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VADEMECUM DELL'ENPA PER PROTEGGERE GLI ANIMALI DAI "BOTTI" DI CAPODANNO
Per le persone rappresentano un'occasione di festa ma per gli animali i "botti"
di Capodanno costituitscono soltanto una pesante fonte di stress e un serio fattore di
rischio. "Gli animali domestici e selvatici - spiega l'Enpa - hanno
sensi molto più sviluppati dei nostri, l'udito in particolare. Inoltre,
possedendo codici linguistici e comportamentali diversi da quelli umani, possono non essere
in grado di attribuire ai fuochi d'artificio lo stesso valore che diamo noi: per loro
il fragore dell'esplosione costituisce un inequivocabile segnale d'allarme che
innesca reazioni incontrollate di panico." E le conseguenze talvolta sono
tragiche.Terrorizzati, gli uccelli fuggono all'impazzata dai loro nidi volando spesso alla cieca. Molti perdono la vita urtando contro un muro o un traliccio dell'alta tensione. Problemi anche per gli animali da reddito: sono stati segnalati numerosi casi di bovini "in attesa" che hanno abortito per la paura. Ma la notte di Capodanno tra i "sorvegliati speciali" ci sono anche i nostri "amici a quattrozampe". "Ogni anno nella notte di San Silvestro scompaiono centinaia di cani e gatti di proprietà - prosegue l'Enpa -. Molti di loro spariscono nel nulla perchè perdono la vita sotto una macchina o non riescono più ritrovare la strada di casa. I più "fortunati", invece, vengono portati in canile senza avere il microchip o la medaglietta di riconoscimento, e in questi casi risalire al proprietario può essere molto difficile." Come ridurre al minimo il rischio? La soluzione più efficace secondo l'Enpa sarebbe quella di vietare "l'uso dei botti"; una strada, questa, che alcune amministrazioni comunali hanno già iniziato a prendere in considerazione. Si tratta però di casi isolati e di esperienze che, purtroppo, non sono ancora molto diffuse. Per i proprietari di animali diventa allora essenziale riuscire a gestire eventuali situazioni problematiche che si potrebbero presentare a Capodanno. Ecco alcuni suggerimenti dell'Ente Nazionale Protezione Animali:
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BUSTE DI PLASTICA E PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO, BENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO
L'Enpa esprime apprezzamento al Ministro dell'Ambiente, della Tutela del
Territorio e del Mare per il no personalmente espresso oggi in Consiglio dei Ministri a
una ulteriore proroga sullo stop alle buste di plastica, che scatterà - come
stabilito - a partire dal 1 gennaio 2011. "Il bando sull'uso dei sacchetti
di plastica - commenta l'Enpa - è un passo fondamentale per la tutela e
la salvaguardia della biodiversità. Come già abbiamo spiegato in occasione
della presentazione della campagna Salviamo il mare, le sportine sono tra le principali
cause di inquinamento degli ecosistemi e di morte degli animali marini". Un
problema, questo, che riguarda soprattutto il nostro Paese dove - secondo stime - ogni anno
vengono utilizzati 300 sachetti a testa. "Una vera e propria montagna di plastica
composta da 18 miliardi di sportine - aggiunge l'Enpa -, molte delle quali
finiscono disperse nel mare dove vengono ingerite soprattutto da uccelli marini, cetacei e
pinnipedi, causandone la morte non solo per soffocamento o blocchi intestinali ma anche per
lesioni di varia natura". "Al Ministro Prestigiacomo - ha aggiunto la
Protezione Animali - riconosciamo anche il merito di essersi opposta al frazionamento
del Parco nazionale dello Stelvio, che, oltre a costituire un atto gravissimo per la
difesa della biodiversità, presenta profili di incostituzionalità poichè
la nostra carta costituzionale attribuisce allo Stato competenze esclusive in materia di
tutela della natura e degli ecosistemi." Mentre le politiche internazionali si
muovono per garantire maggiore tutela alle aree di pregio naturalistico, in Italia si
assiste invece alla politica della "distruzione" dei parchi: infatti, non era mai
successo che un parco nazionale venisse, di fatto, cancellato. Un pericoloso precedente che,
ironia della sorte, viene stabilito proprio nell'anno internazionale dedicato alla
tutela della biodiversità. (22 dicembre 2010)
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CIAO "ZIA VANDINA"
Natale amaro per l'Enpa. Alla vigilia delle festività natalizie è,
infatti, scomparsa - all'età di 106 anni - "zia Vandina",
"volontaria storica" della Protezione Animali. "Salutiamo una persona
dalla sensibilità straordinaria e dalla grandissima forza di volontà -
dichiara l'Enpa -; una persona che ha dimostrato una dedizione fuori dal comune.
Ci uniamo al dolore dei suoi familiari ai quali esprimiamo il nostro più sentito
cordoglio". Grande amante degli animali, Vandina Cattabbiani era nata nel 1904 e,
dopo aver trascorso 35 anni in Libia, era tornata in Italia nel 1970. Quindici anni più
tardi, nel 1989, la volontaria aveva contribuito a fondare l'oasi di Reggio Emilia,
una struttura-pilota di cinquemila di metri quadrati che, completamente immersa nel verde
e dotata di rifugi riscaldati per l'inverno, ospita tuttora circa 500 felini.
Instancabile, Vandina aveva continuato ad accudire i "suoi" amatissimi gatti fino
al 2003 quando, dopo un'estate caldissima, suo nipote Mario Cattabiani (attuale
presidente della Sezione di Reggio Emilia), temendo per la salute della zia ormai
novantanovenne, l'aveva convinta a prendersi una pausa dall'attività
volontariato. Ma non per questo "Vandina" si era dimenticata dei "suoi"
gatti: ogni giorno si informava sulla loro salute e si preoccupava del loro benessere. La
perdita di Vandina lascia nell'Enpa un vuoto incolmabile. (21 dicembre 2010)
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DALL'ENPA E DA LOWE PIRELLA FRONZONI UN NATALE SPECIALE PER GLI ANIMALI
Un'idea assolutamente geniale quella avuta dall'agenzia Lowe Pirella Fronzoni con
la campagna interactive "Animal Christmas" per augurare a tutti un dolcissimo
Natale e un felice anno in compagnia dei trovatelli dell'Ente Nazionale Protezione
Animali. L'agenzia, in collaborazione con Enpa, ha infatti realizzato un presepe
alquanto insolito: niente Re Magi, nè pellegrini, ma solo animali adottati a
distanza. Ogni utente ha la possibilità di promuovere la campagna, condividendola su
facebook o adottando un animale sul sito Enpa: un vero e proprio regalo finalizzato ad
augurare un buon Natale a tutti. Nessuno escluso! Per saperne di più:
clicca qui (21 dicembre 2010)
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PRANZO DI NATALE E CENONE DI CAPODANNO? C'È PIÙ GUSTO SE SONO VEGETARIANI
Caponata di melanzane, patè di lenticchie o teste di funghi champignon ripiene per
iniziare. Spaghetti con petali di girasole, rosa e garofano ma anche timballo di
maccheroncini con zucca e lenticchie come primo piatto. Patate in tegame alle noci o
insalata di couscus e crudità come secondo. E infine, pasta frolla vegan, sorbetto
allo sciroppo di fiori di sambuco o banana flambè per "chiudere in
dolcezza". I piatti vegetariani per Natale o Capodanno sono tantissimi, e numerosi
sono i siti web dedicati all'argomento (www.scienzavegetariana.it, www.veganblog.it,
www.cottoecrudo.com, ad esempio); veri e propri ricettari a portata di mouse per creare
gustosissimi menù, salutari non soltanto per l'uomo ma anche per gli animali.
"Il vegetarismo allunga la vita e ne migliora la qualità - spiega
l'Enpa -. Una ricerca inglese pubblicata sul British Journal of Cancer, ha infatti
dimostrato che i vegetariani hanno meno probabilità di ammalarsi di tumore rispetto
a chi mangia carne". Secondo quanto emerge da questo studio, uno dei più
recenti, i vegetariani hanno il 45% di probabilità in meno di sviluppare il cancro
del sangue (leucemia e altri tipi) e il 12% di probabilità in meno di manifestare un
qualsiasi tipo di tumore; inoltre, chi consuma molta carne (due volte al giorno, per
esempio), vede aumentare del 35% il rischio di ammalarsi di cancro all'intestino. Ma
il vegetarismo, avverte l'Ente Nazionale Protezione Animali, rappresenta anche una
scelta etica che permette di salvare la vita a milioni di animali, sopratutto agnelli.
"Con l'approssimarsi delle festività natalizie - aggiunge
l'Enpa - si compie una vera e propria strage silenziosa, come testimoniano le
statistiche dell'Istat". Negli ultimi nove anni, infatti, nel solo mese di
dicembre sono stati macellati in media circa 1,7 milioni di agnelli, vale a dire circa il
300% in più rispetto agli altri mesi dell'anno (non considerando il periodo
pasquale), quando finiscono nei mattatoi tra i 400 mila e i 500 mila agnelli. Per loro, il
Natale si rivela addirittura più letale della Pasqua. "Dopo i picchi
registrati a dicembre del 2005 e del 2006 con 1,9 milioni di animali macellati, nel 2009 si
è registrata una timida inversione di tendenza con 1,6 milioni di agnelli
uccisi - prosegue l'Enpa -. Impressionante l'escalation di macellazioni
tra dicembre e novembre che nel 2009 sono state, rispettivamente, 1,6 milioni e 400 mila.
Un dato, quest'ultimo che a grandi linee conferma il trend degli ultimi nove anni con,
rispettivamente, 1,7 milioni macellazioni a dicembre e 460mila a novembre".
(21 dicembre 2010)
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SPERIMENTAZIONE ANIMALE. L'ENPA: "TELETHON SENZA CUORE"
"Le giaculatorie ripetitive a cui Telethon affida la difesa d'ufficio della
propria posizione favorevole alla vivisezione rappresentano un teatrino già
visto", queste le parole con cui Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa,
ha commentato la posizione di Telethon in merito all'impiego dei modelli animali
nella ricerca scientifica. "Nessuna considerazione per le posizioni scientifiche
più avanzate che documentano l'inutilità e la dannosità della
sperimentazione animale, nessuna pietà per i milioni di animali sacrificati
inutilmente, nessuna considerazione per le ragioni scientifiche opposte alle loro -
ha aggiunto Rocchi -. Un unico obiettivo: incassare quanto più possibile. Questo
atteggiamento si commenta da solo e i cittadini sapranno, al momento in cui si sentiranno
richiedere un appoggio economico, valutarne l'opportunità".
(17 dicembre 2010)
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CINEMA. ENPA E LAV: "LA BANDA DEI BABBI NATALE FA MALE AGLI ANIMALI."
Nel film "La banda dei babbi natale", appena uscito nei cinema italiani e
realizzato dal trio Aldo, Giovanni e Giacomo, ci sono numerose scene in cui sono stati
utilizzati degli animali. Questi, purtroppo, vengono ridicolizzati seppure in una
pellicola di genere grottesco, e la loro presenza non è, peraltro, funzionale alla
storia. "Conoscendo la sensibilità dei protagonisti siamo rimasti ancora
più stupefatti - commenta Gianluca Felicetti, presidente LAV - Appena qualche
anno fa, infatti, Giacomo Poretti aveva prestato la sua immagine, tanto più da ex
infermiere, per una campagna informativa sul diritto all'obiezione di coscienza alla
sperimentazione sugli animali". "È stata purtroppo mancata
l'occasione di offrire al pubblico un prodotto cinematografico natalizio e di
qualità diversa dalle banalità che in questo periodo si vedono sullo
schermo - aggiunge Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa -. Dal trio
ci aspettavamo un livello espressivo più coerente con la loro storia di sensibilità
e impegno." Nel film spicca la presenza di uno scimpanzè, affittato per le
riprese presso uno zoo privato. Charles, lo scimpanzè, vive nella casa di uno dei
protagonisti, un veterinario. Violando le sue caratteristiche etologiche di specie nel
film lo si vede parzialmente vestito da essere umano, messo in poltrona, mentre guida
l'automobile, o riceve un bicchiere di spumante, offertogli dalla moglie del
veterinario. Tutto allo scopo di stimolare le risate del pubblico, che ignora, purtroppo
quanto questa sia invece la triste rappresentazione di una violenza perpetrata nei
confronti di un animale selvatico, dalla cattura, alla reclusione, all'addestramento,
all'umanizzazione forzata. Nulla a che fare con la comicità vera e gradevole
che il film esprime in ben altro modo. "Sì, sappiamo che ci verrà
risposto che l'animale è stato accudito, sfamato. Che, magari, un veterinario
ha accertato il suo stato di salute - affermano Enpa e LAV - Ma resta comunque la
rappresentazione della dominazione umana, della sopraffazione su chi non ha scelto
liberamente di fare l'attore, di chi preferirebbe restare nel suo habitat naturale o,
in mancanza di ciò, in un centro di recupero di animali maltrattati, legalmente o
illegalmente commerciati non importa, da quel mondo che lucra sugli animali con queste
rappresentazioni". Oltre a quelle con Charlie, nel film ci sono delle scene in cui
un cane e un gatto sono "vittime" di gesti ai limiti del maltrattamento. La LAV,
infine, considerato che il Comune di Milano compare fra i marchi di sponsorizzazione del
film, chiede al Garante degli animali del Comune, Gianluca Comazzi, quali siano le
motivazioni di compatibilità con il suo ruolo che hanno spinto
l'Amministrazione pubblica a sposare la pellicola. (17 dicembre 2010)
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ANIMALI SOTTO L'ALBERO? L'ENPA: "SOLO SE CURATI PER TUTTA LA VITA. ATTENZIONE ALLE TRUFFE ONLINE"
"Un quattrozampe per Natale? Sì, ma solo nel caso in cui si scelga
consapevolmente di allargare la propria famiglia a un nuovo amico." Questo
l'invito rivolto dall'Enpa agli italiani proprio nei giorni in cui lo shopping
natalizio si fa più frenetico. "Che si tratti di un gatto o di un cane,
accogliere in casa un animale significa curarlo e accudirlo per tutta la vita -
prosegue la Protezione Animali -. Gli animali sono esseri senzienti; non giocattoli. E
purtroppo molti di loro, una volta passato l'entusiasmo iniziale, sono destinati a
ingrossare le fila dei randagi e a conoscere una vita di stenti alla quale a volte
sopravvivono. Evitare dunque di compiere scelte impulsive e affrettate."A chi decidesse di prendersi cura di un quattrozampe, l'Enpa consiglia di rivolgersi a un canile o un gattile dove ci sono molti trovatelli che altro non aspettano se non di regalare il loro amore a una famiglia. Assolutamente da evitare, invece, internet; uno dei canali privilegiati per i raggiri. "Tutto comincia con un innocuo annuncio, scritto in italiano stentato, che offre la vendita o l'adozione di un animale. Non solo cani, gatti o conigli ma anche scimmiette e rettili - spiega l'Enpa - che, in genere, si trovano all'estero." Ed è proprio qui che si nasconde l'inganno. Prima di procedere con la transazione vera e propria, infatti, l'inserzionista richiede al potenziale acquirente (o adattante) una somma di circa 150/200 euro a copertura delle spese di trasporto dell'animale in Italia. Per rendere il raggiro più plausibile, i truffatori - di solito persone residenti in Africa (il Camerun è tra i Paesi più "rappresentati") - si inventano compagnie aeree "fantasma", dal marchio spesso credibile (per assonanza) ma di pura fantasia, nonchè orari di partenza e di arrivo assolutamente posticci. Non solo. I più scaltri si spingono più in là e simulano addirittura l'esistenza di aeroporti di provincia, centri di assistenza clienti, addetti e responsabili del trasporto di animali. Per la persona truffata oltre al danno - recuperare la somma è pressochè impossibile - c'è anche la beffa: quell'aspettativa di affetto maturata online, svanirà nel nulla poichè l'animale promesso non arriverà mai a destinazione. "Questo nel migliore dei casi - prosegue l'Enpa -. Abbiamo avuto numerose segnalazioni, circa un centinaio, inoltrateci da persone che ci hanno denunciato di essere vittima di un vero e proprio stalking. Spesso, infatti, le pretese dei truffatori non si limitano a decine di euro." Ed ecco che, per rimpinguare il "bottino" arrivare le minacce: decine e decine di mail, e telefonate minatorie con cui vengono avanzate ulteriori pretese economiche. L'animale - si legge in queste comunicazioni - è fermo in un aeroporto straniero e, se non si provvede immediatamente al pagamento di una somma ulteriore destinata ad acquistare un trasportino o pagare un supplemento, si verrà denunciati alle autorità del Paese estero per maltrattamento di animali. Le richieste sono onerose e possono arrivare anche a 1.000 euro. Ma quanto sono diffuse questi raggiri? "Censirli con precisione - prosegue l'Enpa - ç molto difficile. Su oltre 10mila inserzioni presenti nel solo sito Adoos.it, abbiamo stimato che le inserzioni sospette rappresentano circa il 30% del totale, vale a dire 3mila offerte di vendita e di adozione pubblicate con il solo scopo di carpire la buona fede. Considerando la diffusione del commercio elettronico pensiamo che gli annunci-civetta possano essere tra i 50mila e i 100mila". Per evitare di cadere nella trappola e trascorrere un Natale più sereno, è sufficiente seguire alcune semplici regole, suggerite dalla Protezione Animali:
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NON PUNIBILI I REATI CONTRO GLI ANIMALI PER EVITARE UN PERICOLO IMMINENTE. L'ENPA: "UNA SENTENZA CHE AMAREGGIA"
In merito alla sentenza della Corte di Cassazione, secondo cui non è reato
sacrificare un animale per evitare un pericolo imminente, il presidente nazionale
dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: "La sentenza della Corte di
Cassazione amareggia perchè rischia di aprire la strada a quello che in termini
umani si configura come eccesso di legittima difesa; ma amareggia soprattutto perchè
sembra affidare il potere di vita o di morte su un animale a valutazioni prettamente
soggettive. Il rischio evidente è che, data la differenza di codici
linguistico-comportamentali tra uomini e animali, qualcuno, sia pure in buona fede, possa
scambiare per un pericolo imminente quello che in realtà è un semplice
atteggiamento difensivo dell'animale. Ma c'è anche un ulteriore pericolo.
Che questo eccesso di legittima difesa sia invocato a sproposito e in malafede per
giustificare eventuali atti criminali contro gli animali, specie nel caso in cui non vi
dovessero essere testimoni del fatto." (10 dicembre 2010)
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RATIFICA DELLA CONVENZIONE DI STRASBURGO, IL DISEGNO DI LEGGE PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE A un mese di distanza dalla sua approvazione, il disegno di legge che ratifica la Convenzione di Strasburgo sulla protezione degli animali da compagnia è stato pubblicato, il 3 dicembre, sulla Gazzetta Ufficiale numero 283. Entrano così in vigore le norme che introducono nel nostro ordinamento giuridico il reato penale di importazione illecita di animali d'affezione - sanzionato con la reclusione da 3mesi a un anno e con una multa da 3mila a 15mila euro - e che stabiliscono pene più severe per il maltrattamento (reclusione da un minimo di 3 a un massimo di 18 mesi) e per l'uccisione di animali (reclusione da 4 mesi a 2 anni). Aumentata in quest'ultimo caso anche la previsione della multa, che può variare tra un minimo di 5mila e un massimo di 30mila euro. (6 dicembre 2010) |
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AMICOPETS, DAL WEB UNO STRUMENTO IN PIÙ PER LA SALUTE DI FIDO E FUFFY
Una tessera per tenere costantemente sotto controllo via web la salute degli "amici
a quattrozampe"? Non è fantascienza ma un progetto che proprio in questi
giorni sta diventando realtà. Si chiama "Amico Pets" e nasce da
un'idea dei veterinari dell'Anmvi con il patrocinio del Ministero della Salute e
di Fnovi. La Petscard è una tessera microchip correlata a un sistema di gestione
dei dati anagrafici, sanitari e clinici dell'animale: ogni veterinario potrà
così accedere in tempo reale alla cartella clinica di ciascun animale registrato
nel sistema. Il web permetterà dunque ricostruire agevolmente e rapidamente
l'intera vita sanitaria del pet, consultando l'anamnesi, le vaccinazioni
eseguite, la profilassi effettuata e i referti. Attenzione, però. Per garantire la
massima sicurezza della banca dati, ed evitare così il rischio di errori o
compromissioni, la cartella clinica potrà essere aggiornata o modificata
esclusivamente dal medico veterinario. Per informazioni e possibile consultare il sito
www.amicopets.it. (3 dicembre 2010)
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5X1000. L'ENPA: "CON IL TAGLIO DELLE RISORSE, CITTADINI PRIVATI DI SERVIZI A COSTO ZERO"
In merito alla diminuzione dei fondi destinati al 5x1000, che passano da 400 a 100 milioni
di euro, decisa dalla Camera dei Deputati sulla legge di Stabilità - Bilancio 2011,
il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: "Con
l'approvazione di questa misura i nostri parlamentari hanno dimostrato di non
conoscere l'attività e i problemi del volontariato nelle sue tante
declinazioni. È, infatti, noto che le numerose associazioni e organizzazioni del no
profit che operano nel nostro Paese svolgono un'azione di sussidiarietà
rispetto allo Stato, operando in ambiti di attività spesso colpevolmente trascurati
dai pubblici poteri. Ridurre all'osso le risorse significa non soltanto indebolire
l'azione delle Onlus ma, soprattutto, privare i cittadini di un ampio ventaglio di
servizi erogati a costo zero e tradire la scelta di quasi 15 milioni di contribuenti che
hanno deciso di sostenere il terzo settore con il 5x1000. Capisco che il nostro Paese sta
attraversando un periodo particolarmente difficile; non capisco, invece, il motivo per cui
l'onere della crisi debba essere scaricato in massima parte sulla società
civile. Auspico che il Senato possa correggere quanto prima un provvedimento così
miope." (24 novembre 2010)
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5X1000, L'ENPA ADERISCE ALLA PROTESTA DEL TERZO SETTORE. SU VITA UNA PETIZIONE PER RIPRISTINARE LE RISORSE
L'Enpa si unisce alla protesta di altre associazioni e organizzazioni del terzo
settore e chiede a Governo e Parlamento di ripristinare le risorse del 5x1000 tagliate
nella Legge di Stabilità-Bilancio 2011. Il testo approvato dalla Camera dei Deputati,
e ora in discussione al Senato, prevede, infatti, che le risorse destinate alle Onlus
italiane passino da 400 a 100 milioni di euro. Ciò significherebbe non soltanto
indebolire l'azione del volontariato, che in numerosi ambiti di attività
svolge spesso un ruolo vicario rispetto allo Stato, ma anche tradire la libera scelta di
quasi 15 milioni di contribuenti che hanno deciso di sostenere il terzo settore con il 5
per mille. Sul sito del magazine Vita è disponibile una petizione web con cui si
chiede il ripristino della dotazione finanziaria per le Onlus. L'Ente Nazionale
Protezione Animali invita ad aderire a questa iniziativa; per sottoscrivere la petizione
clicca qui.
(23 novembre 2010)
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SCOPERTO TRAFFICO DI ANIMALI PROTETTI. L'ENPA: "PLAUSO A INTERPOL E CORPO FORESTALE DELLO STATO"
In merito all'operazione internazionale coordinata dall'Interpol per stroncare il
traffico illegale di rettili e anfibi in via di estinzione, e che per l'Italia è
stata condotta dal Corpo Forestale dello Stato - solo nel nostro Paese sono stati
effettuati oltre 1.500 controlli e sono stati sequestrati circa quattrocento animali vivi e
più di 200 pelli di rettile e prodotti di pelletteria -, il presidente nazionale
dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: "L'operazione coordinata
dall'Interpol e condotta in Italia dal Corpo Forestale dello Stato, ai quali
l'Enpa esprime tutto il suo apprezzamento, conferma purtroppo quanto siano estesi i
commerci criminali che lucrano sugli animali. Traffici che, lo ricordo, rappresentano una
importante fonte di proventi clandestini per la malavita; reati che vanno perseguiti con la
stessa determinazione dimostrata in questa circostanza e di fronte ai quali è
necessario non abbassare la guardia." (22 novembre 2010)
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(C)AVE CANEM, BILANCIO FINALE DEL PROGETTO: 26 CANI I ADOTTATI, 3 QUELLI RESTITUITI AL LORO LEGITTIMO PROPRIETARIO
55 cani sterilizzati, vaccinati e iscritti all'anagrafe canina; 26 adottati; 5
sottoposti a terapie senza le quali la loro sopravvivenza sarebbe stata seriamente a
rischio (4 dei quali in grave pericolo di vita). Sono questi i risultati del Progetto
(C)Ave Canem, il primo progetto di lotta al randagismo e per la cura e tutela dei cani
dell'area archeologica di Pompei, inaugurato lo scorso 12 novembre su iniziativa del
Commissario Delegato, Marcello Fiori, in collaborazione con le associazioni animaliste
nazionali Enpa, Lav, e Lega Nazionale per la difesa del cane, con il sostegno anche del
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e conclusosi il 31 luglio
2010. Ma ecco come si è articolato il progetto:Fase 1: censimento. Le operazioni di censimento, effettuate dai volontari di Enpa e Lav con la supervisione del medico veterinario Roberto Scarcella, hanno permesso di rilevare la presenza di 55 cani. Gli animali sono stati fotografati, dotati di un collare e di una medaglietta identificativa; per ognuno di loro è stata redatta una scheda contenente le caratteristiche fisiche e comportamentali. Fase 2: cattura, microchippatura, iscrizione all'anagrafe canina e controllo delle nascite. I cani censiti sono stati microchippati e registrati all'anagrafe canina; sono stati sottoposti a esami del sangue, vaccinati e sterilizzati. Gli esemplari che avevano bisogno di cure mediche sono stati assistiti - anche presso cliniche specializzate e centri di accoglienza di fiducia - e, al termine della degenza, reimmessi nell'area archeologica (gli esemplari che non hanno trovato un'adozione). Ma non sono stati abbandonati a loro stessi: i volontari dell'Enpa e della Lav si sono presi cura dei quattrozampe, monitorandone costantemente le condizioni. Fase 3: luoghi di ristoro per gli animali, segnaletica, controllo anti-abbandoni. Dopo attenta valutazione, sono stati creati alcuni aree destinate all'alimentazione degli animali, costantemente seguiti dai volontari che ne hanno valutato le condizioni di salute psico-fisica e la l'integrazione con gli altri cani e con i visitatori. Le guardie Enpa e Lav hanno anche effettuato, all'interno dell'area degli scavi, regolari controlli antiabbandono. Fase 4: adozioni. Da novembre 2009 al 31 luglio 2010 sono stati 26 i cani che hanno trovato una famiglia. Le adozioni sono state realizzate grazie a campagne di sensibilizzazione e alla ricerca diretta degli adottanti; i volontari hanno svolto controlli pre-affido e post-affido, per verificare l'idoneità degli adottanti e dell'ambiente in cui l'animale avrebbe dovuto risiedere. Da sottolineare l'importante supporto delle sedi Enpa e Lav e, in particolare, della Enpa di Bergamo che hanno svolto un'efficace attività di promozione delle adozioni. Fase 5: Campagne di comunicazione, formazione e sensibilizzazione. Al sito www.icanidipompei.com e alla pagina facebook "Vesonius, Mulvia e gli altri" è stato affidato il compito di presentare il progetto al grande pubblico e coinvolgerlo nelle adozioni. Numerosi organi d'informazione nazionali e locali - ma anche stranieri, tra cui New York Times e Herald Tribune - hanno dedicato spazio al Progetto (C)Ave Canem. Formazione dei volontari e tutoraggio. Il corso di formazione per i volontari del progetto (C)Ave Canem si è svolto dal 24 marzo al 21 aprile 2010 ed è stato organizzato con l'obiettivo di garantire la prosecuzione delle attività a favore degli animali anche dopo la conclusione del progetto. Durante il corso sono stati affrontati aspetti tecnico legislativi e pratici connessi alle varie fasi di realizzazione del progetto e al benessere animale; ma sono stati trattati anche temi quali l'educazione al rispetto dei luoghi e le regole da seguire per accudire i cani e somministrare loro il cibo. I volontari che hanno superato il periodo di formazione sono stati dotati di un tesserino di riconoscimento e sono stati affiancati da volontari Enpa e Lav per le operazioni di monitoraggio dell'area, cura degli animali e gestione delle emergenze. Dal mese di novembre 2009 al 31 luglio 2010, i volontari dell'Enpa e della Lav hanno svolto attività di informazione e di educazione, diretta ai visitatori e al personale dell'area archeologica. Tra i temi trattati: etologia del cane, legislazione a tutela degli animali, modalità di interazione con i cani. Tale attività ha permesso di sensibilizzare il pubblico sui doveri nei confronti dei cani e sui loro diritti, rafforzando la coscienza civica nei confronti del randagismo. Molti i dipendenti dell'area che hanno infatti informazioni sulle procedure da seguire per iscrivere i loro quattrozampe all'anagrafe canina. Attività di controllo nel corso degli spettacoli in programma al Teatro Grande. Nel corso del mese di luglio si è provveduto alla vigilanza in occasione degli spettacoli serali al Teatro Grande presidiando gli ingressi al teatro con 5/6 volontari per spettacolo, al fine di evitare che i cani potessero raggiungere il palco durante lo svolgimento. I numeri del progetto (C)Ave Canem: Cani censiti: 55 Cani adottati: 26 Cani restituiti al legittimo proprietario: 3 Cani trasferiti in centro di accoglienza per percorso educativo: 2 (19 novembre 2010) |
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DA TOM A PATATA, MILLE MICI DA SFOGLIARE. ESCE «SCATTO AL GATTO», IL VOLUME REALIZZATO CON LE IMMAGINI DEI LETTORI DI CORRIERE.IT
Si inizia con una foto di gruppo di cuccioletti sotto una pianta di gelsomino. Poi tocca a
Tomtom aprire le danze. E a seguire arrivano Dominò, Winchester, Ciccio e Ribbi. E
poi tutti gli altri. Impossibile elencarli tutti prima di arrivare a Patata, «cucciola
selvaggia», che si è ritrovata il compito di chiudere la rassegna. Sono mille i
mici di casa finiti dentro a «Scatto al gatto», il libro fotografico da ieri in
libreria (Rizzoli, 16,90 ), che raccoglie una selezione delle circa 8 mila immagini
inviate dai lettori del Corriere.it nel corso dell'omonima campagna e poi selezionate
da un'apposita redazione.Come viene spiegato nell'introduzione al libro, che pubblichiamo qui di seguito, non è stato semplice compiere la scelta avendo per le mani tanto materiale di ottimo livello. Ma un libro ha un inizio e una fine e qualche amico a quattro zampe, che pure forse lo avrebbe meritato, non vi ha potuto trovare posto. Qualcuno in più è entrato nella fotogallery online di Corriere.it, che di foto ne conta quasi 4 mila. Clicca qui per accedere alla gallery. Ma non è tutto. Scegliendo questo libro inoltre vengono sostenute importanti iniziative a favore dei trovatelli accuditi dall'Ente Nazionale Protezione Animali. I gatti di casa sono coccolati e vezzeggiati (a volte anche troppo), accuditi e amati (mai troppo). Vivono le nostre stesse vite, partecipano alle nostre gioie e ai nostri dolori. Non così i tanti trovatelli che finiscono in gattili e rifugi gestiti da volontari e associazioni, come appunto l'Enpa. Questo libro è nato pensando anche a loro. «SCATTO AL GATTO, IL MICIO 2.0» Si dice che il cane sia il più fedele amico dell'uomo. Per il gatto il concetto vale esattamente all'opposto: quando un micio entra in casa, ne diventa il vero padrone. E tutto inizia a ruotare attorno a lui. Sarà per la sua eleganza, per il fascino che esercita, per quello sguardo magnetico che incanta e seduce. O forse per l'innata consapevolezza di appartenere a quella stessa famiglia felina da cui ha origine anche il leone, re degli animali per antonomasia. Il gatto, insomma, affascina, conquista e domina. Lo sanno bene milioni di italiani che hanno deciso di accoglierne uno - o più di uno - nelle proprie famiglie e che come uno di famiglia hanno scelto di trattarlo. Esattamente come si fa con i figli, i gatti di casa vengono educati, coccolati, vezzeggiati. E anche fotografati. Pose goffe e dolci di cuccioli appena svezzati, sguardi intensi e penetranti che bucano l'obiettivo, inquadrature artistiche, ambientazioni ora domestiche ora bucoliche, scene di vita quotidiana catturate nella frazione di secondo di un click. I gatti di casa sono i protagonisti di veri e propri book, custoditi in cassetti e librerie. E ora lo sono anche di questo libro. Che non è una semplice raccolta di immagini di felini scelte da portfolio e cataloghi di fotografi e agenzie. È una sorta di album di famiglia collettivo, un racconto corale, per immagini, del gatto nelle case e nella vita degli italiani. Non solo: con una definizione mutuata da Internet, possiamo parlare di «gatto 2.0». L'iniziativa nasce, infatti, da un'idea lanciata via web dal Corriere Animali - la sezione del Corriere.it dedicata agli amici a quattro zampe - in occasione della «Festa del gatto» dello scorso febbraio. Ai lettori era stato chiesto di inviare le foto del proprio micio e il risultato è stato sorprendente: circa 5 mila foto recapitate e più di 3 mila pubblicate in quella che era diventata la più ampia gallery mai messa online fino a quel momento. Ripetuta a ridosso dell'estate, l'operazione «Scatto al gatto» ha di fatto raddoppiato i numeri: le immagini pervenute sono state quasi diecimila e tra queste sono state selezionate quelle che trovate in queste pagine. La selezione è stata facile e difficile al tempo stesso. Facile, perchè il materiale arrivato è risultato in gran parte di alta qualità, con immagini belle e creative che non sfigurerebbero in una mostra al fianco di quelle di fotografi professionisti. Difficile, perchè quando il materiale buono è tanto è sempre problematico decidere cosa lasciar fuori. Il risultato finale, in ogni caso, è questo libro che per la prima volta, in un panorama editoriale che già offre molte pubblicazioni fotografiche con gli animali protagonisti, nasce dal basso, da una partecipazione diffusa. Un libro di immagini in perfetto stile web 2.0, appunto. L'iniziativa non è solo editoriale e non è fine a se stessa. Abbiamo deciso di proporla in collaborazione con l'Enpa, l'Ente nazionale per la protezione degli animali, che da anni si occupa della tutela e della salvaguardia della fauna a cui vengono devoluti i proventi della pubblicazione. Un piccolo gesto che contribuirà, grazie ai lettori, ad aiutare tanti altri animali in difficoltà, meno fortunati di quelli ritratti in questo libro, che non hanno padroni amorevoli che li riempiono di coccole e che scattano loro fotografie. Che trascorrono la loro esistenza in un rifugio, ma che sono altrettanto pronti a riempire le nostre vite, aspettando solo che qualcuno incroci il loro sguardo e decida di accoglierli nella propria famiglia. Con l'auspicio che in un'eventuale prossima edizione di «Scatto al gatto», a fare capolino da queste pagine ci siano anche i loro sguardi. (19 novembre 2010) |
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ANIMALI. ENPA: "FERMARE LA CACCIA A CAVALLO ALLA VOLPE: È UN REATO" «Niente caccia a cavallo alla volpe in Italia, perchè è proibita dalla legge. Se qualcuno è preso dalla tentazione di emulare questa cruenta e anacronistica pratica inglese, ci rinunci: è un reato. L'Enpa ricorrerà in ogni sede per il rispetto delle regole». Questa la posizione dell'Ente Nazionale Protezione Animali in merito alle recenti notizie secondo cui, in alcune località del Lazio e dell'Umbria, si starebbero organizzando contro le volpi vere e proprie battute a cavallo e con mute di cani, in pieno stile inglese. «Questo tipo di macabro "divertimento", a cui persino l'Inghilterra ha rinunciato proprio perchè ormai anacronistico e in pieno contrasto con la sensibilità della popolazione - prosegue l'Enpa -, in Italia non è contemplato dalla legge 157/92 sulla tutela della fauna selvatica e sulla regolamentazione della caccia». A riprova di tutto ciò il fatto che nel nostro paese esiste solo la possibilità di una simulazione della caccia alla volpe. Dal momento che questa pratica barbara è del tutto al di fuori delle regole venatorie, chi la compie commette un reato comune ai sensi dell'art. 544 bis del codice penale. «Chiediamo da subito a tutte le autorità competenti di sospendere immediatamente ogni manifestazione - pubblica e privata - di caccia alla volpe, la prossima delle quali si dovrebbe tenere nei pressi di Vetralla (Viterbo). È veramente paradossale e inaccettabile che in un Paese di spirito fortemente anticaccia come il nostro si tenti di rispolverare forme di crudeltà estrema nei riguardi degli animali.» (19 novembre 2010) |
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A NATALE PER FIDO E FUFFY UN REGALO CHE NE VALE 3
Quest'anno a Natale sul sito www.enpa.it potrai scegliere un dono speciale per il tuo
amato quattro zampe che porterà gioia e calore anche ai trovatelli accuditi
dall'Ente Nazionale Protezione Animali. Si tratta degli innovativi ciondoli della
collezione My Family per Enpa, che, raffinati nel design, smaltati a mano e prodotti in
Italia, potranno essere utilizzati come ciondolo identificativo "ultra chic"
per Fido e Fuffy. Ma potranno essere usati anche dai proprietari dei quattrozampe, come
originalissimo monile da indossare grazie al cordoncino di caucciù presente nella
confezione; come "prendi zip" per giubbotti, zaini, astucci o - ancora - come
portachiavi. Una prestigiosa confezione regalo farà da ornamento al vostro dono e
al suo interno ci sarà un "cadeau a sorpresa": il primo numero del fumetto
che vedrà protagonisti tutti i soggetti rappresentati nella collezione di ciondoli
My Family per Enpa. Nel periodo natalizio si respira quella tipica calda magia, si
scambiano festosamente i doni sotto l'albero e si prova una gioia immensa nel vedere
spuntare un sorriso sul volto dei propri cari: perchè non unire a questa serenità
anche l'impagabile sensazione di aver aiutato concretamente chi ne ha davvero bisogno?
Scegliere come dono un ciondolo My Family per Enpa significa sostenere concretamente le
migliaia di trovatelli bisognosi d'amore e di cure che l'Ente Nazionale
Protezione Animali accudisce nei suoi rifugi. Fate che il vostro sia un Natale
all'insegna dell'amore e della solidarietà, regalando i prodotti presenti
del sito Enpa; grazie ai vostri acquisti lo spirito natalizio raggiungerà anche i
nostri trovatelli. (16 novembre 2010)
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PACCO CON ZAMPA DI PECORA AL MINISTRO BRAMBILLA. ENPA E LIPU: "GRAVISSIMA INTIMIDAZIONE"
"Un mostruoso avvertimento di stampo mafioso, un gesto violento ed inquietante che
offende la coscienz del nostro Paese". Queste le parola con cui le associazioni
Enpa e Lipu hanno accolto il gravissimo gesto di cui è stata vittima il Ministro del
Turismo, Michela Vittoria Brambilla, alla quale è stato inviato un pacco contenente
la zampa mozzata di una capra. "Al Ministro Brambilla, le cui iniziative in fatto
di tutela degli animali raccolgono i sentimenti della netta maggioranza degli italiani
- hanno aggiunto Enpa e Lipu - esprimiamo la nostra piena solidarietà".
Secondo le due associazioni, il gesto intimidatorio di cui è stata oggetto Michela
Vittoria Brambilla indica l'esistenza di componenti delinquenziali - certamente
minoratiarie - vanno combattute da tutti con la massima fermezza e contro le quali gli
organi competenti dovranno attivarsi con la massima serietà. (15 novembre 2010)
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AL VIA LA FESTA DEL SACRIFICIO. L'ENPA: "FERMARE QUESTA MATTANZA GENERALIZZATA"
In occasione della festa musulmana del Sacrificio, che inizia domani 16 novembre e che
prevede la macellazione rituale degli animali (ovini, caprini e bovini), l'Ente
Nazionale Protezione Animali esprime profonda contrarietà a questa mattanza
generalizzata e, nell'attesa che un diverso livello di sensibilità porti a un
cambiamento della normativa, chiede che almeno il tutto si svolga nel pieno rispetto della
legge. "Come vegetariana convinta, sono ovviamente contraria alla uccisione di
animali, anche per scopi alimentari - dichiara Carla Rocchi, presidente dell'Enpa
-. Ma ciò che rende la macellazione rituale una pratica ancora più crudele
sono le modalità con cui l'animale viene soppresso. La morte, infatti,
sopraggiunge per dissanguamento, causato dal taglio delle giugulare; un'operazione
durante la quale l'animale rimane vigile e cosciente". (15 novembre 2010)
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SECONDA GIORNATA NAZIONALE DE LA "COSCIENZA DEGLI ANIMALI" Al MAXXI. C'È ANCHE L'ENPA
Martedì 9 novembre al Maxxi di Roma (con inizio alle ore 16.00), nuovo appuntamento
con la "Coscienza degli animali". La seconda giornata nazionale sarà
dedicata alla questione caccia; un argomento su cui si confronteranno il ministro del
Turismo Michela Vittoria Brambilla, il professor Umberto Veronesi, le scrittrici Dacia
Maraini e Susanna Tamaro, il maestro Franco Zeffirelli, il giornalista Vittorio Feltri,
l'avvocato svizzero Antoine Goetschel, il teologo Luigi Lorenzetti e il cantante
Renato Zero. Per l'Enpa parteciperà il presidente nazionale Carla Rocchi.
