ARCHIVIO NOTIZIE NAZIONALI 2009

SENZA RAZZA MA, SEMPRE FEDELE

Come molti amanti sapranno è uscito in tutte le sale italiane il Remake del film "Hachiko Monogatari" (1987), diretto del celebre regista svedese Lasse Hallström.
La giá celebre pellicola è l'adattamento cinematografico della reale storia dell'omonimo cane che, tutti i giorni, accompagnava e andava a riprendere, puntualmente, ogni giorno alla stessa ora il suo padrone il quale era, per esigenze di lavoro, pendolare, lungo la linea ferroviaria Tokio-Shibuya.
Un giorno, l'uomo morì a lavoro e ovviamente non ritornò alla ferrovia dove, ad aspettarlo vi era il suo cane che, imperituro da quel giorno per dieci anni, continuò ad aspettare il suo amico umano ogni giorno, alla stessa ora fino a quando morì anch'egli.
La storia di Hacki diventò in Giappone un monumento in quanto il piccolo quattro zampe è riuscito a scuotere l'opinione pubblica, diventando emblema di fedeltà, semplicisticamente come storia strappalacrime di un cane rimasto solo dopo la morte del proprio padrone e a lui comunque rimastogli fedele.
La vicenda di Hachi è la storia dell'amore incondizionato di tutti gli animali verso i loro padroni, l'amicizia sincera che riescono a donarci, fedeltà e devozione che ogni giorno ci regalano, assoluta trasparenza di sentimenti che ci offrono ma soprattutto è storia che, attraverso Hacki, trasmette amore e rispetto.
Molti cercano nella solo razza, il cane ideale ma, non è solo a loro che si deve volgere l'interesse mentre meticci tanto quanto carichi di devozione, riempiono i canili.
L'amore non ha razza quindi, i rifugi sono pieni di cani che aspettano di poter amare e sentirsi amati almeno una volta nella loro vita.
Sottraiamoli ad una vita in gabbia. (30 dicembre 2009)

MALTEMPO, L'ENPA: "A RISCHIO MIGLIAIA DI TROVATELLI E ANIMALI SELVATICI, MOBILITATE LE NOSTRE STRUTTURE"

La forte ondata di maltempo che da molte ore flagella il Paese con abbondanti nevicate al Nord e pioggia battente al Centro-Sud sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di molti di animali. Particolarmente a rischio i "trovatelli" e gli esemplari di fauna selvatica, i quali devono fare i conti non solo con le cattive condizioni meteo di questi giorni ma anche con l'incremento del fabbisogno calorico giornaliero, tipico dei mesi invernali. In Nord Italia sono già numerosi gli animali deceduti per assideramento e denutrizione. Di fronte all'emergenza meteo, come in altre situazioni critiche che hanno colpito il territorio italiano, l'Enpa ha mobilitato tutte le sue strutture locali, allo scopo curare, ospitare, assistere gli animali in difficoltà. La Protezione Animali ha anche allestito nidi artificiali dove i volatili possono ripararsi dal freddo e creato punti di approvvigionamento alimentare all'interno dei boschi e delle campagne. Anche i singoli cittadini hanno la possibilità, con un piccolo impegno, di salvare le vite di moltissimi animali. Come? Creando a loro volta delle piccole zone per la somministrazione del cibo nei giardini privati e condominali - l'Enpa suggerisce di prestare attenzione a non arrecare disturbo ai vicini - oppure depositando nei boschi ortaggi e tuberi, alimenti utilissimi per nutrire cinghiali, daini e caprioli. In questo modo gli animali non solo vengono nutriti, ma sono anche tenuti lontani dalle zone coltivate o dagli abitati cittadini. L'Enpa, inoltre, sollecita istituzioni e Protezione Civile a considerare, in questo momento di crisi, anche le esigenze degli animali. (22 dicembre 2009)

ANIMALI. NATALE SERENO PER UOMINI E QUATTROZAMPE: DALL'ENPA UN VADEMECUM

Con l'approssimarsi delle festività l'Enpa suggerisce un vademecum per difendere i quattrozampe dai piccoli rischi che si accompagnano ai tradizionali festeggiamenti, e garantire un Natale sereno a uomini e animali. A cominciare dalle piante. Dal vischio all'agrifoglio, sono numerose le specie vegetali che in questo periodo entrano nelle case degli italiani e ne abbelliscono gli arredi. Attenzione, però. Alcune di esse possono essere tossiche per i "nostri amici": l'ingestione di una quantità anche piccolissima può causare avvelenamenti mortali. Per evitare tali pericoli basta adottare alcuni semplici accorgimenti e tenere le piante al di fuori della portata degli animali che, specie i cuccioli, mordicchiano e giocano con ogni cosa. Non sottovalutare la cioccolata. Sono forse in pochi a sapere che 1,3 mg di cioccolato amaro e 13 mg di cioccolato al latte possono essere letali per i quattrozampe, soprattutto se gli eventuali sintomi di intossicazione non fossero riconosciuti immediatamente. Se non si vuole rinunciare a gratificare i nostri amici pelosi è possibile acquistare dolci confezionati appositamente per loro. Particolare accortezza anche alle ricompense alimentari, che proprio durante il periodo natalizio tendono a essere somministrate con eccessiva generosità. Ossa, retìne degli arrosti e cibi fritti possono causare soffocamenti e pericolose indigestioni, dagli esiti talvolta letali. Oltre a non eccedere nei "contentini", l'Enpa suggerisce di contattare il proprio veterinario di fiducia fin dalla comparsa dei primi sintomi di malessere e di avere sempre a portata di mano un numero di reperibilità notturna e festiva. Meglio sarebbe optare per un delizioso menù vegetariano: è gustoso, fa bene alla natura e presenta poche controindicazioni. Scegliere con particolare cura i regali di Natale per i nostri compagni di vita. Palline, giochini e peluche se ingeriti - anche in piccola parte - possono provocare ostruzioni dell'esofago o pericolose lacerazioni. Preferire dunque giochi sicuri e controllare gli animali nei loro momenti di svago; contattare immediatamente il veterinario in presenza di un minimo segno di alterazione comportamentale o di malessere del quattrozampe. L'albero di Natale, con le sue bellissime luci e decorazioni, nasconde alcune insidie per i quattrozampe che, irresistibilmente attratti dalle palline e dai fili colorati, rischiano però di rimanere folgorati o di essere soffocare dall'ingestione. Per festeggiare serenamente il 2010 attenzione ai "botti di Capodanno". I quattrozampe, che hanno un udito più sensibile di quello umano, possono essere spaventati dal boato della deflagrazione e reagire con comportamenti istintivi, fuggendo in preda al panico e rischiando di essere investiti da automobili di passaggio, oppure provando l'impulso a scappare dall'abitazione scavalcando il balcone o la finestra. Per la serata di fine anno la Protezione Animali consiglia ai proprietari di cani di tenere il loro quattrozampe al guinzaglio; di tenere chiusi temporaneamente in un luogo comodo e rassicurante gli animali, anche quelli che normalmente vivono all'esterno; di assicurarsi che l'eventuale tatuaggio identificativo sia leggibile, che il microchip sia registrato all'anagrafe canina, che l'animale indossi la medaglietta identificativa (con indirizzo e telefoni validi); di mantenere un atteggiamento sereno e di non premiare manifestazioni di paura del quattrozampe con carezze rassicurative che l'animale potrebbe tradurre come una legittimazione del suo stato di paura. È inoltre possibile prevenire gli stati di ansia, rivolgendosi in anticipo al veterinario che potrà prescrivere anche rimedi omeopatici, fitoterapici o farmaci in grado di abbassare il livello di reazione e limitare l'ansia. Se qualcuno dovesse avvistare in un cane smarrito cerchi di avvicinarlo con attenzione, senza compiere gesti bruschi (potrebbe manifestare ancora paura), provi a rassicurarlo, magari offrendogli del cibo e chiami il Servizio Veterinario della Asl. Una volta raccolto e portato al canile sarà molto semplice risalire al proprietario tramite il microchip e, qualora non l'avesse, sarà comunque il luogo dove i proprietari potranno andare a riprenderlo. Diventare proprietari responsabili significa anche e soprattutto prevenire ogni possibile rischio per gli animali con i quali abbiamo scelto di condividere ogni momento della nostra vita. (21 dicembre 2009)

TRASFORMA LA SCELTA DI UN DONO IN UN GESTO D'AMORE

Se quest'anno avete voglia di unire l'utile al dilettevole, pensate ad un regalo di Natale Enpa, aiutateci ad aiutare gli animali … il dono a voi stessi o ad altri dei nostri articoli è un doppio motivo di gioia per chi lo riceve e per chi, dopo aver già troppo sofferto a causa dell'uomo, godrà di un nuovo prezioso sostegno al proprio benessere.

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(20 dicembre 2009)

TRENI. NON SOLO TAGLI, RITARDI E SPORCIZIA. GLI ITALIANI VOGLIONO TORNARE A VIAGGIARE CON I LORO ANIMALI

Roma, 18 dicembre 2009 - Non solo ritardi, sporcizia e tagli ai vagoni. Numerosi gli italiani che hanno segnalato alla casella mail bassavelocita@enpa.org disagi, disservizi e difficoltà per i viaggi in treno con i loro animali. Come noto, l'anno scorso Trenitalia ha introdotto severe limitazioni ai viaggi di Fido e Micio sulla nostre "strade ferrate"; un provvedimento che l'azienda giustificò con l'esigenza di garantire la pulizia e il decoro dei nostri vagoni. Sedili laceri, bagni lerci, carrozze che cadono a pezzi, porte non funzionanti? Secondo Trenitalia la colpa del degrado non era nè della scarsa manutenzione nè degli addetti alle pulizie ma … degli animali. Già allora l'Enpa denunciò lo scaricabarile: gli animali diventavano un vero e proprio capro espiatorio di colpe non loro. E infatti a distanza di 12 mesi le condizioni igieniche dei nostri treni non sono migliorate - stando anche alle numerose denunce pervenute proprio in questi giorni ad alcuni organi di stampa - mentre sono cresciuti in modo esponenziale i disagi dei viaggiatori a quattro zampe visto: i cani di taglia medio-grande banditi una volta per tutte proprio da quegli Eurostar che hanno sostituito molti convogli Intercity ed Espressi a media e lunga percorrenza. "Trovo scandaloso - scrive all'Enpa Roberta da Milano - che io e la mia cagnolina non possiamo accedere ai treni Frecciarossa". "Ho sempre viaggiato in treni come Eurostar City senza alcun problema col mio cane - aggiunge Francesca -. Per quale motivo ora non posso più? Non pensano ai disagi che queste decisione comportano?". "Il regolamento di Trenitalia - prosegue Alessandra - prevede la possibilità di portare a bordo dei treni un solo animale per passeggero. Mi domando a questo punto: e chi possiede per esempio due gatti, che fa? Ne lascia uno a casa? O meglio ancora se ne sbarazza?". E queste sono solo alcune delle segnalazioni pervenute all'Enpa. L'iniziativa "bassavelocità" di Enpa proseguirà anche nei giorni a venire, con l'obiettivo di compilare un dossier da sottoporre ai vertici di Trenitalia per chiedere la riammissione dei quattrozampe a bordo dei treni italiani. Per inviare le segnalazioni: bassavelocita@enpa.org. (18 dicembre 2009)

IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE RICORSO CONTRO L'ORDINANZA "BLACK LIST". PLAUSO DI ENPA E LAV

Enpa e Lav plaudono alla sentenza del Consiglio di Stato che, con Ordinanza n. 6134 ha respinto il ricorso presentato dal Codacons contro l'Ordinanza del Ministro della Salute concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, in vigore dal marzo scorso. La decisione del Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar del Lazio che il 25 giugno scorso aveva respinto la richiesta di sospensiva presentata dal Codacons nei confronti dell'Ordinanza del Ministero della Salute, ritenendo che tale strumento normativo non fosse contrario alla tutela della sicurezza pubblica, e condividendo quanto già espresso dal TAR del Lazio. "L'Ordinanza del Ministro della Salute, voluta dal Sottosegretario Martini, abolendo l'inutile lista delle razze pericolose e ponendo l'accento sulla prevenzione e la responsabilizzazione di coloro che vivono con un cane, rappresenta un utilissimo ed efficace strumento per la tutela dell'incolumità pubblica e per garantire il benessere degli animali e la decisone del Consiglio di Stato ne rappresenta un ulteriore conferma" - commentano Enpa e Lav che hanno partecipato al tavolo tecnico indetto dal Ministero nell'ambito di un confronto con le associazioni animaliste e veterinarie. (16 dicembre 2009)

"IL CANE ATTORE SOCIALE", IL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE - L'ONOREVOLE FRANCESCA MARTINI - INTERVISTATA A MARGINE DEL CONVEGNO

Pubblichiamo di seguito l'intervista della giornalista di Quattrozampe Maria Paola Gianni al Sottosegretario alla Salute, onorevole Francesca Martini, in occasione del convegno il "Il cane attore sociale", svoltosi di recente a Perugia. L'intervista è stata pubblicata nel numero di Quattrozampe di Dicembre - Gennaio 2010.

L'Umbria ha tutte le carte in regola per diventare un esempio nazionale in materia di benessere del cane. Nel percorso di riforma della legge quadro 281/91, in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, l'oasi Parco Enpa del Comune di Perugia è stata menzionata dal Ministero della Salute come modello e punto di riferimento per le linee guida di un futuro panorama normativo. Parola del Sottosegretario di Stato, on. Francesca Martini, che di recente ha visitato il Rifugio Enpa, in occasione del convegno nazionale "Il cane, attore sociale", organizzato al "Deco Hotel" dall'Ente Nazionale Cinofilia Italiana, in collaborazione con la sezione dell'Enpa di Perugia e con il Ministero della Salute. Secondo i dati forniti dalla presidente dell'Enpa di Perugia, Paola Matrigali Tintori, sono circa 350 i cani presenti nel rifugio di Collestrada, con una media annua di 200 arrivi e 166 adozioni, mentre i quattro zampe che rientrano dopo l'affido sono solo cinque l'anno: ciò testimonia la cura e la massima attenzione nelle procedure di affidamento. Come ha affermato l'on. Martini, "l'Umbria è una regione piccola e credo che possa fare un ottimo lavoro sul fronte della normativa, soprattutto mi sembra culturalmente portata nella relazione tra uomo e animale, quindi può diventare un modello per le sue caratteristiche". Ad aprire e chiudere il convegno i sei cani dell'Unità Cinofila della Protezione Civile impegnati nelle operazioni di soccorso in Abruzzo. Tanti gli intervenuti, come Massimo Floris, presidente dell'associazione Ghismo onlus, nonchè direttore sanitario dell'Oasi Parco Enpa di Perugia; il medico veterinario Federico Coccia, consulente tecnico del Ministero della Salute e del Comune di Roma; Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa; Gaetana Ferri, dirigente generale del Ministero della Salute.

On. Martini, il cane prima di tutto è un amico dell'uomo. È anche un attore sociale?

"Certamente. E manifestazioni che coinvolgono associazioni, Ministero della Salute, veterinari e unità cinofile, dimostrano che oggi più che mai abbiamo bisogno del cane come punto di equilibrio della relazione uomo-animale, in un contesto sociale. Tutti noi abbiamo constatato come in caso di catastrofi e terremoti, nella ricerca delle persone, il cane diventi un soggetto unico, un insostituibile attore sociale, così come lo è per le operazioni di controllo da parte delle forze dell'ordine".

Lei vuol far diventare l'Italia un'eccellenza sul tema del benessere animale. Ma in questo nobile progetto, come possono intervenire e contribuire le istituzioni locali?

"Innanzitutto bisogna che siano consapevoli del loro ruolo. Quanto al mio progetto, è già arrivato a buon punto. Basti pensare alle normative già emanate, come l'eliminazione della black-list, che correlava la pericolosità oggettiva alla razza senza avere nessun fondamento scientifico. Sono iniziative tipiche di paesi molto avanzati, come l'Inghilterra.Sono fiduciosa di poter proseguire in questo mio progetto di rilevanza europea. Per fortuna abbiamo ancora alcuni anni per lavorare".

E le amministrazioni locali?

"Devono attuare sul territorio le normative in questione, tutte di facile applicazione. È chiaro che le istituzioni locali dovranno essere più responsabili, più sensibili e anche più impegnate. Se non abbiamo una corretta gestione del benessere e della salute degli animali sul territorio mettiamo a rischio non soltanto l'incolumità, ma anche la salute pubblica. Questo dev'essere un monito sia per coloro che amano, come me e come tantissimi cittadini, gli animali, sia per chi è meno sensibile a questo tema. Nei programmi elettorali, spesso, questi temi legati agli animali vengono relegati all'ultimo posto. Abbiamo invece bisogno di dare rilevanza non solo sociale, ma anche sanitaria a tutto ciò".

È vero che gli abbandoni degli animali sono in diminuzione?

"Sì, lo confermano le stesse associazioni animaliste, ma c'è ancora tanto da fare. Possiamo dire che c'è stata una riduzione degli abbandoni del trenta per cento, grazie anche alle molteplici campagne di sensibilizzazione che abbiamo portato avanti e alle azioni ispettive di controllo che abbiamo sollecitato. In questo contesto, non mi stancherò mai di ripeterlo, le associazioni di volontariato svolgono un contributo insostituibile per tutti noi". (10 dicembre 2009)

ANIMALI, TRUFFE SUL WEB. DALL'ENPA UN DECALOGO PER EVITARE BRUTTE SORPRESE

Inserzioni web che offrono animali in vendita; annunci di persone disperate che non possono più accudire il proprio animale e si appellano al buon cuore del prossimo affinchè lo adotti. Attenzione però: è una truffa, un raggiro che riguarda non solo cani e gatti ma anche scimpanzè, scimmie cappuccine, pappagalli. A denunciare il fenomeno è l'Enpa che ha stilato un decalogo per evitare brutte sorprese. Ma ecco come funziona questo "business". Le inserzioni riguardano animali che si trovano all'estero e sono pubblicate da venditori stranieri (spesso risiedono in un Paese africano) su siti web italiani di piccoli annunci commerciali come adoos.it o bakeca.it. "Le proposte di vendita o di adozione - spiega l'Enpa - sono scritte in italiano stentato, frutto di traduzioni improvvisate: già questo elemento dovrebbe essere una spia d'allarme circa la scarsa affidabilità del venditore". Le comunicazioni si svolgono prevalentemente via mail: al primo contatto il venditore fornisce tutte le informazioni relative all'animale (età, vaccinazioni, abitudini alimentari, e così via). Per rendere più credibile il raggiro, l'inserzionista invia al malcapitato una nutrita documentazione fotografica e chiede garanzie circa l'effettiva capacità della nuova famiglia di accudire l'animale. Dopo i primi contatti di rito, l'inserzionista chiede il pagamento anticipato di una somma compresa tra 100 e 300 euro a copertura delle spese spedizione dell'animale. "Senza l'anticipo - spiega un venditore contattato da Enpa per comprendere il funzionamento del raggiro - non è possibile prenotare il volo per l'animale". I truffatori più scaltri si inventano linee aeree inesistenti e si spingono al punto di inviare all'acquirente una documentazione di trasporto assolutamente posticcia. Infine, l'amara sorpresa: pagato l'anticipo, l'acquirente o l'adottante arriva in aeroporto dove nessun aeroplano consegnerà mai alcun animale.

Come difendersi dunque da questi raggiri?

  1. Non fare mai esclusivo affidamento sulla buone fede del venditore;
  2. Diffidare degli annunci improvvisati scritti da inserzionisti stranieri;
  3. Cercare sempre un riscontro sull'identità dell'inserzionista;
  4. Non effettuare mai pagamenti anticipati, anche se per somme modeste;
  5. Prestare attenzione alle specie in vendita o in adozione. Per alcuni animali, in particolare gli esotici, c'è un divieto di importazione e commercio;
  6. Verificare sempre l'attendibilità della documentazione di trasporto: contattare la compagnia aerea e controllare, ad esempio, se collega le località di partenza e di arrivo o se effettua il trasporto di animali;
  7. Non farsi trarre in inganno dalle fotografie di corredo: chiunque può averle scattate ovunque;
  8. Per l'adozione, invece, visitare un canile o rivolgersi a una associazione animalista;
  9. In caso di dubbi contattare le pubbliche autorità o le associazioni animaliste;
  10. Un animale richiede impegno e affetto. Bene prendere con sè un animale o regalarlo per Natale ma solo dopo avere accertato l'effettiva disponibilità di accudirlo per tutta la vita. L'Enpa inoltre suggerisce di non limitare la propria scelta ai soli cuccioli ma di prendere in considerazione anche i cani adulti.
"I truffatori - prosegue l'Enpa - fanno leva non soltanto sui buoni sentimenti dei malcapitati ma anche sulla presunzione che la somma estorta è tanto esigua da sconsigliare complicate e fastidiose procedure internazionali per il recupero del maltolto". "A chi volesse accogliere un nuovo amico - conclude la Protezione Animali - consigliamo di visitare un canale: lì ci sono tantissimi quattrozampe che attendono coccole e amore; ma, soprattutto, queste sono adozioni a prova di truffa". (9 dicembre 2009)

TURISMO VENATORIO, IN ALBANIA CACCIATORI ACCOMPAGNATI DA GUIDE GIOVANISSIME E IMPROVVISATE

L'ultima moda in fatto di caccia viene dall'Albania. Alle prese con norme restrittive, che pure ambiscono ad alleggerire come dimostrano i recenti tentativi di fare approvare "Caccia Selvaggia", alcune doppiette italiane hanno pensato di arricchire il loro carniere "emigrando in Albania". Lo chiamano turismo venatorio e, come denunciato da un servizio trasmesso durante la trasmissione "Pasdite ne Top Channel" (Pomeriggio a Top Channel), fa male non soltanto agli animali, ma anche agli uomini. Secondo quanto riferito dall'emittente albanese, la zona di Lushnja - si trova proprio di fronte Brindisi e a pochi chilometri di mare dall'Italia - è diventata il nuovo "eldorado" dei nostri cacciatori, i quali, pur di sparare a peppole & co. non si fanno scrupolo di assoldare giovanissimi assistenti che li conducano all'interno dei fitti boschi del luogo, puntino la preda e la raccolgano dopo lo "sparo". Si tratta per lo più di bambini giovanissimi, dai 10 ai 14 anni, che, in cambio di un panino, di pochi spiccioli o di qualche bossolo saltano la scuola e si cimentano con un'avventura spericolata ma, sopratutto, pericolosa. È elevatissimo, infatti, il rischio che tra le vittime "collatorali" dello "sport" venatorio ci siano proprio loro, guide improvvisate che la giovane età potrebbe spingere a essere troppo spericolate pur di compiacere i loro "clienti". Fenomeno di cui Federcaccia sembrerebbe essere a conoscenza. "Il turismo venatorio - commenta Gianluca Dall'Olio, presidente dell'associazione di cacciatori - è un fenomeno che sfugge al nostro controllo perchè organizzato da agenzie ad hoc: riguarda l'Albania ma anche Paesi come Romania, Ucraina, Bielorussia fino alla Siberia". Anche se per quanto riguarda il fatto specifico l'associazione nega ogni coinvolgimento dei nostri cacciatori. "È un comportamento moralmente condannabile - aggiunge Dall'Olio - … non mi risulta però che in Albania si usino (i bambini, ndr) al posto dei cani". Chi nutre pochi dubbi al riguardo è Flavio Qarri, il giornalista autore del servizio: "Alcuni bambini sono regolarmente iscritti a scuola; quando accompagnano i cacciatori saltano le lezioni … siamo già alla terza generazione di minori che accompagnano i cacciatori". (9 dicembre 2009)

IL TAR DEL LAZIO SOSPENDE L'ORDINANZA MARTINI

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da FederFauna ed altri, contro il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ed ha di fatto annullato, previa sospensione d'efficacia, l'Ordinanza recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli artt. 55 e 56 del D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163, firmata lo scorso 16 luglio dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini.
Il provvedimento della Martini - come si legge nella sospensiva del Tar del Lazio - non sembra possedere i caratteri che giustificano il ricorso al potere di ordinanza contingibile ed urgente, in quanto già nelle premesse della stessa si ribadisce tra gli obiettivi della sua emanazione l'attesa di intervenire in via legislativa. (7 dicembre 2009)

IL 4 E 5 DICEMBRE L'ASSEMBLEA DEL VOLONTARIATO ITALIANO. PREVISTO UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE NAPOLITANO

Presentata nel corso di una conferenza stampa l'Assemblea del Volontariato, convocata a Roma per i prossimi 4 e 5 dicembre in occasione della Giornata internazionale del Volontariato e in vista dell'Anno Europeo del Volontariato. I lavori assembleari saranno preceduti dall'incontro di una folta rappresentanza di esponenti di associazioni di volontariato e di terzo settore con il Presidente della Repubblica, fissato al Quirinale per le 11 di venerdì 4 dicembre. Un appuntamento di particolare rilievo, cui prenderanno parte anche i Ministri Sacconi e Maroni. "Quest'assemblea è un'occasione importante di riflessione e approfondimento alla quale più di 600 associazioni sono chiamate a dare il loro contributo". Così hanno affermato i promotori dell'iniziativa Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore, Fausto Casini, coordinatore della Consulta del Volontariato, Emma Cavallaro, presidente della ConVol e Marco Granelli, presidente di CSVnet. "Si apre la stagione costituente del Terzo Settore e del Volontariato Italiano, quella indicata dal Ministro Sacconi nel Libro Bianco. Una sfida che accettiamo e di cui vogliamo essere protagonisti - hanno proseguito -. Chiederemo alle Istituzioni un impegno formale per il riconoscimento della nostra identità e il rispetto delle attività svolte per un riconoscimento culturale dei valori sociali e del bene comune." "È necessario continuare a garantire aiuti concreti alle associazioni ed è importante pertanto che strutture come i CSV, grazie alla legge 266/91, continuino ad operare per promuovere e sostenere le attività del volontariato - hanno aggiunto i promotori -. Quest'Assemblea si colloca nel percorso attuato dal Forum del Terzo Settore per l'elaborazione del Libro Bianco: l'obiettivo è quello di giungere l'anno prossimo a proposte concrete che vadano a toccare tutte le problematiche del terzo settore italiano". (3 dicembre 2009)

"BASSA VELOCITÀ", UN DOSSIER DELL'ENPA A TRENITALIA. SEGNALATECI I VOSTRI DISAGI PER I VIAGGI IN TRENO CON I QUATTTROZAMPE

Parte oggi "Bassa Velocità", una iniziativa promossa dall'Enpa per denunciare le difficoltà che i viaggiatori con animali al seguito sperimentano quotidianamente sulle rete ferroviaria nazionale mentre viaggiano con animali: gli italiani possono raccontare disagi e disservizi alla casella di posta elettronica bassavelocita@enpa.org; le segnalazioni saranno incluse in un dossier che l'Enpa inoltrerà a Trenitalia. "È proprio di queste ore un rapporto Legambiente sul fenomeno dei treni lumaca (uno su tre in ritardo sicuro). Alla vigilia dell'inaugurazione dell'alta velocità tra Bologna e Firenze - spiega l'Enpa - sicurezza, guasti e ritardi non sarebbero gli unici punti deboli del nostro servizio ferroviario. Ogni giorno numerosissimi cittadini ci contattano lamentando i disagi degli spostamenti insieme ai loro amici a quattrozampe." Il problema del trasporto di animali a bordo dei convogli ferroviari si è posto dopo l'approvazione di un nuovo regolamento di Trenitalia, entrato in vigore l'autunno scorso, sull'onda delle polemiche relative alla pulizia dei vagoni. Con il più classico degli "scaricabarile", la dirigenza di Trenitalia imputò agli animali la colpa di carrozze fatiscenti, sedili laceri, parassiti (zecche), toilettes impraticabili. Inizialmente le ferrovie cercarono di bandire del tutto gli animali dai treni; tuttavia le proteste dei cittadini e l'intervento dell'Enpa scongiurarono una soluzione tanto estrema. Fu raggiunto un compromesso: i quattrozampe di piccola taglia avrebbero continuato a viaggiare su qualsiasi categoria di treno purchè alloggiati nel loro trasportino, con la sola eccezione degli Etr 450; gli altri, invece, soltanto a bordo Espressi, Intercity e regionali. Su questi ultimi i quattrozampe possono viaggiare "nel vestibolo o piattaforma dell'ultima carrozza", con l'esclusione della fascia oraria tra le 7 e le 9 del mattino, Ma per pastori tedeschi, dalmata & Co. gli Eurostar diventavano dunque off limits. E la pulizia dei nostri vagoni non è migliorata: il problema sembrerebbe infatti dovuto non tanto alla presenza di animali quanto a problemi nel rinnovo dei contratti con le ditte esterne. "Confesso che ogni volta che salgo su un treno mi vergogno", denunciò laconicamente Vicenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia, non più tardi di sei mesi fa. Sono invece aumentati i disagi dei viaggiatori a due e quattrozampe (di taglia non piccola). Come risulta dall'orario delle ferrovie (collegamenti diurni relativi al 4 dicembre 2009), su circa 30 treni in servizio sulla tratta Roma - Milano, gli Eurostar sono 26, appena 4 gli Intercity (hanno tempo medio di percorrenza di circa 6 ore); sulla Roma - Torino, invece, prestano servizio 8 convogli di cui due soli intercity (09.46 e 15.46, quest'ultimo con arrivo alle 00.40). Problemi anche per i collegamenti con il Sud: da Roma a Lecce intercity solo con cambi multipli; sulla Milano - Palermo, si parte la mattina e si arriva il giorno dopo (con cambi a Messina alle 3.30 del mattino o in alternativa a Napoli alle 22.00). Se poi qualcuno avesse necessità di raggiungere Lecce da Milano in compagnia di Fido, si metta l'anima in pace e si prepari a trasbordare: nessuna carrozza diretta disponibile tra le 07.00 e le 20.00 (sono tutti Eurostar). "Velocizzare i collegamenti deve necessariamente significare anche omogeneità di regole e di comportamenti sui treni che circolano in Europa - commenta Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa. - Andare più veloci non è di per sè un valore se non si lega alla reale possibilità di fruire di servizi omogenei. Chiediamo che i cani in Italia possano viaggiare secondo standard europei". (3 dicembre 2009)

LA COMUNICAZIONE DI ENPA FUNZIONA: DUE I PREMI PER LA PROTEZIONE ANIMALI AL FESTIVAL EUROPEO "EPICA"

La comunicazione di Enpa non solo aiuta gli animali ma è anche innovativa, tecnicamente eccellente e artisticamente notevole. Prova ne è l'ultimo importante riconoscimento: due campagne di Enpa (l'"infradito" che pubblicizza il sito www.vacanzebestiali.org e una delle due pagine stampa della campagna a supporto dell'ultima Giornata degli Animali) si sono aggiudicate due "bronzi" all'importante e prestigiosa EPICA (Europe's Premier Creative Awards). Si tratta di un importante risultato anche in considerazione del fatto che Enpa è l'unico soggetto italiano ad aggiudicarsi ben due premi tra i 17 italiani che, in finale, si sono aggiudicati riconoscimenti. La cerimonia di assegnazione dei premi avverrà nel corso del gala in programma a Belgrado il prossimo 22 gennaio. Il primo "bronzo" è stato assegnato alla campagna "Spray", collegata alla Giornata degli Animali 2009. L'agenzia che per conto di Enpa ha realizzato gratuitamente la campagna è Lowe Pirella Fronzoni. Il secondo "bronzo" è stato assegnato invece alla campagna "Flip Flop" realizzata sempre gratuitamente dall'agenzia McCann Erickson. Il lavoro di coordinamento, per entrambe le campagne, l'individuazione di obiettivi e strategie sono stati realizzati dal Centro Comunicazione&Sviluppo Enpa che ha sede a Bra. I due premi vanno ad aggiungersi ai tanti riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni, sempre per le campagne coordinate dal nostro Centro Comunicazione&Sviluppo tra cui decine di patrocini di "Pubblicità Progresso". (2 dicembre 2009)

ANIMALI, INIZIA LA FESTA DEL SACRIFICIO. L'ENPA: "CONTROLLI CONTRO LE MACELLAZIONI ILLEGALI"

Comincia la festa del sacrificio, tradizionale ricorrenza islamica durante la quale vengono sacrificati animali (ovini, caprini o bovini). "Chiediamo alle autorità di svolgere tutti gli opportuni controlli affinchè, in occasione della festa del sacrificio, nessun animale sia ucciso in alcun mattatoio improvvisato e, secondo procedura, contrario alla legge italiana". È questo l'appello che l'Enpa rivolge a istituzioni e forze dell'ordine affinchè vigilino contro possibili macellazioni clandestine. "Come vegetariana convinta sono ovviamente contraria alla uccisione di animali, anche per scopi alimentari - dichiara Carla Rocchi, presidente dell'Enpa -. Ma a rendere la macellazione rituale una pratica ancora più crudele sono le modalità con cui l'animale viene soppresso. La morte è causata dal dissanguamento, provocato dal taglio della giugulare, senza che sia praticato alcun tipo di stordimento preventivo: ciò significa che l'animale rimane vigile e cosciente durante tutta l'operazione". C'è poi l'aggravante legata alle macellazioni clandestine. In questi anni si sono verificati numerosi casi di "macelli fai da te" dove un'operazione tanto delicata viene svolta clandestinamente da persone inadeguate, con tutti i rischi che ne conseguono anche sotto il profilo igienico - sanitario. Per evitare inutili e crudeli sofferenze agli animali, la legge italiana stabilisce che i macelli, prima di uccidere gli animali, debbano stordirli; questa normativa, tuttavia, prevede una deroga proprio per rendere possibile la macellazione rituale. "La nostra - spiega l'Enpa - non è una posizione ideologica; non critichiamo i procedimenti di una religione in quanto tale, condanniamo invece i riti crudeli e disumani che provocano tante inutili sofferenze. Con altrettanta convinzione denunciamo il massacro che proprio in queste ore si è svolto in Nepal per la festa indù del Gadhimai, durante la quale, si stima, sono stati trucidati circa 300mila animali". Giova ricordare che tutte le volte che si consuma Kebab si favorisce, sia pure inconsapevolmente, la pratica crudele della macellazione rituale. "Il nostro auspicio - conclude l'Enpa - èche sia finalmente possibile raggiungere intese reciproche che permettano conciliare credo religioso e diritti degli animali, multiculturalismo e rispetto della legalità". (27 novembre 2009)

ANIMALI. MAI PIÙ ELEFANTI NEGLI ZOO INDIANI. L'ENPA: "QUANDO LA LIBERTÀ ANCHE IN ITALIA?"

La svolta in materia di detenzione di animali circhi e zoo arriva dall'India: facendo seguito alle pressioni del governo, l'Autorità Centrale dei Giardini Zoologici indiani ha infatti vietato la detenzione in cattività degli elefanti. Il divieto è stato imposto per proteggere gli esemplari di elefante indiano; gli animali che finalmente abbandoneranno il chiuso dei loro recinti saranno gestiti all'interno dei parchi naturali. Il provvedimento delle autorità indiane è importante perchè, proprio dalla direzione degli zoo viene l'affermazione della incompatibilità per gli elefanti della vita in condizioni di cattività; tuttavia il provvedimento non affronta altre situazioni di sfruttamento degli elefanti, infatti, la destinazione all'interno dei parchi naturali non configura uno stato di benessere e di libertà ma il condizionamento alle esigenze del turismo il che per gli elefanti significa lavoro e stress. Pur con questa lacuna, la decisione delle autorità indiane è un passo avanti in quanto afferma un principio. "Questo provvedimento - ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile Ufficio Cattività di Enpa - crea una situazione paradossale: mentre l'India libera gli elefanti dagli zoo per restituirli ai parchi naturali, l'Italia, con la scusa di presunti progetti conservazionistici, premia anche economicamente le strutture della cattività animale. Da notare, inoltre, e questo rappresenta un altro paradosso, che nel nostro Paese si trovano numerosi esemplari di elefante indiano, proprio quella specie che il governo dell'India si è impegnato a tutelare". L'unico modo per salvaguardare gli esemplari di una specie in via di estinzione - secondo l'Enpa - è di proteggerli all'interno del loro ambiente naturale, non di costringerli a riprodursi tra gabbie e recinti. "In materia di cattività - aggiunge Guadagna - il nostro Paese è ancora molto indietro: ci sono alcune proposte di legge per liberare gli animali dalle loro prigioni ma sono tuttora ferme in Parlamento". "Alcuni mesi fa - conclude Guadagna - a darci una lezione di civiltà è stata la Bolivia che ha vietato i circhi con gli animali, adesso è il turno dell'India; saremo in grado di seguire il loro esempio?". (25 novembre 2009)

INIEZIONE LETALE PER ONEO, IL PITTBULL CHE HA COMMOSSO L'AMERICA. L'ENPA: "INQUALIFICABILE CRUDELTÀ"

Pubblichiamo di seguito un articolo che racconta la storia di Oneo, cane pitbull condannato all'eutanasia perchè "aggressivo" e "socialmente pericoloso". Nel condannare un gesto così disumano - tanto più crudele in quanto l'aggressività dell'animale era causata dai gravi e duraturi maltrattamenti cui la sottoponeva la sua proprietaria - l'Enpa ricorda che anche i cani più difficili da gestire possono essere recuperati e rieducati a una pacifica convivenza con l'uomo e con i loro simili. Il percorso è lungo e impegnativo ma, ciononostante, la Protezione Animali, in Italia, è già riuscita a riabilitare numerosi cani dati ormai per "spacciati". L'Enpa si augura che la giustizia americana possa sanzionare adeguatamente il comportamento della proprietaria di Oneo, principale responsabile per i comportamenti aggressivi del suo animale.

È stata per lungo tempo vittima delle angherie umane e come se non bastasse è stata perfino condannata all'esecuzione capitale. La protagonista di questa triste vicenda che giunge dalla Grande Mela è una cagnolina di due anni, condannata all'iniezione letale a causa della sua natura aggressiva. Oneo, questo è il suo nome, è un pitbull e come tutti i cani appartenenti a questa razza è costretta a subire la triste classificazione di cane aggressivo e senza speranze. Ma per comprendere le ragioni che hanno influito profondamente sulla fisionomia caratteriale del cane bisognerebbe fare un passo indietro e raccontare la sua storia personale. Una storia contornata di violenza e crudeltà di natura non animale, ma umana. La sua padrona, o colei che si definiva tale, era solita maltrattarla e massacrarla di botte. L'ultimo episodio violento risale al giugno scorso quando la cagnolina è stata scaraventata dalla finestra dalla sua crudele padrona. Dopo un volo di qualche metro dal tetto della sua casa di Brooklyn, Oneo per miracolo si è salvata riportando soltanto due zampe rotte e qualche ferita sul corpo. Ma nessuno, tanto meno la sua padrona, avevano messo in conto che quel volo, quella brutale esperienza avrebbero segnato per sempre la natura e l'indole del cane. Era diventata troppo aggressiva. Proprio l'aggressività l'ha condannata a morire. Non sono bastate le mobilitazioni delle associazioni animaliste, nè la reazione dei cittadini americani scesi in piazza per difendere la dignità di un essere vivente, un'animale vittima di atroci brutalità inflitte per mano umana, affinchè venisse sospesa l'esecuzione. Le coscienze americane speravano in una clemenza che purtroppo non è sopraggiunta da parte dei membri dell'American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Aspca), responsabili di aver applicato la pena di morte ai danni di Oneo. La giustificazione avanzata è stata la seguente: "Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per Oreo. Siamo stati in grado di guarire le sue ferite fisiche ma non quelle psicologiche. Per queste - dichiara il portavoce dell'Aspca, Andy Izquierdo - non c'è stato nulla da fare". A causa della sua aggressività imprevedibile, prosegue il portavoce dell'Aspca: "è stato necessario condannarla a morte". Non ci stanno le associazioni animaliste new yorkesi che annunciano battaglia in materia di difesa dei diritti degli animali. Esponenti di numerose organizzazioni non profit nei giorni discorsi hanno tentato di prendere contatti con l'Aspca, ma tutto inutile. La decisione era già stata presa. Non sono servite le mail, le telefonate e le innumerevoli richieste di adozione inoltrate. Oneo, il cane che ha commosso l'America intera, è stata uccisa con l'iniezione letale. New York non ha potuto salvarla per la seconda volta. Ma potrà fare qualcosa per difenderne la sua memoria: ossia, condannare la sua padrona. Infatti, la proprietaria Fabian Henderson è stata arrestata lo scorso luglio e ha ammesso le sue responsabilità dinanzi alla giustizia. Occorrerà attendere il prossimo 1 dicembre, quando verrà emessa la sentenza a suo carico.

