ARCHIVIO NOTIZIE NAZIONALI 2008

ESCHE AVVELENATE: SOTTOSEGRETARIO MARTINI FIRMA ORDINANZA SUL DIVIETO DI UTILIZZO

In seguito al dilagare del fenomeno di uccisione e maltrattamento di animali mediante la disseminazione nell'ambiente di esche o bocconi avvelenati, che rappresenta un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini, e per l'ambiente, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato un'Ordinanza recante norme sul "Divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati". Il provvedimento ha lo scopo di prevenire i rischi diretti per la salute dell'uomo e degli animali nonchè quelli derivanti dalla contaminazione ambientale.
In particolare il provvedimento ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell'incolumità delle persone, degli animali e dell'ambiente, vieta di utilizzare in modo improprio, di preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocivi, compresi plastiche e metalli. L'ordinanza vieta, altresì, la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che le ingerisce e prevede l'obbligo per il proprietario o il responsabile dell'animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati di dare segnalazione alle autorità competenti.
In caso di operazioni di derattizzazione e di disinfestazione è posto l'obbligo di affiggere nelle zone interessate, almeno con cinque giorni lavorativi di anticipo, avvisi idonei ad informare delle operazioni che saranno effettuate.
L'ordinanza dispone, inoltre, che il medico veterinario che sulla base di una sintomatologia conclamata emette diagnosi di sospetto avvelenamento o viene a conoscenza di un caso di avvelenamento di un esemplare di animale di specie animale domestica o selvatica deve darne immediata comunicazione al sindaco e al servizio veterinario della Asl territorialmente competente. In caso di decesso dell'animale il veterinario deve inviare le spoglie e ogni altro campione utile all'identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte all'Istituto Zooprofilattico sperimentale competente per territorio. Gli Istituti Zooprofilattici devono sottoporre ad autopsia l'animale ed effettuare entro trenta giorni analisi sui campioni pervenuti o prelevati durante l'autopsia e comunicarne gli esiti al medico veterinario che ha inviato i campioni al sevizio veterinario della Asl competente per territorio e, qualora le analisi siano positive, all'autorità giudiziaria. I sindaci ai quali siano pervenute segnalazioni di sospetti avvelenamenti devono disporre l'immediata apertura di un indagine e provvedere ad attivare le iniziative necessarie alla bonifica dell'area interessata nonchè segnalare l'area interessata con un apposita cartellonistica.
Viene, inoltre, attivato presso ciascuna Prefettura un "tavolo di coordinamento" per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno.
I produttori di presidi medico-chirurgici di prodotti fito-sanitari e di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei topicidi, ratticidi, lumachicidi e nematocidi ad uso domestico, civile ed agricolo, hanno l'obbligo di aggiungere al prodotto una sostanza amaricante che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali. Nel caso in cui la forma commerciale sia un'esca deve essere previsto un contenitore con accesso solo all'animale "bersaglio". (23 dicembre 2008)
A cura dell'Ufficio Stampa del Ministero della Salute

Leggi anche l'Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche

ACCUSA DI RIDUZIONE IN SCHIAVITÙ PER IL CIRCO MARINO. L'ENPA: "NUOVE REGOLE PER LE SOVVENZIONI STATALI"

Nuove regole per l'assegnazione delle sovvenzioni pubbliche previste dal FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) e approvazione delle leggi per un circo senza animali. È quanto chiede la Protezione Animali alla luce dell'ennesimo episodio di maltrattamenti, questa volta ai danni di esseri umani, che vede coinvolta una struttura circense, il Circo Marino. La vicenda inizia nel marzo del 2008 quando, come riferito da fonti di stampa, i carabinieri hanno arrestato i tre gestori del circo per aver ridotto in stato di schiavitù una famiglia bulgara di quattro persone - tra cui una minorenne - costrette a orari di lavoro massacranti e ad esibizioni molto pericolose in "compagnia" di serpenti, tarantole e piranha. Il tutto per un "salario" di 100 euro la settimana. La Corte di Cassazione ribaltando la sentenza del Tribunale del riesame di Salerno - non luogo a procedere per il reato di schiavitù - ha riaperto il procedimento a carico dei tre che, secondo i giudici della Suprema Corte, hanno approfittato "del bisogno esistenziale degli immigrati provenienti da paesi poveri" e pronti a tutto "per pagare il costo dell'emigrazione" agli intermediari del viaggio. "Questo gravissimo episodio - ha dichiarato Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattività dell'Enpa - si aggiunge ai già noti casi di maltrattamenti ai danni di animali, perpetrati anche da altre strutture circensi". "Ci troviamo di fronte a un sistema perverso - ha aggiunto Guadagna - che si alimenta dei milioni di euro concessi generosamente e in modo indiscriminato dallo stato, ovvero dai contribuenti italiani. Tra i beneficiari degli aiuti, infatti, vi sono anche circhi già condannati dalle autorità giudiziarie per la violazione di normative nazionali". Di fronte a tale situazione, secondo la Protezione Animali, diventa sempre più stringente la necessità di riformare il settore. "Bisogna riconoscere che le ipotesi di legge Zamparutti e Giammanco, attualmente in esame al Parlamento Italiano - ha concluso Guadagna - vanno nella direzione di liberare gli animali e di razionalizzare il sistema degli aiuti pubblici". (23 dicembre 2008)

I VOLONTARI DELL'ENPA AUGURANO UN NATALE SERENO ANCHE AGLI ANIMALI

Natale e Capodanno sereni anche per gli animali. Con l'approssimarsi delle festività natalizie, la Protezione Animali si appella alle istituzioni, alle forze dell'ordine e ai cittadini italiani affinchè garantiscano un Natale sereno anche ai quattrozampe. In particolare, l'Enpa invita i cittadini che volessero accogliere un animale nelle loro case a rivolgersi ai canili e alle altre strutture di ricovero dove molti "trovatelli" attendono una famiglia che li adotti e li riempia di affetto. In caso di acquisti (ma Enpa suggerisce sempre l'adozione, magari tramite il nostro numero verde 800 054 054) presso negozi o allevamenti, si consiglia di controllare attentamente i documenti del quattrozampe e verificare il rispetto della normativa vigente; gli animali devono essere regolarmente "chippati", vaccinati e sottoposti a tutti i controlli veterinari prescritti. I cittadini devono inoltre prestare particolare attenzione a non acquistare animali importati illegalmente dall'estero, un traffico illecito che, come evidenziato anche dai recenti casi di cronaca, riguarda non solo specie esotiche in via d'estinzione - protette dalla Convenzione di Washington - ma anche gli animali d'affezione. Con i festeggiamenti del Capodanno torna il pericolo dei fuochi d'artificio, una grave minaccia all'incolumità non solo degli esseri umani ma anche dei quattrozampe. Oltre al rischio di essere feriti dall'esplosione dei botti, gli animali, che hanno un udito più sensibile di quello umano, possono essere spaventati dal boato della deflagrazione e reagire con comportamenti istintivi, fuggendo in preda al panico e rischiando di essere investiti da automobili di passaggio. Per la serata di fine anno la Protezione Animali consiglia ai proprietari di cani di tenere il loro quattrozampe al guinzaglio; di tenere chiusi temporaneamente in un luogo comodo e rassicurante gli animali, anche quelli che normalmente vivono all'esterno; di assicurarsi che l'eventuale tatuaggio identificativo sia leggibile, che il microchip sia registrato all'anagrafe canina, che l'animale indossi la medaglietta identificativa (con indirizzo e telefoni validi); di mantenere un atteggiamento sereno e di ignorare le eventuali manifestazioni di paura del quattrozampe per non spaventarlo ulteriormente. Se qualcuno dovesse avvistare un cane smarrito cerchi di avvicinarlo con attenzione, senza compiere gesti bruschi (potrebbe manifestare ancora paura), provi a rassicurarlo, magari offrendogli del cibo e chiami il Servizio Veterinario della Asl. Una volta raccolto e portato al canile sarà molto semplice risalire al proprietario tramite il microchip e, qualora non l'avesse, sarà comunque il luogo dove i proprietari potranno andare a riprenderlo. Infine un suggerimento culinario agli italiani: per i cenoni scegliete un menù vegetariano; è buono, non ha causato la morte di esseri viventi e rende le feste... etiche. (22 dicembre 2008)

UNO STUDIO DELL'ISS CONFERMA IL VALORE DELLA PET THERAPY: LA COMPAGNIA DEGLI ANIMALI FA BENE ALLA SALUTE

Le Attività e Terapie Assistite dagli Animali (AAA/TT), meglio conosciute come Pet Therapy, sono le cure "dolci" per eccellenza. Gli animali fanno bene alla salute fisica e psichica, aumentano lo stato di benessere di chi entra in contatto con essi. È il cane, proveniente da canili e da allevamenti amatoriali e professionali, l'animale più utilizzato, seguito da cavallo, gatto e poi pesci, uccelli, conigli, asini, criceti. Lo rileva un censimento del 2006 (rapporto Istisan, a breve sul sito: www.iss.it) di tutte le AAA/TT svolte in Emilia Romagna, coordinato da Enrico Alleva e Francesca Cirulli, del Dipartimento di biologia cellulare e neuroscienze dell'Istituto superiore di sanità in collaborazione con la Facoltà di medicina veterinaria dell'Università di Bologna. In Italia manca una legislazione specifica sull'impiego degli animali da compagnia per fini terapeutici, ad eccezione del decreto 28/2/2003. A questo proposito l'Istituto superiore di sanità, in occasione del recente corso "Terapie e attività assistite in Italia", ha proposto la formulazione di specifiche linee guida nazionali rivolte agli operatori del settore, proprio per mettere ordine e creare standard qualitativi in un campo tanto delicato e costoso per le famiglie dei pazienti e il Servizio sanitario nazionale. "Le principali raccomandazioni", spiega la dottoressa Cirulli, "concertate con istituti zooprofilattici delle varie Regioni, strutture di controllo ministeriali, associazioni dei pazienti e degli operatori di settore, riguardano la salvaguardia dell'efficacia dell'intervento sanitario e del malato, la salvaguardia del soggetto animale (co-terapeuta), la valutazione e l'accreditamento delle strutture che portano avanti la Pet Therapy e, infine, la verifica della qualità formativa degli operatori".
Mariapaola Salmi

Articolo Pubblicato sul sito web "Repubblica.it" il 18 dicembre 2008

CACCIA, L'ENPA A SCHIFANI: "CAMBIARE IL RELATORE, IL SENATORE ORSI NON È IMPARZIALE"

«Il Senato affidi a un altro parlamentare il ruolo di relatore dei disegni di legge di riforma della normativa che tutela la fauna e regolamenta la caccia (l. 157/92): il Senatore Orsi, che "chatta", come accaduto l'11 dicembre, con compiaciuta complicità con quella che definisce la sua "base", cioè le "doppiette estremiste" del sito www.ilcacciatore.com, anticipando persino soluzioni legislative, rappresenta un plateale esempio di mancanza di correttezza istituzionale». È quanto chiede il Consigliere Nazionale della Protezione Animali Annamaria Procacci. «Nessuna garanzia, neppure di ascolto, può offrire alla nostra associazione chi si schiera apertamente e si confida con i sostenitori di "caccia selvaggia", cioè quella deregulation venatoria che, se approvata, ci porterebbe fuori dall'Unione Europea e dalle sue regole. Dunque - prosegue Procacci - non vorremmo che nelle intenzioni del relatore, le audizioni che si sono svolte nel mese di novembre nella Commissione Ambiente del Senato, a cui l'Enpa ha portato un lavoro approfondito, serio e rigoroso, fossero solo uno "specchio per le allodole". Questo sarebbe offensivo non solo verso la nostra associazione ma verso la stragrande maggioranza degli italiani che nutre ormai una cultura di rispetto verso gli animali». «Chiediamo perciò - conclude il Consigliere Nazionale dell'Enpa - che il Presidente del Senato e il Presidente della Commissione Ambiente affidino un incarico così delicato - la discussione su biodiversità e caccia - a un nuovo relatore che abbia pieno senso delle istituzioni e pieno senso di responsabilità della materia che affronta ma, soprattutto, non sia legato agli ambienti più estremisti di cacciatori; relazioni che non garantiscono quelle minime condizioni di imparzialità così essenziali per il ruolo ricoperto dal Senatore Orsi.» (15 dicembre 2008)

MARTINI: "ENTRO NATALE UN PROVVEDIMENTO PER COMBATTERE LA PIAGA DEI BOCCONI AVVELENATI"

L'annuncio è stato dato dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, durante l'inaugurazione della conferenza di dirigenti Enpa, in corso a Rimini. «Prima di Natale firmerò un'ordinanza contro i bocconi killer - ha dichiarato il Sottosegretario - un problema di drammatica attualità con cui ci stiamo confrontando, una grave pericolo non solo per gli animali ma anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, e per l'ambiente». Il fenomeno, come dimostrato anche di recente dagli avvelenamenti della colonia felina di Varazze, è molto diffuso su tutto il territorio nazionale. «L'Italia - ha spiegato infatti la Martini - è infestata da migliaia di "Unabomber" degli animali che usano veleni di ogni tipo per ammazzarli, non solo quelli da compagnia ma anche quelli selvatici. A tal fine stiamo approntando una serie di misure di prevenzione e di informazione quali l'istituzione di un numero verde nazionale presso il Ministero e l'obbligo della denuncia all'autorità giudiziaria da parte di padroni e veterinari in caso di reperimento di esche o di animali avvelenati oltreché di segnalazione al Sindaco che dovrà provvedere a bonificare le zone infette». «La tutela della salute e del benessere degli animali - prosegue Martini - è una priorità della mia azione di governo - ritengo particolarmente importante per i risultati che sta producendo l'istituzione, da me fortemente voluta, del tavolo di lavoro permanente, costituito da veterinari e esperti del Ministero, delle Regioni, e delle associazioni, dedicato alla tutela della salute e del benessere degli animali. Occorre promuovere la cultura di un rapporto corretto uomo-animale e, anche su tale versante, il contributo fornito dalle associazioni è fondamentale". Oltre al provvedimento contro i "bocconi killer", il Sottosegretario Martini si è resa protagonista di altri interventi a tutela del benessere animale, alcuni pienamente operativi, altri ancora in fase di studio: l'ipotesi defiscalizzazione delle spese veterinarie e del cibo per animali; la guida nazionale su alberghi, ristoranti, spiagge che accolgono cani e gatti; un accordo con Trenitalia per pacchetti "treno + hotel" per i quattro zampe; l'introduzione del reato di soppressione di animali sani. (7 dicembre 2008)

DA DOMANI A RIMINI LA CONFERENZA NAZIONALE DEI DIRIGENTI DELL'ENPA

Il convegno "Uomo e animali verso un cambiamento culturale" inaugurerà, domani 6 dicembre, la conferenza dei dirigenti Enpa. Alla manifestazione, che si svolgerà a partire della 10,30 presso l'Hotel Continental di Rimini, parteciperanno il Sottosegretario al Ministero del Welfare, On. Francesca Martini ("Le politiche del Governo per gli animali domestici"); la scrittrice Margherita d'Amico ("Quando gli animali ci piacciono vivi"); l'attore e scrittore Giorgio Panariello ("Il 118 veterinario: carità o civiltà?"); l'etologo Luigi Polverini ("Agli animali sta a cuore la salute umana"); il responsabile dell'ufficio cattività Enpa, Giovanni Guadagna ("Elefanti, delfini e gli altri: prigionieri per il divertimento dell'uomo"), nonchè il consigliere nazionale Enpa Annamaria Procacci ("Se la bestia è nell'uomo: la caccia"). Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale della Protezione Animali, Carla Rocchi. (5 dicembre 2008)

COMMERCIO ILLEGALE: PROPOSTE L'INTRODUZIONE DEL REATO DI TRATTA DI CUCCIOLI E LA CREAZIONE DI UNA TASK FORCE

L'introduzione del reato di tratta di cuccioli e la creazione di una task force contro il commercio illegale di cuccioli, sono due delle proposte avanzate dalle Istituzioni nel corso della conferenza stampa sul tema organizzata dal Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini. All'iniziativa, svoltasi questa mattina a Roma presso la sede del dicastero, hanno partecipato, tra gli altri, il Sottosegretario di Stato alla Salute Francesca Martini, il Capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone, il Comandante dei Nuclei Antisofisticazioni N.A.S. e Sanità Cosimo Piccinno, il Direttore della Direzione Veterinari e Cinofili della Guardia di Finanza Colonnello Walter Di Mari, nonchè il presidente dell'Enpa, Carla Rocchi. "Vorrei pensare con i ministri della Giustizia Angelino Alfano e del Welfare Maurizio Sacconi, di inserire un reato specifico per la tratta di cuccioli, perchè si tratta di violazioni che non possono essere punite solo con una multa - ha dichiarato Frattini - Assieme al sottosegretario alla Salute Francesca Martini intendo inoltre coinvolgere attivamente le autorità dei Paesi più interessati al traffico illegale di cuccioli: Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria e altri. L'obiettivo è spingerli a intensificare i controlli all'origine, soprattutto negli allevamenti. Ho chiesto inoltre alla commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou, un intervento di armonizzazione delle norme, la revisione degli standard dei microchip per una sicura tracciabilità degli stessi e la definizione di rigorosi protocolli a livello comunitario per tutte le patologie che rappresentano causa di morte per gli animali". Una proposta prontamente raccolta dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. "Istituirò una task-force di esperti del ministero che lavorerà intensamente in sinergia con la Farnesina per contrastare il traffico illegale di cuccioli - ha annunciato Francesca Martini - Questo traffico è divenuto infatti una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica, esponendola ai rischi collegati alla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico-sanitarie in cui sono mantenuti. Vengono violate inoltre le norme vigenti contro il maltrattamento degli animali e quelle relative alla tutela della loro salute e del loro benessere". "Le misure proposte oggi - ha commentato Carla Rocchi, presidente dell'Enpa - hanno il nostro pieno appoggio. Come associazione animalista, noi ci battiamo già da tempo per combattere un fenomeno criminale che si sta diffondendo a macchia d'olio; siamo, dunque, felici di trovare una sponda nelle più alte autorità dello Stato. Con l'occasione ringrazio il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, per l'attenzione che hanno dedicato a questo grave problema". (3 dicembre 2008)