"La coscienza degli animali nasce, su iniziativa del ministro Brambilla e
del professor Veronesi, "per avviare nel nostro Paese - spiega Michela Vittoria
Brambilla - quel cambiamento culturale che potrà portare ad una nuova
sensibilità di amore e rispetto nei confronti degli animali e dei loro
diritti". Il "Manifesto" - disponibile on line all'inidirizzo
www.lacoscienzadeglianimali.it -, presentato dai fondatori dell'iniziativa il 13
maggio scorso, è già stato sottoscritto da quasi 120 mila persone, mentre il
sito web ufficiale registra ogni giorno circa 60 mila accessi. Nel testo si afferma il
principio che "gli animali nascono uguali davanti alla vita e per questo hanno il
diritto di essere rispettati" e si chiede di "porre un freno al massacro
degli animali nella stagione venatoria, fino alla totale abolizione della caccia",
perchè "non è degno di un Paese civile uccidere per sport, spesso con
metodi crudeli, esseri viventi ignari e indifesi". (8 novembre 2010)
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SONDAGGIO IPSOS SULLA CACCIA. L'ENPA: "GLI ITALIANI TEMONO PER LA LORO INCOLUMITÀ FISICA"
La caccia come problema di sicurezza pubblica. A dirlo non è soltanto la stragrande
maggioranza degli italiani - l'80% dei quali ha paura di compiere escursioni nella
natura per il timore di essere colpiti dalle fucilate - ma anche le cronache dei giornali
che, con sempre maggiore frequenza, raccontano di cacciatori, escursionisti, sportivi
raggiunti per errore dal tiro delle doppiette. E si tratta di persone che spesso vedono
stroncato il loro futuro in nome di un'attività che alcuni vorrebbero
paragonare a uno sport. È questo uno dei dati più significativi che emergono
da un nuovo sondaggio Ipsos sulla caccia, commissionato dal Ministero del Turismo.
"I risultati dell'ultima rilevazione - commenta l'Enpa - sono
l'ennesima conferma del fatto che gli italiani non vogliono più la caccia e
che sono molto preoccupati per la loro incolumità fisica". "Il
grido d'allarme lanciato dagli italiani è evidente - prosegue l'Enpa
-. I dati del sondaggio non ammettono repliche e ribadiscono quanto già emerso da
analoghe indagini d'opinione svolte in precedenza dalle associazioni, sia animaliste
sia venatorie. La novità, in questo caso, è rappresentata dalla richiesta
degli italiani alle istituzioni di aumentare le misure di sicurezza per evitare di finire
sotto i colpi delle doppiette". "Si tratta della stragrande maggioranza
degli italiani, il 76%, favorevoli in varia misura a limitare l'accesso
all'attività venatoria, a vietare la caccia nei giorni festivi, a impedire che
le doppiette violino il diritto di proprietà entrando e uscendo a loro piacimento
dai fondi privati", aggiunge l'Enpa che conclude: "alla politica il
compito di rispondere concretamente a questa esigenza di sicurezza, con la consapevolezza
che i cacciatori rappresentano nel Paese una minoranza sempre più
marginale". (2 novembre 2010)
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CACCIA. DAL PREMIER BERLUSCONI IMPEGNO PER UNA MAGGIORE TUTELA DELLA NATURA
Un ringraziamento alle associazioni animaliste e ambientaliste, "per l'importante
lavoro che svolgono a tutela della natura e della biodiversità, un grandissimo
patrimonio che il mondo ci ha regalato in milioni di anni e di cui tutti dobbiamo essere
custodi". Si apre così la lettera di risposta del Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi alle associazioni Enpa, LIPU, Animalisti Italiani, Fare Verde, LAV e Lega
del Cane, che gli avevano inviato nei giorni scorsi un documento che esprimeva
preoccupazione in merito all'attività venatoria e, in particolare, ai recenti
attacchi subiti dal Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla da parte della lobby
della caccia estremista. "Un grande Paese deve rappresentare un esempio anche in
queste battaglie, che sono condivise dalla maggior parte degli italiani" -
continua il Presidente del Consiglio che, dichiarando apertamente l'impegno del
Governo per una maggiore tutela del patrimonio naturalistico, assicura il pieno sostegno ed
apprezzamento per l'operato del Ministro del Turismo. L'on. Brambilla "in
accordo con la Presidenza del Consiglio, si è resa interprete di queste esigenze e
opera con efficacia per la loro tutela". Questa inequivocabile dichiarazione è
una chiara risposta a chi ha chiesto, con inaudita arroganza, il silenzio sulla caccia e
sulle tematiche relative agli animali da parte del Ministro del Turismo, che, invece,
è pienamente legittimata dal Governo ad esprimere l'evidente preoccupazione e
anche la contrarietà per l'attività venatoria, che pone un grande
problema di sicurezza del territorio ed è dannosa per le attività legate al
turismo, cardine della nostra economia; essa esercita un forte impatto sulla
biodiversità, patrimonio che attrae un numero sempre maggiore di cittadini nel
nostro Paese. Le scriventi associazioni desiderano ringraziare il Presidente del Consiglio
per aver chiarito che non ci saranno altri spazi per chi vuole ridurre le tutele per gli
animali e il patrimonio faunistico. (29 ottobre 2010)
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RATIFICATA LA CONVENZIONE DI STRASBURGO. L'ENPA: "PIÙ EFFICACE L'AZIONE REPRESSIVA"
In merito all'approvazione del DDL che ratifica la Convenzione di Strasburgo sulla
protezione degli animali d'affezione, il presidente nazionale dell'Enpa, Carla
Rocchi, dichiara quanto segue: "Plaudo al Parlamento che a larghissima maggioranza
ha finalmente ratificato le convenzione europea. Sono convinta che l'introduzione del
reato di importazione illegale di cuccioli e l'aumento delle pene previste a carico di
quanti maltrattano gli animali, oltre a costituire un efficace deterrente, potenzieranno
notevolmente gli strumenti repressivi delle forze dell'ordine e dell'autorità
giudiziaria contro questo tipo di crimini. Non manca tuttavia una nota stonata. Mi
riferisco a quegli articoli che punivano il taglio della coda e delle orecchie per
finalità non terapeutiche e che non appaiono. Auspico che, anche per iniziativa
parlamentare, sia possibile ripristinare, a livello normativo, tali importanti
divieti." (27 ottobre 2010)
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PEDOZOOPORNOGRAFIA SUL WEB. L'ENPA: "SHOCK PER LE VIOLENZE"
"Un terribile shock. Sono sconvolta e senza parole". Questo il commento
di Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa, alla notizia secondo cui
l'associazione Meter di don Fortunato Di Noto ha segnalato alla Polizia Postale e
delle Comunicazioni di Catania e al Centro Nazionale contro la pedofilia online, un portale
internet con immagini pedopornografiche. E tra le numerose fotografie rinvenute, vi
sarebbero anche diversi scatti di zoopornografia. "Stiamo seguendo attentamente
l'evolversi della vicenda - aggiunge Carla Rocchi - e non escludiamo di
costituirci parte civile contro questi abominevoli aguzzini. Compiere violenza sugli
indifesi, tali sono bambini e animali, è un gesto criminale in sè; ma il
fatto che anche cani e gatti siano stati costretti con la coercizione a violare
l'innocenza dei bimbi mi fa pensare che gli artefici di tanto orrore abbiano mostrato
il volto più abietto dell'uomo". "Sono assolutamente sicura
- prosegue Rocchi - che le forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria
perseguiranno i responsabili, chiamandoli a rispondere della loro brutalità
disumana diretta contro i bambini e gli animali." L'Enpa ricorda che quanti
sono stati a vario titolo coinvolti nelle immagini pedopornozoofile, possono essere
giudicati e condannati, oltre che per la violenza sui minori, anche ai sensi
dell'articolo 544 ter - in Italia non esiste il reato di zoopornografia -, il quale,
tra le altre previsioni, punisce chiunque per crudeltà o senza necessità
sottoponga un animale a comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche.
(20 ottobre 2010)
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TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI. L'ENPA DENUNCIA: "IL DIVIETO RISCHIA UN RINVIO AL 2019"
Per gli animali in Europa si mette male. Contestualmente alla pubblicazione della Direttiva
"22 sett 2010 del Parlamento e del Consiglio sulla la protezione degli animali
utilizzati a fini scientifici" sulla Gazzetta Ufficiale, il Parlamento Europeo si
appresta a reiterare la sperimentazione animali per i test cosmetici. Previsto inizialmente
per il 1999, il divieto di utilizzare gli animali per la sperimentazione dei cosmetici
è stato rinviato prima al 2000, poi al 2002, infine al 2003. Si è così
arrivati all'attuale scadenza - il 2013 - che, rischia anch'essa di slittare (al
2019) mentre milioni di animali continuano a morire inutilmente per test non attendibili e
che potrebbero essere sostituiti in modo altrettanto efficace e più conveniente dal
punto di vista economico. L'Enpa ricorda che la Commissione Europea ha l'obbligo
di impegnarsi anche dal punto di vista finanziario per garantire che il termine del 2013
venga rispettato; a tale scopo, l'associazione è pronta ad impugnare ogni
eventuale, ulteriore, deroga approvata dal Parlamento Comunitario ma, soprattutto, invita i
cittadini a voltare le spalle alle inutili crudeltà dei test sui cosmetici e ad
opporsi con fermezza allo sfruttamento di creature destinate ad ingurgitare chili di
rossetto o di shampoo per verificarne la tossicità. La bellezza e la cura della
persona non possono e non devono avvenire al prezzo dell'inutile sacrificio di milioni
di vite. Cosa fare, dunque? Per i cittadini è possibile orientare le scelte di
consumo verso cosmetici "cruelty free" prodotti dalle aziende che aderiscono
allo standard internazionale "non testato su animali" del marchio ICEA (con la
supervisione della Lav). Le imprese che aderiscono a questa piattaforma si impegnano non
soltanto a non testare sugli animali i singoli ingredienti ma anche a dichiarare che i
prodotti acquistati dai fornitori non siano stati sperimentati su animali (il fornitore
deve specificare l'anno a partire dal quale ha chiuso con la sperimentazione).
Inoltre, per essere certi che il prodotto non contenga sostanze di origine animale è
sempre necessario leggerne la composizione, che non deve contenere: grassi animali, oli
animali, gelatina animale, acido stearico, glicerina, collagene, placenta, ambra grigia,
zibetto, latte, panna, uova, lanolina etc. Il consumo consapevole disincentiva la
sperimentazione animale, premia le ditte che da molto tempo hanno fatto questa scelta
etica e salva la vita di milioni di animali. (20 ottobre 2010)
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ATTIVISTI ENPA INSANGUINATI DAVANTI ALL'AMBASCIATA DEL GIAPPONE
Nella giornata mondiale contro le mattanze dei delfini in Giappone, coordinata dal network
che fa capo a Ric O'Barry, l'Ente Nazionale Protezione animali si mobilita
contro il massacro dei cetacei: dalle 11.00 gli attivisti dell'Enpa sono scesi in
piazza davanti all'Ambasciata del Giappone, a Roma, mentre presso il "Lettere
caffè" dalle ore 18.00 è prevista la proiezione gratuita del
documentario premio Oscar "The Cove". Quest'ultima iniziativa sarà
realizzata anche con la collaborazione di Feltrinelli Real Cinema che ha edito il
cofanetto che contiene il dvd e il libro di "The Cove" (all'interno del
quale vi è una lunga intervista ad Ilaria Ferri). Ed è stato proprio il
documentario premio Oscar The Cove a svelare al mondo intero quale atroce segreto -
gelosamente occultato - si cela nella baia dove i delfini muoiono tra terribili sofferenze.
Gli esemplari più piccoli, sono scelti dai mercanti di delfini per essere venduti a
circa 150-170 mila dollari ai delfinari di tutto il mondo. Dopo la cattura i cuccioli
saranno sottoposti all'addestramento basato sulla deprivazione alimentare che li
obbligherà a eseguire ridicoli esercizi e a compiacere spettatori, troppo spesso
ignari di contribuire a condannare all'ergastolo creature innocenti che appartengono
al mare. "Oggi, in tutti i continenti, dall'America all'Africa,
dall'Oceania all'Europa passando per l'Asia si manifesta contro le mattanze
dei delfini in Giappone." - ha dichiarato Ilaria Ferri, direttore scientifico e
responsabile delle campagne internazionali dell'Enpa - "Paese che autorizza
ogni anno il massacro di 23.000 piccoli cetacei (tursiopi, grampi, globicefali
etc.)". "Siamo qui oggi, insanguinati e "feriti" - prosegue
Ferri -, per testimoniare il crimine atroce di cui si macchia il Giappone e per
pretendere che si fermi. Proprio ieri, attivisti che sono a Taiji hanno documentato la
mattanza di un branco di delfini. Grazie a Ric O'Barry e al documentario "The
Cove" nessuno ora potrà più dire di non sapere; il governo giapponese
non potrà più mentire e il mondo intero ha gli occhi puntati sul Paese del
sol Levante." L'Enpa ha scritto al Ministro Frattini affichè si renda
portavoce, presso il governo giapponese, dello sdegno che i cittadini Italiani provano nei
confronti di questa pratica, tanto inutile quanto barbara e indegna di un paese civile. I
delfini vengono uccisi perchè, alla stregua delle balene, sono considerati
competitori nella pesca. Da Marzo a settembre i pescatori intercettano le loro rotte
migratorie e percuotendo sbarre di ferro sulle imbarcazioni creano un muro di suoni che
costringe i delfini a rifugiarsi nelle baie. Le imboccature di queste sono poi chiuse con
una rete e il giorno successivo inizia la mattanza. Le immagini per la stampa sono
disponibili sul sito internet: www.savejapandolphins.org (http://www.savejapandolphins.org/pressportal.php); ulteriore materiale disponibile alla
pagina facebook:
http://www.facebook.com/event.php?eid=121145051275161. (14 ottobre 2010)
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TESTO UNICO SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI. L'ENPA: "TEMPI RAPIDI PER L'APPROVAZIONE"
In merito alla presentazione del testo unico che regola e organizza tutta la materia sulla
protezione e della tutela giuridica degli animali, preannunciata oggi dal Sottosegretario
alla Salute Francesca Martini, il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi,
dichiara quanto segue: "L'Ente Nazionale Protezione Animali, che ha
collaborato attivamente alla stesura del testo sedendo al tavolo del Ministero,
ringraziando e plaudendo al lavoro promosso dal sottosegretario Martini, auspica un veloce
iter parlamentare affinchè sia approvata una normativa onnicomprensiva; una
normativa più avanzata che sia in grado di difendere e tutelare con maggiore
efficacia i diritti degli animali." (11 ottobre 2010)
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GIORNATA DEL CANE GUIDA. L'ENPA CHIEDE DI RIVEDERE LE TECNICHE DI ADDESTRAMENTO
Favorire l'accesso dei cani guida a tutti gli esercizi commerciali e ai mezzi di
trasporti pubblici ma, soprattutto, rivedere le tecniche di educazione e bandire una volta
per tutte l'addestramento coercitivo. È quanto chiede l'Ente Nazionale
Protezione Animali in occasione della quinta Giornata Nazionale del Cane Guida. Secondo
l'Enpa, l'unico approccio in grado di tutelare interamente la corretta relazione
uomo - animale e di garantire il rispetto della dignità del cane nel corso della sua
formazione è quello zooantropologico. "È inconcepibile che i cani
guida siano preparati con metodi coercitivi - spiega l'Enpa -; a quanto ci
risulta gli addestratori continuano a usare il collare a strangolo che, vietato dalle
normativa italiana, causa seri danni psicofisici all'animale". "Il
cane guida - aggiunge la Protezione Animali - lavora soprattutto con la propria
iniziativa. e l'impiego di tali metodi, oltre a causare frustrazione e dolore,
impedisce al quattrozampe di attivare le proprie risorse cognitive e di trovare le
corrette soluzioni ai problemi che si presentano di volta in volta. Mai come nella
relazione tra il cane guida e il suo conduttore vi è l'esempio massimo della
interazione e della collaborazione tra specie diverse; interazione e collaborazione nelle
quali non devono entrare violenza, maltrattamenti o deprivazioni." (7 ottobre 2010)
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SPERIMENTAZIONE ANIMALE E TEST DI TOSSICITÀ, UN INCONTRO IPAM PER DISCUTERE DI METODI SOSTITUTIVI È in programma per il 26 novembre a Milano, il nuovo incontro promosso dall'IPAM (Piattaforma italiana sui Metodi Alternativi) nel corso del quale si discuterà dei metodi sostitutivi nei test di tossicità. Per le registrazioni entro il 15 ottobre la quota di partecipazione è di 150 per gli associati Ipam ed Ecoba, 100 per gli studenti e 200 per tutti gli altri interessati. Le adesioni che perverranno oltre tale data pagheranno una maggiorazione di 30 euro sulla quota dei soci e di 50 euro su quella dei non associati. Non è prevista, invece, alcuna maggioranza sulla quota a carico degli studenti. Per informazioni e adesioni è possibile contattare la segreteria organizzativa dell'evento alla mail info@iantra.it oppure al recapito telefonico 045.8303306. (5 ottobre 2010) |
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L'ENPA: "ENTRO IL 2050 VEGETERIANA LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI"
Dalla fame al riscaldamento globale, dalle malattie all'uso sostenibile delle
risorse. Il vegetarismo, secondo l'Enpa e molti autorevoli studiosi - tra cui Jeremy
Rifkin e Umberto Veronesi - è la chiave di Volta per risolvere molte delle
situazioni emergenziali del pianeta. "Solo il 20% della popolazione mondiale ha
regolare accesso alle risorse alimentari - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico
dell'Enpa - mentre il 26% della superficie terrestre è letteralmente invaso
dagli allevamenti, ai quali è imputabile l'emissione del 18% dei gas serra, la
distruzione di milioni di ettari di foreste e la perdita di biodiversità, nonchè
la produzione annua di 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni". "Per
mantenerli si sperpera una grandissima quantità di risorse - aggiunge Ferri -:
occorrono più di 16 chili di foraggi per produrre un chilo di carne. Inoltre, stando
a quanto riferito dalla Fao, occorrono circa 15mila litri di acqua per produrre un chilo di
carne e appena 2mila per ottenere la stessa quantità di grano". Ma non è
soltanto una questione economica. Il vegetarismo, infatti, allunga la vita e ne migliora la
qualità. Una ricerca inglese durata 12 anni, che ha interessato un campione di oltre
60mila persone ed è stata pubblicata sul British Journal of Cancer, ha dimostrato
che i vegetariani hanno meno probabilità di ammalarsi di tumore rispetto a chi
mangia carne. I risultati sono impressionanti: i vegetariani hanno il 45% di probabilità
in meno di sviluppare il cancro del sangue (leucemia e altri tipi) e il 12% di probabilità
in meno di manifestare un qualsiasi tipo di tumore. Chi consuma molta carne - due volte al
giorno, per esempio (un panino col prosciutto a pranzo e una bistecca a cena) - vede
aumentare del 35% il rischio di ammalarsi di cancro all'intestino. "A molti
può sembrare strano ma la carne può essere un nemico della nostra salute
- aggiunge Ferri -. Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato l'esistenza di
una stretta correlazione tra un regime alimentare a forte contenuto di grassi saturi di
origine animale e molte patologie, tra cui il cancro. I vegetariani, invece, non solo non
vengono colpiti dai tumori dell'apparato digerente, ma sono meno soggetti anche ad
altre alle malattie come diabete, trombosi, osteoporosi, artrite, malattie renali, obesità
e ipertensione. La dieta vegetariana, inoltre, contribuisce a mantenere pulite le nostre
coronarie e, di conseguenza, a prevenire il 97% delle cardiopatie." Il consumo di
carne in Italia ed Europa continua a essere prevalente, tuttavia il numero di persone che
si convertono al vegetarismo cresce di anno in anno. E proprio al nostro Paese, che conta
oltre 6 milioni di vegetariani (Eurispes 2006) - pari a circa il 10% della popolazione -
spetta il primato di nazione meno carnivora d'Europa, secondo un trend che dal 2002 al
2006 ha visto raddoppiare quanti hanno rinunciato alla "fiorentina". "Se
questa linea di tendenza dovesse proseguire - conclude Ferri - entro la metà
del secolo, come pronosticato dall'Eurispes, dovremmo assistere allo storico sorpasso
dei vegetariani; un sorpasso che contribuirà certamente a salvare centinaia di
milioni di animali innocenti, ad allungare la vita e a migliorare la salute del pianeta e
delle persone." (1 ottobre 2010)
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FRATTINI IN MOLDAVIA. L'ENPA: "LE AUTORITÀ MOLDAVE FERMINO LE SOPPRESSIONI DI RANDAGI"
Alla vigilia del viaggio del Ministro Franco Frattini in Moldavia, a Chisinau, l'Ente
Nazionale Protezione Animali torna ad appellarsi al nostro ministro degli esteri affinchè
intervenga presso le autorità moldave per chiedere uno stop alle soppressioni
indiscriminate di cani randagi, che, secondo quanto riferito all'Enpa da fonti
dirette, sarebbero tuttora in corso. "Ancora una volta ringrazio il Ministro
Frattini, persona dalla grande sensibilità animalista e che tanto sta facendo per
tutelare anche a livello internazionale i diritti degli animali, per essere già
intervenuto autorevolmente sull'argomento. Grazie alle sue sollecitazioni è
stato possibile avere dalle autorità moldave l'impegno a rispettare il diritto
alla vita dei randagi", dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa
che aggiunge: "Al governo moldavo e al sindaco di Chisinau chiediamo ora di tener
fede alle promesse: la Moldavia nel candidarsi a entrare nella grande famiglia europea,
deve adeguare, tra gli altri standard, anche quello relativo alle condizioni minime di
salvaguardia e di benessere degli animali." La strage dei randagi in Moldavia
è iniziata a marzo dopo l'aggressione subita da un bambino nelle periferia di
Chisinau. Le soppressioni sono continuate a ritmo serrato: ogni giorno circa 200 cani sono
stati uccisi barbaramente e seppelliti all'interno di vere e proprie fosse comuni.
Alle proteste internazionali, cui si è unita la fondazione francese di Brigitte
Bardot, le istituzioni moldave hanno replicato con un generico impegno a promuovere la
costruzioni di canili e a sterilizzare i "trovatelli". Ma le promesse finora sono
rimaste solo sulla carta. (28 settembre 2010)
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L'ENPA BACCHETTA LE "DOPPIETTE": "IL MINISTRO BRAMBILLA DIFENDE L'IMMAGINE DEL PAESE"
In merito all'iniziativa di Sergio Berlato, che ha chiesto un intervento del
Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per stigmatizzare e condannare le
dichiarazioni pubbliche del ministro Michela Vittoria Brambilla, il presidente nazionale
dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: "Per fortuna che il ministro
Brambilla c'è! Il ministro ha pieno titolo ad intervenire sui temi animalisti
perchè le inadempienze italiane, specie in materia di caccia, pregiudicano
gravemente l'immagine del nostro Paese e sono causa di scelte diverse da parte di
potenziali visitatori. Ma il ministro ha ancora più ragione perchè ha
ricevuto dal Presidente del Consiglio piena delega per la immagine dell'Italia. Non
c'è dubbio alcuno che l'immagine dell'Italia venga offuscata da ogni
crudeltà nei confronti degli animali e la caccia certamente lo è. Il ministro
Brambilla ha pieno diritto a parlare in quanto, come parlamentare, esprime il parere
condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani che, con un recente sondaggio,
si sono dichiarati al 90% contrari alla caccia. E infine il ministro Brambilla ha pieno
diritto di parola come persona; un diritto che ad ogni cittadino è garantito dalla
Costituzione. Chi pretende il contrario dimostra, ancora una volta, quale sia il proprio
livello di sensibilità e di rispetto, non solo per gli animali, ma anche per le
persone: in altre parole per chiunque intralci la sua visione del mondo. Siamo certi che
il presidente Berlusconi non potrà che sostenere l'agire del ministro
Brambilla, peraltro condiviso, oltre che dalle associazioni animaliste e ambientaliste,
dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani." (23 settembre 2010)
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SPERIMENTAZIONE ANIMALE. MARISA LAURITO CONTRO LA DIRETTIVA EUROPEA
Anche l'attrice Marisa Laurito, storico testimonial dell'Ente Nazionale
Protezione Animali, scende in campo contro la direttiva europea sulla sperimentazione
animale con un video-appello di tre minuti pubblicato sul sito www.ilrespiro.eu e girato
proprio per l'Enpa. "Abbiamo perduto un'occasione per modificare la
legge sulla sperimentazione animale scegliendo di percorrere la strada della civiltà,
della dignità per la tutela dei diritti degli animali. Ma anche dei nostri stessi
diritti, cioè della nostra salute", dichiara Marisa Laurito che prosegue:
"i parlamentari europei invece di votare a favore dei metodi alternativi hanno
chinato la testa agli interessi delle lobby farmaceutiche". "Ci
raccontano una bella favoletta - aggiunge l'attrice - cioè che la
sperimentazione è utile al progresso scientifico, ma la verità è che a favore
ci sono solo semplici e volgari ragioni economiche e di procedura. La sperimentazione
consente di mettere in commercio qualsiasi prodotto chimico a danno anche della nostra
salute, questa è una cosa che noi molto spesso non sappiamo". La
sperimentazione animale è un metodo mai validato, basato su un sistema del tutto
arbitrario che consente l'immissione sul mercato di farmaci che, secondo quanto
riferiscono le statistiche, producono effetti collaterali talmente gravi da essere la
quarta causa di morte nei Paesi industrializzati;. Effetti che nella sola Europa causano
ogni anno la morte di circa 200 mila persone. La stessa letteratura medica peraltro ha
dimostrato come la sperimentazione animale abbia nel complesso confuso ed ostacolato -
non aiutato - il corso della ricerca, i cui progressi sono stati compiuti grazie alle
indagini cliniche, agli studi epidemiologici, all'utilizzo di cellule e tessuti umani
coltivati in laboratorio, alle simulazioni informatiche, alle indagini sul DNA. Cosa fare
adesso che la direttiva è stata approvata? Marisa Laurito non ha dubbi:
"chiediamo che venga tutto ridiscusso e ci aspettiamo che nel recepire questa
ambigua direttiva il nostro Paese e il nostro governo assumano una posizione di progresso
dandoci una chiara e immediata risposta; combatteremo." (23 settembre 2010)
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INCIDENTI DI CACCIA. PASSATO IL SEGNO, L'ENPA CHIEDE L'INTERVENTO DEL MINISTRO DELL'INTERNO
«Se le doppiette uccidono un animale selvatico protetto, si tratta "di un
errore". Se viene impallinato il viso di un amico, scambiato per un fagiano, si
tratta di un altro errore. E sempre di errore si parla se la vittima dei pallettoni è
un ciclista che, spensierato, si dedica al suo sport preferito; sport che, lo ricordiamo,
a differenza di altri non prevede l'uso di armi. Forse è giunto il tempo di
correggere tutti questi errori con un tratto di penna rossa». Sono queste la
parole con cui l'Enpa commenta gli ultimi abbagli dei cacciatori. "Al Ministro
dell'Interno - prosegue la Protezione Animali - chiediamo un provvedimento
urgente per la sospensione dell'attività venatoria che, come dimostrano i
fatti, espone il nostro territorio a gravi problemi di ordine pubblico e attenta
all'incolumità dei cittadini, la maggioranza dei quali di caccia non ne vuole
proprio sapere". Sono infatti numerose le persone che, nel corso di una tranquilla
passeggiata nella natura o mentre praticano attività all'aria aperta, rischiano
di essere colpite dai pallettoni delle "doppiette". Come è accaduto -
ma questo è solo l'ultimo episodio in ordine di tempo - a un ciclista rimasto
gravemente ferito dagli spari mentre pedalava sulla sua bicicletta. L'uomo, tra
l'altro, oltre a dover ricorrere a urgenti cure, è stato anche costretto ad
ascoltare le assurde giustificazioni del cacciatore che ha minimizzato l'incidente e
preteso di averlo colpito per mero errore. Ma secondo l'Enpa, questi "errori"
sono dovuti agli scarsi controlli sulla salute psico-fisica di chi imbraccia le armi e fa
partire il colpo prima di avere realizzato quale sia il bersaglio e quali siano le
conseguenze del proprio agire. Una sorta di "eiectio praecox" con conseguenze
ben più inquietanti di agire assonanti. Per questo la Protezione Animali chiede
al Ministro della Salute di attuare da subito una serie di misure urgenti, come
l'obbligo di presentare un certificato medico annuale, che attesti l'idoneità
per imbracciare il fucile, e rendere più stringenti i requisiti per il rilascio del
porto d'armi ai cacciatori. L'Enpa augura una pronta guarigione a tutti coloro,
animali selvatici compresi, che hanno rischiato la propria vita a causa delle doppiette ed
è vicina al dolore delle famiglie che hanno perso un loro congiunto, sacrificato
sull'altare di un'azione crudele che qualcuno si ostina ancora a definire
"sport". (22 settembre 2010)
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CACCIA, IL 19 APRE LA STAGIONE. DOMANI MANIFESTAZIONE ANTICACCIA A VENEZIA
"Non andrei mai a caccia perche non riuscirei a divertirmi mentre uccido altri
meravigliosi esseri viventi". Queste le parole contenute in una testimonianza
rilasciata dalla nota conduttrice e attrice Marisa Laurito, testimonial dell'Enpa, in
merito alla caccia e all'apertura ufficiale della stagione venatoria, che inizierà
domenica 19 settembre. Un macabro rituale che permette di uccidere per divertimento
centinaia di milioni di animali, con l'esercito delle doppiette che sarà
libero di girare per le nostre campagne con il fucile in spalla, costituendo un vero
rischio per i cittadini che vorrebbero solamente passeggiare e godere della natura, senza
il rischio di essere accolti a fucilate. «Sebbene cerchi di comprendere le
"ragioni" dei cacciatori - prosegue Marisa Laurito - non riesco proprio
a capire quale divertimento ci possa essere nel procurare la morte.» Parole che la
Protezione Animali reputa importanti, considerando inoltre che il nostro pianeta vive una
gravissima crisi e la biodiversità è in grave pericolo: abbiamo bisogno di
serie tutele, altro che caccia! Eppure, nonostante la netta contrarietà degli
italiani, ogni anno si autorizza il massacro. E, ancor oggi i cacciatori sono dei
privilegiati, perchè sono gli unici a poter entrare nei terreni privati grazie al
contestatissimo articolo 842 del codice civile, che permette alle doppiette di entrare nei
fondi privati senza dover chiedere autorizzazione al proprietario, che, pur essendo spesso
contrario, non può far nulla per opporsi. Una norma di cui l'Enpa chiede da
tempo l'abrogazione. La Protezione Animali contesta le Regioni, colpevoli di non
applicare quanto ribadito dall'ultima sentenza della Corte di Giustizia europea che
il 15 luglio scorso si è espressa contro il nostro Paese proprio per i gravi abusi
commessi in materia venatoria. Tra questi, le deroghe di caccia contro i piccoli uccelli
protetti in tutta Europa. E le sanzioni, ormai imminenti, saranno pagate da tutti i
contribuenti italiani. Secondo l'Enpa è inaccettabile che le Regioni si
rifiutino di adeguare i calendari venatori alle novità introdotte dalla legge
Comunitaria 2009 che ha modificato la legge nazionale 157/92 e che prevede, tra
l'altro, il divieto di caccia agli uccelli selvatici nel periodo della riproduzione,
della dipendenza dei piccoli dai genitori, e della migrazione pre-nuziale. Omissione,
questa, ingiustificabile poichè l'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e
la Ricerca Ambientale) ha da tempo inviato alle Regioni un corposo documento
tecnico-scientifico nel quale per ogni singola specie vengono individuare le differenti
"finestre temporali". Il tentativo - secondo l'Enpa - è di ignorarne
le prescrizioni, considerate troppo restrittive per le doppiette. Una situazione molto
delicata che può portare ad altre condanne dell'Unione Europea. Ed è
proprio con l'obiettivo di denunciare queste omissioni e di manifestare il proprio
dissenso contro questo sadico "sport" (oggi i cacciatori uccidono per
divertimento oltre 200 milioni di animali selvatici) che l'Enpa e le altre
associazioni scenderanno in piazza a Venezia: l'appuntamento è per sabato 18
settembre alle 15,00 a Campo San Geremia. (17 settembre 2010)
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CUCCIOLI DALL'EST. L'ENPA: "BENE IL SENATO, CORSIA PREFERENZIALE ALLA CAMERA"
L'Ente Nazionale Protezione Animali esprime soddisfazione per l'approvazione del
disegno di legge di ratifica, da parte del Senato, della Convenzione di Strasburgo che
prevede una specifica fattispecie penale per il reato di importazione illegale di cuccioli
e, rispetto al testo licenziato dalla Camera, un aumento delle pene per i reati di
uccisione (articolo 544 bis del codice penale) e maltrattamento di animali (art. 544 ter).
Votato da tutti i gruppi del Senato, il provvedimento torna ora alla Camera per il via
libera definitivo. "Come sottolineato dal Ministro degli Esteri Franco Frattini e
dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, il Parlamento si è reso
promotore di una grande battaglia di civiltà e ha dato al Paese un segnale
importantissimo - commenta l'Enpa -. La scelta di inasprire le pene a carico di
chi maltratta o uccide un animale rafforza gli strumenti a tutela dei diritti degli
animali così come la previsione del reato di introduzione illegale di cuccioli
potenzia gli strumenti repressivi contro i commerci illegali che alimentano un giro
d'affari di milioni di euro". Dal 2005 a oggi sono oltre 70mila i cuccioli
caduti nella rete dei trafficanti, molti dei quali non sono sopravvissuti al viaggio o
sono deceduti per il successivo insorgere di complicazioni. Numerose le operazioni
condotte dal Corpo Forestale dello Stato, dalla Polizia e dai Carabinieri che,
intervenendo con tempestività ed efficacia, hanno permesso di salvare migliaia di
vite. Operazioni spesso condotte in collaborazione con le Guardie Zoofile Enpa. Solo per
citarne alcune: a maggio Corpo Forestale dello Stato e Guardie Enpa hanno messo in
sicurezza, tra Piemonte e Lombardia oltre 100 cuccioli, poi affidati alle cure delle
strutture Enpa; a Febbraio, una segnalazione dell'Enpa di Firenze ha portato alla
luce un nuovo traffico illegale di centinaia di cuccioli tra le province di Pisa, Firenze
e Bologna; oltre 30 cuccioli presi in carico a febbraio dall'Enpa di Udine; nel 2009,
infine, l'Enpa ha preso in carico circa 130 animali sequestrati in un "canile"
in provincia di Varese. "I dati dimostrano la gravità di questo fenomeno
- prosegue l'Enpa - ma, soprattutto, quanto sia necessario che la Camera dei
Deputati stringa i tempi per l'approvazione definitiva del disegno di legge, anche
prevedendo una corsia preferenziale. Dal primo via libera dell'aula di Monte Citorio
è trascorso quasi un anno; ogni mese che passa prolunga la sofferenza di migliaia
di cuccioli, molti dei quali, lo ricordiamo, non usciranno vivi dal bagagliaio dei furgoni
che li trasportano". (16 settembre 2010)
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Il 2 E 3 OTTOBRE TORNA LA GIORNATA DEGLI ANIMALI. PUOI GIÀ AIUTARCI CON UN SMS
"SE LA NATURA GLI AVESSE DATO UNA CASA, NON AVREMMO BISOGNO DI VOI"Nuove cucce e ripari per gli oltre 20.000 trovatelli accuditi dalla Protezione Animali. Per aiutarci: SMS SOLIDALE AL 4.55.95 Anche quest'anno torna la Giornata degli Animali, il tradizionale appuntamento ENPA che, nel weekend più vicino alla ricorrenza di San Francesco (2-3 ottobre 2010), da la possibilità ai milioni di zoofili italiani di incontrarsi in oltre 200 piazze a festeggiare gli amici a quattro zampe. L'obiettivo dell'edizione 2010 è di raccogliere contributi per acquistare nuove cucce e ripari per gli oltre 20.000 trovatelli che ogni anno vengono accuditi dai volontari Enpa. Novità di quest'anno sarà la possibilità di fare ancora di più attraverso il web: pagine dedicate consentiranno, a chi lo desidera, di regalare ai meno fortunati alcuni beni di prima necessità (dalle materie prime essenziali per migliorare i rifugi in cui sono ospitati alle cure veterinarie indispensabili per garantire loro salute e benessere). A sostenere la Giornata degli Animali 2010 si sono schierati gli operatori telefonici Tim, Vodafone, Wind, 3 e Telecom che danno a tutti l'opportunità di fare altrettanto: dal 15 settembre al 10 ottobre, con un sms al numero 4.55.95 si dona un euro e si contribuisce all'acquisto di una cuccia. Con una telefonata da rete fissa allo stesso numero di euro se ne donano due. Al fianco di ENPA ritroviamo l'agenzia pubblicitaria Lowe, Pirella, Fronzoni e tutti i mezzi di diffusione (periodici, radio e web) che hanno dato la loro disponibilità in maniera completamente gratuito. La prestigiosa azienda orafa Unoaerre ha realizzato in esclusiva per ENPA dei simpatici portachiavi raffiguranti cane e gatto che saranno disponibili, in cambio di offerta, presso i banchetti della Giornata presenti in tutta Italia. Per i più piccoli non mancheranno gli album di figurine "Amici Cucciolotti" omaggiati dalla Pizzardi Editore. (15 settembre 2010) |
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CACCIA, LE ASSOCIAZIONI: DAL SONDAGGIO DEI CACCIATORI CLAMOROSA CONFERMA DI UN'ITALIA ANTICACCIA
"Il sondaggio dei cacciatori è una clamorosa conferma di un Paese lontano
se non avversario della caccia e delle sue richieste di liberalizzazione e che anzi chiede
maggiori tutele e sicurezza, per la natura e le persone". Lo affermano le
associazioni Enpa, Lav, Legambiente, LIPU e WWF Italia la LIPU a commento
dell'indagine di Astra Ricerche su Gli italiani e la caccia commissionato da
cacciatori e armieri. "Dal sondaggio, presentato oggi a Roma, emerge un dato
chiarissimo: che il 47% degli italiani è totalmente anticaccia, che il 43% ritiene
indispensabili regole forti e misure restrittive, mentre solo il 10% è per
"caccia libera". Giunge dunque, sebbene da un sondaggio della
"controparte", la conferma, diremmo clamorosa, di ciò che è noto
ormai da tempo, e cioè che l'Italia è un Paese lontano e in gran parte
ostile alle distorsioni dell'attività venatoria se non addirittura alla caccia
in quanto tale". Si confermano così le tendenze già emerse dai
sondaggi dei mesi e degli anni scorsi, inclusa l'indagine IPSOS di marzo 2010, che
davano un quadro simile se non ancora più netto circa la cattiva disposizione degli
italiani verso quella parte dei cacciatori italiani che continua a chiedere modifiche
permissive rispetto all'attività venatoria, con percentuali di contrari tra il
70 e il 90%. "Il sondaggio commissionato dai cacciatori ne da, in effetti, chiara
dimostrazione, laddove si evince che gli intervistati, per oltre il 70% complessivo,
chiedono che si cacci fuori da parchi e riserve, che le specie sofferenti si tutelino e
dunque non siano cacciabili, che le restrizioni e gli esami per i cacciatori siano
particolarmente rigidi, che insomma le regole a tutela della natura siano sempre più
rigide. E per fortuna che il sondaggio non abbia chiesto agli italiani cosa ne pensino di
dare un fucile ai sedicenni, o di permettere l'utilizzo degli animali come zimbelli, o
di cacciare al buio e sulla neve. Le percentuali, a quel punto, sarebbero diventate
estreme". "Da non sottovalutare, inoltre, la crescente percezione degli
italiani (oltre il 60%) della grande pericolosità della caccia anche per l'uomo,
come purtroppo confermato dai sempre più numerosi e tragici fatti di cronaca, anche
recenti". "Il sondaggio suona insomma come l'ennesima e forse
definitiva bocciatura di ogni possibile ipotesi di estensione dell'attività
venatoria in Italia e, anzi, come la conferma che gli unici interventi normativi debbano
essere volti a tutelare la natura e la sicurezza: accorciare la stagione venatoria, ridurre
la specie cacciabili, aumentare le regole di sicurezza per le persone".