Articolo di Pamela Schirru, tratto da Universy.it del 14 novembre 2009

ANIMALI. NONOSTANTE I SOCCORSI DELL'ENPA, MORTO METICCIO ABBANDONATO DAI PROPRIETARI SUL BALCONE DI CASA

Non ce l'ha fatta Lillo (così ribattezzato dai volontari Enpa), un meticcio di otto mesi, che era stato "dimenticato" dai suoi proprietari sul balcone della loro abitazione di Ragusa. Abbandonato senza cibo nè acqua, Lillo ha vagato disperatamente per alcuni giorni sui pochi metri quadrati del terrazzo, domandandosi forse che fine avessero fatto i suoi "amici a due zampe", quelle stesse persone che fino a qualche giorno prima lo avevano coccolato e accudito. L'agonia di Lillo è terminata domenica 8 novembre, quando, un vicino, preoccupato per quel corpicino che di ora in ora si faceva sempre più deperito e non riuscendo a rintracciare i proprietari dell'immobile, ha segnalato l'abbandono alle Guardie Zoofile Enpa di Ragusa chiedendo un loro immediato intervento. I volontari della Protezione Animali, supportati dai Vigili del Fuoco, si sono recati sul posto e, dopo aver constatato la difficile situazione dell'animale - i proprietari del meticcio avevano avuto la "sensibilità" di lasciare aperta la porta tra l'abitazione e il terrazzo - hanno chiesto alla Procura l'autorizzazione ad accedere sul balcone e ad entrare nell'appartamento per soccorrere il cane. "Non appena siamo entrati nell'appartamento - racconta Antonio Tringali, responsabile della Sezione Enpa di Ragusa - ai nostri occhi si è presentato uno spettacolo degno di un girone infernale: Lillo, ormai visibilmente denutrito, se ne stava in un cantuccio, tra la sporcizia e le sue stesse deiezioni. Dei proprietari, ovviamente, nessuna traccia". "Inorriditi e sconcertati da tanta crudeltà - prosegue Tringali -, abbiamo immediatamente affidato l'animale alle cure di un veterinario sperando di poterlo curare". Il miracolo, purtroppo, non è avvenuto: ieri notte, sotto il peso degli stenti, il cuore di Lillo ha smesso di battere. "Non c'è nessuna parola per esprimere lo sconforto e l'amarezza che provo - conclude Tringali - a questo punto l'unica cosa che possiamo fare è assicurare i responsabili di questo crimine alla giustizia; i magistrati sono già al lavoro per identificare i proprietari dell'immobile che dovranno rispondere di quanto previsto dal Codice Penale. Questa vicenda ci spinge a intensificare la nostra sorveglianza contro i maltrattamenti, un campo nel quale, lo ricordo, la legge permette alle Guardie Zoofile di agire di loro iniziativa”". (13 novembre 2009)

ANIMALI. UN EMENDAMENTO PER REINTRODURRE IL TAGLIO DELLA CODA AI CANI. L'ENPA: "RISPETTARE LE ORDINANZE MARTINI"

È prevista per oggi la votazione a scrutinio segreto sugli emendamenti Stefani e Contento alla legge di ratifica sulla Convenzione di Strasburgo, che, reintroducendo l'amputazione della coda per i cani, smentiscono quanto stabilito dalle ordinanza Martini in tema di tutela della salute e del benessere animale. "Gli emendamenti Stefani e Contento sono un clamoroso autogol: contraddicono gli enormi progressi compiuti negli ultimi mesi per la difesa dei diritti degli animali grazie alle ordinanze del sottosegretario al Welfare Francesca Martini", commenta l'Enpa. "Questi emendamenti - prosegue l'Ente Nazionale Protezione Animali - non hanno altro obiettivo se non quello di compiacere alcune categorie come, ad esempio, quelle dei cacciatori e degli allevatori". "Chiediamo che governo e maggioranza non sacrifichino il benessere degli animali alle pressioni delle lobby e a un mero capriccio estetico - conclude l'Enpa -. Per i cani la coda e le orecchie sono un importantissimo strumento di comunicazione con i loro simili e con l'uomo stesso. Ci appelliamo al Parlamento affinchè questi assurdi emendamenti siano bocciati e sia invece confermato quanto a suo tempo disposto dal sottosegretario Martini". (11 novembre 2009)

CACCIA IN DEROGA, LE ASSOCIAZIONI: IL GOVERNO IMPUGNI LA LEGGE DELLA LOMBARDIA

"La legge 21 della Lombardia, che permette la caccia in deroga a varie specie di uccelli non cacciabili, è un atto illegittimo che viola in modo palese la Costituzione e va dunque immediatamente impugnato". Lo affermano le associazioni ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU, NO ALLA CACCIA, WWF, chiedendo l'intervento immediato del Governo nell'ultimo Consiglio dei ministri utile prima della scadenza dei termini. "Lo scorso anno, con la sentenza n. 250, la Corte Costituzionale aveva dichiarato l'illegittimità della concessione di deroghe mediante legge, e ciò proprio nei confronti di un'altra legge della regione Lombardia. Secondo la Corte, la pratica di attivare le deroghe mediante legge-provvedimento è, infatti, in netto contrasto con quanto contemplato dalla legge 157/1992, articolo 19 bis, perchè impedisce l'esercizio del potere di annullamento da parte del Presidente del Consiglio ivi previsto. La sentenza della Corte Costituzionale non dà adito ad alcun dubbio interpretativo, affermando che "sono costituzionalmente illegittime le previsioni regionali che consentono di approvare mediante legge i prelievi in deroga". Ed è proprio il caso della nuova legge della Lombardia, che a dispetto della Corte ha replicato, con la legge 21, la medesima iniziativa illegittima. Non va peraltro dimenticato lo stato di infrazione comunitaria in cui versano l'Italia e la stessa regione Lombardia proprio per via della caccia in deroga, utilizzata, secondo la Commissione europea, non come strumento straordinario ma come trucco per autorizzare di continuo l'abbattimento di specie non cacciabili. Dal 2004 ad oggi la Lombardia ha quasi ininterrottamente previsto l'abbattimento di specie non cacciabili quali fringuelli, peppole e altre, facendo venire meno, in sostanza, la differenza tra specie cacciabili e specie vietate e quindi infrangendo la lettera e lo spirito della direttiva comunitaria. È dunque doveroso e urgente, vista l'ormai imminente scadenza dei termini, che il Presidente del Consiglio e il Governo, a partire dai Ministri Prestigiacomo, Fitto, Ronchi e Zaia, impugnino il provvedimento, dando un segnale chiaro di ripristino della legalit violata e di rispetto per la natura protetta". (11 novembre 2009)

SEQUESTRO DI ABBIGLIAMENTO CONTRAFFATTO. L'ENPA: "DAL CORPO FORESTALE UN DURO COLPO AI TRAFFICI ILLECITI"

In merito alla maxi-operazione (vedi foto) con cui il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato simultaneamente in diverse città d'Italia capi d'abbigliamento contraffatti e realizzati con pelli di procione, Giovanni Guadagna, responsabile ufficio cattività di Enpa dichiara quanto segue: "Plaudiamo all'operazione condotta oggi in diverse città d'Italia dal Corpo Forestale dello Stato che, ancora una volta, ha dimostrato grande professionalità e competenza. Ringraziamo, in particolare gli agenti dalla sezione investigativa Cites cui è demandato il rispetto di quanto previsto dalla convenzione di Washington sul commercio della flora e della fauna in via d'estinzione. L'elevato numero di città interessate dall'operazione, sette, dimostra quanto sia florido in Italia il commercio illegale di pelli animali, di cui sono responsabili organizzazioni malavitose nazionali e internazionali. Siamo grati al Corpo Forestale dello Stato per aver inferto oggi un duro colpo a questi trafficanti e per aver ripristinato la legalità". (10 novembre 2009)

ANIMALI IN CATTIVITÀ: PANDA INTRAPRENDENTI AGUZZANO L'INGEGNO E FUGGONO DA UNO ZOO CINESE

Che gli animali non amino la vita in cattività non è un mistero; che la loro avversione arrivi al punto di spingerli a pianificare, progettare e organizzare la fuga da uno zoo è, invece, una novità. Il fatto è accaduto a qualche migliaio di chilometri dal nostro Paese, in Cina. Come ogni giorno il custode era entrato nella gabbia degli animali per le pulizie quotidiane mentre una folla di curiosi si accalcava contro i vetri del recinto. Scene di ordinaria cattività: gli animali che si aggirano, ciondolanti e sconsolati, tra i pochi metri quadrati del loro box; il vociare confuso e indistinto dei visitatori; l'incedere guardingo del custode. Poi accade l'imprevedibile. Un panda lentamente si avvicina all'uomo, si sdraia sulla schiena e attira l'attenzione del guardiano che, intimorito, lo allontana allungando una mano e abbozzando una carezza. Un altro animale, accortosi della manovra diversiva del suo "complice", si avvicina all'entrata della gabbia, allunga una zampa, apre la porta e si da alla fuga. Una veloce occhiata all'ingresso del recinto, un sornione scatto di reni e anche il "complice" guadagna la via dell'uscita. L'incedere, dapprima lento e goffo, diventa una vera e propria corsa quando l'animale capisce di essere inseguito dal custode. Un'altra zampata … e, tra lo stupore di tutti i presenti, anche il secondo Panda esce dalla prigione. Questa volta sono stati gli animali a sorprenderci, chissà che la prossima non tocchi a noi sorprendere loro, magari restituendogli l'amata libertà. Clicca qui per il video dei panda evasori. (10 novembre 2009)

DOMANI UN'IMPORTANTE RICORRENZA: L'ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI MOONLIGHT

Moonlight (nella foto) è un splendido "orsacchiottone" cinese, dal muso intelligente e simpatico, dal folto mantello nero. Mooonlight domani festeggerà un'importante ricorrenza: la sua liberazione, il 7 novembre del 2000, dalle fattorie della bile. Per sua sfortuna, Moonlight appartiene alla specie degli orsi della luna (così chiamati per la luna crescente bianca che ne adorna il torace scuro), la cui bile è impiegata dalla medicina tradizionale cinese come sostanza terapeutica anti-infiammatoria. Negli anni '70 gli orsi della luna divennero specie protetta e fu introdotto, in Cina, il divieto di caccia. Il provvedimento avrebbe dovuto tutelare questi animali ma, purtroppo, il rimedio fu quasi peggiore del male. Da allora gli orsi non sono più uccisi a fucilate: vengono invece catturati per mezzo di trappole ad hoc, che sono spesso causa di tremende mutilazioni, e rinchiusi all'interno di quelle che, con un eufemismo, sono chiamate "fattorie della bile". Le "fattorie" più che allevamenti sono delle vere e proprie camere di tortura. Gli animali sono infatti immobilizzati all'interno di anguste gabbie di ferro, spesso appena sufficienti a contenerne il corpo possente, mentre rudimentali catateri conficcati permanentemente nella loro cistifellea permettono di estrarre la bile due volte al giorno. Gli animali trascorrono il loro tempo tra atroci sofferenze - le membra si atrofizzano progressivamente -, vittime di una lenta agonia che può durare anche per 20 anni. Gli esemplari "più fortunati" non resistono tanto a lungo; altri, invece, continuano a vegetare fino a quando non sono stroncati da un tumore o da un'infezione cronica causata proprio dal catetere. Da anni l'associazione internazionale Animalasia lotta in prima linea contro una pratica tanto abominevole da essere indegna e sottrae molti orsi della luna a un crudele destino. Tra loro c'è anche Moonlight che nove anni fa ha riconquistato la sua libertà ed è stata adottata dall'Ente Nazionale Protezione Animali: sostenere un animale in difficoltà è possibile e doveroso, anche a migliaia di chilometri di distanza. (6 novembre 2009)

ORSI "CALVI" ALLO ZOO DI LIPSIA. L'ENPA: "GLI ANIMALI SONO ESSERI SENZIENTI, NON OGGETTI PUBBLICITARI"

Dopo gli elefanti di uno zoo tailandese dipinti come il panda, le finte zebre che lo zoo di Gaza ha "ricostruito" pitturando alcuni asini, i lemuri del Bioparco-giardino zoologico di Roma immortalate mentre giocano con le zucche di Halloween, ora gli orsi senza pelo dello zoo di Lipsia. Tutto va bene per attrarre visitatori paganti, anche l'esibizione della sofferenza di due poveri Orsi degli Occhiali che, per qualche ragione ancora sconosciuta, sono divenuti calvi e, in quanto tali, oggetto di morbosa curiosità. Secondo l'Enpa, i due animali dello zoo di Lipsia sono così diventati un formidabile oggetto pubblicitario, da fruttare a fini propagandistici, per sostenere l'esposizione a pagamento degli animali in cattività. Gli orsi calvi dello zoo di Lipsia appartengono ad una specie di ursidi poco nota: l'Orso dagli Occhiali, una specie animale di origine sudamericana che vive nelle regioni tropicali andine (fino a 3000 metri), l'unico ambiente adatto ad ospitarla. (4 novembre 2009)

RISCHIO ESINTZIONE PER UN TERZO DELLA FLORA E DELLA FAUNA MONDIALI. L'ALLARME LANCIATO DALL'IUCN

A lanciare l'allarme sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali, questa volta, è l'Unione Internazionale per la conservazione della Natura (Iucn) secondo cui circa un terzo della flora e della fauna mondiale sarebbero a rischio estinzione. Su un totale complessivo di oltre 47mila specie prese in considerazione dall'Iucn, quelle a rischio sarebbero oltre 17mila, pari al 36% del totale. L'emergenza ha carattere trasversale e riguarda tanto i rettili quanto i mammiferi, tanto gli invertebrati quanto i pesci. Nella classifica stilata dall'Unione Internazionale per la conservazione della Natura la non invidiabile posizione di testa spetta agli anfibi con 1.895 specie a rischio (39 sono quelle già estinte o estinte allo stato selvaggio, 484 sono gravemente minacciate, 754 sono in pericolo e 657 sono vulnerabili). Se le cose non vanno meglio per gli invertebrati (2.639 specie minacciate su 7.615), i molluschi (1.036 su 2.306) e per i pesci d'acqua dolce (1.147 su 3.120); anche molti mammiferi (79 specie estinte o estinte allo stato selvaggio in natura, 188 minacciate, 449 in pericolo e 505 vulnerabili su 5.490) e rettili (22 estinte o estinte in natura, 469 minacciate di estinzione su un totale di 1.677) corrono il pericolo di scomparire dalla faccia della terra. Ancora più preoccupanti i dati relativi alla conservazione della flora: dallo studio dell'Iucn risulta, infatti, che il 70% delle specie vegetali sarebbe a rischio di estinzione. (3 novembre 2009)

ANNAMARIA PROCACCI IN LIZZA PER IL PREMIO "AMBIENTALISTA DELL'ANNO 2009"

Il consigliere nazionale dell'Enpa Annamaria Procacci, una lunga militanza tra le file degli animalisti e ambientalisti italiani, vegetariana, nonchè già parlamentare dei Verdi è tra le personalità che Legambiente e il giornale "La Nuova Ecologia", hanno candidato ad "ambientalista dell'anno 2009". Madrina della legge 281 del 1991 contro il randagismo - un provvedimento che ha rivoluzionato l'intera materia vietando la soppressione dei trovatelli - Annamaria Procacci non ha mai rinunciato al suo impegno in difesa della natura e degli animali ed è attualmente protagonista della battaglia contro "Caccia Selvaggia". A decidere quale dei 10 candidati si aggiudicherà il titolo di "Ambientalista dell'Anno 2009" saranno gli stessi lettori de "La Nuova Ecologia" che dovranno prima scaricare la scheda elettorale dal sito web del giornale e poi rispedirla, debitamente compilata via fax o per posta ordinaria. Il regolamento del premio può essere consultato a questo link. Clicca qui per scaricare la scheda elettorale. (3 novembre 2009)

PESCA. ILLEGALI LE SPADARE, LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA CONDANNA L'ITALIA

L'Italia è stata condannata oggi dalla Corte di Giustizia Europea per l'uso di reti pelagiche derivanti (spadare), bandite fin dal 1 Gennaio 2002. "Questa condanna rappresenta il coronamento di un successo per una battaglia condotta personalmente da anni e grazie alla collaborazione dell'Avv. Stefutti, dei ricercatori e delle associazioni internazionali come Oceana e Greenpeace - dichiara Ilaria Ferri Direttore Scientifico e Responsabile campagne internazionali dell'Ente Nazionale Protezione Animali - La sentenza chiarisce definitivamente che l'Italia è responsabile per aver permesso l'utilizzo indiscriminato di reti spadare che catturano oltre l'80% di specie accessorie e sono causa della morte di migliaia di cetacei e tartarughe ogni anno. Il nostro lavoro è finalmente stato premiato, ma siamo solo al primo passo di una vittoria che per essere definitivamente tale, deve ora vedere il sequestro definitivo di ogni spadara e il controllo quotidiano sullo sbarco del pescato. Purtroppo saranno di nuovo i cittadini, contribuenti italiani, a pagare per un Governo assente. Nel luglio scorso, infatti, il sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole e forestali con delega alla pesca Buonfiglio è stato costretto dal Tar del Lazio a ritirare il suo decreto sull'uso delle ferrettare". "Come cittadini e rispettosi dell'ambiente - prosegue Ferri - non solo abbiamo già pagato il piano di riconversione sull'uso delle spadare a suo tempo, ed oggi siamo costretti di nuovo ad assumere oneri intollerabili per colpa di pescatori di frodo e di una politica assente se non addirittura connivente". (29 ottobre 2009)

METODI DI ADDESTRAMENTO BRUTALI A DOG WHISPERER. L'ENPA SCRIVE ALLA REDAZIONE DEL PROGRAMMA

Il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha scritto alla redazione del programma "Dog Whisperer", in onda sul canale satellitare Nat Geo Wild, lamentando la brutalità dei metodi di "addestramento" imposti ai cani dal sedicente addestratore Cesar Millan.

Gentili Signori,
sono esterrefatta per quanto da me rilevato e segnalatomi da numerosissimi cittadini che si sono rivolti all'Enpa per denunciare, scandalizzati, i metodi di "addestramento" impiegati nel corso della trasmissione "Dog Whisperer", in onda sul canale satellitare Sky Nat Geo Wild. Ho così appreso che il sedicente addestratore Cesar Millan utilizza sugli animali collari metallici a strozzo e guinzagli di nylon, anch'essi impiegati come collare a strozzo, e, come se ciò non bastasse, non si fa scrupolo di ricorrere a metodi brutali il cui unico scopo è sopraffare l'animale, senza alcuna considerazione il suo benessere psico-fisico e le gravi conseguenze che tali pratiche possono avere sulla sua salute. Alle denunce dei cittadini si è unita anche l'Associazione Nazionale dei Medici Veterinari che descrive con grande precisione le conseguenze che un metodo, tanto disumano quanto contrario ai più elementari principi di civiltÝ, produce sul corpo dei poveri animali: "Il cane, con la museruola, era costretto a stendersi sul fianco grazie alla pressione esercitata dall'addestratore … bardato con il guinzaglio ansimava, biascicava, presentava tremori, trachipnea, midriasi, aumento della salivazione e la lingua assumeva una colorazione bluastra durante la pratica". Più che uno spettacolo televisivo una vera e propria galleria degli orrori in cui si tenta di spacciare per valido un sistema di "addestramento", non soltanto crudele e diseducativo ma contrario a quanto comportamentalisti e veterinari, di certo più qualificati del signor Millan, da anni sostengono in merito alla corretta gestione del rapporto tra uomini e animali. A nome dei tantissimi italiani che si sentono offesi e feriti dall'indegno "show" televisivo, Vi chiedo di sospendere il programma. Inoltre, l'associazione da me presieduta ha dato mandato al suo legale di verificare eventuali ipotesi di reato (maltrattamento di animali) e di intraprendere tutte le azioni giudiziarie che si rendessero necessarie.
(28 ottobre 2009)

NUOVE MINACCE PER LA SOPRAVVIVENZA DELL'ELEFANTE AFRICANO. L'ENPA: "FERMARE SUBITO OGNI TIPO DI CACCIA"

Nubi cupe si addensano sul futuro dell'elefante africano. Decine di migliaia di esemplari rischiano, infatti, di essere sterminati se anche Tanzania e Zambia dovessero beneficiare di un escamotage che permeterebbe loro di commerciare l'avorio (nel 2007 alcuni Paesi sudafricani Botswana, Namibia, Sud Africa, Zimbabwe con un escamotage avevano ottenuto il via libera al commercio di avorio). Il meccanismo è tanto semplice quanto spietato. "Si consente il commercio dell'avorio stoccato nei magazzini perchè frutto di sequestri e caccia autorizzata (108 tonnellate di avorio legale certificato nel 2007) - spiega Giovanni Guadagna, responsabile Ufficio Cattività di ENPA - in cambio di un periodo di nove anni durante il quale i paesi proponenti si impegnavano a non avanzare più tale proposta. Ed, infatti, a chiedere in questi giorni la diminuzione delle misure di protezione, ci stanno pensando non più i proponenti del 2007 ma altri paesi africani: Zambia e Tanzania". I canali legali del commercio dell'avorio stoccato si diramano in mezzo mondo fornendo così, complice la facile falsificabilità dei documenti e la scarsità dei controlli, una utile veste con cui mimetizzare i ben più lucrosi e numerosi commerci illegali. Un recente studio della Università di Washington ha dimostrato, grazie all'esame del DNA, la provenienza illecita dell'avorio in realtà spacciato per legale. Si arriva così al paradosso che l'avorio sequestrato, invece di essere distrutto, fornirà l'alibi per nuove stragi che si perpetueranno, secondo questo meccanismo, fino all'estinzione dell'elefante africano. Secondo Enpa l'unico modo per bloccare in maniera considerevole il bracconaggio, è vietare la caccia autorizzata e distruggere l'avorio sequestrato. Per fortuna il divieto totale di ogni forma di commercio è stato già annunciato da otto paesi africani, guidati dal Kenya. Il divieto verrà proposto ai prossimi lavori della Convenzione di Washington, fissati nel Qatar per il marzo 2010.

I DATI DELLA STRAGE:
Secondo le ultime stime gli elefanti africani sono all'incirca mezzo milione meno della metà di quelli che vivevano nel continente nel 1979. Oltre seicentomila esemplari sono stati uccisi prima che venisse imposto il massimo grado di protezione, ora ulteriormente compromesso dalle intenzioni di Zambia e Tanzania. La principale causa della diminuzione delle popolazioni selvatiche dell'elefante africano è rappresentata dal commercio di avorio, oltre che dalla distruzione dell'habitat, dai trofei di caccia, dalla cattura per zoo e circhi. Dagli elefanti macellati si ricava di tutto: pelle per la concia, carne, trofei di caccia. Principali importatori di avorio sono la Cina ed alcuni paesi arabi, ma alcune zanne sono state sequestrate anche in Italia ed Austria. Dal 2006 al 2008 sono stati esportati fino a 11.000 metri quadrati di pelle, oltre 300 orecchie, 566 zampe, 110 code, quasi 1500 trofei, 2500 zanne. Molto difficile la confisca delle parti illegali. Nei primi nove mesi del 2009 sono state sequestrate 20 tonnellate di avorio. Se si pensa che questo dato rappresenta solo il 10% del totale illegale, è facile intuire la considerevole portata del bracconaggio, soprattutto alla luce del fatto che l'avorio autorizzato ammonta a "sole" 108 tonnellate. Nei primi nove mesi del 2009, quasi 1300 chili di avorio sono stati sequestrati in Cina, di cui mezza tonnellata provenienti dallo Zimbabwe; oltre 2,5 tonnellate provenienti dalla Tanzania sono state invece sequestrate in Vietnam, mentre provenivano da un paese intermediario, quale il Qatar, gli oltre 800 chili di avorio sequestrato in Thailandia alla quale devono addebitarsi altri 900 chilogrammi provenienti dall'Uganda. Duecento tonnellate di avorio corrispondono a diverse poche migliaia di elefanti uccisi: solo nel 2009 la Convenzione di Washington ha autorizzato il Botswana ad esportare zanne ed altre parti per trofei equivalenti a 400 animali, 80 per il Cameroon, 50 per il Gabon (oltre a 500 pezzi lavorati per uso personale), 200 per la Tanzania, 20 per lo Zambia, e 500 per lo Zimbabwe. (28 ottobre 2009)

SEMPRE PIÙ RINOCERONTI VITTIME DEI BRACCONIERI IN SUDAFRICA. L'ENPA: DECUPLICATI I NUMERI DELLA STRAGE

Sono oltre 100 i rinoceronti uccisi nel solo 2009 dai bracconieri in Sudafrica. Il costoso corno di rinoceronte, frutto delle razzie dei bracconieri, viene utilizzato soprattutto in Cina, salita in cima della lista dei paesi importatori, per l'utilizzo nella medicina tradizionale, ma anche nei paesi arabi come manico per un particolare tipo di pugnale, molto richiesto. I dati 2009 relativi al numero di rinoceronti uccisi dai cacciatori rivelano, secondo Enpa, una preoccupante escalation del fenomeno soprattutto rispetto al periodo 2000-2007 (120 rinoceronti abbattuti complessivamente). Secondo La recrudescenza del bracconaggio ai danni di questi animali sarebbe da ricondurre, secondo la Protezione Animali, alla legislazione internazionale (Convenzione di Washington-Cites) che consente al Sudafrica di commerciare rinoceronti e parti di essi (come nel caso dei trofei di caccia). "Finchè verrà consentito il commercio legale di animali esotici - ha spiegato Giovanni Guadagna, responsabile dell'Ufficio Cattività di Enpa - è chiaro che vi saranno sempre dei canali di smercio grazie ai quali è possibile occultare i frutti dei traffici illegali; aggirare la documentazione attestante la corretta provenienza di un animale". Secondo l'Enpa per ridurre drasticamente il bracconaggio, bisognerebbe bandire ogni forma di caccia. (27 ottobre 2009)

ESONDATO A MESSINA IL TORRENTE ROSMARINO, TRAVOLTI E UCCISI NUMEROSI ANIMALI. APPELLO DELL'ENPA: "CENSIRE LE STRUTTURE ABUSIVE"

Il maltempo torna a colpire la provincia di Messina. Mentre nelle zone funestate dalla tragica alluvione del 1 ottobre la situazione si sta progressivamente normalizzando, anche grazie al tempestivo intervento dei volontari Enpa che hanno soccorso numerosi animali, sabato notte una nuova emergenza ambientale ha interessato i comuni di Torrenova e Sant'Agata di Militello (Messina), dove, in seguito alle forti piogge, è esondato il torrente Rosmarino. A differenza di quanto accaduto tre settimane fa, quando il maltempo ha causato il decesso di oltre trenta persone, questa volta a pagare le conseguenze del dissesto idrogeologico del territorio sono stati soprattutto gli animali. Sul posto sono immediatamente accorsi i volontari della Protezione Animali che hanno stilato un primo bilancio di questa ennesima tragedia. "Il torrente Rosmarino - spiega Giuca, ispettore regionale delle Guardie Zoofile Enpa - è una fiumara che di solito ha una portata limitata, salvo ingrossarsi in occasione di precipitazioni diffuse e persistenti". "Nella notte tra sabato e domenica - prosegue Giuca - il torrente è esondato travolgendo numerosi animali da compagnia e da reddito, detenuti all'interno di strutture abusive, molto spesso fatiscenti, che qualcuno aveva irresponsabilmente localizzato proprio lungo gli argini della fiumara". "Proprio per evitare il ripetersi di simili tragedie - conclude Giuca - ci appelliamo alle istituzioni affinchè collaborino al censimento e al monitoraggio delle strutture abusive destinate alla detenzione e al ricovero di animali, specie di quelle localizzate nelle aree a rischio". (26 ottobre 2009)

"UN MEDICO IN FAMIGLIA": "DAI GATTI RISCHIO TOXOPLASMOSI PER L'UOMO". LA REPLICA DEL PRESIDENTE ENPA, CARLA ROCCHI

Alleghiamo di seguito la lettera che il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha inviato alla produzione de "Un medico in famiglia", popolare serie televisiva trasmessa dagli schermi di Rai Uno. Nel corso della puntata andata in onda il 13 ottobre due attrici avevano drammatizzato il rischio il pericolo di contrarre la toxoplasmosi dai gatti.

Gentili produttori,
su segnalazione di numerosi cittadini, apprendo con stupore di un grave episodio di disinformazione avvenuto durante la puntata di "Un medico in famiglia" trasmessa dagli schermi di Rai Uno il 13 ottobre scorso. Discutendo circa l'opportunità di adottare un gatto "trovatello", due attrici della fortunata serie televisiva hanno categoricamente escluso tale possibilità individuando nell'animale un veicolo di trasmissione della toxoplasmosi, malattia infettiva che può essere letale, e dunque un potenziale fattore di rischio per la salute umana. "Dove c'è una donna incinta non ci può stare un gatto: è un rischio. Ma Guido, scusa tu preferisci, tua moglie o il gatto?", queste le testuali parole pronunciate nel corso di quella che a me è parsa una vera e propria requisitoria contro il povero animale, senza che a questi fosse concesso un "avvocato difensore&. Ritengo ancor più grave che ad alimentare questo ingiustificato allarmismo sia stato un personaggio che nella serie televisiva veste i panni di un medico e alla cui opinione gli spettatori possono indotti ad attribuire un qualche valore scientifico e una autorevolezza legata al ruolo anche sociale della professione di medico.
Spiace constatare come una produzione così prestigiosa abbia peccato di superficialità, riesumando antichi luoghi comuni, figli di quella stessa ignoranza di cui, in passato, hanno fatto le spese i gatti neri. Come noto, infatti, i rischi di contagio per l'uomo, possono avvenire solo per ingestione delle deiezioni del felino e durante una finestra temporale di due sole settimane dall'infezione del gatto. È invece poco noto che la carne cruda o poco cotta, gli insaccati, i latticini e le verdure sono veicoli di trasmissione ben più pericolosi e insidiosi del quattrozampe.
Mi rivolgo quindi alla Vostra cortesia per chiedere di intervenire per rettificare la correttezza di una informazione che può creare ansia infondata e determinare un generalizzato abbandono di gatti incolpevoli.

Ringrazio per l'attenzione e saluto cordialmente
Carla Rocchi
Presidente Nazionale Enpa

ALLUVIONE DI MESSINA, GLI INTERVENTI DELL'ENPA: SOCCORSI BESTIAME, ANIMALI DA CORTILE E D'AFFEZIONE, ORA SERVE L'AIUTO DELLE STRUTTURE PUBBLICHE

La tragedia di Messina oltre agli esseri umani ha coinvolto anche gli animali della zona, di compagnia o di allevamento, che hanno anch'essi vissuto ore drammatiche. Operativi sin dalle prime ore dopo l'alluvione, i volontari Enpa e le Guardie Zoofile, hanno già in attivo oltre mille ore di servizio e cinquemila chilometri percorsi su strade impervie e spesso impraticabili. Continua a tutt'oggi il loro impegno nei comuni della riviera Messinese come referenti per tutte le operazioni di soccorso e di recupero degli animali coinvolti nella tragedia. Decine gli animali soccorsi e recuperati nei giorni e in varie fasi, i volontari e le Guardie Zoofile dell'Enpa, hanno provveduto a supportare gli allevamenti e a trarre in salvo animali di varia specie e trovati ancora in vita anche e soprattutto in posti di difficilissimo accesso. Fra i tanti episodi salienti avvenuti nel corso della tragica emergenza, l'allerta dell'Enpa ha prodotto l'intervento da parte di un elicottero del Corpo Forestale con cui si è provveduto al foraggiamento di 150 ovini rimasti isolati in una zona non raggiungibile con i mezzi di terra. Sono stati trovati animali ancora vivi, tra le carcasse di altri in stato di decomposizione, altri legati, segregati in case chiuse o in recinti dove ancora oggi sussiste il pericolo di crolli, trovati anche cuccioli in cassonetti dell'immondizia. Tante altre sono scene strazianti che hanno e ancora vedono coinvolte queste altre inconsapevoli vittime.
L'unità di soccorso di Enpa - coordinata dall'Ispettore regionale delle Guardie Zoofile, Oliviero Giuca e dal Consigliere nazionale Cataldo Paradiso, ha visto e vede impegnati i volontari delle Sezioni Enpa di Catania, Ragusa, Messina e Reggio Calabria, supportati per un solo giorno da tre volontari Anpana di Reggio Calabria e da un volontario della Lav dell'Aquila. Presto si aggregheranno anche i volontari Enpa della Sezione di Caserta e di Napoli, che già in occasione del terremoto in Abruzzo si sono distinti nelle operazioni di soccorso.
«Un ringraziamento per la sua abnegazione va al veterinario della Asl di Messina - dichiara Cataldo Paradiso Consigliere nazionale e Commissario della sezione provinciale Enpa di Catania - Giuseppe Donia poichè si è prodigato oltre ogni limite per alleviare le sofferenze degli sfortunati animali. Purtroppo lo stesso non si può dire di altri uffici che adducendo scuse diverse hanno fatto completamente mancare qualsiasi altro sostegno».
«Anche se al momento si intravedono le prime vere difficoltà economiche e di approvvigionamenti - continua Paradiso - l'ENPA non cessa di continuare il suo operato. Confidiamo nelle donazioni di chi per amore e sensibilità ci vorrà dare una mano, dato il fatto che fino ad ora abbiamo e stiamo a tutt'oggi, spesandoci da soli e senza l'aiuto di alcuno ma, dalla nostra, abbiamo la costante determinazione a proseguire». (22 ottobre 2009)

Info:
Stefania Raineri (3934953961) - Cataldo Paradiso (3803081406) - Giovanni Iozzia

CIRCO, IL PORTOGALLO VIETA GLI SCIMPANZÈ. MA IN ITALIA, "PRIMA" MILANESE DEL DISCUSSO "RINGLING BROS"

Mentre in Italia non si finisce mai di discutere sul problema, in Europa anche il Portogallo si è provvisto di una legge che vieta moltissime specie animali finora utilizzate nei circhi. Da pochi giorni, infatti, la legge proposta dai Ministri dell'Ambiente e dell'Agricoltura portoghesi, ha vietato ai circhi di utilizzare scimmie mentre bandisce ogni ulteriore acquisizione, ivi compresa quella da riproduzione, di ippopotami, leoni, tigri, elefanti, rinoceronti, leopardi finanche rettili, ragni ed alcuni uccelli.
"Si tratta di un provvedimento di buon senso - ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile Ufficio Cattività di Enpa - e questo non solo per il benessere degli animali, ma anche per la sicurezza dell'uomo. In Portogallo, infatti, i circhi sono ora considerati inidonei alla detenzione di specie animali 'pericolose' - ha aggiunto Guadagna - mentre in Italia è possibile che gli elefanti di un circo di Macerata, uno dei quali divenuto famoso anche per avere schiacciato e ucciso un inserviente, verranno mostrati in pista domani a Milano travestiti con le mantelle colorate del Circo Ringling Bros!"
Secondo Enpa i tanto pubblicizzati elefanti del Ringling Bros appartengono a un circo marchigiano il quale, però, non potrà invitare il signor Stefan Nagat, ossia il povero inserviente morto schiacciato da una delle tre elefantesse del circo Errani; questo il nome del circo marchigiano. Gli elefanti italiani saranno esibiti in performance per loro potenzialmente pericolose, quali stare in equilibrio con le zampe posteriori per aria e seduti su grandi sgabelli. Gli elefanti in natura, mai assumerebbero posizioni di questo genere e il motivo è molto semplice: la forza muscolare di un animale non aumenta con le sue dimensioni e la sua massa, anzi diminuisce proprio con l'aumentare del peso. Per un elefante già mettersi in ginocchio rappresenta un rischio per giunture e legamenti, figuriamoci ritrovarsi a testa in giù con l'intero peso del corpo gravitante sulle zampe anteriori.
Circa i felini, si sottolinea come nelle poche settimane di approdo in Europa il Circo Ringling Bros ha eliminato il numero di una domatrice tedesca già vista in Italia nel circo Lidia Togni (insegna circense condannata per maltrattamento di animali) a vantaggio di altro domatore europeo già ospitato dal Circo Medrano (insegna circense già nota per due scimpanzè a loro sequestrati perchè importati illegalmente) e lungamente esibitosi in un circo della famiglia Faggioni, originaria di Genova.
Gli animali del Ringlig Bros, non sono perciò del circo che tanto si è pubblicizzato con la loro presenza, ma con i reclusi a quattrozampe della cattività europea hanno senz'altro in comune le poco invidiabili condizioni di mantenimento e lunghe e stressanti sedute di addestramento. (20 ottobre 2009)

MATTANZA DEI DELFINI IN GIAPPONE: AL FILM FESTIVAL DI ROMA, PROIEZIONE DEL FILM DOCUMENTARIO "THE COVE"

Oggi, 16 ottobre, inserito nella sezione "ambiente" del Filmfestival di Roma sarà proiettato il film documentario "The Cove" che denuncia il massacro dei delfini a Taiji in Giappone. L'Enpa, partner italiano della campagna internazionale di "Save japan dolphin coalition" contro la cattura, l'uccisione e l'uso dei delfini in cattività, è presente con un volantinaggio informativo affinchè tutti conoscano, protestino e collaborino per fermare l'uccisione di migliaia di delfini.
"Ogni anno a Taiji vengono massacrati oltre 20.000 piccoli cetacei, tra stenelle, tursiopi e focene", dichiara Ilaria Ferri, Direttore Scientifico dell'Ente Nazionale Protezione Animali. "La nostra presenza, oggi, testimonia la partecipazione a questa campagna internazionale contro l'inutile e barbaro massacro che ogni anno si compie in Giappone su specie protette e tutelate da normative ed accordi internazionali e la dura condanna di un atto tanto crudele quanto inutile. I delfini appartengono al mare e questa mattanza, oltre ad essere un crimine contro la natura, mette in serio pericolo la consistenza delle popolazioni dei piccoli cetacei. Con Ric O' Barry - ex addestratore che dall'alba del 1970 ha deciso di battersi contro la cattura e l'uso dei cetacei in cattività - conduciamo questa campagna affinchè tutto il mondo conosca quale strage si compie ogni anno a Taiji. È grazie a questo film documentario che è stato insignito di prestigiosi premi al Sundance festival e al Newport beach film festival, che si rende nota una pratica vergognosa ed inaccettabile, ma si smaschera il mondo dei delfinari e tutto il suo crudele business.
Durante le mattanze, infatti, addestratori e mercanti di delfini scelgono i soggetti considerati "giusti", delfini giovanissimi, da addestrare attraverso la deprivazione alimentare ed utilizzare come clown nelle strutture di cattività di tutto il mondo. Chiunque si rechi in una di queste carceri a vita deve sapere di essere complice e corresponsabile del massacro che ogni anno si compie a Taiji sulla pelle di migliaia di animali innocenti.
" (16 ottobre 2009)

INONDAZIONE DI MESSINA: PER GLI ANIMALI, OLTRE 900 ORE DI SERVIZIO DEI VOLONTARI ENPA

Oltre novecento ore di servizio e quattromila chilometri percorsi. Continua l'impegno dei volontari dell'Ente Nazionale Protezione Animali nella tragedia della inondazione dei Comuni della riviera messinese. Individuati dalla Protezione Civile come referenti per tutte le operazioni di soccorso e di recupero degli animali coinvolti nella tragedia, i volontari Enpa sono operativi sin dalle prime ore dopo l'inondazione.
Decine gli animali soccorsi e recuperati negli ultimi giorni. In questa fase i volontari e le Guardie Zoofile dell'Enpa stanno inoltre provvedendo a supportare gli allevamenti. Domani mattina, dopo l'intervento determinante dell'Enpa, un elicottero del Corpo Forestale provvederà al foraggiamento di 150 ovini rimasti isolati in una zona non raggiungibile con i mezzi di terra.
L'unità di soccorso di Enpa - coordinata dall'ispettore regionale delle Guardie Zoofile, Oliviero Giuca e dal Consigliere nazionale Cataldo Paradiso - vede al momento impegnati i volontari delle Sezione Enpa di Catania, Ragusa, Messina e Reggio Calabria supportati da alcuni volontari dell'associazione Amici del cane di Messina, da tre volontari Anpana di Reggio Calabria, da un volontario della Lav dell'Aquila. Presto si aggregheranno anche i volontari Enpa della Sezione di Caserta, che già in occasione del terremoto in Abruzzo si sono distinti nelle operazioni di soccorso. L'Enpa ringrazia per l'abnegazione i veterinari della Asl di Messina tra cui il dottor Giuseppe Donia il quale merita particolare menzione in quanto si è prodigato oltre ogni limite per alleviare le sofferenze degli sfortunati animali. (13 ottobre 2009)

ANIMALI IN TV, L'ENPA A PAOLO BONILIS: "BASTA RIDICOLIZZARE GLI ANIMALI IN TELEVISIONE"

L'Enpa chiede ai produttori del programma televisivo "Chi ha incastrato Peter Pan 2" di non utilizzare più animali nella loro trasmissione. La protesta arriva dopo quella che l'Ente Nazionale Protezione Animali giudica una messinscena a metà tra il ridicolo e il grottesco. Protagonisti indiscussi della puntata di ieri sono stati gli escrementi di un cammello, manipolati nel corso della trasmissione con il pretesto di spiegazioni scientifico-etologiche. Non contenti, i presentatori hanno intrattenuto il pubblico sull'altrettanto fondamentale tema dell'urina di una lucertola. "Ciò che è andato in onda ieri - ha dichiarato Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattività di Enpa - è stato sgradevole non tanto per l'attenzione dedicata agli escrementi degli animali, quanto per la grottesca ridicolizzazione degli stessi". "Sembrava quasi - ha aggiunto Guadagna - una esibizione a metà strada tra il circo ed una dimostrazione di batterie di pentole. Protagonisti involontari di questa farsa sono stati alcuni animali tenuti in cattività dal Bioparco di Roma". (8 ottobre 2009)

CACCIA, LA CONFERENZA DELLE REGIONI BOCCIA IL TESTO ORSI. LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE: "ADESSO STOP DEFINITIVO A CACCIA SELVAGGIA"

La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome boccia il testo Orsi per la liberalizzazione della caccia e dà ragione alle associazioni animaliste e ambientaliste che da tempo denunciano il tentativo della lobby venatoria estremista di far approvare "Caccia Selvaggia". "La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome - si legge in un documento pubblicato sul sito istituzionale dell'ente - in merito alle proposte di modifica alla legge n. 157 del 1992, afferma la necessità di mantenere inalterato il nucleo fondante della legge vigente che persegue l'obiettivo dell'equilibrio tra la protezione della fauna selvatica ed il prelievo venatorio". "Apprezziamo molto la posizione responsabile espressa dall'organo di coordinamento delle Regioni italiane - commentano Associazione Vittime della Caccia, Enpa, Lac, Lav e Lida -. Vorremmo che anche il Parlamento facesse sua tale posizione, fermando una volte per tutte l'iter del testo Orsi che, nonostante la grande mobilitazione dei media e dell'opinione pubblica, ha purtroppo ripreso il suo percorso nella Commissione Ambiente del Senato". Secondo le associazioni animaliste, il pronunciamento delle Regioni è una vera pietra tombale su un testo che ci riporterebbe indietro di cinquant'anni con un'autentica decimazione della fauna, la cancellazione delle regole in materia di caccia, la violazione gravissima del diritto comunitario. "Giustamente - proseguono Associazione Vittime della Caccia Enpa, Lac, Lav e Lida - la Conferenza delle Regioni ha sottolineato l'assoluto isolamento del Veneto, l'unico a dire sì a caccia selvaggia. Nel Veneto, come noto, è in atto un duro scontro puramente politico sulla pelle degli animali, che ha per posta i voti dei cacciatori in previsione delle elezioni regionali di primavera". (7 ottobre 2009)

MESSINA, ALL'ENPA IL COORDINAMENTO DELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO DEGLI ANIMALI

L'Ente Nazionale Protezione Animali, rinnovando la propria solidarietà alla popolazione colpita dalla tragica alluvione del Messinese, è stato incaricato dalla Protezione Civile di coordinare gli interventi di recupero, l'assistenza e di mantenimento degli animali da reddito e da compagnia. L'Enpa ha allestito un centro logistico presso la base operativa della Protezione Civile a Molino (Messina), dove far affluire gli aiuti per gli animali. Come segnalatoci dal personale veterinario e dai nostri volontari già presenti sul posto, al momento le esigenze principali riguardano la disponibilità di cibo per animali da compagnia, reddito e da cortile - crocchette, fieno, mangime per conigli e galline - trasportini, e accessori vari (guinzagli, museruole, palette e sacchetti per il recupero delle deiezioni). I volontari della Protezione Animali lanciano anche un appello per la disponibilità di un fuori strada, mezzo indispensabile per raggiungere alcune frazioni isolate e trasportare animali di taglia media e piccola. L'indirizzo al quale inviare gli aiuti è il seguente:

Area Ammassamento Protezione Civile
Presso Palestra Comunale di Mili
Via Nazionale
98051 Messina

Per aiuti economici:
Conto corrente postale n. 95664553
Iban IT 58 D 07601 01400 000095664553
intestato a: Enpa - Ente Nazionale Protezione Animali
Causale: Emergenza animali alluvione Messina


