uccellino e spostarlo nell'arco di 15-20 metri, nascondendolo in una siepe: il suo piumaggio mimetico lo nasconderà alla vista dei predatori. La mamma ritroverà il suo piccolo con il canto. In città questo non è sempre possibile farlo e in strade trafficate dove non vi sono aiuole o giardini, è necessario contattare l'Enpa o il centro recupero fauna più vicino per farsi consigliare.
Discorso diverso invece per rondini, rondoni, balestrucci ed esemplari totalmente implumi o con gli occhi chiusi, che vanno sempre prelevati.
Da ricordare, infine, che come pronto soccorso ai piccoli uccelli non vanno mai somministrati pane, latte e uova ma carne. Inoltre, il ricovero deve essere costituito da una scatola e mai da una gabbia, perchè con le sbarre il giovane potrebbe ferirsi. In ogni caso, mai fare da sè, perchè intervenire, curare, far crescere e liberare un animale selvatico è compito di persone esperte e di strutture altamente specializzate. (1 luglio 2011)

TRAVAGLIO: "DEPENALIZZARE IL REATO DI MALTRATTAMENTO AGLI ANIMALI". LA REPLICA DEL PRESIDENTE ENPA CARLA ROCCHI


Per anni i maltrattamenti agli animali sono stati puniti solo con multe. Risultato: brevissima prescrizione dei procedimenti legali, nessun effetto deterrente, palese squilibrio tra l'azione commessa e la sanzione. Da quando questa legge esiste è stato possibile perseguire in tribunale i maltrattatori. Travaglio lamenta di essere considerato un maltrattatore di animali. Se si oppone a che i maltrattatori veri vengano perseguiti si unisce, seppure involontariamente, a quella compagnia. Ma se per Travaglio qualunque reato perseguibile penalmente viene percepito come ostativo del suo personale criterio delle priorità relative all'azione dei giudici, il problema fa parte delle sue ossessioni e non della realtà. Solo perchè sia chiaro che queste valutazioni non hanno nulla di pregiudizialmente politico, dichiaro la mia appartenenza e lunga militanza nella parta politica opposta a quella dell'attuale maggioranza di governo. (30 giugno 2011)
Clicca qui per visionare le dichiarazioni di Travaglio (minuto 31.30)

L'ENPA: "STOP AI CONTRIBUTI PER I CIRCHI CON ANIMALI"


Stop ai finanziamenti pubblici per le attività circensi. Lo chiede l'Enpa che ritiene inammissibile la previsione di incentivi e agevolazioni pubblici per attività fondate sullo sfruttamento e sul maltrattamento degli animali. Infatti, la cattività circense - vale a dire prelevare un animale dal suo ambiente naturale o farlo nascere tra le sbarre di una gabbia, costringerlo a vivere in spazi angusti (spesso sono di pochi metri), addestrarlo attraverso la deprivazione alimentare ad eseguire una serie di esercizi contrari alle sue caratteristiche etologiche - rappresenta una forma di maltrattamento in sè. Tanto più grave in quanto autorizzata dalle leggi dello Stato e incentivata con l'esborso di denari pubblici, cui concorrono tutti i contribuenti italiani. Dati alla mano (sono pubblici, disponibili sul sito del Ministero per i Beni e le Attività culturali), nel solo 2010 alle "attività circensi e spettacolo viaggiante" sono stati assegnati 6.252.883,32; con un incremento del 15% rispetto al 2009 quando sono state ammesse ai contributi più di 160 domande finalizzate prevalentemente (più del 40%) all'acquisto di nuove attrezzature. Ancora più eloquenti le statistiche relative agli ultimi cinque anni: dal 2006 al 2010 le insegne circensi hanno ricevuto in dote oltre 32 milioni di euro. Ma il circo agli italiani piace? In questo caso i dati (2006) del Ministero per i beni e le attività culturali sono impietosi: a fronte dei circa 105 milioni di biglietti "strappati" per gli spettacoli cinematografici, degli oltre 16milioni per quelli di prosa, le esibizioni circensi ne hanno emessi appena 1,4milioni; meno degli spettacoli musicali (3milioni) e di quelli di danza (1,8milioni). «Trentadue milioni di euro in cinque anni rappresentano un vero e proprio tesoretto - commenta l'Enpa - che, specie in un periodo così difficile per la nostra finanza pubblica, avrebbe potuto essere utilizzato per sostenere iniziative molto più meritorie, come gli spettacoli senza animali che non lucrano sulla pelle di altri esseri viventi infliggendo loro inutili sofferenze.» (27 giugno 2011)

CALDO IN ARRIVO. L'ENPA: "PROTEGGERE I PET: SOFFRONO LE ALTE TEMPERATURE"


A patire la canicola non sono soltanto gli uomini ma anche gli animali. Cani e gatti non "sudano" come noi e, per abbassare la loro temperatura corporea (già normalmente intorno ai 38,5°), aumentano i ritmi respiratori. Pertanto gli si deve sempre garantire un luogo ombreggiato e ventilato, acqua fresca, cibo leggero e facile da digerire.
Ma ecco alcune semplici regole, un vero e proprio vademecum, per garantire un'estate serena anche ai quattrozampe:

- Non lasciare mai un animale incustodito dentro l'auto: in questo periodo la temperatura interna dell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e può raggiungere fino a 70°. Lasciarli nell'abitacolo dunque è una disattenzione che può condannarli a morte, come raccontano le cronache di questi ultimi giorni.
- Se si dovesse notare un animale chiuso all'interno di un'automobile prestare attenzione ai sintomi di un colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In questi casi un intervento immediato può salvargli la vita: se non si riuscisse a rintracciare il proprietario dell'autovettura, chiamare subito le forze dell'ordine. Fino al loro arrivo, è necessario cercare di creare ombra sistemando ad esempio alcuni giornali sul parabrezza e, nel caso in cui i finestrini non dovessero essere completamente chiusi, versare dell'acqua all'interno per bagnare l'animale o farlo bere. In casi estremi è accaduto che cittadini abbiano rotto il finestrino dell'automobile per soccorrere il quattrozampe ed evitargli una morte certa. In queste circostanze l'Enpa, considerando prevalente la salvezza dell'animale, ha offerto il proprio sostegno legale.
- In caso di ipertermia (la pelle scotta, l'animale barcolla o ha difficoltà a respirare) è necessario abbassargli la temperatura bagnandoli con acqua fresca e applicando nell'interno coscia i siberini (i contenitori quadrati che contengono acqua ghiacciata e che vengono usati per tenere bassa la temperature dei frigoriferi portatili) coperti con una busta o con del tessuto per evitare di ferire la pelle dei quattrozampe.
- Non costringere i cani a sforzi eccessivi. Sono assolutamente da evitare le passeggiate nelle ore più calde della giornata: oltre al colpo di calore: l'animale può scottarsi le zampe sull'asfalto arroventato. È consigliabile portare con sè una bottiglietta di acqua e una ciotola. Da evitare anche le gare o le attività sportive.
- Anche i pet sono soggetti alle scottature solari. È possibile proteggerli applicando una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche e sulle punte delle orecchie prima di farli uscire.
- Per i pesciolini: l'Enpa ricorda che obbligare questi animali a vivere in un acquario significa infliggere loro inutili sofferenze. Tuttavia, chi dovesse possedere un acquario non dovrebbe esporlo al sole diretto. È inoltre importante cambiare l'acqua regolarmente avendo cura di togliere le alghe che si formano. Chi avesse un laghetto in giardino deve riempirlo regolarmente per compensare l'acqua che evapora e sostituire così l'ossigeno perso. Lo stesso vale per canarini e criceti che non dovrebbero essere costretti alla cattività e che, comunque, non dovrebbero mai essere lasciati sul balcone al sole diretto; le gabbiette vanno posizionate in un luogo fresco, arieggiato e ombreggiato.
- Attenzione ai parassiti. Meglio applicare preventivamente un antiparassitario adatto alla specie e alla taglia: alcuni prodotti per cani possono essere letali per i gatti. Per i cani è fondamentale prevenire le punture dei flebotomi (sono simili alle zanzare) che possono trasmettere la leishmaniosi. In commercio sono disponibili anche preparati a base di olio di Neem, potente disinfettante e antiparassitario, che non presenta alcuna controindicazione anche per i soggetti più sensibili.
- Allarme parassiti anche per i conigli e le cavie. In questo caso è necessario ispezionare attentamente ogni giorno l'animale per verificare l'eventuale presenza di uova di mosche sul pelo (infestano anche i cani), tenere pulito il luogo in cui vivono e cambiare almeno due giorni alla settimana la lettiera o il fondo.

In caso di dubbi è consigliabile consultare il proprio veterinario di fiducia. Le oltre 150 sezione Enpa presenti sul territorio nazionale sono comunque a disposizione con ulteriori consigli e indicazioni. (24 giugno 2011)

I CACCIATORI DI FACE ITALIA RINNEGANO L'ACCORDO DEFINITO IN CONFERENZA REGIONI SUI CALENDARI VENATORI


"È triste constatare che il mondo venatorio rappresentato da Face Italia (a cui aderiscono quattro delle sette associazioni venatorie nazionali riconosciute) si dimostri, ancora una volta, totalmente inaffidabile e scorretto". Lo affermano Enpa, Fare Verde, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia a commento del comunicato con cui le associazioni venatorie Federcaccia, Enal Caccia, Libera Caccia e ANNU (unite in FACE Italia) hanno preso le distanze dall'accordo raggiunto in sede di Conferenza delle Regioni, presenti anche l'Ispra e le stesse Regioni, con agricoltori, ambientalisti e animalisti. È stato un lavoro di otto mesi, puntuale e complesso, che ha visto continuamente presenti e partecipi anche quelle parti sociali che oggi si tirano indietro e negano la realtà. Il lavoro, coordinato dalla Regione Puglia, ha riguardato tempi di caccia e specie cacciabili alla luce delle modifiche della 157/92 con cui sono state introdotte nuove e rigorose norme di tutela degli uccelli, nonchè alla luce delle indicazioni tecnico-scientifiche formulate dall'autorità nazionale quale è l'ISPRA. "Ebbene: oggi gran parte dei cacciatori rinnegano l'accordo, come se quelli presenti e partecipi per otto mesi non fossero i loro dirigenti ma degli ologrammi, delle illusioni ottiche; come se le cose che sono state dette non fossero mai state dette; come se i loro presidenti non ci avessero anche preso gusto al negoziato, giungendo reiteratamente a chiedere trattative ad oltranza onde chiudere più rapidamente l'accordo - proseguono le associazioni -. E come se non fossero stati proprio i loro presidenti (sì, i loro presidenti, e non solo le associazioni ambientaliste e animaliste) a manifestare lo sdegno perchè in Italia è autorizzata la caccia a specie come la Starna, praticamente estinta. O infine, a chiusura dell'ultimo giorno di trattativa, a esprimere l'unico dubbio, ma senza mettere in discussione l'accordo complessivo, sulla data di chiusura della caccia per alcune specie (alcune, non tutte) di uccelli acquatici." "Ancora una volta, insomma, questi dirigenti dimostrano la propria completa inaffidabilità e l'incapacità di decidere tra una prospettiva di modernità e le più retrograde e penose istanze ultravenatorie. Le quali non hanno mancato di fare capolino, sebbene più timidamente, anche nel corso degli incontri del Tavolo, suscitando l'imbarazzo e le critiche persino delle grandi associazioni agricole - aggiungono le associazioni - .L'accordo tuttavia è stato chiuso, e correttezza istituzionale vorrebbe che la Conferenza delle Regioni ne prendesse atto ufficialmente. Tuttavia, se questo non dovesse avvenire, ricordiamo che lo Stato, attraverso la sua autorità scientifica in materia, ha trasmesso da tempo a tutte le Regioni le indicazioni su come formulare i calendari venatori rispettando gli standard minimi di tutela costituzionalmente previsti ed obbligatori. Tale è infatti la Guida ISPRA, che non va confusa, come tenta di far credere qualcuno, con un semplice parere tecnico, sebbene importantissimo, ma ç l'indicazione del nucleo minimo di tutela che sta in capo allo Stato." Le Regioni, dunque, applichino rigorosamente quelle indicazioni, considerando che in gioco c'è il patrimonio pubblico costituito dalla fauna, che diversamente rischierebbe di subire un danno grave, irreparabile e potremmo persino dire doloso. Da parte nostra vigileremo con un'attenzione senza precedenti perchè ciò non accada e chiameremo a rispondere, anche personalmente e di fronte alla magistratura ordinaria, ogni singolo responsabile di tali danni. Perchè se ci sono estremisti che fanno richieste fuori legge, la responsabilità del danno è di colui che le accoglie. (24 giugno 2011)

CACCIA, ASSOCIAZIONI A REGIONI: APPLICARE NUOVE REGOLE SULLA CACCIA SECONDO INDICAZIONI ISPRA E ACCORDI TRA LE PARTI.


"Le regioni redigano i calendari venatori secondo le indicazioni date dall'Ispra o al massimo entro i termini dell'accordo raggiunto con le parti sociali, per evitare violazioni alle norme nazionali e comunitarie e un grave e irreparabile danno al patrimonio pubblico, di cui chiederemmo di rendere conto alla magistratura non solo amministrativa". È quanto affermano le associazioni Enpa, Fare Verde, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf che hanno inviato un telegramma a tutti i presidenti di regione nonchè agli assessori regionali all'ambiente e alla caccia, per chiedere il rispetto e l'applicazione delle nuove regole sulla tutela degli uccelli e la regolamentazione della caccia. "Le modifiche alla legge 157/92 intervenute con la legge Comunitaria 2009 obbligano lo Stato e le Regioni, già con i prossimi calendari venatori, a garantire la massima tutela alle specie di uccelli selvatici, a mantenere uno stato di conservazione favorevole e a vietare la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale". "I prossimi calendari venatori dovranno tenere obbligatoriamente conto di queste regole, derivanti dalle norme europee e internazionali, nel rispetto delle indicazioni date dalla Guida Ispra 2010 che rappresentano non dei semplici ed eludibili pareri ma gli standard minimi e uniformi di tutela statale. Bene dunque ha fatto oggi il PD a chiedere alle regioni il rispetto di tali regole, richiamando anche l'accordo che nei giorni scorsi è stato trovato tra le regioni e le parti sociali. È utile, infatti, notare che la Conferenza delle Regioni ha promosso e coordinato un tavolo di confronto tra le varie parti sociali che, dopo mesi di lavoro, è giunto alla definizione di un accordo "politico" per la redazione dei prossimi calendari venatori". "A questo punto è quindi d'obbligo, anche considerato lo stato già critico in cui l'Italia versa, agli occhi dell'Europa, sul fronte caccia, che le regioni emanino i calendari venatori entro i termini dettati dall'Ispra, anche tenendo conto dell'accordo raggiunto tra le parti sociali, al fine di evitare violazioni alle norme nazionali e comunitarie e soprattutto quel gravissimo danno al patrimonio pubblico, per il quale, questa volta, chiederemmo l'intervento della magistratura non solo amministrativa". (21 giugno 2011)

CACCIA, DURA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE CONTRO LOMBARDIA E TOSCANA: RISPETTARE STANDARD DI TUTELA E PARERE ISPRA


"La sentenza della Corte Costituzionale è una nuova, secca bocciatura della politica delle regioni Lombardia e Toscana in fatto di cattura e utilizzo di richiami vivi, cioè gli uccelli usati come esche per la cattura o la caccia di altri uccelli. Ma ha un valore che riguarda tutta l'attività venatoria". È il commento delle associazioni Amici della Terra, Animalisti italiani, Enpa, Fare Verde, Lac, Lav, Legambiente, Lipu,-BirdLife Italia, Vas e Wwf Italia alla sentenza della Consulta n. 190 dell'8 giugno, con cui è stata sancita l'illegittimità della legge n. 16 del 21 settembre 2010 della Lombardia, e dell'articolo 2 e del richiamato allegato A della legge della Toscana del 6 ottobre 2010. "Quella dei richiami vivi è una pratica desueta e deprecabile ma che, essendo ammessa dalla legge nazionale, va comunque effettuata nel rispetto delle norme. Cosa che ancora una volta, la Lombardia e la Toscana non hanno fatto. Gli assessori della Lombardia e della Toscana, più che progettare nuove deroghe e caccia al fringuello, farebbero dunque bene a riflettere su quanto sia errato prestare ascolto a certe frange del mondo venatorio, che solo danni stanno facendo alla natura, alla buona amministrazione e all'immagine dell'Italia", spiegano le associazioni che aggiungono: "Ma il pronunciamento della Corte ha anche un enorme valore generale sull'attività venatoria: la Corte, accogliendo il ricorso del Governo su forte segnalazione delle associazioni, ha ribadito gli obblighi comunitari in fatto di deroghe, che sono uno strumento eccezionale il cui utilizzo, afferma la Corte, va ridotto allo stretto necessario, e della necessità di garantire standard minimi e uniformi di tutela della fauna e di disporre di parere favorevole dell'autorità scientifica, vale a dire l'Ispra". In tal senso la pronuncia della Corte cade in un momento quanto mai opportuno e importante, considerato che proprio in queste ore si decideranno i calendari venatori alla luce della nuova legge 157/92, così come modificata dalla legge Comunitaria 2009. Nella nuova 157 sono presenti norme, recepite dalla direttiva Uccelli, che prevedono la tutela attiva delle specie a sfavorevole stato di conservazione e il divieto assoluto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione preriproduttiva degli uccelli. Si tratta di aspetti essenziali, centrali per la conservazione della natura, tesi proprio a garantire un nucleo minimo e uniforme di tutela degli uccelli su tutto il territorio nazionale, rispetto ai quali è indispensabile rispettare le indicazioni dettagliate che, in questo senso, l'Ispra ha formulato con una specifica Guida ai calendari venatori. Tale Guida non va dunque assunta semplicemente come il parere generico di un istituto scientifico, ma proprio come la formulazione tecnica di quella necessità di livelli minimi di tutela che vanno garantiti su tutto il territorio nazionale, in modo pieno e uniforme. "Se ciò non dovesse avvenire - proseguono le associazioni -, e se ad esempio talune regioni non dovessero rispettare questi standard, ciò comporterebbe la violazione di norme e principi nazionali, comunitari e costituzionali, oltre che un consapevole e irreparabile danno al patrimonio pubblico di cui si dovrà rendere conto. Per questo, è di assoluta rilevanza che le regioni da quest'anno in poi emanino calendari rispettosi della nuova legge 157 e delle specifiche tecniche fornite dall'ISPRA ed escludano varie specie dalla liste di quelle cacciabili, nonchè riducano sensibilmente il periodo di caccia di varie specie, tra cui uccelli acquatici, turdidi e beccaccia." (16 giugno 2011)

IL 18 E 19 GIUGNO SI RIUNISCE L'ASSEMBLEA DEI SOCI ENPA


Fine settimana importante per la vita dell'Ente Nazionale Protezione Animali. Il 18 e 19 giugno si riunisce a Monza - rispettivamente in prima e seconda convocazione - l'assemblea generale ordinaria dei soci. La prima convocazione è in programma alle ore 22 del 18 giugno presso "Binario 7" (Urban Center) in Piazza Castello. In mancanza del numero legale, la seconda convocazione è fissata per il 19 giugno sempre presso "Binario 7" ma con inizio alle ore 9.30. (16 giugno 2011)

L'OLANDA CONTRO LA MACELLAZIONE RITUALE. L'ENPA: "IL PROBLEMA ESISTE ANCHE NEL NOSTRO PAESE"


L'Olanda si mobilita contro la macellazione rituale. Infatti, secondo quanto riferito da fonti di stampa, una legge che vieta le tecniche di macellazione "halal" (islamica) o kosher (ebraica) domani sarà portata - non senza polemiche e divisioni - al voto del parlamento olandese. Per l'Enpa questo potrebbe rappresentare un importantissimo passo avanti nella difesa del benessere degli animali, anche di quelli destinati alla morte; un precedente al quale altri Paesi potrebbero e dovrebbero ispirarsi. «Il problema non è soltanto olandese ma anche italiano», spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa, che aggiunge: «nel nostro Paese la normativa stabilisce che, per limitare la sofferenza degli animali, questi vengano storditi o abbattuti all'istante prima di essere macellati. La stessa normativa, però, prevede una deroga per la macellazione rituale.» Secondo il rito islamico e ebraico, infatti, la carne di bovini e ovini può essere consumata soltanto se l'animale rimane cosciente durante tutta la procedura mentre con una lama affilata vengono recisi esofago, trachea e vasi sanguigni per far uscire completamente il sangue. La morte sopraggiunge a seguito di un'agonia lenta e atroce, come dimostrano recenti studi dei segnali elettroencefalografici dei vitelli (tra cui quello neozelandese Electroencephalographic responses of alothane-anaestheised calves to slaughter by ventral neck incision whitout prior stunning). «Naturalmente - prosegue Ferri - noi siamo favorevoli alla scelta vegetariana o vegana e ci battiamo contro l'uccisione di animali, indipendentemente dal fatto che questi siano destinati all'alimentazione umana. Tuttavia, se la normativa vigente prevede lo stordimento per garantire il benessere animale, qualsiasi deroga a tale principio rappresenta una ingiustificata violazione dei presupposti giuridici che stanno alla base di queste norme. Non è accettabile che in uno stato laico e civile sia ancora ammessa la macellazione secondo riti che urtano la sensibilità della maggior parte degli italiani: l'integrazione con i popoli e il rispetto per le altre culture e tradizioni non possono giustificare la richiesta di derogare a leggi che tutti dovremmo essere chiamati a rispettare.» (15 giugno 2011)