(15 settembre 2010)
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SCOMPARSO IL PITTORE PAOLO PICOZZA, CORDOGLIO DELL'ENPA
L'Enpa piange la morte ingiusta e inaccettabile di Paolo Picozza, artista sensibile e
raffinato e grande amante degli animali. È vicina alla compagna Chiara, alla madre
Alberta, al padre Carlo e ai fratelli Mario e Maria Pia. (14 settembre 2010)
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SPERIMENTAZIONE ANIMALE. L'ENPA: "CONFERMARE I PUNTI POSITIVI DELLA NORMATIVA ITALIANA"
In merito all'approvazione della direttiva europea sulla sperimentazione animale, il
presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: "A nulla
sono valse le autorevolissime prese di posizione dei cittadini e del mondo scientifico per
evitare un risultato deludente. Il provvedimento è stato varato in una edizione
peggiorativa rispetto a una prima versione del 2008, in virtù delle pressioni della
potente lobby farmaceutica determinando un quadro di riferimento peggiore di quanto prevede
in Italia la vigente normativa in materia di esperimenti su animali viventi.
L'aspettativa del mondo animalista e di quanti ritengono incongrua e anacronistica
la direttiva così come recepita, si fonda sull'iter di recepimento che il
nostro Paese sarà chiamato a percorrere per venire a un nuovo decreto nazionale.
L'obiettivo è quello di mantenere i punti positivi già presenti nel
decreto legislativo 116/96 che, da quasi quindici anni, hanno posto l'Italia
all'avanguardia in materia di sperimentazione così come, più in
generale, nell'ambito della tutela degli animali". (8 settembre 2010)
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CACCIA. BATTESIMO DI SANGUE PER LA STAGIONE 2010/2011; UN CACCIATORE LA PRIMA VITTIMA
È un anziano cacciatore sardo la prima vittima della stagione venatoria 2010/2011.
Secondo quanto reso noto da fonti di stampa, l'uomo è stato ferito al ventre
da un colpo partito accidentalmente dal suo stesso fucile mentre era impegnato in una
battuta di caccia nel Nuorese. Vani i soccorsi, il cacciatore è spirato dopo essere
stato ricoverato presso l'ospedale della città sarda. «Peggio di così
la stagione venatoria 2010/2011, iniziata il 1 settembre con le preaperture, non poteva
proprio cominciare: oltre alle migliaia di animali uccisi per divertimento nella sola
giornata di ieri, è arrivata anche la prima vittima, sacrificata sull'altare
delle doppiette. E ora cosa diranno ai familiari dell'uomo i sostenitori di questa
"attività sportiva nella natura e all'aria aperta"? Che l'uomo
è morto per un'attività ludica? Noi, invece, esprimiamo loro le nostre
più sincere condoglianze», così ha commentato l'Ente Nazionale
Protezione Animali. «Quanto accaduto ieri dimostra ancora una volta che la caccia
uccide - prosegue la Protezione Animali -. E che uccide non soltanto milioni di
animali inermi ma anche decine di uomini, stroncati ora dal "fuoco amico", ora
da un abbaglio, ora da un mero errore di calcolo». Ed è proprio con
l'obiettivo di scrivere la parola fine su questa strage continua e legalizzata -
diventata ormai problema di pubblica sicurezza - che l'Enpa parteciperà
insieme alle altre associazioni animaliste alla manifestazione anticaccia che si svolgerà
a Venezia il 18 settembre con inizio alle ore 15.00. «Dire no alla caccia -
conclude l'Ente Nazionale Protezione Animali - significa dire di no ai privilegi
di una categoria che, come dimostra il sondaggio Ispos del marzo scorso, è sempre
più marginale e isolata nel Paese. Ma significa, soprattutto, schierarsi dalla parte
della vita contro questa cultura di morte». (2 settembre 2010)
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AL VIA IN GIAPPONE IL MASSACRO DEI DELFINI. L'ENPA: "MORIRANNO IN VENTIMILA"
È iniziata a Taii, in Giappone, la mattanza dei delfini: nei prossimi mesi sono
oltre 20mila i cetacei che saranno massacrati in quella che è stata soprannominata
"la baia della morte". A renderlo noto è l'Ente Nazionale Protezione
Animali che coordina in Italia la campagna contro la strage annuale di questi cetacei. Ma
ecco come si svolge questo tragico rituale di morte, testimoniato anche dal documentario
Premio oscar 2010 "The Cove". A partire dagli inizi di settembre - spiega la
Protezione Animali - i pescatori intercettano le rotte migratorie dei delfini e, grazie a
una barriera sonora realizzata con spranghe di ferro battute contro le imbarcazioni,
spingono i branchi di delfini nella baia di Taiji. Chiusa l'imboccatura della baia con
una rete, gli animali - parzialmente smembrati - attendono la morte che sopraggiunge dopo
una lenta agonia; al massacro scampano solo gli esemplari più giovani, quelli che
possono essere addestrati più facilmente. Ma sono attesi da una vita di prigionia:
separati dalle loro madri, vengono "spediti" ai delfinari di tutto il mondo dove
affronteranno un addestramento scandito dalla deprivazione alimentare.
«Quest'anno l'inizio della mattanza - dichiara l'Enpa - è
stato accompagnato da una mobilitazione senza precedenti sia in Italia che
all'estero». Nonostante le minacce subite, il regista del documentario
"The Cove" (pellicola che nel Paese del "Sol Levante" è stata
censurata) Rick O' Barry si trova a Tokyo per presentare all'ambasciatore degli
Stati Uniti in Giappone una petizione firmata da complessivamente da 1,7 milioni di
persone, residenti in oltre 150 Nazioni, con cui si chiede la messa al bando della caccia
ai delfini. «Vorrei tanto che tutti i firmatari della petizioni avessero
l'opportunità di venire a vedere cosa accade a Taiji», ha dichiarato
Rick O' Barry. E per la prima volta le manifestazioni di protesta interesseranno anche
l'Italia, ad organizzarle è l'Ente Nazionale Protezione Animali.
«A tutti gli amanti degli animali che vogliano dire basta a questo assurdo
massacro - spiega la Protezione Animali - diamo appuntamento per l'11 settembre
quando la campagna "Salviamo il Mare" farà tappa sull'isola laziale
di Ventotene dove, a partire dal ore 11.00, si svolgerà la "Festa dei
Delfini" che culminerà alle ore 22 con la proiezione del pluripremiato
"The Cove"». (2 settembre 2010)
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CACCIA, DA DOMANI LE PREAPERTURE. ENPA E LAV: "RICORSI AL TAR E MANIFESTAZIONE NAZIONALE"
"La pratica, da parte di molte regioni e province italiane, di autorizzare la
preapertura della stagione di caccia, concedendo al mondo venatorio la possibilità
di sparare a centinaia di migliaia di uccelli già il 1 e il 5 settembre, è
una strage immotivata dal punto di vista scientifico ed etico, che ha conseguenze
gravissime nei riguardi di tutte le specie che stanno terminando il loro periodo
riproduttivo, come ribadito dall'ISPRA in un documento tecnico inviato agli enti
locali (ISPRA: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)."
Queste le dichiarazioni di Enpa e LAV che considerano le pre-aperture un vero e proprio
"regalo" alla lobby venatoria, un continuo abuso che non è più
tollerato. Infatti, sono sempre più numerose le proteste dei cittadini e gli appelli
di personaggi famosi, primo tra tutti quello della cantante Giorgia
(http://www.ilrespiro.eu/articolo.asp?id=316) apparso sul network www.ilrespiro.eu, che ha
definito il macabro rituale della caccia, una barbarie: "uccidere un animale è
negare l'identico diritto alla vita di ogni creatura", parole che Enpa e LAV
condividono pienamente. "La caccia "ordinaria" uccide ogni anno decine di
milioni di animali selvatici e, per alcuni, grazie a deroghe, abbattimenti selettivi o
altri pretesti, la stagione venatoria non finisce praticamente mai. Ma, evidentemente, per
una lobby ormai giunta quasi alla fine, che non gode di popolarità nè di
consenso da parte dei cittadini - come testimonia anche il recente sondaggio IPSOS del
marzo 2010 - non è abbastanza: bisogna impugnare il fucile anche il 1 settembre,
con la possibilità di uccidere, per "puro divertimento", merli, ghiandaie,
tortore, colombacci e anatre selvatiche che stanno ancora terminando il loro periodo
riproduttivo. Quindi, nel mirino, vi saranno anche genitori e giovani ancora in fase di
dipendenza". Enpa e LAV, insieme ad altre associazioni, stanno presentando ricorsi
al TAR contro i calendari venatori di province e regioni che continuano ad ignorare le
regole, anche quelle nuove contenute nell'articolo 42 della recente "Legge
Comunitaria 2009": un provvedimento che introduce maggiori tutele per la fauna
selvatica, ed è in linea con le direttive europee; misure che continuano ad essere
volutamente ignorate. "Invitiamo tutti - concludono Enpa e LAV - a
manifestare contro la caccia, insieme a noi e ad altre associazioni animaliste:
appuntamento sabato 18 settembre, alle ore 15.00 a Venezia". E, anzichè
impugnare il fucile, ci uniamo all'appello lanciato da Giorgia nei riguardi dei
cacciatori: "fermatevi a guardare il volo di un uccello. È arte, è
vita. Quando andate a letto alla sera, non vi sentite un po' fuori luogo?".
(31 agosto 2010)
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VENDITE DI ANIMALI ONLINE. DOPO LA TRUFFA LO STALKING. L'ENPA: "DIFFIDARE DEGLI ANNUNCI WEB"
"Comprare o adottare un animale su internet? Attenzione, spesso si corre il rischio
di cadere nella trappola di un astuto truffatore". A rilanciare l'allarme sui
raggiri online è l'Ente Nazionale Protezione Animali, che già lo scorso
dicembre aveva denunciato il fenomeno delle finte vendite e adozione di animali sul web.
"Purtroppo - spiega l'Enpa - in questi nove mesi le frodi non sono
cessate e i truffatori sono diventati sempre più scaltri, perfezionando la
credibilità dell'inganno". L'ultima segnalazione in tal senso
proviene da Cagliari dove una signora ha versato la somma di 110 euro per la spedizione
dall'Austria in Italia (via Inghilterra) di un cane di razza Chihuahua che non è
mai arrivato a destinazione; il denaro, invece, è stato regolarmente accreditato su
un conto corrente del Camerun. Tuttavia, rispetto a molti altri episodi analoghi, questo
è particolarmente significativo poichè segna un pericoloso salto di qualità
nella tecnica di confezionamento del raggiro. Se fino ad ora il truffatore prometteva la
(finta) vendita o l'adozione di un animale residente all'estero, chiedeva il
pagamento di una somma da 100 a 300 euro per la spedizione al destinatario e si dileguava
una volta incassato il maltolto; nel caso della signora di Cagliari, invece,
l'estorsore ha alzato il tiro, passando dalla truffa al ricatto. Alla donna, infatti,
è stato detto che il cane, a causa di un ritardo nel pagamento, era bloccato in un
aeroporto inglese e che se non avesse pagato 900 euro per l'acquisto di una gabbietta
elettronica sarebbe morto, mentre lei sarebbe stata denunciata a un tribunale inglese per
averne causato il decesso. "La vittima del raggiro è stata oggetto di un
vero e proprio stalking, con telefonate e mail minatorie che intimavano il versamento del
denaro - prosegue l'Enpa -. Fortunatamente, nonostante fosse sottoposta a una
fortissima pressione psicologica, la signora si è rifiutata di pagare e ha
denunciato il fatto alla Polizia Postale. Le restano però tanta amarezza per essere
stata ingannata nella sua buona fede e molto stress per la violenza psicologica
subita".
Ma ecco alcune semplici regole da per non cadere nella trappola delle truffe online:
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L'ENPA: "TOLLERANZA ZERO CONTRO I BRACCONIERI E CONTROLLI SULLA SALUTE DEI CACCIATORI"
Tolleranza zero contro il bracconaggio e controlli periodici sullo stato di salute
psico-fisica delle doppiette. È quanto chiede l'Enpa all'indomani della
tragedia di Altamura (Bari) dove un cacciatore di frodo ha ucciso un sacerdote scambiandolo
per un cinghiale. «Questo nuovo, tragico, evento mi lascia sgomenta; desidero
esprimere tutto il mio cordoglio alla famiglia del sacerdote», dichiara Carla
Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa, che prosegue: «le morti causate dalle
doppiette non possono più essere ascritte nè a incidenti nè a tragiche
fatalità. Come dimostra l'episodio in questione, l'attività
venatoria va abolita poichè rappresenta un pericolo per l'incolumità
pubblica e una minaccia per la legalità. Avesse rispettato la legge, quel cacciatore
non sarebbe mai dovuto partire per una battuta di caccia al cinghiale. Sbalordisce pertanto
la concessione dei domiciliari e la definizione di colposo per quello che si configura come
un reato ben più grave, frutto non di una leggerezza ma della determinata, colpevole
infrazione di tutte le regole vigenti in materia: caccia in tempo di divieto generale,
porto abusivo d'arma, caccia in ore notturne, utilizzo di munizione vietata, tipologia
di caccia vietata». A questo punto, secondo l'Enpa, è necessario che
le istituzioni si impegnino senza riserve per tutelare la sicurezza dei cittadini: è
impensabile che si possa rischiare la vita per una scampagnata in un bosco o per una gita
all'aria aperta. «Alle autorità - prosegue Rocchi - chiediamo
non soltanto l'inizio di una politica di tolleranza zero contro il bracconaggio ma
anche rigidi controlli sullo stato di salute dei cacciatori». «La grande
maggioranza delle doppiette - conclude Rocchi - è composta da persone avanti
in età; se sono allo studio controlli periodici per chi, in possesso di patente di
guida, viene considerato se in età avanzata, "soggetto da controllare", a
maggior ragione lo devono essere per quelle persone che al posto del volante impugnano il
fucile, evitando così che altri possano confondere la sagoma di un uomo per quella
di un cinghiale. Naturalmente per l'Enpa anche l'uccisione di un cinghiale
rimane un deplorevole episodio». (25 agosto 2010)
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CIRCHI. L'ENPA: "OCCASIONE STORICA PER PORRE FINE ALLO SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI"
Accelerare il processo di approvazione della legge quadro sullo spettacolo e porre fine
allo sfruttamento degli animali nei "tendoni". È quanto chiede l'Ente
Nazionale Protezione Animali alle istituzioni. "Probabilmente sono maturi i tempi
per traguardare a una realtà che sostenga gli spettacoli senza l'uso di
animali", dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa, che
aggiunge: "sono, infatti, numerosi i segnali che provengono in tal senso dal
Parlamento e dal Governo, che, grazie ai ripetuti interventi dei Ministri Bondi e
Brambilla, profila una realtà di maggiore tutela e rispetto per gli
animali". La legge quadro sullo spettacolo, attualmente in discussione alla
Camera, prevede, infatti, un sistema di incentivi e disincentivi che favorisca la
progressiva dismissione dell'uso di animali nei circhi. "Quella per porre
fine allo sfruttamento degli animali nei tendoni è una battaglia antica, iniziata
dalle associazioni animaliste più di 20 anni fa sollecitando la presentazione di
disegni di legge di iniziativa parlamentare - aggiunge Rocchi - ma il momento
sembra ora propizio perchè dall'auspicio si possa passare a una normativa
stringente, moderna e attenta alla sensibilità di quanti ritengono che gli animali
non debbano necessariamente e certo non volontariamente divertire ma debbano essere
rispettati e, soprattutto lasciati in pace". (25 agosto 2010)
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DALL'ENPA: "BUONE VACANZE ANCHE AGLI ANIMALI SELVATICI"
Ai 39 milioni di italiani che sono partiti o stanno per partire verso le loro località
di vacanze l'Enpa augura di trascorrere un periodo sereno e spensierato, ma -
sopratutto - di utilizzare il tempo libero per ricercare un contatto rigenerante con la
natura e gli animali. Attenzione però, spesso i nostri comportamenti, anche quelli
in buona fede, possono disturbare la vita di molti esemplari selvatici. Come conciliare
dunque le esigenze degli uomini con quelle degli animali? L'Ente Nazionale Protezione
Animali consiglia di rispettare alcune semplici regole:1) Impariamo ad essere discreti, indossando i colori che la natura stessa ci suggerisce. Sembra un dettaglio, ma non lo è: indumenti troppo vistosi, infatti, potrebbero spaventare e mettere in allarme gli animali; 2) siamo nel periodo in cui i piccoli seguono le mamme, molto protettive nei confronti dei loro cuccioli. Pertanto se dovessimo incontrare cinghiali, caprioli, daini e altri genitori con figli al seguito, ricordiamoci di non compiere gesti bruschi e, se possibile, di rimanere fermi altrimenti il genitore potrebbe allarmarsi; 3) nel caso di un incontro fortuito con mamme di cinghiali, daini o caprioli, ricordiamo di rimanere fermi e arretrare molto lentamente; 4) ricordiamoci di non raccogliere e di non toccare i cuccioli di caprioli, daini, cinghiali ma anche ricci, volpi e altri mammiferi, anche se sospettiamo che si siano persi: il nostro odore può, infatti, rendere irriconoscibili i cuccioli ai genitori; 5) se si dovessero trovare mammiferi feriti, di medie e grandi dimensioni - come tassi, istrici e le specie sopra citate - non bisogna intervenire ma chiamare il Corpo Forestale dello Stato; 6) i pipistrelli, adulti e giovani, trovati a terra devono essere sempre raccolti, e consegnati al centro recupero fauna più vicino. In alternativa, si possono contattare le sedi Enpa per avere alcuni consigli su dove portarli; 7) per quanto riguarda invece gli esemplari di avifauna, va ricordato che molti giovani uccelli, non appena hanno un po' di piumaggio, vengono svezzati fuori dal nido. I genitori, infatti, li guidano in un mondo per loro ancora sconosciuto, fornendo loro informazioni necessarie alla loro sopravvivenza. Anche in questo caso, non bisogna prenderli; in casi estremi è possibile spostarli di qualche metro dal luogo di ritrovamento, nascondendoli in una siepe fitta. Nessun allarme, quindi, se in spiaggia si vedono dei giovani gabbiani (riconoscibili per il loro piumaggio marrone screziato), apparentemente abbandonati: non è così, stanno semplicemente facendo esperienza. Quanto detto non vale per rondini, rondoni e balestrucci: questi grandi volatori, una volta a terra, non vengono seguiti dai genitori o, se adulti, hanno probabilmente dei problemi di salute: anche in questo caso, raccoglierli e consegnarli al centro recupero più vicino; 8) chi rimane in città, infine, può offrire validi aiuti per gli animali selvatici che popolano i nostri terrazzi, i giardini e i balconi. Per i gechi e le lucertole, che mangiano molti insetti, si possono creare con legna e vecchi mattoni delle zone riparate, mentre ricordiamo che è molto importante per tutti gli animali, lasciare a disposizione una ciotola d'acqua. Attenzione, però, ai bordi troppo alti, altrimenti possono trasformarsi in trappole mortali, per evitarlo è sufficiente riempire i contenitori con alcuni ciottoli. (13 agosto 2010) |
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IN ITALIA 4 MILIONI DI PICCIONI. L'ENPA: "BASTA ALLARMISMI È BOOM DI AVVELENAMENTI"
Basta con gli inutili allarmismi, "l'emergenza piccioni" non esiste. Questo
è quanto emerge da una lettera che l'Ente Nazionale Protezione Animali ha
inviato all'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Il vero pericolo - si legge
sempre nella lettera - è che soffiando sul fuoco dell'intolleranza, alcune
amministrazioni comunali rischiano di alimentare una assurda e insensata psicosi-anti
piccione con esiti, questi sì, pericolosissimi per l'incolumità
pubblica e per tutti gli animali. "La diffusione di sostanza velenose sul
territorio, lungo le strade e nei parchi delle nostre città - prosegue la
Protezione Animali -, benchè vietata, è un fenomeno in crescita che mette
a repentaglio l'incolumità non soltanto dei piccioni ma anche di altri animali
e degli uomini. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se un bimbo, giocando in un'area
verde, dovesse entrare inavvertitamente in contatto con tali sostanze". Tra il
2009 e i primi sei mesi del 2010, nella sola provincia di Firenze, sono stati trovati 252
piccioni avvelenati; altrettanti tra Cerignola (Foggia), Finale e Pietra Ligure (Savona),
Aqui Terme (Alessandria). Secondo una stima dell'Enpa, che considera anche i casi di
avvelenamento non denunciati, in 18 mesi sarebbero oltre 20mila gli esemplari uccisi con il
veleno. "Purtroppo siamo in presenza di un vero e proprio boom - spiega
l'Enpa - di cui si sono rese responsabili anche alcune amministrazioni locali, che,
invece di perseguire politiche utili alla convivenza tra uomini e piccioni, con la loro
inerzia finiscono per alimentare uno stato di diffusa insofferenza". Una vera e
propria "caccia alle streghe", dunque. Ma è una "caccia"
insensata e ingiustificata: i numeri dimostrano che non ci troviamo di presenza di una
"invasione di piccioni". Secondo alcune stime, infatti, in Italia vivono circa 4
milioni di esemplari: sono 103 mila a Milano, 47mila a Modena, alcune decine di migliaia a
Roma e Bologna. Dati alla mano l'emergenza non esiste. Da non dimenticare, inoltre,
che i piccioni svolgono anche una importante funzione sociale per tutte quelle persone che
- soprattutto d'estate - si sentono sole e utilizzano il loro tempo libero prendendosi
cura di questi animali Eventuali disagi, invece, potrebbero essere creati
dall'eccessiva concentrazione di questi animali in alcune aree urbane. Ma la soluzione
per una convivenza equilibrata, che rispetti il benessere animale, esiste ormai da tempo.
Cosa possono fare i comuni? Anzitutto va ricordato che la Corte di Cassazione, considerando
questa specie come fauna selvatica, l'abbia inclusa nelle tutele previste legge
157/92 (norme per la protezione della fauna omeoterma e la disciplina del prelievo
venatorio). Ciò esclude pertanto il ricorso indiscriminato a metodi cruenti -
catture, spostamenti, improbabili battute di caccia al piccione - che, oltre a essere
illegali sono totalmente inutili. Secodo l'Enpa, invece, è necessario
intervenire sui fattori che determinano una forte concentrazione di esemplari. Le
amministrazioni locali possono intervenire con la chiusura delle nicchie negli edifici
pubblici, invitando i cittadini a fare altrettanto; con l'installazione di dissuassori
o di reti che impediscano l'accesso ai piccioni (lasciando però piccoli varchi
per le altre specie) e li spingano a spostarsi in altre zone; creare delle aree, quelle
"meno a rischio", dove alimentarli correttamente; con la sterilizzazione chimica,
solo in ultima istanza però, prevedendo l'impiego di metodi naturali quali il
"Neem" (attualmente in positiva fase di sperimentazione). Un ultimo consiglio: i
piccioni amano le zone più centrali delle città, quelle a maggior densità
di abitazioni. Allora, un altro ottimo sistema è quello di rendere l'ambiente
più naturale, piantando alberi e siepi: una azione che, oltre a scoraggiare la
presenza dei colombi, avrebbe conseguenze molto positive anche sulla
biodiversità. (13 agosto 2010)
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"POLEMICA ANIMALISTA". IL PRESIDENTE DELL'ENPA, CARLA ROCCHI, SCRIVE AL CORRIERE DELLA SERA
Gentile direttore,Auguriamo al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che a proposito dell'agire animalista del Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, avrebbe detto "Un ministro animalista fa ridere i polli", di farsi proprio una gran bella risata. Di farsela sul fatto che l'animalismo, per tutti gli anni '90 patrimonio del centrosinistra e inspiegabilmente e sciattamente da esso non più rivendicato, è andato ad arricchire i consensi del centrodestra. Di farsela - questa gran bella risata - sul fatto che la disattenzione alle tematiche animaliste, oltre ad offendere profondamente le associazioni che, come la Protezione Animali e i suoi 50mila soci, si dedicano con serietà alla difesa e alla tutela degli animali e dei loro diritti, sconcerta e disgusta un grande numero di italiani. Ricordiamo al distratto Presidente della Regione Toscana che in una famiglia italiana su tre vivono, amati e responsabilmente curati, milioni di animali e che i loro proprietari si aspettano anche dalla politica rispetto per questo sentire, che per loro ha valenza primaria. Ricordiamo altresì che anche chi non possiede animali ha nella stragrande maggioranza dei casi amore e rispetto, e si aspetta che le istituzioni facciano per gli animali quello che la legge prevede. Ma le istituzioni, o meglio alcuni politici, continuano a considerare l'animalismo una "cosa da donnicciole". Non hanno nessuna remora a dichiararlo. Ritengono che ci sia sempre "ben altro" da fare. Sono i famosi "benaltristi", tra le cui file milita in evidente posizione di rilievo il Presidente della Regione Toscana. Considerare l'animalismo un problema minore o come ha elegantemente detto il Presidente Rossi "una cosa che fa ridere i polli", dovrebbe farlo riflettere sul fatto che i consensi nelle urne si perdono anche per atteggiamenti arroganti e insensibili, come quello da lui espresso nei confronti delle tematiche sostenute dal Ministro Brambilla. E infine, ma solo per completezza di quadro, queste mie considerazioni non nascono da pregiudizio politico: faccio ancora parte, ma ogni giorno mi interrogo sul perchè, di quel centrosinistra incapace di riconoscere - come nel caso del Presidente della Regione Toscana -, i sentimenti di profondo rispetto e affetto per gli animali di milioni di cittadini, donne e uomini di questo Paese, perdendone anche a causa di tali atteggiamenti il consenso politico. C'è proprio di che farci sopra una gran bella risata. (9 agosto 2010) |
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RISORSE E STRATEGIE "ECO" PER COMBATTERE L'INVASIONE DI MEDUSE NEL MEDITERRANEO
Stop allo sfruttamento indiscriminato delle risorse ittiche e impiego di depuratori. È
questa la ricetta suggerita dall'Ente Nazionale Protezione Animali per contenere la
popolazione di meduse nel Mediterraneo. Popolazione di cui nessuno conosce l'effettiva
consistenza ("occorre un censimento", suggerisce il biologo marino Silvio
Greco) ma che viene stimata nel solo "Mare Nostrum" in svariati milioni di
esemplari, secondo una linea di tendenza caratterizzata da un considerevole e costante
incremento negli ultimi 7 anni. L'allarme è serio al punto che non più
tardi di una settimana fa le autorità spagnole hanno dovuto chiudere alcuni tratti
di spiaggia della Costa Blanca (Alicante), letteralmente presi d'assalto dalle meduse.
E il prossimo obiettivo potrebbe essere proprio il nostro Paese dove sono particolarmente a
rischio le coste dell'alto (Toscana e Liguria) e basso Tirreno. Si tratta, tuttavia,
di un'invasione pacifica. Organismi planctonici dalla vita media di uno o al massimo
due anni, le meduse non aggrediscono volontariamente i bagnanti. "Questi
invertebrati, infatti, per loro natura non sono assolutamente in grado di contrastare le
correnti marine", spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa, che
prosegue "sarebbe dunque più corretto dire che non sono le meduse ad
attaccare l'uomo, ma i bagnanti stessi a venire accidentalmente in contatto con
loro". Il proliferare di tali organismi planctonici è dovuto a una
concomitanza di fattori che vedono il "global warming" tra i principali
responsabili: il riscaldamento delle acque marine, infatti, oltre a creare un ambiente loro
adatto, favorisce le migrazioni degli esemplari abituati a vivere nei mari più
caldi. "Ma non è tutto - aggiunge Ferri -. Il fenomeno è
causato anche dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse ittiche, e di conseguenza
dalla consistente riduzione dei predatori come tonni, pesce spada e tartarughe, nonchè
dall'inquinamento dei nostri mari". E i rimedi proposti finirebbero per
aggravare il problema. "L'uso di reti in mare per difendere le spiagge dal
pericolo meduse è inconcepibile - conclude Ferri -, e molto dannoso per gli
ecosistemi marini. Nè ha senso catturare e uccidere questi animali perchè
in questo modo non si rimuoverebbero le cause alla base del fenomeno. Occorre, invece,
intervenire sui fattori scatenanti e quindi promuovere una serie politica di contrasto al
riscaldamento globale, proteggere la biodiversità favorendo il ripopolamento delle
specie marine, combattere l'inquinamento dei nostri mari". Ma cosa fare in
caso di contatto accidentale con una medusa? Le lesioni - spiega l'Enpa - sono causate
dalle nematocisti, organi urticanti che si trovano sui tentacoli dell'animale e che
sprigionano il veleno soltanto quando vengono toccate. In tal caso non si deve nè
manipolare nè strofinare la cute per evitare che le nematocisti si aprano e
rilascino il loro contenuto irritante; occorre invece rimuovere i tentacoli e gli organi
urticanti con un oggetto rigido (un raschietto o un coltello, ad esempio), bagnare con
acqua fredda la parte colpita ed applicare uno strato di crema con indicazione terapeutica
specifica. (9 agosto 2010)
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SPETTACOLI SENZA ANIMALI. L'ENPA: "VALIDO L'AUSPICIO DEL MINISTRO BRAMBILLA PER UN FUTURO SENZA SFRUTTAMENTO" «L'Italia può cogliere l'occasione di diventare il Paese più ospitale e più Animal Friendly nei confronti degli animali», lo dichiara il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, in merito alle manifestazioni che impiegano animali. «Già con l'Ordinanza Martini, una regolamentazione rigida e puntuale che ha costretto all'osservanza di norme più rigorose una serie di manifestazioni che utilizzano animali, è stato fatto un importante passo in avanti - prosegue Rocchi -. Ma l'obiettivo degli animalisti rimane quello di avere un Paese in cui gli animali non vengano usati per spettacoli, feste e fiere, molti dei quali di nuovissima istituzione e quindi privi anche della pretestuosa ragione della continuità tradizionale, dove i casi di morte degli animali ammontano a circa il 30%. Questi i dati che riguardano le manifestazioni "all'aperto". Se a queste si aggiungono le situazioni di sofferenza degli animali nei cosiddetti spettacoli "al chiuso", come circhi, acquari e mostre più o meno itineranti, ci accorgiamo di quanto sia ancora lunga la strada da fare». «Al Ministro Brambilla - conclude il presidente dell'Enpa - va riconosciuta la sensibilità di avere traguardato ad un futuro, che ci auguriamo non lontano, in cui attraverso un profondo cambiamento culturale agli animali siano garantiti rispetto, tutela e protezione.» (6 agosto 2010) |
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INCURIA DEI PROPRIETARI E TRASCURATEZZA DELLE ISTITUZIONI LE CAUSE DEI RECENTI EPISODI DI MORSICATURA DI CANI
"Gli episodi che determinano morsicature di animali nei confronti delle persone
sono sempre imputabili a inadeguati comportamenti umani; l'omessa custodia nei casi di
Genova e Siracusa, l'insufficiente o assente attività di repressione del
randagismo nel caso di Foggia". È quanto dichiara il presidente
dell'Ente Nazionale Protezione Animali, Carla Rocchi, che esprime al tempo stesso e
prioritariamente grande preoccupazione per le condizioni di salute dei bambini. "Per
quanto attiene all'episodio di Genova - prosegue Rocchi - pur ritenendo che
l'uccisione del cane possa essere stata determinata da motivi di legittima difesa, non
può mancare una riflessione rattristata sul fatto che a pagare sia stato un animale
probabilmente e incolpevolmente mai educato al rapporto con gli estranei. E infine una
riflessione avvilita sulla permanente condizione di disimpegno istituzionale che, specie in
alcune aree del nostro Paese, continua ad essere la norma nei confronti della gestione, da
parte dei Sindaci, degli animali senza proprietario". (6 agosto 2010)
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ANIMALI SOLDATO. L'ENPA: "MORATORIA INTERNAZIONALE CONTRO UNA PRATICA IGNOBILE"
L'ultima in materia di animali impiegati a scopi bellici arriva dal sito internet del
Corriere della Sera che racconta con dovizia di particolari la storia di "Gina",
un cane militare "esperto" di esplosivi, "in servizio" presso le truppe
americane di stanza in Iraq. L'animale - racconta la testata di via Solferino - è
stato operativo fino a quando, un anno fa, il mezzo sul quale viaggiava è saltato su
una mina. Uscita fisicamente incolume dalla deflagrazione, Gina ha iniziato ad accusare
"disordini mentali da stress post traumatico", gli stessi diagnosticati anche ai
soldati impegnati nei teatri di guerra. Per sua fortuna il cane ha potuto fare ritorno in
patria dove ha seguito un lungo percorso di riabilitazione anche se, a quanto sembra, non
si rimetterà mai completamente da un trauma così forte. La storia di Gina non
rappresenta un caso isolato ma è soltanto la punta dell'iceberg di un fenomeno
estremamente diffuso - lo sfruttamento a scopi militari appunto - che miete numerosissime
vittime tra gli animali. A farne le spese non sono soltanto i cani ma anche leoni marini,
delfini e otarie utilizzati in mare per l'identificazione degli obiettivi bellici, per
l'individuazione dei percorsi minati, per la neutralizzazione degli uomini-rana o per
le missioni "kamikaze". E ancora. Ratti e furetti, usati sulla terraferma per
l'individuazione dei campi minati - compito al quale non sfuggono neppure le api -
; ma anche asini che, imbottiti di esplosivo, vengono lanciati in terribili missioni
suicide. L'esercito a 4 zampe, inoltre, è multinazionale: gli animali sono
condannati a prestare servizio militare dagli Stati Uniti alla Russia, dalle milizie
talebane dell'Afghanistan al Mozambico. "Penso che gli animali dovrebbero
essere lasciati in pace, che è il contrario della guerra, - commenta Carla
Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa - e non utilizzati per una pratica che non
esito a definire ignobile. Perchè mai dovrebbero rischiare la vita a causa di
conflitti che non hanno nè voluto nè cercato? Dai cani sminatori ai delfini
kamikaze non ci siamo fatti mancare proprio nulla. Forse è il caso che gli uomini,
approvando una moratoria internazionale sull'impiego degli animali nei teatri di
guerra, diano finalmente prova concreta di quella civiltà di cui si dicono
portatori.". (4 agosto 2010)
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BENE IL MINISTRO BRAMBILLA SULLE SPIAGGE A 4 ZAMPE E LE AREE VERDI PER FIDO
L'Ente Nazionale Protezione Animali esprime grande apprezzamento per l'insieme
delle importanti attività promosse dal Ministro al Turismo, Michela Vittoria
Brambilla, con l'obiettivo di facilitare il turismo "animal friendly"
e di promuovere nel mondo l'Italia e l'immagine dell'Italia quale Paese
accogliente per chi viaggia con gli animali. Di particolare rilievo l'iniziativa con
cui il Ministro ha incoraggiato le amministrazioni comunali ad attrezzare aree verdi per
gli animali domestici e ad individuare tratti di spiaggia libera dove i quattrozampe siano
liberi di scorrazzare. «Ancora una volta il Ministro Brambilla dimostra la sua
grande sensibilità nei confronti delle tematiche animaliste - commenta
l'Enpa - raccogliendo l'appello che noi lanciammo al mondo istituzionale fin
dallo scorso luglio 2009 con le petizioni della campagna "Spazio Vitale";
petizioni che, forti delle firme di migliaia di italiani, sollecitavano proprio una
maggiore attenzione dei Comuni alle esigenze dei cittadini a 4 zampe, e la creazione di
aree verdi attrezzate e di spiagge accessibili». «Purtroppo -
prosegue l'Enpa - da allora le amministrazioni locali non si sono certo distinte
per solerzia, e sono pochi i sindaci che hanno destinato agli animali porzioni del verde
pubblico. Non solo. A distanza di un anno dobbiamo a malincuore prendere atto che le
spiagge a 4 zampe costituiscono ancora un'eccezione e che moltissimi italiani, alla
vigilia delle loro ferie estive, devono fare i conti con una selva di anacronistici divieti
e restrizioni che complicano oltremisura gli spostamenti in compagnia dei "loro
amici"». Ed è proprio con l'obiettivo di promuovere i
"viaggi a 4 zampe" che l'Ente Nazionale Protezione Animali ha realizzato,
nel maggio 2009, il sito web
www.vacanzebestiali.org dove
gli internauti possono trovare un elenco esaustivo, suddiviso per regione, con tutte le
strutture - alberghi, campeggi, spiagge, ristoranti - aperte agli animali domestici. Con
oltre 70mila accessi, 774mila pagine visitate e 1.200 strutture recensite, il sito
internet www.vacanzebestiali.org è diventato uno dei punti di riferimento per la
community animalista del web. (3 agosto 2010)
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MEDITERRANEO A RISCHIO. È ALLARME PER PETROLIO, REFLUI ZOOTECNICI E BUSTE DI PLASTICA
"Sono il petrolio, i reflui zootecnici e industriali, i residui delle attività
di pesca, le cicche di sigaretta e le buste di plastica gli inquinanti che stanno
uccidendo il nostro mare e i suoi abitanti", questo il commento dell'Ente
Nazionale Protezione Animali ai dati del primo "Census of marine Life".
"L'allarme lanciato dal primo censimento delle specie animali marine non ci
sorprende - dice Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa - ma è
perfettamente in linea con le nostre aspettative. Più volte abbiamo denunciato
quanto siano fragili i nostri ecosistemi marini, aggrediti dallo sfruttamento
indiscriminato, dall'inquinamento e da comportamenti irresponsabili". I dati
parlano chiaro. Il 60% del commercio mondiale di petrolio e dei suoi derivati passa per il
"Mare Nostrum" mentre sulle coste si concentra il 27% di tutta l'attività
di raffinazione mondiale. Ogni anno nel Mediterraneo le petroliere compiono circa 3000
viaggi, trasportando circa 400 milioni di tonnellate di greggio. Solo tra il 1990 e il
1999, ci sono stati 250 incidenti e sono finite in mare 22.150 tonnellate di petrolio. Le
attività antropiche che si svolgono sulla terraferma, invece, sono responsabili per
il 70% dell'inquinamento marino (dati Fao): si tratta in prevalenza dei reflui di
allevamenti ed industrie (nitriti, nitrati, fosforo, azoto e metalli pesanti) ma anche dei
fertilizzanti e delle altre sostanze chimiche impiegate in agricoltura. "Attenzione
poi alla plastica e ai mozziconi di sigaretta - prosegue Ferri - . Sono in molti a
non sapere che una semplice disattenzione, come gettare a mare una cicca o una busta di
plastica, può essere letale per tantissimi animali". "Di fronte
all'agonia del nostro mare - conclude Ferri - c'è purtroppo da
registrare una sostanziale indifferenza della politica: moltissimi summit e pochissime
azioni concrete. Con la campagna di sensibilizzazione Salviamo il mare, che proprio in
questi giorni sta entrando nel vivo, l'Enpa sta facendo la sua parte. Ma i governi
dove sono? È forse necessario che si compia l'irreparabile prima che la
politica si impegni fattivamente per la tutela della biodiversità marina?&
(3 agosto 2010)
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RACCAPRICCIANTI MALTRATTAMENTI IN TV, ITALIANI INORRIDITI. L'ENPA: "STOP A BEAR GRYLLS"
In onda l'ennesima serie "real tv" con maltrattamenti agli animali,
l'Enpa diffida Italia Uno e Discovery Channel. Bear Grylls: in inglese il suo nome
significa "Orso" ma nel personaggio non c'è nulla che abbia a che
fare con l'animalismo. "Protagonista" di due serie televisive, "Wild,
Oltrenatura" e "Ultimo Sopravvisuto" - trasmesse, rispettivamente, da Italia
Uno e Discovery Channel - Bear Grylls trascorre il suo tempo cimentandosi con improbabili
avventure estreme, nel corso delle quali non si fa scrupolo di uccidere alcuni animali
inermi che incontra lungo il suo "cammino". Ora una colonia di chirotteri,
fumigata nel suo rifugio e massacrata con una "racchetta" improvvisata; ora un
povero varano, scaraventato contro un albero e sgozzato davanti alle telecamere. Nè manca
un episodio in cui questo personaggio, per dare prova di ardimento e sagacia, sviscera la
carcassa di un dromedario per poi utilizzarla come riparo notturno. Ovviamente
l'intera operazione è seguita dall'operatore video, al quale Bear Grylls
esibisce gli organi del povero animale con compiaciuto, morboso sadismo. L'obiettivo
del programma è evidente: soddisfare le presunte pulsioni voyeuristiche degli
spettatori. Che, almeno in Italia, sono rimasti letteralmente inorriditi da queste inutili
performance. "Negli ultimi giorni tantissimi italiani ci hanno contattato
esprimendo il loro disgusto per le immagini trasmesse", spiega l'Enpa che
aggiunge: "Quasi tutti non hanno sopportato il raccapriccio e hanno immediatamente
cambiato canale". "Ma c'è un'ulteriore aggravante. Come se non
bastassero l'orrore, la violenza gratuita e la violazione delle norme italiane, i due
network televisivi hanno scelto di trasmettere i due programmi in una fascia d'ascolto
frequentata anche dai bambini, dimostrando così di non avere alcuna considerazione
per la loro affettività, il loro equilibrio psicologico e la loro serenità
emotiva". "Chiediamo a Italia Uno e a Discovery Channel di cancellare
immediatamente Bear Grylls dal piccolo schermo - aggiunge l'Enpa -. Se ciò
non dovesse accadere, percorreremo tutte le vie previste dalla legge per ottenere la
sospensione delle trasmissioni, e la dignità degli animali e tutelare così
la sensibilità degli spettatori italiani". (29 luglio 2010)
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CODICE DELLA STRADA. NOVITÀ ANCHE PER GLI ANIMALI: PUNITA L'OMISSIONE DI SOCCORSO
Abbandonare al suo destino un animale ferito a causa di un incidente stradale potrebbe
costare molto salato. E non fa differenza se il responsabile del comportamento omissivo
abbia causato il sinistro oppure sia semplicemente "coinvolto" in esso: in
entrambi i casi il trasgressore sarà punito con una sanzione amministrativa, più
gravosa nel primo (da 389 a 1.559 euro), più leggera nel secondo (da 78 a 311 euro).