L'Enpa ha anche attivato la casella di posta elettronica emergenzamessina@enpa.org cui inviare eventuali segnalazioni e offerte di aiuto. Nel Messinese sono già operativi numerosi volontari calabresi e siciliani dell'Enpa coordinati da Oliviero Giuca, ispettore regionale delle Guardie Zoofile. "Sono numerosi gli animali colpiti dall'alluvione - spiegano i volontari Enpa -: cani e gatti, rimasti senza famiglia, ma anche molti animali da reddito abbandonati a sè stessi dopo che acqua e fango hanno spazzato via intere frazioni abitate". "La situazione - proseguono i volontari - è particolarmente critica a causa dei danni riportati dall'infrastruttura viaria; siamo tuttavia riusciti a portare i primi aiuti. Abbiamo già recuperato e riconsegnato ai loro proprietari alcuni animali da compagnia; portato del fieno ad alcuni bovini isolati all'interno delle loro stalle; creato punti di alimentazione fissa sul territorio per gli animali vaganti". (6 ottobre 2009)

BAARIA, CRESCONO LE ADESIONI ALLA CAMPAGNA PROMOSSA DALL'ENPA PER IL BOICOTTAGGIO DELLA PELLICOLA

Persone da tutto il mondo hanno aderito alla campagna promossa dall'Enpa per il boicottaggio internazionale di "Baarìa" ultimo film di Giuseppe Tornatore, candidato al premio Oscar. A indignare tantissimi intellettuali, ricercatori, giornalisti e cittadini, non solo italiani e non solo animalisti, è stata la scena che mostra l'uccisione "dal vivo" di un bovino. L'animale, pienamente cosciente, viene colpito in fronte con un punteruolo, traballa e si accascia tra atroci sofferenze. Fino il colpo di grazia: le recisione della giugulare, da cui copioso fuoriesce il sangue, e alla morte per dissanguamento. Ancora più grave, secondo l'Enpa, la scelta di non aver vietato il film ai minori di 14 anni, esponendo anche i più giovani a alla visione di immagini particolarmente scioccanti per la loro crudezza. Chiunque desiderasse aderire all'iniziativa e opporsi alla premiazione della pellicola con l'Oscar può firmare la petizione cliccando sul seguente link http://www.enpa.it/it/iniziative/baaria/. (6 ottobre 2009)

GRANDE SUCCESSO PER LA GIORNATA DEGLI ANIMALI 2009, L'ENPA PRESENTE IN OLTRE 300 PIAZZE ITALIANA

Si è chiuso con un grande successo il tradizionale appuntamento, il 3 e 4 ottobre, con la Giornata degli Animali. Da Torino a Catania, da Foggia a Trieste i volontari Enpa sono stati presenti con i loro banchetti e stand informativi in oltre 300 piazze d'Italia. Numerosissimi i cittadini che hanno partecipato all'iniziativa cogliendo l'occasione per informarsi sia sulla sperimentazione animale sia sulle altre campagne e iniziative promosse dall'associazione. Quest'anno, infatti, la Giornata degli Animali è stata dedicata proprio agli animali sopravvissuti agli esperimenti di laboratorio e alla realizzazione di una struttura destinata alla loro riabilitazione, con il sogno di trovare, anche per loro, chi li adotti e, finalmente, sostituisca con l'amore le strazianti sofferenze che hanno patito. Enpa ha già individuato il luogo dove poter avviare il recupero e trovato la disponibilità entusiastica di comportamentalisti, medici veterinari, educatori e volontari selezionati. Per contribuire al progetto c'è tempo fino al 10 ottobre: con il numero unico 4.85.85 è possibile donare a Enpa non solo 1 euro con un sms da Tim, Vodafone, Wind, 3 e da telefoni di casa, ma anche 2 euro con una telefonata da rete fissa Telecom Italia. (5 ottobre 2009)

VIA LIBERA ALLA CONVENZIONE DI STRASBURGO L'ENPA: "IMPORTANTISSIMO PASSO AVANTI PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI"

L'Enpa si unisce alla soddisfazione espressa dalle altre associazioni animaliste e plaude all'iniziativa con cui il Consiglio dei Ministri oggi ha dato il via libera alla ratifica della Convenzione di Strasburgo, che introduce norme particolarmente severe a protezione degli animali d'affezione. "La novità più importante di tutte - ha spiegato il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, presentando il provvedimento - è l'introduzione del reato di traffico illecito di cani e di gatti con particolare riferimento al traffico di cuccioli". "Salutiamo con grande approvazione l'introduzione nel nostro ordinamento del reato di traffico illegale di animali da compagnia - ha commentato Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa -. Non appena il Parlamento ratificherà la Convenzione chiunque sia responsabile di tale reato potrà essere condannato fino a 15 mesi di reclusione, con pena aumentata di un terzo se gli animali hanno meno di otto settimane di vita". "Il provvedimento preannunciato dal Ministro Frattini - ha aggiunto Rocchi - e largamente condiviso dal Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nonchè dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, sarà un importantissimo strumento per reprimere il commercio criminale di animali, molti dei quali muoiono tra atroci sofferenze durante il loro trasferimento in Italia". "Il mio più vivo auspicio - conclude Rocchi - è che il Parlamento possa approvare quanto prima la legge di ratifica e che, come anticipato dal Ministro degli Esteri, le nuove norme entrino in vigore prima delle feste natalizie". (2 ottobre 2009)

BAARIA, L'ENPA: "NIENTE OSCAR A TORNATORE; CHIESTO IL SEQUESTRO DELLA PELLICOLA SU TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO"

L'Ente Nazionale Protezione Animali ha incaricato il professore Mariano Buratti di richiedere il sequestro del film "Baarìa" su tutto il territorio nazionale e promosso una campagna internazionale di boicottaggio contro la visione del film e la nomination dello stesso al premio Oscar. Secondo l'Enpa, infatti, è impensabile che l'Italia voglia farsi rappresentare da una pellicola di cui si parla quasi esclusivamente per la scena truculenta, sanguinaria e del tutto irrilevante e controproducente sotto il profilo artistico, in cui si mostra la barbara uccisione di un bovino, e che è stata girata in Tunisia per eludere la normativa italiana a tutela degli animali. L'Enpa si unisce così al sentimento di sdegno e di riprovazione, provato dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e dalla maggioranza degli italiani, che ha spinto anche l'associazione dei consumatori Codici a chiedere il boicottaggio del film. «La Pretesa di Tornatore dell'indispensabilità della scena di violenza - commenta Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa - fa pensare, invece, a un fatto strumentale: la necessità di attivare per reazione una discussione come quella che sta avvenendo adesso. Peccato che Tornatore non abbia valutato il disgusto e la riprovazione che lo stanno ricoprendo. Baària è diventata per tutti non il film testimonianza di uno spaccato siciliano ma il "macello" gratuito e ingiustificato di un povero animale indifeso». (2 ottobre 2009)

CACCIA, VITTORIA DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE: DAL TAR UN NUOVO STOP PER IL DECRETO DELL'ASSESSORATO REGIONALE ALL'AGRICOLTURA

Il Presidente della I sezione del TAR di Palermo, con decreto urgente n. 922 del 30 settembre scorso, ha accolto la richiesta di sospensione sui ricorsi presentati dalle Associazioni ambientaliste ed animaliste Enpa, Lav, Legambiente, Man (Associazione Mediterranea Natura) e WwF contro il decreto del 31 agosto 2009 dell'Assessore regionale all'Agricoltura e Foreste, on. Michele Cimino, che disciplinava la caccia nelle aree interessate dalle rotte migratorie degli uccelli e nelle "Zone di Protezione Speciale" individuate dall'Unione Europea in Sicilia. Il decreto assessoriale era stato emanato - a pochi giorni dall'apertura della stagione venatoria e avrebbe dovuto dare esecuzione alle precedenti decisioni dello stesso TAR che, con le ordinanze n. 730/09, 731/09, 732/09 relative ai ricorsi delle medesime Associazioni ambientaliste, aveva censurato il Calendario Venatorio regionale imponendo all'Assessore di proibire l'attività venatoria nelle "rotte migratorie": aree dove si concentra il "passo" degli uccelli migratori. Questo avrebbe determinato il divieto di caccia, per esempio, in tutte le Isole minori siciliane, in parte delle zone umide ed in tutta la fascia costiera della regione per almeno mezzo chilometro dalla battigia. Al contrario il decreto dell'Assessore Cimino, invece di dare corretta esecuzione alla decisione della Magistratura amministrativa, la eludeva palesemente stabilendo che quelle rotte migratorie coincidono con aree già interdette alla caccia (riserve, demani forestali, fondi agricoli recintati). Insomma un decreto che di fatto non mutava nulla ed anzi continuava a consentire alle doppiette di sparare nelle aree attraversate dall'avifauna migratoria. Così adesso, a seguito di nuova impugnazione da parte di ENPA, LAV, LEGAMBIENTE, MAN e WWF, il TAR ha sospeso l'efficacia del decreto dell'Assessore all'Agricoltura in attesa dell'udienza del prossimo 13 ottobre. Le dirette conseguenze dello "stop" del TAR sono: in applicazione dell'art. 21, comma 2, della legge statale sulla caccia n. 157 del 1992, è vietata la caccia in tutta la fascia costiera della Sicilia per almeno mezzo chilometro dalla battigia; fino a quando la Regione non individuerà con precisione le rotte migratorie da sottoporre a tutela, qualsiasi forma di caccia è vietata in tutte le 29 ZPS siciliane (tra cui le isole Pelagie, le isole Egadi, le isole Eolie, Ustica, Pantelleria, Piana di Gela, Saline di Siracusa, Pantani della Sicilia sud orientale, etc…). Per le Associazioni ambientaliste ed animaliste il nuovo provvedimento del TAR rappresenta un intervento di grande utilità per l'avifauna che, proprio da queste settimane, comincia ad attraversare la Sicilia e le sue Isole minori per il viaggio migratorio che milioni di uccelli intraprendono dal Nord Europa per svernare nel Mediterraneo e Nord Africa. Enpa, Lav, Legambiente, Man E Wwf chiedono alle Autorità competenti di approntare adeguati servizi di controllo e prevenzione, affinchè venga garantito il rispetto del divieto di caccia lungo la fascia costiera e nelle aree Zps. (1 ottobre 2009)

ANIMALI, IN ARRIVO IL "SUPERMAIALE". L'ENPA: "IN PIAZZA CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE"

«Creare un supermaiale destinato a nascere malato è un'azione eticamente inaccettabile». Queste le parole con cui l'Ente Nazionale Protezione Animali ha accolto il progetto del laboratorio di tecnologie della riproduzione di Cremona, i cui ricercatori vorrebbero clonare un maiale "programmandolo" per essere portatore di alcune patologie genetiche umane e testare su di esso alcuni trattamenti farmacologici. E proprio la sperimentazione sugli animali sarà al centro della Giornata degli Animali 2009, il 3 e 4 ottobre prossimi, quando l'Enpa sarà presente in oltre 250 piazza italiane per raccogliere fondi da destinare alla realizzazione di una struttura destinata per la riabilitazione dei "sopravvissuti" alla ricerca scientifica. La Protezione Animali ha già individuato il luogo dove poter avviare il recupero e ha trovato la disponibilità entusiastica di comportamentalisti, medici veterinari, educatori e volontari selezionati, tutti uniti da un fine comune: regalare una seconda possibilità a esseri viventi costretti a trascorrere la maggior parte della loro vita nel chiuso di una gabbia angusta, e a portare i segni fisici e psicologici delle sofferenze patite. Contribuire a questo sogno è semplice: dal 20 settembre al 10 ottobre, infatti, con il numero unico 4.85.85 è possibile donare a Enpa 1 euro inviando un sms da Tim, Vodafone, Wind, 3 e da telefoni di casa, e 2 euro chiamando da rete fissa Telecom Italia. Presso gli stand allestiti dall'Enpa i cittadini potranno non solo informarsi sull'argomento, consultando il ricco materiale divulgativo e discutendo direttamente con i volontari e gli esperti della Protezione Animali, ma anche partecipare attivamente al passaparola contro la sperimentazione. L'Anello "Freedom for Animals", infatti, non è un semplice accessorio "à la mode" ma un simbolo, uno strumento di comunicazione virale per dire finalmente basta alle sofferenze degli animali usati nel testare rossetti, detersivi, spray, creme e pasticche di vario genere e tipo; con la speranza che un giorno la sperimentazione sugli animali sia soltanto un lontano ricordo. (1 ottobre 2009)

ZOOBUSINESS. IN ITALIA BOOM DI ANIMALI DIETRO LE SBARRE DEGLI ZOO

Mentre le notizie sul global warming e la distruzione degli habitat naturali rimbalzano sempre più incalzanti da ogni parte del mondo, i giardini zoologici, con la scusa della loro presunta missione in difesa della natura, incrementano i loro introiti ingabbiando un numero crescente di animali. "Non passa giorno - ha dichiarato Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattività Enpa - senza apprendere di nuovi animali prigionieri negli zoo italiani. Dai lemuri nati nelle gabbie del Bioparco ai due enormi lamantini, sballottati da una vasca dello zoo di Norimberga ad una dell'acquario di Genova. Il tutto giustificato dall'improbabile pretesto di contribuire alla salvaguardia della biodiversità". "Vorrei ricordare - ha aggiunto Guadagna - che in realtà l'interesse prioritario degli zoo è l'afflusso delle persone reso possibile dall'esposizione degli animali". A prescindere se nati in cattività o prelevati in natura, gli animali nascono per vivere liberi nel loro habitat naturale. Secondo Enpa, la costrizione di un animale in un ambiente ristretto e artificioso, quale quello dello zoo, ne altera profondamente il comportamento, con grave danno per il suo benessere. Che si tratti di un lemure del Bioparco di Roma o di un più raro lamantino, gli animali soffrono a stare rinchiusi in gabbie ed acquari: di fronte alla possibilità che trascorrano tutta la vita in prigionia, sarebbe stato più auspicabile non farli mai nascere invece di predestinarli a una vita di prigionia. (1 ottobre 2009)

ANIMALI. MESE DEL MICROCHIP. L'ENPA: "INVITIAMO TUTTI I PROPRIETARI DI CANI AD ADERIRE"

L'Ente Nazionale Protezione Animali plaude alla campagna "Metti al Sicuro il tuo Cane", promossa dall'Ordine dei Medici Veterinari e dalla Regione Lazio per favorire l'iscrizione dei cani all'Anagrafe Canina. Per tutto il mese di ottobre i proprietari dei quattrozampe che per la microchippatura del loro animale si recheranno presso uno dei veterinari autorizzati, potranno beneficiare di una tariffa ridotta - 20 euro invece di 50 - e saranno esentati dal pagamento della tassa regionale. "Plaudo all'iniziativa - ha commentato Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa - e invito tutti i possessori di animali ad approfittare di questa occasione perchè possono non soltanto usufruire di una forte riduzione sul costo di iscrizione all'Anagrafe Canina, ma, soprattutto contribuire concretamente al benessere del loro cane e garantire la possibilità di ritrovamento in caso di smarrimento". "La microchippattura - ha aggiunto Paolo Spicacci, coordinatore della Protezione Animali per la regione Lazio - è lo strumento più efficace per contrastare il fenomeno del randagismo che, secondo dati del Ministero della Salute, nella nostra Regione continua a essere ancora diffuso". (30 settembre 2009)

CACCIA, RITIRATO L'EMENDAMENTO "NO LIMITS", SODDISFAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI

Con una posizione trasversale di maggioranza, opposizione e Governo, la Camera dei Deputati ha chiesto e ottenuto il ritiro dell'emendamento alla Legge Comunitaria 2009 dell'onorevole Pini, con cui si proponeva l'estensione della stagione venatoria oltre i limiti che attualmente la legge 157/92 prevede tra il 1° settembre e il 31 gennaio. "Ancora una volta - dichiarano congiuntamente le associazioni - sono stati battuti i tentativi di chi utilizza le procedure di infrazione al contrario, trasformando le richieste di tutela della fauna che giungono dall'Unione europea in indebite occasioni di allargare le maglie della caccia". "È bene chiarire, allora, che in tema di infrazioni sulla caccia la situazione dell'Italia è grave per eccesso, e non certo per difetto, di attività venatoria. L'Europa, infatti, ci contesta l'abuso delle deroghe, l'assenza di vari strumenti di protezione della fauna e in pratica di cacciare troppo e male. Gli interventi correttivi, per evitare la condanna da parte della Corte di Giustizia, devono quindi andare in direzione di un aumento della tutela e non, come invece qualcuno tenta di far credere, di una sua diminuzione". "Dobbiamo, quindi, esprimere la nostra soddisfazione e il ringraziamento a quella netta maggioranza di deputati, a partire dagli onorevoli Basilio Catanoso e Susanna Cenni, che con taglio trasversale ha voluto ribadire la posizione del Parlamento. Vogliamo anche esprimere l'apprezzamento per la posizione del Governo che ha confermato come questa materia non possa essere terreno di strumentalizzazioni e blitz estemporanei, e ringraziare il Ministro Brambilla che ha confermato il suo impegno anche attraverso la lettera trasmessa oggi al Presidente della Camera Gianfranco Fini". "Al Ministro Ronchi confermiamo sin da subito la nostra disponibilità rispetto all'ottimo proposito da lui annunciato già nel corso della precedente Legge Comunitaria: l'apertura di un Tavolo tecnico finalizzato a elaborare le corrette risposte alle richieste europee, in modo da evitare che nuovi blitz e strumentalizzazioni impediscano di agire su una materia così delicata quale la conservazione della natura" - hanno concluso le associazioni Amici Della Terra, Animalisti Italiani, Fare Verde, Enpa, Lac, Lav, Lida, Legambiente, Lipu/Birdlife Italia, Associazione Vittime Della Caccia, Wwf Italia. (23 settembre 2009)

IL 3 E 4 OTTOBRE, "GIORNATA DEGLI ANIMALI". QUEST'ANNO IN PIAZZA PER SALVARE GLI ANIMALI DA LABORATORIO

Il 3 e 4 ottobre torna in 250 piazze italiane (clicca qui per l'elenco) la Giornata degli animali. Enpa dedica la Giornata di quest'anno a un grande sogno: creare un centro di recupero per animali superstiti della sperimentazione. Per contribuire, basta poco: dal 20 settembre al 10 ottobre, infatti, con il numero unico 4.85.85 si dona a Enpa non solo 1 euro con un sms da Tim, Vodafone, Wind, 3 e da telefoni di casa, ma anche 2 euro con una telefonata da rete fissa Telecom Italia. Presso i banchetti si potrà trovare l'esclusivo anello "FREEDOM FOR ANIMALS", oltre a tante altre sorprese per gli amici dei quattrozampe.
Sabato 3 ottobre e domenica 4 ottobre, torna quindi nelle piazze italiane la Giornata degli Animali, appuntamento ormai tradizionale di chi ha spazio nel cuore anche per amici con la coda.
La zampa di un cane che "batte un cinque" con la mano di un uomo: è questo il simbolo della Giornata. La festa dei quattrozampe, che cade durante il weekend della ricorrenza di San Francesco, è un appuntamento ormai tradizionale per gioire insieme ai nostri animali, oltre che un'occasione fornita dall'Enpa per compiere qualche buona azione verso i loro fratelli più sfortunati.
Fino al 10 ottobre, si ha la possibilità di aiutare la Protezione Animali grazie alla disponibilità di Tim, Vodafone, Wind, 3 e Telecom Italia: con il numero unico 48585, chi invia un sms dona 1 Euro, chi telefona da rete fissa Telecom Italia dona 2 Euro.
L'obiettivo della raccolta fondi è importante: creare un centro per la riabilitazione di animali utilizzati nella sperimentazione. Col sogno di riuscire a trovare, anche per loro, chi li adotti e, finalmente, sostituisca con l'amore le strazianti sofferenze che hanno patito.
Enpa ha già individuato il luogo dove poter avviare il recupero e trovato la disponibilità entusiastica di comportamentalisti, medici veterinari, educatori e volontari selezionati. Ma per raccogliere i fondi necessari a realizzare l'apposita struttura e pagare le spese vive, è indispensabile l'aiuto di chiunque condivida questo sogno. Chiusi in gabbie anguste per tutta la loro infelice e dolorosa vita e ora… la possibilità di attutire le angosce più devastanti e poter sognare ciò che per la maggior parte di noi è la normalità: avere vicino qualcuno che ti vuol bene e vuole il tuo bene. La campagna pubblicitaria è stata realizzata dall'agenzia Lowe Pirella Fronzoni che con le case di produzione Movie Magic ed Eccetera e il regista Dario Piana, hanno condiviso il progetto, in modo completamente gratuito.
Presso i banchetti, sarà possibile trovare, grazie alla collaborazione della prestigiosa azienda orafa Unoaerre, un innovativo anello di metallo smaltato in nero lucido, sul cui fianco è incisa la scritta bianca "FREEDOM FOR ANIMALS". Un simbolo da indossare al dito per dire finalmente al mondo: LIBERI TUTTI! Basta con la sofferenza degli animali nei laboratori per testare rossetti, detersivi, spray, creme e pasticche varie. Oltre all'anello si potranno trovare alcuni materiali informativi sulla sperimentazione e sulle tante attività che Enpa svolge per il benessere degli animali. Infine, le chicche per i bimbi: i palloncini dei Delfini Enpa e l'album delle figurine "Amici Cucciolotti" donati dallo storico partner di Enpa, la Pizzardi Editore.

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(23 settembre 2009)

CACCIA, APPELLO DELL'ENPA AL PRESIDENTE FINI: "INAMMISSIBILITÀ PER L'EMENDAMENTO PINI"

"Chiediamo al Presidente Fini di dichiarare inammissibile l'emendamento dell'onorevole Pini alla Legge Comunitaria 2009, che abolisce i vincoli temporali al calendario venatorio". È questo l'appello lanciato dall'Enpa al presidente della Camera, onorevole Gianfranco Fini, alla vigilia del voto - previsto per domani - con cui l'Aula di Montecitorio dovrà pronunciarsi sul provvedimento. Secondo la Protezione Animali, l'emendamento presentato dall'onorevole Pini (Lega Nord), la cui approvazione cancellerebbe i vincoli temporali al calendario venatorio, non soltanto rientra nel disposto dell'art. 89 del Regolamento della Camera, che concede al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti estranei al provvedimento in discussione, ma contraddice la volontà del Parlamento, della sua stessa maggioranza e del Governo. Non più tardi di quattro mesi fa, infatti, il medesimo emendamento era stato oggetto della dura e trasversale contestazione del Parlamento, e il Governo aveva addirittura stralciato l'articolo cui l'emendamento si riferiva. "Ancora una volta - commenta la Protezione Animali - siamo costretti a denunciare l'assurdità delle proposte di caccia selvaggia e delle gravissime conseguenze che provvedimenti del genere comportano anche per l'ordine pubblico". "Proprio oggi - prosegue l'Enpa - le cronache dei nostri giornali hanno aggiornato il bollettino degli incidenti venatori: un uomo stroncato da infarto poco prima di imbracciare la doppietta, uno ucciso da un amico dopo un litigio per una preda di caccia, una donna ferita al volto nel giardino di casa sua mentre faceva i compiti con suo figlio, un uomo in gravi condizioni dopo essere stato ferito dal padre durante una battuta di caccia". "Giunti a questo punto - conclude la Protezione Animali - chiediamo a tutte le istituzioni il massimo impegno per fermare, una volta per tutte, provvedimenti incompatibili con una società che si definisce civile e che esporrebbero il nostro Paese a nuove, pesanti, bocciature dell'Unione Europea". (22 settembre 2009)

CACCIA, DOMENICA 20 SETTEMBRE LA RIAPERTURA UFFICIALE DELLA STAGIONE. L'ENPA: "ALLARME PINI"

Dopo le pre-aperture della stagione venatoria, che hanno già mietuto numerose vittime e creato gravissimi incidenti, in uno dei quali è rimasto coinvolto perfino un bambino, domenica 20 settembre è aperta ufficialmente la stagione venatoria. Fino al 31 gennaio prossimo le campagne e i boschi della Penisola saranno dunque frequentati dalle doppiette, pronte a sparare a qualsiasi cosa si muova e creare una situazione di grave pericolo per tutti quegli gli escursionisti che vogliano godersi gli ultimi scampoli d'estate. Sebbene ridotto ai minimi termini, il mondo venatorio può contare sul sostegno dei produttori di armi, dei ristoratori e di chiunque altro pratichi attività collegate a quello che taluni ancora definiscono uno "sport", nonchè sull'appoggio di alcuni esponenti politici che, per compiacere la propria base elettorale, tentano in ogni modo di far passare ulteriori concessioni a vantaggio della lobby venatoria estremista. È il caso, ad esempio, del Ddl Orsi per "caccia selvaggia" che, tra le tante pessime novità, allunga la durata della stagione venatoria, aumenta i luoghi aperti agli spari e incrementa le specie cacciabili. Al momento il progetto Orsi si è arenato; non altrettanto può dirsi dell'emendamento Pini (Lega Nord) che, per ben due volte nel giro di pochi mesi, ha tentato di abolire i vincoli temporali al calendario venatorio. Il primo blitz - in occasione della Legge Comunitaria 2008 - è fallito per l'opposizione del Parlamento; il secondo, invece, è tutt'ora in atto. A distanza di soli cinque mesi dalla precedente bocciatura, dunque, Pini ha ripresentato lo stesso emendamento alla legge Comunitaria 2009. Se approvata, la norma creerebbe gravissime conseguenze per la fauna selvatica e la sicurezza dei cittadini, ed esporrebbe il nostro Paese a nuove procedure d'infrazione dell'Unione Europea che si andrebbero così a sommare a quella già aperte a suo tempo. A rimetterci sarebbero tutti gli italiani che si troverebbero a pagare di tasca propria l'inutile vezzo di una categoria sempre più marginale. L'Enpa punta il dito anche sulla caccia in deroga: come loro abitudine, Lombardia e Veneto hanno legiferato irregolarmente autorizzando lo sterminio ingiustificato di fringuelli peppole e altri passeriformi. A tale proposito l'Enpa e Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Fareverde, Gaia, Amici Della Terra, Gol e Wwf hanno già inviato una diffida ai presidenti della Provincia di Bergamo e di Brescia nonchè ai rispettivi Prefetti. Vittime di questa "passione" elitaria, sono gli animali, spesso uccisi in assenza di controlli e alla cui strage si trovano giustificazioni prive di qualsiasi fondamento scientifico (dai presunti danni all'agricoltura agli incidenti automobilistici, e così via), e gli stessi uomini che pagano con le loro vite un pesante tributo al "divertimento" di pochi: solo nel 2008, secondo l'associazione Vittime della Caccia, 44 persone sono rimaste uccise e altre 85 ferite a causa di incidenti venatori. (21 settembre 2009)

CACCIA, L'ONOREVOLE PINI MINACCIA QUERELA CONTRO LA LIPU. LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE: "ATTEGGIAMENTO INTIMIDATORIO"

"Un gravissimo attacco contro la libertà di informazione e la democrazia, una intimidazione ai danni delle associazioni, colpevoli, secondo Pini, di battersi per il rispetto delle regole, di esprimere le proprie idee, di informare gli italiani. Non siamo disposti a cedere; se il deputato leghista lo ritiene opportuno, denunci tutte le associazioni animaliste che esercitano un loro legittimo diritto costituzionale". Sono queste le parole con cui Enpa, Lav, Lac, Lida, Animalisti Italiani, No alla caccia e Vittime della Caccia hanno replicato alle dichiarazioni rilasciate dall'onorevole Pini (Lega Nord), subito dopo la protesta delle associazioni contro il progetto di "caccia no limits". La norma, contenuta in un emendamento alla Legge Comunitaria 2009, cancellerebbe i termini per l'esercizio dell'attività venatoria - attualmente compresi tra il 1 settembre e il 31 gennaio - e permetterebbe alle "doppiette" di sparare tutto l'anno. Già presentato non più tardi di cinque mesi fa, nel corso dell'iter di approvazione della Legge Comunitaria 2008, l'emendamento era stato bocciato politicamente da maggioranza e opposizione, e il Governo aveva stralciato l'articolo cui si riferiva. "L'Onorevole Pini ha affermato che le persone possono essere riportate al buon senso solo attraverso gli strumenti giudiziari, quali denunce civili e penali. A nostro avviso - proseguono le associazioni - tali minacce nascondono la volontà di sottrarsi al confronto democratico e l'incapacità di dialogare con la controparte. In tale circostanza ci siamo semplicemente limitati ad analizzare i contenuti della norma e ad esprimete seria preoccupazione non solo per gli effetti, gravissimi, che la sua approvazione avrebbe sulla biodiversità e sulla sicurezza pubblica, ma anche per il rispetto delle direttive comunitarie". "L'emendamento presentato dall'onorevole Pini, inoltre, non risolve affatto il contenzioso a carico del nostro Paese, nei confronti del quale Bruxelles ha da tempo aperto una procedura d'infrazione, e scarica sulle tasche degli italiani il costo della sanzione che saremo condannati a pagare - concludono le associazioni -. Chiediamo al Parlamento di confermare l'inammissibilità dell'emendamento, già espressa alcuni mesi fa, in quanto contrario allo spirito ed estraneo ai contenuti della Legge Comunitaria 2009, e foriero di nuovi, pesanti, contrasti con le autorità comunitarie". (17 settembre 2009)

CACCIA, IL PARLAMENTO SMENTISCE SÈ STESSO: DOPPIETTE TUTTO L'ANNO CON LA COMUNITARIA 2009

Un'epidemia di amnesia collettiva rischia, nelle prossime ore, di contagiare alcuni deputati italiani. L'Enpa non riesce a spiegare altrimenti la ripresentazione, su iniziativa dell'onorevole Pini (Lega Nord), dell'emendamento alla Legge Comunitaria 2009, che permette alle doppiette di sparare tutto l'anno - festivi compresi - e che già la scorsa primavera era stato bocciato dai nostri parlamentari. "La norma in questione - spiega l'Ente Nazionale Protezione Animali - è la fotocopia di quella a sua tempo respinta dalle Commissioni Agricoltura e Politiche Comunitarie". "A beneficio di quanti sembrano aver dimenticato cosa successe non più tardi di cinque mesi fa - aggiunge l'Enpa - ricordiamo che l'Aula stralciò l'intero articolo 16 della legge Comunitaria 2008 sotto la pressione dei media, dell'opinione pubblica e di numerose personalità dello spettacolo che denunciarono il tentativo di stravolgere l'attuale legge sulla caccia, la 157/92, violando così il diritto comunitario. L'episodio sarebbe paradossale e quasi comico se la discussione non avvenisse all'indomani dell'apertura della stagione venatoria 2009/2010 e delle prime vittime causate, direttamente o indirettamente, dalle doppiette: tra queste anche un bambino, colpito da un fulmine mentre assisteva a una battuta di caccia degli "adulti". Alla luce di questi fatti la Protezione Animali chiede a tutti i parlamentari di ricordare il voto espresso cinque mesi fa e di respingere, una volta per tutte, le gravissime proposte di "caccia no limits"; il gesto forse disperato di quanti, in sprezzo della volontà degli italiani e delle direttive comunitarie, vorrebbero resuscitare l'antico modello di "caccia selvaggia" pur di non alienarsi il consenso del mondo venatorio estremista". (15 settembre 2009)

DAL POP AL ROCK, DALLA CLASSICA AL METAL, GLI ANIMALI AMANO LA MUSICA, PAROLA DI SCIENZIATO

Gli animali, in fondo, non sono poi così diversi dagli uomini, anche in fatto di orecchio musicale. A rivelarlo è Charles Snowdon, professore dell'Università del Winconsin (Usa), che ha appurato come alcune specie animali, in particolare i primati, reagiscano agli stimoli musicali, specie quando siano ispirati ai suoni emessi per comunicare le opposte emozioni di paura e affiliazione. Nel corso delle sue ricerche, Swindon ha dimostrato che le scimmie reagivano con manifestazioni d'ansia alle melodie composte sulla base dei suoni di timore mentre tendevano a mangiare piùvolentieri dopo aver ascoltato una musica di affiliazione. «Noi usiamo il "legato" per calmare i bambini - ha spiegato Swindon -. Usiamo invece lo "staccato" per ordinare uno stop. L'approvazione ha un tono in salita e la consolazione è discendente. Noi aggiungiamo caratteristiche musicali al parlato in modo da influenzare lo stato affettivo del piccolo. Se urlassimo "gioca con questo", un bambino si gelerebbe. La voce, la struttura dell'intonazione, la musicalità contano più delle parole». «Le componenti emozionali della musica e dei richiami animali - ha aggiunto Swindon - possono essere molto simili e, da una prospettiva evolutiva abbiamo, scoperto che la struttura delle note, la dissonanza e il ritmo sono importanti per la comunicazione degli stati affettivi sia negli animali che nell'uomo». (11 settembre 2009)

PUBBLICATA SULLA GAZZETTA UFFICIALE L'ORDINANZA MARTINI CHE TUTELA IL BENESSERE DEGLI ANIMALI D'AFFEZIONE

È stata pubblicata ieri (lunedì 7 settembre) sulla Gazzetta Ufficiale l'ordinanza Martini a tutela del benessere degli animali d'affezione. Il provvedimento, cui l'Enpa ha contribuito fattivamente, conferma, integra e arricchisce quanto finora previsto dalla legge. I Comuni continuano a essere responsabili per i cani randagi presenti sul territorio di competenza; tuttavia, d'ora in avanti, i sindaci dovranno gestirli tenendo contro della loro natura di animali senzienti. In accordo con tale principio vengono individuati precisi parametri di qualità per i canili. Le strutture dovranno essere dotate di autorizzazione sanitaria, avere come responsabile sanitario un medico veterinario, favorire l'adozione dei cani da parte dei cittadini, prevedere l'accesso delle associazioni animaliste nonchè l'apertura al pubblico per almeno tre giorni a settimana. Le strutture, infine, non dovranno avere una capacità superiore ai duecento cani. Oltre a stabilire che i cani ospitati nei canili siano sterilizzati, microcippati e iscritti all'anagrafe canina, il provvedimento disciplina e tutela la salute dei quattrozampe anche in caso di trasferimento presso altre strutture. "L’Enpa saluta con grande favore l'entrata in vigore di questa ordinanza cui la Protezione Animali ha contribuito fattivamente partecipando al tavolo con il Ministero - ha dichiarato il presidente dell'Enpa, Carla Rocchi, commentando l'ordinanza. - Il provvedimento considera il benessere dei cani a largo raggio; in particolare è di grandissimo rilievo l'obbligo per i Comuni di procedere alla sterilizzazione degli animali, vero strumento di contenimento del fenomeno del randagismo, nonchè l'individuazione di precisi parametri qualitativi per i canili che, in molti casi, fino al momento attuale, hanno rappresentato strutture di sofferenza incapaci di garantire il benessere degli animali. Un tema al quale l'Enpa è da sempre sensibile, tanto da aver predisposto, insieme all'ente indipendente Rina precisi standard qualitativi per le proprie strutture (certificazione di qualità), centrati proprio sul benessere degli animali. Questa ordinanza conferma la continuità d'impegno del Sottosegretario Martini che, sul tema della tutela dei diritti degli animali, dimostra volontà politica, competenza specifica e grandissima sensibilità". (8 settembre 2009)

CACCIA, DOMANI AL VIA LA STAGIONE VENATORIA. L'ENPA: "CANCELLARE IL DDL ORSI AL SENATO"

Inizia domani, con le aperture anticipate in 16 regioni, la stagione venatoria 2009/2010. Le preaperture, in violazione della Direttiva Comunitaria 79/409 CEE ("Direttiva Uccelli"), mettono in grave pericolo sia la fauna selvatica - proprio in tale periodo i piccoli di molti esemplari sono ancora dipendenti dai loro genitori - sia i turisti che si godono ancora una periodo di vacanza nei boschi e nella campagne della Penisola. Si riparte, dunque, dai tragici numeri dell'anno scorso, quando le "doppiette" oltre ad aver sterminato milioni di animali selvatici, hanno provocato, secondo le statistiche dell'associazione "Vittime della Caccia" riprese da organi di stampa, la morte di 41 persone e il ferimento di altre 85 coinvolte in "incidenti venatori". La caccia costituisce pertanto un attentato all'integrità della fauna selvatica italiana, che è patrimonio dello Stato, e un serio problema di ordine pubblico. Anche questo ha contribuito a disarmare le "doppiette d'Italia", passate dai 2,2 milioni del 1980 ai circa 700 mila attuali, e a schierare un numero sempre maggiore di italiani dalla parte della natura. Secondo un sondaggio Enpa-Eurisko del 2004, infatti, una larga fetta dell'opinione pubblica, oltre il 74%, ritiene che l'attività venatoria debba essere cancellata definitivamente, mentre l'82,5% degli italiani boccia ogni forma di liberalizzazione che incrementi il numero di specie cacciabili, aumenti i luoghi destinati all'attività venatoria e prolunghi i calendari. Inoltre, secondo un recentissimo sondaggio promosso della associazioni ambientaliste, il 91% e il 94% degli italiani è contrario, rispettivamente, alla caccia nei parchi e al fucile ai minorenni. Nonostante questa inequivocabile volontà degli italiani, le frange più estremiste del mondo venatorio, guidate da parlamentari a "caccia" di voti facili, continuano a sostenere il disegno di legge Orsi (PDL) per "Caccia Selvaggia" che, tutt'ora all'esame del Parlamento, spara sull'attuale normativa. La legge 157 del 1992 - ricorda l'Enpa - è in primo luogo un provvedimento a tutela della fauna e subordina ad essa l'esercizio venatorio. Liberalizzazione dei richiami vivi; fucile ai sedicenni; civetta come zimbello vivo; abolizione del regime specifico di caccia; smantellamento del legame cacciatore-territorio per la caccia agli uccelli migratori; liberalizzazione dell'uso delle armi con l'introduzione di nuovi strumenti di morte; ampliamento del carniere; possibilità di sparare anche alle specie protette per effetto di un'ambigua delega ai sindaci, in virtù della quale possono sbarazzarsi di "animali scomodi" ; apertura della caccia alle foreste demaniali; possibilità di sparare su terreni coperti da neve e ghiaccio, nonchè da natanti; possibilità di sparare nei terreni percorsi da fuoco (oggi esiste un vincolo decennale); caccia sulle rotte migratorie con la scusa di sparare agli ungulati; la preannunciata volontà di fare della fauna uccisa un vero e proprio oggetto di commercio. Queste sono solo alcune delle norme che, se approvate, trasformerebbero l'Italia nel Paese della barbarie con esiti irreversibili per la sopravvivenza della fauna selvatica e la conseguente militarizzazione del territorio. L'Enpa chiede al Parlamento di schierarsi dalla parte degli italiani, rispettandone così la volontà, e di cancellare dai lavori del Senato un testo che è una vera galleria degli orrori. (1 settembre 2009)

IN ARRIVO IL CODICE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI. CARLA ROCCHI: "LA MENTALITÀ È CAMBIATA"

La legge quadro che riordina l'intera materia relativa ai diritti e al benessere degli animali è ormai pronta e, secondo quanto affermano fonti di stampa, dovrebbe essere presentata nel corso della prossima riunione del Consiglio dei Ministri. Se alcune norme del disegno di legge - composto da 49 articoli più gli allegati - non rappresentano una prima assoluta, poichè recepiscono e danno forza di legge alle disposizioni contenute nelle ordinanze emanate dal Sottosegretario Francesca Martini nei mesi scorsi, è invece innovativa l'idea di disciplinare l'intero settore in modo organico e unitario. Un vero e proprio "codice degli animali", dunque, che, oltre a confermare l'obbligo di chippatura e di iscrizione all'anagrafe canina per i quattrozampe, l'eliminazione delle black list con le razze canine pericolose e la responsabilità dei proprietari per il comportamento dei loro "amici" (ordinanza del 3 marzo 2009), nonchè il divieto di diffondere esche avvelenate sul territorio (ordinanza del 19 marzo 2009), il testo prevede anche importanti novità. Tra queste: l'introduzione dei servizi minimi anche per i randagi - d'ora in poi le strutture di ricovero dovranno rispettare, per legge, precisi standard di qualità - e la disciplina a tutela degli animali attori (presenza di un veterinario specializzato, obbligo del certificato di buona salute). "La mentalità è cambiata - ha dichiarato Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, commentando il provvedimento - i maltrattamenti fanno scandalo". Il segno più evidente di tale mutamento culturale è rappresentato dalla rinnovata attenzione che gli organi giudiziari dedicano agli episodi di violenza contro gli animali. "Anni fa - prosegue Rocchi - nessun giudice avrebbe mai consentito ai Vigili del Fuoco di entrare in un appartamento per soccorrere un gattino che, abbandonato dai padroni partiti per le vacanze, miagolava disperatamente". (26 agosto 2009)

GREAT BRITISH CIRCUS; CANDID CAMERA SCOPRE MALTRATTAMENTI AI DANNI DEGLI ELEFANTI

È stata la telecamera nascosta di un'associazione animalista britannica, i cui volontari sono entrati di soppiatto nel tendone del circo, a svelare i maltrattamenti che hanno subito gli elefanti "Great Britsh Circus", colpiti con forconi, scope o aste di metallo, spesso tenuti in catene per ore. Secondo quanto reso noto dall'emittente televisiva Sky News, dal video si evince come gli animali accusino gravi disturbi, dovuti sia ai maltrattamenti sia allo stato di cattività in cui sono tenuti. Il circo inglese, che nel frattempo ha licenziato l'addestratore, ripreso dalla telecamera degli animalisti, ha tentato di spiegare con una bizzarra teoria etologica l'anomalo comportamento degli elefanti. "Vari studi hanno dimostrato che gli animali addestrati "ondeggiano" quando sono eccitati - ha spiegato un portavoce - per esempio prima di esibirsi o quando si prepara il cibo. A volte gli addestratori usano delle aste solo per tenerli a bada poichè durante i pasti potrebbero altrimenti dar fastidio agli altri animali". (20 agosto 2009)

COMMOVENTE GESTO ANIMALISTA DI UN TURISTA SLOVENO: PAGA 1.300 EURO PER LIBERARE UNA TRENTINA DI ARAGOSTE

Erik Pavin, un ristoratore di Zara, nota città turistica della Dalmazia (Croazia) apprezzata per il paesaggio e i monumenti, non ha creduto ai suoi occhi quando un turista sloveno ha sborsato 1.300 euro per acquistare e poi liberare trenta aragoste che vivevano nell'acquario del ristorante per essere servite in pasto agli avventori. "Non era disturbato dalle aragoste nell'acquario - ha raccontato il ristoratore - tuttavia ha deciso di volerle liberare perchè erano ancora vive. Mi ha anche detto di aver fatto la stessa cosa durante una precedente vacanza in Grecia". Secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, l'uomo, che stava mangiando proprio nel ristorante di Pavin insieme ad altri connazionali, sarebbe stato spinto all'acquisto degli animali da sua figlia. La bambina, infatti, si sarebbe alzata dal tavolo e avrebbe offerto tutti i suoi risparmi al proprietario del ristorante per comprare un'aragosta da liberare in mare. A quel punto sarebbe intervenuto il padre della piccola acquistando tutte le aragoste dell'acquario non prenotate dagli avventori del locale. (18 agosto 2009)