DAL SOTTOSEGRETARIO AL TURISMO UN SONDAGGIO SUL REGOLAMENTO TRENITALIA PER IL TRASPORTO DI ANIMALI IN TRENO

Il sottosegretario per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, On. Michela Vittoria Brambilla, ha promosso un sondaggio sul nuovo regolamento approvato da Trenitalia per il trasporto di animali in treno. Obiettivo del questionario è quello di favorire, a bordo dei treni regionali, interregionali, intercity, intercity plus ed eurostar la creazione di uno scompartimento di prima classe per viaggiatori con cani, la cui taglia è tale da non permettere l'impiego dell'apposito trasportino. In particolare, con il questionario si intende dimostrare in tempi rapidi che i clienti favorevoli a tale iniziativa sono più numerosi di quelli contrari e che, pertanto, un simile provvedimento comporterebbe per l'azienda di trasporto un vantaggio economico, non un danno. Chi volesse partecipare all'iniziativa, deve scaricare il modulo in allegato e compilarlo spedendolo entro e non oltre il 31 gennaio 2009 all'indirizzo mail segreteriatecnica.turismo@governo.it o, via posta, alla sede centrale dell'Enpa in via Attilio Regolo 27, 00192 Roma. (1 dicembre 2008)

IL CIRCO? SENZA ANIMALI È MEGLIO. PRESENTATA OGGI ALLA CAMERA LA PROPOSTA DI LEGGE GIAMMANCO

È stata presentata questa mattina dall'onorevole Gabriella Giammanco la proposta di legge bipartisan per vietare l'impiego di animali negli spettacoli circensi; presenti all'iniziativa anche le associazioni ambientaliste, tra cui l'Enpa. "Questa proposta - ha dichiarato l'onorevole Giammanco - non è contro gli spettacoli circensi ma oggi il circo sopravvive grazie allo Stato che lo finanzia e penso debba rispettare gli animali e la loro natura". Sostegno finanziario ai circhi e agli spettacoli itineranti che non utilizzano animali, divieto di ingresso alle esibizioni circensi con animali, istituzione di una commissione incaricata di studiare una destinazione alternativa per gli animali gradualmente disimpegnati dall'attività circense; queste le principali novità del provvedimento. "Finalmente si fa qualcosa - ha commentato il celebre attore Panariello, intervenendo alla presentazione del progetto di legge - e questo non significherà perdere lo spettacolo; basta guardare al successo del Cirque du Soleil, che dimostra come si possa vivere di circo anche senza animali". E proprio in questa occasione il comico toscano ha preannunciato di voler realizzare un nuovo spettacolo televisivo in collaborazione con Franco Dragone, regista del Cirque du Soleil a "dimostrazione che si può fare un circo migliore, con artisti da tutto il mondo". (24 novembre 2008)

CACCIA, CONTRO LA "DEREGULATION VENATORIA" LETTERA APERTA DELL'ENPA AI SENATORI

La Protezione Animali ha inviato ai Senatori della Repubblica Italiana una lettera aperta per bloccare le proposte di liberalizzazione venatoria contenute nei disegni di legge in discussione presso la Commissione Ambiente di Palazzo Madama. Le norme dei disegni di legge Carrara (n. 276 e n. 330), Valentini (n. 397, n. 398 e n. 1029), Massidda (n. 480), se accolte, stravolgerebbero l'attuale normativa - le legge 157/92 - approvata 16 anni fa dopo un'accesa campagna referendaria. Queste ipotesi di "deregulation" depenalizzano i reati venatori, estendono il periodo del calendario "delle doppiette" - in alcuni casi addirittura raddoppiandolo - e aumentano enormemente il numero delle specie cacciabili, moltissime delle quali sono oggi protette dall'Unione Europea. Rientrerebbero così nel carniere 17 nuove specie di uccelli, tra cui alcune di piccole dimensioni, come la peppola e il fringuello; e un mammifero, la nutria. L'estensione del calendario venatorio al periodo della migrazione e nidificazione dell'avifauna, nonchè l'incremento delle specie cacciabili, costituiscono una palese violazione della Direttiva Comunitaria nota come "Uccelli" (79/409 CEE). "Ciò - sottolinea l'Enpa - comporterebbe l'automatico avvio di una nuova, ulteriore, procedura d'infrazione a carico del nostro paese e un'inevitabile condanna con conseguenti, elevatissime, multe a carico di tutti i contribuenti italiani". "Le proposte di deregulation della caccia, inoltre, sono osteggiate non solo dal mondo ambientalista e animalista - prosegue l'Enpa - ma anche dalla quasi totalità dell'opinione pubblica italiana, contraria sia alla pratica venatoria in quanto tale (il 74% secondo un'indagine Eurisko), sia a ogni eventuale ipotesi di liberalizzazione (l'82% secondo la predetta indagine)". (24 novembre 2008)

ASINI MALTRATTATI A ERICE, DALL'ENPA PLAUSO AL CORPO FORESTALE REGIONALE

La Protezione Animali ringrazia il Corpo Forestale Regionale per l'efficace attività investigativa che ha portato alla scoperta di maltrattamenti ai danni degli asini panteschi ospitati in un allevamento della Azienda Foreste. Secondo alcune indiscrezioni, all'interno della struttura, appartenente di fatto alla stessa Regione Sicilia e situata a Erice, in provincia di Trapani, sarebbero stati rinvenuti anche farmaci scaduti e sostanze dopanti. L'Assessore regionale La Via, questo l'auspicio dell'Enpa, dovrebbe gratificare con un opportuno riconoscimento il Corpo Forestale, intervenuto per la salvaguardia degli asini panteschi, già vittime in passato di crudeli vessazioni. (21 novembre 2008)

SEQUESTRATI TRE CANILI IN SICILIA, LA PROTEZIONE ANIMALI RINGRAZIA I CARABINIERI

Plauso della Protezione Animali ai Carabinieri del NAS che questa mattina hanno scoperto e sequestrato nel Palermitano tre "canili" privi delle autorizzazioni amministrative e dei requisiti prescritti dalla legge; soccorsi anche 156 cani segregati all'interno delle strutture. Con l'occasione, l'ENPA ricorda che è preciso dovere dei sindaci non solo accudire i cani randagi, ma anche provvedere al loro benessere ospitandoli all'interno di strutture adeguate e a norma di legge. (21 novembre 2008)

ANIMALI, CANI IN TRENO, L'ENPA: "PASSO AVANTI MA ANCORA TANTO DA FARE"

Commentando la nuova ordinanza con cui Trenitalia disciplina l'accesso degli animali domestici al trasporto ferroviario, Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, ha dichiarato: "Il nuovo provvedimento delle ferrovie rappresenta un buon passo avanti rispetto al regolamento di settembre, con cui Trenitalia voleva vietare indiscriminatamente l'accesso degli animali domestici al trasporto ferroviario. Noi dell'Enpa, insieme ad altre associazioni animaliste, consideriamo tale misura soltanto la tappa di un percorso più ampio che dovrebbe portare il nostro Paese al livello della Gran Bretagna, dove non esistono restrizioni per l'ammissione di cani al guinzaglio nelle carrozze ferroviarie". (18 novembre 2008)

DAGLI ANIMALI DOMESTICI UN IMPORTANTE CONTRIBUTO ALL'ECONOMIA ITALIANA

Facendo seguito alle dichiarazioni di Mariastella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, la Protezione Animali sottolinea l'importanza di programmare adeguati percorsi formativi, idonei non solo a preparare figure professionali altamente specializzate, profili spendibili all'interno di uno dei settori più dinamici dell'economia nazionale, ma anche a impostare una relazione corretta tra uomini e animali domestici. Intervenendo al VII convegno nazionale dei Circoli del Buon Governo, il ministro Gelmini aveva lamentato gli sprechi del sistema scolastico e universitario italiano sostenendo, secondo quanto riportato dal quotidiano "Corriere della Sera", che "occorre distinguere tra chi offre corsi di studi che si preoccupano dell'occupazione dei giovani e università che invece magari buttano dei soldi per corsi sulla qualità di vita del cane o del gatto". Stime dell'istituto di ricerca Eurispes, risalenti al 2002 e citate dal Ministero della Salute, valutano in 44 milioni il numero di animali domestici ospitati dalle famiglie italiane; un terzo dei quali - oltre 14 milioni - sono, appunto, cani e gatti. Sempre secondo quanto reso noto dall'istituto di studi, ogni anno per il benessere dei loro "compagni di vita" gli italiani spendono complessivamente circa 4,7 miliardi di euro. Quello degli animali domestici è dunque un comparto che contribuisce in modo non trascurabile alla ricchezza nazionale, da cui derivano ricadute positive anche sotto il profilo occupazionale. Percorsi formativi seri e professionalizzanti rappresentano pertanto una importante risorsa a disposizione della collettività, nonchè uno strumento attraverso cui alimentare un settore vitale e, non da ultimo, orientare verso una più corretta gestione del rapporto tra uomini e animali, con tutti i vantaggi sociali che ne conseguono. (17 novembre 2008)

IL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE ANNUNCIA MISURE CONTRO LE ESCHE AVVELENATE

Il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha preannunciato misure severe per combattere la diffusione di esche o bocconi avvelenati, confezionati con il solo, crudele, obiettivo di uccidere gli animali che le ingeriscono, spesso costretti a patire atroci sofferenze. Tale pratica, tuttavia, non viola soltanto un codice etico - quello che dovrebbe imporre di non causare sofferenze ad altro essere vivente - o la normativa contro i maltrattamenti agli animali, ma comporta un più generale problema di sicurezza pubblica, dal momento che i bocconi avvelenati, spesso abbandonati all'interno di parchi e giardini pubblici, rappresentano un pericolo potenziale anche per i bambini che, giocando, potrebbero accidentalmente entrare in contatto con essi. "Ritengo necessario - ha sottolineato Francesca Martini - emanare in tempi brevissimi un'ordinanza che rafforzi il quadro normativo atto a tutelare la salute pubblica salvaguardando l'incolumità delle persone, degli animali e dell'ambiente dallo spargimento di esche contenenti sostanze nocive o bocconi avvelenati". Secondo quanto reso noto dallo stesso Sottosegretario, i pilastri su cui poggerà del provvedimento prevedono l'obbligo per il proprietario o il responsabile dell'animale di denunciare l'avvelenamento o il rinvenimento delle esche (in caso di fauna selvatica tale compito spetta alle pubbliche autorità); il pieno coinvolgimento dei medici veterinari e degli Istituti zooprofilattici sperimentali per analizzare i "bocconi killer"; l'obbligo di bonifica dell'area contaminata, nonchè un giro di vite finalizzato a un corretto utilizzo e catalogazione delle sostanze impiegate per scopi illegali. "Riterrei, inoltre, importante valutare anche in Italia - prosegue Francesca Martini - l'aggiunta di sostanze repellenti ai veleni più usati con l'obiettivo di proteggere i bambini da un eventuale contatto con esche killer disperse sul territorio. Stiamo lavorando all'attivazione di un numero verde per le denunce, poichè abbiamo bisogno di intervenire in tempi brevissimi per stanare i colpevoli e dare ai cittadini collaboranti un punto di riferimento istituzionale per rispondere a questo grave attentato alla salute e all'incolumità umana e animale". (11 novembre 2008)

GIARDINIERE UCCISO DA ROTTWEILER, L'ENPA CONTRARIA ALLA SOPPRESSIONE DEL CANE

La Protezione Animali esprimendo partecipazione al dolore della famiglia di Gabriele Ferri, il giardiniere aggredito e ucciso ieri da un rottweiler, chiede comunque di non procedere all'abbattimento del cane e si offre di prendere in custodia l'animale. "Quanto successo ieri - dichiara Carla Rocchi, presidente dell'ENPA - è una tragedia che ci colpisce e addolora nel profondo, tuttavia riteniamo che l'abbattimento dell'animale, in questo come in altri casi simili, non sia la strada da percorrere". Le esplosioni di aggressività di alcuni cani possono essere dovute a una molteplicità di fattori e non presuppongono necessariamente un'indole "crudele" dell'animale; allo stato attuale non si può sapere quale sia stata la causa scatenante di tale attacco. "Proprio per tale ordine di motivi - prosegue Carla Rocchi - di fronte a questo dramma, ci offriamo di prendere in custodia e accudire il rottweiler. Le strutture dell'Enpa hanno la competenza e le conoscenze necessarie, maturate con una lunga e proficua esperienza nella riabilitazione dei cani da combattimento, per recuperare l'animale senza mettere in pericolo l'incolumità di nessuno". (11 novembre 2008)

IL COMICO BEPPE GRILLO PER PUBBLICIZZARE IL SUO SPETTACOLO METTE UN PESCE NEL FRULLATORE

Non raffigura immagini truculente nè è stato maltrattato alcun animale - probabilmente si tratta di un fotomontaggio - resta però il fatto che il manifesto con cui il comico Beppe Grillo pubblicizza il suo spettacolo costituisce, per una persona così attenta alla difesa dell'ambiente, una piccola caduta di stile. Sicuramente il creativo che ha lavorato alla locandina, un pesciolino rosso che nuota all'interno di un frullatore (spento) con l'aria di chi è inconsapevole della sorte che lo attende, voleva giocare sul paradosso, ricollegandosi così al titolo della performance, "Delirio". Ciononostante l'immagine, sia pure provocatoria e dalla forte valenza allegorica, ha un potere evocativo altrettanto incisivo e trasuda un'atmosfera di dolore e sofferenza, quasi disprezzo. Il simbolismo è evidente: il povero pesce rosso altri non rappresenta che un individuo smarrito, rassegnato ad accettare passivamente il suo destino, ormai al di fuori di ogni possibilità di controllo. Ci si deve tuttavia interrogare sull'opportunità di strumentalizzare, ancora una volta, gli animali come mezzo per comunicare sensazioni, emozioni, sentimenti, qualità e caratteristiche che con essi poco hanno poco o nulla a che vedere, in quanto prerogativa dell'essere umano in quanto tale. D'altronde qualcosa di non dissimile accade anche con alcune espressioni idiomatiche - "ignorante come un somaro", ad esempio - laddove un attributo umano, in tal caso l'ignoranza, viene proiettato in modo gratuito su di un altro essere vivente che, per rimanere sul terreno del paradosso, dell'acculturazione non saprebbe proprio cosa farsene. Nella fattispecie: il pesciolino del manifesto non solo viene predestinato a una sorte infausta, come se questa conseguisse necessariamente dalla sua natura "non umana", quindi di ben poco valore, ma finisce anche per essere identificato con attributi - (in)consapevolezza, passività, stupore - estranei alla specie cui appartiene. Doppiamente vittima, dunque, con l'ulteriore aggravante che gli uomini, come esseri raziocinanti hanno il potere di intervenire sul mondo da essi plasmato (se poi ciò non accade dipende unicamente da loro), mentre analoga facoltà non è invece concessa agli animali, costretti piuttosto a subire un habitat modellato da altri. (5 novembre 2008)

NON SOLO DIETA E SPORT, ANCHE LA COMPAGNIA DI UN QUATTROZAMPE PER PREVENIRE IL DIABETE INFANTILE

Che i cani fossero animali fedeli era cosa risaputa; che poi fossero anche dei validi e amorevoli compagni di vita per l'uomo, pure; l'ultima novità in tema di quattrozampe arriva dalla lontana Australia dove un gruppo di ricercatori della Deakin University di Melbourne ipotizza che costoro rappresentino un valido antidoto all'obesità infantile. L'idea, che a prima vista potrebbe sembrare astrusa, non è poi così bizzarra; la compagnia di un cane - questa l'argomentazione degli australiani - spingendo i bambini a giocare e ad accompagnare i loro "amici" nelle "passeggiate giornaliere", li stimolerebbe all'attività fisica e, quindi, a bruciare calorie. Dati alla mano, dalle interviste condotte su 1.100 nuclei familiari con bambini, è risultato che i bimbi più in forma sono proprio quelli che possono beneficiare della compagnia di un cane: solo il 20 per cento dei bambini con un cane è risultato in sovrappeso, contro il 25 per cento di chi non ha nessun animale domestico. In particolare, nel gruppo dei "piccoli" con un'età compresa dai 10 ai 12 anni, il 27 per cento di chi ha un cane è risultato in sovrappeso, una percentuale inferiore a quella dei bambini della stessa età senza nessun animale domestico, il 30 per cento. "Giocare con il cane aiuta a mantenere il peso forma; - commenta Jo Salmon, coordinatore della ricerca - per i genitori che stanno cercando di far spegnere i computer e la tv ai loro bambini e farli uscire fuori a giocare, avere un animale domestico può essere una buona strategia." (5 novembre 2008)

VACANZE PIÙ FACILI GRAZIE A PETS-HOTELS, DATABASE ONLINE CON GLI ALBERGHI ITALIANI APERTI ANCHE AI QUATTROZAMPE

Si chiama www.pets-hotels.it il sito internet realizzato da Federalberghi-Confturismo con il patrocinio del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e progettato per offrire ai turisti una mappa completa e aggiornata delle strutture ricettive italiane che accettano animali al seguito dei clienti. Gli amici degli animali potranno così consultare online una lista di oltre 11.500 alberghi, effettuare ricerche mirate, impostare i criteri di selezioni più adatti alle loro esigenze e programmare le loro vacanze con maggiore serenità. "Considerando che in Italia una famiglia su tre possiede un animale da compagnia, risulta evidente quale sia la valenza del progetto pets hotels - spiega l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo - Ritengo inoltre che questo progetto rappresenti un importante passo in avanti per la formazione di una nuova cultura di tutela e rispetto dei nostri amici a quattro zampe". "La collaborazione tra imprese ed istituzioni - prosegue Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi-Confturismo - produce un miglior servizio per i cittadini ed è una risposta concreta alle esigenze dei turisti, volto a contrastare l'indiscriminato abbandono degli animali domestici, soprattutto nei periodi estivi". (4 novembre 2008)