È quanto stabilisce il secondo comma dell'articolo 32 del Ddl che riforma del
Codice della Strada, approvato oggi in via definitiva dal Senato. Ma questa per gli animali
non è l'unica novità. Il primo comma dell'articolo 32, infatti. oltre a
consentire l'uso di dispositivi quali sirene e lampeggianti "ai conducenti delle
autoambulanze, dei mezzi di soccorso anche per il recupero degli animali o di vigilanza
zoofila, nell'espletamento dei servizi urgenti di istituto" colma un annoso e
grave vuoto legislativo relativamente allo stato di necessità. Grazie alla riforma,
chi dovesse trasportare animali in gravi condizioni di salute - la misura si applica anche
ai privati - e si trovasse a violare le norme del Codice della Strada potrà
invocare a sua discolpa lo stato di necessità, a patto di poterlo dimostrare.
"L'introduzione nel Codice della Strada dell'obbligo di assistenza agli
animali investiti o feriti è un passo di civiltà; un provvedimento che fa
onore al Parlamento, che interpreta così il sentire del Paese nei confronti degli
animali", è quanto ha dichiarato il presidente nazionale dell'Enpa,
Carla Rocchi, commentando le novità introdotte dalla riforma. (28 luglio 2010)
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LA CATALOGNA DICE NO ALLA CORRIDA. L'ENPA: "UNA DECISIONE STORICA"
Da oggi la corrida è destinata a un futuro incerto. Con 68 voti favorevoli, 55
contrari e 9 astenuti il Parlamento catalano ha infatti deciso di mettere al bando la
tauromachia a partire dal 1 gennaio 2012. La Catalogna, che rappresenta circa il 14% della
popolazione spagnola, diventa così la seconda Regione della Spagna a chiudere le
"Plaza de Toros"; un provvedimento analogo era stato votato 19 anni fa, nel 1991,
dalle Isole Canarie. "Da anni il Parlamento catalano è all'avanguardia
nella tutela degli animali e per l'abolizione della corrida", ha dichiarato
il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, commentando la storica votazione
dell'assemblea legislativa di Barcellona. "Considero il risultato raggiunto
- ha proseguito Rocchi - un importantissimo passo, che l'intero Paese spagnolo
vorrà seguire". Il più crudele spettacolo pubblico con animali,
presente in Spagna fin dal XIV secolo (ma le prime gare con i tori risalgono all'800)
- quando era praticato sopratutto dal ceto aristocratico -, negli ultimi anni ha vissuto un
drastico e repentino calo di popolarità, fotografato anche da un sondaggio del 2006.
Secondo questa indagine, a mostrare disinteresse nei confronti della tauromachia sono non
soltanto un'ampia fascia di giovani (l'81% dei minori di 24 anni e dei trentenni)
ma anche una quota significativa degli ultrasessantenni (il 41%). Una decadenza di consensi
confermata anche dal calo degli spettacoli: nel 2009 le circa 400 arene spagnole hanno
ospitato 891 manifestazioni; 354 in meno rispetto al 2008. La perdita di appeal della
corrida è dovuta soprattutto alle proteste degli animalisti di tutto il mondo, da
sempre mobilitati contro uno spettacolo truculento che si alimenta della sofferenza dei
tori, torturati fino a una morte lenta e dolorosa, e dei cavalli che spesso non
sopravvivono all'arena. Una mattanza barbara e crudele. E, infatti, non è
un caso che la votazione del Parlamento catalano sia avvenuta su una iniziativa
legislativa popolare sostenuta da 180mila firme, favorevoli proprio alla chiusura delle
"Plaza de Toros". (28 luglio 2010)
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"MUCCA PAZZA", MENU VEGETARIANO PER TUTELARE LA SALUTE DI UOMINI E ANIMALI
Gestione illogica e innaturale degli allevamenti, mancanza di rispetto per la salute degli
animali, regole di profilassi subordinate alla logica del profitto. Sono queste, secondo
l'Enpa, le cause principali del rinnovato allarme "Mucca pazza". Forzare i
delicati equilibri naturali, infatti, significa creare un grave danno agli animali che,
rinchiusi in angusti allevamenti, sono costretti a una vita scandita rigorosamente da ritmi
e scadenze forzate: pasti ripetuti e senza pause, alimentazione indotta, diete a base
ormoni e antibiotici. Ma significa anche mettere a repentaglio la salute dell'uomo,
come dimostrano i fin troppo noti casi di cronaca. «Il miglior rimedio al morbo
della "Mucca Pazza" - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico
dell'Enpa - è il menù vegetariano che ha trovato, nel corso dei
secoli, numerosi e illustri sostenitori. Uomini e donne di straordinario valore culturale
e sociale: da Ovidio a Pitagora, da Aristotele a Platone, da Leonardo Da Vinci a Freud, da
Voltaire ad Einstein e, più di recente, il cantautore Franco Battiato, gli sportivi
Edwin Moses e Martina Navratilova fino al professor Umberto Veronesi, il quale, più
di una volta ha sottolineato come la scelta vegetariana rappresenti un vero e proprio
elisir di lunga vita». «Dire no alla carne - prosegue Ferri - non
è soltanto una questione di rilevanza medica. Ad essere chiamata in causa è
la sopravvivenza stessa del Pianeta, il cui destino è legato a quella rivoluzione
vegetariana tanto caldeggiata Jeremy Rifkin e dai premi Nobel Pachauri e Vandana
Shiva». Che tale cambio di rotta sia ormai urgente lo conferma anche la Fao,
secondo cui il 18% delle emissioni di gas serra è causato proprio dagli allevamenti,
a fronte di una quota del 14% imputabile agli autoveicoli. Non solo. Per ottenere un chilo
di proteine animali sono necessari circa 15 mila litri di acqua contro i 2-3000 litri
richiesti dalla produzione di una quantità equivalente di cereali o di proteine
vegetali per l'alimentazione umana. Un sistema che produce pesanti conseguenze anche
sotto il profilo dell'inquinamento: i reflui degli allevamenti, infatti, sono uno dei
principali fattori di rischio per gli ecosistemi marini e per i loro
abitanti. (22 luglio 2010)
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INCIDENTI STRADALI. SOCCORSO AGLI ANIMALI FERITI: "LA PALLA" PASSA AL SENATO. LE NUOVE REGOLE AL VIA ENTRO L'ESTATE? Coinvolgere un animale in un incidente stradale, far finta di nulla e ingranare la retromarcia potrebbe costare molto caro. È quanto stabilisce l'articolo 32 del nuovo Codice della Strada che prevede una multa salata, da comminare sia ai responsabili di un indicente (fino a 1.559 euro) sia a quanti, coinvolti a vario titolo nel sinistro (fino a 311 euro), dovessero omettere di soccorrere animali feriti. La riforma, approvata all'unanimità dalla Commissione Trasporti della Camera, - secondo quanto riferito da fonti di stampa - dovrebbe a breve approdare in Senato per essere definitivamente licenziata entro l'estate. Altre importanti novità previste dal nuovo codice riguardano non soltanto i mezzi di soccorso degli animali e quelli di vigilanza zoofila, che potranno utilizzare sirene e lampeggiante per l'espletamento dei servizi di urgenza, ma anche i privati che potranno invocare lo stato di necessità per il trasporto di animali. (15 luglio 2010) |
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CIRCHI. BENE LA LEGGE QUADRO SULLO SPETTACOLO PER UN CIRCO SENZA ANIMALI
"Grande soddisfazione per l'impegno che il Ministro dei Beni Culturali,
Sandro Bondi, ha preso pubblicamente con l'obiettivo di pervenire alla graduale
dismissione degli animali dagli spettacoli circensi". Sono queste le parole con
cui il presidente dell'Enpa, Carla Rocchi, ha commentato la proposta di legge quadro
sullo spettacolo; una proposta legislativa di iniziativa parlamentare che ha registrato
consensi bipartisan su un testo presentato dall'onorevole Carlucci. "Tale
impegno, ribadito anche dall'intervento dell'onorevole Gabriella Giammanco che
ha introdotto agevolazioni fiscali per i circhi senza animali - ha proseguito Rocchi
-, viene a dare sostanza e profilo etico al progetto normativo, prevedendo che la
progressiva dismissione degli animali possa restituire alla meritoria e antica tradizione
degli spettacoli dal vivo l'alto profilo originario". Il raggiungimento di
tale obiettivo ha visto attivarsi i parlamentari dell'intergruppo animalista e ha
registrato la disponibilità dell'onorevole Carlucci ad accogliere le modifiche
migliorative. L'Enpa auspica che possa trovare compimento nelle aule parlamentari
l'annoso e finora mai onorato impegno, che ha attraversato più legislature, a
liberare gli animali da condizioni innaturali e incompatibili con la loro natura. Di alto
profilo gli effetti educativi nei confronti dei bambini. Anche i bambini italiani infatti
- come già quelli inglesi, austriaci, norvegesi, belgi, israeliani e boliviani -
potranno finalmente godere di spettacoli di grande abilità e impegno, liberi dal
carico di coercizione e sofferenze che l'impiego degli animali porta inevitabilmente
con sè. L'Ente Nazionale Protezione Animali dichiara fin d'ora la propria
disponibilità a far parte, con le altre associazioni animaliste, del Consiglio dello
Spettacolo dal vivo per gli importanti compiti di valutazione e decisione allo stesso
demandati. (12 luglio 2010)
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"SCATTO AL GATTO", IL PRIMO LIBRO FOTOGRAFICO "REALIZZATO DAL BASSO". L'INIZIATIVA È PROMOSSA DA CORRIERE.IT E SOSTIENE L'ENPA
Sono numerosi i "gattofili" che in questi giorni stanno partecipando a
"Scatto al gatto", una iniziativa fotografica in pieno stile web 2.0 (sono
gli stessi internauti a creare i contenuti), organizzata da www.corriere.it. Non è
la prima volta che il Corriere online dedica spazio e attenzione ai felini: già
a febbraio, in occasione della "Festa del Gatto", il sito internet aveva chiamato
in causa i propri lettori, chiedendo di inviare le immagini dei loro "amici con i
baffi". "In pochi giorni - si legge su www.corriere.it
- sono arrivate centinaia di fotografie … Un successo oltre le aspettative, che
ha portato alla pubblicazione di una gallery di circa 3 mila scatti". Ed è
proprio da questo successo che è nato il progetto "Scatto al gatto", un
contest fotografico finalizzato alla pubblicazione di un libro realizzato con i contributi
dei lettori del Corriere della Sera. "Le immagini inviate saranno messe online
- spiega il sito web del Corriere della Sera - in una nuova fotogallery …
quelle più significative, selezionate dalla redazione, saranno utilizzate per la
nuova pubblicazione, edita da Rizzoli, che vedrà le stampe il prossimo
autunno". Ma non è tutto. Chi acquisterà il libro potrà
sostenere l'impegno dell'Enpa, cui saranno devolute le royalties, vale a dire i
proventi delle vendite di solito assegnati all'autore di un'opera
dell'ingegno. (8 luglio 2010)
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"VOGLIO UN AMICO A 4 ZAMPE" UN LIBRO PER SPIEGARE L'IMPORTANZA DELL'INTERAZIONE TRA BAMBINI E ANIMALI D'AFFEZIONE
Arriva inevitabilmente il momento in cui i nostri bambini ci chiedono un animale domestico.
Come comportarsi? Quali sono gli aspetti (pro e contro) da valutare? Adottare un amico a 4
zampe è sicuramente un impegno, ma se non ci sono serie controindicazioni, sarebbe
giusto non precludersi a priori la possibilità di averne uno: è stato,
infatti, ormai ampiamente dimostrato che il rapporto con gli animali d'affezione
appresenta per i bambini una fonte di supporti emotivi importantissima. In particolare, il
cane o il gatto permettono loro di esprimere e sperimentare sentimenti che li aiutano a
crescere, a superare ansie, paure e difficoltà; insomma gli animali sono dei veri e
propri 'mediatori affettivi' come sostiene la psicologa Maria Rita Parsi.
Occuparsi di un animale aiuta a sentirsi utili, responsabili, capaci di amare e di farsi
amare in modo assolutamente disinteressato. Pedagogisti come Giuseppe Lombardo Radice e
Gianni Rodari hanno spesso sottolineato come i bambini sentano una forte vicinanza con gli
animali e non avvertono nei loro confronti quella barriera che li separa dal mondo degli
adulti. Certo è che per poter adottare un animale occorre innanzitutto amore. Red!,
che crede fortemente in questo rapporto speciale e ha grande rispetto per il mondo degli
animali, ha coinvolto nel progetto editoriale anche Enpa, Ente Nazionale Protezione
Animali, principale associazione animalista italiana, che ha redatto la prefazione del
volume e alla quale verrà devoluto parte del ricavato della vendita del libro. In
vista dell'estate e del triste fenomeno degli abbandoni, Enpa ci invita a consultare
il sito www.vacanzebestiali.org. Cosa mettere in valigia, cosa fare prima della partenza,
e moltissime altre informazioni utili per una vacanza insieme ai nostri animali. Enpa
inoltre fornisce molte altre indicazioni come: indirizzi utili di pensioni e veterinari,
leggi e regolamenti, curiosità … Per contrastare gli abbandoni anche il
ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha presentato uno spot istituzionale, un
cartone animato, che incentiva gli italiani a portare con sè il proprio amico
durante le ferie grazie al grande numero degli alberghi che ormai si sono attrezzati per
ospitare anche gli animali. Le cifre sui casi riscontrati di maltrattamento sono ancora
molto alte: «Ogni anno vengono abbandonati 135mila animali. La stragrande
maggioranza degli italiani li ama, una famiglia su tre ha un cane o un gatto in casa, ma
c'è una piccola percentuale che, per cattiveria o per divertimento, li
maltratta», si legge sul sito www.michelavittoriabrambilla.it.Giulia Settimo, giornalista e scrittrice, è specializzata nei temi dell'infanzia e del benessere. Collabora da 15 anni con il mensile "Quattro Zampe". Per richieste di copie stampa del libro: Bruna Parisi Ufficio stampa red! 02 39.03.03.29 ufficio.stampa@red-edizioni.it visita il sito red! unisciti a noi su Facebook (30 giugno 2010) |
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APPROVATO DALL'ASSEMBLEA DEI SOCI IL BILANCIO ENPA 2009. 5X1000: L'ENPA TRA LE PRIME 30 ONLUS ITALIANE
Un bilancio importante, quello del 2009 di Enpa, che è stato predisposto dal
Tesoriere nazionale Piero Villa e approvato all'unanimità dall'assemblea
dei soci che si è svolta a Roma il 20 giugno. Vediamo alcuni numeri. A fronte di
entrate complessive per oltre 12 milioni di euro vi sono uscite per circa 11 milioni e
quindi un avanzo di gestione di circa 1 milione di euro, un risultato positivo naturalmente
da considerare diviso tra le circa 150 sedi locali dell'Ente. Entrando più
nello specifico vediamo che Enpa nel 2009 ha destinato oltre 1 milione e mezzo di euro
all'acquisto di alimenti e di farmaci ed oltre un milione a cure veterinarie. I quasi
240 dipendenti impegnati nelle decine di strutture di cura e ricovero per animali che
l'Ente gestisce hanno rappresentato un costo di quasi 3 milioni e mezzo di euro mentre
i servizi connessi alla cura degli animali ed alla gestione degli impianti (carburanti,
telefonia, assicurazioni, ecc.) hanno assorbito a loro volta circa 900.000 euro. Molto
importante, nell'ambito di un bilancio così complesso, è stato
l'apporto di lasciti e donazioni che l'Ente ha impiegato per la cura ed il
benessere degli animali. Altri introiti sono arrivati ad Enpa dall'effettuazione di
campagne e raccolte fondi (che non hanno registrato flessioni, nonostante il periodo di
crisi economica) e dai risultati del 5 per mille, che ha visto ENPA posizionarsi tra le
prime trenta organizzazioni no profit italiane. Oltre ai dati economici, il consuntivo Enpa
per il 2009 presenta altri dati importanti: circa 2 milioni di giornate/animale prestate,
16.000 ore di vigilanza a favore degli animali delle Guardie Zoofile, oltre 45.000 soci
registrati, alcune campagne internazionali avviate. Un bilancio importante, che ha ricevuto
il consenso anche dei Revisori dei Conti (un obbligo di legge per le onlus) a testimoniare
la serietà dell'impegno e la correttezza con cui vengono destinate le risorse
ricevute da Enpa. (30 giugno 2010)
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CANI DELLA BASILICATA. L'ENPA: "BLOCCARE IL TRASFERIMENTO DAL CANILE ECO A QUELLO DI VIGGIANO"
«Il blocco del trasferimento in Calabria dei cani della Basilicata, blocco che
abbiamo molto apprezzato - non può divenire una beffa con lo sradicamento degli
animali dai loro canili con destinazione la struttura di Viggiano. Così si
tradiscono le aspettative di tanti, è un'offesa all'opinione pubblica che
da oltre un anno, attraverso internet, si è mobilitata o ha condiviso con me lo
sciopero della fame per una battaglia di civiltà», così il
presidente dell'Enpa, Carla, Rocchi commenta la ripresa del "trasferimento"
annunciata per lunedì prossimo, che dovrebbe vedere 130 cani deportati in cinque
giorni dal canile Eco di Potenza a quello, finora inutilizzato, di Viggiano, uno dei comuni
dell'Alto Agri. E la tariffa quotidiana sarà con tutta evidenza sempre dei
soliti e tanto discussi 1,60 euro al giorno. «Questa vicende è sempre più
grave - prosegue Rocchi -, perchè non solo lede i diritti e la salute degli
animali, provocando loro quelle "inutili sofferenze" di cui parlò anche
l'Asl potentina un anno fa, ma perchè incrina la stessa credibilità
delle istituzioni. Come può. il presidente della Regione pensare di prendersi gioco
così dei cittadini? L'Enpa adotterà ogni misura per difendere le leggi e
gli animali ed appoggia pienamente la campagna di adozione lanciata dal canile Eco di
Potenza. Siamo orgogliosi che la nostra splendida testimonial Marisa Laurito abbia subito
espresso la volontà di adottare uno di questi cani». «Questa brutta
storia presenta tanti punti oscuri», dice Annamaria Procacci, consigliere
nazionale dell'Enpa, che ha adottato "Natalina", ospite dal 1998 del canile
Eco. «A che serve saturare il canile di Viggiano, che ha solo 160 posti e che
potrebbe occuparsi piuttosto dei poveri randagi presenti in gran numero nell'Alto
Agri, invece di riempirsi dei cani strappati alle strutture di Potenza? Perchè
incrudelire così su questi animali, moltissimi dei quali anziani? Perchè
la Regione non parla di politiche di sterilizzazione, ma solo di costruire nuove strutture?
Quando torneranno i 27 cani già deportati in Calabria? Vogliamo risposte. E ancor
prima, che i cani di Potenza rimangano lì dove sono. Lasciateli
vivere!» (24 giugno 2010)
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IN ARRIVO I TACCUINI DELL'ENPA; UN MODO CONCRETO PER SOSTENERE I DIRITTI DEGLI ANIMALI
Sono arrivati i favolosi taccuini firmati da Enpa e Giuliano Mazzuoli
(www.mazzuoli.it); un piccolo e
raffinato oggetto che uscendo da tasche e borsette mostra al mondo intero che stai dalla
parte degli animali. I sei soggetti proposti richiamano le principali campagne di
sensibilizzazione dell'Ente Nazionale Protezione Animali e rappresentano un modo
concreto per dire no alle barbarie subite dagli animali e sostenere concretamente i loro
diritti. Schierati anche tu dalla parte degli animali, scegli il taccuino che sposa
maggiormente la tua filosofia di vita e mostralo con orgoglio. Renditi portavoce di chi,
per difendersi non ha neppure il dono della parola. L'esclusivo volume, realizzato
grazie al prezioso contributo del produttore, è composto da 200 pagine a righe,
una taschina portaoggetti e un elastico di chiusura. Caratteristica peculiare la copertina
"stifflexible" che pur essendo robusta ha quel grado di flessibilità
che le consente di esser portata ovunque. È possibile trovare il taccuino
che fa per te solo nell'area Enpashop di www.enpa.it. Scegliendo un taccuino
"Enpa by Mazzuoli" aiuterai concretamente l'opera della Protezione Animali
che dal 1871, senza finanziamenti governativi, cura e protegge tutti gli animali senza
discriminazioni nè classificazioni. (23 giugno 2010)
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BALENE. GIAPPONE SCONFITTO, L'IWC CONFERMA LA MORATORIA
L'international Whailing Commission, riunita ad Agadir (Marocco), ha confermato la
moratoria sulla caccia alle balene, in vigore dal 1986. Secondo quanto appreso
dall'Enpa, l'ipotesi di votare una mozione favorevole alla cancellazione del
bando è stata superata grazie all'opposizione dell'Unione Europea,
dell'Australia e dei Paesi latino-americani. "L'impossibilità
di coagulare una solida maggioranza intorno alla loro proposta, ha dunque spinto i
sostenitori della liberalizzazione a fare marcia indietro e a non esporsi a una rischiosa e
travagliata votazione pubblica. Il movimento internazionale contro la caccia alle balene
ha vinto grazie a una straordinaria mobilitazione - commenta Ilaria Ferri, direttore
scientifico e responsabile campagne internazionali di Enpa -. I soldi sporchi di sangue
di innocenti animali non potranno mai comprare l'esercito di cittadini del pianeta
che vogliono difendere le balene e veder riconosciuti i loro diritti. Ora è
necessario fermare anche la caccia a scopi scientifici, un pretesto dietro cui si nasconde
una caccia comunque a scopi commerciali". (23 giugno 2010)
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BALENE. SOSPETTI SUL COMPORTAMENTO ETICO DI ALCUNI DELEGATI DELL'IWC
Viaggi aerei, pernottamenti in albergo auto "di cortesia" e perfino una
"paghetta settimanale". Ecco da cosa potrebbe dipendere il destino delle
biodiversità del pianeta, proprio nell'anno che alla biodiversità è
dedicato. A lanciare sospetti sul comportamento etico dei delegati dell'International
Whaling Commission (IWC), riunita in queste ore ad Agadir (Marocco) per decidere se
revocare o meno la moratoria internazionale sulla caccia alle balene, è
il sito web del "The Sunday Times".Prima dell'inizio delle riunioni dell'IWC un cronista del giornale inglese, fingendosi un lobbista, ha "agganciato" un rappresentante della Repubblica di Guinea con l'obiettivo di ottenere un voto favorevole alla moratoria, pagandolo con un sostanzioso pacchetto di aiuti. L'unico ostacolo all'operazione - questa la replica del funzionario - sarebbe stata la concorrenza del Giappone (contrario invece alla moratoria) che avrebbe sicuramente fatto una controproposta allettante. Sempre secondo quanto riferito dal giornale inglese, il funzionario avrebbe giustificato il supporto dato al Giappone dalla Guinea con argomentazioni di ordine scientifico - discutibili ("le balene sarebbero causa di una riduzione delle risorse ittiche") - ed economico. E non si tratta soltanto di "sostegni commerciali" ma anche di finanziamenti più o meno trasparenti. Agenti Giapponesi sovvenzionerebbero non soltanto la quota d'iscrizione annuale della Repubblica di Guinea all'IWC, circa 8.000 sterline (pari a 9.500 euro), ma anche la partecipazione dei delegati ai meeting della Commissione: viaggi, pernottamenti in albergo, pasti e perfino una diaria di circa 300 USD (in Guinea lo stipendio medio annuo è di 1.000 USD). E la Guinea non sarebbe un caso isolato: tra i funzionari "contattati" dai cronisti del Sunday Times anche quelli di Kitts e Nevis, delle Isole Marshall, di Kiribati, di Grenada e della Costa d'Avorio. È dunque questa l'atmosfera in cui si sono aperti i lavori dell'IWC, chiamata a prendere decisioni fondamentali per la sopravvivenza stessa dei cetacei. Ma c'è un'ulteriore aggravante, come spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico e responsabile campagne internazionali di Enpa: "È da ieri che i meeting della commissione si svolgono a porte chiuse, senza alcuna garanzia di democraticità, rappresentatività e trasparenza, escludendo dai meeting sia le Organizzazioni Non Governative sia i Media". "Mi pare evidente - aggiunge Ferri - che questa sia la prova che gli incontri hanno un carattere antidemocratico. Come si garantisce il rispetto della volontà di quei milioni di cittadini che vogliono il diritto alla vita delle balene, in tutti i mari del mondo, e rifiutano la mercificazione di queste creature del mare, ormai ridotte a mero oggetto di scambio?". "Giappone, Norvegia e Islanda - conclude Ferri - hanno chiesto la riapertura della caccia a scopi commerciali, sebbene dall'entrata in vigore della moratoria, nel 1986, abbiano ucciso 35mila balene, alcune delle quali appartenenti a specie a rischio di estinzione. Non solo. Una delle proposte in discussione, che ha provocato la ferma indignazione della Nuova Zelanda, potrebbe garantire al Giappone l'uccisione di 13.000 balene per i prossimi 10 anni anche in un Santuario dell'oceano del sud. A questo punto tutti ci aspettiamo la riconferma della moratoria e il blocco definitivo delle "catture a scopo scientifico" che di scientifico non hanno nulla, come sostenuto da un documento redatto dai rappresentanti scientifici e presentato all'IWC. Ma soprattutto, appare opportuno chiedersi, qualora fossero confermati i pesanti sospetti sul comportamento dei delegati, se l'IWC abbia ancora le credibilità necessaria a prendere decisioni tanto importanti per il futuro del nostro Pianeta". (22 giugno 2010) |
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CANI DELLA BASILICATA. SOSPESO IL TRASFERIMENTO. L'ENPA: "GRATI A QUANTI CI HANNO SOSTENUTO"
"Desidero ringraziare quanti hanno sostenuto l'Enpa in una grande battaglia
di civiltà che ha segnato un nuovo passo avanti nella difesa dei diritti degli
animali", questo il commento del presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi -
giunta oggi al quarto giorno di sciopero della fame - al provvedimento con cui la Regione
Basilicata ha sospeso il trasferimento in Calabria dei 400 cani di Potenza. Su proposta
del presidente della Regione, Vito De Filippo, è stato, infatti, deciso che tutti i
cani resteranno in Val d'Agri grazie a un intervento di cofinanziamento della Regione
per il potenziamento del canile di Viggiano, la cui capienza passerà dagli attuali
160 a un totale di circa 400. "La mia più profonda gratitudine -
aggiunge Rocchi - va quindi alla Regione Basilicata e, in particolare al suo presidente,
onorevole Vito De Filippo, e a tutti gli esponenti politici di ogni schieramento che hanno
reso possibile, con il loro appassionato impegno la soluzione del problema.
L'importanza della decisione odierna della Regione Basilicata si riflette
sull'intera applicazione della legge 281 e sarà di sicuro orientamento per il
perfezionamento normativo attualmente all'esame del Parlamento".
"Grazie di cuore a tutte le associazioni che sono scese in campo con passione e con
le loro migliori energie per rendere possibile questo risultato - aggiunge Rocchi -
. A questo punto cessa il mio personale digiuno così come cessa il digiuno dei
tantissimi sostenitori che hanno condiviso la battaglia".Con la decisione odierna di sospendere il trasferimento dei cani della Val d'Agri in Calabria, si conclude una vicenda emblematica per le politiche del randagismo in Italia, cominciata nel 2008. La gestione dei 420 cani della Val d'Agri, custoditi presso i rifugi "Eco" di Potenza e "Pippo" di Paterno è considerata troppo onerosa dai Comuni proprietari degli animali (Grumento Nova, Marsiconuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, San Chirico Raparo, San Martino d'Agri, Sarconi, Spinoso e Viggiano). Così il 23 ottobre 2008 la Comunità Montana Val D'Agri indice un bando pubblico per l'aggiudicazione del servizio al massimo ribasso e la gara è vinta da una struttura di Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza. Già in questa fase Enpa presenta denunce e diffide sottolineando due aspetti fondamentali: non è possibile trasferire cani da una regione a un'altra visto che le norme a tutela del benessere degli animali sono diverse e, inoltre, non è possibile applicare la regola del massimo ribasso poichè si crea un potenziale danno al benessere e alla cura degli animali. Anche i Servizi Veterinari della Asl di Potenza (a maggio 2009) esprimono la contrarietà al trasferimento dei cani in una regione diversa da quella di provenienza. La senatrice Donatella Poretti (Pd - Radicali) presenta una interrogazione parlamentare mentre il senatore Della Seta (Pd) propone un tavolo tecnico. Il ministero della Salute, su iniziativa del sottosegretario Francesca Martini, esprime contrarietà al trasferimento dei cani. Le proteste di Enpa e di tante altre associazioni animaliste, l'intervento del Ministero della Salute e le iniziative parlamentari bloccano, nei primi mesi, il trasferimento dei cani. A maggio 2010, in seguito a un esposto dell'Enpa alla Procura della Repubblica, i cani della provincia di Potenza vengono sequestrati ma il magistrato non convalida il sequestro. Il 4 giugno scorso, di fronte a notizie relative all'imminente trasferimento dei cani, si tiene una manifestazione di protesta dinanzi alla sede della Regione Basilicata, a Potenza. Il 10 giugno l'attrice Marisa Laurito, in un video di Enpa e del ilrespiro.eu, si appella al buon senso delle istituzioni, chiede di non deportare i cani e invita i cittadini a esprimersi con lo slogan "Ribelliamoci". Il 15 giugno, mentre l'ipotesi del trasferimento è sempre più concreta e la deportazione di massa sembra cominciata con il trasferimento dei primi 27 cani in Calabria, il presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, comincia uno sciopero della fame. In seguito alle numerose adesioni, si decide di dar vita a un digiuno a staffetta al quale aderiscono numerosissimi cittadini di tutte le regioni d'Italia. Oggi l'epilogo: i cani resteranno in Basilicata, saranno accuditi come meritano e come la legge prevede. Si tratta di un grande successo, della chiusura di una vicenda emblematica che rischiava di diventare un pericoloso precedente per tutte quelle amministrazioni comunali che vedono nella gestione del randagismo solo un costo e non un obbligo morale e di legge. A questo punto, secondo Enpa, si deve innanzitutto provvedere al rientro dei 27 cani che attualmente si trovano in Calabria. La Regione deve stimolare le istituzioni competenti affinchè siano predisposti un piano di sterilizzazioni e una campagna per favorire le adozioni dei cani. Enpa chiede inoltre di non trasferire i cani dai rifugi "Eco" e "Pippo" presso altre strutture della Regione che dovessero offrire tariffe più basse a danno della salute e del benessere degli animali. Enpa ringrazia tutti gli italiani che hanno, da oltre un anno, aderito alle varie proteste. In particolare il ringraziamento della Presidente di Enpa, Carla Rocchi - che in seguito alla notizia della sospensione ha cessato lo sciopero della fame con tutti gli altri volontari che hanno in questi giorni aderito al digiuno - va al sottosegretario alla Salute Francesca Martini, al Ministro del Turismo Michela Brambilla, ai parlamentari Donatella Poretti, Roberto Della Seta, Fiorella Ceccacci Rubino, Gianni Mancuso, Barbara Mannucci, all'europarlamentare Luigi De Magistris. Ringraziamo inoltre le associazioni che hanno condiviso la battaglia a cominciare da "Chiliamacisegua", Lav e Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Gaia Animali Ambiente, Save the Dogs, Donneinrete, Npsitalia, Lida Lombardia, DNA (Diritti, Natura, Animali,) e ADDA (Associazione Difesa Diritti Animali). Ringraziamenti ancora alla testimonial dell'Enpa Marisa Laurito, alla scrittrice e giornalista Margherita D'Amico e al suo portale "ilrespiro.eu", al regista Anton Giulio Onofri che ha girato il videoappello dell'attrice, alla proprietaria del canile "Eco" di Potenzia, Pina Maselli, a Loredana Pronio che ha lanciato la campagna per l'adozione dei cani e all'avvocato Floriana Catanzaro e a tutto il "popolo di internet". Un ringraziamento importante va a Annamaria Procacci che, per Enpa, ha guidato la battaglia, a tutti i volontari che hanno aderito al digiuno di questi giorni. A chi ha preso la decisione di sospendere il trasferimento dei cani: il Presidente della Regione Vito De Filippo, il vicepresidente e assessore all'Ambiente Agatino Mancusi, l'assessore alla Sanità Attilio Martorano, il commissario della Comunità Alto Agri, Antonio Imperatrice, il responsabile dell'ufficio tecnico dello stesso ente Giuseppe Galante, e la delegazione dell'Azienda Sanitaria di Potenza guidata dal direttore Generale Pasquale Amendola. Si è chiusa una battaglia emblematica - commenta infine Enpa - ma la lotta quotidiana per affrontare ovunque con la necessaria serietà il problema del randagismo, continua. (18 giugno 2010) |
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CANI DELLA BASILICATA. PRIME ADESIONI AL DIGIUNO-STAFFETTA INIZIATO DAL PRESIDENTE ROCCHI
Arrivano numerose le adesioni del mondo animalista e ambientalista, e della società
civile al digiuno a staffetta iniziato dal presidente nazionale dell'Enpa, Carla
Rocchi, per bloccare il trasferimenti in Calabria dei 400 cani di Potenza. A poche ore
dall'apertura della casella mail canibasilicata@enpa.org sono in continua crescita le
manifestazioni di solidarietà e affiancamento al digiuno del presidente
dell'Enpa, segnalazioni inoltrate anche tramite le pagine Facebook della Protezione
Animali. Particolare significato assumono l'adesione e il sostegno di importanti
associazioni animaliste e non, quali "Chiliamicisegua", "Gaia Animali
Ambiente", "Save the Dogs", "Donneinrete", "Npsitalia",
parimenti preoccupate per la sorte dei 400 cani. Solidarietà e sostegno sono stati
espressi anche dalla Lav attraverso il suo Presidente, Gianluca Felicetti. Tra le altre
associazioni che hanno aderito all'iniziativa della presidente Rocchi anche Lida
Lombardia, "DNA" (Diritti, Animali, Natura) e ADDA (Associazione Difesa Diritti
Animali)."Grazie, grazie, grazie a tutti voi e anche ai vostri cari animali. Vi informo che anche grazie alla vostra mobilitazione, il Presidente della Regione Basilicata ha convocato per domani giovedì 17 una riunione per discutere del problema. Naturalmente vi terrò informati e vi ringrazio ancora tanto", queste le parole con cui Carla Rocchi, dalle pagine Facebook di Enpa, ha ringraziato tutti coloro che hanno aderito allo sciopero della Fame o espresso pieno sostegno all'iniziativa. La gratitudine dell’Enpa va anche all'europarlamentare Luigi De Magistris che, dalle pagine del suo sito ha espresso pieno sostegno alla battaglia della Protezione Animali; ma va anche ai senatori Donatella Poretti e Roberto Della Seta che tanto si sono spesi dalle aule parlamentari per la difesa dei 400 cani di Potenza. Per aderire all'iniziativa e partecipare al digiuno è sufficiente comunicare la propria adesione personale all'indirizzo di posta elettronica canibasilicata@enpa.org indicando nome, cognome, città e precisando i giorni di digiuno. Nella mail, inoltre, è possibile specificare se si desidera rendere pubblica sul sito web e sul gruppo Facebook di Enpa la propria partecipazione al digiuno. Pubblichiamo di seguito i nominativi di quanti hanno espressamente assentito a rendere pubblica la loro partecipazione allo sciopero della fame e i relativi giorni di digiuno: Sara Alfieri, Lida Lombardia, 25 giugno; Maria Argenzio, Associazione DNA (Diritti, Animali, Natura); Patrizia Bandettini, Avegno, dal 16 al 19 giugno; Paola Benzi, Airasca, 17 giugno; Tiziana Berno, Torino, 18 giugno; Glorianna Bianchetta, Lida Lombardia, 25 giugno; Isabella Brambilla, Lida Lombardia, 25 giugno; Fabrizio Brivio, Lida Lombardia, 25 giugno; Martina Calzolaio, Napoli, dal 16 al 26 giugno; Daniela Cavedagna, Bologna, 17 giugno; Irene Celeste, Pachino, dal 16 giugno; Micaela Conte Cavariia, Premezzo, 15 - 16 giugno; Katia D'Amato, Masate, 21 giugno; Michele Di Leva, Lida Lombardia, 25 giugno; Lorena Giglio, Monza, 22 giugno; Alessandra Mancino, Lida Lombardia, 25 giugno; Cristina Mantoan, Biassono, 16 - 17 giugno; Catherine Maternini, Lida Lombardia, 25 giugno; Elena Merler, Lida Lombardia, 25 giugno; Gabriella Pisanelli, Roma, 17 - 18 giugno; Viviana Presta, 16 giugno; Fleana Ottaviani, Roma, dal 21 al 23 giugno; Giovanni Pallotti, Torino, 18 Giugno; Maria Teresa Ravaioli, Faenza, 17 giugno; Elisabetta Rossini, Milano; Carla Maria Sacagliola, San Benigno Canavese, 19 - 20 giugno; Roberto Strati, Lida Lombardia, 25 giugno; Silvana Tarantola, Lida Lombardia, 25 giugno; Jlenia Volpedo, il 21 giugno; Rosanna Zanardi, Genova; Celeste Zeus; Volontari Enpa Sezione di Torino, dal 18 giugno; (18 giugno 2010) |
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CANI DI POTENZA, INIZIATO LO SCIOPERO DELLA FAME DI CARLA ROCCHI. È POSSIBILE ADERIRE AL DIGIUNO A STAFFETTA
È iniziato oggi lo sciopero della fame del presidente nazionale dell'Enpa,
Carla Rocchi, contro la deportazione in Calabria dei 400 cani di Potenza. "Siamo
ancora in piena emergenza e non sospenderò la mia protesta fino a quando la Regione
non bloccherà il trasferimento degli animali", ha dichiarato Carla Rocchi
che ha così proseguito: "Sono giunta a questa decisione perchè
gli amministratori locali - in primo luogo il presidente della Regione - che sono prossimi
a riunirsi per affrontare e, ci auguriamo, risolvere il problema, possano valutare con
quanto impegno l'Enpa e un numero crescente di associazioni animaliste e non, tutte
attente ai temi sociali e civili, seguono la sorte dei 400 cani".Per sostenere la clamorosa iniziativa della Presidente Nazionale dell'Enpa, è possibile partecipare al digiuno comunicando la propria adesione all'indirizzo di posta elettronica canibasilicata@enpa.org. A questo indirizzo di posta elettronica si deve comunicare l'adesione personale con nome, cognome e città precisando i giorni di digiuno e specificando inoltre l'assenso a rendere pubblica, sul sito web di Enpa e sul gruppo Facebook di Enpa, l'adesione individuale. (15 giugno 2010) |
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DEPORTAZIONI DI ANIMALI ALL'ESTERO. L'ENPA CONSEGNA 10MILA FIRME AL SOTTOSEGRETARIO MARTINI
Sono circa 10mila gli italiani che hanno firmato la petizione "Ti deporto a fare un
giro", promossa dall'Enpa contro il fenomeno delle finte adozioni e delle
deportazioni all'estero di cani e gatti italiani. Le firme sono state consegnate
questa mattina dal presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, al Sottosegretario
alla Salute, Francesca Martini. "Sono infinitamente grata al sottosegretario
Martini - ha dichiarato Carla Rocchi - per l'impegno che ha voluto assumere
affinchè sia posta fine a ogni forma di deportazione di massa di animali
d'affezione". L'iniziativa dell'Enpa, oltre ad avere ottenuto una
positiva risposta da parte delle istituzioni, ha avuto il merito di portare alla luce
questo fenomeno, finora quasi sconosciuto al grande pubblico. Ogni anno sono numerosi i
furgoni, i camion e perfino gli aerei che partono da ogni regione d'Italia trasportando
oltre confine animali d'affezione italiani - diretti principalmente in Germania,
Svizzera e Austria - dei quali, una volta giunti a destinazione, si perdono le tracce.