ANIMALI E SICUREZZA DEI LAVORATORI. PRESENTATO IL MANUALE INFORMATIVO DELL'ENPA


Centodue pagine, tremila copie stampate e diffuse ai dipendenti e ai volontari che operano nelle oltre 150 Sezioni della Protezione Animali. Sono questi i numeri del manuale informativo "Sicurezza e salute sul lavoro" presentato oggi, 14 giugno, a margine della conferenza stampa durante la quale il sottosegretario alla Salute, onorevole Francesca Martini, ha reso noto il bilancio annuale della Task Force per la tutela degli animali d'affezione. Premiato dall'Associazione Italiana Imprese Esperte in Sicurezza sul Lavoro (Aiesil) come miglior progetto nazionale di comunicazione sulla sicurezza sul lavoro, il manuale dell'Enpa è un vademecum molto dettagliato sui comportamenti da seguire per garantire l'incolumità e il benessere delle persone e degli animali. Le prescrizioni, infatti, spaziano dalle attività d'ufficio alla movimentazione dei carichi, dal contatto con gli animali e dall'interpretazione dei loro comportamenti agli interventi di primo soccorso. «La stesura di questo importante manuale rappresenta un atto dovuto - spiega Carla Rocchi, presidente nazionale della Protezione Animali -. Dovuto perchè è la legge sulla sicurezza sul lavoro che lo richiede, ma lo spirito è stato quello di oltrepassare il mero dettato normativo per garantire, responsabilmente, la sicurezza e l'incolumità degli animali ospitati presso le strutture dell'Enpa e delle persone che vi operano, a titolo oneroso o gratuito.» Infatti, il dettaglio nel quale il volume sceglie di attestarsi, è in linea con la manualistica prodotta da aziende e strutture di forte impatto quantitativo sul territorio nazionale e nel tessuto sociale. «Con questo volume - prosegue Rocchi -. l'Enpa compie un vero salto di qualità coniugando lo spirito altruistico della propria missione con la professionalità e la preparazione che ne fanno la più importante, diffusa ed efficacemente operativa associazione animalista del nostro Paese». «Ringrazio tutte le persone che a tale salto di qualità hanno contribuito, tra cui in particolare, il consigliere nazionale dell'Enpa Marco Innocenti Degli, la consulente del lavoro Silvia Marengo, la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (la Simevep) che ha reso possibile la stampa del volume, le nostre Sezioni di Pistoia, Genova, Trieste, S.Giovanni Valdarno. Ma ringrazio anche tutti coloro i quali, donne e uomini, dipendenti e volontari, giorno dopo giorno, nel loro difficile impegno rendono l'Enpa al tempo stesso la più antica e la più moderna delle associazioni animaliste.» (14 giugno 2011)

IT'S DONKEY TIME! IL 23 GIUGNO LA PRESENTAZIONE DEL PRIMO PROGETTO DI ONOTERAPIA PER BAMBINI ORFANI E DISABILI IN ROMANIA


Sarà presentato il 23 giugno alle ore 11.00 presso il Centro Don Orione di Voluntari (Bucarest, Romania), il primo progetto di pet therapy con gli asini a favore di bambini orfani e disabili. A coordinarlo è la onlus italiana "Save the Dogs and Other Animals" con il contributo finanziario della Fondazione Paideia di Torino. Alla presentazione interverranno l'ambasciatore italiano in Romania Mario Cospito; Ramona Badescu, il Presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali Carla Rocchi e i rappresentanti di tutte le associazioni coinvolte nel progetto fra le quali l'Elizabeth Svendsen Trust e la finlandese Friends of Homeless Dogs, già partner della onlus italiana nei progetti di cura e contenimento del randagismo canino sul territorio romeno. L'appuntamento con "It's Donkey Time!" è il 23 giugno alle ore 11.00 presso il Centro Don Orione B-dul Eroilor 124-126, Voluntari, Judet Ilfov, Romania. Per informazioni è possibile Save the Dogs and Other Animals Onlus (Via Pareto 36, 20156 Milano) al numero di telefono +39/02 3944 5900 (Fax:+39/02 3013 3300), alla mail info@savethedogs.it oppure visitare i siti web www.savethedogs.eu e www.footprintsofjoy.eu. (14 giugno 2011)

MEDUSE. LA PROLIFERAZIONE È COLPA ANCHE DELLA PESCA INDISCRIMINATA


Come giustamente osservato dal Virginia Institute of Marine Science, la proliferazione delle meduse impoverisce la catena alimentare degli oceani, ma - sostiene l'Enpa - è dovuta, a sua volta, alla costante riduzione dei predatori che si cibano di questa specie. Riduzione, questa, imputabile proprio alla pesca indiscriminata. «Si tratta di un vero e proprio circolo vizioso», osserva Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa, che prosegue: «la diminuzione dei predatori contribuisce, insieme ad altri fattori - tra cui l'inquinamento e l'aumento globale delle temperature - all'incremento incontrollato della popolazione di meduse. Questa specie, infatti, non solo impoverisce le risorse dal mare, sottraendo il plancton agli altri abitanti marini, ma, inibendo l'azione dei batteri che degradano il carbonio, determina un aumento dell'acidità delle acque che impedisce proprio il ricostituirsi delle riserve di plancton.» Secondo l'Enpa, per spezzare questa reazione a catena è necessario fermare la pesca - specie quella illegale - di tonni e pescespada ma soprattutto adottare abitudini alimentari sostenibili "abbracciando" la scelta vegetariana. «È il solo modo - conclude Ferri - per preservare la biodiversità dei nostri mari e, al contempo, garantire la sicurezza dei bagnanti.» (13 giugno 2011)

ENPA, LEGA DEL CANE E LAV ALL'ENCI: "CANI, NO AL TAGLIO DELLA CODA"


I sottoscritti Gianluca Felicetti, in qualità di Presidente e legale rappresentante della Lav, Lega Anti Vivisezione; Carla Rocchi, in qualità di Presidente e legale rappresentante dell'Enpa, Ente nazionale protezione animali, Laura Rossi, in qualità di Presidente e legale rappresentante della Lega Nazionale per la Difesa del Cane
premesso che
- in data 22 marzo 2011 veniva emanata l'Ordinanza del Ministero della Salute 'Differimento del termine di efficacia e modificazioni, dell'ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 3 marzo 2009' concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, pubblicata nella GU n. 110 del 13-5-2011;
- l'Ordinanza in questione fonda i suoi contenuti, tra le altre norme, su:
- la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata dall'Italia;
- la legge 4 novembre 2010, n. 201, recante ratifica ed esecuzione della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987;
- la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo»;
- nonchè sugli articoli 544-ter, 650 e 727 del codice penale;
- nello specifico, si rileva come la Convenzione citata, integralmente ratificata e senza riserve con legge n 201 del 2010 disponga all'art. 10 'Interventi chirurgici ' che
1. Gli interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare:
a) il taglio della coda;
b) il taglio delle orecchie (…); - In ossequio alla Convenzione citata, l'Ordinanza ministeriale in esame, dispone all'articolo 1 lettera b) che all'articolo 2, comma 1 due importanti divieti generali ovvero:
- «d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in conformità all'art. 10 della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata con la legge 4 novembre 2010, n. 201;»;
- e) è vietata la vendita e la commercializzazione e l'esposizione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d) ;
- In sintesi ed in termini generali, in base all'Ordinanza in questione ed alle norme nazionali richiamate, sono vietati in termini generali e senza alcun tipo di eccezione gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, nonchè la vendita, la commercializzazione e l'esposizione di cani sottoposti a tali interventi chirurgici;
- L'Ordinanza citata nel recepire un divieto già cogente in base alla legge di ratifica n 201 del 2010 della Convenzione internazione sulla protezione degli animali da compagnia, richiama inoltre la violazione dell'art 544 ter c.p. che testualmente dispone che ''Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale.''
- La Federazione nazionale degli Ordini veterinari Italiani e la Federazione Europea dei veterinari condannano i tagli di code e orecchie dei cani, in ossequio alla Convenzione europea e lo stesso Centro di Referenza Nazionale sul Benessere Animale del Ministero della Salute con proprio parere tecnico scientifico ufficiale ha chiarito recentemente i gravi danni alla salute degli animali che comporta il taglio della coda sostenendo che 'l'amputazione preventiva della coda per scopi non terapeutici sia da bandire come previsto dalla Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da Compagnia'
- nello specifico si legge nel parere che il taglio della coda è un'amputazione che comporta il taglio che schiaccia la pelle, muscoli, nervi, tendini ed osso e cartilagine:
- Causa il dolore acuto ai cuccioli e si suppone in grado di causare dolore a lungo termine dovuto all'attività patologica del nervo come conseguenza del danno tissutale e sviluppo di neuroma;
- I Cani neonati, come con altri giovani mammiferi, sono probabilmente molto sensibili al dolore e comunque più intensamente degli adulti;
- Muscoli importanti della regione pelvica e perineale del cane continuano sulla coda e si attaccano alle vertebre della coda. Vi è evidenza che il taglio della coda indebolisce i muscoli in questione nella defecazione e nel mantenimento della resistenza del diaframma pelvico, conducendo al rischio aumentato di incontinenza fecale, di ernia perineale e di incontinenza urinaria nelle femmine;
- La rimozione della coda priva il cane di mezzi importanti di espressione delle relative intenzioni ed emozioni e può condurre a malintesi sia con l'uomo che altri cani. Il dolore e l'afflizione causati dall'amputazione della coda possono anche compromettere il processo di socializzazione nei cuccioli;
- La rimozione della coda del cane può ridurre la resistenza del posteriore e compromettere il relativi equilibrio e agilità
- Le lesioni della coda sono relativamente rare (per esempio, 4 per 10.000 cani trattati in cliniche) e la prova non indica che i cani con coda mozza abbiano un rischio aumentato di ferita della coda. Non è accettabile amputare la coda di un gran numero di cuccioli per evitare un piccolo numero di lesioni possibili della coda in cani adulti, specialmente se la maggior parte di quelle lesioni possono essere trattate da ambulatori di pronto soccorso;
- l'articolo 6 della predetta Ordinanza dispone infine che '1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle competenti Autorità secondo le disposizioni in vigore.';
- l'articolo 117 della Costituzione stabilisce che La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Dunque efficacia prioritaria è data alla normativa nazionale ed internazionale ratificata ed eseguita in Italia con atto legislativo, per cui i divieti imposti dal combinato disposto delle leggi n. 201 del 2010 e n.189 del 2004 (art 544 ter c.p.) prevalgono su qualunque altro atto di natura subordinata,ivi comprese eventuali note ministeriali difformi dai contenuti normativi vigenti;
- In conformità a quanto sin'ora esposto, si segnala che la 'Nota di chiarimento' a firma della d.ssa Gaetana Ferri, Direttore Generale Sanità Animale e Farmaco Veterinario del Ministero della Salute datata 18 maggio 2011 nella parte in cui introduce arbitrariamente limiti temporali ai divieti attualmente cogenti, non previsti ne dall'Ordinanza in esame, ne dalle norme nazionali ed internazionali ivi richiamate, può considerarsi un 'tamquam non esset' ovvero certamente inidonea a legittimare condotte altrimenti vietate e sanzionate dalle norme nazionali vigenti, come confermato dal TAR Piemonte sezione I 11 maggio 2009 n 1413 e TAR. Lombardia sezione I 23 gennaio 2008 n 126 secondo cui 'le circolari interpretative sono prive di efficacia vincolante';

Considerato che
- L'Ente in indirizzo, ai sensi dell'articolo 1 del proprio Statuto è sottoposto alla vigilanza del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, di seguito denominato Ministero, con D. L. del Capo Provvisorio dello Stato del 23 dicembre 1947 n. 1665;
- In base alle disposizioni generali del Regolamento di attuazione è previsto che l'ENCI persegue le finalità indicate dallo Statuto ed esercita anche attività a rilevanza pubblica, quale la tenuta dei libri genealogici, in base a previsioni normative e/o provvedimenti amministrativi. Svolge, inoltre, gli altri compiti attribuitigli dallo Stato. (…) L'ENCI, compatibilmente con la normativa vigente, conforma le proprie attività agli indirizzi e ai regolamenti della Federazione Cinologica Internazionale (FCI)(…);
- L'Enci con nota dal titolo 'Chiarimenti sulla caudotomia' pubblicata l'8 giugno 2011 http://www.enci.it/news/news.php?id=956 a firma del Presidente Francesco Balducci, in relazione a quanto premesso sulle evoluzioni normative in merito alla caudotomia dichiara testualmente che "Si informa che, per quanto concerne l'amputazione dell'appendice caudale, vengono confermate le indicazioni tecniche emanate dal Ministro della Salute, prof. Ferruccio Fazio, in data 21.03.2011 relative alla corretta applicazione della legge 201/2010 di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia che entrerà in vigore il 01.11.11. Con riferimento all'Ordinanza del 13.05.11 si ricorda il rispetto delle disposizioni emanate dal Ministero della Salute, con nota di chiarimento del 19.05.11, relative alle Esposizioni';
- Come ribadito in premessa, si ritiene che la nota ministeriale richiamata dall'Ente sia inefficace, nella parte in cui introduce fattispecie non previste dalla normativa nazionale sia legislative che amministrativa;
- Per tale motivo si ritiene che allo stato sia perfettamente cogente il relativo divieto generale espresso dall'Ordinanza: la vendita e la commercializzazione e l'esposizione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d

Tutto ciò premesso e considerato,
le Scriventi formalmente invitano l'Ente in indirizzo, anche considerate le sue attività di rilevanza pubblica, ad attenersi esclusivamente alla normativa vigente in materia di caudotomia, e in particolare all'univoco dettato normativo che ne dispone il generale divieto, anche in relazione ad attività di commercializzazione ed esposizione, confermato dalla Convenzione Europea sulla Protezione degli Animali da Compagnia, dalla relativa legge nazionale di ratifica n. 201 del 2010, dalla legge n.189 del 2004 e dall'Ordinanza ministeriale richiamata in epigrafe.
Si precisa che le Scriventi Associazioni si riservano di coinvolgere in caso di violazione della normativa vigente e anche ai sensi dell'articolo 6 della predetta Ordinanza, le competenti Autorità giudiziarie. (13 giugno 2011)

"CIAO GIORGIO", L’ENPA PIANGE LA SCOMPARSA DI UN GRANDE AMANTE DEGLI ANIMALI


L'Ente Nazionale Protezione Animali si unisce al cordoglio dei familiari di Giorgio Celli, noto entomologo ed ex europarlamentare nel gruppo dei Verdi (dal 1999 al 2004), scomparso sabato 12 giugno a seguito delle complicazioni dovute a un intervento cardiochirurgico. Docente di entomologia all'Università di Bologna e grande amante degli animali - nutriva una vera passione per i gatti -, Celli aveva una personalità eclettica. E l'insegnamento non era la sua unica attività. Giorgio Celli, infatti, seppe farsi apprezzare anche come attore e autore teatrale, come giornalista (aveva una rubrica fissa sul quotidiano "La Stampa" e sul periodico "Quattrozampe"), nonchè come scrittore di libri gialli. Per il "grande pubblico" il nome di Giorgio Celli è legato soprattutto alla trasmissione televisiva "Nel regno degli animali", che, grazie al suo approccio divulgativo e poco accademico, ha permesso a milioni di italiani di "entrare" nell'affascinante mondo degli animali. L'Enpa ha avuto il privilegio di lavorare a stretto contatto con Giorgio Celli quando - alcuni anni fa - il noto entomologo prestò la sua immagine come testimonial del "World Animal Day" facendosi apprezzare ancora una volta per la sua competenza, la sua affabilità e la sua grande disponibilità. (13 giugno 2011)

BATTERIO KILLER. L'ENPA: "TRA MOLTI PRESUNTI COLPEVOLI, UN SOLO RESPONSABILE: BASTA CON GLI ALLEVAMENTI"


Prima i cetrioli, poi la soia. Adesso invece sono i germogli crudi (di soia e di altri legumi) ad aggiudicarsi la non invidiabile patente di untori. A meno di ulteriori, eventuali smentite. Ma il vero "colpevole", secondo l'Enpa e numerosi autorevoli ricercator, si annida tra le gabbie recintate degli allevamenti intensivi. Come già precisato da fonti scientifiche, Escherichia coli è un batterio che vive nell'intestino dei mammiferi e che si diffonde nell'ambiente - e si trasmette dunque ai vegetali -, attraverso le deiezioni utilizzate per concimare i campi. Con un'aggravante: la variante isolata dagli scienziati tedeschi, mai individuata prima, presenta un alto tasso di resistenza agli antibiotici. «Il panico che in questi giorni si è creato sul consumo di prodotti vegetali rappresenta soltanto una "faccia della medaglia" - spiega l'Enpa - poichè i cetrioli, la soia e i germogli sono semplici vettori dell'infezione mentre il vero focolaio si trova all'interno delle stalle.» Tagliare i consumi di verdura e ortaggi o adottare misure di profilassi, dunque, può servire per curare il sintomo, non la malattia. Il problema, invece, resta. Tanto più che le massicce dosi di antibiotici somministrate agli animali da reddito attraverso i mangimi potrebbero essere responsabili anche delle mutazioni genetiche del batterio, rendendolo più resistente alle terapie mediche. «Oggi l'Escherichia Coli. E domani?», prosegue l'Enpa che aggiunge: «con 31 morti e migliaia di contagiati il bilancio dell'epidemia è pesantissimo. Ciò dovrebbe essere un monito per tutti: gli allevamenti sono non soltanto crudeli, economicamente insostenibili e inquinanti, ma rappresentano anche una minaccia concreta e diretta per la nostra salute. Se non si interviene subito per cambiare queste bad practices, in futuro potremmo doverci trovare a gestire situazioni ancora più nefaste.» (10 giugno 2011)

ABBANDONI E RANDAGISMO: L'ENPA SU RAINEWS 24. ABBANDONI E RANDAGISMO: L'ENPA SU RAINEWS 24


Lunedì 13 giugno alle ore 9.35 andrà in onda una trasmissione di Rainews 24 con il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, e il responsabile del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo di Enpa per parlare di abbandoni e randagismo. (9 giugno 2011)

SENTENZA CHOC IN ISRAELE. "QUEL CANE È LA REINCARNAZIONE DI UN AVVOCATO, LAPIDATELO". L'ENPA SCRIVE ALL'AMBASCIATORE ISRAELIANO


La notizia è di quelle che destano più incredulità che stupore. Secondo quanto riferito da fonti di stampa israeliane, riprese anche nel nostro Paese, un randagio sarebbe stato condannato alla lapidazione da parte di una corte rabbinica di Gerusalemme per essere entrato nella sede della "corte" e averla "offesa" con il suo rifiuto di lasciare i locali nonostante i pressanti tentativi dei presenti di allontanarlo. Ai "giudici" questo comportamento ha ricordato quello di un avvocato che, circa venti anni fa, per contestare una decisione, "occupò" quella stessa aula e si rifiutò di abbandonarla per diversi giorni. L'accaduto ha destato grande scalpore in Israele ma anche nel nostro Paese. Il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha scritto all'ambasciatore straordinario e plenipotenziario dello Stato di Israele in Italia, Gideon Meir, chiedendo un autorevole intervento per la revoca della condanna. Di seguito il testo della missiva:
"Signor Ambasciatore,
apprendo da autorevoli fonti di stampa la notizia relativa alla presunta decisione, da parte di una corte rabbinica di Gerusalemme, di far lapidare un cane randagio accusato di essere - secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, ripresa da quella italiana - la reincarnazione di un avvocato che circa venti anni fa avrebbe offeso i giudici del rabbinato locale di Mea Shearim.
La notizia mi lascia sgomenta e spero sia il frutto di un equivoco. Tuttavia le stesse fonti parlano dell'interessamento di una consigliera municipale di Gerusalemme e della volontà della stessa di denunciare il fatto all'autorità giudiziaria competente.
La prego, Eccellenza, di rappresentare al Suo governo la netta contrarietà degli italiani animalisti ad ogni ipotesi di uccisione dell'animale e di fare il possibile affinchè la condanna - singolare per le modalità e bizzarra per le motivazioni - non venga eseguita.
" (7 giugno 2011)

CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI L'ENPA: "CONTROLLI APPROFONDITI E PENE ESEMPLARI"


L'Enpa ringrazia i Carabinieri del Nucleo Antifrodi che oggi (31 maggio ndr) hanno denunciato dodici persone coinvolte nelle corse clandestine e sequestrato sette cavalli che, identificati tramite microchip, sono stati sottratti ai loro aguzzini. «Plaudo alla grande efficacia operativa dei Carabinieri del Nac, che ha permesso di stroncare uno dei tanti giri criminali legati allo sfruttamento degli animali», ha commentato il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi. «L'operazione dei Carabinieri dimostra, ancora una volta, quanto sia stretto il legame tra la criminalità e il fenomeno del maltrattamento di animali - prosegue Rocchi -. Ma dimostra soprattutto quanto sia importante, come avvenuto, pianificare controlli approfonditi e reprimere, con la massima severità prevista dal nostro ordinamento, proprio i reati legati al maltrattamento.» (31 maggio 2011)