MELAMINA; CONTRAFFATTI ANCHE I MANGIMI PER ANIMALI, L'ENPA CHIEDE ALLE AUTORITÀ DI COMPIERE ACCURATE VERIFICHE

Il 21 ottobre abbiamo dato notizia della morte di circa 1.500 cani nella provincia cinese di Laoning dovuta all'adulterazione del cibo per animali con melamina, sostanza tossica già responsabile dell'avvelenamento di migliaia di bambini cinesi. "L'allarme mangimi" ora si estende anche ad altri Paesi, tra cui l'Italia, come confermano l'inchiesta disposta dal giudice torinese Guarinello dopo il ritrovamento della melamina in alcune scatolette vendute nel Torinese e il recente maxisequestro di latte e formaggi cinesi contaminati. Di fronte a tale pericolo - le circostanze sono confermate anche dal quotidiano "Libero" che oggi interviene sull'argomento con un articolo - L'Enpa chiede al ministero della salute e alle autorità preposte di compiere analisi accurate sugli alimenti per animali e, ove si confermasse la contraffazione con melamina, il ritiro dei prodotti e il blocco delle importazioni incriminate. Nei soli Stati Uniti i controlli veterinari hanno attribuito la morte di circa 5000 tra cani e gatti al mangime contaminato dal composto chimico; ingenti le quantità di scatolette per cani e gatti ritirate dal commercio sia in Canada sia negli stessi Stati Uniti. (23 ottobre 2008)

CIBO ADULTERATO CON MELAMINA, IN CINA COLPITI ANCHE GLI ANIMALI

Si allargano a macchia d'olio in Cina gli effetti dell'adulterazione di alimenti con la melamina, un composto azotato comunemente impiegato per la produzione di alcune resine. Dopo i bambini, tra cui si sono registrate quattro vittime e circa 53 mila intossicati, sono stati colpiti anche i cani; nella sola regione di Liaoning sono deceduti oltre 1.500 cani per calcoli ai reni, gli stessi che hanno causato il decesso dei bimbi. Zhang Weikui, veterinario dell'università di Shenyang, ha reso noto di aver trovato la sostanza chimica anche nel cibo per cani mentre l'esame autoptico sugli animali ha rivelato che circa il 25% dei calcoli era costituito da melamina. (21 ottobre 2008)

CANI E GATTI PER CONFEZIONARE INDUMENTI, LA SCOPERTA E DENUNCIA DELLE GUARDIE ZOOFILE DI GENOVA

L'indagine risale ad alcuni mesi fa, quando le Guardie Zoofile di Genova hanno compiuto accertamenti su alcuni capi d'abbigliamento (cappotti, guanti, maglie) venduti nel capoluogo ligure per verificare che fossero stati prodotti a norma di legge e non fosse stato impiegato, come ipotizzato, pellame di cani e gatti, in violazione della legge contro il maltrattamento degli animali (la 189 del 2004). Le ricerche sono state lunghe e laboriose: le Guardie Zoofile hanno prima individuato i capi "sospetti", poi acquistato gli indumenti - per un valore di oltre duemila euro, finanziati con i contributi volontari dei soci - infine hanno inviato i reperti presso un laboratorio d'analisi di Cremona (accreditato presso il Ministero), il cui responso ha confermato che per la loro realizzazione erano state impiegate pelli di cani e gatti. A questo punto però il campo delle indagini si ampliava oltre i confini provinciali e regionali eccedendo le competenze della Guardie Zoofile, la cui operatività è limitata al territorio della provincia dove viene rilasciato il decreto di nomina. Da qui la necessità di chiedere la collaborazione delle Forze di Polizia. Grazie alla dettagliata comunicazione di reato trasmessa dall'Enpa di Genova - erano individuati con precisione i negozi da ispezionare, gli esercenti da perquisire nonchè i capi di abbigliamento "sospetti" - i Carabinieri, insieme alle stesse Guardie Zoofile, hanno sequestrato circa un centinaio di indumenti e denunciato quattro persone, due ambulanti e altrettanti importatori. "I nostri controlli - commenta Rosanna Zanardi, presidente dell'Enpa di Genova - si sono protratti per mesi, almeno fino all'inizio dell'estate scorsa, e soprattutto vanno bel oltre le semplici bancarelle di quartiere. Siamo stati in grandi magazzini, talvolta nel levante, e ci sarebbero, oltre al centinaio di capi sigillati su input della magistratura, decine di vestiti sospetti da controllare. L'impiego di animali domestici consente infatti di abbattere i costi fino al 90% e la concorrenza all'ingrosso è così cancellata". Nel ringraziare il Noe (Nucleo Ecologico dei Carabinieri), la sezione Enpa di Genova chiede siano intensificati i controlli presso grossisti e rivenditori di pelli affinchè questa vergognosa e terribile pratica sia interrotta. (20 ottobre 2008)

CACCIA: AMBIENTALISTI, AGRICOLTORI E CACCIATORI FAVOREVOLI ALLO STOP ALLE MODIFICHE DELLA LEGGE

Da undici associazioni del mondo agricolo, della caccia, ambientalista e animalista - tra cui l'ENPA - è arrivata la richiesta di sospendere le modifiche alla legge di disciplina dell'attività venatoria, la 157/1992, e di avviare un tavolo congiunto che, studiando eventuali miglioramenti, eviti il "muro contro muro". Secondo le associazioni, prima di stravolgere la legge il governo deve fare il punto sullo stato di attuazione dell'attuale normativa, quindi definire un sistema di regole e parametri alla cui stregua gestire la materia. La proposta di istituire un tavolo di consultazioni ha riscosso consenso anche tra le forze politiche sia dell'opposizione, con Paolo De Castro e Roberto Della Seta (PD) che auspicano "un vero dialogo sui contenuti", sia della maggioranza favorevole, con Franco Orsi (relatore delle proposte di legge in Commissione), al percorso di un cammino condiviso. (17 ottobre 2008)

CACCIA, ILLEGITTIME LE DEROGHE REGIONALI. L'ENPA CHIEDE AL GOVERNO DI IMPUGNARE LA LEGGE 13/08 DEL VENETO

Domani si svolgerà l'ultimo Consiglio dei Ministri "utile" per l'impugnazione da parte del governo della legge 13 del 14 agosto 2008 con cui la Regione Veneto, con il pretesto del ricorso alle deroghe, ha esteso la caccia anche alle specie protette tra cui la peppola, il fringuello, la pispola e lo storno, in violazione della direttiva europea "Uccelli" (79/409). Proprio l'abuso e l'applicazione scorretta del regime di deroga da parte di alcune regioni italiane ha spinto la Commissione Europea ad attivare procedure di infrazione sia contro la stato italiano (2131/2006), sia contro le singole regioni, tra cui la Lombardia e lo stesso Veneto. Sul punto si è pronunciata anche la Corte Costituzionale che, bocciando una normativa della Lombardia (legge 2/2007), ha dichiarato costituzionalmente l'illegittime le deroghe alla legislazione statale mediante leggi regionali. L'Enpa chiede al governo italiano di impugnare la legge della Regione Veneto entro i termini stabiliti, evitando così un danno irreparabile alla fauna selvatica e alle specie protette, e ristabilendo il diritto sempre più violato. Tale intervento si rende tanto più necessario in quanto nulla è stato fatto per sanzionare un analogo provvedimento di deroga approvato dalla Regione Lombardia con la legge n. 24 del 30 luglio 2008. (16 ottobre 2008)

ASSISTENZA SANITARIA AGLI ANIMALI BISOGNOSI, APPREZZAMENTO DELL'ENPA

La Protezione Animali apprezza e appoggia l'innovativo disegno di legge presentato in Senato che prevede finalmente l'istituzione di un'assistenza sanitaria per gli animali più bisognosi: i cani dei rifugi, i cani di quartiere, i gatti delle colonie feline e gli animali di proprietà delle famiglie a reddito contenuto. "È una normativa dal grande valore sociale - commenta Carla Rocchi, presidente dell'ENPA - una mano tesa non solo agli animali domestici ma anche alle tante famiglie italiane che li accudiscono con affetto e hanno spesso difficoltà a far fronte alle spese mediche. Penso soprattutto agli anziani che hanno trovato in un cane o in un gatto un compagno inseparabile, una presenza talvolta più amorevole e costante di quella di altri esseri umani". Il dato positivo è rappresentato dalla convergenza "bipartisan" sul provvedimento normativo e dall'apprezzamento del medesimo da parte del mondo della veterinaria. L'autorevole consenso del sottosegretario alla sanità, On. Francesca Martini, lascia sperare in un iter condiviso del provvedimento e nella sua positiva conclusione. (15 ottobre 2008)

DISEGNO DI LEGGE BIPARTISAN, IN ARRIVO LA MUTUA PER CANI E GATTI

È in arrivo una buona notizia per i cani e i gatti del "Belpaese": il 15 ottobre al Senato nel corso di una conferenza stampa sarà presentato un disegno di legge "bipartisan", a firma di Silvana Amati del Pd e Laura Bianconi del Pdl, che prevede l'istituzione del servizio sanitario convenzionato per gli animali domestici più diffusi tra le famiglie italiane. La proposta arriva in un momento particolarmente delicato: i bilanci familiari sono sotto pressione per gli effetti della crisi economica e la tendenza a ridurre i consumi interessa anche i prodotti per animali (alcuni supermercati, ad esempio, hanno iniziato a estendere le promozioni anche al cibo per animali). In tema di assistenza medica agli animali domestici, finora le uniche forme di sostegno sono state affidate al buon cuore delle associazioni animaliste e dei veterinari: "per ovviare al costo delle terapie farmacologiche - spiega Vincenzo Appicciuttoli, medico veterinario della Asl RmE - non essendo ancora possibile dispensare il farmaco da parte del medico veterinario, molti colleghi aiutano i proprietari di animali concedendo parti di flaconi iniettabili e grandi confezioni di compresse, per consentire un risparmio considerevole ai fini della terapia". (13 ottobre 2008)

A RISCHIO ESTINZIONE IL 25% DEI MAMMIFERI; DEGRADO E PERDITA DELL'HABITAT LA CAUSA PIÙ FREQUENTE

Il Congresso dell'Unione mondiale per la conservazione della natura (IUCN), i cui lavori sono in corso di svolgimento a Barcellona, lancia l'allarme estinzione per i mammiferi: su 5.847 specie conosciute, 1.139 rientrano in una delle categorie a rischio (188 a rischio critico, 450 in pericolo e 501 vulnerabili). Secondo Jan Schipper dell'IUCN, il numero potrebbero anche raggiungere percentuali del 36%, considerando che per 836 specie di mammiferi non è disponibile alcun tipo di informazione. Degrado e perdita dell'habitat, sfruttamento delle risorse marine e terrestri, inquinamento e cambiamento climatico i principali fattori di rischio per la biodiversità (dal 1500 a oggi sono scomparse oltre 76 specie di mammiferi, mentre altre 29 sono considerate potenzialmente estinte) soprattutto in Centro e Sud America, nell'Africa Tropicale, e nel Sud e Sud-Est Asiatico. Luigi Boitani direttore del dipartimento di biologia animale e dell'uomo dell'Università di Roma "La Sapienza" raccoglie l'allarme lanciato dall'Iucn: "ogni specie ha un ruolo irripetibile e rappresentano tutte insieme il motore che regge anche noi. Se si estinguono collassa il sistema". (8 ottobre 2008)

CANI "PERICOLOSI", IL SOTTOSEGRETARIO MARTINI ANNUNCIA: "È PRONTA LA NUOVA ORDINANZA"

Educazione per i detentori di animali da compagnia, obbligo di guinzaglio per tutti i cani e di museruola solo per "gli animali ad alta reattività". È pronta la bozza dell'ordinanza sui cani che sostituirà quella voluta dall'allora ministro della Salute, Livia Turco. Lo ha annunciato il sottosegretario al Welfare con delega alla Veterinaria, Francesca Martini, che è tornata sulla questione delle aggressioni di cani a margine della presentazione del progetto "Okkio alla salute". "Nel testo, che è stato condiviso con veterinari e associazioni del settore", ha dichiarato la Martini, "si prevede l'obbligo del guinzaglio per tutti i cani, mentre la museruola sarà necessaria solo in alcuni casi: pensiamo agli animali ad alta reattività". "Purtroppo - dice il sottosegretario - continuano a verificarsi casi gravi di aggressioni da parte dei cani di proprietà. Episodi che possono e devono essere prevenuti, responsabilizzando i proprietari e spingendoli a tenere alta la guardia. È in preparazione la nuova ordinanza che sostituirà quella vigente, con misure importanti in questo senso. La bozza è pronta, siamo nella fase del dialogo e della consultazione". Secondo la Martini, occorre educare non solo gli animali ma soprattutto i proprietari. Occorre, in particolare, educare i detentori a "gestire i cani e a evitare, ad esempio, il tipo di addestramento che stimola l'aggressività". (7 ottobre 2008)

RANDAGISMO, CARLA ROCCHI (ENPA) AL QUOTIDIANO "LA STAMPA": LE RISORSE CI SONO

Adesso è ricercato. E randagio e di «grossa taglia» il cane accusato di avere aggredito alla gola Mattia Maddalena, nove anni, lasciandolo a morire dissanguato a pochi metri dal cortile di casa nella contrada Campanaro, a Circello di Benevento. I randagi che si muovono in branchi sono troppo numerosi al Sud dove le amministrazioni locali spesso appaltano ad altri la gestione dei canili e quella della cattura dei «cani vaganti». Ci sono decine di inchieste e denunce delle associazioni animaliste che parlano di infiltrazioni della criminalità proprio nei canili, ma gli anni passano e nulla cambia.
La legge ignorata. Come sempre, dopo queste tragedie si chiedono interventi «forti» del governo o delle istituzioni. Ma, dicono tutte le associazioni animaliste, «le leggi ci sono, devono solo essere applicate». E l'Aidda, l'associazione in difesa del cane che mette sotto accusa i Comuni «fuorilegge»: sarebbero 1.650 quelli che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall'Asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi. Tutte cose previste dalla legge.
L'allarme del governo. I dati dell'associazione confermano di fatto quanto il sottosegretario con delega alla Salute Francesca Martini, ha detto a poche ore dalla morte di Mattia. «Le norme contro il randagismo non sono applicate - ha ribadito Martini -. Ci sarà un'indagine dei servizi veterinari del ministero su quanto accaduto. Ma i primi responsabili di questi fatti sono i sindaci». Carla Rocchi presidente dell'Enpa, Ente protezione animali rincara la dose facendo un esempio a contrasto: «Perchè a Trieste, per esempio, non ci sono randagi e nel Sud è emergenza?». «I problemi si risolvono dove vengono affrontati - prosegue la Rocchi - a Trieste non hanno una vocazione mistica ma solo buon governo. L'Enpa della città ha un'oasi di recupero di animali selvatici»». Ci sono però i comuni che lamentano la mancanza di fondi: «Le risorse ci sono, gli obblighi e le leggi ci sono - ribatte ancora la presidente dell'Enpa -. Gli animali randagi in tutti i Comuni sono proprietà del sindaco e sotto la responsabilità sanitaria delle aziende sanitarie. I "cani vaganti" devono essere sterilizzati. Ma quello che sta diventando un vero problema, un'emergenza al Sud, spesso per i sindaci è solo un fastidio. Non voglio accusare il primo cittadino di Benevento dico solo che Trieste è una terra di confine che dall'altra parte non ci sono le stesse nostre leggi, ma non c'è comunque il problema del randagismo».
La tragedia di Benevento sembra smentire anche chi vuole la black-list dei cani di razze pericolose. «Sono elenchi assurdi e inutili. Il cane che ha ucciso il bimbo di Benevento non era di razza. Le leggi che ci sono, sono sufficienti - aggiunge la Rocchi -. E usare i fondi garantiti per questi interventi: ci sono comuni che con i soldi per i randagi comprano i computer e gli schedari per fare l'elenco degli animali. Invece quei soldi devono servire alle sterilizzazioni».
Il Sud senza regole. Sempre secondo i numeri dell'Associazione in difesa del cane sono oltre 1.200 i Comuni che non dispongono di un servizio di cattura dei cani randagi. Le maggiori irregolarità riguardano la Sicilia, la Campania e l'Abruzzo. Solo nei mesi luglio e agosto sarebbero stati abbandonati oltre 11.500 cani e di questi solo un terzo sono entrati nei canili italiani. La legge comunque è chiara per quanto riguarda la responsabilità dei primi cittadini: «I Comuni devono identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono responsabili dell'osservanza di tali procedure».
(Articolo tratto da il quotidiano "La Stampa" del 6 ottobre 2008)

CANI E GATTI NEI TRENI, NUOVI ASSURDI DIVIETI IMPOSTI DA TRENITALIA. LA MOBILITAZIONE DI ENPA

Dal 1° ottobre treni vietati ai cani e ai gatti di peso superiore ai sei chilogrammi. L'assurda nuova norma è contenuta nel nuovo Regolamento che Trenitalia ha approvato per combattere la sporcizia sui treni e l'infestazione di zecche a bordo dei convogli. Per l'Enpa si tratta di una regola senza senso e intollerante che attribuisce la responsabilità del problema a chi non ha voce. "Questa modifica del regolamento – ha dichiarato la Presidente Nazionale di Enpa, Carla Rocchi – non è da Paese civile". I legali della Protezione Animali stanno studiando le modifiche verificandone innanzitutto la legittimità. Ma la mobilitazione decisa dall'Enpa non finisce qui.
In queste ore la Protezione Animali sta contattando tutti i parlamentari sensibili ai problemi degli animali invitandoli a impegnarsi in ogni sede affinchè il divieto venga rimosso. L'Enpa sta inoltre esponendo il problema ai componenti delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato. La protesta arriverà anche nelle piazze italiane il 4 e il 5 ottobre prossimi. La tradizionale "Giornata degli Animali" dell'Enpa, infatti, servirà anche a raccogliere firme per una petizione indirizzata a Trenitalia.
Intanto la Presidente Nazionale di Enpa, Carla Rocchi, ha inviato ai direttori dei quotidiani una lettera aperta che, di seguito, si propone integralmente.