ANIMALI. AVVICENDAMENTO ALL'ENCI; IL MINISTRO ALLE POLITICHE AGRICOLE NOMINA UN ESPONENTE DEL MONDO VENATORIO ESTREMISTA

L'Ente Nazionale Protezione Animali esprime viva preoccupazione per l'avvicendamento ai vertici dell'Enci (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) disposto ieri dal Ministro alle Politiche Agricole, Luca Zaia. A seguito di tale provvedimento Marco Ciarafoni, rappresentante dell'ala più responsabile del mondo venatorio, è stato sostituito con un esponente che sostiene posizioni venatorie estremiste. Una scelta avvenuta improvvisamente, nonostante il commissariamento dell'Ente. "Con questo atto - dichiara Enpa - il Ministro dell'Agricoltura lancia un segnale negativo alle associazioni e ai cittadini, la stragrande maggioranza degli italiani, che hanno a cuore i diritti degli animali e il loro pieno rispetto, considerati non più come strumenti da sfruttare commercialmente, da selezionare e usare per motivi estetici o venatori; ma come esseri senzienti e sensibili, dalla personalità molto complessa". "Siamo sempre stati critici nei confronti dell'Enci - prosegue la Protezione Animali -, ma avevamo molto apprezzato il cambiamento di rotta che l'Ente Italiano di Cinofilia aveva di recente iniziato, proprio grazie all'azione di rappresentanti come Marco Ciarafoni. Così, nei mesi scorsi, è stato possibile sconfessare e condannare i metodi usati nell'allevamento Guberti di Ravenna: le condizioni estreme in cui erano tenuti circa 200 cani di razza pointer avevano provocato grande turbamento nell'opinione pubblica; una indignazione di cui si sono rese portavoce diverse interrogazioni parlamentari. Oggi, con l'allontanamento di Ciarafoni, si compie un brutto passo indietro, una retromarcia culturale inaccettabile gravida di problemi". (7 agosto 2009)

ANIMALI. SCORPIONI, RAGNI VELENOSI E BLATTE TROPICALI: IN ITALIA MIGLIAIA DI ANIMALI PERICOLOSI

Sarebbero diverse migliaia gli animali "pericolosi" ospitati nelle case degli italiani tra scorpioni, ragni velenosi e blatte tropicali. Un fenomeno sotterraneo, quello della terraristica, divenuto di pubblico dominio nel 2003, quando all'aeroporto di Malpensa furono sequestrati numerosi scorpioni velenosi destinati ai collezionisti. L'allarme che ne seguì - nello scalo milanese furono trovati l'Androctonus Australis il cui veleno è più potente di quello di un cobra) ed l'altrettanto letale Leiurus Quinquestriatus - portò all'approvazione di una legge che avrebbe dovuto vietare la detenzione di questi animali. Da sei anni a questa parte, tuttavia, è cambiato ben poco come del resto dimostra il sequestro di circa 400 pericolosi ragni tropicali. Gli aracnidi sono stati rinvenuti dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato a Brunico nelle stanze di una casa normalissima che a tutto faceva pensare fuorchè di essere destinata all'allevamento di animali rari e velenosi. L'operazione della Forestale ha così gettato nuova luce su un mondo ambiguo e sconosciuto, animato da storie e traffici inquietanti, che ha nella Germania il canale di rifornimento privilegiato. Alcuni di questi personaggi hanno libero accesso, con le loro liste di scorpioni e ragni pericolosi, nei forum dei principali siti di aracnofilia. Gli stessi elenchi, a volte direttamente linkabili dai siti ufficiali, consentono di accedere a sezioni personali dei collezionisti che, come nel caso del sequestro di Brunico, associano finanche foto pornografiche di carattere sadomaso, alcune delle quali con il "complemento" di grossi ragni. Se a ciò si aggiunge che il più famoso sito web italiano di aracnofilia ha pubblicamente annunciato di avere "piazzato due nostri amici" nella Commissione del Ministero dell'Ambiente che ha stilato la lista di aracnidi pericolosi, forse non è difficile capire come sia possibile avere come nostro vicino una "nervosa" Cyclosternum fasciatum, grosso ragno dell'america centrale dotato di peli urticanti, o "l'aggressiva e veloce" Poecilotheria Regalis, in vendita per le offerte speciali di Luglio 2009 a solo dieci euro, o la Pterinochilus murinus, "imprevedibile veloce ed aggressiva e con veleno da non sottovalutare". Chi si dovesse trovare vicino a uno di questi esemplari, rende noto l'Enpa, non deve temere soltanto il veleno iniettato con il morso, ma anche i pericolosi peli urticanti lanciati a distanza, talmente impalpabili da potere essere inalati facilmente. Eppure, già dal novembre 2003, il Ministero dell'Ambiente ha approvato la lista degli aracnidi pericolosi stilata da una Commissione, quella dove gli "appassionati" sono riusciti a piazzare due loro amici. Nonostante il divieto al commercio di questi animali, almeno fino al 2008 il collezionista di Brunico ha avuto modo di offrire i suoi animali nella sezione "mercatino" del principale sito di aracnofilia italiana. "Tale confusione di ruoli - ha dichiarato Giovanni Guadagna Responsabile Ufficio Cattività di Enpa - configura un quadro gravissimo. È inaccettabile che collezionisti e organizzatori di mostre dove si è potuto cedere, acquistare o vendere aracnidi, poi sequestrati, siano stati membri della Commissione ministeriale che avrebbe dovuto stilare, nella totale obiettività, un elenco di animali pericolosi per la salute e l'incolumità del pubblico". Enpa ha invitato il Corpo Forestale dello Stato ad intensificare i controlli, considerato, peraltro, la facilità con la quale si possono smarrire molti ragni e scorpioni. Una tarantola, ad esempio, può deporre centinaia di uova e quando nascono i piccoli ragni sono spesso grandi meno di una capocchia di spillo. Se consideriamo che nel 2003 la SIVAE (Societa Italiana Veterinari Animali Esotici) stimava in Italia per i soli ragni (settore negli anni in forte crescita) ben 12.000 possessori e che un singolo collezionista ne può possedere alcune centinaia, non è azzardato ipotizzare che in Italia ad oggi siano detenuti alcune centinaia di migliaia di pericolosi ragni e scorpioni tropicali. (27 luglio 2009)

ANIMALI. LA "CATTIVITÀ EDUCATIVA" DI GARDALAND: E LE SPECIE A RISCHIO FINISCONO NEL PIATTO

A Gardaland alcuni animali, ridotti allo stato di prigionia, vanno a impreziosire spettacoli e presentazioni "educative"; altri, invece - quelli a rischio - finiscono direttamente nei piatti dei visitatori. E proprio con l'obiettivo di rafforzare la "mission didattica" del parco divertimenti, nei giorni scorsi è arrivata dall'Inghilterra Bradicea, un leone marino femmina, appositamente importato in Italia per aumentare la popolazione di "detenuti". Bradicea e il suo compagno si trovano presso il mega acquario di Peschiera del Garda (Verona), di proprietà della catena "Sea Life", costruito dopo l'acquisto di Gardaland da parte di una multinazionale del divertimento. Questa, come pure altre strutture di cattività, hanno fatto dei loro presunti scopi protezionistici una bandiera ideologica da esibire per conquistarsi credito presso l'opinione pubblica: secondo i gestori degli acquari, la cattività in vasca sarebbe al contempo un rimedio contro l'estinzione delle specie a rischio e uno strumento educativo. Peccato, però, che, almeno nel caso di Gardaland, la zoofilia del parco sia minata da alcune contraddizioni. Secondo Enpa, infatti, a Gardaland le specie marine non vengono servite solo per gli occhi del visitatore, ma anche per il suo palato. «Nei ristoranti di Gardaland - spiega Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattività di Enpa - i visitatori possono mangiare numerosi pesci, molluschi e crostacei, alcuni dei quali apparterrebbero a specie "vietate" dalla recente pubblicazione del WWF sul consumo consapevole. Il testo dell'organizzazione internazionale, infatti, indica le aree geografiche dove ciascuna specie è più minacciata». A quale funzione educativa rispondono i gamberetti, i merluzzi e i pesce spada serviti nei piatti dei ristoranti e delle pizzerie del parco divertimenti? Eppure Gardaland, dovrebbe sapere che il Merluzzo bianco (popolazione dell'atlantico settentrionale), così come il Tonno alalunga ed il Pesce Spada del mediterraneo nonchè il notissimo tonno rosso, sono tanto rari da essere citati nella lista rossa del WWF. "Se Gardaland vuole davvero promuovere la battaglia per la conservazione delle specie - conclude Guadagna - sarebbe il caso che smettesse di utilizzare animali sia nelle vasche che in cucina". (24 luglio 2009)

IL SENATORE ORSI CANCELLA CACCIA A 16 ANNI E CIVETTE-ZIMBELLO. L'ENPA: "LEGGE COMUNQUE INACCETTABILE"

L'Enpa non cede alle "lusinghe" del senatore Orsi, che con un altro, ennesimo dietro-front ha dichiarato di togliere la caccia a sedici anni e l'uso delle civette-zimbello. Secondo l'Ente Nazionale Protezione Animali, è l'intero testo ad essere inaccettabile, a partire dal tentativo di smantellare la legge 157/92, il cui principio cardine è proprio la tutela della fauna selvatica, per trasformarlo in mera deregulation venatoria, riportando l'Italia indietro di cinquanta anni anche dal punto di vista della cultura e della sensibilità. La Protezione Animali ricorda alcune altre norme contenute nel DDL Orsi, che mettono a repentaglio - tra l'altro - la sicurezza del Paese: l'allungamento degli orari giornalieri di caccia (art.18); la liberalizzazione dell'uso e del numero dei richiami vivi (art. 4), estesi anche alle specie protette, che costringe gli animali a sofferenze continue in anguste gabbiette, sofferenze che tali sono riconosciute in sede di giurisprudenza; la tassidermia senza licenza a tutti i cacciatori (art. 5); la possibilità di caccia sulla neve (art.22) colpendo gli animali quando essi sono più vulnerabili poichè non trovano cibo e sostentamento; la caccia da natanti (art.22), "dedicata" agli uccelli acquatici che non avrebbero più possibilità di nascondersi; per non parlare del paradosso che, nel tentativo disperato di risicare una manciatina di minuti in più per le doppiette, attribuisce alle Regioni la facoltà di chiudere la giornata venatoria "secondo l'ora solare del lembo di territorio più ad ovest della regione medesima". Su queste, e su altre molteplici norme contenute nel testo Orsi, l'Enpa esprime tutto il suo disappunto e la sua indignazione, e chiede che non si proceda ancora a discutere un testo che nessuno - mondo scientifico, ambientalista, animalista, agricolo e persino una parte responsabile del mondo venatorio - ritiene accettabile. È vero, dal 1992 le cose sono cambiate, abbiamo cementificato, distrutto ambienti ed habitat, compromesso la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali e in questa crisi della biodiversità riconosciuta a livello mondiale, bisogna prevedere forme di tutela totale e non "doppiette libere". È evidente che ormai l'enorme clamore non è suscitato solo da caccia a sedici anni e civette vive legate ad un palo, tolte "strumentalmente" dal senatore, ma da tutto il DDL Orsi, il quale tenta invano di farsi strada, anche rinunciando a qualcosa, pur di riprendere vita e rendersi più "accettabile" agli occhi dell'opinione pubblica, mentre è una dichiarazione di guerra alla natura, alla biodiversità, al pensiero e alla sicurezza degli italiani, al mondo scientifico. (23 luglio 2009)

L'OBESITÀ? UN PROBLEMA CHE NON RIGUARDA SOLO GLI ESSERI UMANI; A RISCHIO ANCHE CANI E GATTI

Zuccheri e grassi in eccesso? A fare i conti con i chili di troppo non sono soltanto gli esseri umani. Secondo una ricerca condotta in Italia da un nota impresa del settore nutrizione per animali, i cui risultati sono stati resi noti proprio in questi giorni, il tasso di obesità è in aumento anche tra gli amici a quattrozampe. Lo studio, che ha coinvolto 144 veterinari e un campione di 5.521 animali visitati ha evidenziato una maggiore incidenza del fenomeno tra i felini: il 46% dei mici visitati, contro il 36% dei cani, è infatti risultato sovrappeso. Secondo la ricerca l'obesità dei quattrozampe sarebbe dovuta alla castrazione e alla sterilizzazione, ma anche allo stile di vita domestico. (23 luglio 2009)

DAL SOTTOSEGRETARIO MARTINI UNA ORDINANZA CHE DISCIPLINA L'IMPIEGO DEI CAVALLI NELLE MANIFESTAZIONI POPOLARI, PUBBLICHE E PRIVATE

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha presentato oggi una Ordinanza che disciplina le manifestazioni popolari pubbliche e private, nelle quali vengono impiegati equidi, e che si svolgono al di fuori degli impianti o dei percorsi ufficialmente autorizzati. In base al provvedimento, tutte le iniziative per le quali è previsto l'utilizzo di cavalli dovranno essere autorizzate da una relazione del comitato organizzare e dovranno ricevere il parere favorevole della commissione comunale o provinciale, affiancata da un veterinario della Asl competente. Il via libera alla manifestazione è subordinato al controllo delle piste e dei campi dove si svolgerà l'iniziativa, del percorso, che dovrà essere protetto da paratie, nonchè del tracciato, che dovrà garantire l'incolumità di fantini e cavalli. Alle manifestazioni non potranno partecipare nè i cavalli di età inferiore ai quattro anni nè i fantini condannati per maltrattamento o uccisione di animali. "L'ordinanza - spiega il sottosegretario Martini - colma un vuoto normativo che alla fine ha prodotto morti e feriti, e interviene con un valore etico forte". L'ordinanza, le cui linee guida saranno definite entro sei mesi, durerà due anni e andrà a costituire il "corpo" di un futuro disegno di legge in materia. Alla presentazione hanno partecipato anche i vertici della Federazione Italiana Sport Equestri (Fise), Unione Nazionale Incremento Razze Equine (Unire), Federazione Italiana Giochi Storici e Sindaci di Comuni in cui si svolgono manifestazioni con equidi, nonchè l'Ambasciatore italiano per l'Endurance Gianluca Laliscia, già campione del mondo della specialità. (22 luglio 2009)

CACCIA, DDL ORSI: SI CHIUDONO LE AUDIZIONI IN COMMISSIONE AMBIENTE AL SENATO, NUMEROSE LE OPPOSIZIONI AL TESTO

Non c'era bisogno della pubblicità della Federcaccia sulla licenza di caccia a 16 anni per dimostrare l'inadeguatezza e inopportunità del testo del disegno di legge di modifica dell'attuale legge 157/92 sulla caccia. I no al testo, infatti, sono emersi nelle audizioni in Commissione ambiente del Senato che si sono chiuse oggi con l'audizione dell'ISPRA. Dall'inizio delle audizioni la maggior parte degli auditi, compreso il mondo delle regioni, della scienza, delle associazioni, si è dichiarato contrario al testo Orsi reputando che questa proposta è incompatibile per una buona protezione dell'ambiente e degli animali, sia per la stessa sicurezza dei cittadini italiani. "Anche nel metodo, ribadiamo, si sta verificando una vera anomalia con la chiusura del termine per la presentazione degli emendamenti ben prima della chiusura delle audizioni! Per questo crediamo sia necessario riaprire il termine degli emendamenti per dare maggiore correttezza alle procedure". Non è solo la contrarietà alla caccia a 16 anni, ma come ha ribadito il Sottosegretario alla Salute Martini, è tutto l'impianto del disegno di legge da rivedere perchè stravolge il senso stesso di una caccia controllata e conciliabile con gli interessi dell'ambiente, degli animali e della gente costretta sempre più ad avere rari e pochi momenti di contatto con la natura. È evidente che il dibattito si è ormai così radicalizzato e indurito che solo un passo indietro del senatore Orsi e della Commissione può evitare di approvare un testo odioso alla maggioranza dei cittadini che riapre di sicuro la frattura tra caccia si e caccia no, comunque equilibrata dall'attuale normativa nazionale e comunitaria. (22 luglio 2009)

CACCIA IN DEROGA, NUOVA RICHIESTA DI CONDANNA DELL'ITALIA DALL'UE

"La nuova richiesta di condanna per l'Italia presentata dalla Commissione europea non arriva inaspettata, avevamo già avvisato la regione Veneto che attraverso l'utilizzo improprio, ormai un vero e proprio abuso, dello strumento delle deroghe avrebbe aggravato la posizione dell'Italia rispetto alla procedura d'infrazione in corso". È quanto dichiarano ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU, VAS e WWF a proposito della richiesta avanzata dalla Commissione europea di condannare l'Italia al pagamento delle spese in giudizio per le ripetute violazioni della Direttiva 9/409/CEE commesse dal Veneto riguardo la concessione di deroghe ad esercitare la caccia nei confronti di specie protette. La richiesta di condanna arriva mentre sono in discussione al Consiglio Regionale del Veneto due nuove proposte di legge inerenti l'applicazione del regime di deroga per la stagione venatoria 2009/2010. Proposte che non faranno altro che aggravare ulteriormente la posizione dell'Italia e del Veneto rispetto alle procedure di infrazione riguardanti la caccia in deroga, sia per lo strumento previsto che per i contenuti, dato che la richiesta di estendere la caccia a specie oggi protette dalla normativa europea va da 5 addirittura a 11 specie. Vogliamo ricordare che il 25 giugno 2008 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità di un'analoga legge approvata nel 2007 dalla Regione Lombardia. La Corte - spiegano le associazioni - ha infatti bocciato la possibilità di ricorrere alle deroghe attraverso una legge-provvedimento in quanto in netto contrasto le previsioni della legge 157/1992, articolo 19 bis, poiché tale atto impedisce l'esercizio del potere di annullamento da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri. "Siamo di fronte a una situazione di particolare gravità - concludono ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU, VAS e WWF - per la quale chiediamo al Presidente Galan un autorevole e fermo intervento, istituzionale e politico per impedire che un nuovo provvedimento di deroga venga attivato e al Consiglio regionale di respingere tali proposte e di adottare provvedimenti che sanino la posizione del Veneto rispetto alle procedure di infrazione". (22 luglio 2009)

CACCIA. UN BIMBO CON FUCILE PER IL TESSERAMENTO 2009 FEDERCACCIA. ENPA: "RITIRARE L'IMMAGINE"

Il futuro secondo Federcaccia? Un bimbo in mimetica con tanto di fucile e richiamo per volatili, che, evidentemente, aspetta solo l'avvicinarsi della sua inconsapevole vittima. È questa l'immagine agghiacciante scelta da Federcaccia, una delle associazioni venatorie italiane, per promuovere la campagna tesseramenti 2009. Interpretando il sentimento della maggioranza degli italiani, contrari non soltanto a ogni progetto di liberalizzazione venatoria, come peraltro confermato da un sondaggio Enpa-Eurisko, ma anche all'eventuale ipotesi di armare i minorenni, l'Ente Nazionale Protezione Animali chiede l'immediato ritiro della campagna. L'utilizzo di un'immagine di così cattivo gusto rivela, secondo Enpa, le difficoltà in cui da anni si dibatte un mondo in crisi, quello venatorio, ormai ridotto ai minimi termini e che giorno dopo giorno vede assottigliarsi le proprie fila. Trucidare animali è "passatempo" che ormai suscita ben poco interesse e coinvolge soltanto gli epigoni di un'attività simile più alla barbarie che a uno "sport”". Gli interessi di una piccola lobby non devono assolutamente giustificare l'incivile strumentalizzazione di un minore, quale il bambino ritratto nell'immagine. Armare i minorenni, è forse questa l'idea di civiltà di cui intendono farsi promotrici le "doppiette"? Valori quali il rispetto la non violenza e il rispetto per tutti gli abitanti del pianeta sembrano essere sconosciuti al mondo venatorio come dimostra il fatto che il DDL Orsi sulla deregulation venatori è ancora in discussione. Tra le tante aberrazioni (liberalizzazione dei richiami vivi, civette legate vive ad un palo per essere utilizzate come zimbelli, riduzione della vigilanza venatoria, aumento specie cacciabili, libera mobilità del cacciatore eccetera), il provvedimento prevede anche la possibilità di caccia per i sedicenni. Norme avversate dagli italiani, non desiderate a volte dagli stessi cacciatori, e che i media hanno attaccato duramente ma che non si vuole ancora, forse per puntiglio, accantonare definitivamente. (21 luglio 2009)

FUS, ARTISTI IN PIAZZA CONTRO I TAGLI. L'ENPA: "SOSTENERE L'ARTE TAGLIANDO I FONDI DESTINATI AI CIRCHI"

Eliminare la quota dei finanziamenti del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) destinati ai circhi con animali e utilizzare i fondi per sostenere le altre categorie. È questa la proposta avanzata dall'Enpa di fronte alle proteste di numerose istituzioni e personalità dello spettacolo contro i tagli ai finanziamenti pubblici, che culmineranno quest'oggi con la manifestazione nazionale di attori, registi, musicisti e danzatori in programma dalle ore 17 davanti a Montecitorio. Il finanziamento pubblico ai circensi è retaggio di una legge vecchia di oltre quarant'anni che continua a riconoscere al circo una "funzione sociale". In questo arco di tempo, tuttavia, l'atmosfera culturale del Paese è cambiata profondamente e l'attuale crisi dei circhi con animali è causata dall'accresciuta sensibilità dei cittadini italiani, sempre meno disposti a tollerare lo spettacolo di animali prigionieri, costretti a bizzarre evoluzioni contro la loro natura. Una fetta consistente della quota FUS riservata ai circensi, pari in alcuni anni a quasi il 50%, è destinata prevalentemente a poche grandi imprese, quasi tutte aderenti all'Ente Nazionale Circhi, una delle associazioni di categoria. A beneficiare maggiormente di tale quota - il 25%, pari a circa 300 mila euro - sono i gestori del Circo di Moira Orfei. Se da un lato la percentuale del FUS destinata ai circhi non è particolarmente elevata dall'altro si deve tener conto che il peso numerico dei circensi è molto inferiore rispetto ad altre categorie dello spettacolo; in genere più insegne circensi, molte delle quali a carattere stagionale, sono gestite contemporaneamente da un'unica impresa. Eliminare finanziamenti così anacronistici sarebbe non soltanto un segnale di rispetto per la sensibilità animalista degli italiani, ma anche un concreto gesto di sostegno per altre categorie dello spettacolo alle quali l'Enpa riconosce il merito di non lucrare sulla pelle di altri esseri viventi. Per maggiori informazioni sulla quota FUS destinata ai circhi è possibile consultare il dossier "Il Circo Prigione per Animali", pubblicato sulle pagine web dell'Enpa dell'Ufficio Cattività. (20 luglio 2009)

PRESENTATO "TURISTI A 4 ZAMPE", UN PORTALE PER VIAGGIATORI CON ANIMALI AL SEGUITO. L'INIZIATIVA FINANZIATA DAL MINISTERO DEL TURISMO.

Presentato questa mattina, a Roma, il sito web www.turistia4zampe.it, iniziativa promossa e finanziata dal Ministero del Turismo in collaborazione con il sottosegretario al welfare Francesca Martini. Strutturato come una guida on-line, con gli indirizzi di numerosi esercizi pubblici aperti anche ai quattrozampe - dagli alberghi ai campeggi, dai Bed and Breakfast alle spiagge - e alcuni suggerimenti per garantire il benessere dei propri "amici", il portale è stato sviluppato con l'obiettivo di aiutare i viaggiatori a pianificare le vacanze insieme ai loro animali; per favorire la loro individuazione, gli esercizi che hanno aderito esporranno la vetrofania "Welcome, turisti a 4 zampe". Secondo quanto reso noto dal Ministro del Turismo, Michele Vittoria Brambilla, oltre alla versione digitale, la guida sarà presto pubblicata anche in formato cartaceo e sarà promossa attraverso una campagna pubblicitaria ad hoc. "Il progetto, fortemente voluto dal ministero del turismo - ha dichiarato il ministro Brambilla - vuole, da una parte, valorizzare le strutture turistiche italiane che accolgono con piacere gli animali domestici e dall'altro combattere il fenomeno dell'abbandono". Il portale "Turisti a 4 Zampe" arricchisce l'offerta informativa a disposizione dei viaggiatori con animali al seguito e si aggiunge al sito www.vacanzebestiali.org, sviluppato dall'Enpa e lanciato lo scorso 4 giugno. (17 luglio 2009)

TRASPORTI. RISOLTO RAPIDAMENTE DA ALITALIA UN DISSERVIZIO NEL TRASPORTO DI ANIMALI

Nei giorni scorsi erano giunte all'Enpa numerose segnalazioni di cittadini che lamentavano disservizi nel servizio di trasporto animali a bordo degli aeromoboli Alitalia. Tra le segnalazioni inoltrate, quella di una donna che, avendo prenotato un volo per sè e per il suo cane dall'aeroporto di Milano Linate con destinazione Pantelleria, sua località di residenza, si era vista comunicare, a pochi giorni dalla partenza, l'impossibilità da parte della compagnia di rispettare la precedente prenotazione. Secondo quanto appreso dall'Enpa, nonostante la prenotazione fosse stata effettuata regolarmente e nei tempi previsti, la donna e altri viaggiatori con la sua stessa esigenza, avrebbero dovuto comunicare alla Divisione Cargo, con almeno 15 giorni di anticipo rispetto alla partenza, la necessità di imbarcare il cane nella stiva. Ad aggravare il disagio dei passeggeri l'indisponibilità del servizio durante il fine settimana. Contattata dall'Enpa, la Divisione Cargo di Alitalia ha mostrato fin da subito grande attenzione alle esigenze dei propri clienti, impegnandosi per risolvere il problema. Oggi la buona notizia: Alitalia ha infatti comunicato alla Protezione Animali di avere sia risolto il problema specifico della signora di Pantelleria, che potrà così partire in compagnia del suo "amico a quattrozampe", sia proceduto a normalizzare la procedura evitando di costringere i passeggeri a una doppia prenotazione. "Desideriamo ringraziare il dottor Spitaleri, responsabile di Alitalia Cargo per avere prima dimostrato grande sensibilità per le necessità dei suoi passeggeri e per i diritti degli animali, poi risolto con tempestività ed efficacia il disservizio segnalato", ha commentato l'Enpa. "Secondo quanto riferito dalla compagnia di bandiera - prosegue la Protezione Animali - i passeggeri che vogliono decollare con Fido non saranno più costretti a informare la Divisione Cargo e potranno godersi il viaggio in assoluta serenità". (17 luglio 2009)

BOLIVIA. STOP AI CIRCHI CON ANIMALI. L'ENPA ALL'ON. CARLUCCI: "DIVIETO ANCHE IN ITALIA"

Dopo numerose denunce degli animalisti, il presidente boliviano, Evo Morales, ha firmato una legge che vieta l'impiego di animali, domestici e selvatici, negli spettacoli circensi. "La Bolivia non è il primo paese che stabilisce il divieto di detenzione degli animali nei circhi - ha dichiarato Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattività di Enpa - ma ha il merito di averlo esteso alle specie tanto domestiche quanto selvatiche". "In questo modo - ha aggiunto Guadagna - il provvedimento evita ambigue e fuorvianti distinzioni che i circensi possono usare a pretesto per aggirare le norme restrittive. Una posizione, quella boliviana, assolutamente innovativa, alla quale il nostro Paese si dovrebbe ispirare per regolamentare l'attività dei circhi italiani, tuttora legati a modalità di spettacolo ormai desuete". E proprio per porre fine alle sofferenze degli animali prigionieri nei circhi, spesso detenuti in condizioni al limite della sopravvivenza - come dimostrano anche i recenti interventi delle forze dell'ordine - l'Enpa si appella ai componenti delle Commissioni Cultura del Parlamento Italiano e, in particolare, all'Onorevole Gabriella Carlucci. L'on. Carlucci, infatti, è la prima firmataria della proposta governativa in materia di disciplina dello spettacolo dal vivo, all'interno della quale sono state abbinate le due proposte di legge, Giammanco e Zamparutti, per un circo senza animali. L'Enpa auspica che, finalmente, si ponga fine alla cattività degli animali nei circhi. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il dossier "Il Circo, prigione per animali" pubblicato sulle pagine del sito web www.enpa.it dedicate all'Ufficio Cattività. (16 luglio 2009)

DALLE FORMICHE I SEGRETI PER RIDURRE IL TRAGICO BILANCIO DEGLI INCIDENTI STRADALI

Ridurre il bilancio degli incidenti stradali? Secondo il biologo Ajiay Narendra dell'università nazionale di Canberra (Australia) le formiche bulldog della foresta australiana avrebbero qualcosa da insegnare agli uomini per quanto riguarda l'organizzazione dei flussi di traffico. "Nonostante le loro piccole dimensioni cerebrali, questi insetti - spiega lo studioso che ha passato gli ultimi 10 anni a osservarne il comportamento - sono capaci di navigare innumerevoli volte dal nido alle fonti di cibo e ritorno, usando una bussola celeste, misurando le distanze e affidandosi a punti di riferimento. Grazie a segnali olfattivi o tattili, le formiche sono in grado di marciare in file ordinate e mantenere flussi di traffico pressochè ininterrotti; inoltre, un'attenta organizzazione e specializzazione funzionale - i turni di lavoro sono suddivisi tra attività diurne, crepuscolari o notturne (ciascuna delle quattro specie ha adattato la struttura degli occhi a seconda della luce prevalente nei propri turni) - permette loro di evitare la competizione e potenziali conflitti"."Gli insetti ci hanno già insegnato sistemi affidabili da usare nella visione dei robot, nei sistemi di sorveglianza e negli aerei senza pilota, ma credo che vi sia molto di più da imparare", ha commentato Narendra. "Le formiche sono animali sociali e comunicano efficacemente fra loro - ha aggiunto il biologo -. Questa cooperazione consente di organizzare con efficienza l'esplorazione, la ricerca di cibo e il traffico di rifornimento. Se potremo capire come lo fanno, sarà possibile applicare gli stessi principi agli autoveicoli". (16 luglio 2009)

CACCIA, AUDIZIONE DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE PRESSO LA COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO

Il testo unificato di "riforma" della legge 157/92, di tutela della fauna e regolamentazione della caccia, in discussione al Senato, di cui è relatore il senatore Orsi, è una vera dichiarazione di guerra: all'ambiente, alle norme dell'Unione Europea, alla sicurezza dei cittadini, alla cultura degli italiani, il 90% dei quali è assolutamente contrario a ogni ipotesi di liberalizzazione dell'attività venatoria. "Abbiamo chiesto alla Commissione Ambiente di Palazzo Madama di fermare la discussione sul testo Orsi", così hanno dichiarato i rappresentanti dell'Ente Nazionale Protezione Animali, della Lega per l'Abolizione della Caccia e della Lega Anti Vivisezione al termine dell'audizione svoltasi questa mattina in Senato. "Ci domandiamo - proseguono le Associazioni - come sia possibile, nel terzo millennio e con una gravissima crisi ambientale in corso, autorizzare le doppiette a sparare anche nelle foreste demaniali, sui valichi montani, sui terreni percorsi da fuoco attualmente tutelati; ridurre considerevolmente il territorio protetto; riprendere il nomadismo venatorio; liberalizzare l'uso dei richiami vivi, destinati a gravi sofferenze nelle loro anguste gabbiette; utilizzare il pretesto del controllo faunistico per includere nei carnieri dei cacciatori anche le specie ora protette". "Abbiamo inoltre chiesto ai senatori - proseguono le associazioni - come possano autorizzare la barbarie degli zimbelli per attrarre altri volatili; ovvero l'impiego di una civetta viva, legata per la zampa alla cima di un'asta. Una mostruosità che qualunque tribunale oggi perseguirebbe ai sensi dell'art. 544 ter del codice penale sui maltrattamenti agli animali". Enpa, Lac e Lav ritengono che il testo Orsi non sia emendabile; esso minaccia la sicurezza dei cittadini prolungando le attività di caccia durante l'anno, consentendo di sparare anche un'ora dopo il tramonto (quando la visibilità è ridotta), armando addirittura i sedicenni. Un danno enorme non solo per la fauna ma anche per le attività turistiche. Come se ciò non bastasse, il testo Orsi pone l'Italia in rotta di collisione con il diritto comunitario, in quanto non risolve le inadempienze del nostro Paese sulla direttiva "Uccelli" - per la quale si avvia a condanna una pesante procedura d'infrazione -, anzi riconosce alle Regioni il diritto di usare lo strumento legislativo, invece degli atti amministrativi, per adottare le deroghe. Uno stratagemma, condannato ripetutamente dalla Corte Costituzionale, che rende impossibili i ricorsi ai Tar. Nel 2010 si terrà a livello internazionale il countdown per frenare il declino della biodiversità: sarà forse "Caccia Selvaggia" il biglietto da visita del nostro Paese? (15 luglio 2009)

COMMERCIO ILLEGALE DI ZANNE D'ELEFANTE, IN KENYA SEQUESTRATO CARICO DEL VALORE DI CIRCA UN MILIONE DI DOLLARI

Le autorità aeroportuali dello scalo internazionale Haibibi Jomo Kenyatta (Nairobi) hanno sequestrato un container contenente zanne d'elefante e corni di rinoceronte, per un valore complessivo di circa 1 milione di dollari. "La merce", scoperta grazie al supporto di cani appositamente addestrati, proveniva dal Mozambico ed era diretta ai mercati asiatici dove zanne e corni sono usati, rispettivamente, come trofei e ingredienti della medicina tradizionale cinese. "Il sequestro - hanno spiegato le autorità dell'organizzazione keniana per la difesa della natura - dimostra che il bracconaggio contro elefanti e rinoceronti continua senza sosta, e la richiesta aumenta. Gli animali devono essere stati uccisi tra Tanzania, Zimbabwe e Sudafrica, non essendoci in Mozambico rinoceronti, così come molto poco numerosi sono gli elefanti". Solo lo scorso anno, secondo l'agenzia, sono stati uccisi 162 rinoceronti in Sudafrica, e 100 in Zimbabwe. Il valore medio di mercato è di circa 5.000 dollari al chilo per il corno di rinoceronte; 3.000 per le zanne d'elefante. "I sequestri di zanne di elefante continuano in maniera preoccupante - ha commentato Giovanni Guadagna, responsabile ufficio cattività Enpa -. Nonostante i più recenti censimenti riferiscono di un numero di elefanti oscillante sulle 600.000 unità (negli anni settanta erano oltre due milioni) l'attività dei bracconieri non si ferma. Il motivo è ormai noto. Vi sono paesi ove la caccia all'elefante è legale. Gli abbattimenti vengono giustificati per motivi ecologici, ossia il presunto soprannumero degli animali". Ma l'avorio non è l'unico ricavo. Si utilizza tutto: dalla carne (spesso per ricavarne cibo per animali) alla pelle per borse e scarpe. Particolarmente ricercata quella scuoiata dai feti ancora vivi delle elefantesse appena abbattute. La pelle, particolarmente tenera, è apprezzata dall'industria conciaria. L'avorio, invece, viene certificato ed immesso nel mercato legale. Prima di finire nei laboratori di mezzo mondo, ed in particolare medio orientali e cinesi, le zanne vengono stoccate nei magazzini in attesa di tramutarsi in facile guadagno soprattutto per paesi dalle deboli economie. Questo incredibile e crudele traffico, autorizzato dalla Convenzione di Washington (Cites) sul commercio di specie di flora e fauna in via di estinzione, crea di fatto dei canali ove si può facilmente far scorrere anche l'avorio di contrabbando. Anzi quando avviene un sequestro, spesso l'avorio illegale, unitamente a quello degli abbattimenti selettivi, va a costituire nuovi stock per nuove richieste di commercializzazione. È un vero e proprio circolo vizioso che potrebbe essere interrotto solo con la distruzione dell'avorio cosiddetto legale. Invece viene commercializzato aprendo canali utili al facilmente occultabile avorio di contrabbando. Stesso discorso per il rinoceronte, ormai sempre più sull'orlo dell'estinzione. Sebbene gli abbattimenti autorizzati sono molto meno di quelli degli elefanti, proprio il recente sequestro del Kenya dimostra come i canali di distribuzione, in questo caso illegali, siano gli stessi. (15 luglio 2009)

IN ARRIVO ONDATA DI CALDO, CONSIGLI ENPA PER DIFENDERE GLI ANIMALI DALL'AFA

Temperature in rapido, vertiginoso aumento nelle prossime ore su quasi tutta la penisola; previste punte, avvertono i meteorologi, anche di 40° nelle zone più colpite, Sardegna e Sicilia. A patire le conseguenze del gran caldo saranno non soltanto gli esseri umani, specie anziani e bambini, ma anche gli animali. Ed è proprio per tutelare la loro salute e incolumità che l'Enpa dirama un breve vademecum con alcuni preziosi suggerimenti:
  1. Non lasciare mai un animale incustodito in auto. Nei giorni di sole, la temperatura interna dell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e l'auto si trasforma in un vero e proprio forno. Un animale lasciato in queste condizioni può morire in poco tempo; bastano anche solo 10 minuti - il tempo di fare una spesa veloce - per condannarlo a una morte orribile.
  2. Animali rinchiusi in un'auto al sole. Se qualcuno dovesse vedere un animale rinchiuso all'interno di un veicolo deve prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata); se non si interviene al più presto rischia di correre un grave pericolo di vita e occorre rintracciare quanto prima il proprietario del veicolo. Se costui non fosse reperibile bisogna chiamare immediatamente le forze dell'ordine - compresa la Polizia Locale del comune interessato - che interverranno in caso di comprovata emergenza. I numeri di telefono 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 1515 (Corpo Forestale) sono tutti utilizzabili anche per questi casi. Nel frattempo si deve cercare comunque di creare ombra con i mezzi che disponibili (es. giornali sul parabrezza), di versare dell'acqua all'interno per bagnare l'animale o, se possibile, di farlo bere attraverso un'eventuale fessura del finestrino.
  3. Assicurarsi che gli animali abbiano sempre accesso all'ombra e acqua fresca in abbondanza. Questo suggerimento riguarda soprattutto i cani tenuti nelle ditte, negli orti o nei recinti (specie se a catena), e quindi meno controllati rispetto a quelli in appartamento. Evitare sempre l'esposizione al sole diretto, anche nel caso dell'animale che passa alcune ore da solo in casa, in giardino/cortile o in terrazza. In caso di colpo di calore (ipertermia) - se ha la pelle che scotta, barcolla o cade a terra, e ha difficoltà a respirare - è necessario abbassargli la temperatura mettendogli abbondante acqua fresca su tutto il corpo e contattare immediatamente il veterinario.
  4. Non costringere i cani a sforzi eccessivi. Nei giorni più caldi portare il cane a passeggio di mattina e di sera per evitare che si bruci le zampe sul suolo caldo e per diminuire il rischio di ipertermia. A maggior ragione se si tratta di un animale anziano e/o con difficoltà respiratorie. Durante le passeggiate avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua e una ciotola.
  5. Prevenire le scottature. Come le persone, anche gli animali possono scottarsi al sole. Per proteggerli, è sufficiente applicare una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche (specie le punte delle orecchie) del cane o gatto prima di farlo uscire.
  6. Tenere l'acquario fuori dal sole diretto. Cambiare l'acqua regolarmente e togliere le alghe che si formano. Il laghetto dev'essere riempito regolarmente per compensare l'acqua che evapora e sostituire l'ossigeno perso.
  7. Non lasciare il canarino sul balcone al sole diretto. È necessario posizionare la gabbia dell'uccellino in un luogo fresco, arieggiato e ombreggiato.
  8. Controllare la presenza di parassiti esterni. Con il caldo arrivano anche le pulci, le zecche e gli acari, quindi bisogna controllare regolarmente il pelo dei quattrozampe per verificare l'eventuale presenza di questi visitatori indesiderati. Applicare preventivamente un antiparassitario idoneo per la sua specie e taglia. Consultare sempre il veterinario di fiducia per avere indicazioni e suggerimenti al riguardo; alcuni antiparassitari per cani, ad esempio, sono letali per i gatti.
  9. Controllare ogni giorno gli animali per l'eventuale presenza di uova di mosche. Le mosche possono depositare le proprie uova sul pelo dei conigli, delle cavie, ma anche dei cani. È importante quindi ispezionare attentamente l'intero corpo dell'animale, tenere ben pulito il luogo in cui sta e cambiare almeno una volta alla settimana la lettiera o fondo.
  10. Prima di fare lavori in giardino, pensare alla fauna selvatica che ci vive. Prestare particolare cautela quando si usano tosaerba o tagliabordi poichè - entrambi possono essere letali per animali che si muovono lentamente - e tenere fuori dalla portata degli animali i pesticidi. Prima di accendere un falò, è consigliabile smuovere il materiale che si intende bruciare: le lucertole, i ricci, le rane e le bisce (animali assolutamente innocui, anzi molto utili) spesso si rintanano tra i mucchi di foglie o rifiuti da giardino.
(14 luglio 2009)

ANIMALI FERITI IN INCIDENTRI STRADALI, UN EMENDAMENTO PER INTRODURRE L'OBBLIGO DI SOCCORSO

La Commissione Trasporti della Camera ha approvato un emendamento alla proposta di legge di modifica del codice della strada presentato dall'onorevole Gabriella Giammanco con cui viene stabilito l'obbligo di soccorrere gli animali, domestici, da lavoro o protetti, coinvolti in incidenti stradali. "Si tratta di una grande conquista - ha spiegato Giammanco - per la prima volta verrà inserito nel Codice della Strada un principio mai contemplato dal legislatore. Chi provocherà un incidente con danno a uno o più animali domestici, da lavoro o protetti, dovrà provvedere ad assicurare l'immediato intervento di un medico veterinario, in caso contrario dovrà pagare una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 1500 euro. In più - continua la parlamentare - le ambulanze veterinarie potranno finalmente dotarsi di segnalatori luminosi e acustici, indispensabili nei momenti di emergenza". "Il rispetto nei confronti degli animali - ha concluso Giammanco - è un dovere civico di primaria importanza, proprio delle culture più progredite. La legislazione italiana, a piccoli passi, sta raggiungendo traguardi significativi ma è necessario che si acceleri questo percorso". (9 luglio 2009)

RAGUSA, INVESTE E UCCIDE IL CANE DEL VICINO. DENUNCIATO DALLE GUARDIE ZOOFILE ENPA

Le Guardie Zoofile Enpa di Ragusa hanno segnalato all'autorità giudiziaria un uomo accusato di avere deliberatamente investito e ucciso il cane di proprietà del suo vicino di casa. Un episodio che ha dell'incredibile. Secondo quanto denunciato dal vicino, l'uomo stava rincasando a bordo della sua autovettura, quando, alla vista del cane che festosamente si era avvicinato all'automobile, ha più volte tentato di investirlo. Sulle prime, l'animale, un meticcio di appena cinque mesi - un cucciolo, dunque - è riuscito a evitare l'automobile cercando di rifugiarsi in uno slargo antistante l'abitazione. A quel punto l'uomo, probabilmente insoddisfatto per non essere riuscito nel suo intento, ha nuovamente "dato la caccia" al quattrozampe, il quale, questa volta è finito sotto la ruota dell'autovettura riportando conseguenze fatali. Una breve agonia e il cane è morto. Sentito dalle Guardie Zoofile Enpa, l'uomo denunciato avrebbe ammesso le sue responsabilità aggiungendo però di avere più volte chiesto al vicino di tenere il cane alla catena, anche perchè, in passato, l'animale avrebbe più volte cercato di aggredire sia lui che la moglie. Nelle prossime settimane la magistratura dovrà valutare quanto denunciato dai volontari dell'Enpa e decidere se contestare all'uomo il reato di uccisione di animali.(8 luglio 2009)

RIEMPI UNA CIOTOLA, SABATO 11 LUGLIO ENPA E NORDICONAD INSIEME PER AIUTARE I TROVATELLI

Nordiconad scende in campo per aiutare i trovatelli. Sabato 11 luglio 2009, per ogni confezione di cibo per animali a marchio Conad Fufi e Bull acquistata, Nordiconad regalerà un pasto ai trovatelli ospitati presso i rifugi Enpa. L'iniziativa "Riempi una Ciotola" sarà promossa presso i negozi Conad, Conad Superstore e Margherita nelle province di Alessandria, Aosta, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania, Vercelli, Genova, Imperia, Savona, Bologna, Ferrara, Modena, Verona, Mantova. (8 luglio 2009)

ANIMALI, PRESENTATA OGGI LA CAMPAGNA ENPA "SPAZIO VITALE"

I cani, in Italia, sono liberi di scorrazzare liberamente senza guinzaglio solo nelle aree individuate dai Comuni. Lo stabilisce l'Ordinanza con la quale il Sottosegretario alla Salute Martini ha cancellato finalmente l'odiosa "black list" dei cani pericolosi. In Italia, però, queste aree sono poche e spesso sono insufficienti. La campagna "Spazio vitale" dell'Enpa - presentata oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa - punta proprio a chiedere ai Comuni di individuare le aree per consentire ai cani di correre liberi da ogni vincolo permettendo loro di avere un livello di interazione ottimale. L'eliminazione della "black list" ha introdotto, grazie all'"Ordinanza contingibile e urgente concernente la tutela pubblica dall'aggressione dei cani", l'obbligo di condurre i cani (articolo 1 comma 3) con un guinzaglio della lunghezza massima di un metro e mezzo in ambito urbano e nei luoghi aperti al pubblico; ovunque, insomma, ad esclusione, appunto, delle aree individuate dai Comuni. Obiettivo della campagna Enpa "Spazio Vitale" è proprio quello di favorire le esigenze socio-etologiche dei cani e la loro socializzazione sollecitando i sindaci affinchè in ogni Comune siano create aree attrezzate per i cani. Lo strumento è quello della petizione, indirizzata all'Anci. Ma non esiste solo il problema delle aree attrezzate nei centri abitati: un'altra difficoltà che ha ogni proprietario di animali riguarda l'accesso alle spiagge. La campagna "Spazi vitali" dell'Enpa, quindi, non chiede solo l'individuazione delle aree in città ma anche libertà di poter accedere in tratti di litorale e in spiagge lacustri e fluviali. "Pensiamo che la convivenza tra noi e gli altri animali possa e debba essere favorita, nel rispetto delle esigenze di ognuno". Ha dichiarato il Presidente Nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, nel corso della conferenza stampa. "È fondamentale, come riconosce l'etologia canina, prevedere spazi nei quali i cani siano liberi di giocare, correre e interagire tra loro e con le persone, garantendo così sia i diritti dei cittadini che con responsabilità hanno scelto di vivere con un animale, sia i diritti di chi non ha ancora imparato quanto straordinaria sia questa esperienza". Pieno appoggio alla campagna "Spazio Vitale" è stato espresso dal sottosegretario alla Salute, on. Francesca Martini. "Accolgo con entusiasmo le iniziative dell'Enpa". Si legge in una nota del sottosegretario. "La presentazione di queste due petizioni - prosegue Martini - è un segno di come la nostra cultura stia cambiando in positivo e di come le città e i luoghi di vacanza possano e debbano essere interpreti di queste rinnovate esigenze". (7 luglio 2009)

ANIMALI. CAMPAGNA "SPAZIO VITALE", IL 7 LUGLIO CONFERENZA STAMPA ENPA

Sarà presentata ufficialmente martedì 7 luglio presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4 a Roma), con inizio alle ore 11.30, la campagna "Spazio Vitale". L'iniziativa è promossa dall'Ente Nazionale Protezione Animali con l'obiettivo di favorire la convivenza tra uomini e animali, e dare piena attuazione a quanto previsto dall'ordinanza Martini in materia di tutela dei diritti degli animali. I contenuti della campagna che prevede due petizioni - una per il libero accesso e la creazione di spiagge attrezzate per i quattrozampe, l'altra per la realizzazione di aree libere per cani in tutti i comuni italiani - saranno presentati nel dettaglio dagli onorevoli Gianni Mancuso (deputato del gruppo PDL), Donatella Poretti ed Elisabetta Zamparutti (senatrice e deputata gruppo Radicali-PD), e da Carla Rocchi e Ilaria Ferri, rispettivamente presidente nazionale e direttore scientifico dell'Enpa. (3 luglio 2009)

ELEFANTI TRAVESTITI DA PANDA, LO ZOO DI BANKGOK VIOLA DUE VOLTE I DIRITTI DEGLI ANIMALI.