IL TAGLIO DI CODE E ORECCHIE AI CANI È VIETATO. SONO PRATICHE DA PERSEGUIRE LEGALMENTE


Aldilà delle posizioni di merito, favorevoli o contrarie, il taglio delle code e il taglio delle orecchie dei cani, l'esposizione e la commercializzazione di questi cani, sono vietate e quindi da perseguire da parte delle Forze di Polizia e dei medici veterinari di sanità pubblica. E non bastano, nè basteranno, note interpretative o atti unilaterali e singoli del Ministero della Salute o di altri Ministeri a cambiare ciò che è superiore, peraltro, di una Legge nazionale o di una Ordinanza ministeriale.
Ormai, infatti, vista la ratifica, senza riserve, della Convenzione del Consiglio d'Europa e la dovuta conseguente Ordinanza ministeriale in vigore, queste pratiche - che rappresentano per valutazione medico veterinaria un maltrattamento agli animali, come espresso ancora recentemente e ufficialmente dalla Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani - sono da perseguire anche legalmente.
È necessario menzionare per chiarezza quali sono gli unici strumenti giuridici effettivamente in vigore, così da spazzar via interpretazioni non fondate in diritto e possibili, volute, confusioni:
a)con Legge 4 novembre 2010, n. 201 Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonchè norme di adeguamento dell'ordinamento interno, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 283 del 3-12-2010, l'Italia ha fatto propria tale Convenzione, senza riserve (possibilità prevista dall'articolo 21 della Convenzione, di cui si sono avvalsi solo alcuni Paesi, una minoranza, nove, rispetto a quelli aderenti alla Convenzione stessa, ventitre, proprio sul tema dei tagli di code e orecchie dei cani). Lo strumento di ratifica della Convenzione è stato depositato il 19 aprile scorso e, quindi, ai sensi della stessa Convenzione, tale norma è eseguibile dal settimo mese successivo ovvero dal 1° novembre prossimo.
Compreso l'articolo 10 che recita:
1. Gli interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare:
a) il taglio della coda;
b) il taglio delle orecchie;
c) la recisione delle corde vocali;
d) l'esportazione delle unghie e dei denti.
2. Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente:
a) se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell'interesse di un determinato animale;
b) per impedire la riproduzione.
3. a) gli interventi nel corso dei quali l'animale proverà o sarà suscettibile di provare forti dolori debbono essere effettuati solamente in anestesia e da un veterinario o sotto il suo controllo;
b) gli interventi che non richiedono anestesia possono essere praticati da una persona competente in conformità con la legislazione nazionale.
c)in conformità a tale Convenzione è stata dovutamente modificata dal Ministero della Salute l'Ordinanza sull'aggressività dei cani con la nuova pienamente in vigore dal 13 maggio scorso con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 110, l'Ordinanza 22 marzo 2011 "differimento del termine di efficacia e modificazioni dell'ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali 3 marzo 2009, concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressioni dei cani".
Tutti quindi devono prendere atto dell'efficacia, qui e ora, dell'Ordinanza comprese le sue novità su questo punto, cioè: "all'art. 2, comma 1: - la lettera d) è sostituita dalla seguente: (Sono vietati) «d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in conformità all'art. 10 della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata con la legge 4 novembre 2010, n. 201;»;

La Nota del Ministro della Salute Fazio del 21 marzo scorso non ha potuto modificare tale previsione di legge e, ora, anche di Ordinanza ministeriale. Anche perchè le eventuali eccezioni riguardano, in maniera tassativa, il singolo cane, non "razze canine", e con assunzione di piena responsabilità morale e giuridica del medico veterinario che pratica e certifica l'eventuale taglio, e solo per il benessere del singolo cane stesso.
Anche per questo punto "- alla lettera e), dopo la parola «vendita» è aggiunta la seguente: «, l'esposizione»" la Nota diffusa dal Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute il 19 maggio u.s. è illegittima poichè il testo del comma e) dell'articolo 2 dell'Ordinanza ministeriale vigente nel fissare il divieto di esposizione dei cani "tagliati" ha carattere generale e non è previsto alcun tipo di limite o esclusione. Il limite temporale diffuso con la nota dalla Direzione Generale del Ministero, per permettere l'esposizione di cani con coda o orecchie tagliate, non trova alcun fondamento nella richiamata Ordinanza. Tanto più che le esposizioni sono finalizzate quasi esclusivamente alla vendita o comunque alla commercializzazione, fattispecie già vietate dalla precedente Ordinanza ministeriale e confermate nell'ultima vigente.
Tutti gli ambiti indipendenti sono concordi da alcuni anni, in Italia e nel mondo, a definire il taglio di code e orecchie dei cani, un maltrattamento e come tale, nel nostro Paese, perseguibile ai sensi del Codice penale e del Codice deontologico della professione medico veterinaria.
Per i cani, come si può leggere in qualsiasi testo di etologia, coda e orecchie sono un importantissimo strumento di comunicazione, proprio come per l'uomo le parole e i gesti. La coda è, infatti, un segnale visivo molto rilevante con il quale il cane indica i propri stati emozionali quali sottomissione, aggressività o invito al gioco ad esempio sia nei confronti degli altri animali sia nei confronti dell'uomo.
Appena qualche mese fa al Consiglio dei Ministri e alla stampa, il Ministro della Salute Fazio e il Ministro degli Esteri Franco Frattini, hanno illustrato la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione degli animali da compagnia che contiene il divieto di taglio di code e orecchie dei cani.
Spiace che ora, contro il benessere degli animali e della professione medico veterinaria, siano giunte forzature per tentare improbabili e illegittime marce indietro, ora non più possibili.
Le Forze di Polizia e i veterinari di sanità pubblica vigilino e intervengano se necessario. La vergogna del taglio delle code e delle orecchie dei cani deve essere un capitolo chiuso per l'Italia.
(26 maggio 2011)

L'ENPA: "STOP ALLE POTATURE IN PRIMAVERA, DISTRUGGONO I NIDI E UCCIDONO GLI UCCELLI"


La primavera e l'estate coincidono con una delle fasi più delicate per la vita degli animali selvatici: la riproduzione. Un periodo particolarmente tutelato da normative nazionali ed europee, che impongono il massimo rispetto con espliciti divieti: leggi che sono ignorate da molte amministrazioni cittadine, le quali continuano ad effettuare tagli e potature proprio in questo periodo, distruggendo nidi e uccidendo piccoli uccelli. Per questo, Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, ha inviato una lettera all'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) chiedendo al presidente di intervenire per fermare subito tagli e potature ripristinando la legalità. "Ogni anno assistiamo alla violazione della legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna, che vieta non solo la distruzione dei nidi, delle uova e dei piccoli, ma anche ogni forma di disturbo biologico nella fase di riproduzione. Non si tratta, quindi, di una questione solamente etica", dichiara il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che prosegue: "i cittadini si rivolgono sempre più spesso alla nostra associazione per chiederci di intervenire, e le cronache dei giornali denunciano continuamente questi abusi. Abbiamo più volte sollecitato i comuni a fermare tagli, potature e sfalci in questa stagione, ricorrendo anche a diffide: registriamo con rammarico che molte volte non hanno neanche risposto." Recentemente, il clima si è inasprito e molte associazioni sono pronte a denunciare la situazione anche all'Unione Europea ed a segnalare coloro che autorizzano tagli e potature in questa stagione. "Prima di valutare azioni legali, ci è sembrato doveroso rivolgersi all'Anci, che, auspichiamo, si metterà a disposizione per la risoluzione tempestiva del problema. In caso contrario, è giunto il momento di ripristinare il rispetto delle leggi tutelando il diritto alla vita degli animali selvatici, come avviene in Europa". L'Enpa chiede che gli interventi di tagli e potature siano programmati in autunno e in inverno. Una scelta sensata anche per tutelare la salute stessa degli alberi e delle siepi, che sono in riposo vegetativo e quindi nella fase più idonea per gli interventi. Il verde urbano rappresenta un elemento fondamentale per l'ecosistema della città e per la biodiversità, ma anche per la nostra salute: è giunto il momento, per le amministrazioni locali, di considerarlo quale elemento fondamentale per la nostra stessa vita e non come un problema da gestire. (26 maggio 2011)

GRAVISSIME VIOLAZIONI NEGLI ZOO ITALIANI. L'ENPA: "PRESTO UN DOSSIER CON LE IRREGOLARITÀ"


Gravissime violazioni delle norme sugli zoo e per la protezione degli animali nelle strutture della cattività: zoo e acquari. È quanto denuncia l'Enpa annunciando, a breve, la pubblicazione di un dossier sulla cattività, che documenterà alcune delle irregolarità commesse. "Stiamo monitorando attentamente la realtà della cattività in Italia", spiega la Protezione Animali che aggiunge: "Da una prima analisi risultano gravi violazioni della normativa, nazionale e comunitaria, che detta una serie di prescrizioni per garantire condizioni minime di benessere." "Il vero problema - prosegue l'Enpa - non è quello di limitare la sofferenza degli animali ma di evitarla, chiudendo una volta per tutte zoo e acquari dove sono costretti a vivere una vita contraria alla loro natura. Gli animali nascono liberi e tali devono restare. Il fatto poi che molte di queste strutture non riescono neanche a lenirne le pene rende la soluzione del problema cattività ancora più stringente". (25 maggio 2011)

MINISTERO DELLA SALUTE, VIA LIBERA ALL'ESPOSIZIONE DI CANI CON CODE TAGLIATE. ENPA, LAV E LEGA DEL CANE: DECISIONE ILLEGITTIMA


A pochi giorni dalla sua entrata in vigore, l'Ordinanza 22 marzo 2011 del Ministero della Salute, che fra l'altro vieta l'esposizione di cani con coda o orecchie tagliate, viene svuotata da una illegittima Nota della Direzione Generale della Sanità Animale. "Il Ministro Fazio deve ricordare che è Ministro della Salute, della medicina veterinaria, non Ministro della caccia - affermano le Associazioni Enpa, LAV e Lega Nazionale per la Difesa del Cane - riteniamo grave che si voglia far rientrare dalla finestra ciò che l'Ordinanza ha cacciato dalla porta". Il testo del comma e) dell'articolo 2 dell'Ordinanza ministeriale vigente nel fissare il divieto di esposizione dei cani "tagliati" ha, infatti, carattere generale e non è previsto alcun tipo di limite o esclusione. Il limite temporale diffuso con la suddetta nota dalla Direzione Generale del Ministero, per permettere l'esposizione di cani con coda o orecchie tagliate, non trova alcun fondamento nella richiamata Ordinanza. Anzi ne svuota i contenuti innovativi firmati dal Sottosegretario Martini. Tanto più che le esposizioni sono finalizzate quasi esclusivamente alla vendita o comunque alla commercializzazione, fattispecie già vietate dalla precedente Ordinanza ministeriale e confermate nella ultima vigente. Per questo le associazioni animaliste chiedono l'immediato ritiro della Nota ministeriale e, comunque, annunciano iniziative di applicazione dell'Ordinanza ministeriale nelle prossime esposizioni canine per verificare la corretta applicazione dell'Ordinanza ministeriale. (23 maggio 2011)

ENPA E WWF AL MINISTRO ROMANO: INUTILE E COSTOSO INCARICO SPECIALE AI CACCIATORI IN MATERIA SCIENTIFICA


"Chiediamo che sia fatta subito chiarezza sulle inspiegabili ragioni che hanno indotto il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali a promuovere un tavolo finalizzato alla revisione dei dati tecnico scientifici già forniti dall'ISPRA, l'unico e prestigioso organismo di riferimento individuato dalla legge 157/92, in merito alla condizione delle specie cacciabili e ai periodi di migrazione." Questo il commento delle associazioni Enpa e WWF dopo la presentazione dell'interrogazione parlamentare dell'On. Susanna Cenni (Pd), sul lavoro che il MIPAAF ha avviato per la "revisione" dei recentissimi dati scientifici dell'ISPRA: una correzione affidata addirittura ai cacciatori, cioè al Comitato Internazionale della Caccia. I dati scientifici forniti dall'Istituto nel 2010 ed inviati a tutti gli enti interessati, a cominciare dalle regioni, ben descrivono la vulnerabilità e il continuo calo delle popolazioni di avifauna che oggi è ancora oggetto di caccia: secondo l'ISPRA è necessario un restringimento della stagione venatoria e la cancellazione di alcune specie dai carnieri. "Perchè allora questa iniziativa?" - si domandano ENPA e WWF. - "Essa autorizza ogni lettura, compresa quella del poter modificare una realtà scientifica inoppugnabile. Una iniziativa per di più "clandestina", che non è stata mai portata nè discussa nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale - organismo in capo allo stesso Ministero a cui le nostre associazioni partecipano assiduamente". Secondo l'interrogazione parlamentare dell'on. Cenni, questo nuovo ed inutile tavolo sarebbe finanziato con fondi pubblici destinati proprio ai partecipanti: un elemento, questo, che merita una doverosa segnalazione alla Corte dei Conti. È necessario, inoltre, fare appello all'Europa, che segue con molta attenzione la politica venatoria del nostro Paese, già duramente contestata con numerose procedure d'infrazione. "Chiediamo al Ministro Saverio Romano di fermare ogni altro inutile - e dispendioso - tavolo di confronto su questa materia: i dati dell'ISPRA, molto recenti, sono ormai noti a tutti ed è ora che tutte le istituzioni, e in particolar modo le regioni li applichino alla lettera con la formulazione di calendari venatori conformi" - concludono le associazioni - "Le nostre associazioni sono disponibili da sempre al lavoro comune, ma è necessario ammettere che, come il mondo scientifico e lo stesso ISPRA ha ribadito, la fauna selvatica e la biodiversità vivono una forte crisi: è dovere dello Stato, quindi di ognuno di noi, fare il possibile per applicare tutte le misure necessarie per riportare a livelli ottimali le popolazioni naturali, perchè le esigenze di conservazione, come dice la legge nazionale numero 157, devono avere la priorità su ogni altro interesse." (20 maggio 2011)

BRACCONAGGIO. L'ENPA: "NO ALLA DEPENALIZZAZIONE: FAVORISCE L'ILLEGALITÀ"


Chi detiene un animale selvatico protetto pagherà una risibile multa, mentre, invece, chiunque ucciderà un lupo, una cicogna, e altri esemplari appartenenti a specie molto rare, rischierà al massimo pochi mesi di carcere; pena peraltro commutabile con una sanzione pecuniaria. Questo è quanto previsto dallo schema di decreto legislativo proposto dal ministero dell'Ambiente, che sarà sottoposto all'esame delle commissioni Ambiente, Giustizia e Politiche Europee per poi passare alla valutazione del Governo. «È veramente grottesco che, proprio chi ha il dovere istituzionale di tutelare l'ambiente e la fauna nel nostro Paese, promuova, invece, iniziative che incoraggiano atti illeciti a danno degli animali selvatici - commenta l'Enpa -. Ridurre le pene, in alcuni casi anche drasticamente, significa alimentare la piaga del bracconaggi, in tutte le sue forme.» Ma ecco, in sintesi, gli "sconti" accordati dal ministero. Se prima chi uccideva una specie protetta pagava con un massimo di 6.000 euro e con una pena detentiva fino a un anno; oggi, invece, se la caverà con massimo 6 mesi di arresto o - in alternativa - con una sanzione fino a 4.000 euro. Un vero e proprio passo indietro, dunque, che tra l'altro potrebbe risultare non conforme a quanto stabilito dalle direttive comunitarie e determinare quindi l'apertura di nuove contestazioni. «Anzichè promuovere un rigoroso rispetto della natura attraverso controlli rigorosi e un inasprimento delle sanzioni per chi compie atti illeciti nei riguardi della fauna e dell'ambiente, il ministero fa l'esatto contrario, non considerando che gli animali selvatici e l'ambiente sono patrimonio indisponibile dello Stato e che è un preciso dovere costituzionale promuoverne la preservazione e la conservazione - prosegue l'Enpa -. Di questo sono consapevoli deputati e senatori di ogni schieramento politico ma anche illustri esponenti del Governo - come il ministro Brambilla - che hanno dimostrato più volte senso di responsabilità e a cui ci appelliamo per chiedere di fermare un decreto così contrario agli animali, all'ambiente, alla legge e al buonsenso.» (18 maggio 2011)

CANI. TAGLIO DELLA CODA. L'ENPA: "FATTA CHIAREZZA SULLA QUESTIONE"


In merito alla questione del taglio della coda per i cani, il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: «L'Enpa ringrazia ancora una volta il sottosegretario Martini per il definitivo punto di chiarezza nel merito della questione "taglio della coda per i cani". Con la nuova ordinanza sulla la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, viene stabilito in maniera inequivoca che il taglio della coda verrà consentito esclusivamente per motivi terapeutici relativi a un singolo cane. Il tutto in armonia con quanto disposto dal recepimento della Convenzione di Strasburgo sulla protezione degli animali da compagnia che, nel merito, aveva già dettato la normativa.» (17 maggio 2011)

TESSERA SANITARIA PER GLI ANIMALI: ENPA CONCEDE IL PATROCINIO AD AMICOPETS


La tessera sanitaria per gli animali da compagnia, in Italia, è una realtà. L'ha realizzata AmicoPets, progetto al quale l'Enpa ha concesso il proprio patrocinio. Si tratta di una tessera individuale che raccoglie la storia clinica dell'animale ed è aggiornabile e modificabile dal veterinario. Oltre ad essere uno strumento di identificazione del cane o del gatto, la tessera consente di archiviare su un server remoto la cartella clinica: la documentazione relativa alla salute dell'animale, quindi, è sempre disponibile per il veterinario e soprattutto è utilizzabile per affrontare una eventuale situazione di emergenza. C'è un portale (www.amicopets.it) dal quale oltre ad avere ogni informazione sull'iniziativa, è possibile effettuare ogni operazione di archiviazione e di aggiornamento della cartella clinica veterinaria. Il portale ha inoltre un link, "Accesso di pronto soccorso", grazie al quale in caso di emergenza ogni veterinario può consultare la documentazione sanitaria dell'animale inserendo semplicemente il codice della tessera AmicoPets oppure il codice del microchip o il codice del tatuaggio. Inoltre, aderendo al progetto, ogni detentore di animale riceverà una medaglietta e avrà a disposizione un call center utile per ritrovare il cane o il gatto in caso di smarrimento. L'iniziativa è della omonima società che ha sede in provincia di Milano e già si fregia della collaborazione e del patrocinio del Ministero della Salute, dell'Anmvi, della Fnovi e del Comune di Milano. Ora anche del patrocinio della Protezione Animali. (5 maggio 2011)

IN ITALIA AUMENTANO LE SPIAGGE APERTE AI CANI, MA SONO ANCORA TROPPO POCHE


Buone notizie per i quattrozampe: le spiagge "amiche degli animali" sono aumentate, passando dalle 46 del 2008 alle 58 del 2010. A renderlo noto è l'Ente Nazionale Protezione Animali che ha celebrato ad Alassio (Savona) il 140ennale della sua fondazione con la posa di una piastrella commemorativa sul famoso "muretto" di via Dante; una vera e propria "Hall of Fame" con le "firme" di alcune tra le più autorevoli personalità del ventesimo e ventunesimo secolo. «L'aumento delle spiagge accessibili ai cani è incoraggiante e conferma la tendenza che vede il nostro Paese sempre più attento alle esigenze degli animali e dei loro proprietari. Tuttavia possiamo essere soddisfatti solo a metà, poichè in Italia le spiagge per Fido sono ancora troppo poche e i quattrozampe continuano a fare i conti con molte restrizioni», ha detto Marco Bravi, responsabile del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo di Enpa che ha aggiunto: «monitorare questa realtà è molto difficile: i numeri possono cambiare da una stagione all'altra. Ciononostante i dati in nostro possesso, che pure non hanno la pretesa di assicurare una copertura totale, rispecchiano abbastanza fedelmente la realtà italiana.» Ciò che colpisce non è soltanto il rapporto tra l'estensione costiera totale del nostro Paese e le spiagge aperte ai cani - oltre 7mila km di coste a fronte di una sessantina di "stabilimenti" - ma la grande disomogeneità tra una regione e l'altra. Se Toscana (15 spiagge), Emilia (13) e Liguria (11) guidano la classifica di quelle più virtuose, invece Campania, Basilicata e Molise continuano ad accusare pesantissimi ritardi. Bene anche Marche e Abruzzo che, pur avendo un numero inferiore di strutture - rispettivamente 5 e 3 - dal 2008 al 2010 hanno incrementato la loro offerta. Le spiagge per "Fido", tuttavia, non sono una prerogativa esclusiva delle località balneari. Infatti, regioni come Piemonte e Lombardia, che pure non hanno sbocco al mare, si sono comunque organizzate per accogliere gli animali sulle rive dei loro laghi (1 in Piemonte, 3 in Lombardia). E tra le località "più virtuose" c'è proprio la città di Alassio, per questo premiata dall'Enpa con la consegna di una targa all'Assessore al Turismo del Comune di Alassio, Monica Zioni. «È con grande piacere, - ha detto Zioni ricevendo il riconoscimento - che ospitiamo ad Alassio uno degli eventi organizzati per festeggiare i 140 anni di fondazione dell'Enpa. A partire dallo scorso anno, grazie alla preziosa collaborazione con l'Enpa, abbiamo avviato un percorso che ha l'obiettivo di migliorare l'accoglienza degli amici a quattro zampe con servizi dedicati, spazi attrezzati e regole di condotta per il rispetto dell'ambiente.» «Lo scorso anno - ha aggiunto Zioni - abbiamo inaugurato una nuova spiaggia, il Bau Beach "la Scogliera", che offre servizi per i cani e abbiamo lanciato il marchio "Alassio, Città degli Animali", un contrassegno di qualità per le aziende e gli esercizi pubblici che garantiscono gli standard qualitativi indicati nell'"Abbecedario del cane educato". Questa iniziativa ci permetterà di rafforzare il profilo della città nel mercato turistico dog-friendly, una nicchia in crescita, che riteniamo importante intercettare e far confluire sul nostro territorio.» «Il riconoscimento assegnato alla città di Alassio - ha concluso la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi - è stato pensato, nell'anno delle celebrazioni del 140ennale dell'Enpa, per inaugurare un appuntamento ricorrente. Premiare i comuni più virtuosi, quelli che ogni anno maggiormente si distinguono per l'incremento delle spiagge aperte ai cani, vuol essere non solo uno stimolo per i nostri amministratori locali a impegnarsi sul fronte della tutela degli animali, ma un ulteriore strumento per combattere la piaga del randagismo. Sono, infatti, convinta che potenziare i servizi di accoglienza contribuisca a rinsaldare il legame affettivo tra uomini e cani, migliorandone l'interazione.» (30 aprile 2011)

NELLO STRETTO DI MESSINA STOP ALL'ANTIBRACCONAGGIO DELLA FORESTALE. LE ASSOCIAZIONI: "RIVEDERE LA DECISIONE E TUTELARE I MIGRATORI"