Animali privi di documenti, dunque, presi in carico da semplici prestanome che poi
acconsentono a spedirli oltre confine con l'unico obiettivo di alimentare un
lucroso commercio. Spesso si tratta di randagi raccolti per strada o di finte adozioni;
"merce" gratuita all'origine che acquista valore non appena arriva a
destinazione. Il loro prezzo, eufemisticamente definito "rimborso spese" può
arrivare anche a 350-400 euro. Questo traffico non riguarda soltanto i
"trovatelli", ma anche gli animali di proprietà: alcuni sottratti durante
la consueta "passeggiata", altri invece ceduti dai loro stessi proprietari, per
i quali sono ormai diventati un peso. Cuccioli o adulti, sani o malati; non fa differenza.
Molti di loro, purtroppo, non giungeranno mai a destinazione: sfiniti dal viaggio,
moriranno nel chiuso di un portabagagli o nella stiva di un aereo. Ad alimentare il
lucroso commercio di esseri viventi, a volte, rischiano di contribuire le stesse autorità
comunali, per le quali le deportazioni all'estero rappresentano talvolta un vero e
proprio surrogato delle politiche di contenimento del randagismo. (15 giugno 2010)
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ANIMALI. L'ENPA: "SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LA DEPORTAZIONE DEI 400 CANI DI POTENZA"
"Farò lo sciopero della fame finchè non non sarà cancellata
la deportazione in Calabria dei 400 cani di Potenza; siamo ancora in piena emergenza e non
è affatto vero che la questione sia stata risolta." Il servizio sui cani,
che ha avuto grande diffusione nelle televisioni del Paese, ha reso ormai questa vicenda un
caso nazionale, dando più forza alla generosa mobilitazione del "popolo di
internet" che già da tempo si è schierato a favore dei cani di Potenza.
"Sono giunta a questa decisione così forte - ha aggiunto Rocchi - perchè
il muro di silenzio del Presidente della Regione Basilicata e degli amministratori locali
è inaccettabile e rappresenta un'offesa alla coscienza dei cittadini. Mi
appello alla Regione Basilicata affinchè torni sui suoi passi, e cancelli un
provvedimento che, oltre a essere inaccettabile per la sorte dei 400 cani, quasi tutti
anziani, rappresenta lo smantellamento della normativa nazionale sul randagismo, la legge
281/91". "È un'amara beffa - conclude Rocchi - che
mentre si celebra il quarantesimo anniversario dell'istituzione delle Regioni,
proprio gli amministratori regionali si rendano responsabili di una così grave
violazione della legge nazionale e della cultura di rispetto per gli animali che si è
affermata nella coscienza del Paese". (14 giugno 2010)
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UN LIETO FINE ANCHE PER LORO: PARTITA LA CAMPAGNA ANTIABBANDONO DI ENPA. GRAZIE A BARBARA MONTE E A LILLY
Per l'estate 2010, l'Ente Nazionale Protezione Animali propone una rivisitazione
del tema dell'abbandono in forma quanto mai innovativa. Dalla collaborazione con
Barbara Monte, giovane e promettente cantante del panorama italiano, ha preso vita la
nuova campagna antiabbandono 2010 che "danza" letteralmente sulle note del brano
"Mare senza memoria", singolo che lancerà l'omonimo EP in
uscita il 22 giugno. Dal videoclip, girato a Alassio, sono stati estrapolati la pagina
stampa e lo spot tv ENPA.Co-protagonista della campagna è Lilly, la dolce cagnolina che Barbara ha salvato da una triste condizione e che, con una naturalezza ed una fotogenia da fare invidia a tanti suoi "colleghi professionisti", coinvolge attraverso emozionanti immagini che toccano il cuore e che stimolano a riflettere sulle tremende conseguenze dell'abbandono. Alle riprese ha partecipato, fornendo mezzi e supervisione, il Centro Nazionale Comunicazione Sviluppo Enpa. "Ringraziamo la CMP Italy e Barbara per la collaborazione e per la particolare sensibilità dimostrata", ha dichiarato Marco Bravi, responsabile di Comunicazione&Sviluppo Enpa. "Questa sinergia - ha aggiunto - porterà il videoclip e conseguentemente il suo messaggio, oltre che nei consueti canali di comunicazione sociale, nelle platee televisive e nelle manifestazioni di promozione del CD di Barbara. Un modo certo attualissimo per avvicinare un target nuovo, quei giovani e giovanissimi che si accosteranno, tramite la musica, ad una problematica certo toccante, ma che può essere risolta proprio da coloro che possono costruire un futuro migliore". Il ricavato che deriverà dal download digitale e dalla vendita dell'EP, relativo al brano "Mare senza Memoria", andrà totalmente a favore di Enpa. - VAI ALLA CAMPAGNA - VAI ALLO SPOT TV - VAI AL VIDEO DEL BRANO DI BARBARA MONTE - SCARICA IL BRANO SU I-TUNES - VAI AL SERVIZIO DEL TG1 SUL BRANO DI BARBARA MONTE |
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INVESTITO DA UN TRENO PER SALVARE IL CANE. L'ENPA: "TRAGICO EPILOGO PER UN GESTO D'AMORE"
Il destino a volte sa essere estremamente crudele. Così lo è stato con
l'enologo Enrico Zoccolan che ha perso la vita, investito da un treno, mentre cercava
di recuperare il suo cane, scappato lungo le rotaie della linea ferroviaria Portogruaro -
Treviso. «Non trovo parole per esprimere il dolore che provo per questa terribile
fatalità - ha commentato il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi
-. Mi amareggia pensare che un gesto così nobile e altruistico, nato
dall'impulso di salvare un animale che l'uomo considerava a tutti gli effetti
un membro della propria famiglia, sia stato "ricompensato" dal destino con un
epilogo tanto crudele. Alla famiglia della vittima esprimo cordoglio e vicinanza
affettiva». (7 giugno 2010)
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I VEGETARIANI? SECONDO UNA RICERCA DEL SAN RAFFAELE DI MILANO SONO I PIÙ EMPATICI Vegetariani e vegani sono più sensibili alla sofferenza di uomini e animali. È quanto emerge da una ricerca dell'Unità di Neuroimaging Quantitativo del San Raffaele di Milano. Lo studio, pubblicato sulla rivista PLoS One, è stato condotto su 20 soggetti onnivori, 19 vegetariani e 21 vegani durante la visione di immagini di esseri umani o animali in stato di sofferenza. La risonanza magnetica funzionale ha infatti evidenziato che, rispetto ai soggetti onnivori, i vegetariani e i vegani presentano una maggiore attivazione di aree del lobo frontale del cervello - quelle collegate allo sviluppo e alla percezione di sentimenti empatici - indipendentemente dal fatto che le scene di sofferenza fossero riferite a uomini o animali. (7 giugno 2010) |
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PARTE LA CAMPAGNA "SALVIAMO IL MARE". L'ENPA: «AZIONE CONCRETA A TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ»
Mettere definitivamente al bando le sporte di plastica; disciplinare il "whale
watching" e le attività di ricerca in mare; colmare il vuoto legislativo in
materia di pesca con reti derivanti e cattura di specie marine protette. Sono le tre
richieste di intervento legislativo formulate dall'Ente Nazionale Protezione Animali
al Governo e al Parlamento italiano nel corso della presentazione della campagna
"Salviamo il mare". «Le criticità ambientali hanno raggiunto un
livello di parossismo tale da imporre un deciso e immediato cambio di passo nelle politiche
a tutela della biodiversità - ha dichiarato il Presidente Nazionale
dell'Enpa, Carla Rocchi -: più azioni dirette e concrete, meno conferenze e
incontri al vertice». E la campagna, organizzata dall'Enpa in collaborazione
con LifeGate - primo network italiano per lo sviluppo sostenibile -, ha proprio
l'obiettivo di spiegare ai cittadini, turisti compresi, che anche una piccola
distrazione può essere letale per il mare e i suoi abitanti. La situazione attuale,
del resto, è particolarmente drammatica. Il 70% degli inquinanti marini, infatti,
proviene da attività antropiche che si svolgono sulla terra. Si tratta in prevalenza
dei reflui di allevamenti ed industrie: nitriti, nitrati, fosforo, azoto e metalli pesanti.
Ma anche fertilizzanti e altre sostanze chimiche che favoriscono la proliferazione delle
alghe e delle piante acquatiche. Secondo la Fao, gli allevamenti intensivi sono responsabili
del 18% delle emissioni di CO2 contro il 14% causato dagli autoveicoli. Sotto accusa anche
le attività umane collegate al mare: rifiuti prodotti dalle imbarcazioni o dalla
pesca (lenze, reti, e così via). Nel Mediterraneo attenzione poi al rischio
petrolio: il 60% del commercio mondiale di petrolio e dei suoi derivati passa per il
"Mare Nostrum" mentre sulle coste si concentra il 27% di tutta l'attività
di raffinazione mondiale e le petroliere, con circa 3000 viaggi all'anno, trasportano
circa 400 milioni di tonnellate di greggio. Solo tra il 1990 e il 1999, ci sono stati 250
incidenti e sono finiti in mare 22.150 tonnellate di petrolio, ma in questo numero non
sono incluse le tonnellate fuoriuscite in 21 incidenti di cui non si hanno informazioni
complete e dettagliate. Ma attenzione anche alla plastica: ogni anno uccide 2 milioni di
uccelli e circa 100mila mammiferi marini (cetacei, pinnipedi e sirenidi) e molti altri
animali. Le buste di plastica, in particolare, sono tra i più diffusi e letali
rifiuti plastici. Ogni anni in Italia si producono ogni anno circa 300 mila tonnellate
"sporte", pari a circa 200 mila tonnellate di CO2, se ne usano 4 miliardi,
mentre due milioni di tonnellate finiscono nelle discariche. Numerosi Paesi ne hanno
vietato o ridotto l'uso. In Italia le buste di plastica sarebbero dovute diventare
"off limits" dal 2010, ma la scadenza è stata rinviata al 2012. Da non
sottovalutare neanche le cicche di sigaretta, così tossiche da spingere l'Enea
a suggerire di adottare il sistema della raccolta differenziata: contengono nicotina (324
tonn. l'anno disperse nell'ambiente) dannosa anche per gli animali acquatici;
Polonio 210, un elemento radioattivo e cancerogeno; nonchè altri composti organici
volatili e letali come benzene, formaldeide, acetone, toluene, acido cianidrico e
ammoniaca (ogni anno ne sono immesse nell'ambiente circa 1.800 tonnellate). Nel
Mediterraneo le "cicche" rappresentano il 40% di tutti i rifiuti tossici
presenti (le bottiglie di plastica il 9,5%, i sacchetti di plastica l'8,5% e le
lattine di alluminio il 7,6%). «Nelle prossime settimane - ha aggiunto Ilaria
Ferri, direttore scientifico dell'Enpa - la barca dell'Ente Nazionale
Protezione Animali, il "Maud", salperà da Fiumicino per fare tappa in
alcune delle principali località costiere del Paese. Ad ogni attracco
l'equipaggio dell'Enpa organizzerà una serie di iniziative, grazie alle
quali i partecipanti potranno contribuire in prima persona alla difesa del mare e dei suoi
abitanti. Tra queste ricordo i corsi di cetologia, i week-end e settimane naturalistiche,
l'ecovolontariato, l'attività nelle scuole e la campagna spadare 2010.»
«Siamo orgogliosi - spiega Enea Roveda direttore marketing di LifeGate - di
sostenere Enpa in questa prima campagna mare a tutela della biodiversità. C'è
un legame speciale tra LifeGate e il mare. Non è la prima iniziativa marina che
presidiamo, già ci sono state il Veliero dei Delfini (2006), il concorso di
YouImpact dell'estate 2009 che ha raccolto le immagini delle coste italiane più
incontaminate e, più di recente, a bordo per l'ultimo viaggio della Rainbow
Warrior. Oggi LifeGate, come partner ufficiale dell'iniziativa e promotore dello
sviluppo sostenibile intende partecipare attivamente mettendo a disposizione il proprio
network per dare ampio respiro alla campagna con collegamenti e notizie su LifeGate Radio
e una sezione speciale sul portale www.lifegate.it con articoli e news dal motoveliero.
Obiettivo, sensibilizzare il più possibile verso le criticità ambientali dei
nostri mari». (25 maggio 2010)
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Trovati gli uccisori di AURA
Oggi alle 8.19 sono stati identificati gli uccisori della cagnolina ormai divenuta
leggenda, Aura. La dolce e triste cagnetta era stata bruciata viva. Dei volontari
l'avevano trovata e curata ma, nonostante l'impegno dopo qualche giorno è
morta in seguito alle ustioni che avevano coinvolto la quasi totalità del corpo.Per questa brutale uccisione Aura è stata assunta eroina e simbolo di tutti gli altri amici a quattro zampe, che, come lei rimangono vittime della brutalità degli umani. Tutte le associazioni, volontari, animalisti e finanche il Partito animalista, si sono mossi alla caccia all'uomo, arrivando finalmente alla conclusione. Si tratterebbe così come era prevedibile, di due minorenni, i quali anche se risultassero condannati, difficilmente pagherebbero realmente, date le astruse leggi che garantiscono i minori anche di fronte a tanta malvagità sinonimo da sempre di futuri killer. I due, comunque saranno condannati in virtù dell'art. 544bis c.p. uccisione di animale, condanna per la quale qualunque adulto non avrebbe visto, risparmiato il carcere. (18 maggio 2010) |
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MARTEDÌ 25 MAGGIO ENPA E LIFEGATE PRESENTANO LA CAMPAGNA DIVULGATIVA "SALVIAMO IL MARE"
Sono le cicche di sigaretta i rifiuti più diffusi nel Mediterraneo - rappresentano
il 40% del totale -, seguite dalle bottiglie di plastica, dai sacchetti di plastica e dalle
lattine di alluminio: l'inquinamento del "Mare Nostrum" dunque è
causato anche da oggetti di uso comune e quotidiano, spesso causa di morte per moltissimi
animali, in particolare cetacei. Ed è proprio per sensibilizzare gli italiani sui
comportamenti ecosostenibili a tutela dell'ambiente marino e dei suoi abitanti che
Enpa e LifeGate - primo network italiano per lo sviluppo sostenibile -, con la stagione
estiva ormai alle porte, lanciano la campagna divulgativa "Salviamo il Mare".
Contenuti e numeri della campagna, oltre ad alcuni dati sui fattori di rischio per il
Mediterraneo e a una serie di proposte di intervento per il governo italiano, saranno
presentati ufficialmente alla stampa martedì 25 maggio a partire dalle 11.30.
Interverranno: Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa; Ilaria Ferri, direttore
scientifico Enpa; Flavio Santoro LifeGate. L'appuntamento con i giornalisti è
a bordo delle motoveliero Maud, ancorato presso il cantiere nautico Jesus di Fiumicino in
via della Scafa 119. (17 maggio 2010)
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L'ENPA ADERISCE ALLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DELL'ORCA "LOLITA"
L'Enpa aderisce alla giornata mondiale per la liberazione dell'orca Lolita,
simbolo della crudeltà umana. Le orche appartengono al mare ed è giunto il
tempo di restituire loro dignità e rispetto. L'Enpa ha per questo richiesto un
incontro all'Ambasciatore degli Stati Uniti, al fine di presentare formalmente le
istanze di Lolita, sostenute da tutti gli Italiani che si sono schierati contro la
cattività di questi cetacei, in particolare dopo il recente triste episodio nel
quale l'orca Tillikum ha ucciso la sua addestratrice al "Sea world" di
Orlando (Florida) e per questo è ora detenuta in una vasca piccolissima. È
stata inoltre attivata una protesta telematica per sostenere le richieste di Enpa e di
tutto il network internazionale contro la cattività dei cetacei. "Oggi, in
oltre 40 città di tutto il mondo il network internazionale contro la cattività
richiede la liberazione di Lolita quale simbolo della crudeltà umana sui
cetacei", dichiara Ilaria Ferri Direttore scientifico e responsabile delle
campagne internazionali di Enpa, che aggiunge "queste creature, altamente sociali
ed intelligenti, sono condannate all'ergastolo all'interno di spazi ristretti;
il loro sfruttamento a fini economici, è da condannare con fermezza. Le orche
appartengono al mare ed è ormai giunto il momento di restituire a Lolita la vita
stappatale brutalmente, consentendole di smettere di lavorare per ottenere cibo, al fine
di essere reintrodotta in mare in uno spazio delimitato, permettendo così
il recupero e la sua riabilitazione in un progetto supervisionato da esperti."
Lolita, catturata nel 1970 nelle acque di Penn Cove, nello stato di Washington, quando era
ancora una cucciola di tre anni e strappata alla sua famiglia con la quale avrebbe vissuto
libera per tutta la vita, da 39 anni è costretta ad esibirsi in una piccolissima
vasca illegale nel "Miami Seaquarium". Originariamente chiamata Tokitae, è
l'ultima sopravvissuta delle 45 orche della comunità di esemplari residenti,
catturate tra il 1965 e il 1973 per finire nei parchi marini. In quegli anni almeno 13
orche morirono durante le fasi della cattura. (15 maggio 2010)
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BIODIVERSITÀ E DIRITTI ANIMALI. SE NE PARLA A CASERTA IN UN CONVEGNO PROMOSSO DALL'ENPA
Si svolgerà domani 28 aprile a Caserta il convegno nazionale "La tutela della
biodiversità e il riconoscimento dei diritti animali. Dottrina e legislazione"
organizzato dall'Ente Nazionale Protezione Animali nell'ambito delle iniziative
promosse per celebrare l'anno della biodiversità. All'incontro, che avrà
inizio alle ore 14.30 presso il Grand Hotel Vanvitelli in viale Carlo III (Caserta)
interverranno Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa; il magistrato Donato
Ceglie, coordinatore della Sezione Crimini Ambientali della Procura della Repubblica di
Santa Maria Capua Vetere (Cserta); l'avvocato Valentina Stefutti, esperta in normativa
ambientale; il professor Dario D'Ovidio, docente Facoltà di Veterinaria
Università degli Studi di Napoli Federico II; il comandante provinciale del Corpo Forestale
dello Stato Nicola Costantino; il generale Cosimo Piccinno, Comandante dei NAS; Antonio
Fascì Capo Nucleo delle Guardie Zoofile Enpa di Caserta; la dottoressa Rosanna
Zanardi membro della Commissione Guardie Zoofile Enpa. (27 aprile 2010)
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"PER UNA STORIA NON ANTROPOCENTRICA. L'UOMO E GLI ALTRI ANIMALI" ORA DISPONIBILI GLI ATTI. PRESENTE ANCHE L'ENPA DI NAPOLI È stato presentato nei giorni scorsi il volume contenente gli Atti del Convegno di studi "Per una storia non antropocentrica. L'uomo e gli altri animali", organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e tenutosi presso l'Archivio di Stato di Salerno nei giorni 25 e 26 maggio 2009. Il Convegno, curato dalla Dott.ssa Eugenia Granito e dal Dott. Francesco Manzioni, ha cercato di delineare una nuova e stimolante prospettiva di storia che tenesse conto della realtà animale, tradizionalmente e sistematicamente espulsa da ogni ricostruzione del passato. "Finora gli animali sono stati trattati quasi esclusivamente come beni di consumo e, se inutili rispetto alle esigenze umane, come esseri da sterminare senza esitazione - scrive la dottoressa Granito nell'Introduzione al volume - mentre invece è necessaria la fondazione di una nuova etica che consideri degni di attenzione e di cura tutti gli abitanti (umani e non umani) del pianeta. Questa proiezione futura non può che trarre fondamenta dalla rivisitazione di un passato che contenga in sè i semi di una storia, tutta ancora da inventare. […]Niente di più vivo del tema qui affrontato, che coinvolge non solo le coscienze individuali, ma anche le scelte etiche e politiche dell'intera società". Ai lavori del Convegno ha preso parte la Sez. Prov. ENPA Napoli, con una relazione tenuta dal Commissario Straordinario nel corso della tavola rotonda conclusiva, e inserita nel volume degli Atti. (27 aprile 2010) |
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ANIMALI. STRAGE DI RANDAGI IN MOLDAVIA, L'ENPA SCRIVE AL MINISTRO FRATTINI
"Signor Ministro, ancora una volta mi rivolgo alla Sua sensibilità per
segnalare una situazione drammatica che, fuori dai confini nazionali, non consente
all'Enpa un intervento diretto. Si tratta di una vera mattanza che le autorità
moldave stanno ponendo in essere contro i loro cani randagi … il Sindaco della
capitale, Chisinau, ha autorizzato un vero e proprio massacro che ha portato, ad oggi, alla
soppressione di più di 12.000 cani". Inizia così la lettera che il
presidente nazionale dell'Enpa - Carla Rocchi - ha scritto al Ministro degli Esteri,
Franco Frattini, denunciando il massacro tuttora in corso, in Moldavia, contro i cani
randagi. Un problema che l'Ente Nazionale Protezione Animali aveva sollevato anche
nelle settimane passate quando, unendosi a un'analoga iniziativa assunta dalla
Fondazione francese Brigitte Bardot, l'Enpa aveva, infatti, chiesto al Sindaco della
capitale moldava che fosse garantito il pieno rispetto dei diritti dei trovatelli.
"A quanto ci risulta da alcune segnalazioni, e nonostante le rassicurazioni
fornite dal primo cittadino di Chisinau, la mattanza sarebbe ancora in corso - spiega
l'Enpa -. Su Youtube sono disponibili alcune riprese video, assolutamente
agghiaccianti, che documentano la mattanza". Con la lettera inoltrata al nostro
Ministro degli Esteri, la Protezione Animali ha chiesto a Franco Frattini, apprezzato anche
per la sua grande sensibilità e attenzione ai diritti degli animali, un
"autorevole intervento presso le Autorità moldave che non potranno non tener
conto della voce dell'Italia, che vanta la più avanzata normativa a tutela
degli animali". (23 aprile 2010)
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EARTH DAY, 190 PAESI E UN MILIARDO DI ADESIONI PER ASSICURARE UN FUTURO VERDE E SOSTENIBILE ALLA TERRA
Un miliardo di adesioni, migliaia di iniziative in 190 Paesi del mondo, petizioni online
per chiedere politiche attive ed efficaci a tutela della Terra. Sono questi i numeri
dell'Earth Day 2010, che,
proprio quest'anno celebra il suo quarantesimo anniversario. La prima Giornata della
Terra fu, infatti, celebrata negli Stati Uniti nel 1970 quando oltre 20 milioni di
americani risposero all'invito di Gaylord Nelson - senatore democratico del
Wisconsin - e si mobilitarono per garantire un futuro sostenibile al Pianeta. Al centro
dell'Earth Day 2010 saranno l'energia "verde" e il riscaldamento
climatico. "Il 2010 - sostengono gli organizzatori della manifestazione -
essere un punto di svolta per far progredire la politica sul clima e per creare
un'economia globale verde". In Italia le iniziative dell'Earth Day
culmineranno con il concerto gratuito del Circo Massimo, che vedrà protagonisti,
tra gli altri, Pino Daniele e gli inglesi Morcheeba. La grande kermesse ambientalista
potrà essere seguita sulle frequenze di
LifeGate Radio
(dalle 06.00 alle 24.00), che, per l'occasione, si collegherà telefonicamente
anche con il motoveliero dell'Enpa - il Maud - attualmente in "missione
divulgativa" lungo le rotte del Tirreno meridionale. (22 aprile 2010)
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"MARE SENZA MEMORIA", LA NUOVA CAMPAGNA ANTI-ABBANDONO DELL'ENPA SULLE NOTE DI UNA CANZONE
L'Ente Nazionale Protezione Animali e Barbara, la giovane e promettente cantante
rappresentata dalla CPM ITALY, hanno avviato un'importante collaborazione orientata a
supportare la prossima campagna estiva contro l'abbandono degli animali. Lunedì 19
Aprile nel Comune di Alassio (Savona) è stato girato il videoclip del brano
"Mare senza memoria", sulle cui note danzerà l'intera campagna
Enpa. Marco Bravi responsabile del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo Enpa dice:
"è un modo per avvicinare ulteriormente, attraverso la musica, il mondo
giovanile ad una tematica così importante, anche per i tanti risvolti sociali, qual
è l'odioso fenomeno dell'abbandono degli animali".
L'innovativo progetto che proprio in questi giorni sta prendendo forma, verrà
presentato a giugno e non mancherà di sorprendere! (22 aprile 2010)
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CACCIA. L'ENPA: "VOTO DI COSCIENZA FERMA DOPPIETTA SELVAGGIA E LOBBY ESTREMISTE"
"Doppietta selvaggia è stata fermata da un voto di coscienza trasversale,
per il quale siamo grati al Parlamento, anche se è stato doloroso concedere alle
doppiette la prima decade di febbraio. Un voto che difende il diritto degli italiani a
veder tutelata la propria sicurezza nei nostri boschi e nelle nostre campagne, già
oggi minacciata da una stagione di spari troppo lunga". È quanto dichiara
Annamaria Procacci, consigliere nazionale dell'Enpa, commentando il voto
sull'articolo 43 della Legge Comunitaria 2009. "Le cose non sarebbero potute
andare diversamente - prosegue Procacci - in un Paese che ha gridato forte contro la
cancellazione delle regole in materia di tutela della fauna; regole per il rispetto della
quali cui l'Enpa si è sempre battuto, consapevole di rappresentare la volontà
della stragrande maggioranza degli italiani che vogliono solo pace con la natura".
"Nell'anno della biodiversità, voluto dall'Assemblea
dell'Onu - aggiunge il consigliere nazionale dell'Enpa -, approvare la
deregulation venatoria in nome di una pratica ludica, cioè dell'uccidere per
divertimento, sarebbe equivalso a un insulto contro il patrimonio di vita del pianeta, già
tanto depauperato dalla distruzione degli habitat, dallo stravolgimento del clima,
dall'inquinamento. Da questa vicenda gli estremisti venatori dovrebbero trarre una
lezione e riflettere: non è più tempo di smanie per soddisfare una minoranza
della minoranza, perchè, lo vogliamo ricordare, la deregulation è avversata
anche da una parte rilevante dello stesso mondo venatorio". "La nostra
gratitudine - conclude Procacci - va a tutti i parlamentari di maggioranza e di
opposizione che si sono impegnati per dare risposte serie ai ripetuti atti di accusa
rivolti all'Italia dall'Unione Europea con le procedure d'infrazione;
procedure causate da un intollerabile abuso della caccia, che ci ha visto maglia nera
nell'Unione". "Secondo l'Enpa ancora molta strada resta da fare per
assicurare una effettiva tutela agli animali selvatici; occorre impegnarsi affinchè
la cultura della vita e del rispetto verso tutti gli esseri viventi si traducano in
politiche coerenti e coraggiose. L'Ente Nazionale Protezione Animali rinnova il suo
impegno in questa direzione, in nome di una visione biocentrica che vuole archiviare una
volta per tutte la stagione del dominio dell'uomo sulla natura, che ha reso il nostro
Paese e il Pianeta sempre più poveri di vita". (21 aprile 2010)
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CACCIA. AMBIENTALISTI E ANIMALISTI IN PIAZZA A MONTE CITORIO CONTRO LA DEREGULATION VENATORIA
Si sta svolgendo proprio in queste ore il presidio delle associazioni animaliste e
ambientaliste - tra cui l'Enpa - che sono scese in piazza a Monte Citorio, davanti
alla Camera dei Deputati, per protestare contro l'articolo 43 della Legge Comunitaria.
Già approvata in aula al Senato e in commissione ambiente e agricoltura alla Camera,
la norma affronta l'ultimo e decisivo passaggio: in caso di via libera le Regioni
avrebbero facoltà di estendere la stagione venatoria oltre i limiti (1° settembre -
31 gennaio) previsti dall'attuale normativa, la legge 157/1992. Per la sopravvivenza
di milioni di animali selvatici sarebbe il colpo di grazia; per gli italiani la beffa. Non
più tardi di un mese fa, infatti, un sondaggio espresso, per l'ennesima volta,
la netta contrarietà della stragrande maggioranza degli italiani alla caccia e a ogni
ipotesi di deregulation venatoria. La politica italiana intende forse celebrare l'anno
internazionale della biodiversità approvando uno sterminio di massa? (20 aprile 2010)
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CACCIA, È EMERGENZA. LUNEDÌ E MARTEDÌ PRESIDIO IN PIAZZA MONTECITORIO A ROMA
Sono giorni decisivi per difendere la natura e gli animali: lunedì e martedì
la Camera dei Deputati voterà la norma che concede alle Regioni il potere di
estendere la stagione venatoria. Sarebbe un disastro e, al tempo stesso, un vero e proprio
tradimento della volontà della stragrande maggioranza degli italiani: non più
tardi di un mese fa, grazie a un sondaggio, ancora una volta è emersa la netta
contrarietà degli italiani all'attività venatoria e a ogni ipotesi di
modifica peggiorativa dell'attuale legge.Enpa, insieme a tante altre associazioni, cercherà di fermare tutto questo con un presidio in Piazza Montecitorio a Roma lunedì 19 aprile (dalle 12 alle 20) e martedì 20 aprile (dalle 9.30) in concomitanza del voto. L'appello è alla partecipazione di tutti coloro che potranno testimoniare, con la loro presenza, la loro ferma contrarietà a questa barbarie. Inutile sottolineare quanto una presenza significativa possa rappresentare degnamente, in questa importante battaglia per la civiltà, la stragrande maggioranza di italiani contrari alla caccia ed al suo impatto devastante sul patrimonio faunistico e naturale. (16 aprile 2010) |
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SCILIPOTI (IDV): TRAFFICO ANIMALI RANDAGI, INTERVENGA IL MINISTERO DELL'AMBIENTE
Roma 14/04/2010 - "Siamo sempre stati contro il traffico di animali randagi dal
nostro Paese verso l'Europa del Centro-Nord; il Governo si muova con maggiore
attenzione al fenomeno e con una rigorosa applicazione delle leggi esistenti".
Così l'On. Scilipoti con riferimento al traffico illegale dei randagi.
"Le ultime informazioni mostrano che si sono scatenate campagne diffamatorie
contro l'Italia, soprattutto da parte delle organizzazioni straniere coinvolte. Con
stupore - prosegue il Deputato idv - veniamo ora a conoscenza del fatto che il
Ministero della Salute sta elaborando un protocollo di sostanziale legalizzazione di tali
traffici, inserendo addirittura le esportazioni di massa, travestite da adozioni, nel
sistema TRACES dei trasporti commerciali di animali. Ci opponiamo fermamente a simili
compromessi che disattendono i doveri istituzionali e umiliano il nostro Paese, a tal
proposito - conclude Scilipoti - invitiamo il Ministero a recedere da tale progetto
e a lavorare piuttosto per il rispetto della legalità, integrando con serie
disposizioni il DdL di ratifica della Convenzione di Strasburgo".On. Domenico Scilipoti (14 aprile 2010) |
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CON ENPA E LIFEGATE, LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE SBARCA ALLA GARIBALDI REGATTA 2010
È arrivata mercoledì 14 aprile nel porto di Trapani il motoveliero Maud,
la barca d'epoca dell'Ente Nazionale Protezione Animali, che parteciperà
alle iniziative programmate nell'ambito della Garibaldi Tall Ship Regatta 2010. A
partire da oggi e per tutta la tre giorni di celebrazioni, che inizierà il 16 aprile
e si concluderà il 19, il motoveliero Maud sarà aperto al pubblico. A bordo,
i "marinai" dell'Ente Nazionale Protezione Animali, sveleranno ai visitatori
tutti i segreti dell'imbarcazione. Ma soprattutto spiegheranno come ciascuno,
adottando abitudini e comportamenti eco-sostenibili, possa contribuire fattivamente -
"nel suo piccolo" - alla difesa degli animali e dell'ambiente. Ed è
proprio in occasione di questa iniziativa che LifeGate - primo network italiano per lo
sviluppo sostenibile - ed Enpa hanno unito le loro energie con l'obiettivo di dare
ancora più forza alla tutela della natura, grande patrimonio collettivo. LifeGate
Radio, voce green del panorama radiofonico italiano dal 2001, sarà in contatto
costante con il "Maud" e informerà i suoi ascoltatori sullo svolgimento
della traversata, sulla vita quotidiana dell'equipaggio e sull'attività
di monitoraggio e tutela dell'ambiente marino. La community web invece troverà
sul portale www.lifegate.it una sezione dedicata all'iniziativa con articoli e
notizie di approfondimento. Un'importante iniziativa che vede nuovamente insieme in
prima linea LifeGate ed Enpa nella tutela dell'ambiente. «Nell'anno
internazionale della biodiversità, nel centocinquantennale dei Mille e nel
centoquarantesimo anniversario dalla fondazione dell'Enpa - commenta Carla Rocchi -
, abbiamo voluto partecipare a questa bellissima iniziativa non soltanto per celebrare
la figura del nostro fondatore, Giuseppe Garibaldi, ma anche per testimoniare concretamente
l'impegno dell'associazione per la tutela della biodiversità. Creare le
condizioni per un progresso sostenibile significa proteggere l'ambiente e l'uomo
che ne fa parte». (15 aprile 2010)
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Caccia no limits: il Governo va contro se stesso e la approva
Seppur con alcune modifiche, anche molto concrete in alcuni casi, il disegno di legge atto
a prolungare i tempi permessi per esercitare l'attività venatoria è
stato oggi approvato da PdL e Lega. Incredibilmente si potrebbe aggiungere, dato che un
sottosegretario alla Salute (Martini) e addirittura ben due Ministri ( Brambilla e
Prestigiacomo) sono conosciuti come convinti animalisti.Francesca Martini: non c'è bisogno di presentarla se non come "quella che" ha fatto chiudere il famigerato canile di Cicerale, lager scoperto dai volontari e portato agli occhi del grande pubblico da Striscia la Notizia. Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo: nonostante le traversie legali col canile di Lecco, vicenda sulla quale sussistono molti dubbi, sia in un senso che nell'altro, è fondatrice della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e Presidente provinciale della Lega per la Difesa del Cane. Due associazioni che comunque "fanno il loro lavoro". Stefania Prestigiacomo, Ministro dell'Ambiente, sottolineando dell'Ambiente: Ha ferventemente lottato contro il prolungamento dei tempi di caccia, ma sembra abbia perso. Resta da capire, come sia stato possibile che un Governo con due Ministri Animalisti, e uno di questi, (ripetendolo un'altra volta) è quello dell'Ambiente, sia riuscito a votare a favore di una legge simile. Se è vero che le leggi non le vota il Governo ma il Parlamento, è altrettanto vero che senza i voti della maggioranza, il provvedimento non avrebbe avuto nessuna possibilità di passare. In specifico, è stata la commissione Agricoltura della Camera ad approvare il disegno di legge, ma a rigor di logica, "fin lì" quel disegno non ci sarebbe nemmeno dovuto arrivare. Sicuramente, quanto scritto fino ad ora sembrerà un ragionamento "politico", fatto cioè da qualcuno che non ha simpatia per il centro-destra, ma non è così; qui non si sta facendo assolutamente politica, attività che risulterebbe penoso mischiare con la questione animale, ma si sta cercando "l'illuminazione". Come è possibile che la politica intrapresa dal Ministero dell'Ambiente sia così ferocemente avversata dagli stessi membri interni al Governo? E per quale motivo tutto ciò è successo? In ogni caso, le Regioni dalla prossima stagione venatoria potrebbero avere il potere di decidere discrezionalmente se prolungare o no la suddetta stagione e nel caso, di quanto "potrebbero", perchè ora il provvedimento dovrà essere discusso nell'aula di Montecitorio, dove l'opposizione sembra farà di tutto per impedirne l'attuazione. Nel caso l'art 43 della legge Comunitaria passasse anche alla Camera, le Regioni nella loro libertà dovranno comunque uniformarsi ad alcuni pareri imprescindibili prima di poter prolugare i giorni previsti per poter sparare ai poveri volatili. "Fermo restando, le disposizioni relative agli ungulati, le Regioni possono posticipare i termini in relazione a specie determinate e allo scopo sono obbligate ad acquisire il preventivo parere di validazione delle analisi scientifiche a sostegno delle modifiche da apportare, espresso dall'Ispra, sentiti gli equivalenti istituti regionali ove istituiti e riconosciuti dalla commissione Europea, al quale dovranno uniformarsi". Nello stesso testo si ritrova, fortunatamente, anche il divieto di caccia per gli animali che stanno tornando al loro nido e allo stesso modo nei luoghi dove il suddetto nido è stato fatto. In sostanza, Il Governo, oltre ad andare apparentemente contro se stesso, sembra voler andare contro anche alla maggior parte del popolo italiano. A parte il referendum sulla caccia, ormai datato, ma che aveva comunque indicato molto chiaramente come gli italiani la pensassero, il numero di chi pratica questa attività in Italia si assottiglia sempre di più e cresce, pur lentamente, la sensibilità della popolazione verso il mondo animale. La speranza è che la parte di Governo che ha votato a favore di tale legge in commissione, se ne accorga. (14 aprile 2010) |
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Adozioni a distanza ENPA destinate agli Ultimi
Sono gli ultimi, quelli che non vuole nessuno, quelli che hanno bisogno d'amore e
che non lo avranno mai.Bastano 20 Euro al mese non vincolanti e il tuo contributo aiuterà chi non ha speranza. Per i contributi a Ente Nazionale Protezione Animali Onlus - Comunicazione & Sviluppo Piazza Carlo Alberto, 30 - 12042 Bra, puoi scegliere: * carta di credito compilando subito il modulo qui di seguito; * conto corrente postale n. 43321611 scrivendo nella causale il nome di chi hai adottato; * bonifico, anche continuativo, sul c/c Banca D'Alba IBAN: IT 39 S 08530 46040 000430101775, assicurandoti che ci venga comunicato anche il tuo indirizzo. Per maggiori informazioni e per conoscere anche chi adotti e il suo nome visita il nostro sito Nazionale www.enpa.it. Potrai interrompere l'adozione in qualunque momento con la semplice cessazione degli invii. GRAZIE PER IL TUO AMORE (12 aprile 2010) |
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Filippine: scoperto un baby-dinosauro
Appellativo ironico ma quanto mai veritiero. Il "Varanus Bitatawa" è
una specie di lucertola che può misurare fino a 2 metri di lunghezza e pesare 10 kg.