Caro Direttore,
noi animalisti - e con noi tutto il Paese - abbiamo scoperto all'improvviso e con grande perplessità la causa della sporcizia dei treni: i cani e i gatti. Trenitalia, infatti, per garantire la pulizia dei convogli ferroviari e in particolare per evitare l'infestazione di zecche, ha deciso unilateralmente, supportata da discutibili e frettolosi pareri "scientifici", che dal 1° ottobre i cani e i gatti di peso superiore ai 6 chilogrammi non potranno viaggiare a bordo dei treni. Quelli invece che pesano meno di 6 chili dovranno viaggiare muniti di certificazione veterinaria che escluda la presenza di intestazioni o patologie trasmissibili, emessa in data non anteriore a tre mesi.
Occorre subito dire che questa modifica del regolamento per l'accesso degli animali da compagnia a bordo dei treni non è da Paese civile.
Da anni siamo impegnati a migliorare il rapporto uomo-animali. E ciò nell'interesse dell'uomo (che, se sensibile ai problemi di chi non ha voce è sicuramente un uomo migliore) e degli animali stessi. Con eguale sforzo tentiamo di contenere il fenomeno dell'abbandono, soprattutto dei cani. Questi ultimi molto spesso sono lasciati al loro destino proprio perchè la nostra società non è sufficientemente attrezzata per consentire alle famiglie di passare serenamente e comodamente le vacanze in compagnia dei propri animali. Non parlo, certo, solo dei treni ma anche degli alberghi, delle spiagge.
Trenitalia, con la discutibile modifica del regolamento, compie due atti pericolosi. Il primo: aumenta l'intolleranza degli umani nei confronti degli animali. Il secondo: tenta di spiegare ai suoi utenti che i cani sono responsabili della sporcizia sui treni. Ma tutti sappiamo che così non è. Rivoltiamo il guanto: un cane curato e accudito da persone responsabili andrebbe nel bagno di un Intercity? Credo proprio di no. Eppure i servizi igienici sono utilizzati dagli uomini e dovrebbero essere costantemente puliti dagli addetti di Trenitalia.
Di cosa parliamo, allora? Probabilmente di una crociata senza obiettivi. E a pagare le conseguenze sono gli animali, cioè chi non ha voce e non può protestare. O forse l'obiettivo è semplicemente quello di trovare un colpevole, qualche che sia, al quale imputare la responsabilità della sporcizia negli scompartimenti. Trenitalia si è affidata a pareri frettolosi: se avesse consultato chi con gli animali ha a che fare tutti i giorni, avrebbe scoperto che, ad esempio, la soluzione potrebbe essere quella di accettare i cani a bordo solo se provvisti di collare antipulci. Ma è, questa, solo una delle tante soluzioni di buonsenso. Invece si accettano soluzioni intolleranti: la certificazione "emessa in data non anteriore a tre mesi" non ha senso perchè il cane può essere attaccato dai parassiti il giorno prima di salire su un treno e con il certificato già emesso. Quindi ad essere esente da infestazioni sarebbe solo il certificato!
Sono certa che le associazioni degli utenti e dei consumatori condividono il nostro dissenso visto che tutelano chi utilizza i servizi di Trenitalia e sanno che le responsabilità non sono certo dei cani e dei gatti.
Insomma, la crociata è partita. La posta in gioco non è solo la tutela degli animali da compagnia e il rispetto dei loro diritti. È - ed è ancora più grave - la civiltà di un popolo, è il pervicace tentativo di dominio dell'uomo sulla natura e sugli animali. È il benessere di tutti gli esseri viventi, uomo compreso, spesso costretti da regole assurde a ingaggiare conflitti tra specie di cui possiamo certo fare a meno.
Il 4 e il 5 ottobre saremo nelle piazze italiane con i nostri volontari per la Giornata degli Animali. Appuntamento ormai tradizionale, che quest'anno, purtroppo, non potrà fare a meno di raccogliere firme per richiamare Trenitalia alla tolleranza e al buonsenso.

Il Presidente Nazionale
(Carla Rocchi)


(23 settembre 2008)

CACCIA, REGALO DEL GOVERNO ALLE DOPPIETTE IN VISTA DELL'APERTURA UFFICIALE DELLA STAGIONE VENATORIA

La stagione venatoria 2008-2009 – che solo ufficialmente si apre domenica 21 settembre in quanto numerosissime regioni hanno fatto ricorso all'apertura anticipata – è all'insegna di una autentica dichiarazione di guerra da parte del fronte venatorio oltranzista che preme ancora una volta per lo scardinamento della normativa italiana ed europea sulla fauna selvatica. Di questo fanatismo venatorio non se ne può davvero più! Ai tentativi di deregulation risponderemo con una mobilitazione forte e responsabile, consapevoli che la stragrande maggioranza degli italiani è contro la caccia ed è dalla parte degli animali. Dalla nostra parte.
Il primo appuntamento della nostra mobilitazione è per sabato 21 settembre, nella città di Vicenza: un appuntamento doveroso in una regione che ancora una volta ha voluto porsi fuori e contro l'Europa con la recente legge che ha reintrodotto le deroghe di caccia agli uccelli protetti, nonostante il Veneto sia incorso ripetutamente nelle procedure di infrazione della Corte di Giustizia per il ricorso surrettizio allo strumento di deroga al fine di "autorizzare una sorta di regime semi permanente di caccia" (come si legge nella procedura di infrazione 2006/2131) agli uccelli protetti.
Altrettanto ha fatto la Regione Lombardia, anch'essa in passato oggetto delle procedure di infrazione da parte dell'Unione. Bisogna ricordare che le procedure di infrazione, se arrivano al punto di produrre costosissime sanzioni, vengono pagate con soldi pubblici, quindi con il danaro di tutti i cittadini italiani. Tutto ciò a beneficio di una risicata minoranza del Paese.
E non basta: arriva il regalo del Governo per le doppiette perchè anche in questa stagione venatoria potranno essere utilizzati i pallini di piombo nelle zone di protezione speciale e nei siti di interesse comunitari nel sistema Rete Natura 2000, il sistema di aree tutelate per volontà dell'Europa perchè fondamentali per la sopravvivenza di sempre più rara biodiversità. Il divieto di utilizzo dei pallini di piombo è previsto per tutto il territorio nazionale dalla legge votata dal Parlamento Italiano nel 2000 in applicazione della convenzione AEWA, ma finora non è mai stato rispettato. L'Italia torna dunque indietro e questo grazie alle modifiche decise dal ministro Prestigiacomo, grazie alle quali l'entrata in vigore del divieto viene prorogato alla prossima stagione venatoria. (19 settembre 2008)

CACCIA, RIAPRE LA STAGIONE VENATORIA IN TUTTE LE REGIONI. A VICENZA, WEEK END CONTRO LE DOPPIETTE

Riapre ufficialmente la stagione venatoria in tutto il Paese e per dire no al massacro della fauna selvatica e all'impoverimento di una biodiversità già gravemente compromessa, le associazioni Enpa, Lav, Lipu, Lac e No alla caccia hanno organizzato un week-end contro le doppiette, contro l'invasione dei cacciatori nei fondi privati, contro lo sterminio di piccoli uccelli migratori insettivori protetti. A Vicenza, sabato e domenica, gli animalisti si ritroveranno per una "due giorni" di protesta e di riflessione. La manifestazione nazionale avrà inizio sabato, a Sandrigo, in provincia di Vicenza. Dalle 12 alle 14, i volontari si ritroveranno sotto l'abitazione del consigliere regionale Roberto Ciambetti, fautore della legge regionale che autorizza la caccia alla pispola. Dalle 14,30, corteo pacifico e nonviolento lungo le vie del centro di Vicenza, una delle città d'Italia più filovenatorie e patria della caccia più estremista esercitata soprattutto nei confronti dei piccoli uccelli migratori. Il corteo partirà da Campo Marzio. Domenica mattina, invece, alle 6,30, i volontari faranno un'azione di disturbo della caccia in un'area tutelata dalla comunità europea come Zona di Protezione Speciale (ZPS) protetta dalla Comunità Europea ma dove la regione Veneto ha permesso la caccia. Il ritrovo è fissato per le 6.30 di domenica 21 settembre presso il parcheggio dell'uscita autostradale dell'autostrada A4 di Vicenza Est. Da qui si partirà per il luogo previsto che per ora viene mantenuto riservato sino alla manifestazione di sabato 20 settembre. Con pentole, fischietti, tamburi e trombe si metteranno in fuga gli animali per evitare il loro massacro. Il termine della manifestazione è previsto per le 10 circa.
Al week end anticaccia ha assicurato la presenza anche un gruppo di manifestanti proveniente dalla Germania. (17 settembre 2008)

GIORNATA DEGLI ANIMALI ENPA IL 4 E 5 OTTOBRE. NASCE IL NUMERO VERDE PER LE ADOZIONI DEI QUATTROZAMPE

Sabato 4 ottobre, San Francesco, e domenica 5 ottobre, torna nelle piazze italiane la Giornata degli Animali, appuntamento ormai tradizionale di chi ha spazio nel cuore anche per amici con la coda.
Quest'anno, grazie alla collaborazione della Fondazione Petico, c'è davvero da festeggiare la novità assoluta di una importante iniziativa dell'Ente nazionale protezione animali: la nascita del numero verde nazionale per l'adozione dei trovatelli accuditi in tutta Italia. Componendo il numero telefonico gratuito 800.054.054, gestito dal Centro Comunicazione & sviluppo Enpa, si potrà conoscere il recapito telefonico e l'orario di reperibilità del più vicino canile o gattile dove poter trovare un amico a quattro zampe. Anche l'adozione è gratuita, ma richiede l'impegno al rispetto delle leggi da parte dell'adottante. La banca dati è ancora in fase di sviluppo, in quanto dipendente dalla disponibilità dei servizi veterinari regionali e dall'opera certosina dei contatti con un alto numero di associazioni e rifugi. Chiunque lo reputi opportuno può contribuire segnalando recapiti di fiducia.
Chi scenderà in piazza potrà contribuire a un altro grande progetto. Lo scorso anno, la Giornata degli animali aveva lanciato un referendum per conoscere quali sono le iniziative a favore degli animali che i cittadini vorrebbero attuate nella loro città. Con uno scarto netto, è risultata al primo posto la realizzazione del pronto soccorso veterinario. Presso gli oltre 200 banchetti Enpa saranno a tal fine distribuite le cartoline da inviare al presidente del Consiglio e, in diverse regioni, anche ad altre autorità amministrative. Uno stimolo in positivo che vede la regia di Giorgio Panariello e della "Squadra per gli animali" formata, oltre che da Enpa, anche da Lega per la difesa del cane, Lav e Animalisti italiani.
Visto il successo dello scorso anno, presso i banchetti sarà di nuovo possibile trovare la concretizzazione del simbolo dell'amore per gli animali (la zampa di un cane che "batte un cinque" con la mano di un uomo): un gioiello in acciaio, nella doppia versione girocollo o bracciale, realizzato in esclusiva da Unoaerre, uno dei principali produttori mondiali di oreficeria. Infine, le chicche per i bimbi: i palloncini dei Delfini Enpa e il morbido peluche Scotty, donato da Scottex, per raccogliere fondi (con offerta libera) a favore dei suoi fratelli in carne e ossa.
Chiunque condivide l'opera della Protezione Animali, come viene popolarmente chiamata questa antica associazione, ha inoltre l'opportunità di sostenerla subito con il numero unico 4.85.85. Dal 20 settembre al 10 ottobre, chi invia un sms dal suo cellulare personale Tim, Vodafone, Wind o 3 dona 1 euro e riempie una ciotola, chi chiama da rete fissa Telecom dona 2 euro (e di ciotole ne riempie due!). (16 settembre 2008)

LAVORO NERO AL CIRCO: AGLI SFRUTTATI, L'ESPULSIONE. AGLI SFRUTTATORI, I SOLDI DEL MINISTERO

I recenti e frequenti interventi delle Forze dell'Ordine nei confronti dei circhi stanno rilevando sempre più una situazione di diffuso sfruttamento che colpisce, oltre agli animali, anche i lavoratori stranieri obbligati a turni e paghe da schiavo.
Questa situazione si risolve in modo paradossale: una volta perquisito il circo, i lavoratori schiavizzati vengono espulsi da Paese mentre il circo continua la sua attività anche grazie ai soldi che arrivano dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il Ministero, infatti, riconosce ai circhi una funzione sociale grazie a una vecchia legge risalente al 1968. L'ultima tragica conclusione ai danni dei lavoratori sfruttati è capitata pochi giorni addietro dopo l'ennesimo intervento delle Forze di polizia ai danni, questa volta, di un circo riportante l'insegna Togni attendato a Vibo Valentia, in Calabria.
"Sul fatto stanno lavorando ancora i magistrati", ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile dell'Ufficio Cattività dell'Enpa. "Ma non è il primo caso del genere ed è evidente che, a questo punto, occorre controllare tutti i circhi affinchè non ci sia la doppia schiavitù: animali umani e non".
"Non è sicuramente questa la maniera di risolvere la piaga del lavoro nero, sbattendo la porta in faccia a chi viene sfruttato e premiando con i soldi pubblici chi li ha avviliti", ha dichiarato l'onorevole Elisabetta Zamparutti, Radicali – PD, che sull'argomento ha presentato una interrogazione parlamentare. "Ho chiesto così ad Enpa – ha aggiunto – di fornirmi l'elenco dei circhi finiti spesso nei guai con l'accusa di riduzione in stato di schiavitù. La realtà emersa è impressionante: tutti i circhi sono nell'elenco dei contributi concessi dal Ministero per i Beni Culturali".
L'interrogazione dell'onorevole Elisabetta Zamparutti è rivolta al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi e al Ministro dell'Interno Roberto Maroni. Al primo si chiede di sospendere ogni ulteriore contributo monetario ai circhi già sospettati di tali reati, mentre al Ministro dell'Interno, oltre all'intensificazione dei controlli, si chiede di verificare urgentemente la possibilità, unitamente al dicastero della Giustizia, di trovare una soluzione per i lavoratori sfruttati affinchè non vengano espulsi dall'Italia. Viceversa si tratterebbe di una vera e propria istigazione a non denunciare.
"Non credo possa esserci una diversa valutazione della sofferenza imposta ai lavoratori irregolari del circo e la realtà da serraglio ottocentesco che contraddistingue la detenzione degli animali – ha concluso l'onorevole Zamparutti -. Entrambi sono vittime dello stesso sistema che mi sono imposta di affrontare presentando, grazie alla collaborazione di Enpa, la proposta di legge per un nuovo circo libero da ogni forma di costrizione".
Il testo elaborato da Enpa per un circo senza animali, unico vero grimaldello che costringerebbe le strutture circensi ad evolversi dall'obsoleto sistema di contributi pubblici che di fatto ne mantiene in vita una stentata esistenza, è stato presentato, oltre che alla Camera dei Deputati (proposta di legge n. 1480, primo firmatario l'on. Zamparutti) anche al Senato (disegno di legge n. 290, primo firmatario il sen. De Lillo).
Approfondimenti sul mondo del circo italiano (addestramento e detenzione animali, contributi pubblici, numero di circhi e di animali detenuti) sono contenuti nel dossier "Il Circo: prigione per animali" recentemente pubblicato nella pagine dell'Ufficio Cattività di www.enpa.it. (12 settembre 2008)

CACCIA, SCATTANO LE PREAPERTURE. L'ENPA: PER FAVORIRE LE DOPPIETTE, SACRIFICATE MILIONI DI VITE

Cacciatori in azione da oggi in alcune regioni italiane, ma entro il 10 settembre saranno quindici su venti le regioni in cui sarà possibile sparare e uccidere milioni di animali. Per l'Enpa, la preapertura autorizzata dalla caccia è ormai solo un pretesto per anticipare l'apertura della stagione venatoria. Ma la scelta di dilatare il calendario è irresponsabile: una decisione che non ha fondamenti scientifici, che va oltre ogni legittima aspettativa relativa alla tutela della biodiversità e che – non per ultimo – pone un problema serio per la sicurezza degli umani.
Le preaperture non hanno basi scientifiche che possano giustificare l'anticipazione selettiva della caccia. Al contrario, anzi, il forte declino della fauna selvatica (impoverimento sia quantitativo che di specie) richiederebbe una maggiore cautela. Inoltre, in questo periodo alcuni specie hanno ancora i piccoli che dipendono dalla madre e uccidere gli adulti significa condannare a morte anche gli esemplari nati da poche settimane.
Il patrimonio di biodiversità italiano è a rischio (certo, non solo per il piombo delle doppiette) e l'Italia negli ultimi anni ha dimostrato di aver fatto ben poco per onorare, su questo punto, gli impegni che pure il nostro Paese ha preso a livello internazionale.
C'è, infine, un ultimo aspetto che non va sottovalutato: quello della sicurezza degli esseri umani. La sovrapposizione, in questo periodo, tra la stagione turistica (non ancora conclusa) e quella venatoria, dovrebbe essere motivo di ulteriore preoccupazione per le Regioni che autorizzano la preapertura: gli incidenti di caccia che vedono vittime esseri umani del tutto estranei all'attività venatoria (escursionisti, cercatori di funghi, persone che approfittano ancora del bel tempo per un pic nic) sono numerosi e frequenti.
Per l'Enpa, insomma, esistono decine di buoni motivi per essere contrari alla preapertura. Ma molte Regioni italiane, pur di non perdere i consensi delle lobby legate all'attività venatoria, sacrificano il nostro patrimonio di biodiversità e a rimetterci sono l'ambiente e le vite di milioni di animali barbaramente stroncate nell'ennesima annata venatoria. (1 settembre 2008)

OBBLIGO MICROCHIP, ANAGRAFE E DIVIETO DI VENDITA DEI CUCCIOLI SOTTO I 2 MESI. NUOVA ORDINANZA MINISTERIALE

Obbligo di microchip e di iscrizione all'anagrafe canina per tutti i cani, responsabilità dei sindaci della registrazione degli animali rinvenuti sul territorio o ospitati in strutture di ricovero e rifugi convenzionati, divieto di vendere cuccioli di età inferiore ai due mesi. Sono questi i punti principali dell'ordinanza urgente firmata dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, contenente "misure per l'identificazione e la registrazione della popolazione canina". L'ordinanza, ha spiegato il Ministero del Welfare in una nota, è stata pensata per "contrastare il fenomeno del randagismo e dell'abbandono dei cani". "Lo scopo dell'ordinanza - spiega il ministero - è quello di assicurare l'uniforme applicazione sull'intero territorio nazionale della normativa sull'identificazione dei cani e la gestione dell'anagrafe canina. In particolare il provvedimento vieta la vendita dei cuccioli di età inferiore ai due mesi e dei cani che non siano stati identificati e registrati. Inoltre dispone che i proprietari o i detentori di cani provvedano, nel secondo mese di vita, alla loro identificazione e registrazione mediante l'applicazione di un microchip elettronico".