"Senza il Nucleo antibracconaggio sullo stretto di Messina migliaia di rapaci e cicogne rischiano di finire nelle mani dei bracconieri. Siamo sconcertati di questa decisione e chiediamo con forza che venga al più presto revocata al fine di garantire la massima tutela agli uccelli migratori". In una lettera inviata al Comandante del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone, le associazioni Animalisti italiani, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia chiedono che le operazioni antibracconaggio non siano in alcun modo indebolite e venga garantito il più efficace contrasto alla caccia illegale sullo Stretto, dove ogni anno si compie una strage di rapaci in migrazione. "Grazie alla costante azione del Corpo Forestale dello Stato - continuano le associazioni - il fenomeno del bracconaggio ha conosciuto nel reggino una decisa riduzione senza però cessare di rappresentare un pericolo per la fauna in migrazione: lo dimostrano i circa 400 falchi pecchiaioli abbattuti l'anno scorso nella sola giornata del 25 aprile nelle località di Reggio Archi e Solano e i sequestri effettuati dallo stesso NOA di armi contraffatte e con matricole abrase". "Chiediamo al Ministro Romano - concludono le associazioni - che si riveda questa decisione senza precedenti e sia assicurato il massimo supporto all'Operazione Adorno da parte del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato fino alla fine del passo migratorio, garantendo le necessarie risorse economiche per lo svolgimento dell'attività del NOA sullo Stretto e in tutti punti sensibili del Paese rispetto al grave problema del bracconaggio." (27 aprile 2011)

AUMENTANO LE SPIAGGE A "QUATTROZAMPE". MA L'ENPA: "CANI ANCORA PENALIZZATI"


Aumentano nel nostro Paese le spiagge che accettano animali domestici. Il numero degli stabilimenti aperti a "Fido" - rende noto la protezione Animali - è, infatti, passato dai 46 del 2008 ai 56 del 2010. «Questo incremento - commenta Marco Bravi, responsabile del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo di Enpa - rappresenta indubbiamente un fenomeno positivo, il segnale di una crescente attenzione agli animali e ai loro proprietari. Tuttavia, se consideriamo l'estensione complessiva delle nostre coste, rappresenta soltanto una goccia nel mare». Tanto più che esistono forti disparità a livello nazionale. «Ci sono - prosegue Bravi - regioni più virtuose e altre che, in controtendenza, non hanno fatto alcun progresso. Nel primo gruppo rientrano sicuramente Piemonte e Lombardia che, pur essendo prive di sbocchi al mare, hanno comunque attrezzato spiagge per cani su alcuni laghi.» Eppure - sottolinea l'Enpa - gli stabilimenti per "Fido", oltre a costituire un efficace antidoto contro il fenomeno degli abbandoni, rappresentano una grandissima opportunità per il nostro turismo. Basti pensare a tutte quelle persone che non si vogliono separare dai loro animali e che, a fronte alle molte difficoltà incontrate in Italia, preferiscono trascorrere le loro vacanze all'estero, nei Paesi più organizzati per l'accoglienza degli animali. Proprio di spiagge per cani e delle prospettive per la stagione estiva 2011, si parlerà sabato 30 aprile ad Alassio, a margine della posa della piastrella dell'Enpa nel "muretto delle celebrità", uno degli eventi organizzati per il centoquarantennale della Protezione Animali. «Nel ringraziare la città e il Comune di Alassio per la calorosa ospitalità - aggiunge Bravi - non posso non ricordare quanto l'amministrazione comunale ha fatto e sta facendo per i nostri "amici". L'anno scorso, infatti, con l'iniziativa "Alassio città degli animali" sono stati inaugurati, oltre ai distributori automatici di paletta e sacchetto anche una spiaggia (Bau Beach) e un dog park con brevi percorsi agility.» (26 aprile 2011)

GRAN BRETAGNA, IL FRUSTINO POTREBBE SCOMPARIRE DALLE COMPETIZIONI IPPICHE


Il frustino, strumento utilizzato dai fantini per spronare e correggere la traiettoria dei cavalli, potrebbe presto diventare un ricordo del passato. Gli organizzatori della National Hunt a Towcester, una competizione ippica che si svolge a ottobre nella contea del Northamptonshire in Inghilterra, hanno, infatti, reso noto che l'uso del frustino sarà vietato a partire dal prossimo 5 ottobre. Una decisione - spiegano alcuni osservatori - che potrebbe essere adottata anche in altre competizioni ippiche e che ha fatto seguito alle feroci polemiche scatenate dal Grand National, gara nella quale sono morti due cavalli mentre il fantino vincitore ha ricevuto una squalifica di cinque giorni per "eccessivo uso del frustino". «Una proposta utile per evitare la sofferenza gratuita degli animali e innalzare il livello di sensibilità sul tema», ha commentato Enrico Loretti, coordinatore del gruppo sul benessere animale della Società italiana medicina veterinaria preventiva. (26 aprile 2011)

PICCIONI, REPLICA DELL'ENPA ALLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO


Pubblichiamo di seguito la replica della presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, a un articolo di Alberto Selvaggi contro i "piccioni invasori" pubblicato il 17 aprile sul sito della sulla Gazzetta del Mezzogiorno (clicca qua per consultare l'articolo)
Mettiamo per un attimo da parte leggi, scienza e coscienza. Per un attimo solo: serve innanzitutto dichiarare comprensione per Alberto Selvaggi al quale, pare di capire, la popolazione di colombi della sua città ha apertamente dichiarato guerra e da novembre per ben sei volte ha fatto centro. Tutto questo per par condicio perchè se potessi dichiarare comprensione per tutti quegli animali e sono miliardi ai quali l'uomo in tempi e forme diverse ha dichiarato guerra, lo farei volentieri. Solo che agli animali non sanno cosa farsene della nostra comprensione; hanno semplicemente bisogno di rispetto.
È che, caro Selvaggi, noi umani siamo più o meno bravi in tantissime cose ma poi basta il guano dei piccioni sulla povera carrozzeria dell'auto appena uscita dall'autolavaggio e tutta la nostra bravura va a farsi benedire. Come la nostra pazienza.
Sapesse come in certi casi è infestante l'uomo! Pensare che l'uomo sia il padrone delle città solo perchè le ha costruite, significa ignorare che nelle strade di Bari come quelle di tutte le altre città, la specie umana è solo una tra le migliaia. E quel che, a leggere il tono del suo articolo contro i piccioni, a questo punto le farà orrore è che l'uomo è la forma animale minoritaria. Una minoranza assoluta: non fa nemmeno due cifre prima del segno della percentuale. È così, e occorre farsene una ragione. Noi, da animalisti, ce ne facciamo una ragione e una passione.
E ora arriviamo a leggi, scienza e coscienza.
Se la popolazione di colombi in città è eccessiva, una ragione, mi creda, c'è. E sta tutta in quel tema di cui il suo giornale parla spesso non solo per quel che riguarda Bari, ma per tutta la Puglia: il degrado ambientale. Gli animali, in questo caso i colombi, non fanno altro che adattarsi alle situazioni traendone il massimo vantaggio. Anche l'uomo, da che è sapiens ma anche prima, fa così. E quindi sull'ambiente che bisogna intervenire e lo sanno bene le autorità scientifiche e le associazioni ambientaliste ed animaliste che da tempo, quando trovano amministrazioni comunali attente, utilizzano metodologie incruente la cui efficacia è comprovata. Anche l'Istituto Superiore di Sanità offre in alcuni suoi documenti una serie di strategie efficaci per la prevenire questi problemi senza nuocere agli animali. E non va dimenticato che uccidere un animale è, per fortuna, reato penale.
Le invierò per posta una deliziosa pubblicazione che abbiamo realizzato in collaborazione con il Comune di Genova: spiega come contenere la popolazione dei colombi in città in maniera incruenta e senza spargere sangue, detersivi o veleni.
E stia tranquillo per quel che riguarda le malattie: non ho mai sentito parlare di un essere umano morto per gli effetti del guano. Non posso purtroppo dire la stessa cosa per l'inquinamento automobilistico, per l'eternit, per l'industria pesante e per tante altre umane invenzioni. E sa, infine, una cosa? Anche gli animali muoiono di eternit, per l'industria pesante, per lo smog. Come vede, chi ha dichiarato guerra siamo noi umani, per primi. La differenza è che gli animali non sanno attrezzarsi per farci la guerra nè conoscono la cattiveria. Ed è una fortuna.
(22 aprile 2011)

GIORNATA DELLA TERRA. ADERISCE ANCHE L'ENPA: «NO AGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI, DANNEGGIANO IL PIANETA»


Impegno tangibile dei governi affinchè vengano adottate misure urgenti e concrete per la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità. È quanto chiede l'Enpa alla vigilia "dell'Earth Day 2011". «I nostri stili di vita - spiega l'Enpa - danneggiano l'ambiente; cambiare i comportamenti, cominciando con l'eliminare il consumo di carne, è diventata una necessità non più rinviabile.» Infatti, tra i principali "indiziati" per la crisi ambientale del nostro pianeta ci sono proprio gli allevamenti intensivi che contribuiscono non solo alla dispersione di inquinanti negli ecosistemi (i nitriti, ad esempio) o alla deforestazione, per guadagnare nuovi terreni alla coltivazione del foraggio, ma anche al consumo scriteriato delle risorse, con grandissime quantità di acqua e cereali che potrebbero essere invece utilizzati per l'alimentazione dell'uomo. Dire no alla carne, dunque, è una scelta non soltanto animalista ma, soprattutto, di buon senso. «Amare il pianeta - prosegue l'Enpa - significa rispettare ogni forma di vita, nel suo contesto naturale. Ed è per questo che ci battiamo contro il commercio di animali, contro qualsiasi forma di reclusione e detenzione, le "carceri" degli animali, contro qualunque tipo di spettacolo o esibizione che prevede l'impiego, e quindi lo sfruttamento, di animali. Tutto ciò contrasta con i principi basilari e con il concetto stesso di tutela e rispetto della natura e quindi della Terra: si tratta solo di attività lucrative a spese di altri esseri viventi.» (21 aprile 2011)

SPERIMENTAZIONE ANIMALE. L'ENPA: "BENE IL SOTTOSEGRETARIO MARTINI SUI METODI ALTERNATIVI"


In merito all'istituzione del primo "Centro di Referenza Nazionale per i metodi alternativi, benessere e cura degli animali da laboratorio" presso l'Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia Romagna, con sede a Brescia, il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue:
«Enpa ringrazia di cuore il sottosegretario Martini per avere mantenuto l'impegno di istituire il primo Centro di Referenza Nazionale per i metodi alternativi, benessere e cura degli animali da laboratorio. Con questa iniziativa l'Italia si allinea alla direttiva Europea che prevede che ogni stato membro individui un laboratorio di riferimento per lo sviluppo dei metodi alternativi. Enpa auspica che, anche grazie a questa iniziativa, venga compiuto un ulteriore passo avanti verso il superamento della sperimentazione animale che offende il sentire di un numero sempre crescente di cittadini.» (21 aprile 2011)

ANIMALI. L'ENPA: "BUONA PASQUA A CHI NON MANGERÀ NEONATI"


È dedicata agli agnelli la nuova campagna Enpa, pensata per scrivere la parola fine sulle "stragi rituali". «Infatti - spiega l'Ente Nazionale Protezione Animali - con l'approssimarsi delle festività religiose, il Natale ma soprattutto la Pasqua, sono oltre 2 milioni i cuccioli di pecora sacrificati. In realtà - prosegue la Protezione Animali - il consumo di agnelli non ha nessun aggancio nella tradizione. Anzi è forte l'immagine di Cristo che, tra gli esseni, seguiva consuetudini alimentari vegetariane.» Una abitudine, secondo l'Enpa, crudele e disumana che costringe animali appena nati - hanno poco più di un mese di vita - a concludere anzitempo il loro ciclo vitale. «Per loro meglio sarebbe stato non venire al mondo. Amareggia pensare che, nell'arco di appena trenta giorni, gli agnellini dovranno passare dal tepore del primo sole di primavera al freddo di una cella frigorifera, per essere infine destinati a imbandire la tavola della nostra festa.» Ma di questo i consumatori, spesso, non hanno alcuna percezione. Nei giorni che precedono la Pasqua i nostri supermercati sono tutti un tripudio di cosciotti, costolette e bracioline, stipati all'interno di anonime confezioni, sterili e asettiche, che talvolta invogliano all'acquisto con "imperdibili" offerte promozionali. Mentre qua e là, tra gli scaffali, un disegno stilizzato raffigura il muso rassicurante e sorridente di un agnellino. «Non c'è nulla che racconti la loro tragedia, le loro sofferenze - aggiunge l'Enpa -. Volutamente, forse per timore di stimolare nei consumatori processi di identificazione emotiva. L'imperativo è comprare e consumare. Del resto, poco importa se ciò avviene sulla pelle di questi poveri animali.» «Eppure - conclude l'Ente Nazionale Protezione Animali - porre fine alla "strage degli innocenti" è facile: è sufficiente orientare i propri gusti alimentari verso menu "cruelty free". E per molti la cucina vegetariana potrà riservare la piacevole sorpresa di scoprire piatti gustosi e prelibati; piatti che non richiedono sacrifici inutili.» (20 aprile 2011)

CANI. CONTRO GLI ADDESTRAMENTI COERCITIVI E VIOLENTI L'ENPA "SCHIERA" ANGELA STOCKDALE


Si è svolto ieri a Roma, presso la sede dell'Enpav (Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Veterinari) il seminario della celebre educatrice cinofila inglese Angela Stockdale, un incontro fortemente voluto dall'Enpa per dare un segnale forte contro i metodi di addestramento coercitivi e violenti. «L'iniziativa si è svolta in un momento particolarmente delicato del dibattito pubblico che, ancora una volta, ci ha visto prendere posizione contro l'uso e la vendita dei collari elettrici, veri e propri strumenti di tortura da bandire senza se e senza ma», spiega l'associazione animalista che aggiunge: «Angela Stockdale è la nostra risposta a Cesar Millan e colleghi, che usano tecniche di addestramento brutali, basate sulla sopraffazione dell'animale.» Angela Stockdale, che da anni collabora con la Protezione Animali, ha, infatti, messo a disposizione degli operatori Enpa la lunga esperienza maturata sul campo per offrire una nuova vita ai cani ex combattenti e agli esemplari più "difficili". Il suo non è nè un metodo nè un protocollo, ma una vera e propria filosofia di approccio amichevole con i cani (e con altri animali) basata sull'interazione e sul rispetto dell'animale. «Alcune tecniche di addestramento - ha detto Angela Stockdale nel corso del suo lungo e appassionante seminario - sono non soltanto violente, ma anche pericolose e potenzialmente controproducenti, poichè rischiano di aggravare le condizioni dell'animale.» «L'aggressività è innata in ogni mammifero, uomo compreso. Fa parte dell'istinto primitivo, del nostro programma genetico primordiale. L'utilizzo di metodi aggressivi e crudeli di addestramento, come il collare elettrico, esaspera questo tipo di atteggiamento, creando animali disturbati e, a volte, inadatti ad inserirsi in un contesto sociale, umano e anche animale. Persone in malafede utilizzano gli animali per scopi illegali, sto pensando ai combattimenti o alle corse clandestine, e per questo hanno bisogno di piegare, non di addestrare, l'indole dell'animale, sottomettendolo fisicamente e psicologicamente - ha aggiunto l'onorevole Mancuso -. Entrare in empatia con l'essere senziente animale e instaurare con esso un rapporto di fiducia e collaborazione è il compito principale del vero allevatore e del sano addestratore, nel rispetto della natura e delle caratteristiche, non solo fisiche, dell'animale. L'Enpav è la casa di tutti i veterinari e di chi mette la propria esperienza e la propria cultura al servizio del mondo animale. Sono quindi lieto di ospitare questo incontro con una comportamentalista di fama internazionale, che credo aiuterà a divulgare un punto di vista innovativo e utile sulla questione dell'aggressività canina. Aprire il dialogo sulle problematiche animali, anche coinvolgendo persone non medico veterinarie, pur mantenendo chiari e separati i differenti ruoli professionali, può sempre essere occasione di fruttifero dibattito.» Nel corso del seminario, i numerosi partecipanti hanno scambiato opinioni con l'educatrice, interagendo con appassionato interesse. La convinzione dell'Enpa, che ringrazia l'onorevole Gianni Mancuso per avere messo a disposizione una sala dell'Enpav, è che questo metodo di approccio ai cani e alla gestione dei rifugi possa essere universalmente adottato, consentendo, inoltre, un deciso incremento del potenziale di adottabilità degli ospiti presenti. La vita di un cane, infatti, non può e non deve essere in un canile, ma in una famiglia che l'accolga e lo rispetti per tutta la vita. (20 aprile 2011)

ANIMALI. L'ENPA "NO AI COLLARI ELETTRICI, SENZA SÌ E SENZA MA"


L'Ente Nazionale Protezione Animali chiede all'Enci di ritirare la proposta avanzata nel corso dell'audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, durante la quale ha rilanciato sull'uso del collare elettrico, prospettando l'organizzazione di corsi di formazione dedicati al presunto quanto pretestuoso "giusto utilizzo" del dispositivo. L'Ente Nazionale Protezione Animali plaude invece ai parlamentari della Commissione Affari Sociali, che, nella proposta di modifiche alla legge 281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo - attualmente in discussione -, all'articolo 20 comma D hanno stabilito che "allo scopo di garantire la tutela della salute, l'incolumità pubblica ed il benessere degli animali, è vietato detenere, cedere a qualsiasi titolo e utilizzare collari elettrici o altri strumenti atti a determinare scosse o impulsi elettrici." Si tratta, infatti, di dispositivi estremamente dannosi, il cui uso è vietato non soltanto dalle normative internazionali ma anche dall'Italia che ha recentemente ratificato la Convenzione di Strasburgo sulla protezione degli animali da compagnia, secondo cui "nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che possono danneggiare la sua salute ed il suo benessere, in particolare costringendo l'animale ad oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiali che causano ferite o dolori, sofferenze ed angosce inutili". Tale divieto, inoltre, era stato espresso già nel 2009 in una ordinanza del Ministero della salute proprio nei confronti dell'uso del collare elettrico. (18 aprile 2011)

ARRIVATO IN ITALIA HACHI, IL CUCCIOLO ADOTTATO DA UN MILITARE ITALIANO IN AFGHANISTAN


Dopo il felice arrivo della cagnolina Kafira, propiziato dal Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, cui vanno tutti i nostri ringraziamenti, un altro quattrozampe afghano atterra in Italia. Hachi, un cucciolo di meticcio afgano era rimasto orfano. Aveva appena trenta giorni e sarebbe sicuramente morto se quel suo musetto spaurito non avesse intenerito prima i militari americani, poi gli italiani di stanza in Aghanistan. Affidato alle cure dei nostri ragazzi, Hachi ci ha messo pochissimo tempo ad ambientarsi nella sua nuova "casa" e a diventare la mascotte del nostro reggimento. Amato da tutti, il cucciolo aveva stretto un legame particolare con uno dei nostri militari al punto che i due convididevano perfino la "branda d'ordinanza". Ciò che Hachi non sapvea era che il suo amico, in un pomeriggio di fine marzo, avrebbe lasciato quel Paese tormentato per fare ritorno a casa. Ma forse il cagnolino sentiva che, a differenza di tanti altri uomini, il suo "padre acquisito" non gli avrebbe mai voltato le spalle. Del resto, superato il periodo critico dello svezzamento - settimane durante le quali la presenza di "mamma cane" è fondamentale - il cucciolo cresceva sano e forte, anche grazie alle cure mediche del nostro veterinario militare, e non c'erano fattori ostativi al suo trasferimento in Italia. C'erano però dei tempi procedurali da rispettare: quelli relativi alle autorizzazioni e ai permessi. Ma i giorni passavano e la data del rientro si avvicinava così come si materializzava il pericolo di una crudele separazione. Intanto, dall'altro capo del mondo, in Italia, la fidanzata del militare attraverso il suo sito Facebook lanciava un appello alla comunità del web. Chiedeva un aiuto, un intervento autorevole per accelerare la pratica. E il suo appello veniva raccolto dall'associazione Chiliamacisegua e dal presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che si attivavano immediatamente per aiutare il piccolo Hachi, trovando nei referenti istituzionali la massima sensibilità e attenzione. Così, in un caldo pomeriggio di metà aprile Hachi è atterrato in Italia dove presto potrà abbracciare la sua nuova famiglia. "Sono felice che la storia di Hachi e del suo proprietario si sia conclusa nel migliore dei modi - commenta Carla Rocchi -. Desidero rivolgere un particolare ringraziamento al Ministro della Difesa, onorevole Ignazio La Russa, al Sottosegretario alla Difesa, onorevole Guido Crosetto e al senatore, generale Mario Palombo, che si sono tutti attivati per consentire ad Hachi e al suo nuovo amico di continuare a vivere il loro legame speciale anche nel nostro Paese. Un grazie di cuore al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, attivissima per il rientro di Hachi e, con esso, di un suo piccolo amico: il cagnolino Victor." (13 aprile 2011)

DIVENTA SOCIO ENPA E PARTIRAI IN VACANZA INSIEME AL TUO ANIMALE CON LO SCONTO DEL 10%


Da oggi essere socio Enpa ti offrirà un vantaggio in più grazie alla nuovissima convenzione stipulata tra E.N.P.A. E ALPITOUR WORLD. Avrai diritto allo sconto del 10% cumulabile con tutte le offerte in catalogo realative ai servizi turistici offerte da Alpitour, Francorosso, Viaggidea, Karambola e Villaggi Bravo. L'offerta è valida anche nei confronti dei famigliari di primo grado se accompagnati dai soci Enpa.
Il tuo cane farebbe di tutto per non lasciarti solo … fai lo stesso anche tu!!
Chiedi di diventare socio e preparati al tuo viaggio.
(13 aprile 2011)