Una bestione che non ha proprio niente a che vedere con le lucertoline che siamo abituati a
veder correre sul ciglio delle nostre strade, o sui marciapiedi. La scoperta è
stata fatta nelle Filippine, precisamente nella valle del nord dell'isola di Luzon,
da un gruppo dei ricercatori che appartengono al Biodiversity Institute.Il mega-rettile, che spaventerebbe a morte la più robusta delle salamandre si presenta dotato di ben 4 colori, alla faccia del razzismo; squame verdi e gialle su uno sfondo blu e nero. La scoperta è di fondamentale importanza ed anche particolare; escludendo l'unicità dell'animale, il ritrovamento è avvenuto in una zona nella quale, per la forte popolosità, la vita di esseri così anomali era ritenuta impossibile. Il Varanus Bitatawa, seguendo le analisi svolte sul dna dello stesso animale, sarebbe stretto parente di una bestia che in alcune zone riveste un ruolo quasi mitologico. Il cosiddetto "Drago di Komodo" (nella foto), un enorme rettile indonesiano che, al contrario dell'esemplare ritrovato nelle Filippine è carnivoro e (per questo) decisamente aggressivo, caratteristica questa che non sembra appartenere per nulla al Varanus. È stato il Biology Letters journal della Royal Society a dare per primo la notizia ed è però dell'estate scorsa. Sembra, tra l'altro, che gli indigeni residenti in quella zona dell'arcipelago delle Filippine mangiassero abitualmente la carne di "Varanus", causandone il rischio di estinzione. Se questo fosse avvenuto, sarebbe sparita dal pianeta una particolarissima specie di rettile all'insaputa dell'essere umano; sicuramente una grave perdita per la scienza, ma non solo. Il lucertolone è a tutti gli effetti un esemplare di "sauro", seppur molto rimpicciolito e rappresenta quindi un diretto collegamento non solo con gli albori della razza umana, ma addirittura con un'epoca nella quale ancora non esistevano esseri antropomorfi così come noi li conosciamo. La natura, pur incredibilmente maltrattata, è ancora capace di riservarci meravigliose sorprese. (12 aprile 2010) |
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AL VIA LA QUINTA EDIZIONE DEL "PROGETTO BONELLI": STAGE NELLA COMUNICAZIONE DEL TERZO SETTORE Un appuntamento atteso quello del Progetto Bonelli (iscrizioni al sito www.progettobonelli.it), opportunità di inserimento nel mondo del lavoro della comunicazione per molti giovani e meno giovani. La scorsa edizione è stata un vero successo, con un incremento di iscritti superiore al 50% e numerosi stagisti vincitori rimasti a lavorare con contratti diversi nelle sedi dello stage. Ora si riparte con la quinta edizione di questa iniziativa culturale e formativa che, nel corso degli anni, ha permesso a molti giovani e giornalisti di "mettersi in gioco e sporcarsi le mani" negli uffici stampa e nelle redazioni giornalistiche delle associazioni di Terzo Settore di tutta Italia, fornendo concrete occasioni formative e di apprendimento di tecniche e metodologie di lavoro. Le associazioni aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore si possono trovare a questo link: http://www.forumterzosettore.it/Associazioni/default.asp. Saranno attivati 20 stage, destinati a studenti e laureati sotto i 28 anni e giornalisti pubblicisti e professionisti senza limite di età, ai quali verranno corrisposti, a fronte di 310 ore di stage, borse di studio (1.000 euro lordi) e crediti formativi universitari a seconda del profilo di iscrizione. A tutti i vincitori verrà consegnata anche una copia dell'Agenda del Giornalista, prezioso strumento per chi si occupa di comunicazione. Ci si può iscrivere solo online entro e non oltre il 15 maggio 2010 secondo le modalità indicate nel sito www.progettobonelli.it. Il Progetto è dedicato a Giorgio Bonelli, per 40 anni capo ufficio stampa delle Acli, decano del giornalismo associativo e sindacalista impegnato, scomparso nel dicembre del 2003. Il Progetto Bonelli è promosso dal Forum del Terzo Settore, in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università Sapienza di Roma, il contributo di Arca-Enel, il sostegno di FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana, Associazione Stampa Romana e Inpgi, Ucsi - Unione Cattolica Stampa Italiana, il patrocinio dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell'Usigrai e dell'Agenda del Giornalista e il supporto di Enaip - Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale. (12 aprile 2010) |
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GARIBALDI REGATTA. A TRAPANI ANCHE L'ENPA: "NELL'ANNO DELLA BIODIVERSITÀ, UN OMAGGIO A GARIBALDI, IL NOSTRO FONDATORE"
Si chiama Maud, è un motoveliero di 23 metri costruito nel 1927, ha cinque cabine
doppie e a bordo può ospitare a fino a 15 persone. È la barca con cui
l'Enpa parteciperà alle iniziative programmate nell'ambito della Garibaldi
Tallship Regatta 2010, che si svolgeranno a Trapani dal 16 al 19 aprile. «Nel 2010
ricorre il centocinquantennale della spedizione dei Mille. Con la nostra presenza -
spiega Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa - vogliamo ricordare Giuseppe
Garibaldi che è stato non soltanto l'artefice dell'unità
nazionale ma anche il primo animalista d'Italia. Infatti, è stato proprio
"l'eroe dei due mondi" insieme al suo medico Timoteo Riboli e alla
nobildonna inglese Anna Winter contessa di Southerland, a fondare, nel 1871, l'Enpa,
che allora si chiamava "Società Protettrice degli Animali"».L'imbarcazione d'epoca dell'Enpa salperà il 12 aprile dal porto di Fiumicino (Roma) e, dopo aver percorso circa 300 miglia marine (540km), arriverà a Trapani quattro giorni dopo - il 16 aprile - per unirsi agli eventi organizzati per la Garibaldi Tallship Regatta. LifeGate, primo network italiano per lo sviluppo sostenibile e importante partner dell'Enpa per questa iniziativa, sarà in contatto costante con il "Maud" e informerà i suoi ascoltatori sullo svolgimento della traversata, sulla vita quotidiana dell'equipaggio e sull'attività di monitoraggio e tutela dell'ambiente marino. La community web invece troverà sul portale www.lifegate.it una sezione dedicata all'iniziativa con articoli e notizie di approfondimento. Un'importante iniziativa che vede nuovamente insieme in prima linea LifeGate ed Enpa nella tutela dell'ambiente. «Il 2010 - aggiunge Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa - è anche l'anno internazionale della biodiversità. Abbiamo scelto di impegnarci concretamente a difesa del mare e di promuovere comportamenti ecosostenibili poichè è uno degli ecosistemi più a rischio del pianeta. Pesca illegale, sversamenti di industrie e allevamenti, inquinamento acustico e una infinita quantità di sostanze tossiche causano danni irreversibili in particolare alle grandi specie pelagiche quali cetacei, tonni e pesce spada». Ancorato al porto di Trapani dal 16 fino al 19 aprile, il motoveliero dell'Enpa accoglierà a bordo appassionati di nautica, giornalisti, amanti del mare e degli animali ma anche semplici curiosi. Nelle veste di ciceroni, i "marinai" dell'Enpa sveleranno ai loro ospiti tutti i segreti della barca animalista, ricostruiranno la storia dell'Enpa attraverso le gesta del suo fondatore, spiegheranno quanto sia semplice e importante per l'uomo difendere gli animali e l'ambiente in cui vivono. Organizzata dalla Sail Training International (STI) in collaborazione con la Sail Training Association - Italia (STA-I) e con le istituzioni locali - sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - la Garibaldi Tall Ships Regatta 2010 vede protagoniste le spettacolari "navi dagli alti alberi" e i loro equipaggi, composti per metà da giovani volontari di tutto il mondo. Le imbarcazioni iscritte alla regata - al momento sono 20 - saranno ormeggiate nel porto di Genova dall'8 all'11 aprile per poi partire alla volta di Trapani dove arriveranno il 16 aprile, coinvolgendo fino al 19 aprile in un fitto calendario di eventi e iniziative il pubblico e gli equipaggi. (9 aprile 2010) |
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Scoperta una rara lucertola gigante.
MILANO - Negli ultimi cinquant'anni solo la scimmia di Kipunji in Tanzania e il bovide
chiamato saola, nel Vietnam, possono competere con la scoperta del Varanus Bitatawa, una
lucertola lunga circa due metri individuata casualmente, e quasi miracolosamente, nella
valle del nord dell'isola di Luzon, nelle Filippine, da un team di ricercatori del
Biodiversity Institute dell'Università del Kansas.LE PECULIARITÀ - I colori del rettile, che pesa appena dieci chili, sono suggestivi e una tonalità di base blu e nera si alterna a squame verdi e gialle. La caratteristica decisamente più curiosa consiste però nel possesso di due peni, anche se in realtà va detto che per quanto insolita e inquietante la presenza di due organi riproduttivi non è appannaggio esclusivo del Varanus Bitatawa ed è una peculiarità di molti rettili: alcuni sauri e serpenti sono dotati, infatti, di due organi copulatori (emipeni) che in condizione di riposo vengono alloggiati in apposite tasche e che utilizzano alternativamente. UN CUGINO FAMOSO - La scoperta è stata classificata come insolita, vivendo il lucertolone in una zona molto popolata e soggetta a una deforestazione intensa. È quasi un miracolo insomma che questo grande rettile, di cui sicuramente esistono pochissimi esemplari, vivesse in quella zona, sopravvissuto all'ingombrante presenza umana. Un test del Dna dell'animale ha consentito di rivelare una parentela abbastanza prossima del Varanus Bitatawa con il drago di Komodo indonesiano, ma contrariamente al cugino la lucertola filippina non è carnivora, il che la rende anche meno aggressiva del leggendario rettile indonesiano, noto per la sua pericolosità e voracità. L'HABITAT - Gradatamente l'habitat naturale del bizzarro rettile si è trasformato e a dare il colpo di grazia hanno contribuito le popolazioni locali, che con la caccia hanno minacciato la specie, ormai in serio pericolo di estinzione. Attualmente non è possibile fare un censimento, ma i ricercatori sono più che certi che le specie in circolazione siano pochissime e che avrebbero potuto estinguersi senza nemmeno essere catalogate. Questa parte delle Filippine è considerata molto difficile da esplorare e particolarmente nascosta e inaccessibile, anche se in realtà gli indigeni consumavano tranquillamente la carne del lucertolone, che era parte fondamentale della loro dieta. La scoperta è stata pubblicata nel Biology Letters journal della Royal Society, risale alla scorsa estate (nonostante sia stata documentata solo ora) ed è il frutto di quasi un decennio di ricerche. Come ha voluto sottolineare Rafe Brown, uno degli autori dell'articolo, si spera che l'animale possa diventare un'icona della lotta per la preservazione dell'ambiente, in una zona già molto compromessa e minacciata dall'uomo. (7 aprile 2010) |
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Asini, la rivincita degli umili.
MILANO - Ruth viene da Kiserian, una cittadina vicino a Nairobi, in Kenya. Per mantenere se
stessa e i suoi tre figli trasporta e distribuisce l'acqua alle famiglie della zona.
Come quasi tutti i suoi concittadini non si può permettere un'auto o un
camioncino: l'unico mezzo di trasporto di cui dispone è il suo asinello.
L'acqua è un carico pesante e difficile da trasportare e, fino a un anno fa,
l'imbragatura sbagliata infliggeva ferite profonde al corpo dell'animale che, pur
soffrendo, continuava a lavorare duramente. Poi, l'incontro con l'associazione
inglese «The Donkey Sanctuary» che, con un laboratorio veterinario specializzato
nella cura di asini e muli a Nairobi e tre cliniche mobili, fornisce dal 1994 cure gratuite
agli equini da lavoro kenyoti. Ora l'asinello di Ruth è guarito e, grazie alla
frequentazione di un seminario sulla corretta gestione del proprio animale da lavoro
organizzato dal sodalizio inglese, Ruth ha iniziato ad aiutare gli altri proprietari della
zona a far vivere il loro equino meglio e più a lungo.DALL'EUROPA AL MONDO - Il lavoro in Kenya è solo una parte infinitesimale di ciò che ha costruito nel mondo «The Donkey Sanctuary», fondata nel Devon nel 1969 da Elizabeth Svendsen con l'apertura di Slade House Farm, tuttora sede centrale dell'associazione dove sono ospitati permanentemente 150 asinelli abbandonati. Dall'Inghilterra il lavoro si è esteso a buona parte del Vecchio Continente con l'apertura di rifugi in Spagna, a Cipro, in Irlanda e in Italia. Ma se in Europa il numero di asini bisognosi è contenuto, nel Terzo Mondo è fuori controllo. Come l'animale di Ruth, la maggioranza di queste creature umili, frugali, pazienti e resistentissime continua a lavorare in condizioni durissime per mantenere l'uomo. Fu così che, a partire dalla metà degli anni Ottanta, «The Donkey Sanctuary» invase pacificamente molti Paesi poveri e oggi reca sollievo ogni anno a circa quattrocentomila dei 60 milioni di asini che popolano il pianeta. IN PRINCIPIO FU IL KENYA - Il primo avamposto extraeuropeo fu l'isola kenyota di Lamu visitata dalla Svendsen nel 1985. Poco dopo era già operativo il Lamu Centre per la cura degli oltre duemila asini isolani martoriati da problemi agli zoccoli, ai denti, da parassitosi e imbragature scorrette. Un anno dopo fu la volta dell'Etiopia, dove «The Donkey Sanctuary» fondò in partnership con l'Università di Addis Abeba, un ospedale veterinario a Debre Zeit, a 30 chilometri dalla capitale. Un lavoro analogo viene svolto dal 1991 a Città del Messico, nella sede della National Autonomous University, dal 1998 in India, con cinque centri veterinari a Delhi, Ahmedabad, Gwalior, Sikar e Solapur e, dal 2003, in Egitto, con sede a Faisal, non distante dalle Piramidi di Giza. L'ultima scommessa di «The Donkey Sanctuary» è la Cina ma data la vastità del Paese per il momento il lavoro dell'associazione si limita all'organizzazione di seminari per i veterinari locali. ONOTERAPIA PER I BIMBI - Oltre agli asini, importantissimi per «The Donkey Sanctuary» sono i bambini. Per loro, in molti dei Paesi in cui l'associazione opera vengono organizzate lezioni scolastiche che mirano, attraverso il racconto di storie e disegni, a costruire una cultura del rispetto per l'animale che contribuisce al loro mantenimento. Ma c'è altro: in molti dei rifugi europei sono attivi programmi di onoterapia per piccoli con disabilità motorie o psicologiche. Presto, la terapia assistita con gli asini prenderà avvio anche nella sede italiana dell'associazione: «Il Rifugio degli Asinelli» di Sala Biellese, sui pendii della catena montuosa della Serra, dove attualmente vivono cento asini salvati dai maltrattamenti. (6 aprile 2010) |
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LE IENE RIDENDO DICONO TANTE COSE.
MILANO - La sinistra risata delle iene, udibile soprattutto quando gli animali stanno per
sferrare un attacco mortale contro una possibile preda, non è un verso casuale e un
po' isterico ma una comunicazione vera e propria. Questa è la tesi sostenuta da
uno studio, condotto dalla University of California di Berkeley in collaborazione con
l'Università francese di St. Etienne, su 26 iene in cattività.ALTRO CHE RIDERE - A seguito di una precedente ricerca, gli studiosi avevano chiarito che dalla tonalità di una «risata» si poteva definire l'età dell'animale che la emetteva. Ora si aggiunge un nuovo dettaglio: a seconda della variazione di frequenza delle note emesse da una iena, l'animale trasmette informazioni sul proprio rango sociale. Questo permette, all'interno di un branco, di stabilire la precedenza ad alimentarsi e la suddivisione della preda. In natura questi mammiferi sono predatori notturni che vivono in gruppi che possono variare da 10 a 90 individui, solitamente hanno un comportamento cooperativo durante la caccia, ma diventano molto competitivi tra loro al momento di nutrirsi. FEMMINE AL COMANDO - L'organizzazione sociale del branco è nettamente matriarcale, nel senso che sono le femmine, indipendentemente dalla loro età, a occupare i ranghi più elevati. Le informazioni contenute in una risata sono molto importanti anche per un nuovo maschio che si inserisce in un clan, in quanto gli consentono di capire chi conta all'interno del gruppo, aumentando così le possibilità di migliorare il proprio status. AIUTO - Infine, una parte dei 10 differenti suoni registrati dai ricercatori trasmette un messaggio di frustrazione e di richiesta d'aiuto. Ciò avviene quando una iena si trova, per esempio, muso a muso con un leone fermamente intenzionato a sottrarle una preda. In casi come questi l'apporto del branco risulta determinante nel risolvere una lotta impari, che certamente vedrebbe soccombere il loro ridente compagno. (30 marzo 2010) |
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PASQUA. L'ENPA "SOGNIAMO UN PICCOLO MIRACOLO: CHE GLI ITALIANI RINUNCINO ALLA CARNE D'AGNELLO"
Nato poche settimane fa, Giacomo è un grazioso agnellino che, proprio in questi
giorni muove i primi passi sulle sue zampe ancora fragili. Come tutti i cuccioli, ispira
tenerezza e simpatia quasi istintuali mentre, sotto l'occhio vigile della madre,
inizia a prendere contatto con il mondo. Giacomo è un animale fortunato: a
differenza di moltissimi suoi simili non terminerà i suoi giorni prematuramente,
finendo in una padella a far compagnia a patate e rosmarino - ogni anno, nel solo mese
della Pasqua, sono oltre 714mila gli animali sacrificati per "celebrare" la
festività -, ma avrà la possibilità di vivere indisturbato il resto
della sua vita. Giacomo, infatti, è l'ultimo nato di un gregge di pecore
"abbandonato" che l'Enpa ha salvato, a Parma, prima dall'annegamento e
poi dalla macellazione. Strappati miracolosamente dalla furia delle acque, gli animali
furono affidati a un'azienda agricola vincolata a non destinarli al consumo
alimentare. Ma "l'investimento" si è rivelato improduttivo e
l'impresa, attenta più ai bilanci che al benessere degli animali, non ha
esitato a disfarsi del gregge. Sul quale è così tornata ad allungarsi
l'ombra minacciosa del macello. La storia però, almeno questa volta, ha un
lieto fine. "Abbiamo preso in carico tutti gli ovini - spiega l'Ente
Nazionale Protezione Animali - distribuendoli tra le sezioni di Parma e di Modena, e le
pecore avranno finalmente la possibilità di vivere indisturbati senza il rischio di
finire in padella. Ma non è tutto. Il gregge che abbiamo adottato è diventato
il centro di un progetto di educazione ambientale rivolto ai bambini: i piccoli visitano
gli animali, imparano a conoscerli, a relazionarsi con loro e a rispettarli". Ma le
cose purtroppo non vanno sempre così. "Mancano ormai pochi giorni alla
Pasqua - aggiunge l'Enpa - e una ricorrenza così felice e serena per
milioni d'italiani non lo sarà altrettanto per centinaia di migliaia di ovini,
massacrati per imbandire una tavola. Quest'anno però sogniamo un piccolo
miracolo; sogniamo che a partire da oggi gli italiani rinuncino all'agnello,
sostituendone la carne con un menù vegetariano, e permettano così
a tantissimi animali di condividere la stessa fortuna di Giacomo." (26 marzo 2010)
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CITES. FALLIMENTO DEI NEGOZIATI A DOHA, L'ITALIA SACRIFICA LA BIODIVERSITÀ AGLI INTERESSI DI POCHI
"È paradossale che, proprio nell'anno internazionale della
biodiversità, la conferenza Cites, strumento che quella biodiversità
dovrebbe tutelare, si concluda con un clamoroso fallimento". Questo il commento
dell'Enpa alla vigilia della chiusura della convenzione sul commercio delle specie
minacciate di estinzione, in corso a Doha (Qatar). "L'interesse particolare di
pochi commercianti locali è prevalso sull'interesse generale alla tutela degli
ecosistemi - dichiara l'Enpa -. E parte di questa responsabilità
ricade anche sul nostro Paese". Infatti, pur di "tutelare" una ristretta
cerchia di artigiani, la delegazione italiana ha respinto ogni ipotesi di compromesso sulla
regolamentazione del commercio di corallo; proposte che prevedevano non la messa al bando
ma una semplice regolamentazione. "L'idea - aggiunge l'Enpa - era
quella di favorire una gestione razionale dei prelievi, per evitare una eccessiva pressione
sui singoli ecosistemi locali". Ma a essere in discussione - secondo l'Ente
Nazionale Protezione Animali - è il modo stesso in cui le istituzioni italiane si
rapportano alla tutela della biodiversitÝ, un tema sul quale viene speso un
profluvio di parole senza che i fatti seguano alle dichiarazioni di principio. E infatti
sono forse in pochi a sapere che la Commissione Scientifica Cites italiana, quella che
dovrebbe decidere sull'importazione di prodotti di origine animale o vegetale nel
nostro Paese, è decaduta a dicembre 2009 e da allora non è stata rinnovata.
"A questo - aggiunge l'Enpa - sarebbe molto interessante sapere chi
decide quali e quanti prodotti animali e vegetali sia possibile importare in Italia. Come
possono i nostri rappresentanti avere la pretesa di tutelare la biodiversità
se sono poi così gravemente inadempienti? Ma evidentemente le parole servono e le
petizioni di principio servono a nascondere quel disinteresse di fondo che costituisce la
minaccia principale per la sopravvivenza di milioni di organismi viventi, animali e
vegetali". (25 marzo 2010)
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L'allevamento Morini è fallito! 407 Beagle scampati alla vivisezione in cerca di casa.
La notizia si sta diffondendo da qualche giorno via internet ed è stata verificata
direttamente contattando le volontarie del posto. L'allevamento Morini conosciuto per il
possesso e la conseguente vendita soprattutto di cani ed in special modo di razza Beagle
destinati alla sperimentazione scientifica ed alla vivisezione ha dichiarato qualche
settimana fa il suo fallimento. La pessima fama che l'azienda si era fatta tra gli
animalisti ha contribuito in modo fondamentale alla sua chiusura. L'opera
d'informazione svolta dai volontari che, girando casa per casa, hanno allertato i
"vicini" sull'attività dell'azienda, ha sostanzialmente isolato
l'allevamento, che si è trovato col passare degli anni in mezzo ad un
"deserto sociale". Già l'anno scorso, ancora in attività,
fu tentata una vendita di un centinaio di animali, vendita alla quale sembra si fossero
presentate diverse case farmceutiche. L'operazione fu bloccata però, ancora una
volta, dagli animalisti.Ora, notizia certa, la chiusura definitiva dell'azienda di proprietà della famiglia Morini, sul mercato da decenni, ha creato un'emergenza adottiva di proporzioni straordinarie. Ben 407 Beagle, tra i quali un centinaio risultano essere cuccioli tra i 4 e i 12 mesi cercano una casa vera, finalmente. Questi cani, fortunatamente, sembra non abbiano fatto in tempo a subìre esperimenti, cosa che li avrebbe sicuramente traumatizzati a vita. Sono però sempre vissuti in una gabbia e sono, ovviamente, fortemente spaventati. Il mondo del volontariato ha creato una rete che, nelle varie parti d'Italia, gestirà le adozioni o gli stalli e gli spostamenti dei cani da dove sono ora, in provincia di Reggio Emilia, alle loro nuove case. Sabato 27/03, avverrà la prima "spedizione". Anche da queste pagine s'invita chiunque possa o voglia aiutare, non solo adottando un cane, ma anche con stalli temporanei, staffette, prestito/regalo di trasportini ed invio di cibo a "farsi avanti". Le operazioni verranno gestite attraverso l'Associazione Vita Da Cani di Arese (Mi), ma esiste un responsabile di zona in ogni parte d'Italia. L'associazione di volontariato milanese ha stipulato un accordo con il comune di S.Polo d'Enza (RE), paese dove aveva sede la "fabbrica della morte", uno dei tanti appellativi con i quali gli animalisti hanno sempre identificato l'allevamento emiliano. Attualmente tale accordo risulta essere esclusivamente verbale e quindi non (ancora) ufficializzato, ma sembra, per pure questioni procedurali. Vita da Cani è comunque da anni attiva nel recupero di Beagle provenienti dai laboratori di sperimentazione. La razza è particolarmente richiesta dai "ricercatori" perchè molto poco aggressiva e dà quindi molti meno problemi. Per un volontario non è facile scrivere certe frasi. Anche Alf, l'Animal Liberation Front, eroi per gli animalisti e con grande sostegno nell'opinione pubblica, ma considerati dei terroristi dalla legge avevano in passato "fatto visita" all'azienda di Stefano Morini, liberando ben 129 Beagle, nella loro incursione più famosa, destinati ad una fine della quale è meglio non parlare. Le iniziative si sono poi negli anni moltiplicate: chiuderemorini, sito decisamente conosciuto nel settore, ha svolto un lavoro certosino per tutti gli anni in cui è stato in attività. Dopo anni di durissima lotta, gli animalisti hanno vinto; Morini è chiuso per sempre. Ora, chi vorrà, avrà la possibilità di dare una vita vera ad un cane che, scampato ad un destino crudele, forse finalmente avrà modo di conoscere, anch'egli, una briciola di felicità. (23 marzo 2010) |
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CACCIA, LEGGE COMUNITARIA: EMENDAMENTI LEGA E PDL CHIEDONO LA CACCIA AD AGOSTO E FEBBRAIO
"Con gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati da alcuni deputati di
Lega e PDL è finalmente esplicito quello che abbiamo denunciato da tempo: dietro ai
reiterati tentativi di modificare la legge 157/92, attraverso la legge Comunitaria 2009,
non c'è alcuna intenzione di rispondere alle procedure di infrazione europee ma
solo il tentativo di allungare la stagione di caccia, lanciando messaggi strumentali utili
alla campagna elettorale tra i cacciatori". Lo affermano le associazioni Amici
della Terra, Animalisti italiani, Associazione Vittime della caccia, ENPA, LAC, LAV,
Legambiente, LIPU, No alla caccia, VAS, WWF Italia a proposito di due emendamenti, primi
firmatari Pini (Lega) e Biava e Rossi (PDL) che prevedono l'estensione della stagione
di caccia ai mesi di agosto e febbraio. "Cade definitivamente la maschera che
nascondeva il vero motivo dei reiterati blitz di cui è stata oggetto in questi mesi
la legge Comunitaria 2009 e che, per fortuna, sono stati finora respinti dal voto
bypartisan della Camera dei Deputati. Nessun sincero proposito di rispondere alle
procedure di infrazione, che chiedono la riduzione della caccia sotto il profilo delle
deroghe e dei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli selvatici, ma solo il
gioco scorretto di chi, non riuscendo a cambiare la legge nazionale dalla "porta"
del testo Orsi, ci prova dalla "finestra" della legge Comunitaria. È
allora opportuno ricordare che per il regolamento della legge Comunitaria alla Camera dei
Deputati, come rimarcato dal Presidente della Commissione Agricoltura on. Paolo Russo,
"sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi recanti modifiche di
discipline vigenti per le quali non si presentino profili di incompatibilità
con la normativa comunitaria". È esattamente il caso degli emendamenti che
propongono l'allungamento della stagione venatoria ed è il caso
dell'articolo 43, approvato al Senato, che ha cancellato i limiti massimi 1 settembre
- 31 gennaio per la stagione venatoria. Persevera, quindi, l'azione di mera propaganda
filovenatoria da parte di gruppi di parlamentari, che stanno agendo sulla pelle degli
animali e a discapito dell'Italia e degli italiani, considerato che alla ormai
scontata condanna che presto giungerê dalla Corte di Giustizia Europea, per troppa e
cattiva caccia, potrebbe aggiungersene subito un'altra, per violazione
dell'articolo 228 del Trattato europeo, con multe e altre pesanti sanzioni economiche.
La Camera dei Deputati e il Governo hanno dunque il dovere di bloccare questo vergognoso
e dannoso tentativo, modificando l'articolo 43 della legge Comunitaria, a partire dal
reinserimento dei limiti 1 settembre - 31 gennaio per la stagione di caccia, ovvero
sopprimendo l'articolo, per predisporre, al riparo da blitz e trucchetti vari,
l'adeguamento italiano alle richieste europee in tema di tutela della fauna."
(18 marzo 2010)
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CANI PARACADUTISTI PER LE ZONE DI GUERRA. CARLA ROCCHI: "NON COINVOLGERE GLI ANIMALI NELLE BEGHE DELL'UOMO"
Cani sminatori, cani lanciati col paracadute da migliaia di metri di altezza, cani carichi
d'esplosivo e lanciati oltre le linee nemiche. Il coinvolgimento degli animali nelle
vicende belliche dell'uomo non è certo una novità - basta pensare, ad
esempio, ai muli che si inerpicavano lungo impervi sentieri di montagna o ai cavalli
impiegati per secoli sui campi di battaglia - tuttavia era almeno auspicabile che il
progresso della civiltà umana sottraesse una volta per tutte gli animali a questo
ingrato compito. E invece - è notizia di questi giorni - alcuni corpi militari
rilanciano, cimentandosi con l'addestramento dei quattrozampe paracadutisti.
Sull'argomento è intervenuta Carla Rocchi, presidente dell'Ente Nazionale
Protezione Animali. "Penso che gli animali andrebbero lasciati più
tranquilli - commenta Rocchi, intervistata da IGN -. Per me già il cane da
tartufi se non gestito con il massimo dell'amore rappresenta una forzatura".
"Non si capisce - prosegue il presidente dell'Enpa - quale conforto,
aiuto o vantaggio per le persone possa rappresentare la pur affettuosissima presenza del
cane in una zona di guerra visto e quanto sia giusto per l'animale rischiare la vita
in un conflitto che non ha nè voluto nè cercato. Ci sono cani sminatori, ci
sono stati cani caricati di esplosivo mandati oltre le linee e a questo scopo vengono
utilizzati anche i delfini: non ci siamo fatti mancare nulla. Io sono favorevolissima
all'impiego dei cani in situazione di pace, ma assolutamente contraria se accade in
zone di guerra". "Se penso alle foto pubblicate in questi giorni, del
quattrozampe lancia con il paracadute, non posso fare a meno di chiedermi il motivo per il
quale indossa la museruola - aggiunge Rocchi -. E se il quattrozampe atterra in una
zona inospitale con la museruola che fine fa? Ha la museruola perchè durante il volo
morde? Se morde vuol dire che è spaventato e se è spaventato è
stato messo in una situazione difficile". "Personalmente - conclude il
presidente dell'Enpa - sono sicura che il cane durante il volo non morde nessuno;
almeno gli togliessero la museruola". (18 marzo 2010)
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La questione delle staffette: chiariamo un bel po' di cose
Il problema delle staffette è uno tra i più controversi tra quelli che
pervadono il mondo animalista. Recentemente sul quotidiano "il Tirreno" è
apparso un articolo di Giovanni Neri che riporta due punti di vista opposti. Il primo, di
un'adottante felice della staffetta fatta per il cane che ha adottato e favorevole in
generale alla pratica in questione, il secondo quello della "Associazione Animalista
Livornese". Elena Meniconi, in particolare si esprime così: "Con il sistema delle staffette non si fa altro che espandere il randagismo senza risolvere il problema nelle città dove non esistono canili e non si incentiva le amministrazioni locali a crearne. Non solo: spesso questi animali vengono affidati senza i necessari controlli e finiscono di nuovo sulla strada, oppure sono malati, non microchippati e non iscritti all'anagrafe canina. Oltre al fatto che non possiamo escludere che vi sia qualcuno che fa una specie di commercio di queste povere bestie". In quanto volontario e staffettista attivo, mi sento di dover rispondere, dall'interno, a tutte le questioni poste, ed anche ad altre. Prima di tutto, seppur l'articolo del giornalista Neri sia fatto bene, equilibrato ed obiettivo nel riportare le diverse posizioni, il titolo, purtroppo, è fuorviante. Non è vero che "gli animalisti insorgono", al massimo è possibile dire "alcuni animalisti insorgono", questo perchè quelli che fanno le staffette, sono proprio gli animalisti, una parte di loro perlomeno, quindi non ha senso che questi insorgano contro se stessi. Passando alla contestazione della Meniconi, sussistono in quel che dice, diverse imprecisioni: chi conosce la situazione degli animali nel meridione sa benissimo che la realtà è quella che è; non è possibile dare la colpa alle staffette del fatto che le amministrazioni comunali non incentivano le adozioni o non si occupano del problema del randagismo, questa è una pura distorsione della realtà, pur sicuramente fatta in buona fede. Le staffette di animali, sono nate appunto per tentare di evitare morti atroci al maggior numero possibile di animali randagi di cui nessuno si occupa, la relazione quindi è contraria rispetto a quella esposta dall'Associazione Animalista Livornese. Come dire, un conto è la teoria, un conto è la pratica. Le "spedizioni verso l'ignoto" stavolta citate da "Baffi e Code" sono un'altra grossa imprecisione e a nulla possono valere gli esempi portati di "staffette finite male", solamente con quelle che ho fatto io potrei portare almeno il triplo di esempi che vanno in senso contrario. È chiaro che, come in ogni più remoto angolo del volontariato, ma in generale della vita umana, anche tra gli gli animalisti e quindi anche tra gli staffettisti esistono persone poco serie, o persone incapaci e probabilmente addirittura persone che se ne approfittano facendosi pagare. Ma in generale non è così; I cani quando viaggiano devono essere per legge vaccinati, microchippati e recanti con loro i documenti che attestano che le necessità legali siano state compiute a dovere. Uno staffettista serio, senza questi documenti, non parte, perchè rischia una denuncia in caso di controllo da parte delle Forze dell'ordine e perchè non ha la certezza che l'animale che porta vada in un posto sicuro. Gli staffettisti inoltre (da intendersi sempre "la maggior parte di loro") sono persone che ci mettono i loro soldi oltre che il loro tempo, la loro macchina, con tutti i rischi che ne conseguono e, lo fanno felicemente, appunto perchè sono volontari. Mentre la maggior parte delle persone nei week-end va in montagna o al mare (anche giustamente tra l'altro), loro (noi) siamo sulle autostrade, e non esiste sole troppo forte, o acqua troppo intensa, quegli animali devono arrivare in ogni caso a destinazione, se tornano indietro, solitamente, muoiono dopo qualche mese o tornano in un canile non proprio "di lusso". Economicamente parlando, personalmente sulle più di 100 che ho fatto in un anno me ne sono state rimborsate due, per pura gentilezza di chi mi aveva chiesto la tratta. E con rimborsate non intendo pagate, tanto per chiarire, il rimborso solitamente è parziale, ci si divide la spesa per poter meglio sostenere i costi. Poi per quanto riguarda il fatto che gli animali "staffettati" siano trattati "come sacchi di patate", è, nella maggior parte dei casi, assolutamente falso. Decine di associazioni e di volontari singoli possono testimoniare la non corrispondenza al vero di questa incauta affermazione. Quando un'adozione va male, le staffette c'entrano poco o nulla in quanto chi le compie ha il solo dovere di portare da una parte all'altra dell'Italia queste "povere bestie"; la questione ricade sulle persone che hanno fatto il pre-affido, poco scrupolose o inesperte o nel peggiore dei casi, l'adottante è un furbo, esperto del mestiere che sa come "fregare" chi fa il pre-affido e ovviamente non si può pensare che tutti siano degli agenti segreti con esperienza decennale nell'affidare animali. Va ricordato poi che "siamo tutti umani" e quindi che, le persone, possono sbagliare anche facendo del bene. Nei loro (nostri) sbagli ci va forzatamente di mezzo qualche cane (o gatto, o coniglio, a volte), ma con questo non si può denigrare in questo modo una rete di persone che operano per cercare di salvare qualche vita. Un affido o un'adozione di un cane o di un gatto ha esattamente la stessa probabilità di andare male sia che l'animale arrivi da Bari (città presa assolutamente casualmente) ad un ridente paesino del Nord, sia che invece giunga dal paese limitrofo, o anche dallo stesso dell'adottante, tutto dipende infatti da quest'ultimo, se ama gli animali o no e chiaramente da serietà ed esperienza di chi fa i controlli. Non si può negare che, a volte, soprattutto per quanto riguarda i cani, gli animali che vengono dal sud "impediscono" le adozioni di cagnolini più vicini al luogo dell'adozione, ma, a parte il fatto che questo non è sempre vero, un animalista dovrebbe sempre pensare che, IN OGNI CASO, è stato salvato un cane, uno di loro insomma ha (probabilmente) trovato una famiglia. "chi se ne frega" da dove arriva. Inoltre, è da dire che al sud i cani e i gatti muoiono di fame (anche grazie alle "carinissime" ordinanze comunali affama-randagi fortunatamente annullate dai tar regionali) o in modi atroci, uccisi da qualche individuo non meglio precisato, per rabbia, o per divertimento. Eliminare la pratica delle staffette significa condannare potenzialmente a morte ogni cane o gatto del meridione che sia "sprovvisto" di padrone. Esiste una rete di volontari che si dedica esclusivamente al salvataggio di animali, alcune persone non fanno nient'altro che quello, se non andare a lavorare e quello che guadagnano va tutto lì, nei salvataggi. Da volontario operante al Nord, tra l'altro, quindi non avrei nemmeno interesse a difendere il Sud-Italia per ragioni di appartenenza, ritengo assolutamente fuori luogo sentir parlare di staffette da parte di chi non conosce il fenomeno o ne ha una conoscenza superficiale, come per ogni cosa, per sapere di che si tratta bisogna provare e poi al massimo si può anche criticare. Ovviamente, come tutte le cose, anche la pratica delle staffette è migliorabile e lo sarà in molti punti, ma chi meglio di chi le fa (almeno) settimanalmente, senza nessuno scopo di lucro (anzi pagando di tasca propria) può conoscerne i difetti? (16 marzo 2010) |
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Nudi contro la Corrida a Madrid: S.O.S. a favore dei tori
A Madrid oggi si è svolta una speciale protesta contro la Corrida. Numerosi
animalisti si sono spogliati completamente e, rimanendo nudi, hanno difeso i tori dal
macabro spettacolo in cui devono immancabilmente soccombere. L'obiettivo è
quello di abolire questo "gioco sanguinario" che in Spagna riempie le arene di
tutto il paese. La Corrida nella nazione iberica non è più solo una
tradizione o un usanza ancora viva dal passato ma rappresenta una vera e propria macchina
per fare soldi. Moltissimi sono gli interessi che le girano intorno così come gli
investimenti che la coinvolgono.I manifestanti combattono contro la recente dichiarazione del governo che descrive la corrida come "evento di interesse culturale". Nessun legame, invece, con il mondo intellettuale secondo gli ambientalisti ma solo una macabra passione da cancellare e dimenticare. In Spagna ha iniziato il suo lungo e difficile viaggio la legge che decreterà la cessazione di questa violenta attività e le testimonianze di personalità famose, a sostegno della proposta, si sono moltiplicate negli ultimi giorni. La scrittrice Espido Freire, ha paragonato "la catarsi dei tori" agli episodi in cui "due ragazze attaccano un'altra per picchiarla e filmano la scena con un cellulare". Il fisico Jorge Wagesberg, ha manifestato con coltelli da torero e banderillas: "Non fanno male? Certo che fanno male" ha detto spiegando dettagliatamente l'effetto delle lame quando penetrano nella carne e nei muscoli e simulando la stoccata finale che arriva al cuore e ai polmoni facendo morire il toro "soffocato dal proprio sangue". Gli animalisti, completamente nudi, si sono disposti per formare un grande S.O.S. un vero messaggio di aiuto lanciato metaforicamente dai tori. Inoltre si sono cosparsi di finto sangue e di false lacerazioni per sensibilizzare riguardo le terribili e dolorose ferite che gli animali subiscono in ogni singola Corrida. L'evento ha avuto un grande successo di pubblico e un evidente riscontro mediatico visto che le immagini hanno viaggiato veloci per il web, apparendo nei telegiornali di tutto il mondo. (15 marzo 2010) |
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MASSACRO DI "TROVATELLI" IN MOLDAVIA. L'ENPA SCRIVE AL SINDACO DI CHISINAU
È una vera e propria mobilitazione internazionale quella scatenata dal
provvedimento del Sindaco di Chisinau (Moldavia) che, all'indomani
dell'aggressione patita da un bambino alla periferia della città, avrebbe
disposto una soluzione crudele e drastica al problema randagismo: lo sterminio per
avvelenamento. "Nelle ultime settimane sarebbero oltre 10mila i randagi sterminati,
con un ritmo di circa 200 cani avvelenati ogni giorno", spiega l'Enpa.
L'intera operazione sarebbe svolta sotto traccia per non turbare l'opinione
pubblica locale ma, ciononostante, alcuni attivisti moldavi sono comunque riusciti a
raccogliere prove documentali - fotografie e riprese video - che testimoniano il massacro.
"Nei giorni scorsi - prosegue l'Ente Nazionale Protezione Animali -
moltissimi cittadini italiani, informati dal passaparola via web e social network, si
sono mobilitati contro quanto sta accadendo a Chisinau: siamo seriamente preoccupati per
un provvedimento che viola i più elementari diritti degli animali e principi di
umanità. Il randagismo, lo ricordiamo, è un fenomeno che può essere
affrontato e risolto con metodi incruenti, attuando una seria politica di sterilizzazioni
e costruendo strutture d'accoglienza per i trovatelli. Numerose le associazioni
internazionali che hanno offerto un sostegno in tal senso alle autorità
moldave". In un primo momento sembrava che il Sindaco di Chisinau avesse ceduto
alle pressioni internazionali; purtroppo però sembra che gli abbattimenti proseguono
a pieno ritmo. Ed è proprio per fermare questa strage che il presidente nazionale
dell'Enpa - Carla Rocchi -, d'intesa con la Fondazione Brigitte Bardot, ha
scritto una lettera al Sindaco di Chisinau chiedendogli di rassicurare l'opinione
pubblica sulle notizie allarmanti che provengono dalla capitale moldava. "In
mancanza di risposte chiare e inequivocabili - conclude l'Enpa - ci riserviamo
di adottare ulteriori iniziative per tutelare i diritti degli animali, anche se si tratta
di cani che vivono a migliaia di chilometri di distanza dal nostro Paese". (15 marzo 2010)
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CUCCIOLI DALL'EST. ANCORA UN SEQUESTRO. VADEMECUM DELL'ENPA CONTRO IL COMMERCIO ILLEGALE
Un giro criminale ramificato e redditizio, apparentemente inesauribile. Questo il commento
dell'Enpa dopo l'ennesima maxioperazione coordinata dalla Direzione distrettuale
antimafia della procura di Torino e condotta dal Nucleo investigativo per i reati in danno
agli animali del Corpo forestale dello Stato, dal Nucleo investigativo provinciale di
polizia ambientale e forestale di Torino, dalla Squadra mobile di Torino e dal Nucleo
cinofili della Polizia. "Ancora una volta - commenta Carla Rocchi, presidente
nazionale dell'Enpa - devo congratularmi con la grande professionalità
e tempestività degli inquirenti che hanno permesso di smantellare l'ennesima
organizzazione criminale dedita al commercio illegale di animali. I numeri
dell'operazione, 200 cuccioli sequestrati, 27 persone indagate e un giro d'affari
per 200mila euro, testimoniano la vastità e l'urgenza del problema; ma
testimoniano anche complicità e collusioni che alimentano questi traffici".