L'OBBLIGO DEL MICROCHIP
"Per i cani di età superiore ai due mesi l'adempimento è obbligatorio entro trenta giorni dall'entrata in vigore dell'ordinanza. Per quanto riguarda l'applicazione del microchip, essendo un atto medico - sottolinea il ministero - deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all'anagrafe canina regionale".
Secondo quanto prevede l'ordinanza, i proprietari o i detentori di cani devono provvedere, nel secondo mese di vita, alla identificazione e alla registrazione mediante l'applicazione del microchip elettronico. Per i cani di età superiore ai due mesi l'adempimento è obbligatorio entro trenta giorni dall'entrata in vigore dell'ordinanza. Essendo un atto medico, deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all'anagrafe canina regionale. Contestualmente all'applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell'anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione deve accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprietà.

I COMPITI DEI SINDACI
Ai Comuni spetta il compito, invece, di identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono responsabili dell'osservanza di tali procedure. Al fine di effettuare controlli di prevenzione del randagismo i comuni dovranno dotare la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip. Per quanto riguarda i microchip, questi possono essere prodotti e commercializzati unicamente da soggetti registrati presso il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dove gli viene assegnata una serie numerica di codici identificativi elettronici. I produttori e i distributori devono garantire la rintracciabilità dei lotti dei microchip venduti.

L'ANAGRAFE CANINA
L'ordinanza prevede inoltre la definizione - entro novanta giorni dall'entrata in vigore dell'ordinanza - di un provvedimento del Ministero del Welfare da sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni contenente le modalità per assicurare l'interoperatività tra la banca dati canina nazionale e le anagrafi canine regionali. Lo stesso provvedimento individuerà un unico documento di identificazione e registrazione dei cani, che dovrà essere adottato in sostituzione della certificazione attuale. (7 agosto 2008)

MALTRATTAMENTI, DAL 2005 SONO 6.500 GLI ANIMALI SALVATI DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Da giugno 2005 sono stati circa 6.500 gli animali salvati dai maltrattamenti dal Nucleo Investigativo per i reati a danno degli animali (Nirda) del Corpo Forestale dello Stato. Ad essere sequestrati sono spesso i cani, come ha spiegato nel corso di una conferenza stampa la responsabile del Nirda, Maria Rosaria Esposito. "Quello dei canili - ha dichiarato Esposito - è un vero e proprio business, il cane è un animale da reddito". Gli illeciti segnalati dal Nirda, in tre anni, raggiungono un valore complessivo di circa 11 milioni di euro. Facendo un bilancio da giugno 2008, il Nirda ad oggi ha sequestrato 6.490 animali, in numerose strutture in tutta Italia utilizzate per compiere i vari illeciti. Tra gli animali sequestrati, si contano 4.181 cani, 760 gatti, 497 animali protetti dalla Convenzione internazionale di Washington (Cites) e 1.052 esemplari di fauna selvatica. Sono state 194 le notizie di reato trasmesse all'autorità giudiziaria; 220 le persone denunciate. (16 luglio 2008)

CONTROLLI DEI CARABINIERI DEI NAS NEI CANILI, IRREGOLARE UNO SU TRE. L'ENPA: UN LAVORO CHE DEVE CONTINUARE

"Ottimo il lavoro svolto dai Carabinieri dei Nas nelle strutture che si occupano di animali da compagnia in Italia; si tratta di uno sforzo notevole, mai fatto prima, che deve avere continuità per garantire agli animali le migliori condizioni possibili". Lo ha dichiarato il Presidente Nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, commentando l'operazione dei Carabinieri dei Nas i quali, dal 4 al 13 luglio, hanno ispezionato 710 strutture per l'allevamento e la detenzione di cani e gatti portando alla chiusura di 6 rifugi comunali, 28 privati, 9 allevamenti e 3 esercizi di tolettatura.
"Questa operazione - ha aggiunto la presidente dell'Enpa - è il segnale importante dell'attenzione che questo governo, in particolare il sottosegretario Francesca Martini, sta dedicando al benessere degli animali. Lo sforzo però deve essere costante nel tempo e bene ha fatto il sottosegretario Martini a richiamare l'attenzione degli Enti Locali e delle Asl ai quali sono affidati compiti importantissimi che non sempre vengono onorati negli migliore dei modi. Anzi: molti Comuni non ancora cominciano ad applicare la legge 281 in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo; una legge che è del 1991".
L'Enpa ringrazia il sottosegretario Martini e i Carabinieri dei Nas e ritiene che questa operazione, non priva di rischi, giustifica la richiesta del sottosegretario di un riconoscimento da parte del Ministro dell'Interno ai militari che hanno operato.

L'OPERAZIONE
All'operazione dei carabinieri hanno partecipato quattrocento militari. I controlli sono stati effettuati a campione in base a segnalazioni pervenute agli stessi Nas. In dieci giorni sono state effettuate 710 ispezioni nel corso delle quali quali sono state accertate 270 violazioni (51 penali e 219 amministrative) e sono state segnalate alla magistratura 45 persone e all'autorità amministrativa 144. Sono stati 3.248 i cani sequestrati che erano detenuti in condizioni di maltrattamento, pari al 12% del campione analizzato. Nel dettaglio, le ispezioni hanno interessato 23 attività di dog sitter, 94 allevamenti, 20 strutture di addestramento, 103 servizi di tolettatura, 114 esercizi di vendita animali, 89 ambulatori privati, 103 canili sanitari e 164 privati. Per 46 strutture è stata disposta la chiusura: sei canili comunali, 28 canili ricovero privati, nove allevamenti e tre locali di tolettatura. Le strutture ispezionate rappresentano il 20% delle strutture esistenti in Italia.

IL SOTTOSEGRETARIO MARTINI: "UN PRIMO GIRO DI VITE"
"Questi controlli - ha dichiarato il sottosegretario al Welfare con delega alla veterinaria, Francesca Martini - sono un primo giro di vite, ma intendiamo fare un lavoro non a spot ma a tappeto. Scriverò ai sindaci e ai presidenti delle regioni con particolari criticità, e controlleremo che i fondi destinati al benessere degli animali non siano destinati ad altri scopi. Il lavoro dei Nas è importantissimo, tanto che proporrò al ministro Maroni il conferimento di onoreficenze al merito civile per gli ufficiali che hanno predisposto l'operazione".
"Quello che è emerso - ha confermato il generale Cotticelli dei Nas dei Carabinieri - è l'anticamera del randagismo. Strutture fatiscenti, odori tali che alcuni nostri uomini si sono sentiti male, un fenomeno diffuso, visto che i nostri dati si riferiscono alle strutture controllate che sono il 18% del totale, un dato statisticamente significativo. Gli animali purtroppo sono un grande business, il randagismo e la vendita abusiva valgono qualcosa come 550 milioni di euro all'anno, e l'impegno è stroncare il fenomeno per tutelare la salute degli animali ma anche quella degli esseri umani".(16 luglio 2008)

CIRCO SENZA ANIMALI, PRESENTATA ANCHE ALLA CAMERA LA PROPOSTA DI LEGGE PROMOSSA DA ENPA

L'onorevole Elisabetta Zamparutti (Pd - Radicali) ha presentato alla Camera dei Deputati la proposta di legge promossa da Enpa in favore di un nuovo circo senza più crisi di visitatori e libero dalla abominevole costrizione che tiene ancora oggi bloccati sotto i tendoni oltre 10.000 animali in Italia.
"Ho accolto con favore il testo sottopostomi da Enpa - ha dichiarato l'onorevole Zamparutti - innanzi tutto perchè propone un tema a me caro, quale quello di uno spettacolo circense libero da animali che si devono mostrare, spesso ridicolizzati, per un discutibile divertimento. Sottoporrò la proposta di legge all'attenzione dei colleghi parlamentari, certa che l'argomento toccato sta a cuore a molti. Spero vivamente - ha concluso l'onorevole Zamparutti - che con questa legislatura si possa finalmente porre fine ad uno spettacolo che, così come impostato, sta sommergendo di dannosissime critiche innanzi tutto lo stesso mondo del circo".
La proposta di legge non propone l'immediata fuoriuscita degli animali dal circo, problema di difficilissima soluzione, ma bensì il perentorio e inderogabile divieto di ogni ulteriore acquisizione, mentre la chiusura dell'attività riguarda, urgentemente, le criticatissime mostre del cucciolo, orrende esposizioni di cuccioli di cani, spesso di età inferiore ai tre mesi, continuamente sballottati dal tendone ambulante da una città all'altra. La figura di un Commissario straordinario è stata inoltre prevista, unitamente ad un aiuto economico, per gestire la fase di transizione che dovrà condurre alla totale eliminazione degli spettacoli con gli animali. La tutela del marchio circense unitamente al divieto immediato di coinvolgimento delle scuole, sono inoltre altri due punti cardini del testo promosso da Enpa.
"Ringraziamo vivamente l'onorevole Zamparutti - ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile dell'Ufficio Cattività di Enpa - per l'entusiasmo con il quale ha accolto la proposta della Protezione Animali. Speriamo che questa volta il mondo del circo reagisca in maniera meno rigida e la smetta di arroccarsi dietro anacronistiche posizioni che tendono solo a lasciare la cose così come stanno, ossia un circo ormai lontanissimo dagli afflussi di visitatori di soli pochi decenni addietro ed ancora basato sulla prigionia di migliaia di animali foraggiati dai contributi del Ministero per i Beni Culturali. Da parte di Enpa - ha concluso Guadagna - vi sarà tutto l'impegno a seguire l'iter della legge che già al Senato, con il Ddl 290, porta la firma del senatore De Lillo".
La legge sul circo attualmente in vigore risale al 1968 e non riguarda in alcun modo gli animali e il loro benessere. In Italia ad oggi esistono un centinaio di imprese circensi, quasi tutte finanziate dallo Stato, che detengono non meno di diecimila animali, tra cui ragni, scorpioni, coccodrilli, anaconde, tigri, elefanti ma anche cani e piccole scimmie e addirittura pesci. Enpa ha recentemente pubblicato un dossier sul mondo del circo, disponibile sul sito www.enpa.it nelle pagine dell'Ufficio Cattività. Il dossier è ricco di informazioni sulle tecniche di addestramento e sulle condizioni di detenzione degli animali negli zoo itineranti, sui finanziamenti pubblici e sul numero di animali ancora oggi detenuti. (15 luglio 2008)

PECHINO 2008, DIFFUSE LE REGOLE PER GLI SPETTATORI: VIETATO PARLARE DI BENESSERE DEGLI ANIMALI

Gli spettatori che seguiranno di persona le gare delle Olimpiadi in Cina, dovranno osservare una serie di restrizioni e di divieti. Tra questi, c'è anche il divieto di detenere o diffondere libri, opuscoli o volantini relativi "ai diritti umani, all'ambiente e alla difesa degli animali". Le regole sono state diffuse oggi dal Comitato organizzatore delle Olimpiadi di Pechino (Bocog) e si riferiscono all'ingresso nelle strutture olimpiche. "Neanche uno striscione con su scritto 'Go China' sarà accettato", scrive l'agenzia di stampa Nuova Cina. Saranno vietati - scrive ancora Nuova Cina - anche libri e opuscoli di contenuto commerciale, religioso, politico, militare o relativo ai diritti umani, all'ambiente e alla difesa degli animali. "Le regole - ha dichiarato un dirigente del Comitato organizzatore - sono completamente in linea con la carta olimpica e sono state pensate per garantire l'ordine e la sicurezza dentro gli stadi". Vietato inoltre utilizzare i flash, ma detenere una macchina fotografica è consentito. Non è invece possibile possedere, all'interno delle strutture, telecamere e registratori. Fuori dagli stadi dovranno inoltre essere lasciati bottigliette, lattine, strumenti musicali, ombrelli e accendini.
La pubblicazione delle regole segue di qualche giorno la semplice raccomandazione ai ristoratori, emanata dal Governo cinese, di non preparare e servire piatti a base di carne di cane per non urtare la sensibilità degli occidentali. (14 luglio 2008)

PARTE "LA SQUADRA PER GLI ANIMALI". CON GIORGIO PANARIELLO PER DARE SOCCORSO AGLI ANIMALI IN DIFFICOLTÀ

Uniti, per vincere, dalla parte degli animali e dei cittadini. Lunedì prossimo 14 luglio dall'Arena di Verona parte "La Squadra pegli animali", il progetto che nasce per dare una risposta concreta al problema del soccorso degli animali in difficoltà che vede per la prima volta la collaborazione delle maggiori associazioni animaliste nazionali: Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Animalisti Italiani, Enpa e Lav.
La Squadra degli Animali rappresenta un'assoluta novità di unione di forze, nata per portare all'attenzione delle istituzioni questi temi – si potranno firmare due cartoline-appello al Presidente del Consiglio Berlusconi e ai Presidenti delle Regioni –, per aprire con esse un dialogo positivo e collaborativo che vede come primo portavoce Giorgio Panariello con il suo tour estivo "Del mio meglio live".
Gli obiettivi della "Squadra per gli animali" sono:

  • creare un "Numero unico nazionale per gli animali" e, in attesa di questo, un "Numero regionale per gli animali", ovvero un numero telefonico al quale rivolgersi per segnalare e chiedere un pronto intervento nel caso di un animale in difficoltà;
  • mettere in rete i soggetti preposti agli interventi, favorendo così una spesa pubblica razionale ed efficace. Grazie proprio alla funzione di raccordo del numero, infatti, sarà possibile la condivisione di informazioni e competenze;
  • potenziare, in termini di persone e mezzi, le realtà che per legge hanno già funzioni di soccorso.
  • migliorare e ampliare le competenze di chi interviene in soccorso degli animali attraverso il coinvolgimento degli ambiti veterinari anche in corsi di formazione e informazione.
In Italia sono sempre di più i cittadini sensibili e pronti a intervenire di fronte a un animale in difficoltà.
In molti, in questi casi, si attivano per chiedere un pronto intervento. Troppo spesso, però, queste richieste cadono nel vuoto o non ricevono risposte adeguate. Questo succede per animali di ogni specie, domestici o selvatici, feriti, maltrattati o abbandonati.
Nel nostro Paese, infatti, uno dei problemi quotidiani per chi si occupa degli animali o ha a cuore la loro vita, è la difficoltà a individuare un referente e/o una struttura riconosciuti per il soccorso di animali in difficoltà. Non solo, spesso a questa difficoltà si aggiunge, una volta individuato il referente giusto, quella di ottenere un intervento, spesso per carenza di mezzi a disposizione.
Questa condizione si scontra con una realtà che sembra paradossale: i soggetti preposti agli interventi dalle Asl veterinarie agli Enti Parco ai Corpi di polizia, infatti, sono numerosi, come numerose sono le situazioni e gli animali per cui è necessario un intervento: un gatto di colonia investito, piuttosto che un volatile selvatico in difficoltà.
Perchè allora spesso i cittadini non sanno a chi rivolgersi o quando lo fanno non sempre trovano risposte adeguate?
I responsabili politici per il raggiungimento di questi obiettivi sono il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute, il Ministero dell'Ambiente, le Regioni, i Comuni. È a loro che ci rivolgiamo per ottenere misure concrete.
È a tutti i cittadini che chiediamo di aiutarci a raggiungere questi importanti obiettivi: facciamo squadra, per gli animali!
Per sostenere il Progetto si può cliccare su www.lasquadraperglianimali.it o contattare le quattro associazioni promotrici: www.lav.it, www.enpa.it, www.animalisti.it, www.legadelcane.org, o partecipare ad una delle date del tour di Giorgio Panariello: Verona-Arena (14 luglio); Modena-Piazza Grande (23 luglio); Napoli-Arena Flegrea (25 luglio); Taormina-Teatro Antico (31 luglio); Palermo-Teatro di Verdura (2 agosto); Lecce-Piazza Duomo (5 agosto); Cagliari-Anfiteatro Romano (7 agosto); Alghero-Anfiteatro Maria Pia (9 agosto); Macerata-Sferisterio (16 agosto); Firenze-Piazza Santa Croce (4 settembre); Roma-Palalottomatica (27 settembre); Milano-Datch Forum Assago (29 settembre).
(11 luglio 2008) LINK
www.lasquadraperglianimali.it