Costringere gli animali alla prigionia a vita evidentemente non era abbastanza per gli zoo. Per risollevare le sorti delle casse dello zoo di Bankgok (Tailandia), colpito da una vera e propria emorragia di visitatori, il direttore ha infatti pensato di ricorrere a un espediente decisamente deplorevole: travestire da panda gli elefanti detenuti in cattività. Dopo il danno, la beffa dunque. Non solo i pachidermi si sono visti privati del bene più prezioso, la libertà all'interno del loro ambiente naturale, ma sono anche stati costretti a simulare le caratteristiche fisico-teologiche di un'altra specie animale. Il responsabile dello zoo tailandese - rendono noto alcuni organi di stampa - avrebbe deciso di scimmiottare la natura dopo aver letto una ricerca, da lui stesso commissionata, secondo cui l'animale che più attira visitatori sarebbe proprio il panda. Di fronte all'evidente difficoltà di procurarsi e ridurre in cattività tale specie, il direttore dello zoo di Bangkok ha quindi escogitato l'assurdo stratagemma. Come si può facilmente immaginare, il risultato finale dell'intera operazione è stato tanto assurdo quanto deprimente. (2 luglio 2009)

"TI DEPORTO A FARE UN GIRO", L'ENPA CONTRO LE FINTE ADOZIONI E LA DEPORTAZIONE DI ANIMALI ALL'ESTERO

È partita ieri sera "Ti deporto a fare un giro", petizione con cui l'Enpa e i cittadini italiani chiedono al Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, di fermare definitivamente il fenomeno delle finte adozioni e della deportazione all'estero degli animali domestici italiani. Per promuovere la raccolta di firme, in cui sono attivamente coinvolte le sezioni locali dell'Enpa, la Protezione Animali ha scelto lo strumento del web; il testo, pubblicato sul sito internet (http://www.enpa.it/it/iniziative/deportazione/index.html) può essere inoltrato alle istituzioni direttamente per via telematica oppure scaricato e diffuso per via cartacea. "La deportazione di animali è una piaga dolorosa che si protrae da troppo tempo e ha mietuto troppe vittime: la soluzione al problema non può più essere rinviata, come testimoniano le circa 500 adesioni raccolte nel giro di poche ore". In Italia il fenomeno è ancora poco conosciuto al grande pubblico ma non per questo meno allarmante. Come denunciato dall'Enpa, sono anni ormai che furgoni, camion e perfino aerei trasportano gli animali domestici in Germania, ma anche in Svizzera, in Austria, e di lì negli altri Paesi del Nord Europa; sono ormai milioni gli animali, raccolti in strada, nei canili o presso privati che non sanno più cosa farsene, prelevati durante un'uscita da casa… cuccioli o adulti, anziani o malati al punto di non poter reggere il viaggio. A scadenze fisse, carichi di cani e gatti partono, senza documenti, da ogni regione d'Italia: cittadini stranieri - li prendono in affido presso i canili; cittadini italiani collaborano con loro come prestanome. Adottati nel nostro Paese, gli animali, appena passato il confine, diventano l'oggetto di un commercio assai vantaggioso: la "merce" è gratuita all'origine mentre, una volta a destinazione, il prezzo lievita inevitabilmente. Quello che dovrebbe essere un "rimborso spese" (in Germania lo hanno chiamato tassa … di protezione animale) può arrivare fino a 350 - 400 euro per un meticcio qualunque, indipendentemente dall'età o dallo stato di salute. In materia di tutela degli animali, l'Italia ha le leggi più avanzate d'Europa; tuttavia il nostro Paese non è esente da colpe che si chiamano abbandono e randagismo. Troppi Comuni e ASL sono ancora inadempienti rispetto ai loro obblighi di tutela e di vigilanza. Così, il rimedio è semplice ed economico: eliminare il problema chiudendo gli occhi sulla deportazione all'estero degli animali in soprannumero. Eppure gli strumenti legislativi ci sono. Nel 1993 la circolare del Ministro della Sanità Garavaglia ha dato alcune direttive per impedire le deportazioni; otto anni più tardi, nel 2001, il Ministro Veronesi ha indicato nei controlli sugli affidi uno strumento a tutela del benessere degli animali. Le circolari sono tuttora in vigore, e sono vincolanti per ogni dipendente del Ministero della Salute, tuttavia molte ASL non le rispettano. Così come non viene rispettato il Regolamento Europeo 998 del 2003 a norma del quale i movimenti non commerciali di cani e gatti nel territorio dell'Unione implicano che gli animali non siano destinati alla vendita nè al passaggio di proprietà: chi finge un'adozione e vende l'animale all'estero semplicemente elude la normativa europea. "Alcuni Paesi mediterranei - conclude l'Enpa - hanno finalmente preso coscienza della gravità di questo fenomeno ed emanato disposizioni severe; anche in Germania le autorità stanno aprendo gli occhi. Purtroppo, anche in questo capo l'Italia è fanalino di coda". (26 giugno 2009)

"GUARDAMI NEGLI OCCHI (QUANDO MI ABBANDONI)", L'ULTIMO LIBRO DI PANARIELLO DEDICATO AI MIGLIORI AMICI DEGLI UOMINI

Nella cornice della tradizionale kermesse estiva della Capitale "Lungo il Tevere…Roma", mercoledì 1 Luglio con inizio alle 21.30, sarà presentato "Guardami negli occhi (quando mi abbandoni)" l'ultimo libro scritto dall'attore Giorgio Panariello e dedicato ai migliori amici degli uomini. "Guardami negli occhi (quando mi abbandoni)" è un racconto fotografico in cui le immagini tenerissime e divertenti degli amici a quattro zampe accompagnano una struggente riflessione sull'amore sconfinato che un cane riesce a trasmettere al suo proprietario. Non solo. Il libro intende anche essere uno strumento di denuncia nonchè un tassello importante nella campagna contro l'abbandono degli animali, una battaglia che Giorgio Paniariello ha scelto di combattere in prima persona. La pubblicazione del popolare attore toscano sostiene infatti La Squadra per gli Animali, di cui Panariello è Presidente onorario, e che, sotto la guida di Elena Metti, riunisce le principali associazioni animaliste italiane - Enpa, Animalisti Italiani, LAV e Lega Nazionale per la Difesa del Cane - con lo specifico obiettivo di dare una risposta concreta al problema del soccorso degli animali in difficoltà. (26 giugno 2009)

APPROVATO DALL'ENPA IL CONSUNTIVO 2008; UN BILANCIO STABILE NONOSTANTE LA CRISI ECONOMICA

Stabilità economica e consolidamento della capacità progettuale dell'Ente Nazionale Protezione Animali, nonostante la perdurante fase di incertezza economica. È quanto emerge dal bilancio consuntivo 2008 che, predisposto dal Tesoriere nazionale dell'Ente, Piero Villa, e approvato dall'assemblea dei soci domenica 21 giugno a Vicenza, riflette fedelmente l'attività svolta nell'ultimo anno dal più importante e antico ente animalista italiano.

Un bilancio in attivo. I conti di Enpa sono attivi, in quanto dal consuntivo emerge un avanzo di amministrazione globale di circa 574 mila euro, risultato di entrate per 9.833.549 euro (+ 23,7% sul 2007) con costi di 10.018.110 euro (+2,7% sul 2007); la maggior parte dei proventi dell'associazione è derivato da attività convenzionate, pari a oltre il 50% del totale. All'incremento delle entrate ha contribuito l'aumento degli introiti da quote sociali che, passando dai 431 mila euro del 2007 ai circa 825 mila del 2008, sono quasi raddoppiati (+91,4%). Positivo è stato anche il riscontro dei contributi del 5 per mille; l'Enpa infatti è stata una delle 61 associazioni con oltre 10 mila opzioni che si sono tradotte in un apporto di oltre 405 mila euro. Il 70% delle entrate totali si riferiscono alle attività istituzionali, mentre il restante 30% è costituito dalle attività "connesse" (una definizione stabilita dalla normativa onlus).

L'impegno per gli animali. Il consuntivo di una organizzazione così vasta, diversa e complessa qual è Enpa presenta una molteplicità di aspetti e di curiosità: in generale emerge il grande impegno per la cura diretta ed il benessere degli animali. Le prestazioni veterinarie. ad esempio, sono aumentate del 3% rispetto all'anno precedente, arrivando a superare la soglia di 1.145.000 euro. A questo dato va aggiunto quello del personale direttamente impiegato per le cure degli animali, che ha ormai superato i 3 milioni di euro; vanno inoltre considerati oltre 450.000 euro di farmaci e 1.200.000 euro per l'acquisto di alimenti. Insomma Enpa è ormai una vera "corazzata" del benessere degli animali, con le sue molte decine di centri di ricovero, situati su tutto il territorio italiano nei quali ogni giorno trovano cura ed assistenza migliaia di animali di tutti i tipi: da quelli di affezione a quelli selvatici, da quelli che strisciano a quelli che volano. Accanto a questa imponente capacità di produrre assistenza agli animali, nel 2008 Enpa ha anche dato ulteriore impulso al programma "Le città degli animali", un articolato piano di interventi nazionale per la creazione di innovative strutture per il ricovero, la cura e il soccorso degli animali. Complessivamente, il 2008 ha visto il proseguimento di 9 progetti e la programmazione di due nuovi interventi.

Le campagna di comunicazione dell'Enpa. Tra i molti campi di attività dell'Enpa, da segnalare il rinnovato impegno anche per l'educazione e la didattica. Questo settore, curato dal Centro Comunicazione & Sviluppo Enpa che ha sede a Bra, ha consentito di raggiungere, nel solo 2008, 55.000 bambini di 2.500 classi italiane, coinvolgendo attivamente 300 istituti scolastici mentre l'album di figurine "Io sto con gli animali" ha riscosso grande successo con 1.000.000 di copie diffuse e 8.000.000 di figurine Enpa vendute. Da ricordare, inoltre, l'ottimo riscontro della "Giornata degli animali", iniziativa che ha visto la partecipazione attiva di 125 sezioni con una presenza in oltre 250 città ed la raccolta, via sms, di donazioni corrispondenti a circa 60 mila pasti di pet food da distribuite alle sedi locali dell'associazione. Bene anche la campagna "Adozione a distanza", che ha consentito di raccogliere importanti fondi da destinare alle sedi locali, come pure la raccolta fondi per gli "ex combattenti", cani sottratti ai combattimenti ed inseriti in programmi di rieducazione in strutture dell'Ente.

La principale associazione animalista italiana. "Il conto consuntivo di una organizzazione - ha dichiarato il Tesoriere Nazionale dell'Enpa, Piero Villa - non è solo un elenco, pur necessario, di numeri, ma è anche l'occasione per tirare le somme sulle attività e sullo stato di salute dell'Ente. Ebbene, sia pure con le difficoltà comuni alle organizzazioni del terzo settore, possiamo essere soddisfatti dei risultati che abbiamo conseguito e che, anche nel 2008, hanno confermato l'Enpa come la principale organizzazione animalista italiana per numero di animali accuditi, di strutture gestite, di interventi effettuati, per quantità di fondi direttamente destinati al benessere animali, per la quantità di cantieri aperti su nuovi progetti e la capacità di interloquire sia con le istituzioni locali e nazionali e con i cittadini". Sul piano interno, Enpa ha rafforzato l'impegno teso al risanamento di situazioni critiche interne le cui origini derivano da errori e da responsabilità degli organi dirigenti degli anni '90, "periodo buio" che l'Ente si è decisamente lasciato alle spalle. Il consuntivo approvato a Vicenza conferma inoltre la corretta tenuta dei conti (come è stato anche riconosciuto nella relazione dei Revisori dei Conti), nonché l'impiego responsabile e trasparente dei fondi derivanti da donazioni. "Da questi numeri - ha concluso Villa - emerge il profilo di una importante associazione capace di guardare al futuro e di avere la forza, anche economica, per lanciare le sfide per la tutela e la difesa degli animali e per affermare pienamente i diritti di tutti gli esseri viventi". (25 giugno 2009)

ANIMALI. ENPA: "UNO SPOT TV PROMUOVE LA PRIGIONIA DEGLI ANIMALI"

Nonostante da otto anni la legge proibisca espressamente ogni contatto tra delfini detenuti in cattività e visitatori degli acquari, il noto gruppo dell'industria dolciaria Elah Dafour ha rinnovato anche quest'anno lo spot "Delfino Curioso". Contravvenendo a quanto stabilito dalla normativa corrente, il video mostra un delfino, Ulisse, mentre "bacia" un visitatore dell'Acquario. "Non contenti di condannare gli animali alla prigione a vita - osserva Giovanni Guadagna, responsabile ufficio cattività di Enpa - i gestori degli acquari, pur di incrementare i profitti, non esitano ad allestire una messinscena in cui un delfino bacia un visitatore". "Eppure - prosegue Guadagna - l'art. 38 dell'Allegato al Decreto n. 469 del 6 dicembre 2001 sul mantenimento in cattività dei delfini tursiopi è perentorio quando stabilisce il divieto di contatto tra delfini e visitatori". Ciò che l'Enpa critica dello spot "Delfino Curioso" è anche la pubblicità indiretta che viene data ai delfinari, veri e propri circhi d'acqua in cui gli animali sono costretti ad addestramenti lunghi e ripetitivi, e dove spesso si verificano decessi le cui cause sono destinate a restare ignote all'opinione pubblica. Come è appunto il caso del delfinario Oltremare di Riccione. "Tale circostanza - ha aggiunto Locatelli, coordinatore regionale dell'Enpa per l'Emilia Romagna - sembra sfuggire anche alle stesse istituzioni regionali che, per promuovere il turismo in Emilia Romagna, non hanno saputo far di meglio se non pubblicizzare anch'esse le attività degli acquari". "Eppure - conclude Locatelli - la nostra regione organizza così tante iniziative culturali e possiede un patrimonio storico e naturalistico così ricco che proprio non si capisce perchè debba autorappresentarsi con l'immagine di animali costretti in prigionia". (24 giugno 2009)

ANCHE 70 ANNI SONO L'ETÀ PERFETTA PER OCCUPARSI DEGLI ANIMALI

"Venga con noi, saremo felici di lavorare insieme a Lei". È questo l'invito che Carla Rocchi, presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali, rivolge all'ingegnere Eugenio Francesco Borghetti, la cui storia è stata raccontata quest'oggi da alcuni organi di stampa. "Degli animali ci si può occupare a tutte le età anche a 70 anni e oltre - prosegue Rocchi - e per noi dell'Enpa sarebbe un onore poterci avvalere dell'impegno e della passione che l'ingegnere intende mettere a disposizione dell'impegno sociale". Settantenne residente a Monza, l'ingegnere Eugenio Francesco Borghetti ha così tanta energia da non rassegnarsi agli ozi della pensione e rinunciare agli impegni di vita attiva. Ha così pensato di mettersi a disposizione della collettività e di aiutare gli altri prestando servizio come volontario; purtroppo però, finora le sue offerte sono sempre state scartate a causa della sua età anagrafica. "Le porte della nostra associazione - ha concluso Rocchi - sono aperte non solo all'ingegner Eugenio Francesco Borghetti, ma a quanti vogliano seguirne l'esempio e impegnarsi concretamente per la tutela e la difesa dei più deboli". Vale la pena di ricordare che occuparsi degli animali allunga la vita e la rende migliore. Un esempio in tal senso è costituito da Margherita Hack che si occupa, oltre che di scienza, anche di animali, con lo spirito e la passione di una ragazza ottantenne. (12 giugno 2009)

PRESENTATA LA RELAZIONE ANNUALE SULL'ATTIVITÀ DELLE GUARDIE ZOOFILE ENPA

Circa 70 mila ore di servizio, 591 mila chilometri percorsi, 479 notizie di reato, 503 sequestri tra penali e amministrativi, 4.229 verbali redatti. Sono alcune delle cifre contenute nella relazione annuale che documenta l'attività delle Guardie Zoofile Enpa nel periodo giungo 2008 - giugno 2009. Tra le operazioni che hanno maggiormente coinvolto i volontari della Protezione Animali, si segnala l'intervento a favore degli animali e delle popolazioni colpite dal tragico sisma abruzzese del 6 aprile scorso. Entrando nel dettaglio, il grosso dell'attività dei volontari Enpa ha riguardato operazioni a favore degli animali d'affezione - 35.974 ore di servizio - seguite dagli interventi in ambito venatorio (8.332 ore) e di tutela degli animali da reddito (2.014 ore), mentre una quota significativa del monte ore delle Guardie Zoofile - circa 902 - è stata destinata a iniziative di informazione ed educazione. Nel 2008 è partita una fase di riorganizzazione complessiva del servizio che intende promuovere un più attivo coordinamento tra singole Guardie Zoofile, i Nuclei Regionali e il Responsabile Nazionale. Un primo passo in questa direzione è stata l'organizzazione di 12 incontri regionali, pensati per stabilire un "filo diretto" con i Nuclei. Per il 2009 l'obiettivo dell'Enpa è di rafforzare ulteriormente la capacità d'intervento delle Guardie Zoofile. In quest'ottica la Protezione Animali ha sia potenziato i mezzi operativi dei volontari - attraverso l'acquisto di 15 lettori di microchip - sia incrementato le attività di formazione, programmando un ciclo di 12 sessioni di aggiornamento e predisponendo una manualistica dettagliata sulla regolamentazione del servizio. Le sessioni di aggiornamento, iniziate nel febbraio 2009, sono state concepite per permettere alle singole Guardie di confrontarsi con i propri livelli di preparazione e alla Commissione Nazionale di individuare le aree di maggior estensione delle lacune, su cui poi agire con specifici interventi formativi. La riorganizzazione delle Guardie Zoofile ha portato alla soppressione di due Nuclei e alla sostituzione di 9 Capi Nucleo, per complessivi 33 effettivi revocati o dimessi; a tali revoche è corrisposta la creazione di due nuovi Nuclei, uno dei quali è ancora in via di costituzione. Al 1 giugno 2009 il Corpo delle Guardie Zoofile Enpa vede si componeva complessivamente di 235 effettivi, la maggior parte dei quali concentrati in Emilia Romagna (38) e Toscana (34), seguite da Piemonte (26), Lazio (24) e Veneto (21). Altre Guardie Zoofile dovrebbero essere nominate a breve non appena di concluderanno i corsi autorizzati che si stanno svolgendo ad Acqui Terme (Alessandria), Asti, Cagliari, Caserta, Firenze, Milano, Pesaro, Ragusa, Terni, Vinovo (Torino). (8 giugno 2009)

IN VACANZA CON ANIMALI AL SEGUITO: ENPA LANCIA VACANZEBESTIALI.ORG

È on line il nuovo sito tematico dell'Enpa "Vacanze bestiali". Se ami gli animali e vuoi combattere il triste fenomeno dell'abbandono estivo, diventa anche tu un viaggiatore bestiale: viaggia con i tuoi animali al seguito ma prima di partire visita www.vacanzebestiali.org e registrati al sito web che - a pochi giorni dalla pubblicazione - è già diventato il punto di riferimento per i possessori di animali che progettano una vacanza a quattro zampe.
Nel sito troverai:
  • i regolamenti di compagnie aeree, traghetti ecc… per il viaggio con animali
  • i consigli di viaggio e su cosa mettere nella valigia di Fido e Micio
  • gli hotel, i campeggi, i villaggi, i ristoranti amici degli animali
  • i consigli del veterinario
  • le spiagge che accolgono animali
  • i Parchi Naturali accessibili ai cani
e molto altro ancora.
Se viaggi con un amico con la coda o se sei contro l'abbandono degli animali in estate lascia la tua impronta su www.vacanzebestiali.org nell'area utenti. Il sito è molto ricco di informazione e se cerchi una risposta, lì la troverai sicuramente.
Vacanzebestiali.org ha anche una campagna che lo promuove, assicurata a Enpa da McCann Erickson, nonchè un gruppo Facebook (clicca qui per visitarlo). (4 giugno 2009)

BIODIVERSITÀ, ANNULLATO IL DECRETO CHE RIDUCEVA LE TUTELE PER RETE NATURA 2000. LE ASSOCIAZIONI: "STOP ALLO SVILIMENTO DELLE NORME"

"Vincono le ragioni del diritto comunitario e della natura italiana. Il Ministro Prestigiacomo non dia più ascolto ai cattivi consiglieri e si impegni per la piena applicazione delle norme". È il commento di ENPA, LAV, LIPU e WWF alla sentenza del TAR Lazio che, accogliendo in pieno il ricorso delle associazioni, ha annullato il decreto del ministro dell'Ambiente che riduceva le tutele per la Rete Natura 2000. "L'Italia ha dovuto attendere anni - affermano le associazioni - per poter disporre, con il decreto 184/2007, di un sistema di misure a tutela della fauna, dei siti e degli habitat naturali più importanti conservati nella Rete Natura 2000, che aveva trovato l'approvazione delle regioni italiane, degli organismi scientifici e della stessa Commissione europea. Ebbene, con una decisione incomprensibile, nel gennaio scorso il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva emanato un decreto che andava a modificare quel sistema di regole, cancellandone alcune relative all'attività venatoria (divieto di uso di pallini di piombo nelle zone umide, restrizioni della caccia nel mese di gennaio, posticipo dell'apertura della stagione venatoria nelle zone più delicate per la migrazione degli uccelli)." "La decisione del Ministro Prestigiacomo risultava ancor più criticabile alla luce dei dettagliati pareri negativi dell'ISPRA e persino del voto contrario della Conferenza delle Regioni. Avevamo, dunque, chiesto al Ministro di desistere da tale immotivato proposito e annunciato, nel caso contrario, l'inevitabile ricorso alla magistratura amministrativa. Ora il TAR Lazio ha accolto in pieno le nostre argomentazioni e cancellato il decreto nelle parti da noi contestate, non mancando di evidenziarne le contraddizioni e persino l'eccesso di potere per sviamento di interesse pubblico." "Ma il TAR ha anche confermato in modo netto alcuni principi fondamentali per la tutela della natura nel nostro Paese, tra cui il potere esclusivo dello Stato in materia di biodiversità, la necessità che esso detti i criteri uniformi minimi per la sua protezione e l'importanza di una piena applicazione della normativa comunitaria in materia di conservazione della Rete Natura 2000 e protezione degli uccelli migratori." "Di grande rilievo, in tal senso, quei passaggi della sentenza che, riprendendo i più recenti pareri dell'autorità scientifica ufficiale, affermano che va evitata la caccia agli uccelli (protetti o meno dall'Allegato I) nei periodi di agosto-settembre (per via della dipendenza dei piccoli nati) e gennaio-febbraio (per via, tra l'altro, del disturbo alla fase di migrazione), giudicando il TAR persino insufficienti le misure di tutela attualmente previste dall'ordinamento italiano." "Si tratta, in definitiva, di una sentenza netta e importantissima, che può aprire scenari nuovi. Il Ministro Prestigiacomo ne tenga conto, prestando più attenzione alla conservazione della natura e impegnandosi perchè l'Italia faccia applicare pienamente le norme e affronti al meglio la difficile sfida contro la perdita della biodiversità anche in vista dei prossimi appuntamenti internazionali del countdown 2010". (29 maggio 2009)

TV, TORNA A GIUGNO SU RAIUNO "PONGO & PEGGY GLI ANIMALI DEL CUORE"

Dopo il successo della passata stagione, torna a giugno su Raiuno la fortunata trasmissione "Pongo & Peggy, gli animali del cuore". Condotto da Elisa Isoardi, "Pongo & Peggy" è interamente dedicata agli animali da affezione.
Attraverso le storie, le testimonianze, le curiosità e i consigli degli esperti, i riflettori si accenderanno sul rapporto di straordinario affetto e reciproco sostegno che si instaura tra un animale e il suo proprietario. "Pongo & Peggy" - informa una nota della produzione della trasmissione - non sarà solo un viaggio nella sfera emotiva legata al mondo dei pet, ma permetterà a tutti di conoscere meglio gli animali domestici con approfondimenti sulle loro specificità caratteriali e consigli sugli interventi comportamentali. Inoltre, sarà dato ampio spazio alla gestione della salute degli animali.
I temi informativi ed educativi nelle varie puntate verranno affrontati da Elisa Isoardi con l'aiuto, la professionalità e la simpatia del veterinario comportamentalista Raimondo Colangeli e della veterinaria Alessandra Uccelli che ci aiuteranno a comprendere i diversi aspetti del complesso rapporto tra l'uomo ed il suo pet.
Pongo & Peggy è un programma dedicato non solo a chi ama gli animali o a chi possiede un animale domestico, ma anche a tutti quelli che vogliono avvicinarsi al mondo degli animali d'affezione, cani, gatti, cavalli, conigli e ogni altro piccolo e grande amico che possa accompagnare il nostro quotidiano.
"Se anche tu - conclude la nota della produzione di Pongo & Peggy - hai una bella storia da raccontare, una curiosità da soddisfare o vuoi partecipare al programma, contatta la redazione di Pongo & Peggy a questo numero: 06/85355550". (29 maggio 2009)

TIGRE BIANCA AGGREDISCE E UCCIDE GUARDIANO DI UNO ZOO NEOZELANDESE. L'ENPA: "BASTA MANIPOLAZIONI GENETICHE SUGLI ANIMALI"

L'incidente occorso nello zoo di Whangarei in Nuova Zelanda, dove una tigre bianca - poi abbattuta - ha aggredito e ucciso un guardiano, dimostra secondo ENPA non solo la pericolosa inutilità degli zoo ma anche l'abitudine di tali strutture, in Nuova Zelanda come in Italia, di arricchirsi costringendo in cattività veri e propri "fenomeni da baraccone" quali sono appunto le tigri bianche. Sebbene questi animali siano presentati come appartenenti a specie rarissime, la realtà è diversa e ben più triste. Si tratta, infatti, di comunissimi tigri del bengala tutte discendenti da un unico tigrotto bianco catturato in India negli anni sessanta da cui, grazie a incroci tra consanguinei avvenuti all'interno di zoo americani, è poi discesa l'attuale progenie. Tali esperimenti, vere e proprie manipolazioni genetiche che nulla hanno a che fare con l'amore per gli animali, hanno, dunque, "prodotto" una nuova specie animale tanto preziosa economicamente (una tigre bianca vale circa 100 mila euro) quanto deboli di salute. Le tigri bianche, infatti, sono affette da numerose malattie di carattere ereditario, e tra queste alcune di carattere neurologico. E proprio tale caratteristica genetica, insieme ad altre concause, quali ad esempio la frustrazione dovuta alla cattività, potrebbe aver determinato il grave incidente della Nuova Zelanda che è costato la vita al guardiano dello zoo e alla tigre stessa. (27 maggio 2009)

CALDO RECORD, DECALOGO DELL'ENPA PER DIFENDERE GLI ANIMALI DALL'AFA

A soffrire le conseguenze dell'intensa ondata di calore che in questi giorni sta interessando il Paese non sono soltanto gli esseri umani ma anche gli animali domestici. Con l'occasione l'Enpa ha stilato un decalogo, un breve vademecum per difendere dal solleone gli animali d'affezione e selvatici.
  1. Non lasciare mai un animale incustodito in auto. Nei giorni di sole, la temperatura interna dell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e l'auto si trasforma in un vero e proprio forno. Un animale lasciato in queste condizioni può morire in poco tempo; bastano anche solo 10 minuti - il tempo di fare una spesa veloce - per condannarlo a una morte orribile.
  2. Animali rinchiusi in un'auto al sole. Se qualcuno dovesse vedere un animale rinchiuso all'interno di un veicolo deve prestare attenzione a eventuali sintomi che denotano un colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata); in tal caso il quattrozampe rischia di trovarsi in grave pericolo di vita e occorre rintracciare quanto prima il proprietario del veicolo. Se costui non fosse reperibile bisogna chiamare immediatamente le forze dell'ordine - compresa la Polizia Locale del comune interessato - che interverranno in caso di comprovata emergenza. I numeri di telefono 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 1515 (Corpo Forestale) sono tutti utilizzabili anche per questi casi. Nel frattempo si deve cercare comunque di creare ombra con i mezzi che disponibili (es. giornali sul parabrezza), di versare dell'acqua all'interno per bagnare l'animale o, se possibile, di farlo bere attraverso un'eventuale fessura del finestrino.
  3. Assicurarsi che gli animali abbiano sempre accesso all'ombra e acqua fresca in abbondanza. Questo suggerimento riguarda soprattutto ai cani tenuti nelle ditte, negli orti o nei recinti (specie se a catena), e quindi meno controllati rispetto a quelli in appartamento. Evitare sempre l'esposizione al sole diretto, anche nel caso dell'animale che passa alcune ore da solo in casa, in giardino/cortile o in terrazza. In caso di colpo di calore (ipertermia) - se ha la pelle che scotta, barcolla o cade a terra, e ha difficoltà a respirare - è necessario abbassargli la temperatura mettendogli abbondante acqua fresca su tutto il corpo e contattare immediatamente il veterinario.
  4. Non costringere i cani a sforzi eccessivi. Nei giorni più caldi portare il cane a passeggio di mattina e di sera per evitare che si bruci le zampe sul suolo caldo e per diminuire il rischio di ipertermia. A maggior ragione se si tratta di un animale anziano e/o con difficoltà respiratorie. Durante le passeggiate avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua e una ciotola.
  5. Prevenire le scottature. Come le persone, anche gli animali possono scottarsi al sole. Per proteggerli, è sufficiente applicare una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche (specie le punte delle orecchie) del cane o gatto prima di farlo uscire.
  6. Tenere l'acquario fuori dal sole diretto. Cambiare l'acqua regolarmente e togliere le alghe che si formano. Il laghetto dev'essere riempito regolarmente per compensare l'acqua che evapora e sostituire l'ossigeno perso.
  7. Non lasciare il canarino sul balcone al sole diretto. È necessario posizionare la gabbia dell'uccellino in un luogo fresco, arieggiato e ombreggiato.
  8. Controllare la presenza di parassiti esterni. Con il caldo arrivano anche le pulci, le zecche e gli acari, quindi bisogna controllare regolarmente il pelo dei quattrozampe per verificare l'eventuale presenza di questi visitatori indesiderati. Applicare preventivamente un antiparassitario idoneo per la sua specie e taglia. Consultare sempre il veterinario di fiducia per avere indicazioni e suggerimenti al riguardo; alcuni antiparassitari per cani, ad esempio, sono letali per i gatti.Controllare la presenza di parassiti esterni. Con il caldo arrivano anche le pulci, le zecche e gli acari, quindi bisogna controllare regolarmente il pelo dei quattrozampe per verificare l'eventuale presenza di questi visitatori indesiderati. Applicare preventivamente un antiparassitario idoneo per la sua specie e taglia. Consultare sempre il veterinario di fiducia per avere indicazioni e suggerimenti al riguardo; alcuni antiparassitari per cani, ad esempio, sono letali per i gatti.
  9. Controllare ogni giorno gli animali per l'eventuale presenza di uova di mosche. Le mosche possono depositare le proprie uova sul pelo dei conigli, delle cavie, ma anche dei cani. È importante quindi ispezionare attentamente l'intero corpo dell'animale, tenere ben pulito il luogo in cui sta e cambiare almeno una volta alla settimana la lettiera o fondo.
  10. Prima di fare lavori in giardino, pensare alla fauna selvatica che ci vive. Prestare particolare cautela quando si usano tosaerba o tagliabordi poichè - entrambi possono essere letali per animali che si muovono lentamente - e tenere fuori dalla portata degli animali i pesticidi. Prima di accendere un falò, è consigliabile smuovere il materiale che si intende bruciare: le lucertole, i ricci, le rane e le bisce (animali assolutamente innocui, anzi molto utili) spesso si rintanano tra i mucchi di foglie o rifiuti da giardino.
(26 maggio 2009)

GIORNATA SULLA BIODIVERSITÀ, UN EVENTO DA CELEBRARE TUTTO L'ANNO

In occasione della giornata mondiale sulla biodiversità, l'Enpa lancia l'allarme sulle gravissime conseguenze che l'impatto delle attività umane, sempre in crescita, ha sulle specie animali e vegetali del nostro pianeta. La cementificazione, la caccia e il bracconaggio, il consumo del territorio, l'inquinamento dovuto alle emissioni degli allevamenti di animali e ai gas di scarico, l'industrializzazione selvaggia, lo sfruttamento delle risorse naturali (una vera e propria rapina), l'importazione illegale e il commercio di animali; sono queste le cause della perdita di biodiversità nel nostro pianeta, un gravissimo depauperamento che avrà ripercussioni altrettanto serie anche sugli esseri umani. Per la Protezione Animali, lo spirito che anima la giornata mondiale sulla biodiversità deve essere parte integrante della nostra quotidianità; difendere e tutelare il pianeta è responsabilità di tutti noi. Ciascuno può dare il suo importante contributo adottando comportamenti ecosostenibili, come ad esempio utilizzare in modo razionale ed efficiente le risorse o scegliere uno stile di vita vegetariano. È necessario ed importante salvaguardare non solo le grandi aree incontaminate del nostro pianeta, veri scrigni di biodiversità da tutelare, ma anche il piccolo albero sotto casa, la piccola zona verde del quartiere, i prati incolti e selvatici che offrono rifugio a specie animali. Insomma la giornata della biodiversità deve essere celebrata 365 giorni l'anno. (22 maggio 2009)

CIRCHI, A DISTANZA DI DIECI ANNI NUOVO STUDIO INGLESE: ANIMALI MALATI E SPAZI RISTRETTI.