"Stroncare la piaga del commercio illegale di animali richiede che ciascuno faccia
la sua parte - prosegue Rocchi -. Che il Parlamento potenzi gli strumenti repressivi
dell'ordinamento italiano ratificando quanto prima la Convenzione di Strasburgo; che
alcuni commercianti e allevatori resistano alle lusinghe di facili guadagni; che i
cittadini non sovvenzionino inconsapevolmente i commerci criminali". Ed è
proprio con questo obiettivo che l'Ente Nazionale Protezione Animali ha stilato un
vademecum:
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DAI CREATORI DI SHREK, ARRIVA "DRAGON TRAINER", STORIA DEL VICHINGO HIC CHE DIVENTA AMICO DEI DRAGHI In uscita a fine mese nelle sale cinematografiche italiane il nuovo film uscito dalla fantasia e dei creatori di "Shrek", "Madagascar" e "Kung Fu Panda". Arriva "Dragon trainer", commedia d'avventura ambientata in un mondo mitico popolato da corpulenti vichinghi e draghi sputa fuoco. Il film racconta la storia dell'adolescente vichingo Hic (Jay Baruchel), che vive sull'isola di Berk, dove combattere i draghi è uno stile di vita. L'opinione piuttosto progressista del giovane vichingo e il suo senso dell'umorismo mal si conciliano però con gli ideali della sua tribù e del suo capo, nonchè padre, Stoick l'Immenso. Quando Hic viene incluso nel "corso anti-drago" con gli altri giovani vichinghi Astrid, Moccicoso, Gambedipesce, e i due gemelli Testa Bruta e Testa di Tufo - Hic vede la possibilità di dimostrare di possedere le doti che servono per essere un combattente. Quando incontra (e ne diviene amico) un drago ferito, il suo mondo e le sue convinzioni vengono totalmente sconvolti, e ciò che era iniziato come un'opportunità per dimostrare il suo valore si trasformerà in un'occasione per stabilire un nuovo corso per il futuro di tutta la sua tribù. Un film che ha insomma un messaggio animalista. In collaborazione con la fan page Facebook di Enpa, potete ricevere un invito per le anteprime per la stampa di Milano e di Roma, in programma il 15 e il 16 marzo. Guardate il trailer e postate il vostro commento sul messaggio animalista del film sulla fan page di Dragon Trainer (http://www.facebook.com/dragontrainerit). Tra tutti coloro che scriveranno, saranno estratti 15 inviti per le anteprime stampa di Milano e di Roma, il 15 e il 16 marzo. Gli invitati saranno per una sera dei veri "animal reporters" e le loro migliori recensioni saranno pubblicate sulla fan page ufficiale del film e su quella dell'Enpa. (12 marzo 2010) |
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FAREFUTURO CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DELL'ATTIVITÀ VENATORIA
"Si assottiglia l'appoggio parlamentare a doppietta selvaggia e cresce sempre
di più l'isolamento politico della lobby venatoria estremista; una minoranza
della minoranza che, contro la volontà della stragrande maggioranza degli italiani,
vorrebbe sparare indiscriminatamente, concedendo alle regioni di estendere la stagione di
caccia, come potrebbe accadere se fosse confermato dalla Camera dei Deputati
l'articolo 43 della legge Comunitaria votato dal Senato". Questo il
commento delle associazioni ambientaliste e animaliste all'editoriale "Ma
il Pdl non può essere il partito della caccia" di Federico Brusadelli,
pubblicato sul sito web della fondazione Fare Futuro. Brusadelli, citando il sondaggio
diffuso alcuni giorni fa dalle associazioni, scrive infatti che "Il Pdl non può
certo pensare di dipingersi come il partito dei cacciatori". "Non sta
scritto da nessuna parte, non è nel programma, non è nel Manifesto dei
valori - prosegue l'editorialista - … almeno non facciamo l'errore
di ritenerci prigionieri di una piccola, piccolissima minoranza… le ipocrisie e i
sofismi non servono… la caccia è uccisione divertita di esseri
viventi". "Quella espressa da Fare Futuro - dichiarano le associazioni
Altura, Amici della terra, Animalisti italiani, Associazione Vittime della caccia, Enpa,
Fare verde, Lac, Lav, Legambiente, LIPU, Memento Naturae, OIPA, UNA, WWF Italia -
è una posizione pienamente condivisibile, che ci auguriamo sia fatta propria
anche dall'intera maggioranza di governo affinchè il Parlamento fermi una volta
per tutte ogni tentativo di liberalizzare la caccia". "Questo -
proseguono le associazioni ambientaliste e animaliste - è quanto chiedono gli
italiani che, lo ricordiamo, sono in gran parte contrari alla violenza sugli animali e
trasversalmente favorevoli alle riduzione dell'attività venatoria e non alla
deregulation, voluta soltanto da una minoranza estremista. Alla classe politica, alle
istituzioni nazionali e regionali chiediamo di rispettare tale volontà, chiara e
inequivocabile, e di dare finalmente risposte certe agli italiani". Gli insulti di
un certo mondo venatorio, anche quelli delle ultime ore contro Farefuturo, contro alcuni
membri del Governo ed alcuni parlamentari, sono dimostrazione di debolezza, anzi di
disperazione e di un anacronistico ed esecrabile modello maschilista. (11 marzo 2010)
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IL MINISTRO FRATTINI CONTRO LA LOBBY DELLE DOPPIETTE. LE ASSOCIAZIONI: "CACCIATORI SEMPRE PIÙ ISOLATI"
Cacciatori sempre più isolati. A pochi giorni dalla pubblicazione del sondaggio di
Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia che ha confermato la netta contrarietà
degli italiani alla caccia, anche il Ministro degli Esteri, Franco Frattini - in
occasione della cerimonia che ha premiato l'impegno del ministro nella lotta al
randagismo - si è schierato dalla parte degli animali e della natura. Frattini,
riferendosi alle "doppiette", ha infatti dichiarato: "Dobbiamo essere una
lobby più forte perchè noi siamo molto più forti della lobby dei
cacciatori". "La parole del ministro Frattini - commentano Enpa, Lav,
Legambiente, Lipu e WWF Italia - testimoniano l'isolamento sempre più
marcato della lobby venatoria, che nelle settimane passate era già stato significato
da altri importanti esponenti governativi, primi fra tutti i ministri Michela Vittoria
Brambilla e Stefania Prestigiacomo". "Al Parlamento - proseguono le
associazioni - chiediamo di rispettare la volontà della stragrande maggioranza
degli italiani, che al 79% chiede l'abolizione o la forte riduzione
dell'attività venatoria, e di respingere ogni tentativo di deregulation, a
partire dall'articolo 43 della Legge Comunitaria. La norma, approvata dal Senato e
ora in discussione alla Camera, permetterebbe alle regioni di allungare la stagione
venatoria oltre gli attuali limiti e vede la contrarietà dell'81% degli
italiani. Non a caso, già lo scorso anno in una situazione analoga, lo stesso
Ministro Frattini, con una lettera inviata alle associazioni ambientaliste e animaliste,
aveva anticipato l'intervento risolutivo dell'esecutivo, ricordando che "il
Governo si è impegnato per mantenere nel testo del disegno di legge comunitaria
2008 l'indicazione dei termini del calendario nazionale della stagione venatoria 1
settembre-31 gennaio"". (10 marzo 2010)
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PATATA OGM. L'ENPA: "NON AUTORIZZARLA; ALLARME ANCHE PER LA FILIERA ALIMENTARE DEGLI ANIMALI"
Allarme dell'Enpa per l'introduzione della "patata ogm Amflora"
nel sistema produttivo degli alimenti destinati agli animali; l'Ente Nazionale
Protezione Animali ha inviato una lettera al presidente Barroso chiedendo di applicare il
principio di precauzione e, quindi, di non autorizzare l'uso a tale scopo. È
quanto mai necessario, spiega l'Enpa, prevedere una attenta indagine conoscitiva sugli
effetti che essa potrebbe avere sugli animali poichè la presenza del gene marcatore
resistente agli antibiotici, contenuto proprio nella patata OGM, potenzialmente potrebbe
essere molto pericoloso per la loro salute. La Protezione Animali, inoltre, auspica che le
condivisibili preoccupazioni espresse anche dal Ministro delle Politiche Agricole e
Forestali Zaia siano dovutamente rappresentate in ambito comunitario. (10 marzo 2010)
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SONDAGGIO IPSOS, ENPA E LAV ESULTANO: SOLO il 2% DEGLI ITALIANI RITIENE CHE GLI ANIMALI DEBBANO SODDISFARE I BISOGNI DELL'UOMO
Cresce ed è altissimo il numero degli italiani contrari alla violenza sugli
animali. Secondo il recente sondaggio Ipsos per Enpa, LAV, Legambiente, Lipu e Wwf,
alla domanda "quale tra le seguenti affermazioni descrive maggiormente la sua
visione del rapporto tra uomo e altri animali" il 41% afferma che "gli
animali sono in grado di provare affetto, gioia e dolore e non è mai giusto fare
loro alcun tipo di violenza". Sono comunque contrari a ogni forma di
maltrattamento contro gli animali anche quei cittadini che ammettono il consumo alimentare
di carne (il 56%). Solo il 2% ritiene invece che "gli animali servono a
soddisfare i bisogni dell'uomo". Non sa, l'1%. Il 97% degli italiani
risultati comunque a favore della tutela degli animali, disaggregati per aree politiche,
si mantengono al 97% per l'area Pd-Idv, sono il 96% per l'area Pdl-Lega e il
100% per gli altri partiti di tutti gli orientamenti. "È davvero un
risultato che va oltre ogni nostra aspettativa e che deve trovare una logica e concreta
conseguenza nelle decisioni morali, politiche, dei consumi - affermano i presidenti
di Enpa e LAV, Carla Rocchi e Gianluca Felicetti - gli italiani chiedono sempre di
più, e con convinzione, di mettere in atto politiche per la tutela degli animali:
le Istituzioni, a tutti i livelli, devono comprenderlo". (9 marzo 2010)
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CACCIA, LE ASSOCIAZIONI A FINI E SCHIFANI: "È CHIARA LA VOLONTÀ DEGLI ITALIANI DI RIDURRE LA CACCIA"
"Abbiamo chiesto un incontro ai Presidenti di Camera e Senato per illustrare loro
i dati del sondaggio Ipsos sulle Opinioni degli italiani sulla caccia e domandare che venga
finalmente detta la parola fine ai tentativi di liberalizzazione dell'attività
venatoria, per aprire invece una fase normativa all'insegna della tutela della natura
e della sicurezza dei cittadini". Lo rendono noto Enpa, Lav, Legambiente, Lipu,
WWF Italia a poche ore dalla pubblicazione del sondaggio su caccia e tutela della natura
dell'istituto di Nando Pagnoncelli. "Il sondaggio Ipsos fa emergere dati
estremamente chiari che, tra gli altri, vanno dalla richiesta di abolizione o forte
riduzione della caccia in generale (79%) o di divieto dell'ingresso dei cacciatori
nei terreni privati (80%), fino a quelle di contenere le licenze di caccia tra i 21 e i 70
anni (84%) e di prevedere il bando assoluto della caccia agli uccelli migratori
(77%)". In questo contesto - scrivono Enpa, Lav, Legambiente, Lipu WWF Italia ai
Presidenti di Camera e Senato - diventano stridenti le richieste di estendere
l'attività venatoria come quelle contenute nel disegno di legge Orsi o come
l'articolo 43 della Legge Comunitaria, approvato al Senato e ora alla Camera, che
permetterebbe alle regioni di allungare la stagione venatoria e sul quale, non a caso,
si dichiara contrario l'81% degli italiani. È dunque giunto il momento di
chiudere del tutto la stagione di "caccia selvaggia", che ormai da troppo tempo
avvelena il contesto sociale e politico italiano, senza alcun risultato se non quello di
alzare il livello di scontro e aizzare i cittadini contro la caccia, e aprire una fase in
cui al centro dell'attività legislativa siano la natura, la tutela della fauna
e dell'ambiente e la sicurezza degli italiani. Nel 2010, anno internazionale della
Biodiversità, si tratta di un dovere politico e culturale nei confronti dei
cittadini e degli organismi internazionali al quale il nostro Paese non può
e non deve sottrarsi. (8 marzo 2010)
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STOP AL TRAFFICO DI PELLI DI CANI E GATTI. L'ENPA: "LE PELLICCE LASCIAMOLE A CRUDELIA DEMON"
L'arresto da tre mesi a un anno o l'ammenda da 5.000 a 100.000 euro oltre al
sequestro e alla distruzione del "materiale illecito". È quanto previsto
dal Regolamento comunitario 1523/2007 (modifica in senso migliorativo la legge 189/04),
recentemente approvato dal Governo; un provvedimento che inasprisce le condanne a privati,
aziende ed esercenti coinvolti in attività di vendita, cessione, commercio di pelli
o pellicce di cani e gatti. Tra le altre novità della normativa anche
l'esplicito divieto di esportazione. «Nel 2000 sono venuta a conoscenza
dell'orrore dei mercati cinesi e di tutto il Sud Est Asiatico nei quali sono ammassati
in gabbie microscopiche cani e gatti, e non solo. Animali destinati a essere mangiati,
scuoiati vivi e brutalizzati in ogni modo», dichiara Ilaria Ferri Direttore
Scientifico e Responsabile dei rapporti internazionali dell'Enpa. «Per
questo devo ringraziare Elly Maynard, la neozelandese fondatrice di Sirius Global Animal
Organisation con la quale abbiamo raccolto 6 milioni di firme in tutto il mondo con la
petizione contro l'uso dei cani a scopi alimentari e consegnata alla Fao. Ma i cani
non erano destinati soltanto al consumo alimentare: le loro pelli e pellicce, infatti,
così come quelle dei gatti, erano impiegate per "ornare" capi
d'abbigliamento esportati nei quattro angoli del mondo, Italia compresa. Il
tutto ovviamente a prezzi "molto scontati"». Ma nel 2004 la legge 189
e alcune lungimiranti ordinanze del Sottosegretario Cursi hanno sancito il divieto di usare
pelli e pellicce di cani e gatti. «Finalmente l'approvazione del Regolamento
comunitario perfeziona la legge 189/04. Il Parlamento ha recepito il grande mutamento
culturale in atto nel Paese», dichiara Carla Rocchi presidente nazionale
dell'Enpa «La vera svolta si avrà comunque quando l'uso di ogni
tipo di pelliccia sarà respinto e considerato anacronistico dal sentire comune.
È importante salvaguardare alcune specie ma il vero cambiamento sarà sottrarre tutte
le specie animali ad un uso - quello della pelliccia - buono soltanto per Crudelia
Demon». (8 marzo 2010)
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PREMIO OSCAR. "STATUETTA" AL DOCUMENTARIO THE COVE, PREMIATI GLI "007 DEL MARE"
"E adesso nessuno potrà più dire di non sapere; nessuno potrà
più ignorare il massacro". Queste la parole con cui l'Enpa ha
salutato il Premio Oscar a "The Cove", il documentario shock che testimonia la
mattanza, in Giappone, di oltre 20.000 cetacei tra delfini, stenelle e globicefali. Ogni
anno a Taiji, i pescatori intercettano le rotte migratorie dei cetacei e, grazie a una
barriera sonora realizzata con spranghe di ferro battute contro le imbarcazioni, spingono
branchi di delfini in quella che è stata soprannominata la "baia della
morte". Chiusa l'imboccatura della baia con una rete, i delfini -
parzialmente smembrati - attendono la morte che sopraggiunge dopo una lenta agonia;
alla mattanza scampano solo gli esemplari più giovani, quelli che possono essere
addestrati più facilmente. Ma sono attesi da una vita di prigionia: separati dalle
loro madri, vengono "spediti" ai delfinari di tutto il mondo dove affronteranno
un addestramento scandito dalla deprivazione alimentare. «Il premio Oscar
"The Cove" - commenta Ilaria Ferri, Direttore Scientifico e responsabile
campagne internazionali dell'Enpa - rappresenta una straordinaria vittoria per
quanti hanno a cuore le sorti degli animali e del pianeta. Grazie all'instancabile
lavoro del promotore della campagna internazionale, Ric O'Barry, che ha partecipato
alla cerimonia visibilmente emozionato e mostrando un cartello per avere informazioni
relative alla campagna, finalmente un tema di questa rilevanza viene comunicato al grande
pubblico». «Adesso - conclude Ferri -, proprio nell'anno
internazionale della Biodiversità, è giunto il tempo di fermare questo
massacro. Chi visita le strutture di cattività deve essere consapevole che lo
"spettacolo" si alimenta delle sofferenze di questi animali».
The Cove è stato realizzato con tecniche d'avanguardia: mesi di appostamenti,
durante i quali, gli "ecoterroristi" si sono trasformati in veri e propri
"007 del mare" riuscendo a eludere la "sorveglianza" dei pescatori
e a collocare numerose telecamere spia ("crittercam") per testimoniare una
realtà finora sconosciuta a larga parte dell'opinione pubblica mondiale.
Tra la scene più agghiaccianti del documentario, il disperato tentativo dei
delfini - gravemente feriti - di fuggire dai loro aguzzini. (8 marzo 2010)
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MACELLAZIONE RITUALE. PROTESTE ALLA COOP, L'ENPA: "OFFESA LA SENSIBILITÀ DEI CITTADINI"
In seguito alle proteste svoltesi oggi davanti alla Coop Casilino di Roma, che ha
promosso la commercializzazione di carne Halal, il presidente dell'Enpa - Carla
Rocchi - dichiara quanto segue: "Le proteste che si sono svolte oggi davanti al
punto vendita Coop, quello che aveva promosso la vendita di carne Halal, dimostra che Enpa
aveva avuto ragione nel denunciare immediatamente l'iniziativa commerciale della
catena di distribuzione. Al di là delle spiegazioni fornite dalla Coop, è
un dato di fatto che la macellazione rituale rappresenta un gravissimo vulnus culturale
per la sensibilità dei cittadini, costretti a confrontarsi con una realtà
percepita come impietosa e aliena. Inutile dire che il mio essere vegetariana da oltre 20
anni mi vede pregiudizialmente contraria al consumo di carne per l'alimentazione umana
e mi vede d'accordo con il professor Umberto Veronesi quando denuncia che proprio il
consumo di carne può favorire l'insorgere di patologie gravi, tra cui il
cancro". (1 marzo 2010)
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INFORMAZIONE AMBIENTALE IN TV, LE ASSOCIAZIONI AL "VERDE" BONELLI: SOSPENDERE LO SCIOPERO DELLA FAME "Accogliamo con grande soddisfazione le dichiarazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla necessità di pluralismo televisivo e più attenzione alle questione ecologiche, e il suo invito rivolto ad Angelo Bonelli di cessare lo sciopero della fame, al quale volentieri ci associamo. È necessario che il Presidente dei Verdi accolga ora l'esortazione del Capo dello Stato e cessi immediatamente la sua dura, seppur motivata protesta, per continuarla, se lo ritiene opportuno, in altri modi e forme. È quanto affermano oggi le associazioni ENPA, LAV, LIPU BirdLife Italia e WWF Italia. Ma desideriamo anche ribadire quanto già sostenuto nella nostra lettera alle più alte cariche dello Stato di pochi giorni fa: che quello dell'ambiente è un tema assolutamente primario, tale da richiedere la più ampia e costante attenzione da parte degli organi di informazione. Gli eventi drammatici degli ultimi giorni confermano, se mai ce ne fosse bisogno, che è proprio dall'attenzione per la tutela della natura che occorre ripartire per disegnare nuove e più efficaci politiche di governo del Paese. Per molti aspetti è una missione culturale prima ancora che politica, per la quale l'informazione, specie quella televisiva, rappresenta un elemento del tutto imprescindibile. Rinnovando l'appello ad Angelo Bonelli perchè a questo punto, e senza esitazione, prevalga un senso di responsabilità ancor più alto di quello dimostrato con la sua preziosa iniziativa, chiediamo alle istituzioni e agli organi preposti, a partire dal Presidente della RAI Paolo Galimberti, di farsi garanti delle istanze così ben testimoniate anche dal Presidente Napolitano". (1 marzo 2010) |
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ANIMALI. ORCA AGGREDISCE ISTRUTTRICE NEGLI USA. L'ENPA: "BASTA CATTIVITÀ"
"L'orca Tilikum, un maschio di 30 anni prigioniero del Sea World di Orlando
(Florida), già "responsabile" della morte di altre due persone
rispettivamente nel 1991 e nel 1999, ha messo in atto un vero e proprio attacco contro la
sua addestratrice, deceduta per annegamento", dichiara Ilaria Ferri Direttore
Scientifico e responsabile rapporti internazionali dell'Ente Nazionale Protezione
Animali. "Condivido il parere della collega e ricercatrice Naomi Rose di Humane
Society of United States che ha avuto modo di visionare il filmato dell'accaduto
- prosegue Ferri -. L'Orca si è semplicemente comportata da orca e
nonostante il diseducativo esempio che di questi animali viene dato in tutti gli oceanari
del mondo, che la presentano alla stregua di un animale domestico, si tratta in realtà
di un animale selvatico di ben 6 tonnellate di peso che ha messo in atto un normale
comportamento di aggressione. Ciò dimostra ancora una volta la totale ed
inaccettabile vita in cattività di questi animali, sociali e intelligenti
costretti, in un mondo artificiale e privo di stimoli e sottoposti alla deprivazione
alimentare per essere addestrati". "Abbiamo richiesto al Presidente Obama
e al Governatore della Florida Crist di considerare l'ipotesi di liberare le orche
dalla cattività inserendole in un piano di riabilitazione e rilascio, come già
accaduto per Keiko, un'orca in cattività poi riabilitata e liberata, già
protagonista del Film Free Willy - conclude il direttore scientifico dell'Enpa -
. Non oso infatti pensare a cosa potrebbe succedere a questo giovane esemplare di orca
ora detenuto in uno spazio piccolissimo pari al doppio della sua lunghezza. Una
vergogna." Con l'occasione l'Enpa invita gli italiani inoltre a
partecipare al
sondaggio
promosso dal NY Daily news numerose le persone che già hanno partecipato
all'iniziativa, la grande maggioranza delle quali - circa il 79% - si è
detta contraria alla detenzione in cattività. (25 febbraio 2010)
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POLTRONE DI PELLE SUI TRENI. L'ENPA: "PER GLI ANIMALI, È DIFFICILE VIAGGIARE DA VIVI; DA MORTI IN PRIMA CLASSE" |
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ATTO INTIMIDATORIO CONTRO EDOARDO STOPPA. DALL'ENPA SOLIDARIETÀ ALL'INVIATO DI "STRISCIA"
L'Enpa esprime solidarietà a Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la Notizia,
già noto al pubblico per le sue inchieste sui maltrattamenti ai danni di animali,
che nella serata di ieri è stato vittima di un grave atto intimidatorio. Secondo
quanto reso noto da fonti di stampa, a Reggio Emilia ignoti avrebbero appiccato le fiamme
a un cottage di proprietà del giornalista; su un container attiguo alla struttura i
carabinieri hanno ritrovato scritte ingiuriose contro il popolare Tg Satirico di Canale 5,
molto attivo nel denunciare anche i crimini contro gli animali. "Sono profondamente
sconcertata per quanto accaduto a Reggio Emilia - commenta Carla Rocchi, presidente
dell'Ente Nazionale Protezione Animali; - sono però sicura che Carabinieri
e magistratura faranno piena luce su un episodio davvero inquietante. A Edoardo Stoppa
vorrei esprimere, a nome dell'Ente Nazionale Protezione Animali, la mia gratitudine
per l'impegno con cui da sempre ha denunciato all'opinione pubblica e alle
autorità giudiziarie episodi di ordinaria crudeltà contro gli
animali". (23 febbraio 2010)
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NO ALLA CARNE DI MC DONALD'S DURANTE LA QUARESIMA. L'ENPA APPOGGIA DON QUIRINO
L'Enpa esprime pieno appoggio alla protesta di Don Quirino, il parroco della chiesa
di Isola Farnese (Roma), che nei giorni scorsi aveva criticato l'iniziativa di Mc
Donald’s di organizzare una festa per bambini a base di hamburger in piena Quaresima.
"Apprezziamo la posizione assunta pubblicamente dal sacerdote di Isola Farnese,
il quale richiamando l'importanza dei riti della religione cattolica ha indirettamente
difeso i diritti degli animali", commenta l'Ente Nazionale Protezione
Animali. "Osservare il divieto cattolico di mangiare carne durante il periodo
della Quaresima - prosegue l'Enpa - significa, infatti, non soltanto
rispettare un precetto religioso ma anche risparmiare morte e sofferenza a tutti gli
animali che, grazie a tale precetto, si vedranno salvata la vita". (22 febbraio 2010)
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INSETTI IN EDICOLA PER UNA COLLEZIONE "EDUCATIVA", IL PRESIDENTE ENPA SCRIVE AGLI EDITORI
Il presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali - Carla Rocchi - ha scritto agli
editori del fascicolo "Insetti da tutto il Mondo", distribuito insieme alle
riviste "Focus Junior" e "Sorrisi e Canzoni" contestando il carattere
"educativo" dell'opera. Pubblichiamo di seguito il testo della missiva:Gentile Dottore, Le scrivo in merito alla pubblicazione e alla vendita dei fascicoli "Insetti da tutto il mondo", che all'interno contengono esemplari reali di insetti uccisi e contenuti in teche. Ritengo non solo di pessimo gusto ed eticamente criticabile la scelta di proporre una collezione di - mi consenta la terminologia - cadaveri (perchè tali sono), ma anche del tutto inutile sotto ogni profilo, in particolare per ciò che concerne l'educazione e la conoscenza degli insetti. Quest'opera non ha proprio nulla di educativo, poichè da un insetto allevato, morto e venduto per poter essere esposto in una bacheca non si impara niente: questo è solo un pretesto commerciale. Credo che, proprio a causa della costante perdita di specie animali e vegetali ormai certificata da tempo dal mondo scientifico - Le è certo noto che il 2010 è l'anno dedicato alla biodiversità e alla sua tutela - dobbiamo avere come obiettivo prioritario insegnare il rispetto per ogni forma di vita e per la natura. Educare in tal senso significa non indurre i ragazzi a collezionare animali uccisi e messi in teche, ma informare correttamente, invogliarli e stimolarli ad "esplorare" il mondo degli insetti, osservandoli in vita, conoscendo il loro comportamento, il loro ruolo biologico e la loro importanza in natura, e indurre loro quel senso di rispetto così importante in questi anni molto critici per la sopravvivenza di numerose specie animali. Gli insetti sono molto diversi da noi, per molti aspetti anche poco conosciuti, e per questo da sempre visti con pregiudizio sfociato in vere e proprie violenze e atti di pura crudeltà: combattere contro questi pregiudizi è uno degli obiettivi che ci poniamo giornalmente e su cui molti ragazzi e bambini vengono coinvolti con grande successo. Anche se dal punto di vista tecnico i fascicoli possono avere dei contenuti scientificamente impeccabili, questi vengono fortemente sminuiti, o del tutto annullati, dal messaggio che si trasmette con la "raccolta" degli insetti uccisi. Infatti, divenendo oggetto di collezione, sono di fatto considerati animali di serie B, il che equivale a dire che possono essere uccisi, utilizzati e, appunto, collezionati. Inoltre, il bambino o il ragazzo sarà più attratto da quello che purtroppo si può considerare l'oggetto della collezione, anzichè dai contenuti della rivista, che anche se validi probabilmente saranno ignorati, come avviene spesso in questi casi avendo a disposizione moltissimi mezzi di informazione, tra cui internet. Pertanto, oltre a chiederLe gentilmente di informare noi e anche gli acquirenti della collana sulla provenienza e sulle tecniche a cui gli insetti sono stati sottoposti prima di essere oggetto di questa "opera", La prego vivamente di pubblicare questa mia lettera presso la sua importante rivista. In merito alla provenienza degli esemplari sarà, intanto, nostra cura informare le Autorità competenti che potranno confermare la regolarità delle procedure. (19 febbraio 2010) |
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MACELLAZIONI CLANDESTINE. L'ENPA: "BENE I CARABINIERI DEL NAS. CONSIGLIAMO MENU VEGETARIANO"
In merito all'operazione condotta nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nas contro le
macellazioni clandestine - che ha portato alla contestazione di oltre 150 infrazioni,
al sequestro di più di 160 animali maltatrattati e al ritiro dai canali commerciali
di circa 18 tonnellate di carne di origine animale in pessimo stato di conservazione e privi
delle regolare bollatura sanitaria - il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi,
dichiara quanto segue: "Plaudo alla tempestività e all'efficacia con
cui, ancora una volta, sono intervenuti i Carabinieri del Nas che hanno sgominato
l'ennesimo giro criminale legato alle macellazioni clandestine. Con l'occasione
torno a consigliare a tutti gli italiani di optare per un menù vegetariano. Una
scelta - verso la quale si è orientata anche la scienza dell'alimentazione -
che, non solo rispetta e garantisce i diritti degli animali ma, come dimostra proprio
l'operazione condotta dai militari dell'Arma, tutela la salute stessa degli
uomini". (19 febbraio 2010)
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SODDISFAZIONE DELL'ENPA PER LA SOSPENSIONE DI BIGAZZI DA "LA PROVA DEL CUOCO" In merito alla sospensione di Giuseppe Bigazzi dalla trasmissione "La Prova del Cuoco", il presidente dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: «L'Enpa apprende con soddisfazione dell'avvenuta sospensione di Bigazzi dalla trasmissione "La Prova del Cuoco" e apprezza la tempestività con cui l'azienda ha saputo sanzionare un comportamento che riesce a essere al tempo stesso un reato - istigazione al maltrattamento di animali - e una iniziativa di totale povertà di spirito». (16 febbraio 2010) |
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A "PORTA A PORTA" IN SCENA ALCUNI ORRORI DELLE DOPPIETTE TRA RICHIAMI VIVI, BRACCONAGGIO E TENTATIVI DI DEPENALIZZARE I REATI VENATORI
Altro che cacciatori in doppiopetto! Nonostante gli sforzi dei rappresentanti venatori,
ieri a "Porta a Porta" è stata mostrata, anche se solo in parte, la guerra
della caccia alla natura con tanto di fucili in studio. Ma chiediamo alla RAI di occuparsi
anche degli altri orrori dell'"uccidere per divertimento", a cominciare dai
richiami vivi: uccelli catturati e rinchiusi in minuscole gabbiette, di cui esiste un
fiorente mercato nero, impossibilitati a muoversi, e che la lobby venatoria estremista
vuole addirittura liberalizzare. Per questi tentativi di "caccia selvaggia"
chiediamo al Parlamento un intervento concreto: in primo luogo il ripristino dell'arco
temporale massimo di caccia e del 1 settembre/31 gennaio, che nella discussione della Legge
Comunitaria 2009 è stato cancellato con un blitz al Senato. "La realtà
della caccia é assai più grave, nonostante ancor oggi i rappresentanti del
mondo venatorio esaltino l'immagine del cacciatore in armonia con la natura: una
favola a cui non crede veramente più nessuno. Chi uccide animali per puro
divertimento non può certo considerarsi un benefattore per la biodiversità
nè un elemento di equilibrio per l'ambiente." Commentano le
associazioni Enpa Lav, Animalisti Italiani, Oipa, Una, Lida Associazione Vittime della
caccia. Nè si è parlato degli abusi e dei ricatti di cui i proprietari di
fondi sono spesso vittime nel tentativo di impedire l'accesso dei cacciatori:
l'art. 842 del Codice Civile permette ancora oggi alle doppiette di entrare nei
terreni privati e comandare anche in casa altrui, devastando colture e mietendo vittime, a
volte anche umane. E che dire dei controlli? È il cacciatore, oggi, a controllare
sè stesso, come è stato dichiarato da alcuni rappresentanti del mondo
venatorio. "Nessuno crede più alla presa in giro con cui si dice che la
caccia dovrebbe servire a ristabilire l'equilibrio di alcune popolazioni di animali
selvatici - ad esempio gli ungulati -, quando sono proprio i cacciatori che reimmettono
continuamente questi animali -. Come con i "cinghiali" tanto accusati di causare
presunti danni al territorio: guarda caso, nessun cacciatore è contrario ai
ripopolamenti; e allora che paghino loro i danni all'agricoltura!". E,
ancora, bisogna precisare che gli animali impallinati curati dai centri recupero fauna,
come quelli mostrati da Porta a Porta, sono solo una piccola parte, perchè
molto spesso, per paura di incorrere in sanzioni, il cacciatore/bracconiere li lascia a
terra, privandoli delle cure e destinandoli ad una lenta, agonia. Ormai la figura
"romantica" del cacciatore è morta, e i tentativi di deregulation e di
"caccia selvaggia" della lobby venatoria estremista - formata ormai in
maggioranza da ultrasettantenni - lo dimostrano: uccidere il più possibile, ovunque,
in qualsiasi periodo dell'anno, depenalizzando reati anche gravi: chiediamo alle
forze politiche di respingere ogni forma di deregulation. (16 febbraio 2010)
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L'ENPA CONTRO LA "PROVA DEL CUOCO" PER ISTIGAZIONE AL MALTRATTAMENTO DI ANIMALI
Non c'è limite alle idiozie che possono essere messe in campo quando si
vuole far parlare di sè. L'ultima della serie riguarda Giuseppe Bigazzi che in
una puntata della settimana scorsa nella trasmissione la Prova del Cuoco ritiene di
rendersi interessante suggerendo una ricetta per cucinare i gatti, che lui stesso dice di
aver provato, ma la sua ricetta non è piaciuta a nessuno. La denuncia arriva, infatti, dal presidente dell'Enpa, Carla Rocchi che dichiara quanto segue: "Non c'è limite alle idiozie che possono essere messe in campo quando si vuole far parlare di sè. L'ultima della serie riguarda Giuseppe Bigazzi che nella trasmissione la Prova del Cuoco ritiene di rendersi interessante suggerendo una ricetta per cucinare i gatti. A tacere del fatto che la trovata di Bigazzi non è neanche originale - essendosi in passato già esercitato in tal senso qualche altro bell'ingegno in cerca dell'unica forma di pubblicità possibile - nell'invito di Bigazzi ricorrono gli estremi di istigazione al maltrattamento di animali, sanzionato per legge. L'Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, ha incaricato l'avvocato del foro di Roma Mariano Buratti di agire in tal senso contro Bigazzi e contro la trasmissione". E anche il sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria, la leghista Francesca Martini, ha preso posizione sull'accaduto: «Quanto accaduto durante una trasmissione in onda su un canale televisivo del servizio pubblico è di una gravità assoluta. Mi riservo di intraprendere ogni azione del caso e scriverò all'Autorità Garante e al Direttore generale dell'Azienda affinchè vengano presi provvedimenti severi di fronte a dichiarazioni non solo illecite ma anche lesive di una sensibilità, fortunatamente sempre crescente, dei cittadini nei confronti degli animali. I gatti sono animali d'affezione tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell'art.1 comma 1 recita: 'Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente'. Inoltre la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia reca norme particolarmente severe per la loro protezione. Ai responsabili di quanto accaduto potrebbe venire imputato il delitto di istigazione a delinquere previsto dall'art. 414 del Codice Penale, in quanto l'art. 544-bis dello stesso Codice Penale sancisce che 'chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi'. La magnificazione della bontà della carne felina e l'incoraggiamento al suo consumo, tantopiù in una trasmissione di grande ascolto, rappresentano l'esaltazione di un fatto di reato poichè tale condotta è di per sè idonea all'imitazione». Così oggi la Rai dopo l'esposto dell'Enpa con ns grandissima soddisfazione ha deciso di sospendere il Sig. Bigazzi dal programma. (15 febbraio 2010) |
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CACCIA. LE ASSOCIAZIONI: "GOVERNO E PARLAMENTO RISTABILISCANO L'ARCO TEMPORALE MASSIMO 1 SETTEMBRE - 31 GENNAIO"
"Basta con caccia selvaggia, anzi, basta con la caccia! Dopo le dichiarazioni del
Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, durante la registrazione della
trasmissione Porta a Porta, dichiarazioni contro la deregulation venatoria che evidenziano
come oltre l'80% degli italiani siano a favore dell'abolizione degli spari, ai
cacciatori non resta che appendere la doppietta al chiodo: questo Paese non vuole più
spari". Lo dichiarano l'Ente Nazionale Protezione Animali, la Lega Anti
Vivisezione, gli Animalisti Italiani, la Lega per l'Abolizione della Caccia,
l'Oipa, la Lega Italiana per i Diritti degli Animali (Lida), Una (Uomo Natura
Animali) e Associazione Vittime della Caccia. "Sparare per divertimento è
un residuo del passato e non saranno certo i blitz in Parlamento, come quello consumato in
Senato con la Legge Comunitaria, nè i ricatti venatori pre-elettorali a far cambiare
parere agli italiani. Gli ultimi tentativi di Caccia Selvaggia con l'allungamento
della stagione venatoria ripugnano alla coscienza collettiva: tutti sanno ormai che gli
animali selvatici sopravvissuti alla dura selezione dell'inverno e dei fucili sono i
riproduttori primaverili e vanno tutelati in modo assoluto, così come vuole
l'Europa". Secondo le associazioni la forza dei cacciatori è
un bluff animato dalle frange estremiste a cui una parte della politica da ancora ascolto.
Negli ultimi trenta anni due terzi dei cacciatori hanno abbandonato il fucile e molti di
loro oggi non condividono i tentativi di deregulation. "Chiediamo a Governo e al
Parlamento di raccogliere la volontà della stragrande maggioranza degli italiani,
contrari all'attività venatoria. Intanto, da subito, chiediamo di ristabilire
l'arco temporale massimo della stagione di caccia, 1 settembre - 31 gennaio, anche se
eccessivamente lungo, cancellato al Senato nella discussione della Legge Comunitaria
2009." (12 febbraio 2010)
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MALTEMPO, L'ENPA: "A RISCHIO MIGLIAIA DI TROVATELLI E ANIMALI SELVATICI, MOBILITATE LE NOSTRE STRUTTURE"
La forte ondata di maltempo che in queste ore interessa il Paese con abbondanti nevicate al
Centro - sud, perfino Roma è stata imbiancata, sta mettendo in serio pericolo la
sopravvivenza di molti animali. Particolarmente a rischio i "trovatelli"
e gli esemplari di fauna selvatica, molti dei quali, sopravissuti al tiro delle
"doppiette", devono ora fare i conti con le cattive condizioni meteo e con
l'incremento del fabbisogno calorico giornaliero. E sono già numerosi gli
animali deceduti a causa del maltempo. Di fronte all'emergenza meteo, come in altre
situazioni critiche che hanno colpito il territorio italiano, l'Enpa ha mobilitato
tutte le sue strutture locali, allo scopo di curare, ospitare e assistere gli animali in
difficoltà. La Protezione Animali ha anche allestito nidi artificiali dove i
volatili possono ripararsi dal freddo e creato punti di approvvigionamento alimentare
all'interno dei boschi e delle campagne. Anche i singoli cittadini hanno la
possibilità, con un piccolo impegno, di salvare le vite di moltissimi animali. Come?
Creando a loro volta delle piccole zone per la somministrazione del cibo nei giardini
privati e condominali - l'Enpa suggerisce di prestare attenzione a non arrecare
disturbo ai vicini - oppure depositando nei boschi ortaggi e tuberi, alimenti utilissimi
per nutrire cinghiali, daini e caprioli. In questo modo gli animali non solo vengono
nutriti, ma sono anche tenuti lontani dalle zone coltivate o dagli abitati cittadini.
Chiunque dovesse notare animali in difficoltà può contattare la Polizia
locale oppure la più vicine sede dell'Ente Nazionale Protezione Animali che,
con oltre 150 Sezioni, può vantare una presenza capillare su quasi tutto il
territorio nazionale. L'Enpa, inoltre, sollecita le istituzioni e la Protezione
Civile a considerare, in questo momento di crisi, anche le esigenze degli animali.
(12 febbraio 2010)
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ALL'ENPA IL PREMIO "CUCCIOLO" PER L'ATTIVITÀ SVOLTA A SEGUITO DEL SISMA IN ABRUZZO
L'Ente Nazionale Protezione Animali è stato insignito con la targa della prima
edizione del premio "Cucciolo", un riconoscimento per l'impegno profuso
dall'Enpa a tutela degli animali a seguito del sisma che ha colpito la città
dell'Aquila nello scorso aprile. Alla cerimonia di premiazione, che si è
svolta nella città abruzzese lunedì pomeriggio presso la sala conferenze
della Carispaq, è intervenuta per la Protezione Animali Monica De Meo, commissario
straordinario della Sezione aquilana. E proprio Monica De Meo, ritirando la targa
celebrativa, ha riepilogato i numeri dell'intervento Enpa a seguito del terremoto.
Complessivamente, l'Ente Nazionale Protezione Animali ha distribuito alle popolazioni
colpite 65 tonnellate di cibo per cani e gatti, 31 tonnellate di cibo per altri animali
(conigli da compagnia, uccelli, roditori) e 3 tonnellate di mangime per animali da reddito;
oltre 3.100 tra ciotole, vaschette, museruole, coperte, guinzagli, pettorine e siringhe;
460 tra trasportini, gabbie modulari e cucce; 5 mila palette monouso e 10 mila sacchetti
per la raccolta delle deiezioni; 71 chilogrammi tra farmaci e antiparassitari. Durante
quelle giornate così difficili i volontari dell'Enpa hanno assistito oltre 500
animali liberi e ricevuto più di 2.400 segnalazioni alla casella di posta
elettronica creata proprio per rispondere alle moltissime richieste dei cittadini.
Numerosissimi gli italiani che hanno sostenuto da tutto il Paese l'impegno
dell'Ente Nazionale Protezione Animali per assistere gli animali e le persone colpiti.