CANI PERICOLOSI, L'ENPA: INUTILI LE BLACK LIST, ANCHE LE STATISTICHE CI DANNO RAGIONE

Definire una "black list" di razze pericolose è inutile: lo dimostra anche uno studio della Asl di Firenze attuato in collaborazione con la Facoltà di medicina veterinaria dell'Università di Pisa e reso noto dall'Enpa. La ricerca ha analizzato l'andamento delle morsicature da parte di cani nella città di Firenze nel periodo che va dal settembre del 2002 (esattamente un anno prima dell'entrata in vigore dell'Ordinanza Sirchia contenente la prima "black list") fino al 2008. Nel periodo indicato, le morsicature nel capoluogo toscano sono state 1.272, con oltre sessanta razze rilevate.
L'analisi dei dati del primo triennio (dal settembre del 2002 fino all'agosto del 2005) consente di capire la situazione prima dell'entrata in vigore dell'Ordinanza Sirchia (il 9 settembre 2003) e dopo. Da settembre 2002 ad agosto 2005, nella città di Firenze i casi di morsicatura sono stati complessivamente 556. Nel primo anno (settembre 2002-agosto 2003) i casi sono stati 210; nel secondo (settembre 2003–agosto 2004) sono stati invece 172; nel terzo (settembre 2004–agosto 2005) sono stati 174. Apparentemente, quindi, con l'entrata in vigore della prima ordinanza Sirchia, il numero di casi è diminuito. Ma così non è perchè - spiegano nel loro studio i ricercatori - la tendenza alla diminuzione dei casi è in atto dal 1986 ed è costante negli anni.
Visto che proprio in questi giorni si è aperto il dibattito sulla lista di cani pericolosi, lo studio toscano rappresenta un utilissimo contributo alla discussione. Perchè da settembre 2002 ad agosto 2005, i cani autori a Firenze dei 556 casi di morsicatura appartengono non alle circa venti razze dell'ultima ordinanza ministeriale, bensì a 46 razze diverse. Ma quelle maggiormente coinvolte risultano essere solo 4: pastore tedesco (10,1% del totale), pit bull (4,5%), dobermann (4%) e pastore maremmano (1,8%); i meticci sono invece responsabili di 179 morsicature. Nei tre anni presi in esame – spiegano i ricercatori – le caratteristiche dei proprietari, dei lesionati e degli animali coinvolti nelle morsicature sono rimaste invariate. Segno quindi che i provvedimenti legislativi di carattere restrittivo in materia di cani potenzialmente pericolosi non si rivelano efficaci nel contenimento di tale fenomeno.
Lo studio è stato realizzato dalla Asl di Firenze (Dipartimento della Prevenzione - U.F.M.A. "Igiene urbana veterinaria", diretto dal dottor Enrico Loretti) e, per l'Università di Pisa, da Chiara Mariti, Carlo Ciceroni, Michele Ducci, Claudio Sighieri e Angelo Gazzano.
"Ora anche le statistiche ci confortano e ci danno ragione", ha dichiarato la presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi. "Gli stessi dati danno invece torto e mettono persino in ridicolo chi, su una questione così delicata, fa demagogia e spara numeri allarmistici senza fare una serena e seria analisi. Anzi: sono proprio queste persone, queste sigle e queste associazioni a creare un allarme che non c'è. Il riferimento al Codacons è chiaro".
"Restiamo convinti – conclude Carla Rocchi – dell'assoluto buon senso del sottosegretario Francesca Martini, che ieri ha annunciato l'abolizione della black list. Siamo invece fermi avversari di chi specula sulla pelle degli animali, di chi li addestra per trasformarli in macchine da guerra e, non per ultimi, di chi crea allarmi inesistenti e di chi cerca mostri ad ogni costo". (9 luglio 2008)

RAZZE AGGRESSIVE, IL GOVERNO: "NESSUN CANE È GENETICAMENTE PERICOLOSO". SODDISFAZIONE DELL'ENPA

Il sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria Francesca Martini "Nessun cane è geneticamente pericoloso mentre i fattori ambientali sono determinanti per stimolarne una eventuale aggressività". Per la prima volta il Governo italiano, ufficialmente, ammette questo principio, da anni sostenuto da Enpa. In una nota ufficiale, il sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria, Francesca Martini (nella foto), interviene sull'argomento e prende le distanze dal disegno di legge presentato dal senatore Andrea Fluttero (Pdl) che prevede il divieto di allevamento, di produzione, di importazione, di vendita e di acquisto di cani appartenenti a razze considerate pericolose e prevede, inoltre, l'obbligo per chi possiede già un esemplare appartenente a queste razze a chiedere una autorizzazione per la detenzione alla questura nonchè a sterilizzare il cane.
"Non condivido assolutamente il disegno di legge presentato dal senatore Fluttero che non rappresenta la linea del Governo", precisa il sottosegretario Martini. "Subito dopo il mio insediamento - aggiunge - ho attivato un Tavolo permanente relativo al benessere degli animali da affezione, cani e gatti, ove sono rappresentate tutte le categorie coinvolte, come la veterinaria pubblica e privata e le associazioni. In questo contesto martedì prossimo sarà alla nostra attenzione proprio il tema dell'Ordinanza in materia di tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, firmata dall'ex ministro della Salute Livia Turco, in scadenza a gennaio 2009. Rispetto a questo tema voglio sottolineare che seguiremo il modello francese: nessuna lista di cani pericolosi sarà più attiva nel nostro Paese. Punteremo, invece, sull'educazione e sulla formazione dei proprietari per l'ottimale detenzione degli animali e lavoreremo a stretto contatto con tutti i centri di addestramento affinchè sia abolita qualsiasi metodica che stimoli l'aggressività. Nessun cane è, infatti, geneticamente pericoloso mentre i fattori ambientali sono determinanti per stimolarne una eventuale aggressività. Ricordo inoltre che - conclude il sottosegretario Martini - il nostro è un Paese che pone il benessere animale e la promozione della presenza di animali da affezione nelle nostre famiglie come pilastro di civiltà".
L'Enpa - che partecipa al Tavolo ministeriale istituito dal sottosegretario Martini - condivide pienamente la posizione. "Sono dichiarazioni importanti - ha affermato la presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi - e particolarmente attese da chi, come noi, da anni sostiene che le liste di proscrizione sono inutili, dannose e creano per il fatto stesso di esistere psicosi e fobie collettive. Non esiste nell'indole di nessun animale una ferocia innata: è il contesto o l'uomo a rendere pericolosi i cani".
"Questo cambio di rotta ci convince e merita la nostra approvazione perchè finalmente si interviene non sugli incolpevoli animali ma sugli uomini che, per ragioni varie, rendono feroci e aggressivi certi esemplari. Ne sappiamo qualcosa visto che da anni rieduchiamo con successo i cani sottratti ai combattimenti clandestini". (4 luglio 2008)

"PONGO&PEGGY GLI ANIMALI DEL CUORE". IN ONDA SU RAIUNO UN NUOVO PROGRAMMA SUI "DOMESTICI"

"Pongo&Peggy… gli animali del cuore" è un nuovo programma di RaiUno condotto da Elisa Isoardi, in onda da sabato 14 giugno alle ore 11,40. È un programma di infotainment che si propone come obiettivo tanto di far conoscere meglio il mondo degli animali domestici, tanto di testimoniare e valorizzare il reciproco affetto che c'è tra questi e gli uomini, attraverso il racconto di storie.
La trasmissione è incentrata sull'incontro di due animali e dei rispettivi proprietari al fine di condividere un'esigenza, soddisfare una necessità, mettere in comune una passione. Correlati a quest'incontro ci saranno testimonianze particolari, curiosità, consigli di esperti del settore e ulteriori momenti finalizzati a raccontare il vasto e meraviglioso universo degli animali d'affezione.
Il programma si rivolge a tutti coloro che amano gli animali, possiedono un animale domestico, ma anche a tutti coloro che cercano emozioni, le emozioni infinite, straordinarie che ci regalano gli animali domestici e le storie di cui sono protagonisti. (3 luglio 2008)

CIRCO SENZA ANIMALI, PRESENTATO AL SENATO UN DISEGNO DI LEGGE CHE FA PROPRIE LE ISTANZE ENPA

Enpa dà il suo pieno appoggio al disegno di legge, presentato dal senatore Stefano De Lillo (PDL), che fa proprie le istanze della Protezione Animali e introduce nuove norme sulle attività dei circhi, per la promozione di spettacoli senza l'uso di animali. Il disegno di legge prevede norme decisive per il cambiamento delle attività dei circhi italiani: tra tutte, due in particolare: il divieto di acquisizione di nuovi animali nei circhi e il divieto per le cosiddette "mostre del cucciolo".
La proposta prevede innanzitutto il riconoscimento della funzione sociale del circo senza animali. Previsto il divieto – per i circhi con gli animali – non solo di acquisirne di nuovi ma anche di scambiarseli, così come è previsto l'obbligo, per i "tendoni" in attività, di comunicare al Ministero dell'ambiente l'elenco degli animali. In questo modo si creerebbe una vera e propria anagrafe nazionale. Il disegno di legge "De Lillo" introduce inoltre pene severe per chi viola il divieto di acquisizione di nuovi animali: si va dalla sospensione dell'autorizzazione per 15 mesi alla multa fino a 60mila euro fino – per casi gravissimi – alla reclusione. Previsto anche il divieto per le "mostre del cucciolo": molto spesso, queste manifestazioni rappresentano il tentativo di commercializzare gli animali nati dalla cattività nelle strutture circensi: non a caso, il divieto di acquisizione di nuovi animali si estende anche allo scopo di riproduzione.
"Il disegno di legge prevede l'istituzione della figura del Commissario straordinario, sotto la direzione del Ministero dell'Ambiente", ha dichiarato Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattività dell'Enpa. "Una figura che dovrà coadiuvare i circhi nel trovare sistemazioni alternative per gli animali attualmente reclusi; gli stessi saranno registrati per numero e per specie in una apposita anagrafe".
"È particolarmente importante che il testo preveda incentivi rilevanti per i circhi che abbandonano gli spettacoli con gli animali e che riconosca la funzione sociale – aggiunge il responsabile dell'Ufficio Cattività dell'Enpa – proprio di questo tipo di circhi". Secondo l'Enpa, il circo tradizionale ha perso ogni legame e attrattiva con il pubblico e il suo mantenimento è legato alle sovvenzioni statali previste dalla legge del 1968; una legge che fotografa una situazione del passato e contesti sociali e culturali oggi diversi.
Il nostro sostegno per l'iter parlamentare e per la trasformazione in legge è convinto e sarà incisivo e duraturo. Il ringraziamento di Enpa va al senatore De Lillo, che ha presentato il disegno di legge: un disegno che fa proprie molte delle proposte avanzate da Enpa in questi anni, per la trasformazione dei circhi italiani e l'abolizione della cattività a scopi commerciali. Per saperne di più sulla realtà del circo con gli animali in Italia, potete consultare il Dossier sui circhi, disponibile sul sito istituzionale dell'Enpa (www.enpa.it)
. (6 giugno 2008)

SPOT DELL'ENPA IN FINALE AL "NEW YORK FESTIVAL", LA RASSEGNA INTERNAZIONALE DELLA PUBBLICITÀ

La comunicazione dell'Enpa funziona. Lo spot della campagna "Lasciti 2007", realizzata da JWT su iniziativa del CentroComunicazione&Sviluppo dell'Enpa, che ha sede a Bra, è arrivato in finale al prestigioso "New York Festival - International Advertising Awards". Sono quindici, complessivamente, i lavori italiani ad aver conquistato la finale della rassegna internazionale della pubblicità di New York. Tra questi, lo spot dell'Enpa.
Nel filmato, realizzato a sostegno di una campagna per favorire lasciti in favore della Protezione Animali, è rappresentato un uomo sul letto di morte in compagnia del suo unico amico: il cane. Un messaggio apparentemente triste ma fortemente evocativo dello straordinario rapporto che lega l'essere umano al "quattrozampe". Lo spot, mandato in onda da diverse emittenti televisive italiane nei mesi scorsi, è scaricabile qui. I vincitori saranno decisi questa settimana mentre la cerimonia di premiazione si svolgerà il 30 giugno.
Enpa ringrazia ancora una volta JWT (è l'agenzia che, con quattro lavori, risulta essere la più rappresentata tra le italiane) e ricorda che la comunicazione è sempre un utile supporto al lavoro delle migliaia di volontari della Protezione Animali che ogni giorno operano a sostegno di chi non ha voce. Non è la prima volta che la "pubblicità" dell'Enpa ottiene importanti riconoscimenti a livello europeo e internazionale. (3 giugno 2008)

VIVISEZIONE E SPERIMENTAZIONE, IL PARLAMENTO EUROPEO VOTA UNA RISOLUZIONE "SALVA ANIMALI"

Risoluzione del Parlamento Europeo a favore dei metodi alternativi alla sperimentazione animali. L'Europarlamento ha approvato un documento "salva animali" con il quale sollecita la Commissione ad adottare misure per promuovere concretamente il ricorso a metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione animale nel quadro del regolamento Reach, autorizzando e ammettendo l'utilizzo di test alternativi sperimentati e convalidati negli ultimi tempi. Il numero complessivo di animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici negli Stati membri dell'Ue ammonta a circa 12 milioni di esemplari. Il "Reach" (regolamento n.1907/2006) prevede che, per evitare la sperimentazione sugli animali, i test sui vertebrati debbano effettuarsi solo in ultima istanza. Per le prove riferite alla tossicitá umana, il regolamento stabilisce che le informazioni siano raccolte, quando possibile, ricorrendo all'uso di metodi alternativi (come, ad esempio, metodi in vitro, oppure modelli di relazione qualitativa o quantitativa struttura-attività, oppure utilizzando informazioni provenienti da sostanze strutturalmente affini).
La Commissione Europea si è impegnata formalmente a razionalizzare e accelerare le procedure interne per la convalida e l'accettazione a livello normativo di nuovi metodi alternativi alla sperimentazione animale e ha confermato la volontà di procedere in tempi brevi alla verifica degli impegni e alla modifica del regolamento "appena possibile, affinchè vengano inclusi test alternativi che nel frattempo saranno stati completamente convalidati". (28 maggio 2008)

AVERE UN CANE IN CASA RIDUCE IL RISCHIO DI ALLERGIE PER I BAMBINI. PUBBLICATO UNO STUDIO TEDESCO

Avere un cane in casa riduce notevolmente il rischio, per i bambini a contatto con l'animale, di sviluppare allergie. È quanto sostengono alcuni ricercatori tedeschi che hanno pubblicato uno studio scientifico sulla rivista "European Respiratory Journal". La ricerca – basata sull'osservazione di novemila bambini nell'arco di sei anni – conferma ancora una volta che crescere con un animale domestico rende il sistema immunitario dei bambini meno sensibile a possibili agenti che scatenano asma, eczema e raffreddore allergico. Secondo la ricerca, i piccoli traggono benefici dall'esposizione in giovane età ai germi contenuti nella pelliccia dell'animale, che aiuterebbero il loro sistema immunitario a crescere. (29 aprile 2008)

EARTH DAY, ENPA: "LE AUTORITÀ ITALIANE PRESTINO LA MASSIMA ATTENZIONE AI PROBLEMI AMBIENTALI"

Oggi si festeggia l'Earth Day in tutte le piazze del mondo. Il giorno dedicato alla Terra, giunge al suo 38esimo appuntamento. Il 22 aprile 1970, infatti, 20 milioni di americani parteciparono alla prima grande manifestazione ambientalista della storia. Oggi, dopo quasi 40 anni, nelle piazze di quasi tutti i Paesi del mondo, 174 per la precisione, i cittadini sono ancora in piazza a celebrare il giorno del pianeta.
Tuttavia la situazione anzichè migliorare è visibilmente peggiorata. Dal 1970 le parti di anidride carbonica nell'aria sono aumentate da 325 a 384, il consumo di petrolio è cresciuto in maniera esponenziale e la produzione dei biocombustibili ha notevolmente alterato il mercato dei prodotti agricoli. I cereali oggi servono a produrre petrolio, non a sfamare gli uomini. I governi del mondo non hanno fatto nulla o quasi nulla, per uscire dalla civiltà del petrolio, per diversificare le fonti energetiche. Ma poco si è fatto anche nella difesa di interi habitat, di tante specie di animali in estinzione, nel limitare l'uso di sostanze nocive in agricoltura.
L'Enpa guarda con molta preoccupazione al futuro. L'equilibrio dell'ecosistema terrestre è in affanno, il petrolio è il maggior responsabile, ma non l'unico. In occasione della giornata dedicata alla Terra, la nostra Terra, l'Enpa invita tutte le Amministrazioni italiane, da quella nazionale a quelle locali, a prestare la massima attenzione verso i problemi legati all'ambiente. Dalla salvaguardia del territorio all'utilizzo di fonti energetiche alternative. Perchè il delicato equilibrio dell'ecosistema terrestre non è "riparabile" e una volta compromesso le conseguenze saranno perciò irreparabili. Gli animali, ovviamente, sono un pilastro importante per l'equilibrio dell'ecosistema e il loro benessere e la loro sopravvivenza, spesso, finisce con il coincidere col nostro stesso benessere e la nostra stessa sopravvivenza. Gli animali – tutti gli animali – sono parte del pianeta e anche loro – molto più numerosi della popolazione umana – sono vittime dei danni causati da un solo animale: l'uomo. (22 aprile 2008)