IL 19 APRILE A ROMA IL SEMINARIO DELLA CELEBRE COMPORTAMENTALISTA ANGELA STOCKDALE. LA PARTECIPAZIONE È LIBERA


Si svolgerà martedì 19 aprile dalle ore 09.00 alle ore 16.00 il seminario "Dog Partnership: relationship, friendship and emotions", organizzato dall'Enpa in collaborazione con la Sezione di Torino, presso la sede dell'Enpav in via Castelfidardo 41 a Roma. Per gli amanti degli animali si tratta di un'occasione unica per incontrare una delle comportamentaliste più stimate e apprezzate a livello internazionale, che guiderà i partecipanti in un viaggio entusiasmante alla scoperta del mondo dei "quattrozampe". Ad aprire i lavori saranno il coordinatore regionale Enpa per il Piemonte, Giovanni Pallotti, l'onorevole Gianni Mancuso, presidente dell'Enpav, e Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa. A seguire il contributo di Angela Stcokdale (la relazione è in inglese con traduzione consecutiva in italiano) che, salvo una pausa pranzo rigorosamente vegetariana, durerà fino alle ore 16.00. A quanti interverranno sarà rilasciato un attestato di partecipazione. L'ingresso è libero. Per tutti gli amanti dei "quattrozampe" l'appuntamento è a Roma per martedì 19 aprile a partire dalle ore 09.00 in via Castelfidardo 14 presso la sede dell'Anpav. Per adesioni è possibile contattare il 06.3242873/4 oppure inviare una mail agli indirizzi segreteria@enpa.org o alessandraboccalini@enpa.org. (13 aprile 2011)

IL TOUR DI ISOTTA PARTE ALLA GRANDE


Non poteva cominciare meglio il tour nazionale di Isotta, l'unità mobile di soccorso veterinario dell'ENPA per le gravi emergenze, donata alla Protezione Animali da Pizzardi Editore, che dal 3 aprile all'11 giugno attraverserà il nostro Paese per chiedere la realizzazione del 118 veterinario. Complice una giornata degna di un mese estivo, domenica 3 aprile piazza Trento e Trieste, a Monza, è stata "invasa" dai quattro zampe e da zoofili che desideravano vedere da vicino Isotta e che hanno letteralmente preso d'assalto i gazebo allestiti dall'Enpa, dedicati sia alla petizione per il 118 veterinario sia alla vendita di gadget e all'iscrizione all'associazione. Ma non è finita qui: i più piccini hanno mostrato di aver gradito le tante iniziative proposte, dal truccabimbi, che li ha trasformati nei loro animali preferiti, al "ce l'ho, mi manca" che ha dato loro la possibilità di completare la raccolta di figurine dell'album Amici Cucciolotti 2011; dalla presenza di Westie, la mascotte della manifestazione, che vagabondava per tutta la piazza (un particolare elogio ai volontari che lo hanno animato e che hanno fatto letteralmente la sauna!) al giovane mago, Simone Riva, che li ha intrattenuti con i suoi giochi di prestigio; dalla lezione della educatrice cinofila ENPA, Ilaria Cerrato, sul linguaggio dei cani agli animaletti creati abilmente con i palloncini colorati da Marina Messetti. Nè sono mancati gli ospiti del canile - il timido Splendor, l'esuberante Dotto, l'anziano Chopper, il vivace Bennet, l'imponente Egon, la piccola Tracy e il dolcissimo Sguizzo -, che hanno passeggiato tra il pubblico con tanto di bandana Enpa targhetta "cerco casa" al collo. L'organizzazione dell'evento è stata impegnativa, ma i risultati hanno premiato il lavoro dell'Enpa di Monza. (7 aprile 2011)

ANIMALI, APERTURA AL TAGLIO DELLA CODA PER I CANI. L'ENPA: "SÌ ALL'OBIEZIONE DI COSCIENZA"


Di fronte alla nota con cui il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha reinterpretato la Convenzione di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia ed ha aperto al taglio della coda per i cani dei cacciatori, l'Enpa si appella ai veterinari invitandoli all'obiezione di coscienza. "Sono consapevole di quanto il mondo della veterinaria nella sua massima parte lungimirante, abbia contribuito al recepimento della Convenzione e quanto sia parimenti sconcertato per l'iniziativa Ministeriale, iniziativa che tra l'altro contraddice una linea di attenzione sugli animali sin qui seguita dal Ministero", questo il commento del presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che prosegue: "È ai veterinari che mi appello affinchè pongano in essere una obiezione di coscienza aderente ai principi della Convenzione, inspiegabilmente contraddetti dalla circolare ministeriale." "Mi appello anche al ministro - ha proseguito Rocchi - perchè riveda la sua posizione." (7 aprile 2011)

A BORDO DEL MAUD PER I 140 ANNI DELLA PROTEZIONE ANIMALI. L'INIZIATIVA È RISERVATA AI SOCI ENPA


Il 30 Aprile 2011 ad Alassio (SV), nell'ambito delle manifestazioni previste per celebrare il centoquarantennale dell'Enpa, ci sarà un importante evento che verrà suggellato con la posa della piastrella celebrativa sul famoso muretto "delle celebrità". Il motoveliero Maud, già protagonista di numerose attività in sinergia con Enpa, farà da scenario alle diverse iniziative previste che avranno luogo sul molo di Alassio. Solo per i soci della Protezione Animali un'occasione davvero unica ed esclusiva: accompagnare il motoveliero sulla rotta delle celebrazioni, navigando attraverso il "Santuario dei Cetacei", in tratte che toccheranno Porto S. Stefano, Portoferraio (Isola d'Elba), Alassio e Fiumicino. È previsto un contributo spese di 150 euro (con trattamento di pensione completa.

Per informazioni e prenotazioni, contattare il Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo Enpa ai recapiti: Tel. 0172.42 5130 mattino, Fax 0172.422893, mail: comsviluppo@enpa.org. (7 aprile 2011)

UNESCO. PER MANCANZA DI CONDIVISIONE IL PALIO DI SIENA ESCLUSO DALLA LISTA ITALIANA DEGLI EVENTI "PATRIMONIO DELL'UMANITÀ"


L'assenza del Palio di Siena dalla lista degli eventi presentati dall'Italia per il riconoscimento di "patrimonio dell'umanità" trova, al di là dell'ovvio disappunto della città di Siena, due argomentazioni pacate che giustificano tale scelta. La prima riguarda l'assenza di totale condivisione da parte dei cittadini italiani, condivisione che invece è sempre stata alla base delle scelte finora effettuate. La seconda, che dalla prima direttamente deriva, è relativa al rischio che le manifestazioni con uso di animali producano, come ampiamente in passato, morti o ferimenti gravi. Anche se va riconosciuto che il Palio di Siena ha tentato nel tempo un adeguamento a normative di tutela, tuttavia è proprio la categoria "eventi con uso di animali" che, non condivisa in sè, potrebbe rischiare di aprire le porte a situazioni ben più cruente e deprecabili quali - ad esempio - la corrida spagnola. (6 aprile 2011)

SECONDO MARCO TRAVAGLIO INUTILE LA LEGGE CHE PUNISCE I COMBATTIMENTI TRA ANIMALI. INTERVIENE CARLA ROCCHI, PRESIDENTE NAZIONALE ENPA


Care, Cari,
nella trasmissione del 31 marzo di Anno Zero, Marco Travaglio ha avuto la grande sensibilità di annoverare tra quelle inutili la legge contro i combattimenti tra gli animali. Vi allego la mia risposta e vi invito a far sentire anche la vostra voce sul blog.
Citare la Legge che punisce i combattimenti di animali tra quelle inutili è un segno di deprimente arroganza e disinformazione.
Infatti, tale Legge non è in discussione adesso in Parlamento ma è stata approvata nel 2004. Superfluo dire che ad organizzare i combattimenti tra animali non sono cittadini esemplari ma pezzi di delinquenti malavitosi che la Legge n. 189/2004 consente di aggredire anche attraverso questo canale.
Complimenti per la sensibilità e l'accurata documentazione. (5 aprile 2011)

Carla Rocchi
Presidente Ente Nazionale Protezione Animali

TUTELA DEGLI ANIMALI. SI MUOVONO BULGARIA E MOLDAVIA. L'ENPA: "ANCHE GLI ANIMALI SONO CITTADINI EUROPEI"


Mentre la Spagna non ha ancora fatto marcia indietro sulle perreras e sulla soppressione dei randagi, alcune novità positive in materia di protezione e tutela degli animali vengono da alcuni Paesi dell'Est. In Bulgaria il ministro dell'Agricoltura, Miroslav Naydenov, ha infatti proposto un inasprimento della pene per il reato di crudeltà contro gli animali che potranno arrivare fino a una massimo di cinque anni di carcere. E si muove anche la Moldavia, un Paese diventato tristemente noto nei mesi scorsi per le soppressioni in massa dei "trovatelli" e che proprio in questi mesi sta premendo per entrare nella Comunità Europea. Secondo quanto appreso dall'Enpa, sarebbe infatti all'esame del Parlamento un organico progetto di legge che prevede maggiori tutele per gli animali d'affezione. «Si tratta di due iniziative particolarmente significative - commenta Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Ente Nazionale Protezione Animali - poichè sono proprio i Paesi dell'Est ad accusare un pesante ritardo in materia randagismo e non hanno esitato, penso in particolare alla Romania, a porre in atto pratiche crudeli e disumane.» Se in Bulgaria la nuova disciplina in materia di maltrattamenti sembra essere ormai in porto, il cammino della Moldavia appare invece un po' più accidentato: presentato in Parlamento, il testo legislativo deve essere ancora esaminato e votato. Ed è per agevolare questo percorso di civiltà che il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha scritto alle massime autorità dei due Paesi. «Al premier moldavo Vladimir Filat - spiega Rocchi - ho chiesto fare il possibile per favorire l'approvazione della nuova legge, mentre mi sono congratulata con il presidente bulgaro Georgi Parvanov per il giro di vite contro i maltrattamenti.» Ma il vero problema, secondo la Protezione Animali, è che in materia di animali ogni Stato membro dell'UE va per conto suo. «Con l'evidente conseguenza - aggiunge il presidente dell'Enpa - che si vengono a creare situazioni di grandissima disparità. Da un lato, infatti, c'è il nostro Paese che proibisce espressamente la soppressione dei randagi, dall'altro la Spagna, la Romania e addirittura la civilissima Gran Bretagna che, tra i metodi di contenimento del randagismo, prevedono l'abbattimento. Personalmente, invece, ritengo che l'opinione pubblica ci chiede proprio di allargare pari tutele e normative anche agli animali, considerandoli "europei".» (4 aprile 2011)

CANE GIAPPONESE DISPERSO DA TRE SETTIMANE E SALVATO DALLA GUARDIA COSTIERA RIABBRACCIA LA SUA PROPRIETARIA


È un vero e proprio miracolo quello che è avvenuto in queste ore nel Giappone devastato dal terremoto e dallo tzunami. La Guardia Costiera Nipponica ha, infatti, salvato una cagnetta di due anni, dispersa da tre settimane in mezzo al mare. Dopo il maremoto che ha colpito la costa giapponese, il quattrozampe aveva trovato rifugio sul tetto di un'abitazione, trascinato al largo dalla corrente. Ma non è tutto. Le immagini del salvataggio, trasmesse dalla televisione nipponica, sono state viste da una signora che ha riconosciuto nell'animale la sua cagnolina. La donna e il quattrozampe si sono così potuti riabbracciare un paio di giorni fa, tra abbondanti carezze e guaiti di felicità. (4 aprile 2011)

OGGI, 1° APRILE, IL CENTOQUARANTENNALE DELL'ENPA


Oggi 1° aprile l'Enpa compie centoquaranta anni. L'Ente Nazionale Protezione Animali, che allora si chiamava Società per la Protezione degli Animali, fu infatti fondato il 1° aprile del 1871 da Giuseppe Garibaldi - dieci anni dopo l'Unità d'Italia e cinque mesi prima della "Breccia di Porta Pia" -, con una lettera inviata al suo medico personale, Timoteo Riboli. "Mio caro Riboli ti prego di istituire la società annoverando la signora Winter quale presidente e il sottoscritto quale socio", così scrisse "l'Eroe dei due Mondi" in quello che è considerato l'atto di nascita della Protezione Animali. Lo statuto, tradotto in quattro lingue (italiano, inglese francese e tedesco) fu stampato dalla storica tipografia Vincenzo Bona di Torino, città doveva aveva allora sede la Società per la Protezione degli Animali. "Giuseppe Garibaldi - spiega Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa - prese questa iniziativa dopo essersi impietosito alla vista di due muli che arrancavano intorno a una macina. Egli ebbe dunque il merito non soltanto di riunire gli italiani sotto la stessa bandiera ma anche di promuovere e diffondere l'impegno animalista". Da allora la storia dell'Enpa ha seguito di pari passo del vicende del nostro Paese. Nel 1938 la Protezione fu nazionalizzata e la sede trasferita a Roma - dove si trova anche oggi - per essere poi trasformata, nel 1954, in ente Pubblico. Venticinque anni, nel 1979, dopo la Protezione Animali divenne a tutti gli effetti un'associazione privata, riconosciuta dalla Stato come ente morale. Oggi l'Enpa, che non riceve contributi pubblici, è un'organizzazione ramificata e profondamente radicata in tutto il Paese. Può contare su una struttura formata da oltre 150 Sezioni in tutta Italia, sul contributo di oltre 60mila tra soci e sostenitori, sulla dedizione di tremila volontari attivi e di circa trecento Guardie Zoofile, impegnate nella prevenzione e nella repressione dei crimini contro gli animali. "Per celebrare una ricorrenza così importante come il nostro centoquarantennale - prosegue Rocchi - abbiamo previsto un nutrito calendario di iniziative. Particolarmente significativa l'azione di Isotta, la prima unità mobile di soccorso per gli animali vittime delle catastrofi, che deve il nome alla prima gatta salvata dai volontari Enpa tra a Onna dopo la tragica scossa di terremoto che colpito l'Abruzzo. Presentata il 21 febbraio a Milano, Isotta sarà impegnata in un tour nazionale per sostenere la creazione del 118 veterinario, che partirà proprio domani 2 aprile da Monza. Sono sicura che il nostro fondatore sarebbe di fiero di Isotta, e di quanto abbiamo fatto e facciamo per proteggere gli animali." (1 aprile 2011)

ENPA, LAV, LIPU, WWF: NASCE L'OSSERVATORIO NAZIONALE SU FAUNA E LEGALITÀ


Nasce l'Osservatorio Nazionale su Fauna e Legalità, su iniziativa di Enpa, Lav, Lipu e Wwf Italia, cui prenderanno parte giuristi, esperti, studiosi e il cui fine sarà il monitoraggio dell'applicazione delle normative di tutela degli animali selvatici. «Un organismo - dichiarano le quattro associazioni promotrici - che nasce come iniziativa d'emergenza, a fronte della sistematica violazione del diritto che, in materia di tutela degli animali selvatici, si registra in Italia, ma che potrebbe assumere un carattere strutturale e permanente.» L'attenzione dell'Osservatorio sarà rivolta in modo particolare ai calendari venatori che le regioni, ai sensi della legge 157/92 anche come modificata di recente, dovranno varare entro il 15 giugno. «La stagione di caccia 2010-2011 è stata un campionario di illegalità istituzionalizzate che non dovrà ripetersi - proseguono le associazioni -. Le regioni hanno voluto ignorare le modifiche apportate dal Parlamento alla normativa nazionale su tutela della fauna e regolamentazione della caccia conseguenti al parziale adeguamento del nostro Paese alla direttiva comunitaria sulla conservazione degli uccelli selvatici». Tra tutte le innovazioni che avrebbero dovuto applicarsi, le più rilevanti sono quelle relative al rispetto dello stato di conservazione degli uccelli e quella del divieto di spari durante le fasi biologicamente più delicate della vita selvatica, cioè durante la riproduzione e la migrazione prenuziale degli uccelli. Le nuove norme, accompagnate dalle valutazioni tecniche dell'ISPRA (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che è l'autorità scientifica nazionale, avrebbero dovuto e dovranno comportare la riduzione significativa della stagione venatoria e la cancellazione o sospensione di varie specie dalla lista di quelle cacciabili. «Il dossier raccolto durante la stagione di caccia 2010/11 ci dice di regioni che hanno disatteso la legge nazionale, ignorato le indicazioni scientifiche, disapplicato le ordinanze della magistratura, violato gravemente il diritto. Non solo - aggiungono le associazioni -: c'è materiale per capire che tutto ciò, in molti casi, è avvenuto in piena consapevolezza delle illegittimità che venivano compiute e secondo piani artatamente progettati. Il risultato, tra gli altri, è stato quello di impartire un danno irreparabile al patrimonio della collettività che non permetteremo si ripeta. Per questo, l'attenzione sarà massima e nessuna azione verrà scartata, inclusa la strada penale su cui stiamo facendo una seria e dettagliata valutazione.» «Canale ulteriore - concludono, Enpa, Lav, Lipu e Wwf Italia - sarà quello dell'Unione Europea, rispetto alla quale l'Italia, in materia di caccia, è già incappata in un numero amplissimo di infrazioni e condanne ma che chiama a una denuncia ancor più complessiva: quella del "sistema caccia Italia" e delle sue tantissime zone d'ombra.» (23 marzo 2011)

TAGLIO DI ORECCHIE E CODA PER I CANI, IL MINISTRO FAZIO "INTERPRETA" LA CONVENZIONE DI STRASBURGO


Il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, apre ai cacciatori con una nota "interpretativa" che ribalta quanto stabilito dalla Convenzione Europea di Strasburgo in materia di protezione degli animali da compagnia. La Convenzione ha, infatti, stabilito un principio generale secondo cui i cani non possono essere soggetti a interventi medico-veterinari di natura estetica, come lo sono il taglio di coda e orecchie, a meno che non siano resi necessari da motivi di medicina veterinaria o dalle condizioni di salute dell'animale. "Il ministro Fazio, invece, con un vero e proprio volo pindarico dilata fino all'inverosimile questa norma introducendo una deroga costruita a misura dei cacciatori", spiega l'Enpa. E per i quattrozampe c'è anche la beffa. Infatti, come si può leggere nella nota a firma di Fazio, l'eccezione è motivata dalla (presunta) necessità di tutelare proprio ciò che viene leso: la salute degli animali. I cani dei cacciatori, secondo il nostro Ministro della Salute, sarebbero coinvolti in attività "espletate in condizioni ambientali particolari, quali in zone di fitta vegetazione che, comportando un elevato impegno motorio, espongono notoriamente l'animale al rischio di fratture, ferite e lacerazioni della coda, con ripercussioni sulla salute e sul benessere dello stesso." "Dire che sono allibita è un eufemismo - aggiunge Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa -. Oltre a ritenere ammissibile una pratica che personalmente ritengo una forma di maltrattamento, poichè non ha altra giustificazione se non quella di soddisfare un vezzo narcisistico, il Ministro pretende addirittura di giustificarla con la tutela degli stessi cani". Se la questione fosse effettivamente nei termini proposti da Fazio, osserva provocatoriamente l'Enpa, allora tutti i quattrozampe che scorrazzano liberamente nei nostri boschi o nelle nostre campagne - ovvero nelle zone "di fitta vegetazione" - sarebbero a rischio di incidenti e dovrebbero quindi essere sottoposti al taglio della coda e delle orecchie. "Ovviamente - prosegue Rocchi - così non è. La controprova all'infondatezza delle argomentazioni la fornisce la stessa Convenzione di Strasburgo che difatti non prevede alcuna deroga a favore dei cacciatori. Evidentemente, il Ministro presta attenzione alle voci di un'unica fonte che, notoriamente, non è la più attendibile." (22 marzo 2011)

KNUT. LA CATTIVITÀ UCCIDE E LA NATURA INSEGNA CHE L'UOMO NON PUÒ DOMINARE GLI ANIMALI


Knut avrebbe avuto almeno 15 anni di vita davanti se avesse vissuto da orso libero e, invece, è morto sabato pomeriggio nello zoo di Berlino, a soli 4 anni, sotto gli occhi dei visitatori. L'orso polare che era diventata una star, in una deprecabile operazione mediatica che ha fruttato migliaia di euro, come se dovesse essere celebrata la sua condizione di prigioniero e di creatura abbandonata dalla madre - comportamento per altro frequentissimo nei mammiferi che sono costretti in cattività - muore presumibilmente per annegamento a seguito di un collasso. Le indagini necroscopiche che si attendevano per la tarda giornata di ieri, tardano ad arrivare. Qualunque siano la reale causa della sua morte o le ragioni che per maggiori convenienza saranno rese note, Knut muore prematuramente, come moltissime altre creature costrette alla triste quanto desolante vita in cattività. Le responsabilità di tutto ciò sono evidenti. Chiunque abbia gioito o festeggiato per quel batuffolo bianco che ha smosso la pietà (e non la compassione) per essere stato abbandonato dalla madre, ha contribuito alla sua schiavitù e alla sua stessa morte, così come per quella di tutti gli animali rinchiusi negli zoo. Questa triste storia insegna che non possiamo gestire la vita di animali che dovrebbero vivere liberi così come la natura li crea; che l'amore di una parte dell'umanità è solo mero possesso e che, nonostante tutte le attenzioni prestate, gli animali non vogliono essere amati così se il prezzo da pagare è la privazione della loro libertà, degli spazi immensi da percorrere, delle scelte da fare, di compagni con cui condividere la bellezza di una vita naturalmente dettata e scandita da tempi, ritmi e destini su cui l'uomo non ha alcun diritto di intervenire. La tristezza che affligge gli appassionati degli zoo e quella degli animalisti, dovrebbe condurre ad una unica ed inequivocabile scelta: chiudere gli zoo e non favorire più il traffico di specie esotiche strappate ai loro ambienti naturali e costretti ad inadeguate e misere condizioni di vita in cattività, per il mero piacere - sadico - di vedere un animale esotico da vicino. Oggi è necessario chiedersi cosa ci facesse un orso polare a Berlino. La risposta è amara: la presunzione umana, e ancor peggio la presunzione di un amore malato e perverso, conduce alla morte di creature innocenti. Il sentimento di onnipotenza dell'uomo, messo per l'ennesima volta in discussione dalla natura che si ribella, deve piegarsi alla realtà che, come sostiene Danilo Mainardi, "gli zoo sono indifendibili, contrari ad ogni misura di decenza, di umanità, di scientificità e di utilità didattica." (22 marzo 2011)