A distanza di poco più di dieci anni, un altro studio, sempre inglese, conferma le penose situazioni di detenzione di leoni, tigri, elefanti, orsi e scimmie costretti nei circhi europei ed americani. Nel 1998 ci aveva pensato l'Associazione animalista inglese Animal Defenders. Le gravi situazioni di stabulazione sono ora divenute oggetto di un ampia ricerca della School of Biological Sciences dell'Università di Bristol. Lo studio, pubblicato dalla prestigiosa rivista Animal Welfare, è stato diretto dal professore Stefen Harris, esperto di gestione delle popolazioni dei mammiferi e delle malattie degli animali selvatici. Secondo il professor Harris, gli spazi ristretti, i continui spostamenti del circo unitamente ai monotoni e ripetitivi esercizi ai quali sono sottoposti gli animali si riflettono in gravi e diffuse patologie sia psichiche (movimenti stereotipati e rediretti) che fisici. Negli elefanti, ad esempio, le innaturali condizioni nelle quali vengono costretti durante gli esercizi (alzata sulle zampe posteriori, seduti nello sgabello) possono provocare ernie a causa dello schiacciamento operato dall'enorme peso. Le articolazioni, invece, vanno incontro a frequenti infiammazioni per via dell'enorme pressione che grava su ossa non predisposte allo scopo. I Movimenti stereotipati che si riscontrano anche nei pappagalli, oltre che su orsi, tigri e leoni. Secondo il professor Harris, le patologie che affliggono gli animali nei circhi, derivano da un insieme di concause quali spazi ristretti e la totale mancanza di una adeguata vita sociale, come nel caso degli elefanti. La ricerca inglese, secondo Enpa, conferma in pieno tutti i timori che la Protezione Animali ha più volte denunciato. I circhi riescono a fare diventare solitario un elefante (dalle innate abitudini sociali) mentre costringono in una nevrotica e precaria socialità l'animale solitario per eccellenza quale la tigre. Tutto ciò, come ora ulteriormente confermato, si manifesta, ad avviso della Protezione Animali, in diffusi e gravi malesseri che dovrebbero indurre a riflettere prima di andare a vedere uno spettacolo circense. L'Enpa si augura che al più presto la Commissione Cultura della Camera dei Deputati possa esentare le due proposte di legge per un circo senza animali. Per maggiori informazioni sulle condizioni di detenzione degli animali nei circhi: dossier "Il Circo: prigione per animali", pagina Ufficio Cattività, www.enpa.it. (22 maggio 2009)

DEREGULATION VENATORIA. LA CAMERA, CONTRARIA AL SALTO NEL BUIO, STRALCIATO L'ARTICOLO 16 DELLE LEGGE COMUNITARIA

"La decisione della Camera dei Deputati di stralciare l'articolo 16 della legge Comunitaria, in materia di attività venatoria e recepimento della direttiva Uccelli, equivale ad una nuova, netta presa di distanza da ogni proposta di caccia selvaggia". Lo dichiarano, in riferimento agli eventi di oggi nell'aula di Montecitorio, le associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui Enpa. "Dopo le scelte dei giorni scorsi delle Commissioni Agricoltura e Politiche dell'Unione europea di sopprimere l'emendamento "caccia no limits", che avrebbe permesso l'allungamento della stagione di caccia ai mesi di febbraio ed agosto, con danno alla natura e rischi persino per i cittadini, l'aula di Montecitorio ha stamattina respinto l'ennesimo assalto dell'estremismo venatorio rappresentato da alcuni esponenti della Lega. Ne è scaturita una bocciatura secca ed ampia di ogni tentativo di deregulation venatoria e di raggiro delle regole, perpetrato tramite la presentazione di emendamenti "truffa" che, lungi dal sanare le violazioni comunitarie, avrebbero aggravato su vari aspetti la posizione dell'Italia. Resta tuttavia il dato che le procedure di infrazione aperte non saranno ancora sanate, e ciò per via dell'azione di disturbo di un'esigua minoranza, paladina di caccia selvaggia, che di fatto impedisce al Parlamento di legiferare correttamente per il recepimento della normativa comunitaria e il bene del Paese. Chiediamo dunque al Ministro Ronchi l'apertura di un Tavolo tecnico finalizzato a elaborare le corrette risposte alle richieste comunitarie, da inserire nelle sedi legislative ad esse specificamente deputate quali il disegno di legge Salvainfrazioni o la prossima legge Comunitaria. Ciò per evitare che nuovi blitz e strumentalizzazioni impediscano di agire su una materia così delicata quale la conservazione della natura". (20 maggio 2009)

LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E AMBIENTALISTE: "FERMARE CACCIA SELVAGGIA, IL PAESE CHIEDE RISPETTO PER LA NATURA"

"Respingere le nuove gravissime proposte per "caccia no limits" presentate da singoli deputati in occasione dell'approvazione in Aula della legge Comunitaria". È quanto chiedono le 20 associazioni ambientaliste del coordinamento contro caccia selvaggia, tra cui l'Enpa, a poche ore dal voto della legge nell'aula di Montecitorio. "Dopo la cancellazione, operata con senso di responsabilità e correttezza dalla Commissione Agricoltura con un accordo bipartisan, dell'emendamento che avrebbe consentito di allungare la stagione venatoria tutto l'anno, ora alcuni parlamentari ci riprovano, in extremis, presentando vari emendamenti al testo della legge Comunitaria con i quali si intende manomettere la legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna e la disciplina del Caccia". "Appare davvero clamoroso - oltre che palesemente inammissibile per il regolamento della Comunitaria - che, proprio in occasione della legge comunitaria finalizzata a sanare le gravi infrazioni commesse dall'Italia in tema di caccia, ci siano Deputati che chiedono meno regole per la caccia e ripropongono l'idea di caccia no limits, con l'allungamento della stagione venatoria ai mesi di agosto e febbraio. Ma le proposte di deregulation vanno persino oltre, con la cancellazione di vari reati venatori, la riduzione del già scarso controllo dello Stato sulle deroghe contra legem, la liberalizzazione dell'utilizzo dei richiami vivi e della caccia ai migratori". Un nuovo attacco al cuore della legge 157/92, alla natura e alla stessa sicurezza dei cittadini, dopo il blitz al Senato che, con grande senso di responsabilità, maggioranza, opposizione e Governo avevano disattivato nel corso dell'iter della legge alla Camera. "Chiediamo quindi - concludono le Associazioni - al Governo e ai Deputati, a poche ore dal voto in aula, di agire in sintonia con il volere del 90% degli italiani, bocciando gli emendamenti a favore di una caccia no limits, che produrrebbero ulteriori gravissime infrazioni alle direttive comunitarie e riaccenderebbero un nuovo scontro sociale, e di impegnarsi ad isolare e a mettere la parola fine ad ogni altra spinta verso caccia selvaggia." (19 maggio 2009)

IL MERCATO INTERNAZIONALE DELLA TERRARISTICA VEICOLO DI DIFFUSIONE PER LE MALATTIE DELLE RANE

Il commercio globale delle rane sta portando alla diffusione di 2 gravi malattie. L'allarme, lanciato dalla rivista Biological conservation, è molto più serio di quanto si possa pensare, ma nonostante ciò, secondo ENPA, nessun freno viene posto al mercato della terraristica. Milioni di rane esotiche, infatti, sono ogni anno vendute in tutto il mondo come animali domestici ma anche come cibo. In particolare, negli USA, sono state analizzati campioni di rana toro, prelevati nei porti di arrivo. È risultato che l'8% delle rane era affetto da una patologia micotica mentre ben il 75% è risultato positivo ad una forma virale che provoca l'ispessimento della pelle con conseguenze spesso mortali. Solo negli Stati Uniti sono ben 5 milioni all'anno le rane importate per il mercato della terraristica. I disagi per gli animali sono ulteriormente aggravati, secondo ENPA, oltre che dal pericolo di diffusione delle malattie ad altre specie di anfibi, anche dal fatto che molti "appassionati" di terrari ed acquari, novelli quanto improbabili scienziati di animali inscatolati, si disfano velocemente dell'ingombro derivante dalla crescita di una grossa rana con conseguenze negative per la fauna selvatica la quale può divenire facile pasto per la vorace rana Toro. (11 maggio 2009)

ANIMALI. IL QUESTORE DI RAGUSA, GIUSEPPE ODDO, VIETA IL PALIO DI ACATE (RAGUSA)

Quest'oggi il Questore di Ragusa, Giuseppe Oddo, ha deciso di vietare lo svolgimento del Palio di Acate (Ragusa) per infiltrazioni mafiose e per le condizioni ambientali di grave rischio per i cavalli. La manifestazione, programmata da domani in occasione della festa di San Vincenzo, era già stata oggetto negli anni passati delle critiche e delle denunce della associazioni animaliste che avevano ricordato gli incidenti, anche gravi, avvenuti con conseguenze sugli animali, nonchè i rischi per gli spettatori i vari reati collegati alle scommesse clandestine. In altre province siciliane già negli anni passati analoghe manifestazioni per identiche motivazioni non sono state più permesse. Nei giorni scorsi sulla vicenda era intervenuto anche il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che aveva espresso apprezzamento per l'iniziativa delle associazioni. "Desideriamo esprimere tutta la nostra gratitudine alle autorità che si sono spese per la cancellazione del palio, dall'assessore regionale Massimo Russo al sottosegretario Francesca Martini. Oggi il nostro plauso va al questore di Ragusa Giuseppe Oddo che, con il provvedimento firmato, ha assunto una posizione sensibile e civilissima - commentano Carla Rocchi e Gianluca Felicetti, presidenti rispettivamente della Protezione Animali e della Lav -. Un gesto concreto che, ancora una volta, dimostra come la tutela della legalità e della sicurezza pubblica coincida con la salvaguardia degli animali. La festa locale, ormai giunta a livello nazionale per il clamore del Palio, potrà essere svolta ugualmente anzi meglio senza l'uso di animali". (29 aprile 2009)

PALIO DI ACATE. IL SOTTOSEGRETARIO MARTINI, INSIEME A ENPA CONTRO LA MANIFESTAZIONE

Il Sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, interviene a fianco dell'Enpa e di altre associazioni animaliste contro lo svolgimento del Palio di Acate (Ragusa). "Il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, - si legge in una nota del Ministero - esprime vivo compiacimento per l'iniziativa condivisa dalle più importanti associazioni animaliste volta ad impedire lo svolgimento del Palio di San Vincenzo previsto ad Acate". "Il Palio - prosegue la nota - non garantirebbe in alcun modo le condizioni di sicurezza per i cavalli. Negli anni passati si sono verificati gravi incidenti per la totale assenza di copertura della pista con materiale idoneo e per l'assoluta inadeguatezza delle strutture di contenimento poste lungo il percorso". Il problema è stato sollevato alcune settimane fa dalla sezione Enpa di Ragusa che aveva rivolto un appello a prefettura, questura e commissione di vigilanza affinchè bloccassero lo svolgimento del Palio che da sei anni si svolge in occasione della festa di San Vincenzo, il santo patrono della città siciliana. Sotto accusa il tracciato di gara - la carreggiata stradale di Corso Indipendenza, una strada asfaltata che si estende per circa 900 metri ed è larga quasi 6 - troppo breve e troppo stretto per ospitare competizioni equestri; ma anche pericoloso per la salute dei cavalli che, nel malaugurato caso di una caduta durante la corsa, rischierebbero conseguenze serissime. A destare preoccupazione sono anche le misure a tutela dell'incolumità degli spettatori. "Le transenne che separano il pubblico dal tracciato di gara - ribadiscono i volontari di Ragusa - sono collocate sul ciglio della strada, a ridosso del marciapiede. Considerando che la competizione è seguita da diverse centinaia di spettatori, non osiamo pensare a cosa accadrebbe nel caso in cui un cavallo, perdendo l'equilibrio, urtasse contro tali barriere metalliche". Timori espressi anche dal presidente nazionale della Protezione Animali, Carla Rocchi. "Condivido l'appello dei volontari della sezione di Ragusa - ha dichiarato Carla Rocchi - e mi unisco a loro nell'appello alle autorità affinchè, per la salvaguardia della sicurezza delle persone e degli animali non autorizzino lo svolgimento del Palio. Mi rivolgo anche alla sensibilità dei cittadini di Ragusa perchè facciano sentire la loro voce in difesa dei diritti e della sicurezza. Non sempre le tradizioni hanno una loro giustificazione e comunque non l'hanno mai quando possono provocare sofferenze e incidenti." (28 aprile 2009)

ANIMALI, COMPLESSA, INUTILE E COSTOSA LA PROPOSTA DI MAPPARE IL DNA DEI CANI

"Una proposta complessa e costosa che rischia di sottrarre le già scarse risorse destinate alla lotta contro il randagismo". Questo il commento dell'Ente Nazionale Protezione Animali alla proposta avanzata nei giorni scorsi da una associazione animalista, l'Aidaa. L'Aidaa è nota per le sue fantasiose sortite (le fontane che distribuiscono l'acqua minerale, i comunicati stampa con dati piuttosto discutibili relativi agli animali) e propone, per combattere il fenomeno dell'importazione clandestina di cuccioli, l'obbligatorietà in Italia dell'esame del DNA dei cani. Il progetto di "schedare" geneticamente i quattrozampe è, di per sè, difficilmente realizzabile. Questo tipo di analisi, infatti, può essere richiesta o agli istituti zooprofilattici, che hanno un ambito di competenze sovraregionali, oppure può essere eseguita privatamente da centri specializzati che, peraltro, non sono presenti su tutto il territorio nazionale. Si verrebbe così a creare una situazione paradossale per cui un cittadino potrebbe essere costretto a un viaggio di molti chilometri per l'analisi del DNA del suo animale domestico o, qualora decidesse di rivolgersi a un laboratorio privato, all'esborso di una notevole somma di denaro che non tutti possono permettersi, specie nell'attuale congiuntura economica. Da non sottovalutare poi l'impatto psicologico che tale normativa potrebbe avere sulle famiglie italiane. "Il nostro Paese - spiega l'Enpa - purtroppo è uno di quelli maggiormente colpiti dall'abbandono di animali; temiamo che di fronte all'introduzione di un vincolo così gravoso, alcuni, infastiditi dall'obbligo di schedare il loro animale, possano essere allettati dall'idea di disfarsene". In merito a tale proposta la Protezione Animali avanza anche un altro ordine di obiezioni. Come purtroppo dimostrano anche fatti recenti di cronaca, l'Italia si trova a gestire un problema legato al randagismo, diventato ormai cronico. In questi ultimi mesi i giornali hanno dedicato molte pagine alle inadempienze di cui si sono rese responsabili le amministrazioni locali che troppo spesso hanno centellinato le risorse per gli interventi di sterilizzazione dei randagi. In alcuni casi i fondi sono stati addirittura impiegati per finalità che con la lotta al randagismo poco o nulla avevano a che fare. Imporre un nuovo obbligo normativo rischierebbe dunque di ingarbugliare ulteriormente una situazione di per sè complessa, confondendo ancora di più l'ordine delle priorità. "A noi - prosegue la Protezione Animali - risulta che in altri Paesi, Israele e Germania, sia stata disposta la mappatura del DNA canino. Si è trattato però di esperienze limitate nel tempo, studiate con l'obiettivo di risalire ai proprietari dei cani che non raccoglievano le deiezioni dei loro animali. Peraltro ci risulta che in Germania e in Israele il fenomeno del randagismo è pressochè inesistente: rispetto all'Italia, quei Paesi hanno ben altre priorità". (29 aprile 2009)

CACCIA, APPROVATO EMENDAMENTO RICHIESTO DALLE ASSOCIAZIONI. SALTA L'ALLUNGAMENTO DELLA STAGIONE DI CACCIA

Atto di responsabilità della Commissione Agricoltura della Camera che ha soppresso l'emendamento alla Legge Comunitaria che permetteva l'allungamento della stagione venatoria cancellando il limite fissato dalla legge 157/1992 tra il primo di settembre e il 31 gennaio. "È una grande, straordinaria vittoria per la natura - commentano a caldo le associazioni - perchè in tal modo si tutelano realmente quei periodi che risultano più delicati per gli uccelli selvatici, che sono la riproduzione in estate e la migrazione nel mese di febbraio e in primavera". "L'emendamento approvato è inoltre un grande contributo alla certezza del diritto, visto che le regioni si sarebbero trovate di fronte ad un vero e proprio caos normativo. Senza poi considerare l'alta probabilità di nuovi procedimenti di infrazione da parte dell'Unione Europea contro il nostro Paese". "Ma quello che è successo oggi - continuano le associazioni - è anche importante per i cittadini, visto che il rischio, se l'emendamento Carrara-Vetrella approvato al Senato non fosse stato cancellato, era anche quello di ritrovarsi la stagione di caccia in piena estate, in situazioni cioè in cui le nostre campagne si riempiono di gente per turismo, escursionismo, attività all'aria aperta". "Ringraziamo di cuore tutti quei parlamentari, di maggioranza e opposizione, e quei membri del Governo che hanno sposato la nostra battaglia e l'hanno portata a compimento e le tante personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e della scienza che continuano al nostro fianco la battaglia contro caccia selvaggia". "Quanto agli altri passaggi della legge Comunitaria che avevamo chiesto di correggere, li riproporremo nelle sedi opportune, pienamente disponibili a spiegare al Governo e al Parlamento la necessità dei giusti correttivi".

L'Ente Nazionale Protezione Animali rivolge un caloroso ringraziamento a Marisa Laurito, testimonial dell'Enpa, intervenuta quest'oggi con grandissima sensibilità all'incontro pubblico promosso dalle associazioni animaliste e ambientaliste sulla questione della caccia selvaggia.
(23 aprile 2009)

Il 22 APRILE A PIAZZA MONTECITORIO UN INCONTRO PUBBLICO PER FERMARE CACCIA SELVAGGIA

L'Enpa e altre associazioni animaliste e ambientaliste invitano all'incontro "Caccia a Febbraio e a Agosto? Un Attacco agli Animali e Rischio Sicurezza per le Persone in Vacanza" che si terrà a Roma Mercoledì 22 Aprile presso la Sala del Garante in Piazza Montecitorio 123 a partire dalle ore 11.30. Il meeting nasce dal blitz con cui la maggioranza approvato in Senato un emendamento alla Legge Comunitaria che, contro il volere della stragrande maggioranza degli italiani, permette di estendere la stagione di caccia oltre i limiti fissati dalla legge (terza domenica di settembre e il 31 gennaio). Se tale emendamento non venisse corretto, si potrebbe cacciare anche nel mese di febbraio, periodo delicatissimo per il viaggio degli uccelli migratori verso i luoghi di riproduzione, e persino nel mese di agosto, quando le persone vivono all'aria aperta, nei camping, lungo i sentieri escursionistici, in campagna e nei boschi. In un momento così difficile per l'ambiente e per il Paese in generale, è necessario che alla natura e al territorio sia dedicata la più grande attenzione. Chiediamo che il Governo e il Parlamento correggano la Legge Comunitaria, in queste ore in discussione alla Camera, cancellando la norma di "caccia selvaggia" introdotta dal Senato e dando risposta alla procedura di infrazione dell'Unione europea. Interverranno all'incontro, tra gli altri, Danilo Mainardi (Etologo e Presidente Onorario LIPU), Fulco Pratesi (Presidente Onorario WWF), Licia Colò (Giornalista), Susanna Tamaro (Scrittrice), Mario Tozzi (Presidente Parco Nazionale Arcipelago Toscano), Marisa Laurito (Presentatrice), Claudio Mangini (Etologo), Daniela Poggi (Attrice); presenti anche, con messaggi video, Maurizio Costanzo (Giornalista) e Oliviero Toscani (Pubblicitario). (21 aprile 2009)

"DALLA PARTE DEGLI ANIMALI": DAL BIMESTRALE "L'ATEO" UN INTERESSANTE DIBATTITO

Un interessantissimo e fecondo esempio animalista arriva in questi giorni da chi certo non indossa fregi, mostrine o insegne da animalista. Animalisti di fatto, insomma, seppure senza mai aver fatto - o magari non è così, però il fronte dichiarato dell'impegno sociale e culturale è un altro - un'ora di volontariato in una struttura per animali. Il numero appena distribuito del bimestrale "L'ATEO" - l'editore è l'UAAR, l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, www.uaar.it - dedica l'intera parte monotematica proprio agli animali. Già il titolo di copertina è una dichiarazione di fede: "Dalla parte degli animali". Il pretesto che lega i tanti interventi di pregio è la rappresentazione dell'uomo e degli animali nelle religioni, le presunte gerarchie, le pretese superiorità, le differenze. Perchè differenza c'è, come spiega il direttore Maria Turchetto nell'editoriale: "Ovviamente l'uomo è diverso da tutti gli altri animali - ma nell'identica misura in cui la giraffa è diversa da tutti gli altri animali, la lumaca è diversa da tutti gli altri animali e via dicendo". "Ciò che in questo numero vogliamo mettere in discussione - aggiunge ancora Turchetto - è la mentalità che divide il mondo dei viventi in due parti radicalmente separate: l'umanità pretesa superiore da una parte, un'animalità indistinta e connotata come inferiore".
Ma oltre ogni pretesa di criticare per principio chi attribuisce all'uomo una superiorità di derivazione divina a dispetto degli animali, i contributi pubblicati dall'"Ateo" sviluppano anche la "comodità etica" di considerare tutto ciò che è vivente e che è diverso dall'uomo come soggetto o peggio come oggetto inferiori: l'uomo si ciba degli animali, si veste di loro, li fa lavorare, li uccide, li utilizza in dolorosi esperimenti. "Ma se non siamo più legittimati a pensare che la specie umana vale di più, come cambiano i nostri rapporti etici e giuridici con le altre specie viventi?" Il contribuito, quindi, è estremamente interessante. Da non perdere.

L'ATEO n. 2/2009. Bimestrale dell'UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. "Dalla parte degli animali". Con interventi di Francesco D'Alpa, Andrea Cavazzini, Giorgio Vallortigara, Federica Turriziani Colonna, Nunzio Allocca, Mario Accorti, Marco Lorenzi e Ruggero Ruggeri. Informazioni: www.uaar.it e www.uaar.it/uaar/ateo/

(21 aprile 2009)

RANDAGISMO, LA RSPCA SCRIVE AL SOTTOSEGRETARIO MARTINI

La Rspca (Royal Association for the Prevention of Cruelty to Animals), la più antica associazione internazionale di protezione animali di cui fa parte anche l'Enpa, fondata nel 1824 e con sede in Gran Bretagna, ha scritto al sottosegretario al Welfare, On. Francesca Martini, in merito alle recenti aggressioni di randagi in Sicilia. Esprimendo solidarietà alle famiglie delle persone colpite, la Rspca sottolinea come gli attacchi di cani randagi potrebbero essere facilmente evitati con programmi di controllo e prevenzione del fenomeno, che tutelino concretamente il benessere degli animali. L'associazione inglese, inoltre, chiede al sottosegretario quali provvedimenti il governo italiano intenda adottare per evitare il ripetersi di simili fenomeni e, forte di una consolidata esperienza internazionale in questo campo, offre alle autorità italiane la sua collaborazione per mettere a punto una linea di interventi efficaci che pongano fine, un volta per tutte, al fenomeno del randagismo in Italia. (17 aprile 2009)

TERREMOTO IN ABRUZZO E PROBLEMI DEGLI ANIMALI

Pubblichiamo un link dove è possibile consultare alcune foto che documentano l'attività che le Guardie Zoofile Enpa stanno svolgendo a tutela degli animali nelle aree colpite dal sisma.
Per consultare le foto clicca qui

(14 aprile 2009)

CACCIA, INTERROGAZIONE SULLA RIUNIONE DELL'INTERGRUPPO "AMICI DEL TIRO, DELLA CACCIA E DELLA PESCA"

L'Enpa apprezza l'intervento dell'onorevole Donatella Poretti (Pd - Radicali) che ha presentato un'interrogazione in merito alla riunione dell'intergruppo parlamentare "Amici del tiro, della Caccia e della Pesca", prevista per l'8 aprile prossimo a Roma, presso la sede della Regione Puglia. In tale occasione, alla presenza anche di funzionari delle Regioni, sarà affrontata la questione delle deroghe alla legge 157/1992 (Norme per la tutela della fauna omeoterma e la disciplina del prelievo venatorio). Secondo quanto reso noto dalla senatrice, la riunione solleva alcuni dubbi che richiedono un chiarimento. A cominciare proprio dall'opportunità che un tema così delicato sia affrontato in forma ristretta, anche alla luce dell'allarme creato nell'opinione pubblica dalla discussione del disegno di legge Orsi, finalizzato alla piena liberalizzazione della caccia. Secondo l'interrogazione, tra gli aspetti controversi anche il legame che sembra collegare la presidenza dell'intergruppo "Amici del tiro, della caccia e della pesca" al Cncn (Comitato Nazionale Caccia e Natura) / Anpam (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni). Per quanto riguarda la questione delle deroghe, il seminario avrebbe l'obiettivo di superare la situazione creatasi in seguito alla procedura di infrazione che l'Unione Europea ha aperto nei confronti del nostro Paese. L'Enpa ricorda che lo strumento delle deroghe, eccezionale secondo la direttiva 79/409 CEE ("direttiva uccelli"), è stato invece utilizzato per autorizzare la caccia a specie protette, ovvero come si legge nella procedura d'infrazione, "per autorizzare un surrettizio regime di caccia". La Protezione Animali, inoltre, ricorda che le regole ci sono, sono valide per tutti e vanno rispettate, proprio per evitare che gli italiani continuino a pagare pesantissime multe derivanti dalle procedure in atto. Nella sua interrogazione, la Senatrice Poretti chiede inoltre di chiarire alcuni aspetti finanziari inerenti l'organizzazione del seminario. (3 aprile 2009)

TORNARE ALL'ABBATTIMENTO DEI RANDAGI? ENPA E ASSOCIAZIONI REPLICANO AL PRESIDENTE DEI VETERINARI DI RAGUSA

In merito a quanto dichiarato in un comunicato stampa pubblicato dal presidente dell'ordine provinciale dei medici veterinari di Ragusa, secondo cui: "Le colpe a livello di regione e a livello centrale è quella di voler attuare una legislazione che prevede il non abbattimento dei cani randagi catturati e non reclamati da alcun proprietario, scelta che noi condividiamo dal punto di vista etico e di progresso civile, (anche se unica nei paesi europei e forse in tutto il mondo occidentale) ma per la quale occorre una mobilitazione di risorse finanziarie enorme. (è necessario ndr) riflettere serenamente sulle motivazioni etiche ed ideologiche che hanno portato alle attuali leggi di lotta al randagismo, e prendere in seria considerazione l'eventualità di rivederle, nell'impossibilità di reperire risorse adeguate per attuarle", le associazioni animaliste replicano quanto segue.

Gentile Anmvioggi,
in merito alla recente tragica vicenda del ragusano che ha visto la morte di un bambino e alcuni feriti da morsi di cani vaganti, avevamo già letto alcune singolari prese di posizione del Dott. Giuseppe Licitra, presidente dell'Ordine provinciale dei medici veterinari di Ragusa, nonchè Direttore Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria, secondo cui il Servizio Asl, di cui fa parte, non è un organo repressivo, dimenticando la potestà di irrogare sanzioni da parte del veterinario Asl sul territorio per il quale è competente. In ogni caso Ministero, Regione Siciliana e Magistratura faranno chiarezza sulla vicenda specifica così come nella gestione della prevenzione del randagismo, sulla gestione dei fondi ricevuti o mai chiesti. Tutti sono al corrente dei primi avvisi di garanzia proprio rivolti a veterinari Asl. Siamo fiduciosi che finalmente emergeranno ruoli e responsabilità. Ma quanto diffuso ora dal Dott.Licitra a nome dell'intero Ordine provinciale di Ragusa è davvero per alcune parti un autogol della classe medicoveterinaria locale e, per altre parti, una chiara e grave violazione del Codice Deontologico del medico veterinario che impegna anche lui "alla promozione del rispetto degli animali ed al loro benessere in quanto esseri senzienti". Il dott. Licitra propone apertamente di riprendere dopo diciannove anni, le uccisioni dei cani randagi catturati e non reclamati da alcun proprietario (dimenticando che se non c'è un privato, ai sensi del Codice Civile ne è proprietario il Sindaco.). Riapriamo le camere a gas per i quattrozampe? Inoltre scrive che "Il randagismo si amplifica grazie alla possibilità che questi cani hanno di alimentarsi adeguatamente grazie al cibo offerto volontariamente dalle persone (..) basterebbe che i nostri cittadini più incivili si ravvedessero e non gli offrissero cibo: il problema randagi si estinguerebbe senza alcun costo per la collettività". E pensare che è stato scritto questo proprio negli stessi giorni in cui il TAR Puglia ha sospeso l'Ordinanza del Sindaco di Brindisi, emanata su irresponsabile richiesta della locale Asl veterinaria, di divieto di dar da mangiare a cani e gatti randagi, fra l'altro proprio perché "la mancanza di cibo può comportare un peggioramento delle condizioni degli animali, tale da determinare una perdita dell'abitudine del contatto con le persone ed una contestuale, specie con riferimento ai cani randagi, predisposizione ad aggregarsi in branco creando così un reale pericolo per la cittadinanza". I volontari andrebbero quindi quantomeno ringraziati! Il Dott. Licitra auspica infine "quale unica referente sulle questioni riguardanti il rapporto uomo-animale" la figura del medico veterinario. Riteniamo che tali miopi, pericolose e assolutiste posizioni siano lontani anni luce dalla strada intraprese da qualche anno dalla veterinaria italiana. Chiedere nel 2009 di essere "unica referente" vuol dire essere fuori dall'Europa. (2 aprile 2009)

Clicca qui per consultare il comunicato stampa di Licita

SICILIA, FONDI RANDAGISMO: L'ASSEMBLEA REGIONALE CHIEDE ALLA GIUNTA UNA INDAGINE CONOSCITIVA

Dopo i recenti fatti di Scicli (Ragusa), le polemiche che ne sono seguite e l'autorevole intervento del Sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, l'assemblea regionale della siciliana prende atto delle gravi inadempienze in materia di prevenzione e controllo del randagismo, e al governo regionale di condurre un'approfondita analisi conoscitiva sulle cause che hanno contribuito a creare l'attuale situazione di emergenza. In particolare, i deputati regionali contestano all'Ispettorato Veterinario (che dipende dall'Assessorato regionale) di avere mostrato una colpevole inerzia nei confronti del fenomeno randagismo e di avere sottratto alcuni fondi allo scopo di acquistare tendaggi e arredi. Per effetto di quanto disposto dall'assemblea regionale, il governo siciliano dovrà elencare i trasferimenti ricevuti dallo stato e presentare una rendicontazione degli impegni finanziari assunti, indicando finalità e destinatari; verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti; nonchè accertare e perseguitr le responsabilità amministrative e le condotte omissive "di quanti hanno determinato nel tempo l'attuale condizione di disastro nella gestione della lotta al randagismo". (1 aprile 2009)

LICIA COLO' QUERELATA PER AVERE INVITATO I TELESPETTATORI A SOTTOSCRIVERE UNA PETIZIONE CONTRO "CACCIA SELVAGGIA".

Le associazioni animaliste, tra cui anche l'Enpa esprimono solidarietà alla presentatrice del programma "Alle Falde del Kilimangiari", Licia Colò, querelata dall'associazione "Fareambiente" per avere "invitato i telespettatori a sottoscrivere una petizione popolare contro la proposta di legge di regolamentazione della caccia senza garantire una informazione equa, escludendo ogni tipo di contraddittorio". "Quella di Fareambiente - hanno ribattuto gli animalisti - è un'operazione inaccettabile, finalizzata a zittire l'opinione pubblica e il mondo dello spettacolo e della cultura, proprio nel momento in cui esprimono tutta la loro preoccupazione per le ipotesi di ulteriori concessioni alla caccia in Italia". (1 aprile 2009)

RANDAGISMO: LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE INCONTRANO IL SOTTOSEGRETARIO MARTINI E L'ASSESSORE DELLA REGIONE SICILIA RUSSO. UN OTTIMO INIZIO

Oggi, alla presenza del Sottosegretario Martini, la Sen. Carla Rocchi Presidente Enpa, il Presidente della Lav Gianluca Felicetti, il Presidente Lega Nazionale difesa del Cane Laura Rossi e il Direttore Scientifico degli Animalisti Italiani Onlus, hanno incontrato l'Assessore alla Sanità della Regione Siciliana Dott. Mario Russo, in merito all'emergenza randagismo. Le Associazioni Animaliste hanno preso atto con soddisfazione della volontà dell'Assessore di coinvolgerle per procedere rapidamente a tutti quegli interventi economici, organizzativi e di controllo che pervengano al tempo stesso al risultato di fare luce sulle responsabilità e sugli interventi necessari a superare, in provincia di Ragusa e in tutta l'isola, la condizione di emergenza e, fino ad oggi, di grave sottostima del problema. Le Associazioni hanno fornito all'Assessore le loro proposte e il pieno sostegno delle proprie strutture territoriali che, in un incontro a breve, costituiranno una task force per la gestione dell'emergenza e per l'avvio di una auspicata condizione di rispetto delle leggi, tutela degli animali e della salute. Le Associazioni e l'Assessore Russo hanno concordato nell'esigenza di dare piena applicazione alla legge nazionale e regionale, la cui mancata applicazione da parte delle strutture territoriali a ciò preposte, ha causato il disastro gestionale che ora appare evidente agli occhi di tutti e le ben note tragedie conseguenti. Le Associazioni esprimono il loro compiacimento per la positiva sinergia posta in essere dalla collaborazione tra il Ministero, Regione e volontariato. (31 marzo 2009)

CACCIA, IL MINISTRO PRESTIGIACOMO CONTRO LE "DOPPIETTE" AI SEDICENNI. PLAUSO DELL'ENPA

"Sulla legge Orsi non ci siamo ancora pronunciati, ma sono però contrarissima a consentire ai ragazzi di sparare" è quanto ha dichiarato oggi alla stampa il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. La Protezione animali esprimendo apprezzamento e condividendo una posizione così responsabile del Ministro, sottolinea al contempo che il testo Orsi contiene anche altre norme che, se approvate, metterebbero in serio pericolo la sopravvivenza della fauna selvatica in Italia. In particolare, L'Enpa critica quelle disposizioni che prevedono l'apertura dell'attività venatoria nelle aree incendiate (art.10) - non permetterebbe la rinaturalizzazione di aree fortemente danneggiate dalle fiamme - l'autorizzazione a cacciare anche caccia con neve e ghiaccio (art. 21); la riduzione della presenza delle associazioni ambientaliste ed animaliste nel comitato tecnico faunistico venatorio nazionale (art. 8); la riduzione della vigilanza (art. 27) in un paese dove il bracconaggio è una vera e propria piaga sociale; la possibilità di esercitare forme di attività venatoria lungo le rotte migratorie (art. 1); la liberalizzazione dei richiami vivi (art. 5); l'utilizzo degli zimbelli: civette legate per le zampe e utilizzate come esche per altre vittime (art.21). (26 marzo 2009)

RANDAGISMO, LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE CHIEDONO UN DECRETO LEGGE E UN COMMISSARIO STRAORDINARIO

Oggi, purtroppo dopo la morte di un bambino e il ferimento di altre persone in provincia di Ragusa, a fronte di eloquenti immagini viste non solo in Italia ma nel mondo, tutti si rendono conto finalmente dell'importanza della questione randagismo. Fino ad oggi tanto, troppo, è stato scaricato sulle spalle del volontariato mentre in buona parte Stato, Regioni, Asl veterinarie e Comuni hanno dimenticato o non attuato i compiti e le responsabilità che le leggi gli affidano da quasi venti anni sul randagismo, da trent'anni sulla tutela degli animali, da sempre per la tutela della salute e dell'incolumità pubblica. Nelle regioni del Sud in particolare è scattata un'inaccettabile, anche sotto il profilo giuridico, caccia al randagio, c'è chi si sente libero di utilizzare bocconi avvelenati, Sindaci emanano Ordinanze illegittime e illegali che autorizzano a uccidere cani vaganti violando leggi e codice penale, Comuni che non controllano i propri cani scaricati in canili spesso senza alcun requisito di buona custodia chiedono cifre iperboliche per costruire cattedrali nel deserto dopo che per anni hanno mai proposto alcun progetto, Asl veterinarie continuano a ignorare le proprie responsabilità pregresse e attuali. Oggi è necessario invece che vi sia un punto di svolta affinchè le parole siano seguite da fatti concreti e davvero utili. I problemi sono noti e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il Sottosegretario Martini ha iniziato da mesi un'importante, necessaria e improcrastinabile inversione di rotta. Ogni mancata decisione da parte di tutti i soggetti deputati a dare soluzioni positive e nel rispetto pieno della legalità che elevi la questione da irrisoria a importante, ogni ritardo, sarebbe ulteriormente colpevole e riproporrebbe nuovamente e anche più drammaticamente l'emergenza registrata in questi giorni in Sicilia in altre parti d'Italia.

Per questo chiediamo la vostra adesione e il sostegno a queste richieste:

In provincia di Ragusa
Varo di un Piano straordinario per i cani catturati e quelli da catturare con loro detenzione in strutture compatibili, immediata verifica del loro status di proprietà e responsabilità, rieducazione con veterinari comportamentalisti, loro adozione a livello nazionale.

In Sicilia
Varo di un Piano regionale straordinario con:
  • messa in mora dei Comuni inadempienti per le prescrizioni dettate dalla legge regionale per la prevenzione del randagismo n.15/2000 in particolare su sterilizzazione e anagrafe canina;
  • controlli a tappeto da parte delle Polizie municipali dell'obbligo di iscrizione all'anagrafe canina e microchip;
  • prevenzione e repressione del reato di spargimento di bocconi avvelenati con un piano fra tutte i Corpi di polizia nazionale e locale e l'istituzione da parte dei Prefetti del "Tavolo di coordinamento" per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno così come previsto dall'Ordinanza contingibile ed urgente in materia.
In tutta Italia da parte del Governo
Varo di un Decreto legge che preveda:
  • la nomina di un Commissario straordinario per l'emergenza randagismo in tutte le Regioni del Centro e Sud Italia;
  • la mappatura delle aree maggiormente colpite dal fenomeno e individuazione dei Comuni inadempienti;
  • verifiche sull'impiego dei fondi stanziati per il randagismo e richiesti da Comuni e Asl veterinarie recupero delle somme non spese;
  • cambiamento dei criteri di ripartizione delle risorse pubbliche in favore di progetti concreti;
  • dotazione di strumenti di lettura di microchip a tutte le Forze di Polizia e verifiche a tappeto sull'iscrizione all'anagrafe canina;
  • misure di prevenzione per la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani;
  • la realizzazione di un piano straordinario di sterilizzazione;
  • messa in rete delle anagrafi canine e aggiornamento continuo dei dati;
  • messa in rete della veterinaria pubblica e privata;
  • una moratoria nelle fonti di approvvigionamento di cani come la vendita e la riproduzione;
  • abbassamento dell'Iva a livelli europei su prestazioni veterinarie e cibo per canili senza fine di lucro e cani adottati nei canili;
  • varo immediato dei corsi di educazione alla conoscenza etologica e al rispetto degli animali nelle scuole previsti dal 2004 dall'articolo 5 della Legge 189 ma mai attuati.

Carla Rocchi - presidente Enpa
Gianluca Felicetti - presidente Lav
Ilaria Ferri - direttore scientifico Animalisti Italiani
Laura Rossi - presidente Lega Nazionale perla Difesa del Cane

Le adesioni di rappresentanti di associazioni nazionali e locali vanno inviate a emergenzarandagismo@enpa.org o via fax allo 06.3221000
(26 marzo 2009)

L'ENPA E ALTRE 10 ASSOCIAZIONI: "CACCIA, CLAMOROSA INFRAZIONE ALLA DIRETTIVA COMUNITARIA APPROVATA IN SENATO"

"Un blitz che ha il sapore di una vera e propria truffa all'Unione europea e al 90% degli italiani, che è contro ogni ipotesi di allungamento della stagione venatoria". È il commento di 11 associazioni ambientaliste e animaliste sull'approvazione in Senato di una norma filocaccia nel disegno di Legge relativo agli obblighi comunitari del nostro Paese, ora all'esame della Camera. L'Italia è sotto procedura di infrazione per non aver recepito alcuni passaggi fondamentali della direttiva Uccelli, tra i quali l'esplicito divieto di caccia durante i periodi di riproduzione e migrazione. Solo in questo senso il Senato sarebbe dovuto intervenire per adeguare la normativa. Invece Palazzo Madama ha approvato un testo mal formulato e insufficiente ad evitare all'Italia l'imminente condanna europea. Inoltre, fatto gravissimo e non certo casuale, con un emendamento "avvelenato", del tutto estraneo alla procedura d'infrazione (a firma dei senatori Carrara e Vetrella del PDL), è stato cancellato dalla legge 157/92 l'arco temporale massimo tra il primo settembre e il 31 gennaio entro cui possono essere autorizzate le deroghe regionali alla stagione venatoria. Si tratta, con tutta evidenza, di un attacco al cuore stesso della legge 157/92, con il chiaro intento di allungare i tempi di caccia. Un blitz messo in atto in sordina mentre la Commissione ambiente del Senato discute di riforma della legge sulla caccia, in netto contrasto con la sensibilità degli italiani, di destra e di sinistra, che al 90% si oppongono drasticamente ad ogni ulteriore allungamento della stagione venatoria. "Oltre alla gravità della forzatura culturale e politica dell'atto, che manomette l'unica legge italiana di tutela della fauna selvatica, va evidenziato che la situazione che verrebbe a determinarsi, qualora alla Camera il testo non fosse corretto, sarebbe quella di un vero e proprio caos in tutte le regioni, con ricorsi, pressioni e contenziosi senza fine". "Ma c'è anche un aspetto che, visto l'intento filo venatorio dell'accaduto, è senz'altro paradossale: cancellato dalla legge 157/92 il riferimento al primo settembre come termine massimo per anticipare la caccia, salta di conseguenza la base normativa per le pre-aperture della stagione venatoria. I termini per la stagione di caccia restano così quelli espressamente previsti dal comma 1 dell'articolo 18, e cioè la terza domenica di settembre e il 31 gennaio. La caccia in pre-apertura diventerebbe dunque una deroga strutturale ai tempi dettati dall'articolo 18, attivabile solo con procedure complesse e di difficilissima attuazione." "Considerando infine gli altri emendamenti contestualmente approvati in Senato, in recepimento direttiva comunitaria a partire dall'obbligo di garantire soddisfacente conservazione agli uccelli selvatici, sarà necessario e urgente operare una verifica sullo stato di molte specie di uccelli e procedere alla loro esclusione dalle liste delle specie cacciabili". "Resta tuttavia l'estrema gravità della manomissione della legge, testimonianza di una deriva estremista che, a fronte delle grandi ed inevitabili difficoltà incontrate dal disegno di legge Orsi e dagli altri ddl di liberalizzazione della caccia, ha spinto i sostenitori di "caccia selvaggia" a tentare scorciatoie e altri espedienti". "Ora intervenga con urgenza il Governo e sostenga le opportune correzioni al testo alla Camera, al fine di dare le giuste risposte all'Europa e ripristinare il patto firmato con la legge 157. Ma al Governo, a questo punto, chiediamo di assumere una posizione netta contro la gravissima deriva di estremismo venatorio che in parlamento in modo irresponsabile si sta assecondando, contro il volere della grande, grandissima maggioranza degli italiani". (26 marzo 2009)

DA OGGI IN VIGORE L'ORDINANZA MARTINI SULLA TUTELA DELL'INCOLUMITÀ PUBBLICA DALL'AGGRESSIONE DEI CANI

Entra oggi in vigore l'ordinanza del Sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, sulla "tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani", presentata il 3 marzo scorso nel corso di una conferenza stampa al Ministero della Salute. Ma ecco alcune novità introdotte dal provvedimento: - Cani al guinzaglio. I proprietari dei quattrozampe da oggi avranno l'obbligo di tenere al guinzaglio (che non deve essere più lungo di 1,5 metri) i loro "amici". Il proprietario, inoltre, deve avere a portata di mano la museruola, da utilizzare in caso di necessità; - Responsabilità civile e penale. Il proprietario del cane è sempre responsabile del benessere e del controllo dell'animale, pertanto risponde, civilmente e penalmente, dei danni o lesioni che questi produca a persone, animali o cose - Gestione responsabile. I cani possono essere affidati solo a persone che siano in grado di gestirli; - Abolita la black list. È una vera e propria "rivoluzione culturale". Scompare il principio secondo cui la pericolosità dei quattrozampe è legata, a priori, al suo codice genetico, e si ribadisce l'importanza di una corretta educazione dell'animale al rapporto con gli esseri umani; - Elenco dei soggetti a rischio. I cani che abbiano dato prova di comportamenti aggressivi saranno censiti e inseriti all'interno di un elenco ad hoc; - Formazione. Comuni e Servizi Veterinari allestiranno dei percorsi formativi per i proprietari di cani, al termine dei quali sarà rilasciato un patentino; - Divieto mutilazioni. Saranno vietati, tranne eventuali interventi curativi certificati dal veterinario, interventi chirurgici che alterino la fisionomia dell'animale come, ad esempio, il taglio delle orecchie. (25 marzo 2009)

ANIMALI, DOPO IL SERVIZIO DI "STRISCIA LA NOTIZIA" INTERROGAZIONE AL SENATO SUL CIRCO "VICTOR SHOW"

Le sofferenze degli animali del circo "Victor Show" (attendato a Riolo Terme, Ravenna), rese di pubblico dominio dalle telecamere di "Striscia la Notizia", approdano oggi sui banchi del Senato della Repubblica grazie a una interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice Donatella Poretti (gruppo Radicali - PD) al Ministro della Salute ed al Ministro delle Politiche Agricole, in merito all'attività ispettiva dei Servizi Veterinari competenti per la zona di Riolo Terme. Come infatti riferito da alcuni organi di stampa, i Servizi Veterinari della Asl hanno ispezionato le strutture del circo Victor Show solo dopo che "Striscia la Notizia" ha trasmesso il servizio in cui mostrava gli animali letteralmente "inscatolati". In tale circostanza, il veterinario non avrebbe tenuto conto di quanto disposto dal Codice Penale in materia di maltrattamento di animali e, non ravvisando alcuna fattispecie penale, avrebbe disposto solo miglioramenti marginali come, ad esempio, alcune prescrizioni in materia di illuminazione e condizionamento climatico delle gabbie. Nello specifico non si fa menzione del leone marino di 400 Kg, il quale era talmente costretto nella sua "gattabuia" da non poter neanche alzare la testa per alimentarsi correttamente, così come non si fa menzione degli "animali costretti a lavorare in condizione di salute precaria" (addirittura zoppicanti e fasciati) o dei grossi uccelli rapaci dall'apertura alare di tre metri segregati all'interno di gabbie microscopiche ("meno di un metro quadrato"). "Se questi sono i controlli che dovrebbero garantire il benessere degli animali - ha dichiarato alla Protezione Animali la Senatrice Donatella Poretti - nessuna meraviglia sul fatto che spettacoli con pretese educative, in molti casi finanziati dallo Stato, possano continuare a esistere". "Di fronte a tale situazione - ha aggiunto Poretti -, ho chiesto al Ministero della Salute di disporre una immediata ispezione sull'operato dei Servizi Veterinari che hanno controllato il circo; al Ministro delle Politiche Agricole di sensibilizzare il Corpo Forestale dello Stato affinchè tuteli concretamente decine animali, reclusi all'interno di spazi così esigui da risultare offensivi per una società che si definisce civile". Nei giorni scorsi la Protezione Animali, tramite il Coordinatore Regionale della Regione Emilia Romagna, Carlo Locatelli, aveva sollevato proprio la questione delle ispezioni veterinarie nei confronti dei circhi equestri. "Non è possibile - ha commentato Giovanni Guadagna, responsabile Ufficio Cattività di Enpa - che tutte le condanne per maltrattamento di animali ai danni di circhi equestri, non siano partite dai controlli della Sanità Pubblica Veterinaria. Ci chiediamo, a questo punto, quanto sia realmente efficace tale attività ispettiva". "In Italia - ha aggiunto Guadagna - ci sono circhi condannati per le catene agli elefanti, altri per i pochi metri quadrati di gabbia metallica riservata alle tigri, altri ancora per gli scimpanzè reclusi all'interno di scatole appena più grandi della loro corporatura; il tutto avviene nel silenzio di quanti sono deputati a importanti compiti di controllo". La Protezione Animali auspica, pertanto, che, come previsto dai due disegni di legge bipartisan presentati alla Camera, il Parlamento possa dotarsi quanto prima di una legge che vieti l'uso degli animali nei circhi, iniziando subito con il divieto immediato di ogni nuova acquisizione. (24 marzo 2009)