L'UE ARCHIVIA LA PROCEDURA CONTRO L'ITALIA PER LA MANCATA DESIGNAZIONE DELLE ZPS. L'ENPA SI DICHIARA SODDISFATTA

La Protezione Animali esprime soddisfazione per il buon operato del Ministero dell'ambiente, che ha portato l'Unione Europea ad archiviare una procedura d'infrazione per la mancata designazione delle Zps, Zone di protezione Speciale per gli uccelli, parte integrante di "Rete Natura 2000", il sistema coordinato di aree particolarmente importanti per la conservazione della biodiversità presente in territorio europeo. L'Europa aveva avviato una procedura d'infrazione all'Italia, che si univa alle oltre ottanta in materia ambientale, per non aver ottemperato a una sentenza della Corte europea di Giustizia la quale dichiarava che il nostro paese era venuto meno all'obbligo di classificare alcune aree come Zps, contravvenendo alle direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli". In particolare, alcune zone dell'Italia meridionale erano particolarmente lacunose nella designazione dei siti. Un risultato ottenuto anche grazie al lavoro dell'Enpa e delle associazioni ambientaliste ed animaliste, preoccupate del grave rischio che queste zone, così importanti per la conservazione di numerose specie animali sempre più rare, fossero lasciate senza una regolamentazione e in balia delle speculazioni proprio per i numerosi ritardi nelle designazioni. Per questo hanno sollecitato le istituzioni, in particolare il Ministero dell'ambiente, rilevando anche il problema dell'inadempienza dello Stato Italiano nei confronti delle direttive comunitarie che già aveva generato procedure d'infrazione molto gravi nei confronti dell'Italia. Finalmente, sembra che si stia assistendo a una svolta positiva per ciò che concerne l'attuazione della "Rete Natura 2000", grazie anche all'emanazione del decreto del Ministero dell'Ambiente che finalmente stabilisce i criteri minimi uniformi di conservazione per queste zone. A guadagnarci non solo la natura, ma anche i cittadini che rischiano costantemente di dover pagare di tasca propria le sanzioni economiche che l'Europa continuerà ad infliggere se le regole non sono rispettate. (8 aprile 2008)

DRAMMATICA DIMINUZIONE DEL NUMERO DI API IN ITALIA. SONO INSETTI INDISPENSABILI ALL'ECOSISTEMA

L'Enpa esprime forte preoccupazione per le ultime notizie che evidenziano un drammatico calo delle popolazioni di api, insetti utilissimi, un tempo abbastanza comuni, ma, oggi, a causa dell'utilizzo indiscriminato di pesticidi chimici ed al cambiamento climatico in atto, stanno lentamente scomparendo. In Italia il calo è evidente, soprattutto nelle regioni del nord, e nella fattispecie nella Pianura Padana, ove la pratica dell'agricoltura intensiva con l'uso di sostanze chimiche e la scomparsa dei prati selvatici, hanno contribuito ad aggravare la situazione.
Le api rivestono un ruolo importantissimo in natura, poichè appartengono agli insetti definiti "impollinatori". Esse svolgono un ruolo fondamentale per la riproduzione di moltissime piante spontanee. Inoltre, questa forte diminuzione, viene a far mancare cibo anche a numerose specie di uccelli che si nutrono proprio di quegli insetti. Uno di quelli che rischia la propria sopravvivenza a causa del sempre minore numero di api, è il gruccione, uno dei più variopinti uccelli Europei. "Il massiccio uso di pesticidi chimici sta decimando la popolazione d'insetti e il calo numerico delle api, particolarmente sensibili ai veleni, avrà gravissime ripercussioni sulla conservazione della biodiversità e delle specie animali e vegetali" commenta Andrea Brutti, responsabile dell'Ufficio fauna selvatica della Protezione Animali. "Si deve fare subito qualcosa, in particolare vietare i pesticidi chimici, i grandi avvelenatori, puntando ad un'agricoltura più sana e rispettosa. Sarebbe questo un obiettivo da perseguire in occasione del 'Count Down' del 2010 contro la perdita di biodiversità, appuntamento molto importante a cui il nostro Paese ha dato la propria adesione."
Per la Protezione Animali, ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa da subito. Oltre a scegliere il biologico, si possono creare piccoli habitat idonei alle api favorendo – anche nel proprio giardino – la crescita di piante spontanee. Ma è necessario anche informare e sensibilizzare i cittadini, con opportune campagne, sull'importanza del ruolo degli insetti nell'ecosistema, per fare in modo che ognuno di noi possa avere un approccio corretto e attivarsi correttamente per la protezione delle api, insetto il cui ruolo è fondamentale per la conservazione della biodiversità. (8 aprile 2008)

SECONDO IL RAPPORTO UFFICIALE PRESENTATO QUALCHE GIORNO FA DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO, IL 2007 È STATO L'ANNUS HORRIBILIS DEGLI INCENDI

Il Corpo forestale dello Stato nel corso di una giornata di studio sugli incendi boschivi organizzata presso l'accademia dei Lincei a Roma, ha illustrato il bilancio degli incendi scoppiati in Italia nel corso del 2007. Si tratta di più di 10mila incendi registrati che hanno interessato una superficie di 225.563 ettari dei quali 115.242 di terreni boschivi. Dal '97 non si verificava un numero maggiore di incendi, 11.612, dal '93 non bruciava una così estesa superficie boschiva, 116.378 ettari, e bisogna risalire fino al 1981 per trovare una più ampia superficie totale percorsa dal fuoco, 229.850 ettari. Al convegno hanno partecipato Cesare Patrone, capo del CFS, Michele Salvatore Lonzi, dirigente generale del Corpo nella Regione Sicilia, Giuseppe Delogu, comandante della Regione Sardegna, Giorgio Corrado, direttore del Servizio di politica forestale, ambientale e territoriale, Franco Cozza, capo del servizio di polizia forestale, agroalimentare e protezione civile e Giuseppe Vadalà, vicequestore aggiunto forestale responsabile del Niab, Nucleo investigativo anticendi boschivi. Sono intervenuti inoltre diversi esponenti del mondo accademico, come il professor Orazio Ciancio, vicedirettore dell'accademia di scienze forestali, Pier Maria Corona, professore di assestamento e pianificazione forestale presso l'Università della Tuscia, Giovanni Bovio, professore di assestamento forestale presso l'Università di Torino, Davide Pettenella, professore di economia ed Estimo forestale presso l'Università di Padova e Maurizio Santoloci, magistrato e docente presso la scuola del Corpo forestale dello Stato. (3 aprile 2008)

NASCE L'UFFICIO ANTIVIVISEZIONE DELL'ENPA. AVRÀ LA SUA SEDE PRESSO LA PROTEZIONE ANIMALI DI MONZA. SU QUESTO SITO GIÀ DISPONE DI UNA SUA PAGINA DA CONSULTARE

È nato all'inizio del 2008, l'Ufficio Nazionale Antivivisezione Enpa, con sede presso la Sezione di Monza e Brianza. La costituzione di tale Ufficio si è resa necessaria perchè la Protezione Animali, intende agire anche in questo campo in maniera autonoma, cosciente del proprio dovere di tutelare e difendere tutti gli animali e sostenuta dalla propria importanza sull'intero territorio italiano. La vivisezione è una pratica eticamente inaccettabile, gli uomini, infatti, non dovrebbero attribuirsi il diritto di utilizzare e sfruttare, per propri scopi o interessi, esseri viventi di alcuna specie. Si unisce all'aspetto immorale quello anti-scientifico, come testimoniano i numerosi ricercatori che hanno documentato i fallimenti della sperimentazione sugli animali. Nonostante sia stato più volte dichiarato che l'animale non è un buon modello sperimentale per l'uomo, molti scienziati continuano a sostenere la validità della vivisezione, o quantomeno si vedono costretti a eseguirla per disposizioni di legge. La ricerca scientifica può essere efficacemente svolta utilizzando metodi sostitutivi alla sperimentazione animale e l'Ufficio Antivivisezione dell'Enpa, si impegnerà per promuoverli e incentivarne il loro impiego, chiedendo anche la collaborazione dei Parlamentari. L'Ufficio Antivivisezione si occuperà, inoltre, di sensibilizzare l'opinione pubblica e agirà in ogni campo della sperimentazione animale, medicina, chirurgia, psichiatria, cosmesi, industrie chimiche, attività didattico-dimostrative nelle università e ricerca scientifica, con lo scopo finale di abolirla definitivamente. Sul sito nazionale dell'Enpa, www.enpa.it, è già attiva la pagina dedicata all'Ufficio Antivivisezione. Indirizzo email: antivivisezione@enpa.org. (20 marzo 2008)

VISITE GRATIS PER I NOSTRI PET FINO AL 30 APRILE. TERZA EDIZIONE DELLA "STAGIONE DELLA PREVENZIONE" DELL'ANMVI

Visite veterinarie gratuite per i nostri amici a quattro zampe fino al 30 aprile prossimo. La "Stagione della Prevenzione" organizzata dall'Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari), giunta alla terza edizione, da la possibilità di far visitare gratuitamente il nostro "pet" in una delle tante strutture veterinarie che hanno aderito alla manifestazione. L'iniziativa – organizzata da Anmvi e da Hill's Per Nutrition – ha lo scopo di sensibilizzare i proprietari di cani e gatti a una maggiore prevenzione veterinaria.
Tra le novità di quest'anno, l'istituzione di un numero verde 800 189 612 che dal primo marzo da istruzioni sulle strutture veterinarie più vicine per prenotare la visita di controllo gratuita. Anche i veterinari aderenti all'iniziativa potranno chiedere assistenza e informazioni. Quest'anno l'adesione dei veterinari è stata da record, tanto da costringere gli organizzatori a prorogare di 10 giorni, ovvero fino al 10 febbraio, la campagna di adesione. Inoltre, ai cittadini che porteranno i loro animali negli "ambulatori della prevenzione", sarà data loro in omaggio la guida pratica alla salute del pet intitolata "dal Naso alla Coda". Il FNOVI (federazione nazionale ordine veterinari italiani) e il ministero della Salute, anche per questa edizione hanno concesso il loro patrocinio all'iniziativa. Lo scorso anno vi sono state 10mila telefonate e 8mila visite di controllo con il 75% dei veterinari che hanno effettuato almeno una visita. I risultati si sono visti chiaramente; a più della metà degli animali visitati, circa 4mila in tutto, è stata diagnosticata una patologia, di questi, mille hanno iniziato un trattamento che renderà loro la vita migliore e più lunga. La presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi, considera la Stagione della prevenzione "importantissima per 2 ragioni: perchè innanzitutto punta a tutelare e preservare la salute dei nostri amati animali da compagnia e poi perchè fa cultura. Ai veterinari e alla loro associazione va il nostro convinto ringraziamento". (10 marzo 2008)

LA COMMISSIONE EUROPEA PROPONE DI RENDERE PIÙ CHIARE ED ESPLICATIVE LE ETICHETTE SUI CIBI IN SCATOLA PER ANIMALI DOMESTICI

La Commissione europea ha proposto che sui cibi per animali domestici vi siano etichette più semplici e più chiare per scegliere le migliori scatolette a base di carne o di pesce, oppure le crocchette più salutari. Inoltre, consiglia anche più attenzione ai produttori di mangimi e alimenti per animali al fine di semplificare le procedure per etichettare e commercializzare i loro prodotti. L'obiettivo di tale iniziativa è duplice: proteggere la salute e il benessere degli animali, e quindi anche la salute pubblica, e stimolare l'innovazione di un'industria che rappresenta a livello europeo un giro d'affari di circa 50 miliardi di dollari. L'iniziativa di Bruxelles consentirà alle 62 milioni di famiglie europee che accolgono animali da compagnia di valutare al meglio il contenuto reale degli alimenti che acquistano per i loro amici a quattro zampe. Inoltre, misure specifiche sono previste anche per gli alimenti dietetici ed i clienti che vorranno avere più informazioni potranno telefonare a un numero telefonico che stampato sull'etichetta. (5 marzo 2008)

IL TRIBUNALE DI PALERMO CONDANNA LIDIA TOGNI A 2300 EURO DI MULTA PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI

Il Tribunale di Palermo ha condannato Lidia Togni e Mario Santinato, rispettivamente rappresentante legale e procuratore speciale del circo Togni, al pagamento di una multa di 2300 euro e 1850 euro. Lidia Togni, è stata riconosciuta colpevole della violazione dell'articolo 727 del Codice Penale che prevede sanzioni per il maltrattamento degli animali, mentre Santinato è stato condannato, insieme alla Togni, per violazione della norma sullo smaltimento dei rifiuti liquidi e solidi nel periodo in cui la struttura circense ha sostato a Palermo.
La vicenda risale all'inizio del 2005 quando Giovanni Guadagna, attuale responsabile nazionale dell'Ufficio Cattività dell'Enpa, segnalò alla Procura della Repubblica che molti animali si trovavano stretti nelle loro gabbie, praticamente impossibilitati a muoversi. La Procura incaricò i Carabinieri di effettuare i dovuti controlli, coadiuvati anche da un veterinario incaricato della perizia. Ne scaturì, quindi, il rinvio a giudizio che ha portato, poi, alla condanna.
Soddisfatta l'Enpa per la sensibilità dimostrata dai giudici parlermitani. "Il tribunale di Palermo – ha dichiarato Giovanni Guadagna – ha riconosciuto la validità delle linee guida per il corretto mantenimento degli animali nei circhi, che, anche in qualità di teste dell'accusa durante il processo, ho sottolineato. Il riconoscimento del valore delle linee guida, ha sicuramente contribuito alla loro condanna, la quale, è bene ricordarlo, scaturisce dall'applicazione dell'articolo 727 del Codice Penale così come riformulato dalla nuova legge sul maltrattamento degli animali. Un altro circo Togni – continua Guadagna – è attualmente stato investito dall'applicazione dello stesso articolo, procedimento scaturito stavolta da un sequestro recentemente operato dal Corpo Forestale dello Stato nel litorale romano. Occorrerebbe pertanto che i circhi facessero ammenda e provvedessero da subito ad iniziare un percorso di civiltà il quale dovrà concludersi con l'eliminazione degli spettacoli con animali". (27 febbraio 2008)

L'UE MINACCIA UNA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L'ITALIA SE NON SARANNO RISPETTARE LE NORME SULLA MACELLAZIONE

L'Ue potrebbe avviare una procedura di infrazione contro l'Italia, a norma dell'articolo 226 del trattato CE, qualora le autorità italiane non facciano rispettare le direttive comunitarie sulla macellazione di ovini, caprini e suini. Lo ha scritto in maniera esplicita il commissario europeo alla Salute pubblica, alla Sicurezza alimentare e alla Salute e al benessere degli animali, Markos Kyprianou, rispondendo a un'interrogazione dell'europarlamentare Mario Borghezio relativa al caso specifico di Reggio Emilia. Nella cittadina emiliana, infatti, era nata una grande polemica in merito alle macellazioni rituali svolte da cittadini islamici durante il periodo della festa di Abramo. La polemica si era inasprita quando si venne a sapere che il comandante dei vigili urbani, Antonio Russo, aveva dato disposizioni scritte ai suoi sottoposti di non intervenire in caso fossero arrivate segnalazioni di macellazioni rituali "ancorchè eseguite al di fuori dei dettami di Legge". Anche l'Enpa, intervenne in proposito. La presidente della sezione provinciale di Reggio Emilia, Stella Borghi, il 17 dicembre presentò un esposto alla Procura della Repubblica. Nel frattempo, 42 parlamentari di vari schieramenti politici, presentavano un'interrogazione urgente al ministro della Salute. Alcuni giorni dopo il sottosegretario Marcella Lucidi rispondeva, a nome del ministro, che tale ordinanza era da considerarsi illegittima. Secondo il Commissario europeo Kyprianou, gli animali macellati al di fuori delle strutture autorizzate, debbono comunque essere preventivamente storditi. (21 febbraio 2008)

IL LAGO DI PERGUSA RISCHIA DI MORIRE. A LANCIARE L'ALLARME IL QUOTIDIANO "LA REPUBBLICA". GLI ESPERTI SONO AL LAVORO PER CERCARE DI STABILIRNE LE CAUSE

Il quotidiano la Repubblica, lancia l'allarme per il lago di Pergusa, in provincia di Enna. Secondo il giornale romano, lo specchio d'acqua, il più alto della Sicilia, sarebbe vittima di un vero e proprio disastro ambientale, che potrebbe portarlo verso la morte. Qualche giorno fa, sulle sue rive note nella mitologia per il ratto di Proserpina, c'erano numerosi esperti e biologi per cercare di capire la causa dell'improvvisa moria di pesci. Non è ancora chiaro, però, se sia un fenomeno naturale o meno. A subire i danni maggiori sarebbero le carpe, una specie con la quale il lago era stato ripopolato tre anni fa, dopo che il bacino era rimasto a secco per diverso tempo, svuotato d'acqua dalle numerose case di villeggiatura della zona e soprattutto dall'autodromo che lo circonda a mo' di anello. Il lago di Pergusa è situato in una zona naturalistica fra le più belle della Sicilia. Secondo la leggenda, Proserpina, figlia di Demetra, venne rapita da Ade proprio mentre passeggiava lungo le sue rive. (21 febbraio 2008)

I CARABINIERI INTERROMPONO UNA CORSA CLANDESTINA DI CAVALLI A MESSINA. SEQUESTRATI 2 QUADRUPEDI

Domenica, 17 febbraio, verso le 7 del mattino, i carabinieri, hanno interrotto una corsa di cavalli clandestina che si svolgeva a Messina su via Consolare Pompea – Villaggio Contemplazione. I militari della Compagnia di Messina centro, insieme ai colleghi del Nucleo Radiomobile, hanno denunciato 28 persone per interruzione di pubblico servizio (ex art. 340 c.p.). Gli uomini, a bordo di moto, avevano il compito di scortare la corsa dei cavalli, percorrendo la strada in modo da bloccare l'intera carreggiata e impedendo la libera circolazione veicolare. Il tempestivo intervento delle pattuglie, permetteva ai Carabinieri di fermare in piena sicurezza l'intero convoglio, evitando infortuni sia alle persone a bordo delle moto, sia ai cavalli in corsa. All'operazione hanno preso parte 45 militari che, tra l'altro, hanno sequestrato 2 cavalli con rispettivi calessi, 10 motoscooter, 4 cronometri e 1600 euro in contanti. (19 febbraio 2008)

CUCCIOLO DA 100 MILA EURO "MADE IN COREA" PER UNA RICCA DONNA AMERICANA. È LA PRIMA CLONAZIONE DI CANE EFFETTUATA PER SCOPI "NON SCIENTIFICI"