SERENGETI DAY: L'ENPA SI UNISCE ALL'APPELLO MONDIALE PER SALVARE IL PARCO AFRICANO DA UN'AUTOSTRADA


Si è celebrata il 19 marzo la giornata dedicata alla salvaguardia del parco nazionale del Serengeti, in Tanzania, che rischia di essere distrutto per la costruzione di un'autostrada: un danno irreparabile per uno degli ecosistemi più importanti del Pianeta. Per questo, la Protezione Animali si unisce ai numerosi appelli lanciati da organizzazioni scientifiche, umanitarie e ambientaliste, rivolti alla Tanzania e alla comunità mondiale, per impedire la costruzione dell'arteria stradale e per chiedere la tutela integrale del parco. Il percorso dell'autostrada, che taglierebbe in due il Serengeti, rappresenterebbe una ferita insanabile all'equilibrio naturale, poichè comprometterebbe la migrazione degli Gnu tra questo parco e quello del Masai Mara in Kenya - che costituisce il naturale ed ininterrotto proseguimento del Serengeti - da cui dipende la sopravvivenza di numerose specie, come ad esempio iene, leopardi, leoni e ghepardi. Secondo l'IUCN (International Union for Conservation Nature), oltre alla restrizione ai movimenti degli animali e alle rotte migrazione, la costruzione della strada porterà ad altre, gravissimi e insanabili danni: la frammentazione degli habitat, la mortalità degli animali per gli impatti con automezzi, l'aumento del bracconaggio, l'introduzione di animali e piante alloctoni con conseguente diffusione di malattie finora sconosciute alla fauna locale, e i nuovi insediamenti umani con cementificazioni e agricoltura. Sarebbe la fine del Serengeti. Per evitare questa catastrofe, è stata proposta la costruzione di una strada nel sud del Paese, la quale possa essere utile anche a cittadine e villaggi, salvando la zona disabitata del Serengeti e del nord della Tanzania che rappresenta una fonte sostenibile di ricchezza per il turismo. Ma la Cina, che necessiterebbe di infrastrutture per i suoi forti interessi minerari, non è d'accordo e ha stanziato 480 milioni di dollari per la costruzione dell'autostrada: cifra che per la Tanzania, uno dei più poveri paesi al mondo, è sicuramente appetibile. L'Enpa, la più antica associazione animalista italiana, si unisce oggi a tutte quelle voci che chiedono a tutti gli stati del mondo, di intervenire per la tutela del Serengeti, un patrimonio di altissimo valore, che non può essere svenduto per meri interessi commerciali. (21 marzo 2011)

GIAPPONE. L'ENPA: "NON ESISTONO CENTRALI NUCLEARI A PROVA DI INCIDENTI"


«Come tutti gli italiani, sono profondamente vicina alla tragedia vissuta dal popolo giapponese e anche per questo ritengo molto gravi le parole del Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo nei confronti dei cittadini, definiti "avvoltoi polemici di casa nostra", i quali hanno espresso più volte la loro contrarietà di fronte all'ipotesi di tornare all'energia nucleare.» dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa. «Chi ricopre un ruolo istituzionale così importante - prosegue Rocchi -, anzichè limitarsi a definire strumentali, parziali e miopi le legittime preoccupazioni degli italiani sul nucleare, dovrebbe rivolgere le sue attenzioni nei confronti di tutte le forme di vita, comprese quelle animali e vegetali, rimaste contaminate a seguito delle esplosioni nelle centrali giapponesi; per le persone una tragica catastrofe, per la biodiversità un danno che avrà conseguenze irrimediabili.» L'Enpa si chiede per quali motivi il Ministro dell'Ambiente sia tanto "affezionato" all'energia nucleare quando, non solo non è stato risolto il problema relativo allo stoccaggio e al trattamento delle scorie, ma - soprattutto - la storia recente ha dimostrato come nessuna centrale nucleare sia veramente sicura. Nel triste computo degli incidenti non ci sono solo Chernobyl e Fukuyama. Ci sono anche i nomi di località meno note - Krsko (Slovenia), Vandellos, Cherbourg - che hanno sperimentato sulla loro pelle "la sicurezza" delle moderne centrali nucleari. «Ma trovo ancora più grave, e sgradevole, che il ministro voglia sfruttare la tragedia giapponese per raccogliere dati e informazioni per rendere più sicure le centrali nucleari italiane - conclude Rocchi -. Certe situazioni, invece, dovrebbero consigliare cautela e prudenza, specie nel momento la pretesa superiorità dell'uomo sull'ambiente viene smentita in un modo così clamoroso.ì (14 marzo 2011)

RANDAGISMO, L'ENPA A FEDERFAUNA: "LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI CONTRARI ALLA SOPPRESSIONE DEI CANI"


«Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, ha scritto all'ambasciatore spagnolo in Italia, per dirgli che gli Italiani che scelgono di trascorrere le vacanze in Spagna "tornano spesso stravolti e turbati", perchè nelle perreras (i canili spagnoli) si sopprimono i cani randagi. A parte il fatto che non devono essere mica tanti i turisti che si recano in Spagna per visitare i canili, forse per Carla Rocchi è meglio da noi, dove sono i cani randagi a sopprimere le persone, e certo non utilizzando l'eutanasia!», così scrive Federfauna, una «Confederazione Sindacale che riunisce Associazioni di Allevatori, Commercianti e Detentori a vario titolo di animali», in un comunicato stampa pubblicato sul suo sito web istituzionale. Un sito ricco di informazioni, dove alla quantità non corrisponde altrettanta qualità. Fosse più attenta alle questioni che riguardano gli animali, Federfauna avrebbe modo di apprezzare l'altruismo di moltissimi italiani - e non sono solo volontari Enpa - che si impegnano attivamente per sottrarre i cani al tragico destino delle perreras. Documentarsi al riguardo non é nè difficile nè faticoso: basta digitare la parola chiave "perreras" in un qualsiasi motore di ricerca per essere indirizzati a 359mila pagine web. Ma evidentemente, e incomprensibilmente, la cosa sembra infastidire la confederazione sindacale, alla quale non è estranea neanche certa dose di "benaltrismo" come dimostra lo strampalato paragone con il nostro Paese. Anche in Italia ci sono problemi, ritardi e inadempienze - e questo è l'unico punto sul quale possiamo essere d'accordo - ciononostante, l'Italia ha avuto il merito di dotarsi di una delle leggi protezionistiche più avanzate del mondo. Che si è anche rivelata, laddove applicata, un ottimo strumento di intervento. Se Federfauna si informasse presso il Ministero della salute potrebbe venire a conoscenza di tutti i progressi compiuti negli ultimi anni sul fronte della lotta al randagismo. "Tralasciando il fatto che la causa di questo fenomeno non sono i cani, che alla vita in strada immagino preferiscano il calore di una famiglia, ma chi li abbandona dopo acquisti a volte un po' troppo frettolosi, a mio avviso l'errore più grossolano - aggiunge Carla Rocchi - è quello di imputare gli episodi di morsicatura ai randagi. Ciò che è accaduto a Scicli è un fatto estremamente grave ma i cani in questione non erano randagi; erano stati affidati a persone non in grado di gestirli. È comunque sufficiente sfogliare le pagine dei giornali per verificare che la maggior parte delle aggressioni avvengono tra le mura domestiche e sono provocate soprattutto dall'incapacità dei proprietari di gestire correttamente i loro animali". Secondo l'Enpa, la soppressione di un animale - se non nei limitati casi previsti dalla nostra normativa - non può mai essere considerata un esempio di gestione alternativa del randagismo, a meno che non si voglia scaricare sugli incolpevoli cani le negligenze dei loro proprietari. Un punto, questo, sul quale non hanno dubbi gli italiani, la stragrande maggioranza dei quali - come rilevato dai sondaggi - è contraria all'abbattimento. Un dato che evidentemente Federfauna non conosce oppure trova comodo ignorare. (10 marzo 2011)

L'ENPA DENUNCIA: «NELLA "CIVILISSIMA" SPAGNA SOPPRESSI OLTRE 17MILA CANI»


«Gli italiani che scelgono di trascorrere le vacanze nel suo bellissimo Paese - e sono davvero molti - tornano spesso stravolti e turbati se hanno avuto la sventura di imbattersi nella realtà che le "perreras" testimoniano», inizia così la lettera che il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha scritto all'ambasciatore spagnolo in Italia affinchè esprima al suo governo lo sgomento per quanto accade nei canili pubblici spagnoli.
Secondo quanto confermato da alcune fonti locali dell'Enpa, nel solo 2009 oltre 17mila "trovatelli" sono stati soppressi nei canili pubblici spagnoli, le "perreras"; un dato, questo, che non si discosta molto da quello degli anni passati. Si tratta di un vero e proprio massacro legalizzato. A differenza del nostro Paese, che può vantare una delle normative più avanzate del mondo in materia di tutela e protezione dei randagi, la Spagna ammette espressamente l'eutanasia come strumento di contrasto al randagismo.
«In linea di principio - spiega la Protezione Animali - la materia rientra tra le competenze delle diciassette Comunità Autonome, gli enti decentrati che compongono lo Stato Spagnolo e che hanno un'ampia potestà legislativa, le quali potrebbero quindi gestire il fenomeno con metodi incruenti e più efficaci. Tuttavia ci risulta che, tranne la Catalogna, le altre sedici siano allineate sulla soppressione dei trovatelli.»
Attenzione però: non tutte le strutture di accoglienza dei quattrozampe sono "canili della morte". Esiste, infatti, una forte differenza tra quelli gestiti dalle amministrazioni locali - le "perreras", appunto - che applicano alla lettera il dettato normativo e quelli gestiti dai privati (spesso associazioni animaliste) - "i protectoras" - creati con l'obiettivo di offrire una "casa sicura" ai randagi e di proteggerli dall'eutanasia forzata.
Ma l'abbattimento non è l'unico pericolo che incombe sui quattrozampe spagnoli. «Dalle testimonianze dirette che abbiamo raccolto presso volontari, recatisi in Spagna proprio per salvare i cani dal braccio della morte - prosegue l'Enpa -, sappiamo che, durante la loro permanenza nel canile, gli animali sono detenuti in condizioni agghiaccianti.» Ammassati all'interno di box molto piccoli - spesso pieni fino all'inverosimile - e senza che siano separati i cuccioli dagli adulti, i maschi dalle femmine, i randagi sono abbandonati a loro stessi con pochissimo cibo e senza che vengano rispettate le più elementari regole igieniche. Molti di loro non sperimenteranno mai l'eutanasia: moriranno prima.
Anche i metodi usati per la soppressione hanno sollevato più di una perplessità. Secondo quanto riferito da alcuni volontari, si sarebbero verificati casi di animali uccisi brutalmente a forza di percosse o bastonate, ma c'è il sospetto che vengano cremati vivi all'interno dei forni usati per lo smaltimento delle carcasse. «Si tratta ovviamente di metodi illegali - aggiunge la Protezione Animali -, che le nostre fonti dirette imputano al meccanismo di finanziamento dei canili pubblici spagnoli. Le perreras, infatti, riceverebbero denaro pubblico soltanto per l'accalappiamento e l'abbattimento dei cani ma non per il loro mantenimento all'interno della struttura». Con la logica conseguenza che i gestori sarebbero pronti a tutto pur di sbarazzarsi dei trovatelli il prima possibile.
» «La realtà delle perreras - conclude Carla Rocchi - è incompatibile con il livello di civiltà di un Paese quale Spagna. Ma, soprattutto, ritengo inconcepibile che l'Unione Europea, che pure intende farsi portatrice di un "European Way of Life", tolleri da parte degli Stati Membri così gravi disparità di trattamento per gli animali. A mio avviso i tempi sono maturi per inaugurare quella "Comunità Europea degli animali" che, armonizzando le normative nazionali, assicuri loro un livello di difesa e di protezione comune. Siamo consapevoli che il buon livello normativo non riesce da solo ad assicurare la soluzione dei problemi. Anche in Italia le ottime leggi sono applicate in maniera disomogenea sul territorio nazionale; tuttavia la mancanza di una legge di tutela rende legittimo l'arbitrio.» (7 marzo 2011)

SPERIMENTAZIONE ANIMALE, L'ATTRICE GABRIELLA PESSION AL FIANCO DELL'ENPA


È uno dei volti più amati e nel suo campo - il cinema - ha talento da vendere. Dotata di una spiccata sensibilità e di una grande passione per gli animali, vive con tre gatti - Gigetto, Petunia e Anacleto - da cui non vorrebbe mai separarsi. E quando è costretta ad allontanarsi per lavoro, li porta sempre con sè nella galleria fotografica del cellulare dove i tre felini recitano "la parte del leone". Ma di Gabriella Pession colpisce anche la naturale spontaneità. Ed è proprio grazie a questa sua dote che, in una giornata di fine gennaio, Gabriella Pession e l'Enpa hanno incrociato le loro strade. «Stavo viaggiando sull'Eurostar Roma/Milano e di fronte a me intravedevo un signore (Sergio Sellitto, vicepresidente dell'Enpa. Ndr) con una cartellina dell'Ente Nazionale Protezione Animali», racconta l'attrice intervistata dal Corriere della Sera, che aggiunge: «ho subito pensato si trattasse di un segno del destino. Ho bussato sulla copertina e ho detto: "Salve sono Gabriella Pession e voglio essere la vostra madrina"» Ne è nato subito un rapporto di profonda amicizia e di grande collaborazione. La protagonista della serie televisiva "Rossella" ha, infatti, prestato il suo volto alla struttura Enpa di Concorezzo che impegnerà un team di operatori qualificati per il recupero fisico e comportamentale degli animali sottratti alla sperimentazione. «Realizzato anche con i fondi raccolti dalla Giornata degli Animali 2009, attualmente il centro è in via di ultimazione ma speriamo di inaugurarlo nei prossimi mesi. A cavallo dell'estate o subito dopo» , spiega l'Enpa. «Siamo profondamente grati a Gabriella Pession per il grande sostegno che ci sta dimostrando - prosegue l'Ente Nazionale Protezione Animali - e siamo onorati di poter incamminarci insieme a lei lungo questo percorso di civiltà.» Con la speranza che l'era delle "cavie da laboratorio" diventi soltanto un lontano ricordo del passato, risparmiando così a milioni di animali una vita di sofferenze. «Non soltanto crudeli ma anche inutili - conclude Gabriella Pession -. Poichè le specie usate nei laboratori hanno un Dna diverso dal nostro; e, infatti, per validare i risultati ottenuti dalla ricerca, gli stessi esperimenti devono essere poi ripetuti sull'uomo.» (3 marzo 2011)

OGM: CONSUMARE MENO CARNE PER RISOLVERE IL PROBLEMA "FAME" E RIDURRE L'INQUINAMENTO


"La produzione di Ogm è stata propagandata ovunque, dicendo che questi prodotti avrebbero risolto il problema della fame nel mondo. Il problema, non solo non è stato risolto, ma si è addirittura aggravato", queste la parole con cui il professor Bruno Fedi, anatomopatologo, boccia la scelta dell'Unione Europea di aprire agli organismi geneticamente modificati. "In realtà - dice ancora Fedi - non è il cibo a essere insufficiente bensì la sua distribuzione, ineguale e assolutamente ingiusta, ripartizione. Attualmente, infatti, vengono prodotte derrate alimentari capaci di sfamare 8 miliardi persone a fronte di una popolazione mondiale di poco più di 6 miliardi. I conti dunque non tornano. Ma non è tutto. Si è anche detto che con gli Ogm la produzione di pesticidi sarebbe stata drasticamente ridotta grazie a nuove specie resistenti ai parassiti - prosegue Fedi -. Così non è stato e la produzione di anticrittogamici è con i ben noti effetti sull'inquinamento, sul clima e sulla salute. Del resto, se la produzione di OGM, avesse avuto questi scopi, perchè i chimici delle multinazionali avrebbero rese sterili le sementi, obbligando i contadini a ricomprarle, ogni anno?". Quella che si sta combattendo, secondo l'anatomopatologo, sarebbe pertanto una guerra commerciale nella quale alcune imprese multinazionali cercano di sottomettere economicamente una parte del mondo. "D'altronde - aggiunge Fedi - la soluzione ai mali del nostro pianeta, la fame, l'inquinamento e i cambiamenti ambientali, sarebbero dietro l'angolo: basta ridurre il consumo di carne". Ma si tratta di una soluzione non gradita che implicherebbe grandi perdite economiche a carico di molte imprese; per questo viene preferita quella che Fedi definisce una soluzione "produttivistica" che implica enormi perdite per l'umanità intera. "Se è ovvio - conclude Fedi - che le aziende non vogliano percorrere la strada del buon senso; non altrettanto può dirsi per la classe politica cui spetta il compito di trovare soluzioni efficaci ai problemi". (28 febbraio 2011)

CACCIA, IL GOVERNO IMPUGNA LA LEGGE REGIONALE DELLA CALABRIA


Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la Legge regionale della Calabria sul calendario venatorio 2010/11, dando ancora una volta ascolto alle ragioni dell'Europa e della tutela degli animali selvatici. Siamo di fronte ad una sistematica ed arrogante violazione da parte delle Regioni italiane - del Nord e del Sud, e di tutte le appartenenze politiche - delle regole europee per la tutela della fauna selvatica e della biodiversità. Nell'ultima stagione venatoria, appena conclusa, il Governo ha già dovuto impugnare altre 4 leggi regionali sull'attività venatoria (di Liguria, Lombardia, Abruzzo e Toscana) perchè clamorosamente non rispondenti ai parametri della legge nazionale sulla caccia, delle leggi europee e delle sentenze della Corte Costituzionale. Il caso della Regione Calabria è particolarmente grave ed eclatante: la regione aveva emanato un calendario venatorio illegittimo, sospeso dal Tar (su ricorso di numerose associazioni ambientaliste ed animaliste), perchè non rispondente all'art. 42 della "legge comunitaria" che impone di ridurre la stagione di caccia e proteggere molte specie di uccelli, prima cacciabili. Ha poi approvato un secondo calendario, sostanzialmente uguale a quello che il giudice amministrativo aveva ritenuto non conforme alle norme europee, con un articolo inserito nella legge finanziaria regionale, impedendo così anche la possibilità di ricorrere nuovamente alla giustizia amministrativa. Il Governo ha giustamente stigmatizzato, oltre che il contenuto della legge calabrese, anche la forma, ossia l'approvazione con legge del calendario venatorio anzichè con provvedimento amministrativo. Le Associazioni Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF, che avevano chiesto al Consiglio dei ministri di impugnare l'art. 50 della legge della Regione Calabria n. 34 del 19 dicembre 2010 "Stagione venatoria, giornata di caccia, legge regionale n. 9/1996", hanno sottolineato nella richiesta al Governo come "la frequenza con cui tale deprecabile ed illegittimo comportamento delle regioni si ripete rende necessaria l'adozione di una opportuna e rapida iniziativa del Governo, con l'impugnazione della norma di cui sopra dinanzi alla Corte Costituzionale". "Siamo soddisfatti della risposta responsabile data dal Governo - commentano le associazioni -, pur dovendo registrare che in questi mesi in Calabria sono stati illegalmente uccisi migliaia di animali: chiediamo che la Conferenza delle Regioni e delle province autonome si attivi subito al fine di evitare per la prossima stagione venatoria qualsiasi atto lesivo dei diritti della fauna e dei cittadini". (25 febbraio 2011)