Il Premio è nato su iniziativa di Alfonso Salvatore e Marcella Borrelli che volevano
celebrare il ricordo di "Cucciolo", il loro amato quattrozampe rimasto sepolto
sotto le macerie della loro abitazione dopo averli "avvisati" che da lì
a poco sarebbe accaduto qualcosa di terribile. All'iniziativa, che intende premiare
con cadenza annuale quanti si distinguano per un'opera meritoria a favore degli
animali, hanno aderito la Presidenza della Provincia dell'Aquila, il Comune,
l'Asl 1 e la Carispaq. Oltre all'Enpa sono stati premiati con la targa
"Cucciolo" anche le associazioni animaliste Leal e "99 Gatti", i
Vigili del Fuoco e i medici veterinani Massimo Ciuffetelli, Roberto Mancini, Livio
Giammaria, Orlando Giacco, Paola Sebastiani, Domenico Farda e Rolando Ciambotti tutti in
servizio presso l'Asl 1 dell'Aquila. Con l'occasione l'Enpa ricorda
la figura di David Corsetti, volontario storico delle Sezione dell'Aquila,
recentemente scomparso, il quale proprio nei giorni del terremoto ha profuso un impegno
straordinario ed efficace per soccorrere le persone e gli animali colpiti dal
terremoto. (10 febbraio 2010)
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AL VIA, A MARZO, LA QUINTA EDIZIONE DELLA "STAGIONE DELLA PREVENZIONE" UNA INIZIATIVA DI HILL'S NUTRITION E DEI MEDICI VETERINARI A Marzo visite veterinarie gratuite per i quattrozampe. Al via la quinta edizione della "Stagione della prevenzione", una iniziativa promossa dall'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) e da Hill's Pet Nutrition, con il patrocinio della Federazione nazionale Ordini veterinari (Fnovi) e del ministero della Salute. I proprietari di cani e gatti potranno raccogliere tutte le informazioni necessarie a prenotare una visita di controllo presso un veterinario consultando, a partire dal 10 febbraio, le pagine del sito www.stagionedellaprevenzione.it oppure telefonando al numero verde 800-189612 che sarà attivo dal 1 marzo. "Anche quest'anno - spiegano i promotori dell'iniziativa - la campagna pone l'accento sull'importanza della prevenzione per la salute e il benessere degli animali e degli uomini con cui convivono. Affidarsi alla consulenza del medico veterinario corrisponde a un atteggiamento responsabile che non ha effetto solo all'interno delle proprie mura domestiche, ma è una misura di prevenzione della quale beneficia anche la salute pubblica". La visita gratuita consiste in un esame generale, offerto dai medici veterinari associati ad Anmvi con l'obiettivo di stabilire lo stato di salute dell'animale ed, eventualmente, verificare la necessità di successivi esami più specifici. "La prevenzione veterinaria - sottolinea Carlo Scotti, presidente senior di Anmvi - è un traguardo culturale a tre: proprietario, animale e medico veterinario. Tramite l'animale, il veterinario entra in relazione con la società e agisce sui suoi diritti e sui suoi bisogni, diventando un mediatore imprescindibile del rapporto uomo-animale. Questo traguardo culturale va di pari passo con il progressivo innalzamento della considerazione etica e giuridica dell'animale e delle conoscenze scientifiche". I medici veterinari aderenti all'iniziativa sono passati da 2.558 nel 2008 a 2.831 nella scorsa edizione. Oltre 14 mila sono state le visite effettuate lo scorso anno, un numero in crescita del 40% rispetto alla precedente edizione. (9 febbraio 2010) |
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IL GOVERNO ISRAELIANO PROPONE IL BANDO PER LE PELLICCE. ENPA: "L'ITALIA SEGUA L'ESEMPIO"
Con un atto di coraggio il governo israaliano ha dato il via libera a un disegno di legge,
proposto dal Ministro all'Agricoltura Shalom Simhon, che estende a tutti gli animali
selvatici il divieto - già in vigore per cani e gatti - di produrre, lavorare,
importare, esportare e vendere pellicce. Non si tratta però di un bando assoluto.
Dal divieto sono, infatti, escluse le pelli degli animali destinati all'industria
alimentare (cammelli, ovini, bovini) e quelle impiegate in ambito religioso come, ad
esempio, le pellicce utilizzate per confezionare lo shtreimel, un copricapo di uso comune
tra gli ebrei ortodossi. "Quello delle pelli è un settore industriale che si
caratterizza per un elevato tasso di crudeltà - ha spiegato il ministro Shalom
Simhon presentando il suo progetto -, poichè costringe gli animali ad atroci
sofferenze con il solo obiettivo di soddisfare le esigenze del mercato del lusso".
"L'iniziativa del Ministro all'Agricoltura israeliano è
un segno di grande civiltà - commenta l'Ente Nazionale Protezione Animali
-. Certo avremmo sperato che il bando delle pellicce fosse totale; tuttavia la
proposta di legge rappresenta un indubbio passo avanti per la tutela degli animali. Il
nostro auspicio è che la proposta legislativa possa tradursi al più
presto in un atto normativo vincolante". "Ci auguriamo altresì -
aggiunge l'Enpa - che il Governo italiano, prendendo spunto dall'amicizia e
dalle buone relazioni che da sempre vanta con l'esecutivo israeliano, ne imiti il
coraggio e adotti un provvedimento simile anche per il nostro Paese". (9 febbraio 2010)
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NOMINATION PER IL DOCUMENTARIO "THE COVE". L'ENPA: "NESSUNO PUÒ DIRE DI NON SAPERE"
Nomination all'Oscar per "The Cove" il documentario shock che testimonia la
mattanza, in Giappone, di oltre 20.000 cetacei tra delfini, stenelle e globicefali. A
Taiji ogni anno, i pescatori intercettano le rotte migratorie dei cetacei e, grazie a una
barriera sonora realizzata con spranghe di ferro battute contro le imbarcazioni,
spingono interi branchi di delfini in quella che è stata soprannominata la
"baia della morte". Chiusa l'imboccatura della baia con una rete, i delfini
attendono - parzialmente smembrati - la morte dopo una lenta agonia che tingerà
di rosso le acque del mare. Alla mattanza scampano solo gli esemplari più
giovani, quelli che possono essere addestrati più facilmente, i quali separati
dalle loro madri, sono poi inviati ai delfinari di tutto il mondo dove affronteranno un
"percorso formativo" all'insegna della deprivazione alimentare. «Mentre
Baarìa è stato tagliato fuori dagli Oscar, forse anche per l'inutile e brutale
scena dell'uccisione "live" di un bovino - commenta Ilaria Ferri
Direttore Scientifico e responsabile campagne internazionali dell'Enpa - la
nomination di "The Cove" rappresenta una straordinaria vittoria per quanti
hanno a cuore le sorti degli animali e del pianeta». «Nessuno potrà
ormai dire di non sapere cosa accade ogni anno a Taiji - prosegue Ferri -. Una
mattanza giustificata dai nipponici con la necessità di eliminare un pericoloso
"competitor per la gestione" delle risorse ittiche; di destinare la carne di
delfino al consumo, nonostante l'Oms abbia denunciato che essa contenga una quantità
di mercurio superiore di nove volte al massimo consentito, e di rifornire i
delfinari». «Grazie all'instancabile lavoro del promotore della
campagna internazionale, Ric O'Barry, finalmente - conclude Ferri - questa
opera di denuncia avrà lo spazio che merita. Proprio nell'anno internazionale
della Biodiversità è giunto il tempo di festeggiare la fine di pratiche
tanto incivili ed inaccettabili. Balene e delfini appartengono al mare e il compito
di tutti noi è di garantire loro la libertà». Il documentario è
stato realizzato con tecniche cinematografiche d'avanguardia dopo mesi di
appostamenti, durante i quali, quelli che vengono definiti "ecoterroristi"
sono riusciti a eludere la "sorveglianza" dei pescatori con metodi da
incursori e a collocare numerose telecamere spia ("crittercam") per testimoniare
una terribile realtà, sconosciuta a larga parte dell'opinione pubblica
mondiale. Tra la scene più agghiaccianti di questo documentario, il disperato
tentativo dei delfini - gravemente feriti - di fuggire dai loro aguzzini. (3 febbraio 2010)
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CACCIA: ENPA E LAV SOSTENGONO L'IMPEGNO DEI MINISTRI PRESTIGIACOMO E BRAMBILLA A PRESENTARE EMENDAMENTO CONTRO DEREGULATION VENATORIA Enpa e LAV esprimono vivissimo apprezzamento per l'annuncio della presentazione alla Camera dei Deputati di un emendamento del Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e del Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al Disegno di Legge "Comunitaria 2009" contro la deregulation venatoria. La decisione arriva dopo il voto del Senato che la scorsa settimana ha cancellato i limiti della stagione di caccia, ponendo l'Italia fuori dalle norme europee e nonostante il nostro Paese paghi prezzi altissimi alla pratica per uccidere per "divertimento". Questa volontà annunciata, che ora deve diventare di tutto il Governo, è estremamente importante - secondo LAV ed Enpa - per recuperare regole e principi, e la condizione prioritaria, imprescindibile, è senza dubbio quella di ristabilire i limiti temporali della stagione venatoria, così come posti dalla legge n. 157/92, relativa alla tutela della fauna e alla regolamentazione della caccia per tutte le specie oggetto di caccia. L'allungamento della stagione di spari produrrebbe, com'è noto, effetti devastanti sui contingenti di migratori nella fase più delicata del loro ciclo biologico, quella della migrazione verso i luoghi di nidificazione, della riproduzione e della dipendenza; e moltiplicherebbe l'invasione delle doppiette nelle campagne e nei boschi, con grande rischio per i cittadini, e ulteriori invasioni delle proprietà private, grazie al libero accesso dei cacciatori ancora previsto dall'art. 842 del codice civile. L'Italia è già maglia nera nell'Unione Europea per l'enorme pressione esercitata sulla fauna selvatica: basti pensare al regime di deroghe su uccelli protetti, al bracconaggio, alla mancanza di controlli e all'altissimo numero di specie cacciabili. Un gesto riparatore da parte del Governo è oggi l'aspettativa della stragrande maggioranza dell'opinione pubblica. (3 febbraio 2010) |
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CACCIATORI UCCIDONO CAVALLA ALL'INTERNO DI UNA TENUTA PRIVATA. L'ENPA: «VIA L'ARTICOLO 842 DEL CODICE CIVILE»
Durante una battuta di caccia al cinghiale - nel Senese - alcuni cacciatori sparano
"per errore" a una cavalla che pascolava all'interno di una tenuta privata.
Raggiunto da due colpi di fucile, l'animale è stato trovato a terra privo
di vita. «Questo tristissimo episodio - dichiara l'Enpa - è
doppiamente inaccettabile: sia come atto in sè, come un segno della violenza e
della prepotenza a cui i proprietari o conduttori dei fondi terrieri devono assistere
non potendo impedire alle doppiette il libero accesso nella loro proprietà
privata». «In Italia - aggiunge l'Ente Nazionale Protezione
Animali - esiste ancora un articolo del Codice Civile - l'842 - che consente ai
cacciatori il libero accesso nei terreni privati senza che nessuno possa opporsi:
un privilegio assurdo, una anomalia giuridica che risale al periodo del fascismo come
"stimolo" ad armarsi, e che non ha più ragione di esistere. Anche la Corte
Europea dei Diritti dell'Uomo ha chiaramente espresso che ogni cittadino deve essere
libero nella sua proprietà privata di poter agire come crede, anche vietando
l'accesso agli estranei». L'Enpa, assieme a Lav, LAC, Oipa, ha
raccolto molte firme per chiedere la cancellazione dell'art. 842, e alcuni senatori,
tra cui l'onorevole Donatella Poretti, hanno già presentato alcune proposte
legislative in tal senso. «Visto lo scalpore di "caccia no limits"
approvata in senato, che allunga la stagione di caccia a piacimento delle regioni con
conseguenze gravissime sulla fauna ma anche sulla pubblica sicurezza, - conclude
l'Enpa - chiediamo a tutti i rappresentanti del Governo di fermare la deregulation
e di rispettare la volontà del 90% degli italiani, i quali non solo non vogliono
la caccia, ma neppure che vi siano persone armate che "passeggino" nella loro
proprietà privata, subendo continui abusi e esponendo i propri figli e i propri
animali al pericolo di rimanere feriti o addirittura uccisi». (30 gennaio 2010)
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CACCIA. ENPA: "L'ATTIVITÀ VENATORIA NON SI REGOLAMENTA: SI ABOLISCE"
Dopo il via libera del Senato a "caccia selvaggia", l'Enpa annuncia una
grande mobilitazione per l'abolizione della caccia. "Di fronte allo
scempio della natura voluto oggi dal Senato - dichiara l'Enpa -, di
fronte alla deregulation sui calendari venatori che saranno gestiti a piacimento
delle Regioni, la caccia non si regola, ma si abolisce. Proponiamo al mondo animalista
ed ambientalista, ma anche a milioni di cittadini italiani, di passare al contrattacco
dopo l'infinita serie di provocazioni dei cacciatori estremisti, che purtroppo
trovano ascolto in quel mondo politico convinto che i fanatici della doppietta siano
un inesauribile serbatoio di voti. Mettiamo fine a questo paradosso: gli italiani,
che nella grande maggioranza sono abolizionisti di ogni sparo per gli animali selvatici,
non possono essere ostaggio di una minoranza esigua che colpisce l'ambiente, la
coscienza collettiva, le norme dell'Unione Europea". (28 gennaio 2010)
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CACCIA, IRA DELLE ASSOCIAZIONI PER L'APPROVAZIONE DI CACCIA NO LIMITS
"Ciò che è accaduto oggi in aula del Senato ha del vergognoso nei
confronti dell'Europa, che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto
della natura e dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che la
caccia e i fucili vengono prima di tutto". È la dichiarazione a caldo
delle associazioni all'approvazione dell'articolo 38 della legge Comunitaria
che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione venatoria attualmente
contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio. È stato ignorato il parere
negativo del Ministero dell'Ambiente, che specificava come l'articolo
peggiorava anzichè risolvere la situazione di infrazione in cui l'Italia
si trova sul tema caccia. È stato ignorato il parere negativo dell'ISPRA,
l'autorità scientifica nazionale che si occupa della materia. Sono stati
ignorati e anzi dimenticati i pareri negativi dati dalle Commissioni competenti
della Camera e dello stesso Governo, a partire dal ministro Ronchi, che aveva già
bocciato un identico emendamento nel recente passato. E tutto questo per assecondare una
minoranza di cacciatori non ancora contenti di poter cacciare 5 mesi all'anno, per
giunta facendo ingresso nei terreni privati. Il risultato è che con questo
emendamento, qualora dovesse essere confermato dalla Camera, la stagione venatoria si
allungherebbe ai mesi delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura
e l'aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle le persone. Per non parlare
degli altri aspetti, solo apparentemente marginali, comportati da questa pessima norma:
il carattere giuridico dato alla guida europea sulla caccia (con il rischio-certezza di un
vero e proprio corto circuito tra norma e interpretazione e il caos giuridico che ne
conseguirà) o l'assenza di qualsivoglia intervento sul grave problema delle
deroghe di caccia specie protette. Insomma una situazione disastrosa e imbarazzante,
resa persino beffarda dall'approvazione di un subemendamento presentato come
"soluzione" ma che non cambia di una virgola la sostanza e la gravità
della norma approvata e sul qual, a leggere le ultimissime agenzie, persino il Ministro
Prestigiacomo dichiara di essere stata raggirata. Ora si dovrà spiegare il perchè
di questa incredibile scelta a quel 90% di italiani che respingono ogni idea di
allungamento della stagione venatoria. E dovranno farlo in prima istanza il Ministro
Ronchi, che si è assunto la responsabilità di una scelta così
clamorosamente sbagliata, e il Presidente Berlusconi, cui 150 associazioni di cittadini,
professionisti, ambientalisti, animalisti hanno oggi chiesto invano un intervento
risolutore. Ma una cosa è certa. La battaglia alla Camera, per cui comincia
da subito la mobilitazione, sarà epocale. (28 gennaio 2010)
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NIENTE PIÙ CANI NELLE PRELIBATEZZE CULINARIE IN CINA "Tradizione millenaria, positivo beneficio allo yang, strade libere da randagi, notti tranquille senza dover sentire i loro versi e giardini sani". Ecco come risponde la popolazione cinese di fronte alla proposta di legge del governo che proibirebbe la macellazione e il consumo alimentare di cani e gatti e che ha invece riscosso plauso nei popoli che considerano le efferatezze compiute da quei popoli a danno degli animali, scandalose per qualsiasi popolo civile.A questa proposta si spera che in futuro, farà seguito anche la proibizione di scuoiare cani e gatti per farne capi d'abbigliamento, cinture, scarpe, borse e quant'altro possa essere utile e poco costoso, dato che, la materia prima è reperibile gratuitamente e facilmente per le strade. Quindi niente più cani e gatti prossimamente nei menù dei ristoranti cinesi con la speranza di non averne già mangiata in quelli di presidio qui anche da noi in Italia dove, invece, una simile pratica è severamente punita. I più sfortunati sono i cani in quanto oltre ai benefici allo yang si trovano anche considerati ottimi per regioni fredde del nord-cina mentre ai gatti va un pò meglio in quanto le credenze popolari vogliono in questo animale un vendicatore di se stesso e una volta mangiato tornerebbe la notte a tormentare chi ne avrebbe fatto uso culinario. Al momento è ancora una proposta legge e prevede una pena pecuniaria che va dai 10.000 ai 500.000 (500 euro)yuan e in alternativa 15 giorni di carcere a chiunque dovesse essere sorpreso a consumare detto pasto. Grande dissenso da parte dei cittadini cinesi e anche se dovrà ancora passare qualche anno prima che diventi legge, poco si sono rassicurati di fronte all'obbiettiva certezza che il consumo di animali domestici oltre ad avere schifato l'intera popolazione mondiale, non andrà ad influire oltre modo alle abitudini alimentari in quanto è esigua la parte di popolazione che ne fa uso. (28 gennaio 2010) |
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GRAVEMENTE LESA L'ONORABILITÀ DI ENPA, QUERELA A STUDIO APERTO
La Presidenza nazionale di Enpa ha dato mandato al proprio Ufficio Legale di agire
nei confronti del direttore responsabile e di una giornalista di Studio Aperto.
Nell'edizione delle 18,30 di ieri, infatti, è stato mandato in onda un
servizio in relazione allo sgombero del canile Enpa di Ponderano (Biella). Nel servizio
è stato dato spazio, senza possibilità di replica, a un soggetto che si
è definito "Volontario del canile" e che in realtà è
il presidente di una locale Cooperativa sociale che per la cura dei cani è
stato finora pagata da Enpa. Lo stesso soggetto ha detto che i cani sono stati
"rubati" da Enpa. In realtà Enpa, sempre attenta al benessere degli
animali, ha aderito alla legittima e condivisa richiesta delle autorità
sanitarie di riqualificare la struttura e venerdì scorso, nonostante
l'ostruzionismo della locale cooperativa, alla presenza del Sindaco di Ponderano e
della Polizia di Stato ha prelevato i propri cani per portarli in una propria struttura
adeguata. Spiace constatare che una prestigiosa testata come Studio Aperto abbia dato
spazio, senza possibilità di replica per Enpa, a un soggetto che dalla stessa
associazione è stato già diffidato a richiedere pagamenti ingiustificati
e non supportati da documentazione idonea. Il prestigio e l'onorabilità
della Protezione Animali, con quel servizio, sono gravemente lesi e per questa ragione
Enpa farà valere le sue ragioni nelle opportune sedi. (27 gennaio 2010)
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CACCIA, "BERLUSCONI, FERMA LA STRAGE".
"Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perchè intervenga immediatamente
e impedisca l'approvazione dell'articolo 38 della Legge Comunitaria, oggi in
aula al Senato. Un articolo ingannevole, che traveste da risposta alle richieste europee
un'inaccettabile concessione a caccia selvaggia". È l'appello
urgentissimo che oltre 100 associazioni ambientaliste, animaliste, civiche, culturali,
sociali, di cittadini, consumatori fotografi, escursionisti eccetera rivolgono stamattina
al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a poche ore dal voto in aula del senato
della Legge Comunitaria. Una valanga di adesioni che non si ferma. "L'articolo
38, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della
stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato, l'estensione della
caccia anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, con l'ennesima strage di
animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori,
ma anche la presa in giro dei cittadini italiani che dovranno tollerare la presenza e
i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più
lungo di quanto non lo sia già oggi. Il paradosso, Signor Presidente, è
che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea
che contesta all'Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il divieto
assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. In sostanza, ci
contesta di cacciare troppo e male. Bene: qual è invece la risposta che darà
oggi il Governo? Quella di aumentare la caccia. Quella di concedere più
deroghe e una più lunga stagione venatoria. E tutto questo si consumerà
nel 2010, in apertura dell'anno internazionale della natura e della biodiversità,
con il primo provvedimento del Governo e dello Stato italiano che sarà una riduzione
delle tutele per la biodiversità e il via libera ad un nuovo assalto alla natura.
Le chiediamo dunque, Signor Presidente, di intervenire in prima persona sul suo Governo e
in particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell'articolo 38, ed
evitando questo vero e proprio inganno per quel 90% di italiani che sono fortemente
contrari ad ogni ulteriore concessione alla caccia e anzi chiedono più tutele e
più rispetto per gli animali, la natura, la tranquillità
dei cittadini".Ecco alcune delle associazioni che hanno aderito finora (per forza di cose l'elenco è incompleto in quanto si aggiorna continuamente): Amici della terra Animalisti italiani ENPA Italia Nostra Legambiente Fare verde LAC LAV LIDA LIPU - BirdLife Italia Greenpeace Italia Oipa WWF - Italia VAS - Verdi Ambiente e Società Associazione Vittime della caccia Associazione No alla caccia Comitato Parchi Nazionali Gaia ISAT Koinè - Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali Associazione Medicina democratica Cittadinanza attiva - Puglia Caserta città ciclabile Istituto Nazionale di Biorachitettura - Siracusa Forum Ambientalista Organizzazione Lucana per l'ambiente Comitato civico per l'ambiente del XIII municipio di Roma Comitato di quartiere amici della Madonnetta Associazione GRIDAS Associazione ornitologi Emilia Romagna Comitato Acqua Pubblica di Caserta CAP - Enpa Parma CAP - Associazione Qua la zampa CAP - Lega del Cane CAP - Animal House CAP - Comitato per il canile di Parma CAP - Amici Cani GAROL Associazione Litorale Romano e Vasche Maccarese SROPU Associazione Estuario Nostro - Venezia Associazione Rocchetta e dintorni - Lido di Venezia Associazione La Salsola - Venezia Associazione animali in città - Venezia Associazione Vegetariani italiani - Sezione di Venezia Associazione Fidoamico - Venezia Associazione Dingo - Sezione di Venezia Associazione Paeseambiente - Treviso Associazione Amici del "Troian" Fondazione Goffredo Caetani Associazione ORNIS italica Associazione La Spinosa per l'ambiente - Velletri Cittadinanza attiva - Latina Fondazione Marcello Zei Associazione Villaggio Fogliano La Pangea ONLUS Associazione Astra Ambiente Associazione La Domus Associazione Ombre lucenti Associazione Fotoclub - Sezione Latina Fondo siciliano per la natura - Pro natura Alellammie CRAL INPDAP - Latina Associazione ONDA - Sezione Latina Associazione A.GE. - Progetto Andrea Comitato per la tutela dell'ambiente e del territorio - Pavia Associazione Incontramondi Comitato civico Torre d'Isola AINS Onlus Associazione In esaurimento Comitato di base del Cassano Centro territoriale Mammut Associazione VO.DI.SCA. Centro H.Urtedo Associazione Marco Mascagna Associazione Asfodelo Associazione Agrifoglio Associazione Cuneobirding Onlus Associazione EBN - Italia Circolo ARCI - Ortosonico di Giussago Comitato Pavia - Asti - Senegal Associazione dei Nonni e delle Nonne Aregentovivo di Bereguardo Associazione CAFE - Pavia Associazione per fare un albero Onlus Associazione il Naviglio pavese ONLUS Associazione Allelammie ARF Azalea L'Alberata La Vita degli Altri Onlus D.N.A. Adea Avda Amiche di Lu Cendea Centro Documentazione Eco Animalista U.N.A. Uomo Natura Animali Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale Associazione VerdeMediterraneo Associazione Ligure Agenti di Vigilanza Ambientale Animalisti Italiani Onlus, Acif Lanciano Associazione Cinofila Frentana ASADA Chieti Associazione del canile di Chieti ALTARES - Associazione per la trasparenza attività amministrative UNA ABRUZZO Associazione trovatelli 4 mila - Napoli Associazione Centro Tutela fauna selvatica esotica Monte Adone Associazione LA FENICE Associazione Amici degli Animali (ADA) e altre. (27 gennaio 2010) |
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TONNO ROSSO. L'ENPA: "BENE LA TUTELA CITES MA INTERVENIRE ANCHE CONTRO LE SPADARE" In merito a quanto dichiarato dal Sottosegretario alle Politiche Agricole Antonio Buonfiglio, che ha espresso il suo sostegno all'inserimento del tonno rosso nell'Appendice 1 della Convenzione internazionale sul commercio di specie animali e vegetali in pericolo (Cites) che prevede il divieto di commercio internazionale per le specie a rischio, il direttore scientifico dell'Enpa - Ilaria Ferri - commenta quanto segue: «Cogliamo con grande entusiasmo la disponibilità del sottosegretario Buonfiglio a sostenere l'inserimento del tonno rosso all'interno della normativa Cites e ricordiamo che è altresì necessario intervenire in conformità al Regolamento dell'UE 1239/98, la cui mancata applicazione è costata all'Italia la recente condanna della Corte di Giustizia Europea per non aver garantito i necessari controlli contro la pesca di frodo con le spadare e per il loro reiterato uso ad opera di un manipolo di pescatori, evidentemente tutelati da rapporti di piccola e grande collusione con le mafie locali, come è stato dimostrato dalla trasmissione "Report". Ricordo che tale regolamento è molto esplicito in quanto vieta la cattura di tonni e pescespada con dispositivi retieri: richiediamo pertanto che siano resi noti i provvedimenti che il Sottosegretario ha pianificato in tal senso, in vista della prossima stagione di pesca e in ottemperanza alla normativa comunitaria. Riteniamo, infatti, che il perdurare di atti di illegalità di una ristretta cerchia di pescatori, dediti a questa attività di frodo, rappresenti un ulteriore danno a carico dello stock di tonno rosso e delle tasche di tutti i contribuenti italiani». (27 gennaio 2010) |
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CANI. IN VIGORE IL PATENTINO, L'ENPA: "UN AIUTO A MIGLIORARE IL RAPPORTO TRA UOMINI E ANIMALI"
In merito all'entrata in vigore del patentino per i proprietari di cani, il
presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: "
L'Enpa saluta con grande compiacimento l'entrata in vigore del patentino
per i proprietari di cani, un grande lavoro messo in campo dal sottosegretario alla
salute Francesca Martini, dai tecnici del Ministero della Salute e dalle associazioni,
e che ha visto Enpa partecipe fin dal primo momento. Consideriamo questo un provvedimento
fondamentale poichè mette al primo posto l'assunzione di responsabilità
dei proprietari, uscendo così dalla vecchia logica della demonizzazione di
alcune razze che non ha evitato un solo episodio di morsicatura. Oggi si apre dunque
una prospettiva di conoscenza per i proprietari di cani che, proprio grazie al patentino,
avranno un aiuto fondamentale per impostare nel migliore dei modi il rapporto con i
loro animali". (26 gennaio 2010)
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CANI. IN ARRIVO IL PATENTINO PER I PROPRIETARI DEI QUATTROZAMPE, PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE IL TESTO DEL DECRETO È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il testo del decreto collegato all'ordinanza "sulla "tutela dell'incolumità" pubblica dall'aggressione di cani", che da il via libera al patentino per i proprietari di quattrozampe. Previsto dall'ordinanza Martini e obbligatorio per quanti possiedano un "cane problematico" - già segnalato dal veterinario o che sia stato responsabile di episodi di aggressione - i corsi di formazione finalizzati al rilascio del patentino saranno comunque aperti anche ai tutti gli altri proprietari di quattrozampe. (26 gennaio 2010) |
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ANIMALI. DA UN'ESIGENZA DI SICUREZZA A UN PROGRESSO DI CIVILTÀ: AL BANDO IL FOIE GRAS
È di questi giorni la notizia che l'authority della sicurezza aerea
statunitense ha disposto un irrigidimento dei controlli a bordo dei voli diretti
negli Stati Uniti: tra i prodotti off limits a 10mila metri anche il foie gras,
considerato troppo simile a una sostanza esplosiva. "Da un'esigenza
di sicurezza a un progresso di civiltà - commenta l'Enpa -: il
divieto di trasportare il foie gras a bordo degli aerei per gli Stati Uniti dovrebbe
essere esteso e comprendere una messa al bando tout court di questo prodotto. Un
prodotto ottenuto sottoponendo le oche a sofferenza di una crudeltà
tale da essere incompatibile con il nostro livello di civiltà".
Il foie gras, infatti, altro non è se non il fegato dell'oca ingrossato
(si tratta di una vera e propria patologia indotta: la statosi epatica) ed è
ottenuto attraverso l'alimentazione forzata di questi animali, costretti a passare
i loro giorni all'interno di gabbie piccolissime. L'alimentazione avviene
attraverso un tubo metallico che somministra ai volatili una quantità di cibo fino a
otto volte superiore rispetto alla loro "dieta normale". Dopo essere stati
ingozzati, gli animali vengono uccisi in modo altrettanto brutale: infilate
all'interno di grandi catini pieni d'acqua, le oche muoiono a causa delle
scosse elettriche causate dagli elettrodi immersi nel liquido. Il foie gras, infine,
è un alimento poco salutare anche per l'uomo perchè
frutto di una patologia. Francia, Belgio e Ungheria sono i principali produttori di
foie gras. Nel febbraio 2007, con il decreto legislativo 146 del 26 marzo 2001 -
in attuazione della direttiva 98/58/Ce relativa alla protezione degli animali negli
allevamenti - in Italia è stato introdotto il divieto di ingozzare le
oche. (26 gennaio 2010)
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BAARÌA, L'ENPA: "ANCORA PENDENTE DENUNCIA PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI"
In merito all'esclusione del film Baarìa dalle nomination all'Oscar,
il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue:
"Vogliamo credere che sulla esclusione del film Baarìa di Tornatore,
dalle nomination agli Oscar abbia pesato anche l'efferatezza di alcune scene di
gratuita crudeltà contro gli animali. Ricordiamo che è ancora pendente
presso il Tribunale la denuncia per maltrattamento di animali nei confronti del regista.
Denuncia presentata per Enpa dall'avvocato Mariano Buratti". (21 gennaio 2010)
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CACCIA, VERGOGNOSO BLITZ IN COMMISSIONE POLITICHE EUROPEE AL SENATO
È con incredulità e sdegno che ci ritroviamo a commentare l'ennesimo
blitz compiuto in Parlamento, questa volta in Commissione Politiche europee del Senato,
con l'approvazione di un emendamento, del senatore PDL Giacomo Santini, che
ripropone la cancellazione dei limiti alla stagione venatoria, attualmente contenuta tra
il primo settembre e il 31 gennaio e che aggraverà lo stato di infrazione
comunitaria in cui l'Italia versa da anni. Il fatto è questa volta ancora
più grave, non solo perchè a presentare l'emendamento è
stato addirittura il relatore della legge Comunitaria, appunto il senatore Santini,
che dovrebbe invece operare perchè le procedure di infrazione siano risolte e non
acuite. Il fatto è gravissimo anche perchè l'emendamento aveva
ricevuto parere negativo dell'ISPRA, formalmente richiesto dalla stessa Commissione
del Senato, ed era stato più volte bocciato, in precedenza, da Governo e varie
Commissioni parlamentari. Inoltre, lo stesso Santini aveva "ritrattato"
il proprio emendamento, presentandone un secondo, alternativo a quello e senza dubbio
più corretto, al quale, non a caso gli organismi scientifici avevano dato il via
libera. Si tratta insomma di un evento che non esitiamo a definire vergognoso:
l'ennesimo assalto agli animali selvatici ma anche una vera umiliazione per
l'Europa, per la scienza e ancora di più per i cittadini italiani, che si
ritroveranno i cacciatori nei propri terreni anche oltre i già lunghissimi cinque
mesi dell'attuale stagione di caccia. A questo punto, visti i continui blitz in
Parlamento, il disegno di legge Orsi e tutto il resto, sembra ormai chiaro che i
cacciatori hanno lanciato un assalto alla natura e ai cittadini italiani, totalmente
contrari a qualsiasi ipotesi di allungamento della stagione venatoria. Vedremo in queste
ore, prima del voto della legge Comunitaria in aula, da che parte stanno il Governo e lo
stesso Presidente Berlusconi. (20 gennaio 2010)
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CACCIATORI: «SE SAPESSERO QUANTA GENTE LI AMA APPENDEREBBERO ARMI», AL VIA NUOVA CAMPAGNA ENPA
"Se i cacciatori si accorgessero di come sono visti dalla netta maggioranza
degli italiani, probabilmente appenderebbero per sempre il fucile". È
questa la nuova campagna di comunicazione dell'Enpa che ricorda come già
nel 1990, 18 milioni italiani si pronunciarono contro l'attività
venatoria in occasione del referendum sulla caccia. Opinione confermata, in tempi più
recenti, con il sondaggio proposto nel 2004 proprio dall'Ente nazionale protezione
animali in collaborazione con Eurisko. Secondo quanto rivelato dall'indagine
demoscopica, l'82,5% degli italiani si opponeva a ogni ulteriore liberalizzazione
della caccia; il 74% era contrario all'attività venatoria; per il 71% la
caccia sottraeva a tutti una parte del patrimonio naturale; per il 69% della popolazione,
la caccia poteva costituire un pericolo anche per l'uomo, mentre il 65% degli
italiani era convinto che il cacciatore uccida per "divertimento". Risultati
confermati l'anno scorso da un nuovo sondaggio commissionato da altre associazioni
animaliste. Secondo l'Enpa, l'attuale legge sulla caccia presenta alcune
incongruenze giuridiche: non solo nei confronti dell'articolo 842 del Codice Civile,
poichè impedisce ai proprietari di vietare l'accesso dei cacciatori nei
loro terreni - una grave limitazione del diritto di proprietà -; ma anche per
l'abitudine di alcune Regioni a derogare alla normativa nazionale, prassi
contestata sia da Bruxelles che dalla Corte Costituzionale. Se L'Unione Europea
dovesse arrivare a comminare sanzioni, l'Italia sarebbe chiamata a versare una
somma minima di quasi dieci milioni di euro per ogni infrazione e una penale giornaliera
(si parte da ventimila euro) per ogni giorno in cui non sono state correttamente recepite
le disposizioni. Un danno considerevole per un Paese la cui stragrande maggioranza è
contraria all'attività venatoria. Sistematicamente i volontari delle
associazioni contrarie alla caccia setacciano le pagine dei giornali per risalire a
eventuali incidenti venatori e stilare un bilancio delle vittime umane. Ciò
ha portato a un tragico risultato relativo al triennio 2006/2009: 130 i morti e 249
i feriti a causa della caccia. "Forse anche per questo - spiega l'Enpa -
dal 1980 al 2007 il numero dei cacciatori italiani si è dimezzato, passando
da un milione e mezzo a meno di 750mila. I cacciatori, pare chiaro, sono destinati ad
estinguersi parallelamente al progresso civile, ma in attesa che ciò
avvenga, le vite di uno stuolo di esseri viventi (oltre due milioni in ogni giorno di
caccia) e di decine di persone sono spezzate ogni anno. La nuova campagna Enpa non
segue le strade consuete - pugni nello stomaco, insulti, pesanti accuse e conseguenti
contraccuse - piuttosto cerca di far capire ai cacciatori quanto sia fuori luogo quel
sentimento "eroico" e "romantico" che essi provano mentre, armati
fino ai denti, affrontano piccoli animaletti decisamente indifesi. La campagna è
stata realizzata in collaborazione con l'agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather: i
suoi eccellenti creativi hanno pennellato di simpatica ironia le idee poi concretizzate
dalla casa di produzione The Family con il regista Andrea Turchi per quanto riguarda lo
spot tv, da Screenplay per quanto concerne i tre spot radio e da Zona 13 per le quattro
pagine stampa". (18 gennaio 2010)
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MACELLAZIONI CLANDESTINE. L'ENPA: "PLAUSO AI CARABINIERI DEL NAS. RICONOSCERE I CAVALLI COME ANIMALI D'AFFEZIONE"
In merito all'operazione condotta quest'oggi a Palermo dai Carabinieri
del Nas contro le macellazioni clandestine, il presidente nazionale dell'Enpa -
Carla Rocchi - dichiara quanto segue: "Plaudo alla tempestività e
all'efficacia con cui, ancora una volta, sono intervenuti i Carabinieri del Nas,
i cui uomini hanno sgominato l'ennesimo traffico criminale legato alla macellazione
clandestina di cavalli. L'Enpa rinnova il suo impegno a fianco del Sottosegretario
alla Salute, Francesca Martini, affinchè i cavalli siano riconosciuti come animali
d'affezione e vengano così sottratti al circuito della macellazione sia
illegale sia legalizzata". (15 gennaio 2010)
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ANIMALI, L'ENPA SCRIVE AGLI EURODEPUTATI: «SALVARE I CAVALLI DAI VIAGGI DELLA MORTE»
Firmare entro il 21 gennaio 2010 la Dichiarazione Scritta 54/2009 che impegna la
Commissione Europea a rivedere la normativa sul trasporto degli equidi e a fermare i
"viaggi della morte", cui i cavalli sono costretti per molti giorni durante
il trasferimento verso i mattatoi. È quanto chiede il presidente nazionale
dell'Enpa - Carla Rocchi - con una lettera inviata ai rappresentanti italiani
presso il Parlamento Europeo. "Da anni l'Enpa si batte per il
riconoscimento agli equidi dello status di animali d'affezione, e di
conseguenza per il divieto di macellazione - spiega Carla Rocchi -. In attesa di
raggiungere il traguardo da noi auspicato, è comunque necessario intervenire
secondo una logica di riduzione del danno, sollecitando le istituzioni europee a porre
fine, una volta per tutte, alla pratica barbara e incivile dei viaggi della morte".
Secondo l'Ente Nazionale Protezione Animali e altre associazioni animaliste
internazionali - tra cui Animal's Angels e Save the Dogs - l'attuale normativa
comunitaria sul trasporto di animali (Regolamento CE n. 1/2005 del Consiglio) non
solo presenta numerose carenze ma è anche disattesa da alcuni Stati membri. E
a farne le spese sono solo i cavalli. Ogni anno, infatti, per soddisfare il palato di
pochi "raffinati" gourmand, oltre 100mila equidi sono obbligati a patire
sofferenze infernali. Il loro trasferimento al mattatoio può durare anche numerosi
giorni, durante i quali - estate o inverno - sono privati del riposo, del cibo e
dell'acqua. Molti di questi animali - sopraffatti dalle sofferenze, dagli stenti
e dallo stress - perdono la vita durante il tragitto senza mai arrivare a destinazione.
Macellare i cavalli in mattatoi vicini agli allevamenti - l'associazione
internazionale World Horse Welfare ha individuato in Europa 180 siti autorizzati -
non salverebbe loro la vita ma eviterebbe almeno di aggravarne le sofferenze con
inutili torture. Le richieste dell'Ente Nazionale Protezione Animali sono contenute
in una petizione internazionale promossa da Save The Dogs e che l'Enpa appoggia,
e sono condivise dagli oltre 132mila firmatari di una petizione internazionale che,
proprio in queste ore, stanno sollecitando il presidente Barroso e le istituzioni
comunitarie alla revisione del regolamento sul trasporto di cavalli. (12 gennaio 2010)
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NIENTE CARNE DI CAVALLO A TAVOLA Proposta bipartisan, presto una legge
Addio alla carne di cavallo a tavola. È quanto potrebbe accadere se diventerà
realtà una proposta di legge per vietare la macellazione degli equini. Il cavallo,
nelle intenzioni del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, verrà di
fatto equiparato a cani e gatti, un modo per "assicurare dignità e
rispetto". È un partito trasversale che, però, si scontra con chi,
sul solco di una lunga tradizione culinaria, ama la carne da cavallo.La proposta incontra anche il favore del ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, che da anni si dichiara contrario alla macellazione. L'iniziativa è partita a novembre, racconta il Corriere della Sera, grazie a Paola Frassinetti, vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera. Lo scopo è di "spezzare quella terribile catena vecchiaia-macello". Si procederà gradualmente, fissando una serie di paletti legislativi per arrivare all'obiettivo finale. Il giro d'affari in Italia è piuttosto ridotto, tranne nelle zone dove per tradizione la carne di cavallo la fa da padrona, come Verona, Padova e alcune aree del sud. In Francia da tempo divampano le polemiche tra i sostenitori della campagna anti-macellazione, tra cui vi è anche Brigitte Bardot e i rappresentati di categoria, macellatori che vedono a rischio il proprio mestiere. Tratto dal sito TGCOM Mediaset (4 gennaio 2010) |