Una ricca donna disabile Californiana, Vernon McKernie, ha incaricato un'azienda biotech sudcoreana, la Rnl Bio, e l'Università di Seul, di clonare il suo pitbull passato a miglior vita. Il contratto prevede, la consegna del cucciolo entro un anno, al modico prezzo di 140 milioni di won, pari a circa 102 mila euro. Il team del Centro di ricerca sulla clonazione animale e sulle staminali dell'ospedale medico veterinario dell'ateneo sudcoreano, insieme alla Rnl Bio, clonerà l'animale utilizzando una cellula della sua pelle, conservata come una reliquia dall'eccentrica padrona americana. Un altro cane verrà utilizzato come mamma surrogata. La clonazione del cane della signora McKernie è la prima al mondo effettuata per motivi non scientifici. (14 febbraio 2008)

L'UE VARA IL "SEIS", UN SUPERCOMPUTER CHE RACCOGLIERÀ CON SATELLITI E CENTRALINE TUTTI I DATI RELATIVI ALL'AMBIENTE DEI 27 STATI MEMBRI

La Commissione europea ha proposto di raccogliere in un unico sistema informatico, denominato "Seis" (Shared Environmental Information System), tutti i dati sull'ambiente che in ogni momento della giornata, sono rilevati in tutta Europa. Si tratta di centraline che misurano la qualità dell'aria nelle città, satelliti che controllano gli spostamenti dei banchi di pesci, le inondazioni, gli incendi e i terremoti, che monitorano l'inquinamento dei mari, dei laghi e dei fiumi. Nel "Seis" saranno raccolte anche statistiche sulla biodiversità e i dati in tempo reale sul clima. Il commissario Ue all'ambiente, il greco, Stavros Dimas, presenterà un piano dettagliato per la realizzazione del Seis che dovrà essere finanziato dai bilanci nazionali, regionali, dai fondi europei per la ricerca, del programma Life+, per la competitività e l'innovazione, e con i fondi strutturali. Nell'Ue vi sono più di 70 atti normativi che impongono agli Stati membri di raccogliere i dati sull'ambiente. Al momento, però, questa immensa mole di informazioni non è consultabile facilmente dai cittadini o dai politici. Grazie al Seis, che raccoglierà le informazioni presenti nei database settoriali, come quello sulla qualità delle acque, il Wise (Water Information System for Europe), o della rete europea d'informazione ambientale Eionet o del sistema satellitare Gmes (Global Monitoring for Environment and Security), tale inconveniente sarà superato. (6 febbraio 2008)

L'EX BEATLE PAUL McCARTNEY E SUA MOGLIE LANCIANO UN APPELLO ALL'UNIONE EUROPEA AFFINCHÈ VIETI IL COMMERCIO DEI PRODOTTI DI FOCA

Contro la strage di foche in Canada scende in campo anche Paul McCartney. L'ex Beatle condanna la caccia praticata ogni anno nel Paese e invita gli animalisti a esercitare pressioni contro l'Unione europea affinchè vieti il commercio dei prodotti a base di foca e propone che l'Unione raccolga le opinioni sulla proposta di un divieto fino al 13 febbraio in modo che la gente possa esprimere il suo dissenso e contribuire alla fine del massacro delle foche a fini commerciali. Inoltre, si sfoga Sir Paul, "Come me, avete sicuramente visto le terribili immagini dei cuccioli di foca indifesi picchiati e uccisi per la loro pelliccia, delle foche ferite lasciate in agonia. Dei cuccioli macellati ancora vivi. E qual'è la ragione di tante sofferenze? Che qualcuno possa vendere le loro pellicce". Nel 2006, McCartney e l'ex moglie Heather Mills visitarono un rifugio di cuccioli di foche in Groenlandia, nel golfo del lago Saint Laurent, per protestare contro la caccia annuale e denunciando l'inutile crudeltà. I pescatori rivendono le pellicce all'industria della moda in Norvegia, in Russia e in Cina, mentre il grasso viene acquistato dal settore cosmetico. Per ogni foca vale più di 50 euro. Secondo il grande musicista, solamente un divieto dell'Ue su tale commercio potrebbe stroncare la caccia a fini commerciali. (4 febbraio 2008)

ZOO, PRONTE LE MODIFICHE CHIESTE DALL'UNIONE EUROPEA. MA LE VOLONTÀ COMUNITARIE SONO DISATTESE

Fatta la legge trovato l'inganno? Niente affatto: quando si parla di benessere degli animali l'inganno è già spiegato nella legge. È questo il duro commento di Enpa all'ennesima messa in scena delle autorità governative italiane che nuovamente disattendono le disposizioni europee. Le false modifiche sono contenute nella Legge Comunitaria 2008, da poche ore consegnata dal Governo alla Camera e al Senato.
La Direttiva sugli zoo della Commissione Europea obbligava gli Stati membri a chiudere tutti i giardini zoologici inutili alla difesa della biodiversità. L'Italia, furbescamente, aveva invece considerato nella definizione di giardino zoologico solo chi difendeva la biodiversità. In tale maniera, non essendo chiaramente definiti gli zoo, rimanevano aperte anche le strutture peggiori. Per tale motivo era stata avviata la procedura di infrazione contro l'Italia la quale doveva rimediare nella Comunitaria 2008. Questa, però, si dimentica di modificare un'altra parte nulla della definizione di zoo che continua ad escludere i serragli che per numero e specie di animali prigionieri, sono considerati inutili alla difesa della biodiversità. In pratica nulla, anche questa volta, cambierà.
Inoltre, tra le altre gravi inadempienze, ENPA denuncia la mancanza di rigorose disposizioni per la salvaguardia del benessere degli animali, l'incredibile manomissione che di fatto ha abrogato i tempi di presentazione delle domande di licenza, e la possibilità di aprire nuovi zoo addirittura senza licenza.
"Già nello scorso mese di novembre – ha aggiunto Guadagna – Enpa aveva denunciato come il segretissimo testo fatto pervenire sul tavolo del Consiglio dei Ministri prima della consegna al Parlamento, conteneva gravissime disattenzioni. Queste non solo già compromettono il benessere degli animali ma costeranno al nostro Paese pesanti sanzioni. Per avere copia del testo incriminato avevo personalmente scritto – ha concluso Guadagna – al Dipartimento delle Politiche Comunitarie, ma incredibilmente mi era stato risposto che si trattava di atti riservati. Peccato che le sanzioni non ricadranno solo sul conto di chi ha commesso gli errori."
Enpa ha già preso contatto con gli uffici della Comunità europea affinchè l'Italia sia obbligata a recepire senza inganni le disposizioni in difesa degli animali. ENPA promuoverà inoltre la presentazione di emendamenti alla legge, che saranno così resi disponibili alla ripresa dei lavori delle Commissioni parlamentari competenti.
Oltre 30.000 animali sono oggi tenuti prigionieri nel centinaio di zoo italiani. La legge italiana sugli zoo, entrata in vigore nel maggio 2005, ha recepito con sei anni di ritardo una specifica direttiva comunitaria. Oltre alla attuale proposta di modifica, la legge zoo è stata manomessa con due distinti provvedimenti già agli inizi del 2006. Gli unici ad avvantaggiarsi di tale situazione saranno i botteghini di zoo-bioparchi, delfinari ed altre strutture detentive. (4 febbraio 2008)

CHIUDE LA STAGIONE VENATORIA, PER LA PROTEZIONE ANIMALI SONO 200 MILIONI LE VITTIME DELLA CACCIA "UFFICIALE".

Sono oltre 200 milioni, secondo le stime dell'Enpa, gli animali uccisi nel corso della stagione venatoria 2007–2008, che si concluderà domani. Questa stima, ottenuta dall'analisi dei calendari venatori regionali, è tuttavia parziale: al numero già spaventoso di 200 milioni vanno aggiunti gli animali uccisi nei cosiddetti "abbattimenti selettivi", quelli vittime della caccia in deroga (nel 2007 l'Enpa, su dati riferiti alla stagione venatoria 2004–2005 ha accertato l'uccisione di 1.600.000 esemplari) e, infine, gli animali preda dei bracconieri. Un quadro, insomma, disastroso. L'attività venatoria concorre alla scomparsa di numerose specie e all'inquinamento ambientale causato dalle cartucce e dal piombo, ormai fuorilegge dal 2000.
Sono centinaia di migliaia gli esemplari che vengono uccisi negli abbattimenti selettivi, un modo per prolungare la stagione venatoria e per rendere cacciabili alcune specie (come la volpe) nei dodici mesi dell'anno. La caccia in deroga, invece, è causa della morte di centinaia di migliaia di piccoli uccelli (passeri, storni, corvidi) colpevoli di arrecare danni definiti "gravissimi" all'agricoltura ma mai accertati. Fringuelli e peppole vengono uccisi solo perchè rientrano nella cosiddetta "caccia tradizionale" e quindi per puro diletto. Sulla caccia in deroga l'Enpa ha redatto un dossier: analizzando i dati ufficiali riferiti alla stagione venatoria 2004–2005, l'Enpa nel 2007 ha accertato l'uccisione di oltre un milione e seicentomila esemplari. Il dossier è disponibile, con i dati regionali, sul sito della Protezione Animali (www.enpa.it), nella sezione della fauna selvatica. Infine, la piaga del bracconaggio: colpisce una quantità considerevole di animali particolarmente protetti, come i rapaci. Vittime difficilmente quantificabili poichè solo una minima parte viene accidentalmente ritrovata e consegnata ai centri per il recupero della fauna selvatica. I controlli verso i cacciatori e i bracconieri, invece, continuano ad essere insufficienti.
"La caccia non è un diritto, bensì una concessione. Non è uno sport, ma un'attività cruenta che uccide altri esseri viventi, umani compresi: in questa stagione sono morte 54 persone, quasi 100 i feriti", commenta Andrea Brutti, responsabile Ufficio fauna selvatica Enpa. "I cacciatori, una netta minoranza della popolazione, hanno anche il privilegio di poter entrare nei fondi agricoli privati senza dover essere autorizzati dal proprietario, una ingiustizia permessa dall'art. 842 del codice civile, contro il quale l'Enpa e le altre associazioni animaliste hanno intrapreso una raccolta firme disponibile nel sito www.enpa.it".
Sono necessarie misure estremamente restrittive: tra di esse, l'eliminazione delle attività "ludico ricreative", inutili e dannose e per di più non volute dalla maggioranza degli italiani, come la caccia: Enpa auspica uno stop definitivo, poichè insostenibili per l'ambiente. (31 gennaio 2008)

IL MINISTERO DELLA SALUTE CONFERMA LA LISTA DEI CANI PERICOLOSI MA PER L'ENPA LA COLPA È DEI PADRONI

Il 29 gennaio, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è entrata in vigore la nuova ordinanza del ministero della Salute sulla "Tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani".
Il provvedimento, adottato per la prima volta dall'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia nel 2003, resterà in vigore per un anno e va a rinnovare quello del 12 dicembre 2006 varato dall'attuale ministro della Salute Livia Turco e scaduto lo scorso 13 gennaio.
L'ordinanza conferma il divieto ll'addestramento e alla selezione o all'incrocio tra razze, per esaltare l'aggressività dei cani. Confermata in toto la lista delle razze considerate potenzialmente pericolose. I proprietari di cani ritenuti "pericolosi" dalla lista ministeriale, dovranno vigilare con particolare attenzione e stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi. Nell'elenco compaiono 17 razze: American Bulldog, cane da pastore di Charplanina, cane da pastore dell'Anatolia, cane da pastore dell'Asia centrale, cane da pastore del Caucaso, cane da Serra da Estreilla, Dogo Argentino, Fila brazileiro, Perro da canapo majoero, Perro da presa canario, Perro da presa Mallorquin, Pit bull, Pit bull mastiff, Pit bull terrier, Rafeiro do alentejo, Rottweiler, Tosa inu.
L'Enpa, però, giudica assolutamente inutile e priva di fondamento scientifico tale lista, dal momento, che, secondo gli esperti della Protezione Animali, non esistono razze più pericolose di altre, il problema semmai, è dei padroni che spesso addestrano ed incoraggiano i loro cani ad essere aggressivi. Per loro, i proprietari, è confermato l'obbligo di condurli in strada o in altri luoghi pubblici muniti di museruola o guinzaglio. Tali strumenti dovranno essere utilizzati insieme nei locali e sui mezzi di trasporto pubblici o in qualsiasi altro luogo qualora il cane appartenga a una delle razze sopra citate. Ribadito anche il divieto di sottoporli al doping, come previsto dalle legge 376 del 2000, al taglio di coda e orecchie, e in generale, a tutti gli interventi chirurgici "finalizzati a scopi non curativi", nonchè l'uso di "collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici". (30 gennaio 2008)

CINEMA, ESCE OGGI IL FILM DI SEAN PENN. ENPA LO SCONSIGLIA: C'È UNA DRAMMATICA SCENA CON UN ALCE SCUOIATO

Esce oggi nelle sale cinematografiche italiane un film di Sean Penn dal titolo Into the wild. Questa pellicola ha una scena di una crudezza e di una violenza terribili. Si tratta dello scuoiamento di un alce ripresa in primo piano.
Il rappresentante dell'Enpa nella Commissione di revisione cinematografica del Ministero dei Beni Culturali, Paolo Spicacci, ha immediatamente richiesto il taglio della scena poichè – per quanto l'animale non sia vero, come da certificazione dell'American Humaine Association – è estremamente realistica. Pur essendoci stata la disponibilità della casa di distribuzione italiana l'ultima parola spetta al regista Penn che sta facendo di tutto per non essere rintracciato. Paolo Spicacci, a nome dell'Enpa, ha chiesto un incontro con il Ministro al fine non solo di segnalare questa situazione grave ma anche per trovare una soluzione definitiva che possa salvaguardare al meglio il benessere e anche la dignità degli animali. Enpa propone, infatti, una soluzione di tipo americano: la presenza, cioè, sul set di qualificati rappresentanti animalisti in grado di tutelare gli animali utilizzati nei film. Questa proposta, oltre ad essere sottoposta all'attenzione del Ministero per i Beni Culturali, sarà presto formalizzata da Enpa ai produttori italiani.
È vergognoso che scene come quella presente nel film di Sean Penn non debbano essere sanzionate anzi vengono date in pasto anche ai minori. Enpa sconsiglia comunque a chiunque ami gli animali di vedere il film. (25 gennaio 2008)

AZIENDA USA PRODUCE CIBO INFETTO PER CANI, TANTE LE BESTIOLE MORTE. TRE MILIONI DI DOLLARI DI RISARCIMENTO AI PROPRIETARI

Un'azienda Usa che produce cibo per animali, la Diamond Pet Foods, dovrà risarcire con 3,1 milioni di dollari a decine di proprietari di cani che hanno visto morire le loro bestiole a causa di cibo contaminato prodotto dalla stessa azienda. L'avvocato delle famiglie "vittime", afferma di aver raggiunto l'accordo con i dirigenti della Diamond Pet Foods, la quale ha ammesso che i suoi dipendenti dello stabilimento di Gaston, nel Sud Carolina, non avevano effettuato i dovuti controlli. Paradossalmente, il testo dell'accordo recita che l'azienda in questione "non ha commesso nulla di illegale". Il rimborso prevede un compenso per la perdita dell'animale, delle spese veterinarie e del cibo acquistato. Il mangime infetto era stato venduto in 23 Stati, poi una veterinaria nel 2005 scoprì che la morte di un cane era stata causata dal cibo prodotto dalla Diamond e l'azienda fu costretta a ritirare dal mercato circa 20 varietà di alimenti per cani e gatti. (7 gennaio 2008)

I DIRITTI DEGLI ANIMALI RICONOSCIUTI DALL'UE. CARLA ROCCHI (ENPA): "MA GLI STATI POSSONO NON TENERNE CONTO"

Il 13 dicembre i 27 Stati appartenenti all'Ue, hanno firmato a Lisbona il trattato di riforma dell'Unione. Nella seconda parte di tale trattato, precisamente nell'articolo 13, gli animali sono stati definiti "esseri senzienti", questo articolo sostituisce il meno impegnativo "Protocollo sulla protezione e il benessere degli animali" entrato in vigore nel 1997 a seguito del Trattato di Amsterdam. L'Ue, ha così ribadito il loro diritto inalienabile al benessere e al rispetto, anche quando questi sono destinati, purtroppo, a diventare cibo per gli esseri umani. Nonostante queste disposizioni, però, almeno nell'immediato, non cambierà nulla. Sembra molto difficile, infatti, che la decisione della Ue possa influenzare i governi per leggi più severe contro i maltrattamenti di animali, specialmente per quelli da affezione, dal momento che in alcuni stati dell'Est è ancora in pratica la soppressione dei cani nei canili pubblici. "È un po' come la moratoria sulla pena di morte – ha dichiarato Carla Rocchi, Presidente Nazionale dell'Enpa, al quotidiano La Stampa –. Gli stati non sono costretti a tenere conto dell'articolo 13 per legiferare. Il vero punto è non tanto la normativa europea avanzata, ma l'allineamento dei vari paesi ad altri, va detto che questo inserimento porterà a normative sempre più attente al benessere degli animali per uno standard europeo avanzato. Noi italiani siamo già i migliori nel settore". (3 gennaio 2008)

GLI USA DICONO STOP ALL'IMPIEGO DEI CANI COME CAVIE DA LABORATORIO PER I FUTURI CARDIOCHIRURGHI

Anche negli Usa sono state bandite le esercitazioni a cuore aperto sui cani per istruire studenti in cardiologia. Erano oramai rimasti in 2, gli atenei d'oltreoceano che continuavano con questa pratica, tanto antica quanto crudele, la "Case Western Reserve University" in Ohio e il "New York Medical College" di Valhalla (Ny).
Queste finora hanno utilizzato cani per mostrare ai loro studenti come funziona un cuore "vivo" e come si interviene in caso di patologie. Ora questi esperimenti verranno sostituiti dall'uso di sofisticati ecocardiogrammi da effettuare su esseri umani, come ad esempio un compagno di corso. Negli Usa, vengono ancora largamente impiegati maiali e scimmie a tale scopo, dal momento che il funzionamento del loro cuore è molto simile a quello degli uomini. (3 gennaio 2008)