PRESENTATA "ISOTTA", PRIMA UNITÀ MOBILE DI SOCCORSO VETERINARIO DELL'ENPA PER LE GRAVI EMERGENZE


Si chiama "Isotta" la prima unità mobile di soccorso veterinario per le gravi emergenze (terremoti, inondazioni e altri catastrofi) presentata a Milano dall'Enpa nel corso di una conferenza stampa. Si tratta di un mezzo speciale allestito con i più moderni e avanzati dispositivi medico-veterinari, tra cui una macchina per l'ossigenoterapia; una lettiga speciale per il trasporto di animali fino a cento chilogrammi, che può essere usata anche su terreni accidentati e trasformata in tavolo operatorio itinerante; guide per il carico di animali pesanti e un porta-feriti supplementare.
Il mezzo è stato presentato dall'Enpa e ha come padrino d'eccezione Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia; alla presentazione hanno partecipato i partner dell'Enpa che hanno reso possibile questo progetto (Pizzardi Editore e Royal Canin) nonchè il presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi e Marco Bravi, responsabile del Centro Comunicazione e Sviluppo e membro della Giunta esecutiva Nazionale dell'Ente Nazionale Protezione Animali.
Isotta è il nome di una gatta che è stata salvata tra le rovine di Onna (L'Aquila) dalle Guardie Zoofile Enpa del Nucleo di Cuneo. Recuperare la micia non fu un'operazione difficile: fu lei stessa a scegliere i volontari della Protezione Animali, zampettando verso la loro auto di servizio e accucciandosi tranquillamente sul cruscotto dove attese il loro ritorno. Per alcuni giorni le Guardie Zoofile cercarono invano il proprietario di Isotta finchè non decisero di portarla con loro a Cuneo.
«Come rivela la storia della micia Isotta, tra le vittime incolpevoli di disastri e calamità ci sono anche gli animali, selvatici e d'affezione. Tuttavia, mentre per il soccorso degli uomini esiste una rete di enti istituzionali a ciò dedicati, spesso quello veterinario è rimasto inattuato o è stato affidato a iniziative volontaristiche dei singoli», ha spiegato Bravi, che ha poi aggiunto: «sarebbe invece necessario prevedere, nell'ambito della più generale organizzazione dei soccorsi, una unità destinata proprio a loro, equipaggiata cioè con dispositivi medici dedicati e con personale competente, che permetta di affrontare con lucidità tutti i problemi che si possono presentare. Con grande beneficio per l'intera collettività.»
L'unità di soccorso veterinario "Isotta" rappresenta dunque un primo passo in questa direzione, reso possibile anche grazie al supporto dei partner di Enpa, Pizzardi Editore e Royal Canin.
«Collaboriamo con Enpa fin dal 2007, da quando abbiamo iniziato l'avventura di Amici Cucciolotti, una collezione di figurine pensata per sensibilizzare i bambini al rispetto degli animali e dell'ambiente, e attraverso cui abbiamo veicolato anche diverse iniziative solidali a sostegno dell'attività della Protezione Animali - ha detto Alberto Glisoni, Reponsabile Progetti Educativi di Pizzardi Editore -. E l'edizione di quest'anno è stata dedicata proprio ad "Isotta".»
«Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa mettendo a disposizione, in occasione di grandi calamità naturali, alimenti secchi per il sostentamento degli animali soccorsi e ricoverati dalla Protezione Animali - ha aggiunto Matteo Vestri, direttore Marketing della Royal Canin -. Da sempre cani e gatti sono al centro della nostra attività, il che significa farsi carico concretamente delle problematiche che spesso i nostri amici a quattro zampe si trovano ad affrontare.»
Ma non è tutto. L'unità mobile di soccorso per le emergenze rappresenta solo un tassello di un progetto più articolato: sollecitare l'istituzione del 118 veterinario. Per questo, a partire da aprile e fino a giugno, "Isotta" sarà impegnata nella campagna "Soccorrerli, un gesto di civiltà", un tour itinerante che toccherà alcune delle principali città italiane, durante il quale i cittadini potranno contribuire attivamente alla creazione del 118 veterinario firmando la petizione dell'Enpa.
«Con l'iniziativa "Soccorrerli, un gesto di civiltà" l'attività dell'Enpa acquista una modalità "in movimento" per aumentare la sensibilità dei cittadini nei confronti dei modi corretti ed utili di intervenire in soccorso degli animali sia in condizioni di normalità sia in condizioni di emergenza.», ha detto presentando la campagna il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, che ha aggiunto: «questo per l'Enpa rappresenta il miglior modo di celebrare i 140 anni della propria storia. L'Enpa è nata, infatti, nel 1871 dalla sensibilità di Garibaldi che, vedendo due muli girare con fatica una macina si impietosì della loro sorte e chiese al Re Vittorio Emanuele di istituire quella che allora prese il nome di Società di Protezione degli Animali. Da quel giorno ci siamo occupati ininterrottamente di soccorrere gli animali, alleviare le loro fatiche, impedirne i maltrattamenti e promuovere le leggi a loro tutela.» (21 febbraio 2011)

Le foto di Isotta sono sul gruppo Facebook di Enpa all'indirizzo
www.facebook.com/enpaonlus

- Vai alla pagina di Isotta sul sito di Comunicazione e Sviluppo Enpa
- La petizione per il 118 veterinario

BALENE. ENPA: "LO STOP ALLA CACCIA ANCHE GRAZIE AI GOVERNI AUSTRALIANO E NEOZELANDESE"


«Sebbene il Ministro dell'agricoltura e della pesca del Paese del Sol Levante, Hiroshi Kawamura, abbia dichiarato che la caccia è stata temporaneamente sospesa per motivi di sicurezza - a causa delle ricorrenti azioni dissuasive dell'associazione internazionale Sea Shepherd - abbiamo appreso da nostre fonti che un ruolo altrettanto importante è stato quello svolto dai Governi Australiano e Neo Zelandese che hanno denunciato il Giappone al tribunale dell'Aia», questo il commento dell'Enpa alla notizia secondo cui la flotta nipponica ha sospeso la "caccia scientifica". «Salutiamo questa decisione - aggiunge Ilaria Ferri, direttore scientifico e responsabile campagne internazionali di Enpa - come una grande vittoria delle associazioni ambientaliste che si sono mobilitate in tutto il mondo per porre fine al massacro e, in particolare, dell'Ente Nazionale Protezione Animali che ha partecipato attivamente alla mobilitazione internazionale e sostenuto le pressioni esercitate da Australia e Nuova Zelanda». «Ma - aggiunge Ferri - è soprattutto una vittoria dei cetacei che quest'anno, e mi auguro anche in quelli a venire, non dovranno più sfuggire agli arpioni delle baleniere giapponesi.» Considerate specie particolarmente protette e a rischio di estinzione, le balene sono animali migratori che non possono e non devono essere considerate proprietà di nessuno stato, specie se lo sono per essere barbaramente massacrate nel nome della "ricerca scientifica". Già un importante documento presentato in Commissione Internazionale Baleniera (IWC), da un nutrito numero di ricercatori coinvolti nelle attività dei comitati scientifici internazionali, aveva stigmatizzato con forza come la caccia a "scopi scientifici" altro non sia se una banale scusa per il commercio della carne. Nel 1986 la Commissione Internazionale Baleniera ha deciso una moratoria a scopo commerciale sulla caccia alle balene ma, ciononostante, il massacro è proseguito senza sosta e, in alcuni casi, senza riguardo per le specie a maggior rischio di estinzione. Dal 1986 ad oggi, infatti, i Paesi balenieri - Giappone, Norvegia e Islanda - hanno ucciso oltre 35mila cetacei; la maggior parte dei quali è caduta vittima proprio delle imbarcazioni nipponiche. Dal 1986 al 2003 gli arpioni dei cacciatori hanno infierito in particolare su sei specie di grandi cetacei - balena franca, balenottera minore, balenottera comune, balenottera azzurra, megattera e capodoglio -, concentrandosi soprattutto sulla balenottera minore, cui va il triste primato di specie più cacciata (il 93% di tutti i grandi cetacei). Finalmente ora i tempi sembrano maturi per garantire difesa e tutela a questi cetacei che, nell'immaginario collettivo, rappresentano il simbolo stesso del mare e della sua preziosissima biodiversità; un importantissimo patrimonio comune da difendere. (16 febbraio 2011)

L'ENPA: "LA CONSIGLIERA TREMONTI ALZA IL TIRO: DOPO I TROVATELLI, IL SOTTOSEGRETARIO FRANCESCA MARTINI"


In merito a quanto dichiarato dalla consigliera comunale di Cantù, Angiola Tremonti, sulla visita del Sottosegretario Francesca Martini al canile di Mariano Comense, il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, commenta come segue:

«La consigliera Tremonti, inopinatamente venuta alla ribalta per le sue affermazioni in stile Crudelia Demon - poi smentite ma, evidentemente, senza troppa convinzione - ha deciso di alzare il tiro. Adesso il suo obiettivo è il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, alla quale la consigliera Tremonti ritiene di poter dare bacchettate e lezioni di comportamento. Il Sottosegretario Martini si è guadagnato, sul campo e nel tempo, la competenza sulle tematiche animaliste che le viene unanimemente riconosciuta. Eviti quindi la consigliera Tremonti di dare consigli non richiesti e, soprattutto a sproposito, nell'intento di guadagnare a spese altrui spazio mediatici ai quali evidentemente non è abituata.» (11 febbraio 2011)

RANDAGISMO. ANGIOLA TREMONTI SMENTISCE SÈ STESSA: "MAI PARLATO DI ABBATTIMENTI"


«Il quotidiano di Como, "La Provincia", oggi ha ricevuto una smentita attraverso il mio legale in quanto queste cose, queste parole, questi verbi non li ho mai usati.» La consigliere comunale di Cantù, Angiola Tremonti, intervenendo questa mattina programma radiofonico Mattino 24 di Alessandro Milan su Radio 24, ha così smentito le dichiarazione riportate da organi di stampa, secondo cui la consigliere sarebbe stata favorevole all'eutanasia dei "trovatelli" per risolvere il fenomeno randagismo. Ad Angiola Tremonti, che ha quantificato in 0,50 centesimi di euro per abitante la somma che ogni anno viene spesa per la cura e l'assistenza dei randagi, il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi - anch'essa in collegamento con la trasmissione - ha ricordato che la maggior parte dei costi connessi al randagismo sono dovuti non tanto alla gestione delle strutture di ricovero o all'assistenza veterinaria, quanto ai cronici ritardi con cui alcune amministrazioni comunali si sono mosse su questo fronte. «I comuni che spendono di più per i trovatelli - ha detto Rocchi - sono proprio quelli che hanno a lungo trascurato il problema.» Inoltre, secondo Rocchi, all'attuale normativa - la legge 281 del 1991 - va riconosciuto il grande merito di tutelare non soltanto gli animali ma soprattutto l'intero equilibrio ambientale. «Dire che i cani portano malattie significa è un modo di fare del terrorismo - ha proseguito Rocchi -. Quando un animale viene affidato a un canile viene curato, vaccinato e sottoposto ad analisi. La legge vigente ha trovato un punto di equilibrio positivo che ci invidia tutta l'Europa, anche grazie all'azione della veterinaria pubblica e privata.» Non solo. Con l'occasione il presidente nazionale dell'Enpa ha sfatato anche un altro luogo comune: quello che attribuisce ai randagi la fama di morsicatori. «Quello che le statistiche e le cronache dei giornali ci dicono è che il maggior numero di episodi di morsicatura è attribuito ai cani di proprietà ed è spesso dovuto a una cattiva gestione dei quattrozampe da parte dei loro proprietari.» Posizioni, queste, largamente condivise anche dagli ascoltatori di Radio 24 che, partecipando a un sondaggio promosso dall'emittente radiofonica, hanno bocciato a stragrande maggioranza - l'81% - qualsiasi ipotesi di soppressione per i trovatelli. (10 febbraio 2011)

EGITTO. L'ENPA: "RIMPATRI ANCHE PER GLI ANIMALI D'AFFEZIONE; NON SEPARATELI DALLE LORO FAMIGLIE"


Tra le vittime degli scontri in Egitto ci sono anche gli animali d'affezione dei cittadini stranieri. Infatti, secondo quanto l'Ente Nazionale Protezione Animali ha appreso da fonti locali, circa 200 tra cani, gatti e altri "piccoli compagni di vita" rischiano di doversi separare a forza dai loro proprietari che, sull'onda dei disordini, sono costretti al rimpatrio immediato. "Al momento il problema - spiega l'Enpa - interessa soprattutto per i cittadini americani, come già denunciato dalla Peta. Infatti, gli aeromobili che stanno facendo la spola tra la capitale egiziana e le città statunitensi a bordo accolgono i proprietari ma non i loro animali." L'Ente Nazionale Protezione Animali si è unito all'appello lanciato al Segretario di Stato usa, Hillary Clinton, per estendere il ponte aereo anche ai quattrozampe. "Immaginiamo - prosegue l'Enpa - che il governo americano non voglia assumersi la responsabilità di quello che potrebbe accadere, in una situazione così precaria come l'attuale, ai quattrozampe rimasti indietro o alle famiglie che abbiano rifiutato il rimpatrio pur di non abbandonare i loro amici." E un analogo appello l'Enpa lo rivolge anche al Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, che ha più volte dimostrato una grande attenzione nei confronti delle tematiche animaliste. "Al ministro Frattini - prosegue l'Enpa - chiediamo di garantire che i cittadini italiani proprietari di animali possano tornare in patria senza doversi forzatamente separare dai loro quattrozampe. Per gli animali questa possibilità potrebbe equivalere a una condanna a morte; per i loro proprietari, invece, a una ferita destinata forse a non rimarginarsi più". (10 febbraio 2011)

PROPOSTE CHOC CONTRO I RANDAGI. IL 10 FEBBRAIO CARLA ROCCHI A RADIO 24


Mercoledì 10 febbraio il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, interviene a Mattino 24 (radio 24, a partire dalle ore 8.15) di Alessandro Milan per discutere e commentare le ultime uscite del Sindaco di Fossalta di Piave (Venezia), Massimo Sensini, e di Angiola Tremonti (in collegamento), consigliera di Cantù (Varese), che hanno proposto di abbattere i randagi. Sul sito web di radio 24 è possibile partecipare a un sondaggio promosso dall'emittente radiofonica. Clicca qui per partecipare al sondaggio. Per interventi in diretta: 800 24 00 24 o (soltanto sms): 349 238 6666.

Di seguito la posizione dell'Enpa sulla questione:
"È ora di finirla con questa storia dell'abbattimento dei randagi. Facciamo chiarezza una volta per tutte: la normativa italiana esclude nel modo più assoluto che si possa procedere con l'eutanasia. Chiunque intendesse affrontare il problema con soluzioni illegali sarà chiamato a risponderne all'autorità giudiziaria." Sono queste le parole con cui il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, interviene in merito alle proposte avanzate da Massimo Sensini, sindaco di Fossalta di Piave (Venezia) - aveva già bocciato la proposta delle maestre di un asilo che volevano "autotassarsi" per aiutare una bimba di quattro anni, figlia di immigrati in difficoltà - e da Angiola Tremonti, consigliere comunale di Cantù (Como), che auspicano una "soluzione canadese" - peraltro condannata con sdegno dalle stesse autorità di quel Paese - per gestire il fenomeno randagismo. "Questo episodio conferma che proposte insensate, spesso vere e proprie incitazioni a contravvenire alla legge, arrivino in maniera indifferenziata sia dal profondo Sud sia dal profondo Nord, a riprova che almeno in questo avvilente esercizio l'unità d'Italia è un fatto compiuto - aggiunge Rocchi -. E sono ancora più stupita dallo sprezzo con cui alcuni nostri amministratori trattano i temi degli animali." Con l'occasione, l'Enpa ricorda che la legge 281 del 1999 - una buona legge che, come confermato dal Ministero della Sanità, ha contribuito a contenere prima e a ridurre poi il numero di trovatelli - stabilisce espressamente il divieto di soppressione per i randagi e prevede che questi possano essere "addormentati" soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. Invece di insistere con idee balzane, secondo la Protezione Animali, i latori di suggerimenti tanto "brillanti" dovrebbero rendere conto di come impiegano i fondi pubblici destinati al contrasto del randagismo. Ma soprattutto dovrebbero spiegare agli italiani - per inciso si ricorda che una famiglia su tre ospita uno o più animali - quali misure e quali controlli pongano in essere sia per evitare gli abbandoni di animali sia per limitare la popolazione di "trovatelli". Infatti, all'Enpa risulta che, quando si tratta di sterilizzazioni e verifiche sui microchip, le autorità comunali non sempre sono altrettanto solerti. "La consigliera Angiola Tremonti così come il Sindaco Massimo Sensini - conclude Rocchi - potranno, se credono, avere ogni informazione in merito dal Ministero della Salute dove, ad iniziativa del Sottosegretario Francesca Martini, eletta nella Lega Nord, è stata data alla tutela dei randagi una attenzione che non trova riscontro nei precedenti governi, di qualunque parte politica." (9 febbraio 2011)

CARCERE PER I LATRATI DEL CANE. L'ENPA: "L'ABBAIARE PROLUNGATO DOVUTO A DISAGIO"


Non solo disturbo della quiete pubblica. L'abbaiare prolungato di Fido, oggetto di una recente sentenza della Corte di Cassazione, secondo l'Enpa dovrebbe stimolare una più ampia riflessione sulle condizioni in cui l'animale viene tenuto. "Che un cane abbai quando qualcuno suona al campanello di casa, quando un componente della famiglia torna a casa o, in un caso più estremo, di fronte a una possibile situazione di pericolo è un comportamento assolutamente normale che rientra nelle caratteristiche etologiche dell'animale", spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa, che aggiunge: "del resto gli italiani non sono così intolleranti dal ricorrere alle vie legali per questo motivo". Discorso diverso, invece, nel caso in cui i latrati dovessero prolungarsi nel tempo, anche per più di un'ora, come evidenziato dalla recente sentenza della Suprema Corte. "In questo caso - prosegue Ferri - ci troviamo in presenza di una chiara manifestazione di disagio da parte del cane, che potrebbe essere la spia di un disturbo comportamentale o, nella peggiore delle ipotesi, di una situazione di maltrattamento". Secondo l'Enpa, porre la questione nei termini proposti dalla Corte di Cassazione può essere fuorviante poichè, riferendosi esclusivamente al reato di disturbo della quiete pubblica, si pretende di "guarire" il sintomo senza intervenire sulle cause reali che hanno determinato un'alterazione del comportamento di Fido. "Oltre a pensare al disagio loro causato dall'abbaiare di Fido - conclude Ferri -, i vicini dovrebbero anche chiedersi se ciò non possa essere dovuto a una situazione di malessere del quattrozampe ed eventualmente segnalare la cosa alle autorità competenti. Ai proprietari di cani particolarmente esuberanti consiglio invece di ricorrere all'aiuto di un comportamentalista che, migliorando il benessere dell'animale, potrà garantire anche una maggiore tranquillità al suo proprietario e ai suoi vicini." (9 febbraio 2011)

NON PAGA LA TASSA SUL CANE E LE UCCIDONO IL QUATTROZAMPE. LA NOTIZIA UNA POSSIBILE "BUFALA"


La cautela in questi casi è d'obbligo, tuttavia, la notizia secondo cui in Svizzera un barboncino sarebbe stato "messo a dormire" per la negligenza della sua proprietaria che non avrebbe pagato la tassa di possesso sui quattrozampe, sarebbe una bufala. A smentirla è stato uno dei diretti interessati, Flavio Torti, il sindaco di Reconvillier (un comune del Giura Bernese, Svizzera), cui sono giunte anche minacce di morte. "L'uccisione del cane perchè la padrona non ha pagato la tassa è un'invenzione della stampa - ha detto Torti -. Non so neppure chi sia questa donna italiana (la proprietaria del cane ndr). Una donna che non esiste. Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo". A differenza del nostro Paese, oltre all'obbligo di microchippatura e di iscrizione all'anagrafe canina, in alcuni casi in Svizzera è previsto il pagamento di una tassa per il possesso di cani. Secondo quanto riferito da fonti di stampa, la legge del cantone bernese - uno degli "Stati federati" che compongono la Confederazione Elvetica e ai quali è riconosciuta un'ampia autonomia legislativa - stabilisce che in caso di mancato pagamento della tassa (circa 38 euro) l'animale debba essere soppresso. Ma in questo non sarebbe stata applicata e, come riferito dal Sindacato, sarebbe stata agitata come spauracchio per convincere gli evasori a versare il dovuto. In attesa che la vicenda sia chiarita una volta per tutte - una nota diffusa dallo stesso Sindaco il 18 gennaio escludeva qualsiasi uccisione di animali - lo spauracchio avrebbe comunque convinto molti proprietari recalcitranti a mettersi in regola con la normativa vigente. (7 febbraio 2011)

STRAGE DI HUSKY IN CANADA. ANCHE L'ENPA È SCESA IN PIAZZA


Venerdì 4 febbraio anche l'Enpa ha partecipato alla manifestazione di protesta contro il massacro, in Canada, di 100 cani Husky, uccisi a coltellate perchè non più produttivi dal punto di vista economico. All'iniziativa, che si è svolta a Roma davanto al Colosseo, hanno partecipato più di cento persone accompagnate dai loro amici a quattrozampe e una nutrita rappresentanza della Protezione Animali. "Da Roma parte questo grido di condanna unanime contro un'autentica barbarie - ha detto il consigliere nazionale dell'Enpa Annamaria Procacci -; Ribadiamo che gli animali non sono giocattoli". (7 febbraio 2011)

L'ENPA: "LA CULTURA DEL RISPETTO DELL'AMBIENTE NON HA NULLA DA SPARTIRE CON LA CULTURA DELLA CACCIA"


In merito a quanto dichiarato dal Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giancarlo Galan, che si è espresso in favore del turismo venatorio, il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, replica come segue:
"Le argomentazioni con cui il Ministro Galan sostiene le ragione dei cacciatori non tengono in alcun conto il sentimento diffuso dei cittadini italiani che ogni sondaggio rileva contrari alla caccia nella loro stragrande maggioranza. Prima di pensare al turismo venatorio, insignificante e certo non commendevole attività di nicchia, pensi il Ministro al turismo vero, quello che in Italia muove milioni di persone e attira dall'estero altrettanti visitatori. Pensi piuttosto a quante persone, e sono davvero numerosissime, scelgono di non passare le vacanze in Italia proprio perchè disgustate dall'aggressività della lobby venatoria, inversamente proporzionale alla sua consistenza numerica. Pensi, il Ministro, alla cultura vera del rispetto e della conservazione dell'ambiente, che, con la cosiddetta "cultura della caccia", non ha proprio, nulla da spartire". (4 febbraio 2011)

MASSACRO DI HUSKY, SI MUOVONO LE AUTORITÀ DELLA BRITISH COLUMBIA E IL GOVERNO CANADESE


La forte pressione internazionale sul governo federale canadese e sulle istituzioni della British Columbia (una delle Province federate che compongono lo stato) hanno iniziato a dare i primi risultati. Il governo canadese ha, infatti, deciso di aprire un'inchiesta sull'efferato sterminio dei cento cani, uccisi poco dopo la fine della Olimpiadi di Vancouver perchè non più economicamente produttivi. La commissione che indagherà sulla vicenda sarà composta da un veterinario e alcuni rappresentanti della British Columbia SPCA (la protezione animali canadese) e della Union of British Columbia Municipalities. Nei prossimi 45 giorni il gruppo di lavoro dovrà consegnare un dettagliato rapporto al Ministero dell'Agricoltura con alcune indicazioni su come prevenire in futuro il ripetersi di fatti così aberranti. Ieri (2 febbraio ndr) il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, aveva scritto una lettera di protesta al premier canadese chiedendo di dissociarsi apertamente da quanto accaduto. L'auspicio di Rocchi, dell'Enpa e di moltissimi animalisti di tutto il mondo è che tanto il responsanile morale della strage - Joey Housian, il proprietario della Outdoor Adeventures di Whistler (info@tagwhistler.com) - quanto il suo autore materiale, il guardiano degli animali il quale avrebbe comunque potuto rifiutarsi di eseguire le "direttive ricevute", non abbiano più nulla a che fare con la gestione degli animali e siano puniti secondo quanto previsto dalla legge canadese. (3 febbraio 2011)