CACCIA, L'ENPA AL CONI: "PRESE DI POSIZIONE FAVORE DEL TESTO ORSI INCOMPATIBILI CON LO SPIRITO OLIMPICO"

"Presidente Petrucci, la riforma del CONI varata nel 1999 ha escluso la caccia dalle federazioni del comitato olimpico, perchè in contrasto con i principi della Carta Olimpica; riteniamo dunque incompatibili con lo spirito e con la lettera dell'attuale statuto le prese di posizione, da parte di presidenti di federazione, a favore della terribile riforma venatoria presentata dal senatore Orsi: chi si schiera con lui, è evidentemente fuori del suo ruolo". Queste le parole indirizzate dal presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, al presidente del Comitato Olimpico Nazionale, Gianni Petrucci, proprio mentre infuriano le polemiche sul disegno di legge Orsi che, attualmente in discussione presso la Commissione Ambiente del Senato, autorizza tra l'altro ad armare i sedicenni, a sparare oltre il tramonto, a ripristinare crudeli prassi venatorie (l'impiego di civette come zimbello), a cacciare nelle foreste demaniali. L'articolo 2 dello statuto del CONI, peraltro, sancisce che l'ente pubblico "assume e promuove le opportune iniziative contro ogni forma di discriminazione e di violenza nello sport". Secondo l'Enpa è paradossale che i presidenti delle federazioni, enti sovvenzionati con denaro pubblico, avallino le proposte anacronistiche e crudeli del testo Orsi che, oltretutto, come ampiamente dimostrato dai sondaggi, non sono gradite agli italiani. Se qualche presidente è così entusiasta della "riforma" della caccia, lo spirito olimpico non gli appartiene: quindi si dimetta dall'incarico. (20 marzo 2009)

CACCIA, APPELLO DELLA SCRITTRICE MARGHERITA D'AMICO A TUTTI I VOLONTARI DEL SUD ITALIA

A tutti i volontari del sud: mi chiamo Margherita d'Amico, sto realizzando un film documentario sul tema della caccia, le armi, i soprusi e la violenza, dal titolo "A ferro e fuoco" prodotto da La Vita degli Altri onlus (www.lavitadeglialtri.org) di cui forse qualcuno di voi avrà letto sui giornali, sul sito dell'Enpa o di altre importanti associazioni come la Lipu, gli Animalisti Italiani o la Lav. So che questo è per voi un momento difficilissimo e più che mai drammatico, ma vi chiedo uno sforzo ulteriore allo scopo di mantenere memoria di questa vergogna. Prego chiunque abbia l'opportunità di farlo, e riesca a mantenere il sangue freddo, di filmare e fotografare gli abbattimenti dei cani da parte dei cacciatori, o simili tentativi, o altre scene in tal senso significative, poichè intendo testimoniare questa lugubre pagina della nostra storia nel mio film, raccogliendo poi anche i vostri racconti. Filmare questi atti mostruosi significa anche documentarne l'illegalità. In caso di stampe, cassette o dvd la spedizione sarà senz'altro a mio carico. Potete contattarmi all'indirizzo di posta info@lavitadeglialtri.org o al cellulare: 33.2118010. Moltissime grazie.(20 marzo 2009)

TRAGEDIA DI RAGUSA, IL PRESIDENTE NAZIONALE DELL'ENPA, CARLA ROCCHI, INTERVIENE ALLA TRASMISSIONE "INSIEME SUL DUE"

"Se i cani randagi fossero così pericolosi, come rilanciato in questi giorni da alcuni organi di stampa, tutti i giorni avremmo casi di morsicature con conseguenti ferimenti e decessi". Lo ha dichiarato Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa, intervenendo questa mattina alla trasmissione di Raidue "Insieme sul Due". "Nel caso specifico - ha aggiunto Rocchi - le responsabilità per la morte del bimbo e il ferimento della turista tedesca ricadono su quanti hanno deciso, in maniera dissennata, di affidare i cani a una persona che non era assolutamente in grado di prendersi cura degli animali. Troppo spesso, le autorità, per levarsi di torno il problema nel più breve tempo possibile, decidono gli affidamenti in maniera superficiale e distratta". "Peraltro in tal modo - ha proseguito Rocchi - si alimenta il business della malavita che lucra ingenti somme di danaro sulla cattura e l'illegale soppressione dei randagi". "I canili - ha concluso Rocchi - devono essere attrezzati per garantire la tutela e il benessere dei trovatelli ma, soprattutto, devono essere strutture di passaggio, capaci cioè di promuovere l'adozione definitiva dei cani". (19 marzo 2009)

DAL SINDACO DI MODICA ORDINANZA PER L'ABBATTIMENTO INDISCRIMINATO DEI RANDAGI. FERMA IL MASSACRO

Questa mattina il Sindaco di Modica (Ragusa), Antonello Buscema, ha approvato un'ordinanza che prevede l'abbattimento indiscriminato dei "trovatelli" presenti nel territorio comunale. Enpa, Animalisti Italiani e Lav hanno già diffidato il sindaco e chiesto un intervento del prefetto per fermare un provvedimento contrario alla normativa vigente, oltre che brutale e scellerato. Data la gravità di questa misura, è utile che tutti esprimano la loro contrarietà al provvedimento.
Invitiamo, pertanto, a scrivere il prima possibile ai seguenti indirizzi:

Sindaco di Modica: Antonello Buscema, mail: sindaco@comune.modica.rg.it , tel: 0932759111
clicca qui per inviare direttamente la mail

Prefetto di Ragusa; Illustre Prefetto Carlo Fanara, email: prefettura.ragusa@interno.it; tel 0932/673111; Fax 0932/673666
clicca qui per inviare direttamente la mail
oppure lascia un messaggio sulla pagina web della prefettura.
clicca qui per accedere al sito della prefettura

(19 marzo 2009)

MODICA, IL SINDACO ORDINA: SPARATE AI CANI. ENPA, LAV E ANIMALISTI ITALIANI DIFFIDANO IL SINDACO A RITIRARE L'ORDINANZA

Enpa, LAV, e Animalisti Italiani, hanno diffidato il Sindaco di Modica (Ragusa) a ritirare subito l'Ordinanza con cui ha dato il via libera all'abbattimento dei cani randagi, emanata dopo la tragica aggressione mortale ai danni di un bambino e dopo il ferimento di altre tre persone, ritenendola illegale e illegittima. Una diffida preventiva sarà inviata anche al Sindaco di Scicli, per scongiurare eventuali analoghi provvedimenti. Le tre associazioni, inoltre, hanno scritto al Prefetto di Ragusa - autorità competente in materia di sicurezza e incolumità pubblica - e per conoscenza al Procuratore di Modica e al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini per sollecitare un intervento che garantisca l'annullamento dell'Ordinanza in questione, peraltro contraria alle chiare direttive del Prefetto e del Sottosegretario Martini a tutela dei randagi. Nella lettera al Prefetto, Enpa, Animalisti Italiani e LAV chiedono anche di accertare che i cani randagi della zona non siano rimasti vittime di maltrattamenti, di uccisioni, e che l'area non sia stata eventualmente contaminata con bocconi avvelenati, pericolosissimi per l'incolumità pubblica. "Quanto accaduto negli ultimi giorni nelle zone di Scicli e di Modica è sconcertante e gravissimo, siamo vicini e solidali con le famiglie delle persone drammaticamente colpite - dichiarano Enpa, Lav e Animalisti Italiani - ma non sarebbe giusto nè risolutivo scaricare le colpe su un gruppo di cani senza accertare le responsabilità, esclusivamente umane, nella gestione del fenomeno randagismo, disciplinato da precise disposizioni di legge tese alla corretta prevenzione". Enpa, Animalisti Italiani e LAV lamentano di essere state gravemente escluse, insieme alle altre associazioni animaliste, dalla riunione organizzata questa mattina presso la Prefettura di Ragusa per affrontare questa emergenza. La riunione, attualmente ancora in corso, si sta svolgendo a porte chiuse alla presenza di sindaci e forze dell'ordine. (18 marzo 2009)

UNA BUONA NOTIZIA PER LA FAUNA SELVATICA: IL SENATORE ORSI ANNUNCIA LO SCIOPERO DEI CACCIATORI

Finalmente una buona notizia per la fauna selvatica; il senatore Orsi, relatore della proposta di legge sulla liberalizzazione dell'attività venatoria ("Caccia Selvaggia"), evidentemente indispettito per essere diventato un (facile) bersaglio della satira - Luciana Littizzetto prima, e Maurizio Crozza poi - e per non essere riuscito a "catturare" il consenso degli italiani, rilancia e agita lo spauracchio di uno sciopero generale dei cacciatori. "La mia proposta - minaccia Orsi - è solo sospendere il controllo faunistico. Cioè l'attività che si svolge fuori dalla stagione di caccia per ridurre le specie in eccesso. Lo sapete che in Italia, in questa stagione, i cacciatori fanno circa 3000 interventi la settimana: abbattimenti, catture, costruzione di recinzioni nei parchi.... Perchè fare questi interventi? Perchè fare mattanze di piccoli? In Liguria, Umbria, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Toscana.... Perchè le Province e gli enti parco ci chiedono di intervenire? A caccia con le regole dell'Europa. Basta interventi di emergenza! Colleghi cacciatori state a casa fino a settembre e vedrete che la nostra società si accorgerà di cosa succede senza di noi!". Cosa i cacciatori pensino di tale progetto non lo sappiamo; siamo però assolutamente certi che centinaia di migliaia di animali selvatici, la cui unica "colpa" è quella di esistere, non potranno che tirare un sospiro di sollievo per il provvidenziale sciopero delle doppiette. Peppole, fringuelli, fagiani, cinghiali, caprioli, nutrie, lepri & company con gratitudine ringraziano per una proposta (finalmente!) lungimirante. (18 marzo 2009)

I RANDAGI DI SCICLI NON SARANNO UCCISI; IL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE BLOCCA L'ABBATTIMENTO INDISCRIMINATO DEGLI ANIMALI

I randagi di Scicli (Ragusa) non saranno soppressi. Nella tarda mattinata di oggi il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, aderendo a una forte richiesta di Enpa, ha chiesto e ottenuto che il prefetto di Ragusa bloccasse il provvedimento con cui, sull'onda di una nuova aggressione ai danni di una turista tedesca, aveva dato il temporaneo via libera all'abbattimento indiscriminato dei cani. Di fronte a tale situazione, l'Enpa interveniva a difesa dei randagi, minacciando azioni legali contro quanti avessero ucciso i cani. "L'uccisione di animali - dichiarava la Protezione Animali - è un reato punito dall'articolo 544 bis del codice penale; di conseguenza denunceremo chiunque si rendesse responsabile di tale reato". Secondo l'Enpa abbattere i randagi avrebbe significato scaricare su di essi colpe che non appartengono loro; per legge, infatti, sono i comuni a doversi occupare, con strumenti ordinari, del fenomeno del randagismo; nel caso specifico l’amministrazione comunale risulta gravemente inadempiente. Nelle tarde ore della mattinata, l'appello della Protezione Animali, e di altre associazioni animaliste, è stato raccolto dal Sottosegretario Martini che, ribadendo le sue accuse nei confronti di Comuni e Regioni - "colpevoli di non aver controllato il fenomeno" - e adoperandosi per una soluzione incruenta che tutelasse tanto i diritti degli animali quanto l'incolumità dei cittadini, chiedeva al prefetto di sospendere il suo provvedimento. Nel ribadire la ferma intenzione di denunciare chiunque si renda responsabile di violazioni all'articolo 544 bis del codice penale, l'Enpa ringrazia il sottosegretario Francesca Martini per l'intervento efficace e decisivo. "Ora - conclude la Protezione Animali - occorre fare chiarezza sull'utilizzo dei fondi che il governo nazionale e quello regionale hanno stanziato in questi anni per far fronte al fenomeno del randagismo in Sicilia. Il solo Ministero della Salute ha erogato, dal 2003 ad oggi, circa tre milioni di euro; a questo stanziamento vanno aggiunti i fondi regionali. Evidentemente queste risorse non sono state correttamente impiegate se in tutta la Sicilia il randagismo continua ad essere una emergenza regionale". (17 marzo 2009)

BAMBINO UCCISO A MODICA, L'ENPA REPLICA AL SINDACO DI SCICLI: "NO AD ABBATTIMENTI PREVENTIVI"

In merito a quanto oggi dichiarato dal Sindaco di Scicli (Ragusa), il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: "L'unica cosa ragionevole detta dal sindaco di Scicli riguarda la decurtazione di fondi operata dal governo nella recente finanziaria, per il resto ricordo al sindaco che la legge 281/91 ha superato l'abbattimento dei cani per un principio di civiltà altamente condiviso; il sindaco desidera tornare indietro anni luce per coprire le inadeguatezze di quelle amministrazioni che in Italia, al contrario di molte altre, non hanno fatto nulla nel tempo per osservare la legge". "Questa deriva, per cui tutto quello che non si vuole o non si è capaci di gestire deve essere eliminato, è un preoccupante campanello d'allarme - prosegue Rocchi -. La responsabilità della morte del bambino, una tragedia immane che mi spinge a rinnovare la mia solidarietà alla famiglia del piccolo, è da imputare a chi, invece di custodire e alimentare gli animali, li ha lasciati liberi sul territorio senza cibo nè acqua". "In questa filiera di maltrattamenti - conclude Rocchi - per adesso risulta arrestata la persona incaricata materialmente della custodia degli animali ma, mi chiedo, con quanta leggerezza sia stato fatto un affidamento così incauto a una persona oltretutto gravata da precedenti penali specifici". (16 marzo 2009)

BAMBINO AGGREDITO E UCCISO DA RANDAGI A MODICA. L'ENPA: "DOLORE E SGOMENTO"

In merito alla tragedia di Modica (Ragusa), dove un branco di cani randagi ha aggredito a morte un bambino di 10 anni e ferito un altro bambino di 9 anni e un adulto, il presidente della Protezione Animali, Carla Rocchi, dichiara quanto segue: "Esprimo dolore e sgomento per la disgrazia avvenuta a Modica che è costata la vita a un bambino di 10 anni. Inquieta e deprime che, a 18 anni dall'entrata in vigore della legge di contrasto al randagismo - era il 1991 - e nonostante le risorse che hanno consentito a molte regioni italiane di controllare, contenere, e addirittura superare tale emergenza, esistano ancora aree del nostro paese dove, nonostante l'impegno e la dedizione dei volontari delle associazioni, le istituzioni locali non abbiano ancora affrontato con la necessaria determinazione e professionalità il fenomeno del randagismo". "Statisticamente - prosegue Rocchi - tale fenomeno è più vasto dove mancano piani di sterilizzazione e progetti di contenimento. Dispiace che la città di Ragusa, che aveva annunciato la volontà positiva di attuare, proprio in collaborazione con l'Ente Nazionale Protezione Animali, un piano di contrasto al randagismo, sia stata colpita da una così grave disgrazia". "L'impegno - conclude Rocchi - deve rimanere alto e costante perchè eventi luttuosi come quello odierno non si verifichino più". (16 marzo 2009)

CACCIA SELVAGGIA, ANCHE IL MONDO DELLO SPETTACOLO SI SCHIERA CONTRO IL TESTO UNIFICATO DEL SENATORE ORSI

"Una proposta di legge sulla caccia, che ha scontentato tutti, dalla LIPU all'Arcicaccia". Con queste parole Luciana Littizzetto, nota attrice comica ospite della trasmissione "Che Tempo che Fa" (andata in onda ieri, 15 marzo) ha commentato, con l'ironia e la verve che la contraddistinguono, il testo unificato del senatore Orsi che, stravolgendo l'attuale normativa (l. 157/92) prevede la liberalizzazione selvaggia dell'attività venatoria. "Questa legge - ha proseguito Littizzetto - prevede di aumentare il periodo della caccia, di aumentare i luoghi in cui si caccia, di poter sparare agli uccelli migratori, di togliere le specie protette". "C'è anche la possibilità di prendere la licenza di caccia a 16 anni - ha aggiunto l'attrice - ; […] a 16 anni non puoi votare, non puoi guidare, però puoi imbracciare una doppietta". Nel corso del suo intervento, Luciana Littizzetto, ha citato solo una parte delle norme criticate dalla nostra, come da altre associazioni animaliste, e che, se approvate, metterebbero in serio pericolo la sopravvivenza della fauna selvatica in Italia oltre a portare il nostro Paese in rotta di collisione con la normativa comunitaria. La Protezione Animali ringrazia Luciana Littizzetto per aver informato "il grande pubblico", in maniera semplice e diretta, sui gravi aspetti della proposta di legge di cui è relatore il senatore Orsi. (16 marzo 2009)

CACCIA, OLTRE IL 90% DEGLI ITALIANI CONTRARI ALLA LIBERALIZZAZIONE. LO RIVELA UN SONDAGGIO IPSOS

Quando si parla di caccia, le appartenenze politico-ideologiche degli italiani vengono meno e una maggioranza trasversale, dai contorni quasi plebiscitari, si schiera contro ogni eventuale provvedimento di liberalizzazione dell'attività venatoria. Questo è quanto emerge da un sondaggio Ipsos - i risultati confermano quanto già evidenziato da una precedente indagine demoscopica condotta da Eurisko ed Enpa - commissionato da Lipu, Legambiente e Wwf. Interrogato in merito alle principali norme del disegno di legge a "riforma" dell'attuale legge che tutela la fauna selvatica e disciplina l'esercizio dell'attività venatoria, il campione ha bocciato a larga maggioranza (oltre il 90%) il testo unificato presentato dal relatore Orsi. In particolare, il 94% degli italiani si è detto contrario all'ipotesi di autorizzare i sedicenni a imbracciare le "doppiette", mentre una percentuale altrettanto consistente ha bocciato le proposta di sparare agli uccelli migratori (93%) e di estendere il carniere delle specie cacciabili includendovi quelle protette (91%). (11 marzo 2009)

Per scaricare il sondaggio clicca qui

AL VIA A MARZO LA QUARTA STAGIONE DELLA PREVENZIONE, UNA INIZIATIVA ORGANIZZATA DALL'ASSOCIAIZONE MEDICI VETERINARI

Al via la quarta edizione de "La Stagione della Prevenzione 2009", campagna di sensibilizzazione alle cure veterinarie promossa dall'Associazione Medici Veterinari; per tutto il mese di marzo gli ambulatori veterinari che hanno aderito all'iniziativa (oltre 2.000) offriranno visite gratuite per sensibilizzare i proprietari di cani e gatti in merito all'importanza di una corretta prevenzione delle patologie animali. Sul sito web dell'Anmvi è disponibile un database con l'elenco delle strutture veterinarie partecipanti; per informazioni è comunque possibile contattare il numero verde 800189612. "Il successo delle precedenti edizioni - ha commentato Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa - fa ritenere che, anche quest'anno, sarà particolarmente apprezzata l'iniziativa a tutela della salute degli animali da compagnia e la promozione del patrimonio informativo teso a prevenire patologie, disturbi e comportamenti non corretti. L'iniziativa sottolinea, altresì, la necessità di avere, con il veterinario di fiducia, un rapporto continuativo e non episodico, legando tali contatti alla tutela preventiva della salute dell'animale piuttosto che all'emergenza che invece tende a sventare". "L'Enpa - ha concluso Rocchi - sostiene l'attività dell'ANMVI e ringrazia l'Associazione e i Veterinari per il loro quotidiano coinvolgimento e per l'attenzione al rapporto con le realtà territoriali e con quella nazionale dell'Associazione". (5 marzo 2009)

CACCIA, JANE GOODALL: "LE DOPPIETTE, UNA SCONFITTA DELL'UOMO". L'ENPA: "L'ITALIA TORNA AL MEDIOEVO"

L'Enpa si unisce alle parole di Jane Goodall, una delle più grandi scienziate ed etologhe contemporanee, intervistata nell'ambito del documentario "A ferro e Fuoco", una inchiesta che la scrittrice Margherita d'Amico sta realizzando sul mondo della caccia e delle armi. La caccia, secondo la Goodall rappresenta la sconfitta dell'uomo moderno: "Se al punto dell'evoluzione che ha raggiunto, l'uomo contemporaneo non si rende conto che gli animali sono individui unici, dotati di sentimenti, intelligenza, relazioni sociali e familiari, e ritiene che si possano uccidere per semplice diletto, ciò significa che egli non ha compreso, non è progredito". E proprio l'Italia rischia di tornare a un "nuovo Medioevo", qualora fossero approvate le norme per la liberalizzazione della caccia - relatore il senatore Orsi (PDL) - che, attualmente in discussione presso la Commissione Ambiente al Senato, stravolgerebbero la legge 157/92. Se il Parlamento approvasse la "controriforma venatoria", nel nostro Paese, alla cultura della non violenza e del rispetto per qualsiasi forma vivente del pianeta, si sostituirebbero le ragioni delle lobby dei cacciatori estremisti; le logiche del mercato, dell'industria e del commercio di armi. Caccia a sedici anni, utilizzo illimitato di richiami vivi - uccelli rinchiusi in anguste gabbiette per richiamare altre ignare vittime - e autoregolamentato dai cacciatori, ripristino dello zimbello (civette legate con corda e appese ad una zampa per attrarre uccelli), fucilate indiscriminate - anche a cani e gatti -, caccia in aree protette e drastica riduzione delle stesse (se considerate "in sovrannumero"), liberalizzazione dell'imbalsamazione di animali selvatici; queste la tappe che segnano un ritorno al passato "più buio". Dichiara Jane Goodall alla scrittrice Margherita D'Amico: "Per quanto possa sforzarmi, alla mia età non riesco ancora a capire come persone civilizzate possano provare piacere nell'uscire di casa, togliere la vita a creature bellissime e magari, poi, appenderne in salotto la testa sotto forma di decorazione". Anche la Protezione Animali se lo chiede, e con Enpa la stragrande maggioranza dei cittadini italiani, notoriamente contrari alla caccia. La Protezione Animali si augura che il governo ascolti, finalmente, le parole della Goodall e di milioni di Italiani. (10 marzo 2009)

"TUTELA DELL'INCOLUMITÀ PUBBLICA DALL'AGGRESSIONE DEI CANI", PRESENTATA IERI L'ORDINANZA MARTINI

Presentata ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, l'ordinanza emanata dal Sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, sulla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani. Eliminazione delle cosiddette liste nere, quelle riferite a cani "pericolosi", e responsabilizzazione dei proprietari di cani sono i due punti salienti del provvedimento. L'ordinanza entrerà in vigore il giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Di seguito il dettaglio delle novità introdotte dall'ordinanza:
Eliminata la "black list". L'abolizione dell'elenco di razza canine "pericolose" è stata disposta poichè, come dimostrato dalla letteratura scientifica di medicina veterinaria, non è fondato sostenere che la maggiore propensione all'aggressività sia motivata da fattori genetici (razza, incrocio, ecc) e non, piuttosto, da condizioni ambientali (educazione, addestramento, ecc);
Responsabilità civile e penale dei proprietari. I proprietari dei quattrozampe, in quanto responsabili del benessere e del controllo del loro "compagno", rispondono in sede civile e penale per i danni o le lesioni causate dal proprio animale;
Utilizzo del guinzaglio e museruola. Per i cani condotti nelle aree cittadine e nei luoghi aperti al pubblico diventa obbligatorio l'uso del guinzaglio, di lunghezza non superiore a 1,5 metri; i quattrozampe possono essere tenuti liberi solo nelle aree appositamente individuate dai Comuni. I proprietari devono sempre avere a disposizione la museruola che deve essere impiegata in caso di potenziale pericolo. I cani possono essere affidati solo a persone in grado di gestirli;
Registro dei cani morsicatori e con problemi comportamentali. È gestito dai Servizi Veterinari e contiene i dati identificativi dei cani con "rischio potenziale elevato in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose". Gli stessi Servizi Veterinari stabiliscono misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale da parte di medici esperti in comportamento animale. I proprietari dei cani iscritti nel registro, invece, sono obbligati a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per eventuali danni causati dal cane e, quando questi si trovi in aree urbane o aperte al pubblico, devono sempre impiegare sia il guinzaglio che la museruola.
Percorsi Formativi per i proprietari di cani. Organizzati dai Comuni e dalle Aziende Sanitarie Locali, prevedono il rilascio di un patentino. I Comuni, nell'ambito delle loro attribuzioni di tutela dell'incolumità pubblica, decidono quali proprietari di cani hanno l'obbligo di seguire i percorsi di formazione;
Nuovo ruolo dei medici veterinari libero professionisti. Hanno il compito di informare e indirizzare i proprietari dei cani ai corsi di formazione per il conseguimento del patentino; inoltre, devono segnalare eventuali situazioni di rischio per la tutela della salute pubblica;
Altri divieti. Sono vietati l'addestramento nonchè incroci e selezioni di razze finalizzati a esaltare l'aggressività dei cani; il doping; interventi chirurgici che alterino la fisionomia dell'animale come, ad esempio, il taglio delle orecchie (tranne eventuali interventi curativi certificati dal veterinario). (4 marzo 2009)

IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, OBAMA, RISTABILISCE LE TUTELE PER LE SPECIE PROTETTE

Il presidente Statunitense, B. Obama, conferma il uo impegno sul versante ambientale e ripristina le misure a tutela delle specie protette, abolite dal suo predecessore G. W. Bush. Per effetto del provvedimento emanato da Obama, le agenzie federali dovranno collaborare con esperti indipendenti per stabilire se l'adozione di determinate azioni e misure possa mettere in pericolo specie animali protette. (4 marzo 2009)

CANI "PERICOLOSI", ORDINANZA MARTINI. L'ENPA: "GRANDE SODDISFAZIONE"

"Esprimo la più grande soddisfazione per i contenuti dell'ordinanza emanata dal Ministero del Welfare grazie al lavoro del Sottosegretario Francesca Martini e del tavolo tecnico che lo stesso Sottosegretario ha voluto nominare." Ha dichiarato Carla Rocchi, il presidente Nazionale dell'Ente Naioznale Protezione Animali, commentando l'ordinanza "sulla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani" emanata dal Sottosegretario al Welfare Francesca Martini. "I punti di forza del provvedimento - prosegue Rocchi - risiedono in primo luogo nell'aver abolito la cosiddetta black list, tanto inutile da non aver evitato nel tempo un solo caso di morsicatura e/o aggressione, e tanto dannosa dall'aver indicato, sia pure involontariamente, a tante persone dall'equilibrio instabile razze canine che, secondo una distorta valutazione, potessero sopperire per aggressività presunta a incolmabili lacune della loro personalità. La presente ordinanza individua nelle regole del vivere civile, nella responsabilizzazione dei proprietari e nel coinvolgimento delle istituzioni preposte, i soggetti che, col lavoro comune, renderanno migliore la relazione tra uomini e animali. Al tempo stesso apre settori di ricerca sulla utilità del rapporto con i cani anche sotto il profilo terapeutico e responsabilizza le istituzioni locali, che ne hanno fin d'ora la titolarità, rispetto alla gestione delle eventuali situazioni critiche". "Il provvedimento - conclude Rocchi - abolisce infine procedure crudeli quali le mutilazioni che, ancora prima dell'ordinanza, erano possibili sugli animali e vieta addestramenti di tipo aggressivo nonchè il relativo uso di strumentazioni come il collare elettrico. L'ordinanza rappresenta un salto profondo e speriamo irreversibile nella filosofia e nella prassi del rapporto con i cani. L'Enpa, che ha ampiamente collaborato alla elaborazione dell'ordinanza, ribadisce la propria disponibilità a cooperare sul territorio attraverso le proprie numerose sedi per l'attuazione completa del provvedimento medesimo". (3 marzo 2009)

MANGINI PER CANI CONTRAFFATTI CON LA MELAMINA, INTERVIENE IL MINISTERO DEL WELFARE

Il Ministero del Welfare ha disposto il ritiro dal commercio di alcune partite di mangimi per cani contaminati da melamina, una sostanza azotata altamente tossica utilizzata per la produzione di stoviglie. Durante lo scorso autunno il composto chimico, utilizzato da alcune imprese cinesi per adulterare il latte in polvere per neonati, era stato responsabile di numerose intossicazioni e alcuni decessi.
Pubblichiamo di seguito il testo integrale del comunicato stampa diffuso dal Ministero degli Esteri.

Mangimi per cani contaminati da melamina
Il Ministero, a seguito della conferma ufficiale ricevuta il 27 febbraio, della presenza di melamina nel mangime Duck & Barley con lotto 099, e nel Mangime C1 con lotto 094, prodotti dalla ditta Diusapet Srl sita in Marzano (PV), informa i cittadini e in particolare gli allevatori di cani, eventualmente in possesso di tali mangimi nei lotti indicati, di sospenderne o evitarne, a titolo precauzionale, la somministrazione ai propri animali.
Si precisa inoltre che si sta provvedendo al ritiro dei quantitativi di tali mangimi eventualmente ancora presenti sul circuito commerciale.
(3 marzo 2009)

CACCIA, IL SOTTOSEGRETARIO BRAMBILLA APRE SULLA RIFORMA DELL'ART. 842 COD. CIV. L'ENPA: "BUON PASSO AVANTI"

Nel corso del convegno "Nuove norme per la tutela degli animali d'affezione", svoltosi questa mattina presso il Senato della Repubblica, il Sottosegretario al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha appoggiato le proposte avanzate dalla senatrice Poretti e dalla Protezione Animali per emendare l'articolo 842 del codice civile cancellando l'anomalia giuridica che stabilisce il libero accesso dei cacciatori ai fondi privati. "Le dichiarazioni del Sottosegretario Brambilla - commenta la Protezione Animali - testimoniano una grande sensibilità per le tematiche relative alla tutela e al benessere degli animali. Ci auguriamo che tale disponibilità sia condivisa anche da altri esponenti dell'esecutivo e contribuisca a fermare la liberalizzazione venatoria indiscriminata proposta dal testo unificato del relatore Orsi, tuttora in fase di esame presso la Commissione Ambiente del Senato". "Ci auguriamo - conclude la Protezione Animali - che il Sottosegretario Brambilla si batta con noi contro l'estensione dei periodi venatori e delle specie cacciabili, contro lo sterminio delle specie protette e contro l'abbattimento di cani e gatti vaganti, e contro tutte le modifiche che rendono inaccettabile lo stravolgimento dell'attuale normativa, la legge 157/92 norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio". (24 febbraio 2009)

CACCIA, FUCILI AI SEDICENNI E SPARI CONTRO CANI E GATTI. L'ENPA: "FERMA OPPOSIZIONE"

Non hanno patente di guida o diritto di voto, e sono ancora soggetti alla patria potestà; eppure tra qualche settimana i sedicenni italiani potrebbero vedersi riconoscere dalla legge il diritto a imbracciare il fucile - non un giocattolo, ma un'arma vera e propria capace di stroncare una vita nel giro di poche frazioni di secondo - se il Parlamento Italiano, in un lampo di buonsenso, non respingerà la controriforma del senatore Orsi che affossa la legge 157/92 "norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio". Lo stesso relatore, forse preoccupato per le conseguenze delle norme introdotte, stabilisce alcuni limiti al "diritto di doppietta", nè sufficienti nè efficaci. "Consigliamo al senatore Orsi di approfondire quel fenomeno complesso che è l'età evolutiva - commenta la Protezione Animali -. Se già adesso è diffuso l'allarme per alcuni comportamenti a rischio dei nostri adolescenti immaginiamo cosa potrebbe accadere con il fucile tra le braccia?" Altrettanto gravi le norme del provvedimento che prevedono, non solo lo sterminio della fauna selvatica, ma anche l'abbattimento di animali inselvatichiti; categoria, assolutamente opinabile, in cui rientrerebbero anche cani e gatti. Cosa determina l'inselvatichimento? Un felino o un cagnolino sono forse selvatici per il fatto di non essere chiusi dentro casa? Secondo Orsi, assolutamente sì: un micetto che, in "libera uscita" dalla cuccia, passeggia per un campo diventa così una pericolosissima belva da fucilare, seduta stante. Un rischio che i nostri cani e i nostri gatti correrebbero di sicuro, magari vicino alla loro casa, dal momento che una anacronistica norma del codice civile ancora oggi riconosce ai cacciatori il privilegio di entrare sui terreni privati. "Ci opporremo a questo provvedimento con tutte le nostre forze - prosegue l'Enpa - e con tutti gli strumenti offerti dalla legge. Siamo decisi a tutelare la salute e benessere dei nostri connazionali: non vogliamo che l'Italia diventi un immenso campo di tiro a segno; non vogliamo che alle famiglie italiane, costrette a schivare i pallini, sia negato il diritto di godere di un bene collettivo quale il patrimonio ambientale; non vogliamo che gli animali d'affezione siano condannati a morte; non vogliamo che gli animali selvatici siano massacrati per puro divertimento." (23 febbraio 2009)

"NUOVE NORME PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI D'AFFEZIONE", CONVEGNO DEL SENATO PER UNA LEGGE DI RIORDINO

Martedì 24 febbraio a partire dalle ore 9.30, presso la sala Atti Parlamentari del Senato della Repubblica a Roma, si svolgerà il convegno nazionale "Nuove Norme per la Tutela degli Animali d'Affezione". L'incontro, organizzato dai parlamentari di maggioranza e opposizione, è un'importante occasione per fare il punto sulle proposte di legge per la tutela della salute e del benessere degli animali d'affezione, e per definire il cammino condiviso verso l'approvazione di una legge che riordini in modo organico e sistematico l'intera materia. Al convegno, presieduto dalle senatrici Silvana Amati e Laura Bianconi, interverenno l'On. Michela Vittoria Brambilla, Sottosegretario al Turismo; le Senatrici Franca Chiaromonte, Diana De Feo, Donatella Poretti, Luciana Sbarbati; Anna Branchero per la Conferenza delle Regioni e Serena Pillozzi per l'Anci. Presenti anche i rappresentanti delle associazioni e del mondo animalista, tra cui Carla Rocchi, presidente Nazionale dell'Enpa. I lavori saranno conclusi dall'onorevole Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute. (19 febbraio 2009)

BOCCONI AVVELENATI, L'ENPA ALLE PREFETTURE: "ATTIVARE IL TAVOLO DI COORDINAMENTO"

"Attivare il tavolo di coordinamento previsto dall'ordinanza Martini sui bocconi avvelenati": è quanto ha chiesto la Protezione Animali alle Prefetture italiane. Secondo quanto stabilito dal provvedimento del sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, il tavolo di coordinamento, attivato presso ogni prefettura ha il compito di monitorare il fenomeno della diffusione di esche avvelenate e di gestire gli interventi che si rendessero necessari. Al tavolo partecipano Guardia Zoofile, Prefetto, istituzioni e corpi di polizia locale, veterinari, rappresentanti degli istituti zooprofilattici. "In questi giorni abbiamo sollecitato le Prefetture ad attuare quanto previsto dal provvedimento - dichiara Marco Bravi, responsabile nazionale del servizio Guardie Zoofile dell'Enpa -. Non appena sarà costituito il tavolo di coordinamento l'ordinanza diventerà pienamente operativa e il nostro Paese avrà finalmente a disposizione uno strumento efficace per tutelare la salute di animali ed esseri umani dai bocconi avvelenati che, come rivelano gli organi di informazione, sempre più spesso vengono sparsi sul nostro territorio". L'ordinanza Martini stabilisce il divieto di preparare e abbandonare esche e bocconi avvelenati che contengano sostanze tossiche. Secondo quanto stabilito dal provvedimento, in caso di avvelenamento, il proprietario dell'animale e il veterinario che abbia effettuato la diagnosi devono informare le autorità competenti. Gli istituti zooprofilattici, invece, procederanno all'autopsia sul corpo dell'animale avvelenato; a carico dei sindaci l'apertura di un'indagine e l'impiego di tutte le misure necessarie alla bonifica dei luoghi. I produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti fitosanitari e di sostanze pericolose, infine, devono adottare le necessarie a evitare un contatto fortuito di uomini e animali con eventuali sostanze nocive. (18 febbraio 2009)

I RADICALI E LA RAI: SALVATE IL CANE DEL MARESCIALLO ROCCA. L'ENPA SCRIVE A SERGIO ZAVOLI

ROMA - Il 16 aprile 2007, il Nirda (Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali) del Corpo Forestale sequestra tutti gli animali della «Zoo Grunwald Srl» di Pasquale Martino che ha sede a Roma. Si tratta di esemplari impiegati al cinema e in tv, questa è l'attività della società, che il Nirda trova detenuti in condizioni strutturali e igieniche pessime. L'elenco include 90 cani, 28 oche, pitoni, boa, iguane, pappagalli, dromedari, maiali, cammelli, gatti, buoi, gabbiani e aquile. Molti degli esotici vengono sistemati nei centri di recupero, altri collocati presso strutture di vario genere.
Qualcuno ha vissuto momenti di celebrità, come il border collie che ha sostituito il famoso Shonik nella serie Il Maresciallo Rocca: è fra i sei cani attori affidati a privati cittadini, che ormai li considerano propri. Il processo deve ancora iniziare: Martino è chiamato a rispondere per il reato 727 del codice penale, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Intanto esegue alcuni lavori nel suo centro, che le Asl ora reputano idoneo. Così, un mese fa, il Tribunale ordina il dissequestro degli ultimi cani. «Non ho accuse per maltrattamento, è solo che il mio impianto era vecchio. C'è chi abita in case del '400, basta sistemarle», afferma Martino che rivuole i suoi animali. Ma gli zoofili, e non solo, insorgono. La senatrice dei Radicali-Pd Donatella Poretti presenta un'interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, indicando l'atteggiamento irresponsabile della Rai: «Maltrattare gli animali è reato, ancora più grave se ad avallarlo è la televisione di Stato, fatta con i soldi dei contribuenti». Nel testo Poretti ricorda episodi come il collasso in diretta del canguro esibito a «Carramba che sorpresa» della Carrà nel 2000 che costò alla Grunwald una denuncia da parte degli Animalisti Italiani e del Codacons.
Chiede anche per quali ragioni la Rai utilizzi per i suoi programmi animali provenienti da situazioni di sofferenza e domanda se il governo intenda intervenire tempestivamente presso l'ente pubblico. Carla Rocchi, presidente dell'Ente Nazionale Protezione Animali, ha scritto una lettera aperta a Sergio Zavoli, presidente della Commissione Parlamentare Vigilanza Radio e Tv, chiedendo che i futuri contratti con le società che affittano gli animali allo spettacolo siano subordinati a severe verifiche del rispetto di normative e condizioni etologiche. E ricorda: «Da due anni i sei cani sotto sequestro vivono presso famiglie che li colmano di affetto, immaginate cosa significhi riconsegnarli alla vita precedente?».

Margherita d'Amico

Articolo tratto dal sito web corriere.it del 18 febbraio 2009

Di seguito il testo dell'interrogazione presentata dalla senatrice Poretti.

Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: la RAI - Radiotelevisione italiana, l'emittente televisiva pubblica, per le sue trasmissioni di intrattenimento e per le fiction, utilizza animali, affittandoli presso alcune società private; una di tali società, denominata "Grunwald Zoo", è gestita dal signor Martino Pasquale, e nasce con lo scopo di fornire animali alle televisioni ed al cinema; la società "Grunwald Zoo" detiene numerose specie di animali: oltre a cani di varie razze, anche esemplari di fauna selvatica protetta dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante "Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio" - come l'Airone cenerino chiaramente visibile dal sito Internet - ed animali esotici tutelati dalla legge 11 febbraio 1992, n. 150, recante disciplina dei reati relativi all'applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, nonchè norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica; nell'anno 2000 nei confronti della predetta società fu avviato un procedimento legale dall'associazione Animalisti italiani e dal Codacons, per aver utilizzato in una nota trasmissione televisiva alcuni esemplari di animali a diretto contatto con il pubblico: questo a rischio dell'incolumità e della pubblica salute e con notevole sofferenza degli animali, in aperta violazione degli articoli 110 del codice penale e 6, comma 4, della citata legge n. 150 del 1992; in quell'occasione, durante una puntata della trasmissione "Carramba", un canguro condotto in studio ebbe un collasso in diretta e fu necessario l'immediato intervento di un veterinario; è da sottolineare che, all'epoca dei fatti, non era ancora stata emanata la legge n. 189 del 2004, recante "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonchè di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate", che ha introdotto l'articolo 544-ter del codice penale, che condanna i maltrattamenti sugli animali, considerando le loro caratteristiche etologiche oltre che quelle fisiche; nel 2006 la società "Grunwald zoo" fu posta sotto sequestro dal Nucleo investigativo per i reati in danno degli animali (NIRDA) del Corpo forestale dello Stato. Durante le operazioni di controllo, infatti, furono rinvenuti animali in condizioni di grande malessere, detenuti in modo tale da non assicurare neanche il minimo rispetto delle loro esigenze etologiche; tra gli altri, una lupa incinta, priva della certificazione CITES che ne attestasse la legale provenienza, rinchiusa in un angusto box di cemento, usata come fattrice per la produzione di incroci con cani lupo cecoslovacchi, pure presenti nella struttura; circa 100 cani costretti in spazi fatiscenti, umidi, sporchi e in pessime condizioni igienico-sanitarie, privi delle cure basilari ed in evidenti condizioni di stress, nonchè numerosi gatti rinchiusi in piccolissime gabbie, in pessime condizioni di salute; diversi rettili, tra cui due pitoni, furono rinvenuti in un ambiente inidoneo, sporco, a temperature non adatte alle specie, tali da procurare affezioni letali per uno dei due esemplari, nonostante le cure prodigate dopo il sequestro; molti animali furono affidati a strutture di ospitalità; in particolare, almeno novanta cani furono accolti dalle diverse sedi del canile del comune di Roma, anche a seguito della cessione da parte del detentore; tra i cani trovati nelle condizioni sopra descritte presso le strutture della società "Grunwald zoo", fu rinvenuto anche il border collie della serie televisiva "Il maresciallo Rocca". Numerosi cani non risultavano iscritti all'anagrafe canina ed altri sono stati iscritti solo dopo il sequestro effettuato dal NIRDA; di recente, in conseguenza dell'istanza presentata dal signor Martino Pasquale, che si è dichiarato "interessato" a riavere solo una parte dei cani in stato di sequestro, il magistrato titolare delle indagini ha disposto, senza alcuna motivazione, il dissequestro degli animali richiesti; essi, curati e riabilitati con ingente spesa di denaro pubblico, dovrebbero poi essere riconsegnati all'originario detentore, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza delle ragioni per le quali la RAI utilizzi per i suoi spettacoli e programmi animali provenienti da situazioni di sofferenza e detenzione incompatibile con la loro natura; se il Governo intenda intervenire tempestivamente perchè sia verificato e garantito il benessere degli animali e le condizioni delle strutture che li offrono "in affitto", con l'auspicio degli interroganti che sia posta fine al ricorso all'utilizzo di animali nelle produzioni televisive e cinematografiche; se, a tutt'oggi, sia stata verificata la conformità delle strutture della società "Grunwald zoo" che ospitano animali definiti "pericolosi" secondo la normativa contenuta nella legge n. 150 del 1992 e successive modificazioni; se, nel frattempo, siano state portate e rese note le motivazioni del dissequestro sopra citato. (4-00979)

ANIMALI. L'ENPA A FINI: "NON ESISTONO CANI PERICOLOSI, MA SOLO COMPORTAMENTI A RISCHIO"

"Apprezziamo le preoccupazione del Presidente Fini per la tutela dell'incolumità delle persone da eventuali aggressioni di cani - dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale della Protezione Animali - riteniamo però che il governo stia facendo, attraverso l'attività dell'on Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, i passi più giusti per la prevenzione e il controllo delle manifestazioni aggressive degli animali puntando sulla formazione dei proprietari dei medesimi. Infatti il mondo scientifico, veterinario e comportamentalista concorda nel ritenere che non esistano cani pericolosi per nascita ma comportamenti inadeguati o talvolta dolosi da parte di chi tali cani possiede o detiene. L'Enpa è da sempre disponibile per contribuire, attraverso la propria esperienza, alla migliore coesistenza tra persone e animali". (17 febbraio 2009)

LEISHMANIOSI, RICERCATORI ISOLANO MOLECOLA CHE RIDUCE DEL 95% LA CRESCITA DEI PARASSITI

"Abbiamo isolato una molecola naturale che riduce del 95% la crescita e la moltiplicazione dei protozoi (parassiti) che causano la Leishmaniosi". Lo ha annunciato il professore Giovanni Floris, ordinario di Biochimica e Biologia molecolare dell'università di Cagliari. "La ricerca - ha spiegato Floris - è stata condotta utilizzando proteine purificate dal lattice dell'Euphorbia characias, un arbusto presente in tutto il territorio della Sardegna". La Leishmaniosi, una malattia parassitaria che oltre ai cani, può colpire anche grave gli esseri umani (specie se affetti da sindrome di immunodepressione) è diffusa in tutto il mondo tranne Oceania e Antartide e si trasmette con la puntura del papataccio. Le regioni meridionali della Sardegna sono particolarmente colpite da questo tipo di infezione (ne è affetto circa il 65% dei cani); la ricerca del professor Floris rappresenta dunque un importante passo avanti per salvare le vite di molti quattrozampe. (13 febbraio 2009)

L'ENPA ADERISCE ALLA GIORNATA PER IL RISPARMIO ENERGETICO; CONSUMI MINORI FANNO BENE ANCHE AGLI ANIMALI

L'Enpa aderirà alla giornata internazionale sul risparmio energetico "m'illumino di meno" prevista per venerdì 13 febbraio 2009. Le sedi della Protezione Animali si impegnano a tenere spente, dopo le 18, tutte le apparecchiature non necessarie, compresi le luci degli apparecchi in standby quali computer, monitor, televisori e lettori dvd, che in realtà consumano molta più energia elettrica di quanto si possa pensare. Anche l'ENPA, quindi, invita tutti a tenere sotto controllo gli sprechi, con dei semplici accorgimenti che però hanno effetti molto positivi sull'ambiente e quindi anche sulla conservazione della fauna. Ad esempio, una buona regola è regolare i riscaldamenti in maniera che la temperatura della casa non superi mai i venti gradi: obiettivo più facilmente raggiungibile controllando gli infissi e l'isolamento dell'abitazione. Importante limitare anche l'uso dell'automobile, soprattutto se vecchie e quindi più inquinanti. Purtroppo, ancora oggi, la produzione di energia da fonti rinnovabili è ancora molto limitata rispetto a quella derivata da fonti fossili come carbone, petrolio, gas naturale. In particolare, l'energia solare, l'unica vera fonte pulita, ecocompatibile e ampiamente disponibile nel nostro paese, nonostante gli sforzi degli ultimi anni, è ancora limitatissima. Parlare di sprechi di energia non significa solo risparmio economico. L'uso delle risorse fossili, di cui stiamo certamente abusando, inquina gravemente l'ambiente sta causando numerosi stravolgimenti: primo tra tutti, il cambiamento climatico, che ha messo a serio rischio la sopravvivenza di numerose specie animali - primo tra tutti, l'orso polare - e che ha influito sulla riproduzione e sulle migrazioni della fauna. Utilizzare razionalmente l'energia e produrla con le fonti rinnovabili che però non abbiano impatti negativi per la fauna, significa ridurre fortemente le emissioni e quindi contribuire agli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto - da cui il nostro paese è ben lontano da raggiungere -, ma anche aver contribuito al "count down sulla perdita di biodiversità", il grande appuntamento con numerose altre nazioni per arrestare l'allarmante declino delle specie animali e vegetali che l'inquinamento, causato anche dagli sprechi energetici, sta decretando nel nostro pianeta. (12 febbraio 2009)

ANIMALI, IL GOVERNO SI PREPARA A STERMINARE GLI SCOIATTOLI GRIGI

Convergenze parallele tra il Ministero dell'Ambiente e il senatore Franco Orsi, relatore del testo unificato sulla "riforma" della legge 157/92 in materia di tutela del patrimonio faunistico e regolamentazione della caccia. Il 16 febbraio, infatti, presso il Ministero dell'Ambiente si svolgerà la riunione istituzionale che potrebbe dare il via libera all'eutanasia di massa per lo scoiattolo grigio; nel frattempo, a pochi giorni di distanza dall'incontro, fonti di stampa rendono noto che il testo unificato del senatore Orsi esclude dallo status di specie protetta proprio ... lo scoiattolo grigio. "È utile ricordare - si legge nel documento redatto del Ministero dell'Ambiente - che è stato aperto un case file per l'Italia e che quest'Amministrazione verrà chiamata entro la metà di marzo a rispondere delle inadempienze in merito all'attuazione di piani di controllo/eradicazione dello Scoiattolo grigio". Con una solerzia e un'efficienza non riscontrabili in casi analoghi - si vedano altre procedure d'infrazione a carica dell'Italia, come quelle per la violazione della Direttiva Uccelli sulla tutela dell'avifauna - il Ministero dell'Ambiente si preoccupa dunque di tutelare lo scoiattolo comune europeo (Scoiattolo rosso) sterminando lo scoiattolo grigio, suo concorrente nella biosfera. "Lo scoiattolo grigio - spiega la Protezione Animali - è una specie alloctona importata in Italia dal Nord America, prevalentemente per via commerciale, che occupa la stessa nicchia ecologica dello scoiattolo rosso: potenzialmente, dunque, le due specie possono entrare in competizione tra loro. Se la situazione fosse così critica come si pretende, le autorità dovrebbero anzitutto vietare l'importazione e il commercio dello scoiattolo grigio; un provvedimento che allo stato attuale ci risulta non essere stato ancora adottato". In realtà l'entità di questo fenomeno è ancora tutta da verificare; lo stesso documento del Ministero non riporta alcun tipo di dato o di cifra a che giustifichi l'eutanasia di massa, pur affrettandosi a suggerire interventi di questo tipo. "Lo studio del Ministero dell'Ambiente - commenta la Protezione Animali - contiene anche alcune palesi inesattezze. Si cita, ad esempio, un precedente piano di eradicazione realizzato nel 1997 dall'Infs (Istituto Naziona Fauna Selvatica) nella zona di Cuneo, trascurando però un piccolo particolare: nel 1999 per quell'intervento due zoologi dell'istituto furono condannati dalla Magistratura per caccia in un parco, caccia con mezzi non consentiti e maltrattamento di animali". A non convincere è soprattutto l'impostazione complessiva del documento, così come la presunta adesione ad esso da parte di altre altre associazioni animaliste quali Legambiente (fu proprio Legambiente nel 1997 a denunciare il piano di eradicazione dell'Infs a Cuneo), WWF, Pro-natura e Lipu. "È quanto meno sospetta la fretta con cui vengono liquidate tout court soluzioni alternative e incruenti (la sterilizzazione e il rilascio degli esemplari nell'areale originario) adducendo a pretesto l'onerosità economica di tali interventi. E allora - prosegue la Protezione Animali – come non collegare i due fatti, l'eutanasia di massa e lo stravolgimento del 157/92, ipotizzando che lo scoiattolo grigio sarà il nuovo passatempo delle doppiette?". Di fronte al pericolo di un'ennesima strage di animali innocenti, che pagano le conseguenze di comportamenti umani, l'Enpa chiede alla pubbliche autorità di trovare soluzioni compatibili con il rispetto della loro vita e dei loro diritti. (12 febbraio 2009)

CACCIA, DOPO LA FAUNA IL SENATORE ORSI SPARA ANCHE SULL'ENPA

Fermare immediatamente il testo unificato sui disegni di legge per la riforma delle norme in materia di tutela della fauna e regolamentazione della caccia (legge 157/1992): lo chiede la Protezione Animali al Parlamento e al Governo italiano. In un colpo solo, infatti, il testo presentato dal relatore Franco Orsi (PDL) cancella la fauna dall'interesse nazionale dello Stato Italiano e anche la Protezione Animali dal Comitato Faunistico Venatorio Nazionale, organismo consultivo istituito dalla legge 157/1992 per fare il punto sullo stato di applicazione della legge stessa. Una sede, questa, in cui la Protezione Animali si è sempre battuta dalla parte della legalità e della natura. Non solo. Il testo unificato, inoltre, riduce notevolmente i poteri delle Guardie Zoofile dell'Enpa, limitandone l'attività alle zone espressamente vietate alla caccia. "Siamo di fronte a una vera e propria controriforma - commenta Annamaria Procacci, consigliere nazionale dell'Enpa -; a una proposta che, oltre ad armare i sedicenni, militarizzando di fatto il Paese, spara a tutto campo sulla cultura animalista e sulla più antica associazione italiana a tutela gli animali, fondata nel 1871 da Giuseppe Garibaldi e conosciuta da tutti gli italiani". Cancellare il ruolo istituzionale dell'Enpa e circoscrivere l'attività della Guardie Zoofile alle sole zone vietate alla caccia significa sferrare un colpo durissimo all'attività di sorveglianza su una pratica osteggiata dalla maggioranza dei cittadini (sondaggio Enpa/Eurisko) e responsabile ogni anno di decine di vittime innocenti. "Il testo presentato - conclude Procacci - probabilmente è la risposta del senatore Orsi alla nostra richiesta di sostituirlo con un altro relatore. Orsi, infatti, è da sempre troppo schierato dalla parte degli ambienti venatori estremisti, mentre avremmo invece bisogno di grande imparzialità in una materia delicata come quella della biodiversità oggi tanto in crisi". (9 febbraio 2009)

ENPA SPOPOLA SU FACEBOOK: IL GRUPPO DELLA PROTEZIONE ANIMALI TRA I PRIMI CENTO AL MONDO

Enpa spopola su Facebook. Il gruppo istituito dalla Protezione Animali sul "social network" più utilizzato al mondo può già contare su oltre 24.000 aderenti: non necessariamente soci Enpa, ma utenti della rete - non solo italiani - che hanno a cuore i diritti degli animali. L'esperienza della Protezione Animali su Facebook è particolarmente interessante. Lo strumento del social network consente, infatti, di pubblicizzare eventi e storie che spesso, per ragioni tecniche e pratiche, non trovano spazio sul sito ufficiale www.enpa.it. Ma consente soprattutto agli utenti di avere una interfaccia immediata e di partecipare attivamente anche a petizioni e iniziative.
Motivo ulteriore di soddisfazione per Enpa è il livello di gradimento nella comunità di Facebook. Il gruppo dell'Enpa, infatti, nella categoria "No profit" è tra i primi cento al mondo e, tra gli italiani, è attualmente il secondo. Al gruppo ufficiale, tuttavia, si affiancano quelli delle Sezioni territoriali della Protezione Animali. (9 febbraio 2009)

L'indirizzo di Enpa su Facebook è: http://www.facebook.com/pages/ENPA-Ente-Nazionale-Protezione-Animali/18870183223?ref=mf

ANIMALI, TIGRI SUI TELESCHERMI RAI; INTERVIENE LA FORESTALE. L'ENPA: "BASTA ANIMALI IN TV"

A metà novembre la RAI lo aveva invitato in suo programma, tuttavia secondo il Corpo Forestale dello Stato Mario Bellucci, imprenditore circense (Circo Embell Riva) e responsabile di uno zoo in Abruzzo, non avrebbe potuto esibire il "frutto della sua impresa commerciale"; quei cuccioli nati dall'inutile incrocio tra tigre e leone. La Forestale ha così sequestrato i tre piccoli nati nel Safari Park d'Abruzzo e presentati dal circense come evento rarissimo, sull'onda dell'altrettanto ingiustificata promozione della RAI. "Gli incroci di tigri e leoni così come quelli di altre specie, spesso favoriti proprio dai circhi - ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile ufficio cattività di Enpa - in realtà hanno ben poco di eccezionale, poichè è risaputo che i felini e altri animali si riproducono in cattività, anche in condizioni di detenzione orrende. L'incrocio da cui sono nati i cuccioli, presentato come un evento proprio dalla Televisione di Stato, è assolutamente da condannare, sia per la palese inutilità di tale pratica sia perchè aumenta il numero di animali detenuti detenuti all'interno di circhi e zoo". Non è la prima volta che la RAI ospita circensi, alcuni dei quali peraltro già destinatari di provvedimenti giudiziari dovuti tanto alle pessime condizioni di detenzione degli animali, quanto alle gravi irregolarità commesse nei confronti di collaboratori e dipendenti. "Dopo il sequestro dei cuccioli nati dall'incrocio tra tigre e leone – ha aggiunto Guadagna – la RAI farebbe bene a ripensare i suoi palinsesti ponendo fine alle esibizioni televisive che rappresentano una preziosa fonte di pubblicità gratuita per imprese commerciali molto criticate dall'opinione pubblica". (5 febbraio 2009)

PET THERAPY: ENPA ADERISCE A "CARTA MODENA" E FIRMA UN PROTOCOLLO D'INTESA CON ANCAPET

Adesione formale di Enpa alla "Carta di Modena" e protocollo di intesa con l'associazione Ancapet finalizzata all'approfondimento dei temi riguardanti la pet therapy. Il Consiglio Nazionale della Protezione Animali è tornato ad affrontare le questioni riguardanti l'impiego di animali in attività e terapie assistite. L'organismo decisionale dell'Enpa ha formalmente deliberato l'adesione alla "Carta di Modena", un importante documento che, tra l'altro riconosce il debito ontologico dell'uomo nei confronti dell'alterità animale, ribadisce la necessità di preservare tale referenza e stabilisce che il rapporto con l'animale domestico costituisce un valore fondamentale per l'uomo e il processo di domesticazione da riconoscersi come patrimonio dell'umanità. La "Carta di Modena" è un riferimento di principii per chi, in Italia, si occupa di pet therapy. In mancanza di una legge nazionale che possa regolamentare queste attività (alcuni disegni di legge sono all'esame del Parlamento), l'impiego di animali in terapie e attività assistite deve avere un riferimento: la "Carta di Modena", per gli importanti principii che fissa, lo è.
Il Consiglio Nazionale Enpa ha inoltre deliberato la sottoscrizione di un protocollo di intesa con l'associazione Ancapet, presieduta da Luigi Polverini. L'Ancapet (Associazione nazionale cani per assistenza e pet therapy) è tra i più affidabili interlocutori del settore. Enpa e Ancapet, insieme, approfondiranno le questioni riguardanti la pet therapy con l'obiettivo - ovviamente - di preservare sempre i diritti e le esigenze degli animali nelle terapie e nelle attività che hanno, come beneficiario, l'uomo. Già nel 2003 il Consiglio Nazionale dell'Enpa aveva chiaramente stabilito che nessuna attività, sia pure terapeutica, può essere fatta a danno degli animali.
Il protocollo di intesa Enpa-Ancapet, riconoscendo le professionalità, l'esperienza e le competenze di quest'ultima associazione, prevede anche percorsi di formazione e aggiornamento destinati ai dirigenti, ai volontari e ai soci dell'Ente Nazionale Protezione Animali. (5 febbraio 2009)

SCARICA QUI LA CARTA DI MODENA

ANIMALI, L'ENPA ALLA COMMISSIONE CULTURA: "VIA LIBERA AL CIRCO SENZA ANIMALI"

Iniziare la discussione dei disegni di legge per la riforma degli spettacoli circensi, è quanto chiede la Protezione Animali al presidente della Commissione cultura della Camera, On. Valentina Aprea, dopo l'ennesimo sequestro di un animale a un circo italiano. Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno sequestrato un cucciolo di leone che, privo dei documenti comprovanti la nascita in cattività, era costretto a esibirsi a Brescia sotto il tendone del circo Coliseum Roma, già in passato oggetto di analoghi provvedimenti. In altri termini: l'animale poteva provenire da qualsiasi parte del mondo. Secondo quanto reso noto dalla Forestale, il leoncino era detenuto in uno spazio dalle precarie condizioni igieniche, ricavato nella parte mansardata di un camper posteggiato all'interno dell'area del circo. Molti di questi sequestri sono dovuti alla deroga vergognosa con cui i circhi contravvengono al divieto di detenzione di animali pericolosi per la salute e l'incolumità pubblica, oltre che alle penose condizioni di vita cui sono costretti. Se un circense omette di denunciare entro otto giorni la nascita di un leoncino, è come se questi non esistesse e, siccome i circhi possono detenere questi animali, si viene a creare una falla di ampie dimensioni. "Ci appelliamo a Valentina Aprea, Presidente della Commissione Cultura della Camera - ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile Ufficio Cattività di Enpa -, perchè si dia inizio all'esame dei disegni di legge che prevedono una profonda revisione dello spettacolo circense e che sono già pervenuti alla Commissione". Si tratta dei provvedimenti a firma degli On. Gabriella Giammanco ed Elisabetta Zamparutti; in particolare, il primo dei due sarà abbinato alle proposte di legge quadro sullo spettacolo, tra cui quella presentata dall'On. Carlucci. "Nessuno vuole chiudere il circo - ha concluso Guadagna - ma se continua così il circo si chiuderà da solo. Non è accettabile che sotto il tendone, finanziato dallo Stato, possano ancora verificarsi situazioni come quelle riscontrate dal Corpo Forestale; animali utilizzati per scopi commerciali ed in condizioni incompatibili con la loro natura nonchè con i più basilari requisiti igienico - sanitari". (3 febbraio 2009)

MALTRATTAMENTO DI ANIMALI DURANTE IL TRASPORTO, INTERVIENE L'EUROPARLAMENTO

Preoccupazione dell'Europarlamento per le condizioni di salute degli animali, in particolare bovini e equini, che "viaggiano" in Europa. Lo scorso anno, l'Unione europea ha adottato un regolamento "ad hoc" per prevenire maltrattamenti e stress agli animali durante gli spostamenti per fini commerciali; tuttavia le notizie che arrivano dagli Stati membri sono poco incoraggianti e i deputati europei hanno espresso un motivato allarme riguardo all'applicazione delle misure previste nella normativa. Organizzazioni e associazioni del settore sono intervenute più volte nel merito segnalando molti casi in cui le norme europee sono state violate o semplicemente non applicate. I cavalli, ad esempio, sono trasportati per migliaia di chilometri, ammassati gli uni accanto agli altri e costretti a sopportare, spesso senza nè cibo nè acqua, una temperatura che può anche superare i 40 gradi. L'Europarlamento ritiene indispensabile che i governi nazionali e la Commissione agiscano rapidamente per garantire l'applicazione delle norme; in particolare, gli europarlamentari chiedono alla Commissione di fare il punto sullo stato di attuazione della normativa e di prevedere sanzioni in caso di inadempienza. (2 febbraio 2009)

CACCIA, SI CHIUDE LA STAGIONE MA SI CONTINUA A SPARARE SULLA LEGGE CHE PROTEGGE LA FAUNA

Si chiude domani, ma non per tutti, la stagione venatoria 2008/2009. Ad aggravare il pesante bilancio - milioni gli animali sterminati - oltre alle difficili condizioni climatiche di un inverno particolarmente rigido, anche le ordinanze in materia di abbattimenti selettivi approvate da alcune Regioni. Per alcune specie, dunque - si tratta sopratutto di ungulati e volpi - la lotta per la sopravvivenza continua; e l'anno prossimo la situazione potrebbe essere ancora più grave. A preoccupare l'Ente Nazionale Protezione Animali sono le proposte con cui alcuni senatori di centrodestra e la lobby dei cacciatori estremisti stanno cercando di modificare in senso nettamente peggiorativo la legge 157/92 ("Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio"). Tra le "novità", l'allungamento della stagione venatoria da agosto fino a febbraio - per alcune specie il limite si dilata a giugno -; l'aumento del numero delle specie cacciabili, alcune delle quali rigorosamente protette dall'unione Europea; l'abbassamento a 16 anni del limite di età per imbracciare il fucile; la riduzione delle zone interdette alla caccia. In particolare, la Protezione Animali esprime grande apprensione per la possibilità data agli adolescenti di "cimentarsi" con le armi da fuoco; se approvata, la norma creerebbe un grave problema di pubblica sicurezza e metterebbe in serio pericolo l'incolumità della popolazione, determinando una "militarizzazione di fatto" del territorio italiano. Tutto questo nonostante le numerose vite umane che ogni anno vengono perse a causa di "errori venatori". Le modifiche proposte non hanno alcuna base scientifica e violano palesemente la direttiva 79/409/CEE ("direttiva uccelli") cui la legge 157/92 è conforme. L'Italia, tra l'altro, è già sotto procedura d'infrazione per aver violato alcuni principi di questa direttiva, ricorrendo a numerosi pretesti. Tra questi, lo strumento della caccia in deroga a specie protette, utilizzato in modo assolutamente arbitrario solo per ampliare il carniere dei cacciatori. Mentre l'Europa rafforza le tutele per la fauna selvatica e per la biodiversità, l'Italia ne decreta lo sterminio per il "divertimento" di poche migliaia di persone che esercitano una pratica avversata dalla maggioranza degli italiani: il sondaggio Enpa/Eurisko ha evidenziato come oltre il 74% della popolazione è contraria alla caccia e oltre l'82% non vuole modifiche permissive. A pagarne il prezzo saranno, ancora una volta, i cittadini italiani che, per pagare le multe europee, vedranno un inasprimento della tassazione. (30 gennaio 2009)

"AUMENTARE LE DETRAZIONI PER LE SPESE VETERINARIE SOSTENUTE DALLE FAMIGLIE". ODG DELL'ONOREVOLE GIAMMANCO

L'onorevole Gabriella Giammanco ha presentato alla Camera dei Deputati un ordine del giorno, cui hanno aderito altri 14 parlamentari, con il quale si chiede al Governo di impegnarsi ad innalzare il limite della detrazione di imposta per le spese veterinarie sostenute da milioni di famiglie. "Ritengo - ha dichiarato Giammanco - che l'attuale limite di 387 euro della detrazione fiscale per le spese veterinarie (a cui, non bisogna dimenticarlo, si applica una franchigia di 129 euro) sia troppo ridotto rispetto ai reali costi che deve affrontare chi vive con un animale". Secondo l'Enpa i limiti attuali sono ormai ampiamente superati. Risalgono addirittura ad un decreto del Presidente della Repubblica del dicembre 1986. Da allora, i costi delle spese veterinarie, compreso l'acquisto dei farmaci, sono di molto aumentate. "Chiedo al Governo - ha aggiunto la Giammanco nel corso del suo intervento alla Camera - di innalzare in modo significativo l'attuale limite. Accettando il mio ordine del giorno, si compirà un ulteriore passo in avanti nel cammino di civiltà che la nostra società sta percorrendo. La sensibilità diffusa e crescente nei confronti degli animali, ormai, è un dato di fatto, un'acquisizione culturale che il legislatore è opportuno prenda in seria considerazione nelle sue scelte politiche". (28 gennaio 2009)

RSPCA: L'AMORE PER GLI ANIMALI PASSA ANCHE DAL RISPETTO DELLA LORO DIGNITÀ

Tutelare la dignità degli animali evitando di ridicolizzarli con vezzi tipicamente umani, con questa presa di posizione la RSPCA (Royal Society for Prevention of Cruelty Against Animals), associazione animalista internazionale cui aderisce anche l'Enpa, ha stigmatizzato la consuetudine di imbelettare e abbigliare di tutto punto i quattrozampe, all'unico scopo di assecondare la vanità dei proprietari. Una moda che, peraltro, non è sfuggita all'occhio attento degli stilisti i quali, per non lasciarsi scappare un ghiotto target di consumatori, hanno inondato il mercato con preziosi (e costosissimi) accessori "ultimo grido", dai collari a cappotti, ispirati più al desiderio di esibire un lusso sfarzoso che a una reale necessità. Proteggere i cani di taglia piccola o a pelo raso in caso di pioggia e freddo è un conto; trasformarli in bislacche maschere carnevalesche un altro. Jo Barr, portavoce della RSPCA - l'associazione minaccia anche il ricorso alle vie legali pur di salvaguardare la dignità dei quattrozampe - ricorda ai proprietari di animali residenti in Inghilterra che, stando a quanto disposto dall'Animal Welfare Act, hanno il dovere di provvedere ai bisogni dei loro "compagni" compreso quello di assecondare la loro natura e non i capricciosi vezzi del "padrone". (27 gennaio 2009)

GRAVE LUTTO PER ENPA: MORTO MASSIMO BIANCHI, GIÀ PRESIDENTE DELL'ENPA FIRENZE

Grave lutto per la Protezione Animali e per il giornalismo sportivo italiano. È scomparso a Firenze all'età di 66 anni Massimo Bianchi, già Consigliere Nazionale di Enpa e per anni presidente della Sezione di Firenze e corrispondente sportivo per numerose testate tra cui "Il Giornale" e "Tuttosport". Bianchi, che lascia la moglie e una figlia, era nato a Roma. Fin da giovane iniziò a collaborare con le pagine sportive di numerose testate divenendo uno dei più apprezzati cronisti sportivi fiorentini. Per molto tempo è stato dirigente del Gruppo toscano giornalisti sportivi e dell'Ussi (Unione stampa sportiva italiana). Bianchi era anche un animalista impegnato e ha presieduto per molti anni la sezione fiorentina della Protezione animali. I funerali si svolgeranno domani, giovedì 22 gennaio, alle ore 14 nella chiesta di San Martino a Montughi a Firenze.
Alla famiglia di Bianchi il Presidente Nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, ha inviato un affettuoso messaggio di cordoglio. (21 gennaio 2009)

ANIMALI, PESCE ROSSO NEL FRULLATORE PER PUBBLICIZZARE UNO SPETTACOLO COMICO. L'ENPA: "RIMUOVERE I MANIFESTI"

La Protezione Animali torna a chiedere la rimozione dei manifesti con cui un noto comico pubblicizza le date del suo nuovo spettacolo teatrale che prossimamente farà tappa a Roma. Sebbene la locandina non rappresenti immagini truculente - un pesce rosso mentre nuota, sbigottito, all'interno di un frullatore spento - resta comunque il fatto che, per una persona così attenta alle istanze ambientaliste, rappresenta una caduta di stile. "Per l'ennesima volta - commenta Paolo Spicacci - coordinatore regionale dell'Enpa per il Lazio - ci vediamo costretti a denunciare l'utilizzo da parte del comico di questa locandina così sgradevole. Già in passato abbiamo avuto modo di evidenziare come il manifesto fosse offensivo, uno schiaffo al rispetto dei diritti degli animali, strumentalizzati per comunicare qualità e caratteristiche che con essi hanno poco a che vedere ma sono prerogativa dell'essere umano in quanto tale". "Invito" - prosegue Spicacci - il comico, che molto si spende nelle battaglie a difesa dell'ambiente, a rimuovere tali manifesti; i comuni a vietarne l'affissione". ll pesciolino del manifesto, infatti, non solo viene predestinato a una sorte infausta - essere "frullato" - come se questa conseguisse necessariamente dalla sua natura "non umana", quindi di ben poco valore, ma finisce anche per essere identificato con attributi - (in)consapevolezza, passività, sbigottimento - che nulla hanno a che vedere con la specie cui appartiene. Doppiamente vittima, dunque, con l'ulteriore aggravante che gli uomini, come esseri raziocinanti hanno il potere di intervenire sul mondo da essi plasmato, mentre analoga facoltà non è invece concessa agli animali, costretti piuttosto a subire le conseguenze di un habitat modellato da altri. (20 gennaio 2009)

CACCIA, L'ENPA: «CONTRO LE ARMI AI SEDICENNI INTERVENGA IL MINISTRO DEGLI INTERNI»

Negli ultimi due giorni si sono verificati due distinti incidenti venatori - il primo ieri ad Avellino che ha causato il ferimento di un cercatore di tartufi, il secondo oggi in provincia di Treviso - che, secondo i dati diffusi dalla LAC (Lega Abolizione Caccia), hanno ulteriormente incrementato il numero delle vittime delle "doppiette" nella stagione 2008-2009 portandolo a 31 morti e 65 feriti. "Questi nuovi, gravissimi, episodi - commentano alla Protezione Animali - dimostrano ancora una volta l'importanza di bloccare i disegni di legge di deregulation venatoria in discussione al Senato". In particolare, destano preoccupazione quelle norme che, se approvate, abbasserebbero a 16 anni il limite d'età per imbracciare la "doppietta" e porrebbero gravissimi problemi di ordine pubblico. "Ci auguriamo - concludono dalla Protezione Animali - che il Ministro degli Interni, l'Onorevole Roberto Maroni, esprima tutta la sua contrarietà nei confronti di un provvedimento che aumenterebbe la diffusione delle armi sul territorio italiano e armerebbe anche i minorenni". (19 gennaio 2009)

ORDINANZA CONTRO I BOCCONI AVVELENATI, L'ENPA: "BENE IL SOTTOSEGRETARIO MARTINI, COLMATO UN VUOTO PROCEDURALE"

La Protezione Animali accoglie con viva soddisfazione l'entrata in vigore dell'ordinanza contro i bocconi avvelenati firmata dal Sottosegratario al Welfare, Francesca Martini. Il provvedimento, peraltro già preannunciato dallo stesso sottosegretario in occasione della conferenza dei dirigenti Enpa di Rimini, rappresenta un forte segnale per contrastare il fenomeno degli avvelenamenti, un pericolo per la salute di persone e animali. "Desidero ringraziare il Sottosegretario Martini - dichiara Carla Rocchi, Presidente nazionale della Protezione Animali - per la sensibilità e l'impegno con cui si spende per tutelare i diritti dei cittadini italiani e dei loro compagni di vita. Il provvedimento colma un'importante lacuna procedurale che rischiava di mettere in serio pericolo l'incolumità e la salute pubblica. Penso ai moltissimi animali domestici che in questi anni hanno perso la vita per colpa di alcuni irresponsabili; penso agli infiniti animali selvatici uccisi dai bocconi avvelenati, con una rilevazione numerica inferiore e sottostimata rispetto alla reale consistenza del fenomeno; penso, ovviamente, a tutti quei bambini che potevano inavvertitamente entrare in contatto con queste sostanze velenose, trasformando un gioco in un lutto". (19 gennaio 2009)

"ZOO DI 105", INSULTI E MINACCE DI MORTE A PRESENTATORI E CENTRALINISTE DI RADIO 105, FERMA CONDANNA DELLA PROTEZIONE ANIMALI

Secondo quanto appreso da "Zoo Blog", il blog dedicato alla trasmissione lo "Zoo di 105", dopo la puntata del 14 gennaio e le denunce presentate dalla nostra come da altre associazioni animaliste, i presentatori e le centraliste della radio hanno ricevuto telefonate anonime con insulti e e minacce di morte da parte di presunti "amici degli animali". L'Enpa, in occasione di quanto dichiarato in studio dai conduttori, che incitavano a sevizie contro gli animali, ha assunto una posizione di ferma condanna ritenendo i commenti, ancorchè di pessimo gusto, fuori luogo ed estremamente dannosi, specie per un contesto - quello italiano – in cui violenze, soprusi e vessazioni ai danni di "quanti non hanno parola" sono, purtroppo, all'ordine del giorno. Riteniamo che nessun essere vivente, in quanto tale, debba essere oggetto di sopraffazioni e brutalità, che si tratti di animali o di uomini. L'Enpa, pertanto, si dissocia e condanna altrettanto risolutamente quanti, nascondendosi dietro al pretesto di difendere i diritti degli animali, a loro volta colgono l'occasione per insultare, minacciare, intimidire altri esseri umani. Tali comportamenti nulla hanno a che vedere con la "causa animalista" e sono espressione di quella stessa ferocia di cui cadono vittima, ogni giorno, moltissimi animali. (16 gennaio 2009)

FINANZIARIA 2009, RIDOTTI I FONDI PER LA LOTTA AL RANDAGISMO. GLI ANIMALISTI: "AUMENTARE LE RISORSE E SPENDERE MEGLIO"

La Legge Finanziaria 2009 ha ridotto gli stanziamenti per la prevenzione del randagismo: se la manovra del 2008 metteva a disposizione una progressione di fondi nel capitolo 5340, con 4.872.000 euro per il 2008, 4.945.000 euro per il 2009, 4.901.000 euro per il 2010, la legge di spesa del 2009 ha effettuato sensibili tagli, riducendo a 3.819.000 euro i fondi per il 2009 (-1.126.000), a 3.415.000 euro quelli per il 2010 (-1.486.000) e a 2.611.000 euro quelli per il 2011, per un totale di ben 4.873.000 euro in meno, rispetto al triennio considerato nella Finanziaria 2008. LAV, Enpa e Lega Nazionale per la Difesa del Cane, apprezzano gli interventi del nuovo Governo a tutela degli animali da compagnia fino ad oggi effettuati, e hanno accolto con parziale favore la modifica dei criteri di ripartizione del fondo per l'attuazione della Legge Quadro 281/91 in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo introdotti con il Decreto Ministeriale del 12 giugno 2008, che stabiliscono parametri più razionali per la ripartizione delle risorse alle Regioni e premiano la prevenzione. Il problema randagismo, però, è grave e deve essere affrontato con finanziamenti adeguati: "in un quadro che possiamo definire d'emergenza siamo decisamente preoccupati per la riduzione dei fondi in materia di tutela di animali d'affezione e prevenzione del randagismo - dichiarano i presidenti delle tre associazioni Gianluca Felicetti, Carla Rocchi e Laura Rossi -"è chiaro che debba essere privilegiata la qualità degli interventi, ma la manovra del 2009 ha tagliato circa 5 milioni di euro in tre anni, risorse che erano certamente preziose per contrastare il problema, anche alla luce dei tagli generalizzati che sono stati operati agli enti locali. In mancanza di adeguati investimenti da utilizzare sia per la prevenzione che per la ristrutturazione dei canili il randagismo rischia davvero di sfuggire ad ogni controllo". Le associazioni animaliste, estremamente preoccupate per la riduzione dei fondi, hanno quindi scritto al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini affinchè si faccia interprete presso il Governo della richiesta di attuare interventi e scelte politiche finalizzate a ripristinare almeno le dotazioni previste dalla legge finanziaria 2008 per i suddetti programmi e aumenti gli stanziamenti per contrastare il randagismo nelle future Leggi Finanziarie. (15 gennaio 2009)

L'ALBUM "AMICI CUCCIOLOTTI 2009" È IN EDICOLA. UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER DIFENDERE GLI ANIMALI!

È uscito in edicola il nuovo Album Amici Cucciolotti 2009, realizzato da Pizzardi Editore, che aiuta la Protezione Animali e il suo settore educativo Delfini Enpa. Anche quest'anno l'Album propone una raccolta di figurine affascinante, ricca di informazioni scientifiche e curiosità sul mondo degli animali. Questo Album non è solo la raccolta più curata, divertente e interessante, presente in edicola sul mondo degli animali, ma anche un'opportunità per un importante gesto di solidarietà. Collezionando le figurine Amici Cucciolotti 2009, infatti, si contribuisce attivamente alla difesa degli animali sostenendo il lavoro delle Guardie Zoofile dell'ENPA. Sono volontari che impiegano il loro tempo e le loro energie per difendere gli animali contro i maltrattamenti negli allevamenti, negli zoo, nei circhi, nelle case private e nelle fiere di paese. A tutti i bambini che lo richiederanno, inoltre, quest'anno Pizzardi Editore regala la Tessera Soci Delfini Enpa e il Manuale dei Delfini Enpa, il libretto esclusivo riservato ai bambini che vogliono aiutare e difendere gli animali.
La raccolta di figurine delle due passate edizioni ha permesso a Pizzardi Editore di donare oltre 111.000 euro per la gestione delle attività dell'Ente Nazionale Protezione Animali. Con una parte del contributo sono state realizzate nuove attrezzature nell'Oasi dei Delfini Enpa di Trieste (Oasi del Farneto), dove ogni anno vengono curati e accuditi centinaia di animali selvatici, vittime di incidenti e avvelenamenti.
L'appuntamento con l'Album Amici Cucciolotti è nelle edicole!
Per ulteriori informazioni è possibile inviare una e-mail a delfini@enpa.it oppure telefonare al numero: 0172 42 51 30. (14 gennaio 2009)

SONO ACCESSIBILI I DATI DEI PROPRIETARI DEGLI ANIMALI. LA COMMISSIONE DA RAGIONE A ENPA

È legittimo ottenere i dati dei proprietari degli animali e la pubblica amministrazione (le Asl, in particolare) non può rifiutarsi di fornire le informazioni utili a risalire al detentore di un cane. Lo ha stabilito la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi di Palazzo Chigi in risposta a un quesito posto dalla Sezione Enpa di Grosseto. Il pronunciamento della Commissione è importantissimo e per la prima volta fa chiarezza su un aspetto controverso che in diverse occasioni ha impedito di restituire cani ai legittimi proprietari o - altro caso - a identificare chi si è reso responsabile del reato di abbandono di animali.
La Commissione rileva innanzitutto che la proprietà di un cane non può ritenersi un dato sensibile né possono sussistere profili di riservatezza giuridicamente apprezzabili. "Va infatti tenuto presente - scrive la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi - che la legge 20 luglio 2004 n. 189 ha introdotto nel testo del codice penale il Titolo IX bis, destinato specificamente alla repressione dei 'delitti contro il sentimento per gli animali', ed ha previsto lo specifico reato di 'abbandono degli animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività' (attuale art. 727), reato che può comportare l'arresto sino ad un anno". La volontà del legislatore è quindi chiara: da una parte occorre perseguire chi abbandona un animale e dall'altro bisogna fare il possibile per permettere il ricongiungimento - in caso di smarrimento - tra l'animale e il detentore.
"In base a questo orientamento normativo - prosegue ancora la Commissione -, nel caso di smarrimento accidentale di cani l'interesse prioritario del proprietario deve essere ritenuto quello di ritrovarli al più presto. Nel caso invece di un loro volontario abbandono si realizza un comportamento che integra gli estremi del reato di cui all'art. 727 del codice penale, e che quindi non può giustificare alcuna pretesa di riservatezza".
"Si ritiene pertanto - conclude la Commissione - che le pubbliche amministrazioni siano tenute a consentire l'accesso ai documenti amministrativi indicati dall'ENPA". (13 gennaio 2009)

EMERGENZA MALTEMPO, L'ENPA AL GOVERNO ITALIANO: "CHIUDERE IMMEDIATAMENTE LA STAGIONE VENATORIA"

Le condizioni meteorologiche di questi giorni, caratterizzate da abbondanti precipitazioni nevose e dal gelo, stanno creando una situazione di grave pericolo per molti animali selvatici che non riescono a trovare cibo sufficiente alla sopravvivenza. Per fronteggiare tale emergenza, la Protezione Animali ritiene necessario adottare misure di tutela, che permettano di contenere il più possibile i danni al patrimonio faunistico. Prima fra tutte, la chiusura anticipata della stagione venatoria, in anticipo sulla data del 31 gennaio. «Nel nostro Paese - commenta la Protezione Animali - lo status di conservazione di molte specie, cacciabili e non, rischia di peggiorare drammaticamente per l'effetto congiunto del maltempo e dell'attività venatoria. Il gelo riduce le fonti di approvvigionamento alimentare indebolendo e debilitando molti selvatici che, duramente provati, hanno meno probabilità di sottrarsi al "fuoco incrociato delle doppiette"». «Siamo preoccupati - prosegue l'Enpa - soprattutto per l'avifauna, in quanto gli uccelli per sopravvivere hanno bisogno di mangiare in maniera quasi continuativa durante tutto il giorno, e se non trovano di che alimentarsi sono destinati certamente a morire». «Chiediamo ai cittadini italiani - l'appello dell'Enpa - affinchè contribuiscano attivamente alla tutela del nostro patrimonio faunistico distribuendo semi, frutta o altri cibi proteici a merli, pettirossi, passeri, codirossi e altri animali selvatici; il cibo può essere somministrato tramite apposite mangiatoie, direttamente sul terreno innevato, oppure creando delle piccole "aree" sgombre dalla neve, magari in aree lontane dai centri urbani, in modo da aiutare tutte quelle specie che più raramente si avventurano nei pressi delle aree abitate». La grave situazione di emergenza, infatti, non colpisce soltanto l'avifauna ma anche altri animali selvatici tra cui gli ungulati, in particolare gli esemplari più deboli (giovani malati e anziani). Una selezione naturale, quella in atto in questi giorni, che rende del tutto ingiustificato il ricorso agli abbattimenti "selettivi" di centinaia di migliaia di caprioli, cinghiali, cervi, autorizzati da province e regioni che, troppo compiacenti verso le "doppiette", sovrastimano le popolazioni con censimenti sommari e ricorrono al pretesto del sovrannumero per rendere socialmente accettabili i provvedimenti di "caccia selvaggia". In questo momento di crisi, la Protezione Animali rinnova dunque alle autorità pubbliche e alla Protezione Civile l'invito a tutelare il benessere degli animali, specie di quelli che, non potendo contare sul calore e sull'affetto di una famiglia, sono più esposti alle conseguenze del maltempo. "In previsione delle urgenze che si possono creare a causa della neve e della pioggia battente, abbiamo allertato tutti i nostri volontari e le strutture operative sul territorio - conclude l'Enpa - rafforzando così le nostre capacità di assistenza. Alla popolazione chiediamo di prestare la massima attenzione a eventuali casi di urgenza segnalandoli alle nostre sedi competenti. In tali circostanze l'intervento immediato è fondamentale per salvare le vite di moltissimi animali, selvatici e non". (8 gennaio 2009)