STRAGE DI HUSKY IN CANADA. L'ENPA: "FATTO AGGHIACCIANTE, NUOCE ALL'IMMAGINE DEL PAESE"


"Uccidere a coltellate i cani simbolo della storia del Vostro Paese appare ai miei occhi operazione crudele ed apertamente autolesiva. Non posso credere che un Paese grande e ricco come il Canada non potesse trovare una soluzione diversa per assicurare la vita ai bellissimi Husky che avevano reso al Canada un prezioso servizio, anche di immagine, in occasione dei Giochi Invernali", questo è quanto scrive Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa, all'ambasciatore del Canada in Italia, a proposito del massacro di 100 cani Husky uccisi selvaggiamente a coltellate e sepolti in una fossa comune. Secondo quanto appreso da fonti di stampa, gli animali sarebbero stati uccisi - uno a uno - dopo la fine dei Giochi Invernali di Vancouver perchè non più produttivi per le società che gestivano le "escursioni" turistiche in slitta. A meno che il governo canadese non si dissoci apertamente da questa strage e non intervenga per colpire chi se ne è reso responsabile, il massacro degli husky, secondo Rocchi, potrebbe avere conseguenze molto negative proprio sul turismo nel Paese Nordamericano, già sotto accusa per il massacro dei cuccioli di foca. "Signor Ambasciatore - prosegue Rocchi -, non mi stupirei se le presenze turistiche nel Suo Paese dovessero calare. Io stessa, e mi creda non sono la sola, ho preso la decisione di non metterci mai piede." Una posizione - questa - che l'Enpa immagina essere condivisa anche dall'altissimo numero di cittadini che in queste ore hanno contattato la Protezione Animali per esprimere il loro orrore nei confronti di tanta barbarie. (2 febbraio 2011)

CACCIA, OGGI SI CHIUDE LA STAGIONE. L'ENPA: "ANCHE LE DOPPIETTE ALIMENTANO IL RANDAGISMO"


Oggi, 31 gennaio, si chiude finalmente la stagione venatoria 2010/2011. Pesante anche quest'anno, il tributo di sangue pagato dagli italiani a questo "sport": infatti, secondo i dati resi noti dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) sotto il tiro delle "doppiette" - che, ricorda l'Enpa hanno la facoltà di violare la proprietà privata per inseguire i pochi esemplari di fauna selvatica ormai rimasti - sono finite complessivamente 108 persone (35 i morti, 73 i feriti). Si tratta prevalentemente di cacciatori, ma non mancano cittadini disarmati, raggiunti dai pallini durante una passeggiata tra i boschi o una pedalata in bicicletta. E i cacciatori - denuncia la Protezione Animali - non sono responsabili soltanto per la perdita di vite umane e animali (gravissimo il colpo inferto alla biodiversità); alcuni di loro contribuiscono anche ad alimentare il fenomeno degli abbandoni e dei maltrattamenti. Alcune Sezioni dell'Enpa, infatti, hanno registrato un allarmante incremento nel numero di abbandoni dei cani da caccia, sia di razza (primo tra tutti il setter inglese, seguito dal breton e dal segugio maremmano) sia meticci, molti dei quali trovati in pessime condizioni fisiche. In aumento, purtroppo, anche i sequestri per maltrattamento, le cucciolate indesiderate e le lesioni da arma da fuoco. «La vita dei cani da caccia è molto difficile - spiega l'Ente Nazionale Protezione Animali -. In genere sono costretti a vivere da reclusi in un box all'aperto dove soffrono il freddo e a volte anche la fame, lontano dagli affetti e dalla socialità.» «Si tratta di cani che spesso devono subire duri percorsi di addestramento: nonostante i divieti - prosegue l'Enpa -, si usano ancora collari elettrici, la deprivazione alimentare e altri strumenti finalizzati a piegare la volontà dell'animale. E gli esemplari che non dovessero superare il "tirocinio" sono attesi da un destino di abbandono. Ovviamente, quasi nessuno di loro ha il microchip cosicchè è impossibile risalire al loro legittimo proprietario.» Ciononostante, il 2010 ha visto una grande vittoria degli animali selvatici grazie a una modifica della legge 157/92, che ora vieta la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale, e obbliga stati e regioni a mantenere o riportare le specie di uccelli selvatici ad uno stato di conservazione soddisfacente. Secondo l'Ispra (l'istituto italiano scientifico di riferimento per la fauna selvatica), ciò dovrebbe comportare una limitazione del periodo di caccia da ottobre a dicembre per la maggior parte delle specie. Alcune Regioni, tuttavia, con una palese violazione della normativa nazionale, hanno emanato calendari venatori illegittimi grazie a delibere o addirittura leggi regionali - impugnabili solo dal Governo - adottate all'ultimo momento proprio per precludere eventuali ricorsi al TAR. (31 gennaio 2011)

RAPPORTO ITALIA EURISPES. L'ENPA: "BUONE PROSPETTIVE PER GLI ANIMALI"


"Il Rapporto Italia 2011 di Eurispes rappresenta un'autorevole e incontrovertibile conferma del sostegno espresso dagli italiani alle battaglie combattute dalle associazioni animaliste, e in primo luogo dall'Enpa, per garantire agli animali il riconoscimento e la piena tutela dei loro diritti." Queste le parole con cui il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha commentato i dati del rapporto Italia 2011 relativi sulla relazione tra italiani e animali. "Al di là di ogni ragionevole dubbio, mi sembra ormai indiscutibile che gli italiani, nella loro stragrande maggioranza, su temi quali caccia, spettacoli circensi, pellicce e sperimentazione animale, abbiano le molto idee chiare - prosegue Rocchi -. E che, a dispetto di polemiche faziose, e talvolta pretestuose, esprimano chiaramente il loro punto di vista. Un punto di vista assolutamente contrario a ogni forma di sfruttamento e maltrattamento, diretto o indiretto, che gli animali ancora oggi sperimentano sulla loro pelle." I numeri sono eloquenti: la caccia è approvata soltanto dal 17,8% degli italiani (l'80% la ritiene poco o per nulla accettabile) mentre l'83% degli intervistati dice no all'uso delle pellicce. Ancora più schiacciante la maggioranza di quanti vorrebbero finirla con lo sfruttamento degli animali sotto i tendoni, giudicato positivamente solo dal 10,1% dei nostri connazionali. Non meno significativo il dato relativo alla sperimentazione animale, bocciata a larga maggioranza (88%); una premessa, questa, da cui partire per dare impulso ai metodi alternativi. "I dati del Rapporto Italia - aggiunge Rocchi - confermano che si viene via via consolidando un percorso iniziato da anni. Per l'Enpa, questo rappresenta un motivo di piena soddisfazione: è la conferma che il nostro impegno quotidiano per la difesa e la tutela degli animali sta producendo i risultati auspicati." "Questo scenario, tuttavia, - conclude Rocchi - non cancella improvvisamente i problemi e le difficoltà, riscontrate talvolta anche a livello istituzionale, con cui ci scontriamo ma è una conferma del fatto che è stata imboccata la strada giusta." (28 gennaio 2011)

IL 28 GENNAIO A UNOMATTINA (RAI UNO) ALLE ORE 8.30 LA STORIA DI ANTONIO, IL CANE SALVATO IN EXTREMIS DALL'ANNEGAMENTO


Domani 28 gennaio alle ore 8,30 il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, sarà negli studi di Unomattina (Rai Uno) per raccontare la storia di Antonio, il cucciolo che alcuni giovani hanno cercato di annegare la sera del 24 dicembre gettandolo nelle acque del lungomare di città vecchia (Taranto). Soccorso dai volontari della Sezione Enpa di Taranto, il quattrozampe è stato curato da una brutta influenza, si è completamente ristabilito ed è in cerca di una famiglia che possa fargli dimenticare questa bruttissima avventura. (27 gennaio 2011)

ENPA, ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI: ROCCHI E VILLA RIELETTI PRESIDENTE E TESORIERE


Carla Rocchi e Piero Villa sono stati rieletti rispettivamente Presidente Nazionale e Tesoriere Nazionale di Enpa Onlus. La rielezione è avvenuta nel corso dell'Assemblea Generale dei Soci che si è tenuta domenica 23 gennaio a Genova. L'Assemblea ha inoltre eletto il nuovo Consiglio Nazionale e il Collegio dei Revisori dei conti. Fanno parte del Consiglio Nazionale i soci Giovanni Pallotti, Marco Innocenti Degli, Angela Pia Mori Gialdi, Giorgio Riva, Rossella Minio, Roberto Martano, Anna Maria Procacci, Evi Mibelli, Emanuele Deiana, Antonio Fascì, Antonio Tringali, Giovanni Pacini e Paola Matrigali Tintori. Del Collegio dei Revisori dei conti fanno invece parte Guido Mantellini, Giovanni Bergonzoni e Massimiliano Suprani. L'Assemblea è stata aperta dalla Presidente Nazionale Rocchi con la lettura di tre indirizzi di saluto giunti dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini, dal Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambila e del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.

L'Assemblea dei Soci di Genova ha visto una straordinaria partecipazione con ben 2.532 iscritti alla Protezione Animali. Di seguito le preferenze riportate:
PRESIDENTE NAZIONALE
Carla ROCCHI, 2.397 preferenze

TESORIERE NAZIONALE
Piermario VILLA, 1.898 preferenze

CONSIGLIO NAZIONALE
Giovanni PALLOTTI, 1.978 preferenze
Marco INNOCENTI DEGLI, 1.728 preferenze
Angela Pia MORI GIALDI, 1.680 preferenze
Giorgio RIVA, 1.628 preferenze
Rossella MINIO, 1.624 preferenze
Roberto MARTANO, 1.617 preferenze
Annamaria PROCACCI, 1.541 preferenze
Evi MIBELLI, 1.512 preferenze
Emanuele DEIANA 1.450 preferenze
Antonio FASCI', 1.395 preferenze
Antonio TRINGALI, 1.360 preferenze
Giovanni PACINI, 1.192 preferenze
Paola MATRIGALI TINTORI, 1.050 preferenze

Non eletti:
Nunzio CASCAVILLA, 694 preferenze
Irene TIBURZI, 693 preferenze
Cataldo PARADISO, 603 preferenze
Carlo LOCATELLI, 509 preferenze
Claudio LOCURATOLO, 406 preferenze

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Guido MANTELLINI, 1.462 preferenze – Membro effettivo
Giovanni BERGONZONI, 1.293 preferenze – Membro effettivo
Massimiliano SUPRANI, 1.239 preferenze – Membro effettivo
Alessia GAGGERI, 488 preferenze – Membro supplente
Patrizia BANDETTINI, 406 preferenze – Membro supplente

(26 gennaio 2011)

RANDAGISMO. L'ENPA: "ARMONIZZARE LE POLITICHE NAZIONALI NEL SEGNO DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI"


Creare a un sistema europeo di registrazione degli animali d'affezione che permetta non soltanto di risalire al loro legittimo proprietario ma anche di monitorare i movimenti dei pet sul territorio Europeo. È quanto ha proposto la Commissione Europea con una dichiarazione scritta, finalizzata ad armonizzare le legislazioni degli Stati Membri in materia di benessere animale. Un atto di indirizzo che l'Ente Nazionale Protezione Animali ha accolto con profondo interesse. "Attualmente in Europa ognuno va per la sua strada - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico e responsabile della campagne internazionali di Enpa - con la conseguenza che, in materia di diritti degli animali, tra un Paese e l'altro si verificano intollerabili differenze normative". Differenze che gli animali sperimentano sulla loro stessa pelle e che sono incompatibili con il livello di civiltà di cui l'Unione Europea intende farsi portatrice. "In Europa - prosegue Ferri - non c'è soltanto l'Italia, che può vantare una delle normative più avanzate del mondo. C'è anche la Spagna delle perreras, canili lager da cui spesso i randagi non escono vivi. O la progressista Inghilterra, il cui ordinamento prevede l'eutanasia per i trovatelli." Ma ci sono soprattutto le realtà dei nuovi Stati membri che o sono lontani anni dalla tutela dei diritti degli animali (la Romania) o rappresentano il crocevia dei traffici illegali di cuccioli. E quelle dei nuovi candidati all'ingresso, la Moldavia ad esempio, dove, secondo quanto riferito Enpa da fonti locali, il problema randagismo sarebbe risolto con lo sterminio di massa. "Per questo - aggiunge Ferri - è fondamentale che la politica di animal welfare avallata dalla Commissione Europea si concretizzi in una più ampia affermazione dei diritti degli animali e preveda uno strutturato sistema di controlli che accerti il rispetto delle normative comunitarie affinchè, come talvolta accade, non restino inapplicate." (26 gennaio 2011)

CIRCHI E ZOO, SI MUOVE ANCHE CINA


Se anche un Paese come la Cina, che di certo non brilla quanto a rispetto e tutela dei diritti degli animali, adotta provvedimenti restrittivi contro circhi e zoo, si può forse sperare che i "tempi d'oro della cattività" stiano per finire. Dopo lo stop ai tendoni che maltrattano gli animali, costringendoli ad eseguire "numeri" assurdi e pericolosi - leoni acrobati che attraversano il cerchio di fuoco o saltano sulla dorso di cavalli, elefanti funamboli e persino violenti combattimenti di scimmie - è arrivata anche la stretta sugli zoo contro una pratica tanto assurda quanto crudele: la compravendita, da parte dei visitatori, di animali da dare in pasto ai felini in gabbia. Non solo. Lo stop ha interessato anche la commercializzazione di "carni rare" presso i ristoranti dei "giardini" zoologici e la vendita di macabri "souvenir", realizzati con i denti estratti ai cuccioli di tigre. (19 gennaio 2011)

L'ENPA: "SOLIDARIETÀ ALLA LAV. I CIRCHI PESANO SUI CONTRIBUENTI, LE ASSOCIAZIONI NO"


Solidarietà alla Lav dopo gli attacchi di Livio Togni prima e di Federdauna poi. La esprime l'Ente Nazionale Protezione Animali, che conferma l'impegno in prima linea nella battaglia per il circo senza animali e per porre fine, una volta per tutte, alla cattività e allo sfruttamento degli animali sotto i tendoni. «La nota con cui Livio Togni e Federfauna hanno reso noto di aver querelato la Lav per i dati sulle erogazioni del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) è un clamoroso autogol dei circensi, i quali ribadiscono senza se e senza ma un'evidenza lampante: i circhi pesano sulle tasche dei contribuenti italiani», commenta Carla Rocchi presidente nazionale dell'Enpa. E infatti, dati alla mano (sono pubblici, disponibili sul sito del Ministero per i Beni e le Attività culturali), nel 2010 alle "attività circensi e spettacolo viaggiante" sono stati assegnati 6.252.883,32 euro di fondi pubblici. «Il fatto che poi questi danari siano utilizzati per attività differenti, come riferisce il signor Togni - aggiunge Rocchi - non sposta di una virgola i termini del problema: le associazioni animaliste, che fanno l'impossibile per sottrarre gli animali a violenze e maltrattamenti di vario genere, non ricevono un centesimo se non per servizi di pubblica utilità erogati in convenzione. Lo Stato italiano, invece, sostiene imprese che, direttamente o indirettamente, maltrattano gli animali.» Secondo l'Enpa, a parte gli episodi in cui è ravvisabile una violazione intenzionale degli articoli 544 ter (maltrattamento) e quater (spettacoli o manifestazioni vietati) - peraltro ampiamente documentati dalla cronache dei nostri giornali - il fatto stesso di strappare un animale al suo ambiente, di detenerlo in cattività e di costringerlo ad eseguire attività contrarie alle sue caratteristiche etologiche rappresenta già una forma di maltrattamento. Tutto questo vale anche per animali nati in cattività che per tale condizione non meritano trattamenti come quelli che ricevono. In questi anni, però, l'atmosfera è cambiata, non solo nel mondo - dalla Bolivia al Regno Unito sono numerosi i Paesi che hanno adottato provvedimenti restrittivi contro i "tendoni" - ma anche in Italia. Nel nostro Paese, infatti, il circo senza animali sta diventando uno dei temi all'ordine del giorno e crescono gli italiani che vorrebbero liberare gli animali dai "tendoni". Evidentemente - sostiene l'Enpa - ciò infastidisce e innervosisce i circensi. «Altrettanto grave - aggiunge Rocchi - è che Livio Togni con le sue esternazioni dei giorni passati abbia bollato come deficienti milioni di italiani, i quali sostengono le associazioni animaliste con il loro 5xmille, con le loro donazioni o con il loro impegno diretto in qualità di volontari. E questo la dice lunga sulla malafede e sul background culturale di certi personaggi.» (14 gennaio 2011)

DAGLI AMICI CUCCIOLOTTI 2011 "L'AMBULANZA" PER GLI ANIMALI!


Pizzardi Editore, da numerosi anni ormai, è un grande sostenitore dell'Ente Nazionale Protezione Animali. Con il nuovo album "Amici Cucciolotti 2011" correrà in aiuto degli animali che si trovano in grave pericolo: la raccolta di figurine servirà, infatti, ad acquistare "l'Ambulanza" degli Animali, un'unità mobile di soccorso per le gravi emergenze (disastri ambientali, alluvioni, incendi boschivi ecc.). "I volontari e le Guardie Zoofile dell'Ente Nazionale Protezione Animali - afferma Marco Bravi, Responsabile del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo dell'Enpa - avranno così un mezzo adeguato per intervenire nei casi di gravi emergenze, salvando la vita degli animali coinvolti." "L'album 2011 - aggiunge - è un avvincente diario di viaggio fotografico che insegna la stretta relazione fra l'ambiente e gli animali, evidenziando l'importanza di preservare entrambi. I nostri "uomini del domani" potranno affiancare Westie e gli Amici Cucciolotti Nasoni nelle loro affascinanti scoperte naturalistiche. L'intento è quello di "educare attraverso il gioco", perchè "fare la collezione" significa giocare con gli amici per scambiarsi le figurine ma anche e soprattutto conoscere nuovi amici che condividono la stessa passione per gli animali e l'ambiente. I messaggi dei Cucciolotti d'Uomo Green presenti nella collezione hanno lo scopo di sensibilizzare in maniera diretta, "da cuore a cuore", coloro che, nel prossimo futuro, potranno fare la differenza per la salvaguardia della Natura: i bambini! Coerentemente con questa impostazione educativa e in occasione dell'Anno Internazionale delle Foreste (il 2011), l'Album Amici Cucciolotti 2011 è stato stampato a Impatto Zero® per non pesare sull'ambiente: per compensare i kg di anidride carbonica prodotti con la stampa dell'album, Pizzardi Editore ha partecipato con Lifegate alla creazione di 45.000 mq di nuova foresta in crescita in Madagascar. Due milioni di copie dell'album verranno distribuite gratuitamente ai bambini e le figurine saranno in vendita nelle edicole di tutta Italia a partire dalla metà del mese di gennaio 2011. Gli Album e le figurine necessarie a completare la collezione degli Amici Cucciolotti entreranno anche nei reparti pediatrici degli ospedali italiani, dove i volontari della Fondazione ABIO li distribuiranno gratuitamente per "allietare" le giornate dei bambini ricoverati." (12 gennaio 2011)

DIOSSINA. ALLEVAMENTI SOTTO ACCUSA. L'ENPA: "PERICOLOSI PER L'UOMO E PER GLI ANIMALI"


Secondo l'Enpa l'allarme diossina che sta interessando alcuni Paesi europei - tra cui Germania e Danimarca - non rappresenta nè un fatto episodico nè un "incidente di percorso", ma è la logica conseguenza del modo in cui gli animali vengono alimentati e "trattati" negli allevamenti. «Nelle stalle come nei capannoni destinati all'allevamento dei polli, l'uomo si rende responsabile di un vero e proprio sovvertimento dei naturali cicli biologici», spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri, che aggiunge: «gli animali da reddito, infatti, pur essendo erbivori vengono "riprogrammati" per diventare carnivori e nutrirsi con mangimi di origine animale; vengono bombardati con antibiotici e stimolanti per accelerare la loro crescita e massimizzarne così la "vita produttiva"; vengono costretti in cattività, all'interno di spazi tanto angusti da favorire il proliferare e la trasmissione di malattie». Le tecniche di allevamento pongono dunque serissimi problemi di natura etica e di tutela della salute pubblica. «Le violenze e i maltrattamenti che gli animali da reddito sperimentano quotidianamente nella loro vita di prigionia, e che rappresentano un indubbio maltrattamento ai loro danni - prosegue Ferri -, finiscono direttamente nella catena alimentare dell'uomo e degli altri animali che, insieme alla carne, ingeriscono anche quei micidiali cocktail chimici usati per alterare il regolare corso del loro sviluppo biologico. Tra questi, la letteratura scientifica ha documentato perfino l'utilizzo di olii incombusti, quelli comunemente impiegati per l'autotrazione.» L'allarme di questi giorni, inoltre, non è che la punta di un iceberg, tanto più che i controlli sui mangimi vengono effettuati a campione: quanti casi di contaminazione, non solo da diossina, sono finora passati inosservati? Per uscire da questo pericolosissimo circolo vizioso, secondo l'Enpa, è necessario un intervento a più livelli che, partendo dalla sfera istituzionale e imprenditoriale, stimoli anche un profondo cambiamento culturale. Se le istituzioni pubbliche - in particolare quelle che si sono comunque distinti per una grande attenzione alle questioni del benessere animale - devono impegnarsi per una stretta sui controlli, i produttori invece devono rimunciare a facili profitti e garantire la realizzazione di mangimi più naturali. Ma è soprattutto a livello culturale che bisogna intervenire, promuovendo il rispetto per tutte le forme di vita. Ed è proprio per questo che l'Enpa da sempre promuove e sostiene la scelta vegetariana e vegana. (11 gennaio 2011)